FLiXBUS approda anche in Spagna

10000_tickets-300x250pxFLiXBUS  la start-up degli autobus verdi a poche settimane dall’ingresso nel Regno Unito approda anche in Spagna, inaugurando collegamenti giornalieri diretti tra Genova e Barcellona, portando a 18 il numero dei Paesi interessati dal network della mobilità leader in Europa.
Con questa nuova linea, FLiXBUS  è in grado di offrire un’alternativa di viaggio sostenibile e accessibile non solo a chi vorrà visitare Barcellona, ma anche a quanti desiderino raggiungere alcune delle località più rinomate del sud della Francia: la linea, infatti, effettua fermate intermedie anche a Nizza, Cannes, Aix-en-Provence, Marsiglia, Nîmes e Montpellier.
Per i ponti del 25 Aprile e del 2 Giugno FLiXBUS lancia l’offerta: “viaggia in Italia e scegli il tuo prezzo: tratte a 1€, 5€, 9€” – tra le destinazioni più richieste in Italia segnaliamo: Torino, Roma, Lucca, Venezia, Milano, Verona, Ferrara e molte altre a partire da solo 1€!
In occasione dell’attivazione del collegamento con Barcellona FLiXBUS promuove la Super Offerta “Hola Barcelona!” con la messa a disposizione di 10.000 biglietti per Barcellona a soli 9€ con partenza da Genova.
Mentre per il Regno Unito è sempre valida l’offerta “London Calling: Parigi – Londra a 9€ – una doppia vacanza a soli 9€”.
I servizi a bordo degli autobus FLiXBUS sono molteplici: grazie al servizio di Wi-Fi gratuito, su ogni autobus si può navigare sul web, guardare film, ascoltare musica o semplicemente rilassarsi; ogni autobus, inoltre, è dotato di prese di corrente, fondamentali per un lungo viaggio – in modo che pc portatile, tablet o cellulare non saranno mai scarichi.
L’offerta di FLiXBUS è caratterizzata da un modello di business unico e innovativo, basato sulla collaborazione con una rete di aziende partner e una chiara distinzione dei ruoli: da un lato la start-up FLiXBUS, che si occupa della pianificazione delle linee, del marketing, e del servizio pre e post vendita, dall’altro i partner locali, piccole e medie imprese di autobus, che si occupano dello svolgimento del servizio operativo, rispettando gli standard qualitativi stabiliti da FLiXBUS e assicurando un servizio di qualità.
Con FLiXBUS diventa quindi possibile viaggiare in tutta Europa in modo sostenibile, confortevole e piacevole e fatto non secondario, con oltre 45.000 collegamenti giornalieri verso oltre 700 destinazioni in 18 Paesi, gli autobus verdi rappresentano un’alternativa moderna e adatta a tutte le tasche.
I biglietti si possono acquistare su www.flixbus.it, presso le agenzie di viaggio affiliate e attraverso l’app gratuita di FLiXBUS.
Nel caso in cui vi siano ancora posti liberi, inoltre, i passeggeri last-minute potranno acquistare i biglietti a prezzo pieno dal conducente al momento della partenza.

Per maggiori informazioni:
www.flixbus.it

Cuneo – Spontaneamente musica e la nota stonata!

stonata3Circa un mese fa la band “Tony Mac Music Show“, mentre tornava a casa dopo una tournée in Trentino è stata vittima di un pauroso incidente stradale sulla A21, dove un tir saltando lo spartitraffico è piombato nella carreggiata opposta centrando in pieno il furgone su cui viaggiavano i quattro componenti della band che nell’impatto hanno perso tutti la vita.
Una tragedia immane che ha gettato nello sconforto famigliari e amici delle vittime, generando profondo cordoglio nell’opinione pubblica e in tantissimi colleghi musicisti che hanno esternato la loro vicinanza con messaggi di cordoglio, attraverso i social, da tutta Italia; mentre la trasmissione Radio 1 Music Club condotta da John Vignola li ha ricordati dai microfoni di Radio RAI1 venerdì 11 marzo 2016 (il podcast è disponibile sulla pagina Radio 1 Music Club – Podcast).
Durante la camera ardente e il funerale come richiesto dai famigliari delle vittime, colleghi musicisti, amici e artisti di strada hanno suonato in ricordo dei componenti della band, prematuramente scomparsi, e sono stati attimi toccanti nonchè il modo migliore per accompagnarli nel loro ultimo viaggio.
Dopo circa una settimana dai funerali è stato lanciato su facebook ( tramite una pagina di un artista di strada, Andrea Ruberto) un evento denominato “Spontanemente Musica” programmato per il 10 aprile 2016 nella centrale via Roma a Cuneo.
L’incipit dell’evento recita: “In data 10 aprile 2016 è stata organizzata a Cuneo una manifestazione no profit a carattere musicale su richiesta popolare per onorare quattro amici musicisti che il 6 Marzo 2016 hanno perso la vita in un incidente sulla A21 nei pressi di Brescia e per parlare di musica attraverso la musica, più specificatamente attraverso la musica di strada”.
Quasi in contemporanea (12 marzo 2016) la pagina facebook “Cuneo Rock” ha postato una lettera aperta indirizzata Al Signor Sindaco della Città di Cuneo e a tutti i Sindaci della Granda, nella quale viene rivolto un appello affinchè la musica live possa continuare a vivere a Cuneo e nell’intera provincia.
Può essere che le due iniziative abbiano trovato un punto di sinergia sulla tematica di promuovere la musica live, fatto sta che sembrerebbe essere partita una sorta di collaborazione per organizzare al meglio l’evento del 10 aprile.
Ma visto che siamo in Italia, e le pastoie burocratiche sono all’ordine del giorno, ecco che gli organizzatori si trovano a dover fare i conti con la Legge regionale 15 luglio 2003 n. 17 “Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada” e soprattutto con la SIAE che sembrerebbe richiedere un pagamento preventivo a mo’ di fidejussione per la tutela del diritto d’autore sulla musica che si andrà ad eseguire.
In questo ginepraio si inserisce anche il Comune di Cuneo che in un primo momento sembrerebbe suggerire agli organizzatori di farsi carico del versamento SIAE, per poi correggere il tiro offrendosi di pagare con i soldi delle casse comunali la tassa richiesta.
Il feeling tra gli organizzatori a quanto pare si rompe e dalle rispettive pagine facebook si assiste a un botta e risposta tra quelle che dovevano essere le due anime dell’evento, con tanto di precisazioni, distinguo e quant’altro … per farla breve l’evento viene annullato.
L’ambiente comincia a surriscaldarsi e i giornali locali ne danno ampia notizia con titoli o sottotitoli un po’ sibillini del tipo . “Gli organizzatori hanno rinunciato poiché mancano 700 euro per pagare la Siae”“Ingiusto pagare la Siae” ecc.
La Cuneo Rock precisa che : “da parte nostra la giornata aveva l’intenzione di puntare l’attenzione sui musicisti della Granda e sui problemi che riscontra la musica live” mentre l’organizzatore primario a sua volta sottolinea che: “La manifestazione non è nata per i quattro musicisti, ma grazie a loro. Io non so come altro dirlo, mi sembra di ripetermi, ma va bene. Vogliamo parlare di musica. Lo facciamo in ricordo di loro quattro semplicemente perché senza ciò che è accaduto non si sarebbe arrivati ad indire l’evento”.
Questa mattina la SIAE ha rilasciato nella sezione news del suo portale la lettera inviata dal Direttore Generale Gaetano Baldini all’organizzatore dell’evento e al Sindaco di Cuneo (cliccando qui trovate la lettera).
Nella lettera il Direttore Generale SIAE conferma all’organizzatore di aver pagato personalmente l’intero diritto d’autore che maturerà, versando il relativo anticipo e allegando copia della licenza, della relativa fattura e dell’assegno.
Sul fatto che la SIAE sarebbe intervenuta in tal senso non avevo il benché minimo dubbio, perché come scrive il Direttore Generale è un atto dovuto per onorare la memoria dei quattro ragazzi, due dei quali erano associati alla SIAE.
Che poi la SIAE sia una sorta di carrozzone all’italiana e che da anni necessiti di una totale riforma strutturale, non ci piove!
Al di là del fatto che l’intervento della SIAE dovrebbe porre fine alla querelle e quindi consentire a chi lo vorrà di suonare liberamente domenica 10 aprile mi chiedo perché si sia voluto far diventare questo evento una sorta di commemorazione.
Un’eventuale commemorazione si sarebbe potuta fare chiedendo la relativa disponibilità ai famigliari e agli amici più cari, l’aver anche solo lasciato trasparire che l’evento musicale in cui suonare e parlare di musica possa avere utilizzato come cassa di risonanza l’atto commemorativo mi sembra una vera e propria nota stonata!

Aggiornamento………………..

In data 5 aprile 2016 il Direttore Generale della SIAE Baldini ha inviato un’altra lettera al Sindaco di Cuneo in cui afferma che la SIAE si dissocia dalla manifestazione affermando tra le altre cose: “Ho ricevuto molte email di amici dei musicisti scomparsi e parlato a lungo con due loro amiche. Mi hanno spiegato che in molti si sono dissociati da questo “signore” che, contro il volere di amici e familiari, ha strumentalizzato questa tragedia a fini personali. Ferma restando la mia personale disponibilità e quella della Siae ad onorare la memoria di quei Musicisti, ci dissociamo da qualsiasi iniziativa non concordata e non condivisa con e dai familiari.”

Cliccando qui trovate la lettera

Cala il sipario per Paolo Poli il genio del teatro

paolo-poli6Paolo Poli che avrebbe compiuto 87 anni tra due mesi se ne è andato dopo una lunga malattia mentre era ricoverato al Fatebenefratelli di Roma.
Aveva esordito in teatro nel 1958, portando in scena “Finale di partita” di Samuel Beckett e in quasi 60 anni di carriera era diventato uno dei più importanti attori teatrali italiani, talvolta imprestato al cinema e alla televisione.
Un artista decisamente sui generis, colto e raffinato, una sorta di Peter Pan dotato di una comicità brillante che affidandosi spesso e volentieri a personaggi “en travesti” ha portato in scena visioni oniriche accompagnate talvolta da doppi sensi eleganti e mai volgari.
La scrittrice Natalia Ginzubrg che rifiutò l’offerta di Poli per trasformare il suo libro “Le piccole virtù” in una piece teatrale lo definì: “Un lupo in pelle d’agnello”.
Era lontano dal teatro dal giugno del 2014 quando rappresentò per l’ultima volta lo spettacolo “Aquiloni”.
In Tv era ritornato da protagonista lo scorso anno con il programma-conversazione (in otto puntate) curato dall’amico Pino Strabioli, «E lasciatemi divertire» (è una citazione da Palazzeschi) nel quale tra ricordi personali, citazioni, letture e canzoni ha raccontato a modo suo i sette vizi capitali: lussuria, gola, ira, invidia, accidia, avarizia e superbia.
Un ritorno, quello in Tv, avvenuto quarant’anni dopo “Babau”, uno spettacolo in quattro puntate, scritto da Poli con Vito Molinari e Ida Omboni in cui venivano descritte, in una sorta di indagine/inchiesta, le maggiori caratteristiche negative dell’uomo medio italiano raccontando di: mammismo, conformismo, arrivismo e intellettualismo.
Il programma fu realizzato a Torino nel 1970 ma fu mandato in onda, nella RAI riformata, solo durante la programmazione estiva del 1976 a causa di una censura che ne vietò la trasmissione per ben sei anni.
Poli è stato in Italia uno dei primi personaggi pubblici dichiaratamente omosessuali e a proposito della sua dichiarata omosessualità una delle sue citazioni più calzanti fu: “Sapevo fin dall’inizio di essere gay. Entrai in una panetteria, e vidi che mi garbava il fornaio. Andai al cinema, davano King Kong, avevo cinque anni, e vidi che mi garbava pure il gorilla”.
Nel 2013 è uscita per Rizzoli la sua autobiografia “Sempre fiori mai un fioraio” in cui tra una passeggiata romana e una serie di pranzi ­ sempre nello stesso ristorante ­, Paolo Poli racconta a Pino Strabioli e ai lettori, che quasi per magia diventano spettatori, i suoi ottant’anni da “regina” delle scene.
Ha realizzato come interprete anche alcuni audiolibri per la Emons tra cui:
– I Promessi sposi
– La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, di Pellegrino Artusi

Altre sue citazioni famose:
“La mente è come l’ombrello: per funzionare deve essere aperta”
“Quando i nostri idoli cadono dagli altari, i lividi ce li facciamo noi”

Sempre fiori mai un fioraio. Ricordi a tavola

Chissà chi lo sa? Siamo in guerra o no!

Pray-belgique-tin-tinNegli anni’70 il sabato pomeriggio RAI 1 mandò in onda un fortunatissimo programma per ragazzi che si chiamava “Chissà chi lo sa?” condotto da Febo Conti per la regia di Cino Tortorella (quello che si travestiva da Mago Zurlì per presentare lo Zecchino d’Oro), nel programma due scuole medie si scontravano a suon di domande basate su indovinelli e cultura generale.
Se il programma fosse ancora in onda ai giorni nostri, credo che gli alunni delle medie non avrebbero alcuna difficoltà a rispondere “Si” a una domanda volta a chiedere se l’Europa sia o meno in guerra, non fosse altro per le immagini di terrore e sangue che dall’inizio del 2015 a intervalli ormai quasi costanti scorrono sugli schermi delle Tv di casa.
Peccato che gli adulti e tra questi quelli che si sono assunti l’onore e l’onere di guidare il nostro Paese alla stessa domanda rispondano da mesi a questa parte in maniera evasiva o per buttarla in ridere (mentre in realtà c’è solo da piangere) alla maniera di Razzi (quel senatore che ha fatto la fortuna, artisticamente parlando di Crozza): “ beh, non penso proprio!”.
Sveglia! Quello che è successo questa mattina a Bruxelles, ma prima ancora in Francia e in Turchia è l’ennesimo messaggio forte e chiaro: l’Europa è in guerra e l’Italia almeno che non voglia trasferirsi armi e bagagli su Marte c’è dentro fino al collo!
La domanda che viene spontanea rivolgere a chi di guerra deve ragionare e quindi Governo, Presidente del Consiglio, Ministro della Difesa, Ministro dell’Interno, Ministro degli Esteri è di una semplicità disarmante: cari signori, vi siete resi conto che i terroristi hanno cambiato strategia e non rivolgono più le loro attenzioni “al tritolo” alle sedi istituzionali o alle alte personalità che le governano ma stanno facendo la guerra al popolo: a chi prende la metropolitana per andare a lavorare, un aereo per andare in vacanza o cena al ristorante con gli amici o la famiglia.
E voi cosa pensate di fare? Volete trattare con i terroristi? Fatelo, al più presto e bene! Non volete trattare? Allora non vi resta che combatterli, ma come? Mandando in avanscoperta dei droni?
Vi è sufficientemente chiaro che quella che stiamo vivendo è una guerra anomala perché il terrorismo è un fenomeno capace di sfuggire anche al più sofisticato sistema di sicurezza, e la riprova la si è avuta questa mattina nell’aeroporto di Bruxelles che è tra i più sicuri al mondo.
I carri armati o gli aerei super tecnologici possono servire per combattere e distruggere le loro roccaforti, là dove nasce il tutto, ma in Europa la guerra da combattere è qualcosa di più sottile e subdola, perché il nemico primario è la mente umana, che talvolta volteggia fino a quando non trova pace in una cintura esplosiva.
Qualcuno ci ha messo in testa che dobbiamo salvare il mondo, esportando la democrazia in ogni angolo del pianeta, ma siamo così tanto sicuri di riuscirci visto che gli stessi USA a quanto par di capire non hanno nessuna intenzione di imbarcarsi in un’altra guerra di Medio Oriente.
E se invece cominciassimo a guardare dentro i nostri confini, pensando magari a come rendere più sicuro il nostro Paese e di concerto l’incolumità dei suoi abitanti?
Qualcuno si indigna quando si parla di chiudere le frontiere, perché un Paese democratico non può rifiutarsi di accogliere chi è in difficoltà, ma alle difficoltà degli italiani chi ci pensa?
L’Europa no di sicuro, anzi fino ad oggi ci ha solo creato difficoltà, bacchettandoci e imponendoci direttive che vanno contro gli interessi economici dei cittadini e delle aziende italiane ( penso soprattutto al comparto agricolo, dove si è arrivati a non poter più commercializzare i prodotti della nostra terra per far posto a quelli imposti dalle dinamiche di mercato europee: agrumi, pomodori, olio, ecc.).
Mentre il premier Renzi twitta “col cuore e con la mente a Bruxelles” è sacrosanto che il cuore di tutti, non solo il suo, abbia avuto un sussulto al cospetto dell’ennesimo massacro, credo però che la mente di chi ha la responsabilità delle sorti del proprio Paese e dei suoi abitanti dovrebbe darsi delle priorità ben precise che non riguardino: centri accoglienza, moschee, e quant’altro ma unicamente la tutela del popolo italiano da chi lo sta chiamando in guerra!

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La tragedia dell’Erasmus e il saper tacere

Erasmus-lutto-FBLa morte di una persona cara è qualcosa che lascia senza parole, sempre, e a maggior ragione quando ad andarsene sono delle giovani vite che vengono strappate senza un perché al loro futuro e all’amore delle loro famiglie.
Genitori straziati, amici increduli che hanno visto partire queste ragazze per mettersi alla prova, per imparare, per crescere, in quella che per alcune di loro era la prima esperienza all’estero, e che oggi si ritrovano a doverle riportare a casa in una bara.
In queste ore si è letto e sentito di tutto al riguardo, un mucchio di retorica inutile e dannosa, perché trasformare queste povere ragazze nelle “figlie migliori di questa Europa” è qualcosa di incomprensibile, perché si tratta di un gravissimo incidente stradale che sarebbe potuto accadere a un pullman di turisti, di pellegrini o di tifosi.
Il lutto non può che essere nazionale e ciascuno di noi nel momento che ha appreso la notizia ha sentito un sentimento di scoramento e di impotenza, rimanendo per un attimo in silenzio perché in questi momenti non si possono trovare le parole per giustificare e dare un senso a quanto è accaduto.
Invece chi di mestiere fa politica e quindi vive di consenso ( in un Paese dove ormai più della metà degli aventi diritto non vanno a votare) si è buttato a pesce sul tragico avvenimento: qualcuno ha tirato in ballo l’Europa migliore (quella che a conti fatti non è in grado di mettere d’accordo 28 paesi), altri hanno rinviato la direzione del PD in segno di lutto e prontamente c’è chi ha polemizzato sul rinvio affermando che il buon Renzi si è fatto due conti (è il caso del tweet lanciato dalla bersaniana Geloni), altri hanno postato un video che spiegava la dinamica dell’incidente rimandando a inserti pubblicitari.
Tutti, nessuno escluso credo che abbiano perso l’occasione più consona in questi momenti, quella di saper tacere!

Verona – Mostra Mercato del disco e del fumetto 2016

Verona2016-fumetto-discoDomenica 13 marzo 2016 presso la Fiera di Verona si terrà la mostra mercato del disco e del fumetto che offrirà agli appassionati del genere un’intera giornata per riassaporare le emozioni che solo i vecchi dischi in vinile o gli albi delle vecchie avventure sanno trasmettere.
La mostra che conta su di un nutrito parterre di espositori (oltre 130) sarà in grado di soddisfare non solo il semplice ascoltatore ma anche il collezionista che si aggirerà tra i banchi degli espositori alla ricerca del pezzo raro o della chicca che potrà completare la propria collezione.
Saranno esposte rarità riferibili ai Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin, U2, Pink Floyd, Patti Smith , Bruce Springsteen, e a molti altri, anche se uno degli artisti più gettonati in assoluto è il Re del rock’n’roll Elvis Presley i cui Extended Play (i 45 giri con più di due canzoni) stampati in Italia tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60 sono pezzi ricercatissimi, così come i primi singoli di Bono pubblicati nel 1978 e 1979 che hanno assunto la nomea di “introvabili”.
Tra i nostrani i più gettonati sono sicuramente : Lucio Battisti, Renato Zero, Vasco Rossi, Lucio Dalla e Zucchero.
Per gli amanti dei fumetti la mostra consentirà un vero e proprio tuffo nel passato per incontrare molti personaggi “cult” del mondo del fumetto, tra cui il mitico Topolino e i sempre verdi Alan Ford e Tex, e l’esilarante Lupo Alberto.
All’interno dei padiglioni della fiera durante la manifestazione verranno organizzati tornei di videogiochi e karaoke (con le sigle dei cartoni animati più famosi).
Mentre il gruppo ‘’BHC’’ organizzerà una Cosplay Convention.
I ’BHC’’ sono un gruppo di cosplayers tra i più apprezzati e conosciuti nel panorama del cosplay italiano, organizzano contest nelle varie fiere nazionali e intrattengono il pubblico e i partecipanti con autentica comicità e professionalità.

Orari e prezzi:
la mostra sarà aperta dalle 10 alle 19 e prevede un punto ristoro al suo interno.
Il costo del biglietto d’ingresso sarà di 5 euro per l’intero e di 4 euro per il ridotto.

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Jane Winton

Spray Corpo Profumati

Winton-portraitJane Winton è un’artista a tempo pieno che vive in un cottage isolato nel cuore nella splendida contea di Cornovaglia ( la più piccola non metropolitana, situata nella zona sud-occidentale della Gran Bretagna) con il marito Ian, che è pure lui un artista di talento, e i loro animali.
Ama il vintage a tutto tondo (tessuti, giocattoli, libri) e ha una vera e propria passione per l’American Art Folk.
Ha lavorato per 14 anni come illustratrice di libri per bambini, illustrando più di 60 libri con i suoi orsetti e coniglietti adorabili e tanti altri personaggi affascinanti ritratti in scene a volte stravaganti.
A metà degli anni ’90 sentendosi un po’ imprigionata dal ruolo di ‘signora teddy bear’ si è imbattuta per caso in un corso di vetro colorato tenuto da Rod, suo amico e artista del vetro, e ha deciso di dedicarsi alla realizzazione di vetrate colorate, nelle quali ha potuto esaltare la sua vena artistica creando bellissime immagini non solo con la vernice ma anche con la luce.
In quel tempo viveva nella contea dello Shropshire (situata nella regione delle Midlands Occidentali in prossimità del Galles) e con l’aiuto di una borsa di studio del Consiglio Shropshire e Business Link ha potuto equipaggiare il suo studio (ricavato in un vecchio fienile del giardino di casa) con tutte le attrezzature di cui aveva bisogno per realizzare pannelli di vetro dipinti.
Ha aderito al Shropshire Guild of Contemporary Craft e partecipando a varie esibizioni ha iniziato a far conoscere i propri lavori (anche grazie alle riviste specializzate del settore) raccogliendo commissioni da clienti privati non solo nel Regno Unito ma anche dall’estero: Danimarca, Irlanda, Canada e Australia.
Ha inoltre realizzato i lavori di restauro della Shrewsbury Abbey, fatto questo che l’ha consacrata come artista di livello nazionale.
Nel 2005, otto anni dopo aver iniziato il suo percorso artistico con il vetro, Jane e il marito Ian decidono di lasciare la contea di Shropshire per trasferirsi in Cornovaglia.
Il suo arrivo in Cornovaglia coincide per Jane con un ritorno al suo amore per la pittura, con un approccio però diverso rispetto al passato.
Nel suo studio di Truro, Jane riversa nei suoi nuovi lavori la sua passione per l’arte popolare americana esprimendola attraverso figure ingenue e paesaggi rurali, visti con un tocco di contemporaneità e talvolta con un po’ di sano umorismo.
Jane si affida anche all’utilizzo di supporti decorativi (stoffa,legno,carta) che uniti alla vernice acrilica riescono a sviluppare un caratteristico stile di arte naif popolare.
Le gallerie d’arte (non solo quelle in Cornovaglia) hanno mostrato un notevole interesse per questo “nuovo corso” portato avanti da Jane e le richieste per opere originali e stampe non si sono fatte attendere.

Per maggiori informazioni e richieste:

http://janewintonartwork.blogspot.it

Pagina Facebook

It’s never too late maestro Morricone!

morricone7Dopo oltre 60 anni di carriera in cui ha scritto le musiche per più di 500 tra film e serie tv il maestro Ennio Morricone si è visto assegnare l’Oscar per la miglior colonna sonora originale per “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino.
Come diceva il maestro Manzi, “non è mai troppo tardi” anche se il genio delle colonne sonore è dovuto passare attraverso ben cinque nomination dagli anni ’70 ad oggi per vedersi riconosciuto quel talento straordinario che lo ha reso famoso in tutto il mondo.
La statuetta appena vinta ha sicuramente un altro sapore rispetto a quella ricevuta nel 2007 dalle mani di Clint Eastwood quale riconoscimento alla carriera e premia un musicista che ha saputo da sempre badare alla concretezza.
Le parole pronunciate dal maestro subito dopo la consegna del premio fanno capire l’umiltà di un artista che ha portato il genio italiano nel mondo, testimoniando che c’è ancora qualcosa per cui andare fieri di essere italiani.
“Buonasera signori, ringrazio l’Academy per il prestigioso riconoscimento. Il mio pensiero va agli altri candidati e in particolare allo stimato John Williams. Non c’è musica importante se non c’è un grande film che la ispiri, ringrazio quindi Quentin Tarantino per avermi scelto e il produttore Harvey Weinstein e tutta la troupe del film. Dedico questa musica e questa vittoria a mia moglie Maria”.

Ennio Morricone

  • – ha scritto le musiche per più di 500 tra film e serie tv;
  • – le sue composizioni sono state usate in più di 60 film vincitori di premi;
  • – ha scritto la musica di canzoni indimenticabili, una su tutte “Se telefonando” ( testo di Costanzo-De Chiara) cantata da Mina;
  • – ha ricevuto cinque nomination agli Oscar per i film : I giorni del cielo (1979) di Terrence Malick, Mission di Roland Joffé (1987), Gli intoccabili di Brian De Palma (1988), Bugsy di Barry Levinson (1992), Malèna di Giuseppe Tornatore (2001);
  • – ha vinto : 3 Grammy Awards, 3 Golden Globe, 10 David di Donatello, 5 Nastri d’argento, 6 Bafta, 1 European film awards, 1 Polar Music prize;
  • – ha ricevuto: Oscar alla carriera (2007), Leone d’oro alla carriera (1995), European Film Award alla carriera (1999), David del Cinquantenario(2006);
  • – ha ricevuto a Hollywood, la stella rosa con il nome dorato sulla Walk of Fame (27/02/2016).

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Giù-la-testa

Norcia – 53° Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Nero Pregiato

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neronorcialogoNero Norcia, la più importante rassegna espositiva dell’agro-alimentare in Umbria torna per due weekend consecutivi, il 26-28 febbraio e il 04-06 marzo, per far scoprire e raccontare le eccellenze gastronomiche dei territori italiani attraverso i loro prodotti tipici.
Il protagonista indiscusso sarà ovviamente il tartufo nero, con incontri e degustazioni dedicate al “diamante nero” della tavola, ma anche le “Norcinerie”, antico metodo di lavorazione della carne di maiale, sapranno catturare l’attenzione e il palato di chi frequenterà la Mostra Mercato.
La manifestazione, durante i due weekend, ospiterà ospiti illustri, ma sicuramente il clou per il pubblico sarà rappresentato dagli espositori, provenienti da tutte le regioni d’Italia, che metteranno in mostra il gusto e la tradizione dei migliori prodotti della loro terra.
Ggli stand degli espositori saranno aperti durante i giorni di manifestazione dalla mattina alle 9 fino alla sera alle 20.
Il Tartufo Nero Pregiato (Melanosporum Vittadini), prodotto da cui prende il nome la manifestazione viene raccolto in zona dal 1 dicembre fino alla metà di marzo, per cui i tartufi freschi che verranno proposti alla manifestazione saranno tutti “appena raccolti”.
Norcia è la città prima in classifica per la produzione di questo tartufo nero che oltre ad essere il più pregiato sul mercato è il vero protagonista di molte ricette di cucina nazionale e internazionale.
Nonostante la sua raffinatezza e il suo prezzo non sempre abbordabile (che varia in funzione dell’andamento stagionale, dei quantitativi raccolti e della richiesta del mercato) viene comunemente usato per la preparazione di ricette tipicamente popolari come:
Antipasto di tartufo e parmigiano
Bruschette al tartufo nero pregiato
Crostini di Spoleto al tartufo nero
Spaghetti con il tartufo nero pregiato
Tagliatelle con tartufo e salsiccia al tartufo
Trota con salsa di tartufo nero
Agnello tartufato
Piccioni tartufati
Frittata al tartufo nero

Senza dimenticare l’Amaro al tartufo nero di Norcia, un vero e proprio must per gli amanti del diamante nero.

Per maggiori informazioni:
www.neronorcia.com

Vini Vigna Dogarina

Festival di Sanremo 2016 – vincono gli Stadio e Virginia Raffaele

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Festival-di-Sanremo-2016-logoDopo la vittoria nella serata delle cover che li aveva visti trionfare con “La sera dei miracoli” dedicata al grande Lucio Dalla che di fatto vinceva così postumo il suo primo Festival di Sanremo, gli Stadio hanno fatto il bis e si sono aggiudicati con la loro “Un giorno mi dirai”, un racconto emozionante e struggente di un padre che parla alla figlia, la 66° edizione del Festival della canzone italiana.
Al terzo posto si sono piazzati la coppia Giovanni Caccamo/Deborah Iurato ( massacrata la prima sera per aver indossato un abito “da paura”), mentre sul secondo gradino del podio è salita la giovanissima Francesca Michielin che ha presentato “Nessun grado di separazione”, forse uno dei brani più orecchiabili in assoluto di questa edizione della kermesse canora e quindi facilmente appetibile dalla programmazione radiofonica, anche se a detta del mitico Dj Federico l’olandese volante (componente della giuria tecnica) quest’anno il Festival è risultato essere molto radiofonico.

COMBO IMITAZIONI Virginia Raffaele
Ma al di là dei vincitori per la parte canora, la vera trionfatrice di Sanremo 2016 è risultata Virginia Raffaele che nelle prime quattro serate ha interpretato magistralmente Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Donatella Versace e Belen Rodriguez.
Quella dell’attrice-comica romana si può dire che fosse una vittoria annunciata, dopo il successo riscosso con l’imitazione di Ornella Vanoni nell’edizione targata 2015.
La Raffaele ha dimostrato di avere una grande capacità di cogliere pregi e difetti dei personaggi che va ad imitare e seppur in qualche modo ridicolizzandoli, lo fa senza mai essere volgare.
Dopo questa prestazione sanremese può essere considerata a tutti gli effetti la degna erede della grande Anna Marchesini.
Ritornando alla musica, il premio per il miglior testo è andato al brano “Amen” di Francesco Gabbani ( l’autore del testo è Fabio Ilacqua) vincitore nella categoria “Nuove proposte”; il premio Bigazzi ( assegnato dai componenti dell’orchestra del Festival) per la musica migliore è andato alla canzone vincitrice “Un giorno mi dirai” degli Stadio, mentre il premio della critica Mia Martini è andato a “Cieli immensi” di Patty Pravo, che ha preceduto (nella speciale classifica stilata dai giornalisti della sala stampa) Elio e le Storie tese e gli Stadio.
Per quanto riguarda la conduzione, tutto come da copione con il collaudato Carlo Conti buon padrone di casa accompagnato da una valletta bellissima, Madalina Ghedea, e da Gabriel Garko nel ruolo del valletto non valletto.
Lo spettacolo ha le sue regole, si spengono le luci della ribalta, si volta pagina e si va avanti pensando già da domani a quella che sarà la prossima edizione ma nel libro dei ricordi di questo Sanremo 2016 rimarranno senz’altro :

  • la toccante partecipazione del maestro Ezio Bosso
  • Nino Frassica che interpreta “ A mare si gioca”, favola amara sul dramma dei migranti
  • le imitazioni di Virginia Raffaele
  •  il ritorno dei fiori di Sanremo sul palco dell’Ariston
  • il video collage di apertura con gli spezzoni dei vincitori delle 65 edizioni precedenti
  •  i ritorni di Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Renato Zero
  • la reunion dei Pooh in vista del loro ultimo anno insieme
  • i compensi da favola di Elton John e Nicole Kidman
  • la preoccupazione per non aver visto sul palco il maestro Beppe Vessicchio la prima sera
  • i nastri arcobaleno mostrati da molti artisti a favore delle unioni civili
  • lo chef Cannavacciuolo che non sa quanti minuti servono per cuocere un uovo alla coque

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un giornalista in viaggio che non sopporta gli ombrelli