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Sofia Fresia Art .. un tuffo nell’arte

Sofia Fresia è nata a Genova nel 1992 e vive tra Torino e la Valbormida dove vivono i suoi genitori

Dal  2015 studia pittura all’Accademia Albertina di Torino e attualmente frequenta l’ultimo anno del biennio specialistico della Scuola di Pittura

Nel 2014 ha ottenuto la laurea in infermieristica e nel 2018 quella di I livello con la tesi “Deriva e naufragio. L’arte del naufragio come ricerca di salvezza” che affronta il tema del fallimento e della mancanza di riferimenti stabili per i giovani attraverso immagini provenienti dal mondo del nuoto agonistico e delle piscine ricreative

Si è avvicinata all’arte per la prima volta grazie alla visita della mostra “Gli impressionisti e la neve” (2005), da cui ha tratto un enorme interesse verso la pittura figurativa e di paesaggio

Non avendo avuto la possibilità di  frequentare il liceo artistico, ha coltivato la sua passione da autodidatta finché la pittura non si è rivelata cruciale nell’affrontare un lungo ricovero ospedaliero

Dipingere ha riacceso in lei una scintilla di interesse per la vita e l’ha aiutata a trovare la forza per liberarsi dai suoi fantasmi

Agonista di nuoto per salvamento e accompagnatrice di media montagna, si interessa alle tematiche sociali e ambientali cui contribuisce anche con il volontariato

Ha sempre con se i suoi due  taccuini che utilizza prevalentemente in montagna d’estate o nel corso di qualche viaggio (particolarmente utili durante le traversate di più giorni in montagna, sia per tenere memoria delle singole giornate come una sorta di diario di bordo visivo, sia per riempire le lunghe attese in rifugio al termine di ogni tappa)

I suoi primi lavori erano a carattere fortemente figurativo e connessi agli aspetti che più sentiva legati alla sua  rinascita, come la montagna e il nuoto; usava la pittura per parlare di se a se stessa, come a dire “eccomi, sono qui e sono diventata questa persona”

In seguito ha iniziato a usare la pittura per parlare di se agli altri e questa è stata una rivoluzione perché si è resa conto che la comunicazione attraverso i dipinti era più incisiva di quella a parole, e le permetteva di affrontare problemi sui quali non avrebbe mai osato intavolare un discorso

Tra tutti i lavori quelli che sente al momento più “suoi” sono i dipinti a olio della serie Pools, nei quali pensa di essere riuscita a trovare la giusta via di mezzo tra il messaggio da veicolare e l’attrazione personale innata per la pittura di stampo accademico che ad oggi viene spesso vista più come un vincolo anacronistico che come un’abilità

 Piscine vuote, edifici e oggetti abbandonati, porte che si spalancano su mondi e tempi inaccessibili: nella sua ricerca l’artista utilizza alcuni soggetti ricorrenti nella propria esperienza di vita ricombinandoli in lavori di matrice surrealista che affrontano prevalentemente temi di carattere sociale

 

Sofia Fresia was born in Genoa in 1992 and lives between Turin and Valbormida where her parents live

Since 2015 she has been studying painting at the Albertina Academy in Turin and is currently attending the last year of the two-year specialist course at the School of Painting

In 2014 she obtained a degree in nursing and in 2018 the 1st level degree with the thesis “Drift and shipwreck. The art of shipwreck as a search for salvation ” which addresses the theme of failure and the lack of stable references for young people through images from the world of competitive swimming and recreational pools

She approached art for the first time thanks to a visit to the exhibition “The Impressionists and the Snow” (2005), from which she drew a huge interest in figurative and landscape painting

Not having had the opportunity to attend art high school, she cultivated her passion as a self-taught person until painting proved to be crucial in facing a long hospital stay

Painting rekindled a spark of interest in life in her and helped her find the strength to free herself from her ghosts

Swimming agonist for rescue and mid-mountain companion, she is interested in social and environmental issues to which she also contributes with volunteering

She  always has two notebooks with her  which she mainly uses in the mountains in the summer or during some travels (particularly useful during multi-day crossings in the mountains, both to keep memory of individual days as a sort of visual logbook, both to fill the long waits in the refuge at the end of each stage)

Her  first works were strongly figurative and connected to the aspects that she felt most linked to her rebirth, such as the mountains and swimming; she used painting to talk about herself to herself, as if to say “here I am, I’m here and I’ve become this person”

She later started using painting to talk about herself to others and this was a revolution because she realized that communication through paintings was more incisive than words, and allowed her to face problems she would never have dared to strike up a speech

Among all the works, the ones she feels most “hers” at the moment are the oil paintings of the Pools series, in which she thinks she has managed to find the right middle ground between the message to convey and the innate personal attraction for painting by academic style that today is often seen more as an anachronistic constraint than as a skill

Empty swimming pools, abandoned buildings and objects, doors that open wide onto inaccessible worlds and times: in her  research the artist uses some recurring subjects in her own life experience, recombining them in surrealist works that mainly deal with social themes

For more information on the artist

Sito web

Instagram

 

MÚSES per un tuffo sensoriale nel mondo dei profumi

Il MÚSES è un museo vivente che si trova a Savigliano in provincia di Cuneo all’interno del seicentesco Palazzo Taffini, antica dimora nobiliare che racchiude nelle sue sale barocche il ricordo di epiche battaglie combattute dai Taffini al fianco dei Duchi di Savoia

Si chiama MÚSES, con un accento acuto sulla “Ú” per richiamare la forma del mortaio con pestello usato dagli speziali nell’antica alchimia e  Accademia Europea delle Essenze è un progetto ideato dall’Associazione Terre dei Savoia per valorizzare le tradizioni e i saperi del Piemonte nella produzione delle erbe officinali

Si definisce Accademia per riaffermarne il significato etimologico del Giardino di Academo: lo spazio collettivo dedicato all’imparare insieme e in  questo senso il MÚSES si propone come casa del territorio aperta ai sentori, ai sapori e ai saperi dell’Europa

La visita guidata inizia dal Giardino dei Sensi situato nel cortile d’onore di Palazzo Taffini che rappresenta l’espressione più compiuta di MÚSES, articolato in aiuole geometriche come da modello tardo-rinascimentale, con varietà di piante scelte per stimolare i cinque sensi attraverso i colori delle fioriture, il sapore dei frutti, l’odore dell’essenze e la consistenza del fogliame

Al centro, la fontana con getti d’acqua profumati è dominata dalla scultura “La palette del pittore” dell’artista tedesco Franz Staehler; intorno le erbe officinali, i fiori, le piante ornamentali e le sculture “L’albero della vita” e “Lo specchio di Gaia” di Staehler rianimano e profumano chi lo attraversa

Il MÚSES offre esperienze sensoriali lungo il percorso espositivo con  video installazioni, opere site-specific di artisti internazionali contemporanei,  strumentazioni d’epoca, personaggi che hanno innovato le tecniche produttive e svelano i segreti dell’arte profumiera nei secoli: da Bisanzio a Venezia seguendo le rotte degli oli essenziali e delle spezie; le grandi signore del Rinascimento italiano, Caterina Sforza, Isabella d’Este, Caterina de’ Medici, che seppero diffondere  il piacere delle essenze, diventando vere e proprie icone delle loro epoche; dal Piemonte al resto d’Europa con l’affascinante saga dell’Acqua di Colonia, il profumo più venduto al mondo e creato da un piemontese

Il Museo è aperto su prenotazione il Sabato e la Domenica

Per maggiori informazioni : www.musesaccademia.it

MÚSES for a sensory dive into the world of perfumes

The MÚSES is a living museum located in Savigliano in the province of Cuneo inside the seventeenth-century Palazzo Taffini, an ancient noble residence that contains in its baroque rooms the memory of epic battles fought by the Taffins alongside the Dukes of Savoy

It is called MÚSES, with an acute accent on the “Ú” to recall the shape of the mortar with pestle used by apothecaries in ancient alchemy and the European Academy of Essences is a project conceived by the Terre dei Savoia Association to enhance the traditions and knowledge of Piedmont in the production of medicinal herbs

It defines itself as an Academy to reaffirm the etymological meaning of the Academo Garden: the collective space dedicated to learning together and in this sense the MÚSES is proposed as a home in the territory open to the scents, flavors and knowledge of Europe

The guided tour starts from the Garden of the Senses located in the courtyard of honor of Palazzo Taffini which represents the most complete expression of MÚSES, divided into geometric flower beds as per the late-Renaissance model, with a variety of plants chosen to stimulate the five senses through the colors of the blooms, the flavor of the fruit, the smell of the essences and the consistency of the foliage

In the center, the fountain with scented water jets is dominated by the sculpture “The Painter’s Palette” by the German artist Franz Staehler; around the officinal herbs, flowers, ornamental plants and sculptures “The tree of life” and “The mirror of Gaia” by Staehler revive and perfume those who pass through it

MÚSES offers sensory experiences along the exhibition path with video installations, site-specific works by contemporary international artists, period instruments, characters who have innovated production techniques and reveal the secrets of perfume art over the centuries: from Byzantium to Venice following the routes of essential oils and spices; the great ladies of the Italian Renaissance, Caterina Sforza, Isabella d’Este, Caterina de ‘Medici, who knew how to spread the pleasure of essences, becoming true icons of their epochs; from Piedmont to the rest of Europe with the fascinating saga of Cologne, the best-selling perfume in the world and created by a Piedmontese

The Museum is open by appointment on Saturday and Sunday

For more information : www.musesaccademia.it

Un soffio di vento .. il nuovo libro di Giuseppe Genta

 

E’ in libreria “ Un soffio di ventoA breath of wind “ il nuovo libro di poesie di Giuseppe Genta
Il libro è in italiano e in inglese
Può essere acquistato nel formato cartaceo nelle librerie della vostra città o nei principali Web Store online, in questo caso lo riceverete a casa vostra dopo pochi giorni, sempre online si può acquistare la versione ebook

 

Questa raccolta di poesie d’amore racconta di un giornalista innamorato della Finlandia (una poesia è dedicata a Helsinki) che trova in questo magnifico Paese non solo paesaggi di rara bellezza ma anche il giusto feeling per rimettere in moto un cuore che aveva perso ogni speranza di amare ancora

E quando ti addormenti abbracciato ad un cuscino bagnato di lacrime, ti accorgi di quanto può essere grande l’Amore, e che la forza che un Amore può avere e dare, è immensa

Dentro il libro c’è tutto ciò che una donna vorrebbe sentirsi dire, tutto ciò che serve per sognare e che può sembrare magari banale, ma che in realtà banale non è, perché una poesia d’amore non è mai soltanto d’amore e non ha un solo significato, ma può averne molti, uno per ciascun lettore

 

Questa la poesia che da il titolo al libro

Un soffio di vento

Sei entrata nella mia vita
Come un soffio di vento
Che alza da terra
Una foglia ingiallita
Bagnata da una pioggia infinita
Poi sei diventata
Il sole necessario
Per asciugarla
Poi ti sei fatta libro
Per accogliermi tra
Le tue braccia

Dove comprare il libro online 

Questi i principali store online dove acquistare il libro cartaceo o la versione Ebook o pdf

Amazon.it
IBS
IN MONDADORI store online
La Feltrinelli store online
Libreria RIZZOLI
HOEPLI online
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Apple Ibook Store  – direttamente sul vostro Iphone/Ipad

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Ciao papà – Hi dad

Io non so dove vanno le persone quando cessano di vivere
Ma so dove restano e tu resterai per sempre nel mio cuore
Avrei voluto esserti vicino e tenerti la mano perché il dovere di un figlio è quello di accompagnare chi gli ha dato la vita nel momento in cui ci lascia
Non me lo hanno permesso e qualcuno non so se in questa vita o nella prossima me lo dovrà spiegare il perché ci è stato negato questo momento di estrema intimità
Eri una persona seria, eri “il geometra” per tutti quelli che ti conoscevano e ti rispettavano in un epoca in cui nella tua professione una stretta di mano valeva più di ogni altra cosa
A prima vista sembravi un po’ orsetto, di poche parole e solitario ma avevi un cuore grande e una generosità con cui sapevi trasmettere il tuo affettoMi hai trasmesso la tua serietà e mi hai insegnato che nella vita si può essere felici anche mangiando pane e salame e bevendo un buon bicchiere di vino
I ricordi sono tanti e li custodirò nel mio cuore per sempre, e se chiudo gli occhi ti rivedo quando a 7 anni finito l’esame di seconda elementare mi hai portato nel negozio di biciclette e mi hai regalato la mia prima bicicletta, quel giorno che ricordo come fosse adesso ho provato una gioia indescrivibile e oggi come allora ti dico grazie papà!
Per avermi reso l’uomo che oggi sono

 

 

I don’t know where people go when they stop living
But I know where they stay and you will stay forever in my heart
I would have liked to be near you and hold your hand because the duty of a son is to accompany those who gave him life when they leaves us
They didn’t allow me and someone I don’t know if in this life or the next one will have to explain to me why we have been denied this moment of extreme intimacy
You was a serious person, you was “the surveyor” for all those who knew and respected you in a time when in your profession a handshake was worth more than anything else
At first glance you seemed a little bear, of few words and lonely but you had a big heart and a generosity with which you knew how to transmit your affection
You gave me your seriousness and you taught me that in life you can be happy even by eating bread and salami and drinking a good glass of wine
The memories are many and I will keep them in my heart forever, and if I close my eyes I see you when I finished the second grade exam at the age of 7 you took me to the bicycle shop and gave me my first bicycle, that day that I remember as it was now I felt an indescribable joy and today as then I say thank you dad!
For making me the man I am today

 

A dream team will lead Finland

Una squadra da sogno guiderà la Finlandia
Sanna Marin, 34 anni, già ministro dei trasporti, è stata eletta primo ministro del governo finlandese, diventando il primo ministro più giovane del paese e il più giovane ministro in servizio del mondo
La nomina di Marin arriva dopo che il primo ministro uscente, Antti Rinne, si era dimesso martedì scorso dopo che un partito all’interno della coalizione aveva espresso una perdita di fiducia in lui; le critiche sono state mosse contro Rinne a seguito della sua gestione di uno sciopero postale senza precedenti in Finlandia Il governo di coalizione finlandese composto da quattro partiti su cinque con una leadership femminile: l’alleanza di sinistra con Li Anderson, 32; la Lega verde di Maria Ohisalo, 34 anni; il partito centrale di Katri Kulmuni, 32 anni; e il Partito popolare svedese con Anna-Maya Henriksson, 55 anni
Marin diventerà il primo ministro più giovane del mondo; infatti il primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, ha 39 anni e il primo ministro ucraino, Oleksiy Honcharuk ha 35 anni
Senza entrare negli aspetti politici della vicenda da italiano mi congratulo con un Paese pioniere della parità di genere che è stato il primo in Europa a garantire il diritto al voto alle donne nel 1906 e che ha già eletto una donna alla presidenza della Repubblica ( Tarja Halonen 2000-2012 )

 

 

 

Sanna Marin 34 years old, already transport minister, was elected prime minister of the Finnish government, becoming the youngest prime minister in the country and the world’s youngest serving minister
Mrs Marin’s appointment comes after the outgoing PM, Antti Rinne, resigned last Tuesday after a party within the coalition expressed a loss of confidence in him; criticism was levelled against Mr Rinne following his handling of an unprecedented postal strike in Finland
The Finnish coalition government consists of four parties out of five with female leadership: the left alliance with Li Anderson, 32; the Green League of Maria Ohisalo, 34; the Central Party of Katri Kulmuni, 32; and the Swedish People’s Party with Anna-Maya Henriksson, 55
Mrs Marin will become the world s youngest Prime Minister; New Zealand s Prime Minister, Jacinda Ardern, is 39 years-old and the PM of Ukraine, Oleksiy Honcharuk is 35
Without going into the political aspects of the story, as Italian I congratulate a pioneer Country of gender equality which was the first in Europe to guarantee the right to vote for women in 1906 and which has already elected a woman to the presidency of the Republic ( Tarja Halonen 2000-2012 )

 

 

Venezia è di tutti – Venice belongs to everyone

A Venezia vivono poco più di 50.000 persone ma ogni anno riceve qualcosa come 28 milioni di turisti, fatto questo che mi porta a scrivere che Venezia non è solo dei veneziani o degli italiani ma è un patrimonio del mondo intero, Venezia è di tutti!
Venezia è l’acqua, ha bisogno dell’acqua perché senza di questa non esisterebbe e durante la sua storia ha dovuto sempre convivere con il fenomeno dell’acqua alta, ma negli ultimi anni l’alta marea la sta mettendo in ginocchio e come già accadde nel 1966 in questi giorni l’acqua ha raggiunto la strabiliante altezza di 187 cm creando danni incredibili e mettendo in pericolo la Basilica di San Marco
Ma lo scudo protettivo che sta proprio davanti alla città, il MOSE – acronimo che sta per Modulo Sperimentale Elettromeccanico non viene attivato in quanto non è ancora terminato e neppure collaudato
La costruzione del MOSE pensato negli anni ’80 per difendere la laguna di Venezia da piene superiori ai 110 cm è iniziata nel 2003 e nel 2014 furono sollevate per la prima volta quattro delle 78 paratie previste, nel 2016 l’opera avrebbe dovuto essere completata e oggi dopo 16 anni di gestazione e 7 miliardi di euro spesi non è ancora pronto e l’obiettivo è che entri in funzione nel 2021 .. una vergogna!
Parole in questi anni ne sono state dette e scritte tante, ora più che mai servono i fatti prima che sia troppo tardi

 

 

Little more than 50,000 people live in Venice, but every year it receives something like 28 million tourists, a fact that leads me to write that Venice is not just for the Venetians or the Italians but is a heritage of the whole world, Venice belongs to everyone!
Venice is water, it needs water because without it Venice would not exist and during its history it has always had to live with the phenomenon of high water, but in recent years the high tide is bringing it to its knees and as already happened in 1966 in these days the water has reached the amazing height of 187 cm creating incredible damage and endangering the Basilica of San Marco
But the protective shield that is right in front of the city, the MOSE – acronym that stands for Electromechanical Experimental Module is not activated because it is not yet finished and not even tested
The construction of the MOSE conceived in the 1980s to defend the Venice lagoon from floods over 110 cm began in 2003 and in 2014 four of the 78 planned bulkheads were raised for the first time, in 2016 the work should have been completed and today after 16 years of gestation and 7 billion euros spent it is not yet ready and the goal is for it to come into operation in 2021 .. a shame!
In these years many words have been spoken and written, now more than ever the facts are necessary before it is too late

 

L’illustrazione ” Rialziamoci, Rialziamola ” è di ZOEN

A breath of wind .. the new book by Giuseppe Genta

 

It’s in the bookshop “A breath of windUn soffio di vento” 
the new book of poems by Giuseppe Genta
The book is in English and in Italian
It can be purchased in paper format in the bookstores of your city or in the main online Web Stores, in this case you will receive it at home after a few days, always online you can buy the ebook version

 

This collection of love poems tells of a journalist in love with Finland (a poem is dedicated to Helsinki ) who finds in this magnificent country not only landscapes of rare beauty but also the right feeling  to restart a heart that had lost all hope of still loving

And when you fall asleep hugging a pillow wet with tears, you realize how great Love can be, and that the strength that a Love can have and give is immense

Inside the book there is everything that a woman would like to be told, all you need to dream and that may seem trivial, but which in reality is not trivial, because a love poem is never just love and it has not only one meaning, but it can have many, one for each reader

 

The poem that gives the title to the book

A breath of wind

You entered in my life
As a breath of wind
That rises from the ground
A yellowed leaf
Bathed in endless rain
Then you became
The sun necessary
To dry it
Then you made yourself a book
To welcome me between
Your arms

Where buy the book ..

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Capre bianche e api nere – Donald Grant

Capre-bianche-libro-copertinaMary e io abbandonammo il nostro attico in città e la brillante professione di corrispondenti esteri per quotidiani e settimanali.
Ci lasciammo alle spalle una vita lussuosa e affascinante, accettando una riduzione superiore all’ottanta per cento dei nostri guadagni.
Cominciammo così una nuova vita di contadini su un roccioso lembo di terra in un remoto angolo d’Irlanda.
Non avevamo alcuna cognizione di agricoltura, se si esclude quel che si può imparare coltivando rose in una terrazza sovrastante le strade rumorose della città. Mary vendette la sua lavastoviglie all’inquilino che subentrò nel nostro appartamento e io regalai il mio frac all’opera di beneficenza “ Soccorso peruviano”.
Questa svolta radicale iniziò per caso. In un caldo giorno d’estate stavamo seduti all’ombra di un tendone in terrazza: avevo in mano un libro di Agatha Christie e Mary il suo catalogo di sementi. Lo zampillo continuo delle nostre fontanelle si sovrapponeva piacevolmente allo strombazzare dei taxi.
– Sai – dissi alzando gli occhi dal libro – mi ha sempre attirato l’idea di dedicarmi all’agricoltura. Fin da bambino avrei voluto essere agricoltore.
In verità stavo dicendo una cosa assai singolare, dal momento che tutta la mia vita era trascorsa in città, come, del resto, era avvenuto per mia moglie.
Mary non distolse gli occhi dal suo catalogo, limitandosi a borbottare qualcosa a proposito di piselli dolci. Poi, dopo qualche minuto, la mia frase sembrò colpirla e mi guardò:
– Anch’io, – disse vivacemente, e allora perché non ci proviamo?
– Proviamo che cosa? – chiesi distratto, non avendo dato peso alla mia stessa proposta.
– A fare gli agricoltori!
Misi da parte il libro, mentre mi venivano in mente diverse obiezioni alla mia uscita e all’osservazione di Mary, davvero campate in aria, se non pura follia: non possedevamo una fattoria né avevamo soldi a sufficienza per comprarne una, non avevamo tempo libero da dedicare alla campagna e avremmo dovuto incominciare tutto da zero. Il nostro lavoro di giornalisti ci impegnava molto e ci remunerava in proporzione. Dal punto di vista fisico, poi, entrambi somigliavamo assai poco a quel che deve essere un agricoltore: non eravamo più giovani e avevamo passato troppo tempo seduti a leggere, scrivere e parlare.
– Continua a leggere – disse Mary; – torno fra un minuto.
Un’ora più tardi tornò in terrazza: aveva scorso in lungo e in largo gli annunci di fattorie in vendita su parecchi giornali e settimanali e aveva fatto alcune telefonate. Questo fu l’inizio, poi ogni gradino portò al successivo.

Capre-bianche-libro-englishMi sono imbattuto in questo libro (edito per la prima volta in America nel 1973 dalla Doublebay & Co. Inc.Garden City N.Y e in Italia nel 1983 per i tipi della Mursia editore S.p.A)  nel 1999 quando ne ho trovato una copia su di una bancarella del mercatino dell’usato che stazionava di fronte al mitico Bar Vanni, in via Col di Lana – in zona RAI a Roma.
L’ho letto in una notte, trovandolo bellissimo, vista la mia passione per l’isola di smeraldo e la prima cosa che mi è venuta in mente a fine lettura è che il libro fosse stato recuperato in qualche operazione di sgombero a seguito del decesso del proprietario (che ha siglato e dato un voto al libro nella prima pagina), perchè, un libro del genere chi lo possiede se lo tiene in libreria per andarselo a rileggere quando la voglia d’Irlanda si fa sentire, o come nel mio caso, ogni due o tre anni per convincermi che il sogno di aprire una bed & breakfast nella terra di San Patrizio potrà diventare prima o poi realtà.
Donald Grant con la moglie Mary sono stati i precursori del moderno “mollo tutto e scappo via” e la loro fuga l’hanno messa in atto negli anni’60 quando internet non esisteva e una copia del giornale su cui scriveva Donald a New York impiegava 30 giorni per arrivare a Dooneen.
Mentre leggevo il libro ho provato grande ammirazione per queste due persone che hanno saputo realizzare una straordinaria impresa che realizza il sogno dell’affrancamento dalla società tecnologica, ho percepito quanto amore hanno dedicato alla loro impresa e mi son detto che potremmo farlo tutti …di trovare il nostro posto nel mondo!
Il libro è il racconto puntuale della nuova quotidianità e Donald racconta giorno per giorno la loro nuova vita in un luogo dove tutto è nuovo e diverso: dalle peripezie per la costruzione della loro casa, al lavoro nei campi, all’allevamento di capre bianche e di api nere, fino all’inevitabile incontro con gli abitanti del luogo che da tempi immemorabili vivono quella vita, con la loro cultura e le loro tradizioni; il tutto mettendo in campo la capacità di adattamento, la pazienza e l’umiltà con cui hanno saputo affrontare le non poche difficoltà.
La zona della costa irlandese che va da Kinsale fino a Dursey Island, all’estremità della penisola di Beara è una delle più belle in assoluto dell’intera Irlanda.
Il libro è ambientato nella “Sheep’s Head” Peninsula (“Capo della pecora”), lo stretto lembo di terra che si estende per 24 km tra la Mizen Peninsula e la Beara Peninsula.
Siamo di fatto nella contea di Cork, ma gli abitanti di questa zona se interrogati sul luogo da cui provengono hanno il vezzo di rispondere “da West Cork”, e non da “Cork”.
La vicinanza con la Corrente del Golfo rende questa parte di costa particolarmente temperata, con un clima decisamente mite, confermato anche dalla fioritura dei narcisi, che ogni anno avviene nel mese di gennaio.
Qui la “pioggerellina” tipicamente irlandese è di casa, visto che per 250 giorni all’anno non si dimentica di bagnare (anche se talvolta in modo lieve) la vasta e variopinta vegetazione, fatta di torbiere e di piante carnivore.
Il paesaggio, verso ovest, si fa decisamente più aspro e selvaggio e la costa è tutto un susseguirsi di piccole città portuali, piccole baie e insenature.

Capre-bianche-libro-mollo-tuttoCapre bianche e api nere – White Goats and Black Bees
Il libro è stato ristampato più volte da Mursia Editore, l’ultima edizione è del 2013 nelle Collana: Mollo tutto e …
Al volume è allegata una guida pratica con le informazioni essenziali per andare a lavorare, trasferirsi o semplicemente trascorrere un piacevole soggiorno nella meravigliosa Irlanda.

Mollo tutto e… allevo capre bianche e api nere in Irlanda

Donald Grant e Mary Frances
Donald e Mary entrambi giornalisti si erano incontrati nel periodo in cui condividevano una scrivania alle Nazioni Unite dove lavoravano come corrispondenti per le rispettive testate giornalistiche.
Donald scriveva per il “Post-Dispatcher” di St.Louis, mentre Mary era corrispondente per il “McGraw-Hill World News”, per il quotidiano indiano “Patriot” e per Look Magazine.
Negli anni’60 hanno comprato una piccola proprietà sulla penisola di “Sheep’s Head” ( capo della pecora), in gaelico “Rinn Mhuintir Bháire”, nella contea di Cork.
Qui hanno allevato capre ( tra cui Fleur, Katrina, Joy e Paddy), anatre e 200.000 api nere irlandesi, trasformandosi in contadini e vivendo in pratica di sola agricoltura.
Donald e Mary hanno continuato a vivere a Sheep’s Head e, poi a Bantry per il resto della loro vita.
Donald è morto nel 1983, mentre Mary è deceduta nel luglio del 2012 ed entrambi sono sepolti nella loro amata Kilcrohane.

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