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Paola Meneghetti .. quando la pittura diventa poesia

Paola Meneghetti è nata a Milano il 29/06/1948, vive e lavora in provincia di Bergamo (Italy)
Il suo talento artistico si sviluppò dall’età di 11 anni con la prima esposizione personale; in seguito arricchì il proprio talento frequentando svariate accademie d’arte fino al raggiungimento di una maturità artistica che le consentì di entrare a pieno titolo nel mondo contemporaneo dell’arte
Pittrice poliedrica e dalla forte sensibilità, la sua produzione ed evoluzione artistica è sempre stata guidata da un profondo percorso di ricerca interiore, che ha portato ad una maturazione stilistica passando dal figurativo paesaggistico dei primi tempi, ai più recenti e ricercati temi Naïf
Nei suoi quadri naif si può percepire una componente autobiografica di questa artista che ha con il tempo sviluppato una passione per gli Angeli che ha saputo inserire con incredibile maestria non solo nelle opere naif ma anche e soprattutto nelle pitture sacre
Bellissimi anche i suoi luminosi paesaggi delle coste italiane e greche, a guardarli bene sembra di essere proprio lì nei luoghi raffigurati
Nel 2020 Paola festeggerà i 45 anni di esposizioni, avendo tenuto la sua prima mostra personale nel 1975
Sue opere sono presenti permanentemente nel:
The National Museum of Women in the Arts Washington D.C. (USA)
Municipio di Lugano (Svizzera)

Per maggiori informazioni :
Sito web
Instagram
Facebook

Paola Meneghetti was born in Milan on 06/29/1948, she lives and works in the province of Bergamo (Italy)
Her artistic talent developed from the age of 11 with the first personal exhibition; later she enriched her talent by attending various art academies until she reached an artistic maturity that allowed her to fully enter the contemporary art world
A multifaceted painter with a strong sensitivity, her production and artistic evolution has always been guided by a deep path of inner research, which led to a stylistic maturation passing from the figurative landscape of the early times, to the most recent and sought-after Naïf themes.
In her naive paintings you can perceive an autobiographical component of this artist who over time has developed a passion for the Angels who has been able to insert with incredible skill not only in naive works but also and above all in sacred paintings
Her bright landscapes of the Italian and Greek coasts are also beautiful, looking at them well it seems to be right there in the places depicted
In 2020 Paola will celebrate 45 years of exhibitions, having held her first solo exhibition in 1975
Her works are permanently present in:
The National Museum of Women in the Arts Washington D.C. (USA)
Municipio di Lugano (Svizzera)

For more information :
Website
Instagram
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Giulia Mio Haute Couture Millinery – To dream a little dream about yourself


Giulia Mio è una pluripremiata modista italiana che si dedica alla realizzazione di cappelli e copricapi sofisticati ed eleganti con i migliori materiali e con una finitura impeccabile
Si è formata come una modista tradizionale, ma sta sperimentando nuove tecniche e materiali innovativi, creando uno stile misto unico
È nata in una piccola città nel nord-est dell’Italia, a Udine, nella regione di confine del Friuli Venezia-Giulia
Ha studiato nelle scuole locali e, fin dall’infanzia, ha mostrato segni di temperamento creativo; preferiva sedersi all’interno durante le pause della scuola elementare e disegnare e dipingere con il suo insegnante di arte
Ha aggiunto tutto il movimento di cui aveva bisogno quando si è iscritta a una scuola di ballo locale all’età di 9 anni e da allora non ha mai smesso di ballare
Durante le scuole medie e superiori voleva diventare un’artista, ma ha dovuto aspettare fino all’università per seguire il suo sogno di studiare come costumista
Ha frequentato un BA presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia in Set e Costumi, diplomandosi a pieni voti nel 2007
Si è quindi trasferita a Milano per frequentare un Master in Costumi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, laureandosi di nuovo a pieni voti nel 2011
Durante il suo secondo anno di MA, ha iniziato a sperimentare la modisteria e la produzione di cappelli per una grande produzione che ha coinvolto gli studenti di quell’anno.
Dopo la laurea si è specializzata in modisteria per la moda e il teatro tra Roma, Milano e Zurigo, lavorando principalmente come modista teatrale per “Brancato Costumi” a Milano, uno dei locali di lavoro più famosi in Italia
Ha creato il suo marchio “Le Volte Cappelli” con un collega nel 2011, e hanno progettato e realizzato cappelli di alta moda per matrimoni e occasioni speciali, per poi sciogliere la società nel 2013 quando Giulia si è trasferita nel Regno Unito
Da quando si è trasferita a Oxford, Giulia ha dovuto prendere una decisione di carriera impegnativa, dovendo scegliere tra la sua profonda passione per i costumi storici e la modisteria.
Alla fine, ha scelto i cappelli e ha frequentato diversi masterclass a Londra con i migliori modisti come Bridget Bailey, Jane Stoddart, Harvy Santos, Jane Taylor e Carol Maher, mentre nel frattempo sviluppava le sue tecniche
Ha fondato la sua azienda “Giulia Mio Millinery” nel 2015 e da allora ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali di modisteria
Si è trasferita a Leicester nell’ottobre 2015 e ha fondato il suo studio nel prestigioso Makers’ yard , al centro del quartiere culturale nel centro di Leicester City
Lo stile di Giulia è il risultato di una miscela di arte, moda e osservazione della natura, ma anche le Belle Arti e il Teatro hanno un’influenza significativa sul suo processo creativo, con il suo amore per l’imprevisto e lo strano
L’uso di tecniche innovative, combinate con materiali tradizionali, consentono a Giulia di liberare la sua ispirazione dalle convenzioni, che vanno dai cappelli classici e senza tempo a pezzi artistici folli e ricchi di dettagli
È specializzata nella creazione di cappelli affascinanti ed unici, su misura per lo stile e la personalità del cliente, per offrire un’esperienza unica su misura

 

 

Giulia Mio is an Italian award-winning couture milliner devoted to making sophisticated and elegant hats and headpieces from the finest materials, with an immaculate finish
She trained as a traditional milliner, but she is experimenting with new techniques and innovative materials, creating a unique mixed style
She was born in a small town in North-East Italy, Udine, in the border region of Friuli Venezia-Giulia
She studied in local schools, and, since childhood, she showed signs of creative temperament; she preferred sitting inside during breaks in Primary school and draw and paint with her art teacher
She added all the movement she needed when she joined a local ballet school at age 9 and never stopped dancing since then
During Middle School and High School, she wanted to become an artist, but she had to wait until Univerity to follow her dream to study as Costume Designer.
She attended a BA’s at the Academy of Fine Arts in Venice in Set and Costume Desing, graduating with full marks in 2007
She then moved to Milan to attend an MA’s in Costume Design at the Academy of Fine Arts of Brera, graduating with full marks again in 2011
During her second year of MA’s, she started experimenting with millinery and hatmaking for a big production involving the students of that year
After graduation she specialised in millinery for fashion and theatre between Rome, Milan and Zurich, working mainly as a theatrical milliner for “Brancato Costumi” in Milan, one of the most famous costumes work-room in Italy
She created her brand “Le Volte Cappelli” with a co-worker in 2011. They designed and made exclusive couture hats for weddings and special occasion. They dissolved the company in 2013 when Giulia moved to the UK
Since moving to Oxford, Giulia had to make a challenging career decision, having to choose between her deep passion for historical costumes and millinery
Eventually, she chose hats and attended several masterclasses in London with top milliners like Bridget Bailey, Jane Stoddart, Harvy Santos, Jane Taylor and Carol Maher, while developing her techniques
She founded her company “Giulia Mio Millinery” in 2015, and since then she was awarded several national and international millinery awards.
She moved to Leicester in October 2015, and she established her studio at the prestigious Makers’ yard, at the centre of the Cultural Quarter in Leicester City centre
Giulia’s style is the result of a blend of Art, Fashion and observation of Nature but also Fine Arts and Theatre also have a significant influence on her creative process, with her love for the unexpected and uncanny
The use of innovative techniques, combined with traditional materials, allow Giulia to free her inspiration from conventions, ranging from classic and timeless hats to crazy and full of details artistic pieces
She is specialised in creating one-off hats and fascinators, tailored to client’s style and personality, to give a unique bespoke experience

For more info about her collections, to commission a hat or any bespoke creation, please contact the designer via e-mail at: giuliamio.millinery@gmail.com

Web: www.giuliamiomillinery.com
Facebook: Giulia Mio Millinery
Instagram: giulia.mio.millinery
Twitter: @giuliamio

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Is a hat for everyone? Un cappello è per tutti?

Da uomo posso dire che la grazia e l’eleganza di una donna vengono esaltate da ciò che indossa e non c’è niente di più bello che poter ammirare una donna ben vestita

La famosissima Coco Chanel era solita dire : “L’educazione di una donna consiste in due lezioni: non lasciare mai la casa senza calze, non uscire mai senza cappello”, niente di più vero

Molti considerano a torto il cappello femminile come un accessorio, mentre al contrario è parte integrante dell’outfit di una donna, perché a pensarci bene niente veste come un cappello (magari scegliendolo in contrasto con il capo base che avete indosso) forse perché sta proprio in cima a tutto

Un bel cappello può veramente trasformare il look di una donna, è un po’ come il fiocchetto su di un regalo, il sale sul bordo del bicchiere di un margarita ghiacciato, è la calamita che attira l’attenzione verso l’alto spostando l’interesse sul viso, che non è mai una cattiva idea

No, un cappello non è per tutti, bisogna saper trovare quello giusto per la propria persona

Oggi vi voglio presentare alcune creazione di una stilista italiana, Ketty Turano, che ha sviluppato la sua passione per i capelli grazie a quelli che ha avuto in regalo dalla nonna materna (cappelli risalenti agli inizi del ‘900)

Ketty ha al suo attivo diverse mostre e sfilate in cui le sue creazioni hanno riscosso un notevole successo dovuto all’uso sapiente dei materiali con i quali ha saputo dare un tocco vintage ai suoi cappelli, ma anche creando dei cappelli facilmente trasformabili da chi li indossa con l’interscambio di alcuni particolari

Potrete trovare maggiori notizie su questa stilista sulla sue pagine Instagram e Facebook dove avrete anche la possibilità di contattarla per poter acquistare le sue creazioni, spedibili in tutto il mondo

 

Ketty Turano

E’ un’artista e stilista reggina che ha iniziato a coltivare la passione per la moda a Milano ai tempi della sua maturità linguistica

Grazie ai preziosi cappelli avuti in dono dalla nonna materna Ketty ha iniziato un percorso formativo che l’ha portata a far diventare nel 2016 una passione qualcosa di tangibile con la realizzazione della sua prima mostra a Reggio Calabria

Da questo primo appuntamento in cui ha ricevuti lusinghieri consensi da parte del pubblico, Ketty non si è più fermata ed ha inanellato una serie crescente di sfilate in Calabria e Sicilia, tra cui vanno ricordate quelle di Barcellona Pozzo di Gotto, Capo d’Orlando e la partecipazione al Salina Marina Festival, evento che vede da sempre come madrina d’eccezione Maria Grazia Cucinotta

Il segreto del suo successo è la maestria con cui sa coniugare i diversi materiali con cui realizza le sue creazioni e soprattutto la certosina ricerca delle materie prime in antiche mercerie che ancora custodiscono pezzi unici che profumano di tempi antichi

Le sue creazioni sono dei veri e propri pezzi unici in cui Ketty sa mixare con amabile maestria passato e presente nella scelta dei materiali e dei particolari, e cosa ancora più interessante possono essere trasformati da chi li indossa con l’aggiunta proprio di quei particolari che la stilista fornisce a corredo di ogni sua creazione

 

 

 

As a man I can say that the grace and elegance of a woman are enhanced by what she wears and there is nothing more beautiful than being able to admire a well-dressed woman

The famous Coco Chanel used to say: “The education of a woman consists of two lessons: never leave the house without stockings, never go out without a hat”, nothing more true

Many wrongly consider the female hat as an accessory, while on the contrary it is an integral part of a woman’s outfit, because thinking well about it  nothing dress well like a hat (maybe choosing it in contrast with the basic garment you are wearing) maybe because it is just on top of everything

A beautiful hat can really transform the look of a woman, it’s a bit like a bow on a gift, the salt on the edge of the glass of a frozen margarita, is the magnet that draws attention to the top by moving the interest on the face, which is never a bad idea

No, a hat is not for everyone, you need to know how to find the right one for your person

Today I want to present some of the creations of an Italian designer, Ketty Turano, who has developed her passion for hats thanks to those she received as a gift from her maternal grandmother (hats dating back to the beginning of the 20th century)

Ketty has several exhibitions and shows in which her creations have been a great success due to the wise use of materials with which she has been able to give a vintage touch to her hats, but also creating hats easily transformed by the wearer with the interchange of some details

You can find more information about this designer on her Instagram and Facebook pages where you will also have the opportunity to contact her in order to purchase her creations, which can be shipped all over the world.

 

Ketty Turano

She is an artist and fashion designer from Reggio Calabria,  she  began to cultivate her passion for fashion in Milan at the time of her linguistic maturity

Thanks to the precious hats received as a gift from her maternal grandmother, Ketty started a training program that led her to become a tangible passion in 2016 with the realization of her first exhibition  in Reggio Calabria

From this first date in which she received flattering support from the public, Ketty has not stopped and has ringed a growing series of fashion shows in Calabria and Sicily, including those of Barcellona Pozzo di Gotto, Capo d’Orlando and participation in the Salina Marina Festival

The secret of her success is the skill with which she knows how to combine the different materials with which she creates hes creations and especially the painstaking research of raw materials in ancient haberdasheries that still preserve unique pieces that smell of ancient times

Her creations are real unique pieces in which Ketty knows how to mix with amiable mastery past and present in the choice of materials and details, and what is even more interesting can be transformed by the wearer with the addition of those details that the stylist supplies each of her creations

 

 

 

 

Che pizzaa .. sta pizza di Cracco!

In questi giorni sui social si è scatenata la bagarre sulla pizza margherita un po’ esotica e made in Italy lanciata dallo chef Carlo Cracco nel suo nuovo ristorante – bistrot da poco aperto in Galleria a Milano.
La sua rivisitazione della più classica delle pizze italiane ha ottenuto una generale stroncatura sul web da parte dei puristi che ritengono non sia cosa buona e giusta usare per l’impasto farina integrale “Petra 9” con un aggiunta di cereali in modo da creare un disco scuro e croccante a mo’ di biscottino, per non parlare della farcitura realizzata con una salsa di pomodoro San Marzano, densa al punto da sembrare un sugo al ragù con l’aggiunta di pomodorini confit e robuste fette di mozzarella di bufala ‘a crudo’ quasi a trasformarla in una caprese.
A chiudere il cerchio sulla sonora bocciatura tributata allo chef meneghino il prezzo, 16 euro ritenuti dai più uno sproposito per una pizza margherita.
Beh, credo che il prezzo non sia dei più corretti ma siamo nel salotto buono di Milano e mi sembra quanto meno assurdo avere la pretesa di mangiare in Galleria con 10 euro!
Ma la vera eresia è andare a mangiare la pizza da Cracco, se si vuole mangiare una buona pizza fatta a regola d’arte penso che non occorra andare dalla Pizzeria Brandi in   Salita S. Anna di Palazzo a Napoli (dove nel 1889 è nata la pizza margherita) ma in alcune ottime pizzerie di Milano che hanno come mission primaria quella di servire la pizza, quella giusta per intenderci; perché non sono dell’idea che la pizza buona la si mangia solo a Napoli, la si può mangiare ovunque vi sia un pizzaiolo che fa con passione e serietà il suo mestiere.
Chiariti gli aspetti economici del contendere vorrei fare un paio di considerazioni sulla definizione di Chef che nulla ha a che vedere con la parola Cuoco.
Nel corso degli anni lo Chef che notoriamente è il capo della brigata di cucina è diventato sempre più un manager, un business man più attento ai propri introiti derivanti da comparsate in programmi tv o da pubblicità talvolta non in linea con quello che questi soloni dell’arte culinaria dicono quando si ergono a giudici nelle cucine televisive della miriade di programmi tv in cui si parla di cucina h24.
Una per tutte la pubblicità delle patatine San Carlo in cui il buon Cracco recita: ”la cucina ha bisogno di audacia”, beh difficile pensare che le patatine in genere possano essere una cibo da gourmet, ma ancora più triste è il vedere dove sia finito uno chef che agli inizi del suo viaggio per fare il figo usava lo scalogno!
Questi manager per stare a galla hanno la necessità di fare sempre e comunque notizia, è il caso dell’amatriciana con aglio dello stesso Cracco o del pesto di Bottura preparato con l’aggiunta di prezzemolo, menta e servito con l’accompagnamento di qualche fogliolina di lavanda.
Sono nato fisicamente nella cucina del ristorante di famiglia dove mio nonno faceva l’artista e credo che esista in tutto ciò che è arte un confine, una linea sottile che quando viene superata trasforma la creatività in una sorta di deturpazione.
Ma tornando alla pizza di Cracco, c’era veramente bisogno di inserire nel menu anche la pizza, anche se solo nel bistrot, in un ristorante stellato (quest’anno per la cronaca ne ha persa una) che presenta un menu degustazione a 190 euro, o una tagliatella di tuorlo marinato “panna prosciutto e piselli” a 36 euro, per non parlare delle noci di capesante dorate, ceci e lardo di Spigaroli all’artemisia a 48 euro, o del vitello alla milanese patata alle olive e maionese di pomodoro a 48 euro, e giusto per finire una crema bruciata al tè bergamotto, mandarini fondenti e noci di pecan a 36 euro.
La pizza ormai la si mangia in tutto il mondo e non credo che un turista straniero senta il bisogno impellente di assaggiare la buona pizza italiana in Galleria a Milano, e tantomeno un turista italiano che la trova buona e al giusto prezzo tutto l’anno nella sua città.
Questa pizza made in Cracco è una bella trovata per ottenere pubblicità indiretta e gratis per il nuovo locale, non a caso Oscar Wilde scriveva : There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”“C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé.”, per cui niente di meglio per chi si affaccia con una nuova attività sul mercato, parlatene bene o male, ma parlatene!
La vera pizza napoletana di solito cominci a mangiarla già con gli occhi, non appena la portano al tavolo, quella di Cracco mette tristezza solo a vederla!

In these days on social media has been unleashed the brawl on pizza a bit ‘exotic and made in Italy launched by chef Carlo Cracco in his new restaurant – bistro recently opened in the Galleria in Milan.
His reinterpretation of the most classic Italian pizzas has obtained a general cut-off on the web from purists who believe it is not good and right to use for the dough wholemeal flour “Petra 9” with an addition of cereals in order to create a dark and crispy disk like a biscuit, not to mention the filling made with a San Marzano tomato sauce thick to the point of looking like a sauce with meat sauce with the addition of confit tomatoes and robust slices of Bufala mozzarella ‘used raw’ almost to transform it into a “caprese”.
To close the circle on the sound rejection granted to the Milanese chef the price, 16 euros considered by most a blunder for a pizza margherita.
Well, I think that price is not the most correct but we are in the good living room of Milan and it seems to me at least absurd to have the claim to eat in the Gallery with 10 euros!
But the real heresy is going to eat pizza from Cracco, if you want to eat a good pizza made to perfection I think it is not necessary to go to the Pizzeria Brandi in Salita S. Anna di Palazzo in Naples (where pizza margherita was born in 1889) but in some excellent pizzeria in Milan whose primary mission is to serve pizza, the right one to be clear; because I’m not of the idea that good pizza is eaten only in Naples, you can eat it anywhere there is a pizzaiolo (pizza chef) who does his job with passion and seriousness.
Clarify the economic aspects of the dispute I would like to make a couple of considerations on the definition of chef that has nothing to do with the word cook.
Over the years, the chef who is notoriously the head of the kitchen brigade has increasingly become a manager, a business man more attentive to their revenues from appearances in TV programs or advertising sometimes not in line with what these culinary art pundits say when they stand up to judges in the television kitchens of the myriad of TV programs in which we talk about kitchen h24.
One for all the advertising of the fries San Carlo in which the good Cracco plays “The kitchen needs audacity”, It’s hard to think that the fries can usually be gourmet food, but even more sad is seeing where a chef is finished who used the shallot at the beginning of his trip to do the cool!
These managers to stay afloat have the need to always do news, it is the case of amatriciana with garlic of the same Cracco or Bottura pesto prepared with the addition of parsley, mint and served with the accompaniment of a few leaves of lavender.
I was born in the kitchen of the family restaurant where my grandfather was an artist and I believe that there is in everything that art is a border, a thin line that when it is over turns creativity into a kind of disfigurement.
But back to Cracco’s pizza, there was really a need to include pizza in the menu, even if only in the bistro of a starred restaurant (this year just to know it has lost one) that presents a tasting menu at 190 euros, or a marinated egg tagliatella “cream ham and peas” for 36 euros, not to mention the “noci of capesante dorate” , chickpeas and bacon flavored Spigaroli for 48 euros, or Milanese veal, potato with olives and tomato mayonnaise at 48 euros, and just to finish a cream burnt with bergamot tea, dark tangerines and pecans at 36 euros.
The pizza is now eaten all over the world and I don’t think that a foreign tourist feels the urgent need to taste good Italian pizza in the Galleria in Milan, let alone an Italian tourist who finds it good and at the right price all year round in his city.
This pizza made in Cracco is a nice idea to get indirect and free advertising for the new restaurant no coincidence that Oscar Wilde wrote: ” There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about “, so nothing better for those who start with a new activity in the city, talk about it good or bad, but talk about it.
The real pizza napoletana usually begins to eat it already with the eyes, as soon as they bring it to the table, Cracco’s one puts sadness only to see it!

Spray Corpo Profumati

Il Nord? E’ dietro l’angolo! – The North? It’s around the corner!

Dal 23 al 25 marzo torna a Milano – presso la Microsoft HouseBe Nordic, l’evento per gli amanti dei paesi e del lifestyle nordico!
Quello che vi aspetta sarà un Nord senza segreti, tutto da scoprire attraverso tre giorni di eventi, workshop ed esperienze nordiche che vi permetteranno di partire per un viaggio alla scoperta di Danimarca, Finlandia e Norvegia.
Questo evento, giunto alla sua quinta edizione, organizzato dalle tre organizzazioni ufficiali turistiche dei Paesi Nordici (VisitDenmark, Visit Finland, Visit Norway), sarà l’occasione per vivere in prima persona l’esperienza dello stile di vita nordico in tutte le sue declinazioni.
Qualsiasi sia la vostra passione, a Be Nordic la potrete soddisfare e se avete dei bimbi non lasciateli a casa, perché per loro è pronto un ricco calendario di eventi a loro dedicati.
La Microsoft House è una location fortemente voluta dal team che ne condivide i valori di apertura, collaborazione, flessibilità e innovazione, da sempre elementi fondanti della cultura nordica.
L’esplorazione del Nord passa per la scoperta della sua architettura, della gastronomia e del design. Non mancheranno i racconti di viaggio, le lezioni di fotografia, i mini corsi di lingua per imparare i primi rudimenti, o i laboratori creativi fai da te, una pratica molto diffusa nei paesi del Nord.
Alla manifestazione saranno presenti diversi professionisti del turismo a disposizione per spunti e consigli di viaggio.
Be Nordic aprirà ufficialmente al pubblico venerdì 23 marzo alle 10:00 (venerdì e sabato chiusura alle 21.30), con un ampio calendario di eventi che proseguiranno fino alle 20:00 di domenica 25 marzo.
Il programma in corso di definizione sarà disponibile sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/benordic/

From 23rd to 25th March, the event for lovers of Nordic countries and lifestyle returns to Milan – at the Microsoft HouseBe Nordic!
What awaits you will be a North without secrets, all to be discovered through three days of Nordic events, workshops and experiences that will allow you to set off on a journey to discover Denmark, Finland and Norway.
This event, now in its fifth edition, organized by the three official tourist organizations of the Nordic countries (VisitDenmark, Visit Finland, Visit Norway), will be an opportunity to experience first hand the experience of the Nordic lifestyle in all its forms.
Whatever your passion, in Be Nordic you can satisfy it and if you have children do not leave them at home, because they are ready for a rich calendar of events dedicated to them.
The Microsoft House is a location strongly desired by the team that shares the values of openness, collaboration, flexibility and innovation, which have always been fundamental elements of Nordic culture.
The exploration of the North passes through the discovery of its architecture, gastronomy and design.
Do not miss the travel stories, photography classes, mini language courses to learn the basics, or creative workshops do it yourself, a practice very common in the countries of the North.
At the event will be present several tourism professionals available for ideas and travel tips.
Be Nordic will officially open to the public on Friday 23 March at 10:00 (Friday and Saturday closing at 9:30 pm), with an extensive calendar of events that will continue until 8:00 pm on Sunday 25 March.
The program currently being defined will be available on the Facebook page https://www.facebook.com/benordic/

Alda Merini sono nata il ventuno a primavera

Alda-Merini-6Alda Merini la regina dei Navigli era nata il ventuno a primavera del 1931 e oggi in occasione del suo 85esimo compleanno, se fosse in vita, Google l’ha ricordata dedicandole un Doodle (realizzato dalla grafica Alyssa Winas) nel quale si trova racchiusa tutta la grazia e la profondità della grandissima della poesia italiana.
L’immancabile collana di perle, una penna e un taccuino stretti al petto e sullo sfondo  l’inconfondibile ponte sui Navigli.
Alda incontra precocemente la poesia, iniziando   a scrivere giovanissima (a soli 22 anni esce la sua prima raccolta di versi “La presenza di Orfeo”) e di pari tempo arriveranno i primi turbamenti, l’inquietudine e la depressione che le terranno compagnia per la vita intera.
Nella sua travagliata esistenza ha raccontato spesso gli esclusi e si è dovuta confrontare con la malattia mentale, trovando nella sua amata Milano quel buen retiro dove rifugiarsi dopo i vari soggiorni negli ospedali psichiatrici (“La pazza della porta accanto” è una sua raccolta di versi del ’95, edita da Bompiani).
Sulla facciata della sua casa sui Navigli dal 2010 c’è una targa a lei dedicata che recita: “Ad Alda Merini, nell’intimità dei misteri del mondo”.

Elettroshock. Parole, poesie, racconti, aforismi, foto


Alcuni dei suoi versi più belli:

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

*****

Prima di venire
Portami tre rose rosse
Prima di venire
Portami un grosso ditale
Perché devo ricucirmi il cuore
E portami una lunga pazienza
Grande come un telo d’amore
Prima di venire
Dai un calcio al muro di fronte
Perché li dentro c’è la spia
Che ha guardato in faccia il mio amore
Prima di venire
Socchiudi piano la porta
E se io sto piangendo
Chiama i violini migliori
Prima di venire
Dimmi che sei già andato via
Perché io mi spaventerei
E prima di andare via
Smetti di salutarmi
Perché a lungo io non vivrei.

*****

Ci sono pittori che scrivono con le rime
e disegnano foreste entro cui
vanno a vivere con i loro amori.
Si contentano di un solo pensiero,
lo vestono di rubini e
credono che sia un re.
I poeti non credono alle date,
credono che la loro storia cominci
dalla presenza.

*****

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti
Di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori, detti pensieri,
di rose, dette presenze,
di sogni, che abitino gli alberi,
di canzoni che faccian danzar le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia le pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

*****

Ieri sera era amore,
io e te nella vita
fuggitivi e fuggiaschi
con un bacio e una bocca
come in un quadro astratto:
io e te innamorati
stupendamente accanto.
Io ti ho gemmato e l’ho detto:
ma questa mia emozione
si è spenta nelle parole.

*****

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

*****

Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l’assenza della tua vita.
È così bello sentirti fuori,
desideroso di vedermi
e non mai ascoltato.
Sono crudele, lo so,
ma il gergo dei poeti è questo:
un lungo silenzio acceso
dopo un lunghissimo bacio.

*****

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

*****

Scrivimi, te l’ho detto tante volte,
scrivimi una lettera lunghissima
che parli solamente di silenzio.

alda-merini5

 

Polvere di stelle

Invito all'assaggio 6 bottiglie di Prosecco di Valdobbiadene Superiore DOCG con spedizione gratuita!

GuidaMichelinlogo2Giovedì 10 dicembre si è tenuta a Milano la presentazione della Guida Michelin Italia 2016 e Michael Ellis direttore internazionale della Guida Michelin ha descritto l’Italia come «Una delle destinazioni più dinamiche e affascinanti del mondo» di cui la Guida rossa, strumento utile e pratico per chi viaggia, è in grado di scattare ogni anno una fotografia attraverso i suoi ispettori che ne setacciano puntigliosamente il territorio.
La Guida Michelin funziona è innegabile, del resto chi non ha consultato la “rossa” almeno una volta nella vita?
L’originario libercolo rosso dedicato agli automobilisti nato nel 1900 è arrivato in Italia nel 1956 e da allora ha decretato anno dopo anno gioie e dolori per quegli chef che hanno affidato alla tanto agognata stella un ruolo puramente promozionale.
La Guida è un ottimo business editoriale, ma la cucina non c’entra niente, è tutta un’altra storia che non può essere riconducibile a una stella che talvolta diventa una vera e propria fissazione per tutti coloro che vi ruotano intorno.
Tra gli addetti ai lavori c’è chi la venera e ne attende con trepidazione l’uscita per vedere rinsaldata la propria notorietà e consolidare il fatturato, mentre c’è chi come Gualtiero Marchesi (il principe degli chef) ed Ezio Santin (chef dell’ Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano) ritengono che la passione per la cucina non possa essere subordinata ai voti, e quindi in tempi diversi hanno deciso di uscire dalla “rossa”.
L’edizione italiana 2016 segnala 6300 indirizzi e ben 334 stelle così ripartite: 8 tre stelle, 38 due stelle e 288 stelle (26 le nuove stelle) che confermano l’Italia come secondo paese al mondo con il più alto numero di stelle.
Le regioni più stellate sono nell’ordine la Lombardia con 56, seguita dalla Campania con 37, dal Piemonte e Veneto a pari merito con 36, dalla Toscana con 29 e dal Trentino Alto Adige con 27.
La vera chicca dell’edizione 2016 è costituita dal declassamento del Combal.Zero di Davide Scabin da due a una stella, fatto questo che ha scatenato un tam tam immediato sui social dove è partito un vero e proprio cinguettio di incredulità.
C’è chi parla di vera e propria doccia fredda per i numerosi fan di Scabin e dell’intera brigata del Combal.Zero, o chi addirittura come il fotografo Bob Noto (uno dei più noti fotografi del settore a livello internazionale) affida alla sua pagina facebook la piena solidarietà allo chef di Rivoli lanciando “Je Suis Scabin”.
Scabin nel frattempo affida il suo commento al Corriere della sera : “Sono basito, non so cosa dire. Non ho avuto alcuna spiegazione dalla Michelin, non so proprio come commentare la decisione della guida. E pensare che qui al Combal.Zero abbiamo fatto un anno di lavoro bellissimo, con il ristorante sempre pieno e tante innovazioni. Ero convinto di essere sotto osservazione per la terza stella, che magari sarebbe potuta arrivare l’anno prossimo. E invece mi hanno tolto la seconda. Non modificherò né i piatti né i prezzi, vado avanti con la solita qualità e la solita ricerca. Quindi sarò il ristorante a una stella più caro d’Italia: il mio menu degustazione costa 200 euro”.
Ma la levata di scudi a favore di Scabin assume più che altro i contorni di una vera e propria difesa d’ufficio verso un grande ristorante italiano considerato che quasi tutti contestano il giudizio espresso dalla “rossa” senza però parlare di cucina e porsi l’unica domanda possibile: al Combal.Zero oggi si mangia come o meglio di due anni fa?
Nella giostra delle guide ci sta che un ristorante di un certo livello debba essere presente per una questione di visibilità e quindi di comunicazione, ma nel momento in cui si decide di salire sulla giostra (e quella della “rossa” è una sorta di rampa di lancio verso la clientela straniera) bisogna condividerne appieno le regole che prevedono da una parte di poter essere ben giudicati e quindi di trarre benefici in termini di visibilità e dall’altra di dover accettare con la dovuta signorilità i giudizi non troppo benevoli che dovrebbero sollecitare un momento di riflessione sul proprio operato a meno che non si pensi di essere esentati dal commettere errori.
Il mondo delle guide per un ristorante che voglia ambire al Gotha della ristorazione è un’operazione ineludibile di marketing per cui fatto salvo il detto: “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”, Scabin da questa vicenda potrebbe ricavarne una maggiore visibilità rispetto a quella che gli avrebbe garantito il mantenimento della seconda stella.

Milano – 8° edizione di Re Panettone

Repanettone2Nell’ultimo weekend di novembre Milano ospiterà presso la Fabbrica del Vapore in via G. C. Procaccini 4 (antico polo industriale pregevolmente restaurato in pieno centro) l’8° edizione di Re Panettone, un appuntamento che è diventato un “must” per i milanesi e per quanti amano il dolce tipico di Milano.
Come per le passate edizioni anche quest’anno i pasticcieri partecipanti saranno quaranta e offriranno assaggi gratuiti, mentre i panettoni saranno venduti a un prezzo unico per tutti.
La mission della manifestazione è quella di dare l’opportunità al pubblico di conoscere il vero panettone artigianale d’eccellenza, quello per intenderci realizzato senza ingredienti che ne prolunghino artificialmente la vita (i conservanti e i mono- e digliceridi utilizzati dalle industrie), né semilavorati che ne facilitino la produzione artigianale, omogeneizzandone i sapori (lieviti disidratati e mix).
L’obiettivo è quello di raggiungere un mix perfetto che proponga da una parte l’esaltazione della naturalità, qualità e freschezza dei prodotti da una parte e dall’altra la capacità tecnica e l’originalità dell’artigiano pasticciere.
Visitando l’evento avrete la possibilità di farvi una cultura sul panettone e venire a sapere per esempio dove è nato e perché ha quella forma tipicamente a fungo.
Accanto all’esposizione vera e propria vi saranno altre attività collaterali sempre legate al panettone, e tra queste vanno segnalate :
– il gioco “Un panettone per chi conosce il panettone. E Milano” di Tullo Montanari;
– la IV edizione del Premio “I PanGiuso”, che incorona il miglior panettone e il miglior lievitato innovativo;
– la V edizione del Premio “I Custodi del Panettone”, che individua le confezioni per panettone più eco-sostenibili, funzionali e creative;
– degustazioni mirate sulla produzione di singoli maestri della pasticceria;
– un Wine-bar che proporrà in degustazione una preziosa selezione di bottiglie che si abbinano perfettamente con il panettone a cura della rivista Civiltà del bere.
L’evento, ideato e coordinato da Stanislao Porzio, è organizzato dall’Associazione Amici del Panettone, presieduta da Sabrina Dallagiovanna; con la collaborazione del Comune di Milano e il Patrocinio della Città Metropolitana di Milano.

Orari e prezzi
Sabato 28 novembre, dalle 10.00 alle 20.00
Domenica 29 novembre, dalle 10.00 alle 19.00
Ingresso libero
Degustazione vini gratuita previo acquisto di un calice; degustazioni guidate su prenotazione online (pagamento in sede).

Per maggiori informazioni e programma dettagliato
www.repanettone.it

Invito all'assaggio 6 bottiglie di Prosecco di Valdobbiadene Superiore DOCG con spedizione gratuita!

Flixbus un nuovo modo di viaggiare

Flixbus la start-up degli autobus verdi si appresta a triplicare la sua rete in Italia con 10 nuove linee pronte a partire per un totale di oltre 30 città italiane raggiunte.
Con il lancio delle 10 nuove linee (9 sono nazionali e 1 internazionale) Flixbus raggiunge 14 nuove città interessate per la prima volta dalla sua rete, arrivando a coprire 13 regioni per un totale di 30 città italiane da nord a sud, il che vuol dire 400 collegamenti giornalieri solo in Italia con più di 10.000 biglietti a partire da 1€ per tutte le nuove tratte.
Un vero e proprio successo per questa start-up che in soli tre mesi dal suo esordio in Italia ( ha iniziato a viaggiare nel mese di luglio) ha triplicato la sua rete di percorrenza.
Le 14 new entry della rete FlixBus sono: Bergamo, Brindisi, Ferrara, Firenze, Grosseto, Lecce, Livorno, Modena, Napoli, Novara, Pisa, Roma, Reggio Emilia, Trieste.
Giusto per capire come funziona questa start-up basta fare alcuni esempi: da Milano si può viaggiare, senza cambi, verso 14 città: Bari, Bologna, Firenze, Foggia, Genova, Grosseto, Livorno, Mestre, Novara, Padova Pisa, Roma, Venezia, Verona.; mentre da Roma, collegata da FlixBus per la prima volta in questa occasione, sono invece 12 le città raggiungibili direttamente: Bergamo, Brescia, Bologna, Firenze, Genova, Grosseto, Livorno, Milano, Modena, Novara, Pisa, Reggio Emilia.
Per promozionare questo nuovo ampliamento della sua rete di collegamenti FlixBus metterà a disposizione dei viaggiatori 10.000 biglietti al prezzo di lancio di 1 € per tutte le nuove tratte nazionali, e biglietti a 9 € per la nuova tratta internazionale.
I passeggeri troveranno a bordo degli autobus FlixBus Wi-Fi gratuito, prese di corrente, toilette, e potranno portare con sé fino a due bagagli gratuiti, oltre a un bagaglio a mano.
L’offerta di FlixBus è caratterizzata da un modello di business unico e innovativo, basato sulla collaborazione con una rete di aziende partner e una chiara distinzione dei ruoli: da un lato la start-up FlixBus, che si occupa della pianificazione delle linee, del marketing, e del servizio pre e post vendita, dall’altro i partner locali, piccole e medie imprese di autobus italiane, che si occupano dello svolgimento del servizio operativo, rispettando gli standard qualitativi stabiliti da FlixBus e assicurando un servizio di qualità.
Con FlixBus diventa quindi possibile viaggiare in tutta Europa in modo sostenibile, confortevole e piacevole e fatto non secondario, con oltre 20.000 collegamenti giornalieri verso oltre 400 destinazioni in 15 paesi, gli autobus verdi rappresentano un’alternativa moderna e adatta a tutte le tasche.
I biglietti si possono acquistare su www.flixbus.it, presso le agenzie di viaggio affiliate e attraverso l’app gratuita di FlixBus.
Con un piccolo sovrapprezzo, in fase di acquisto si potranno compensare le emissioni di CO2, rendendo il viaggio completamente green.
Nel caso in cui vi siano ancora posti liberi, inoltre, i passeggeri last-minute potranno acquistare i biglietti a prezzo pieno dal conducente al momento della partenza.

Per maggiori informazioni:
www.flixbus.it

Il Late Summer di Venere.com

travel2Venere.com, lo specialista europeo in termini di prenotazioni alberghiere ed extra-alberghiere online ha recentemente svelato i trend di prenotazione dei nostri connazionali, e non solo, per i mesi di settembre e ottobre.
L’estate è ormai un ricordo, ma per molti le vacanze devono ancora iniziare! Anche quest’anno, infatti, molti italiani hanno preferito posticipare le ferie ai mesi di settembre e ottobre, approfittando di prezzi più favorevoli e del minor affollamento.
Venere.com ha analizzato i dati di prenotazione dei turisti italiani e stranieri in relazione a questa tendenza del “Late Summer”.
In generale, i dati dimostrano una tendenza dei clienti, nazionali ed internazionali, a ritardare le tempistiche di prenotazione affidandosi sempre di più al last minute. Gli italiani che hanno effettuato   prenotazioni attraverso Venere.com per il periodo “Late summer” hanno scelto, più che per gli anni passati, mete italiane per i propri soggiorni.
A settembre il 40% degli italiani ha scelto mete italiane, rispetto al 33% dell’anno precedente; mentre per il mese di ottobre, il 33%, rispetto al 27% del 2014.
Tra le mete più gettonate per il mese di settembre troviamo le località balneari: le due isole maggiori, Sicilia e Sardegna, si posizionano infatti tra le prime scelte degli italiani, seguite subito dalla Puglia.
Per il mese di ottobre, invece, sono la campagna e le città d’arte a posizionarsi nella top ten delle scelte degli italiani, e la Toscana, con i suoi agriturismi, le sue dolci colline e la sua straordinaria cucina, rimane una delle prime scelte delle mete vacanziere.
Tra le città si aggiudica il primo posto Firenze, complice il suo grande capitale artistico e culturale, seguita da Milano (+200% rispetto al 2014), che con EXPO attrae un numero sempre maggiore di visitatori.
Le località balneari, rappresentano, anche all’estero, le mete selezionate dagli italiani per il mese di settembre, Spagna e Portogallo si posizionano in testa alla classifica con le loro infinite distese di sabbia bianca e mare cristallino, seguite subito dalle incantevoli isole del mare Egeo e dalla Turchia.
Per ottobre, invece, sono le città ad essere le mete più scelte: Spagna e Portogallo con Barcellona, Madrid e Lisbona registrano le preferenze di prenotazione, complici sicuramente le temperature più miti, a seguire le città di Germania, AustriaSvizzera e USA.
Le affascinanti città d’arte italiane, invece, rimangono sempre le mete prescelte dagli stranieri sia per il mese di settembre che per ottobre; i dati infatti confermano che la Città Eterna è la meta privilegiata per un soggiorno in Italia, seguita da Venezia, Firenze e Milano.

Linea Honeymania