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Sofia Fresia Art .. un tuffo nell’arte

Sofia Fresia è nata a Genova nel 1992 e vive tra Torino e la Valbormida dove vivono i suoi genitori

Dal  2015 studia pittura all’Accademia Albertina di Torino e attualmente frequenta l’ultimo anno del biennio specialistico della Scuola di Pittura

Nel 2014 ha ottenuto la laurea in infermieristica e nel 2018 quella di I livello con la tesi “Deriva e naufragio. L’arte del naufragio come ricerca di salvezza” che affronta il tema del fallimento e della mancanza di riferimenti stabili per i giovani attraverso immagini provenienti dal mondo del nuoto agonistico e delle piscine ricreative

Si è avvicinata all’arte per la prima volta grazie alla visita della mostra “Gli impressionisti e la neve” (2005), da cui ha tratto un enorme interesse verso la pittura figurativa e di paesaggio

Non avendo avuto la possibilità di  frequentare il liceo artistico, ha coltivato la sua passione da autodidatta finché la pittura non si è rivelata cruciale nell’affrontare un lungo ricovero ospedaliero

Dipingere ha riacceso in lei una scintilla di interesse per la vita e l’ha aiutata a trovare la forza per liberarsi dai suoi fantasmi

Agonista di nuoto per salvamento e accompagnatrice di media montagna, si interessa alle tematiche sociali e ambientali cui contribuisce anche con il volontariato

Ha sempre con se i suoi due  taccuini che utilizza prevalentemente in montagna d’estate o nel corso di qualche viaggio (particolarmente utili durante le traversate di più giorni in montagna, sia per tenere memoria delle singole giornate come una sorta di diario di bordo visivo, sia per riempire le lunghe attese in rifugio al termine di ogni tappa)

I suoi primi lavori erano a carattere fortemente figurativo e connessi agli aspetti che più sentiva legati alla sua  rinascita, come la montagna e il nuoto; usava la pittura per parlare di se a se stessa, come a dire “eccomi, sono qui e sono diventata questa persona”

In seguito ha iniziato a usare la pittura per parlare di se agli altri e questa è stata una rivoluzione perché si è resa conto che la comunicazione attraverso i dipinti era più incisiva di quella a parole, e le permetteva di affrontare problemi sui quali non avrebbe mai osato intavolare un discorso

Tra tutti i lavori quelli che sente al momento più “suoi” sono i dipinti a olio della serie Pools, nei quali pensa di essere riuscita a trovare la giusta via di mezzo tra il messaggio da veicolare e l’attrazione personale innata per la pittura di stampo accademico che ad oggi viene spesso vista più come un vincolo anacronistico che come un’abilità

 Piscine vuote, edifici e oggetti abbandonati, porte che si spalancano su mondi e tempi inaccessibili: nella sua ricerca l’artista utilizza alcuni soggetti ricorrenti nella propria esperienza di vita ricombinandoli in lavori di matrice surrealista che affrontano prevalentemente temi di carattere sociale

 

Sofia Fresia was born in Genoa in 1992 and lives between Turin and Valbormida where her parents live

Since 2015 she has been studying painting at the Albertina Academy in Turin and is currently attending the last year of the two-year specialist course at the School of Painting

In 2014 she obtained a degree in nursing and in 2018 the 1st level degree with the thesis “Drift and shipwreck. The art of shipwreck as a search for salvation ” which addresses the theme of failure and the lack of stable references for young people through images from the world of competitive swimming and recreational pools

She approached art for the first time thanks to a visit to the exhibition “The Impressionists and the Snow” (2005), from which she drew a huge interest in figurative and landscape painting

Not having had the opportunity to attend art high school, she cultivated her passion as a self-taught person until painting proved to be crucial in facing a long hospital stay

Painting rekindled a spark of interest in life in her and helped her find the strength to free herself from her ghosts

Swimming agonist for rescue and mid-mountain companion, she is interested in social and environmental issues to which she also contributes with volunteering

She  always has two notebooks with her  which she mainly uses in the mountains in the summer or during some travels (particularly useful during multi-day crossings in the mountains, both to keep memory of individual days as a sort of visual logbook, both to fill the long waits in the refuge at the end of each stage)

Her  first works were strongly figurative and connected to the aspects that she felt most linked to her rebirth, such as the mountains and swimming; she used painting to talk about herself to herself, as if to say “here I am, I’m here and I’ve become this person”

She later started using painting to talk about herself to others and this was a revolution because she realized that communication through paintings was more incisive than words, and allowed her to face problems she would never have dared to strike up a speech

Among all the works, the ones she feels most “hers” at the moment are the oil paintings of the Pools series, in which she thinks she has managed to find the right middle ground between the message to convey and the innate personal attraction for painting by academic style that today is often seen more as an anachronistic constraint than as a skill

Empty swimming pools, abandoned buildings and objects, doors that open wide onto inaccessible worlds and times: in her  research the artist uses some recurring subjects in her own life experience, recombining them in surrealist works that mainly deal with social themes

For more information on the artist

Sito web

Instagram

 

MÚSES per un tuffo sensoriale nel mondo dei profumi

Il MÚSES è un museo vivente che si trova a Savigliano in provincia di Cuneo all’interno del seicentesco Palazzo Taffini, antica dimora nobiliare che racchiude nelle sue sale barocche il ricordo di epiche battaglie combattute dai Taffini al fianco dei Duchi di Savoia

Si chiama MÚSES, con un accento acuto sulla “Ú” per richiamare la forma del mortaio con pestello usato dagli speziali nell’antica alchimia e  Accademia Europea delle Essenze è un progetto ideato dall’Associazione Terre dei Savoia per valorizzare le tradizioni e i saperi del Piemonte nella produzione delle erbe officinali

Si definisce Accademia per riaffermarne il significato etimologico del Giardino di Academo: lo spazio collettivo dedicato all’imparare insieme e in  questo senso il MÚSES si propone come casa del territorio aperta ai sentori, ai sapori e ai saperi dell’Europa

La visita guidata inizia dal Giardino dei Sensi situato nel cortile d’onore di Palazzo Taffini che rappresenta l’espressione più compiuta di MÚSES, articolato in aiuole geometriche come da modello tardo-rinascimentale, con varietà di piante scelte per stimolare i cinque sensi attraverso i colori delle fioriture, il sapore dei frutti, l’odore dell’essenze e la consistenza del fogliame

Al centro, la fontana con getti d’acqua profumati è dominata dalla scultura “La palette del pittore” dell’artista tedesco Franz Staehler; intorno le erbe officinali, i fiori, le piante ornamentali e le sculture “L’albero della vita” e “Lo specchio di Gaia” di Staehler rianimano e profumano chi lo attraversa

Il MÚSES offre esperienze sensoriali lungo il percorso espositivo con  video installazioni, opere site-specific di artisti internazionali contemporanei,  strumentazioni d’epoca, personaggi che hanno innovato le tecniche produttive e svelano i segreti dell’arte profumiera nei secoli: da Bisanzio a Venezia seguendo le rotte degli oli essenziali e delle spezie; le grandi signore del Rinascimento italiano, Caterina Sforza, Isabella d’Este, Caterina de’ Medici, che seppero diffondere  il piacere delle essenze, diventando vere e proprie icone delle loro epoche; dal Piemonte al resto d’Europa con l’affascinante saga dell’Acqua di Colonia, il profumo più venduto al mondo e creato da un piemontese

Il Museo è aperto su prenotazione il Sabato e la Domenica

Per maggiori informazioni : www.musesaccademia.it

MÚSES for a sensory dive into the world of perfumes

The MÚSES is a living museum located in Savigliano in the province of Cuneo inside the seventeenth-century Palazzo Taffini, an ancient noble residence that contains in its baroque rooms the memory of epic battles fought by the Taffins alongside the Dukes of Savoy

It is called MÚSES, with an acute accent on the “Ú” to recall the shape of the mortar with pestle used by apothecaries in ancient alchemy and the European Academy of Essences is a project conceived by the Terre dei Savoia Association to enhance the traditions and knowledge of Piedmont in the production of medicinal herbs

It defines itself as an Academy to reaffirm the etymological meaning of the Academo Garden: the collective space dedicated to learning together and in this sense the MÚSES is proposed as a home in the territory open to the scents, flavors and knowledge of Europe

The guided tour starts from the Garden of the Senses located in the courtyard of honor of Palazzo Taffini which represents the most complete expression of MÚSES, divided into geometric flower beds as per the late-Renaissance model, with a variety of plants chosen to stimulate the five senses through the colors of the blooms, the flavor of the fruit, the smell of the essences and the consistency of the foliage

In the center, the fountain with scented water jets is dominated by the sculpture “The Painter’s Palette” by the German artist Franz Staehler; around the officinal herbs, flowers, ornamental plants and sculptures “The tree of life” and “The mirror of Gaia” by Staehler revive and perfume those who pass through it

MÚSES offers sensory experiences along the exhibition path with video installations, site-specific works by contemporary international artists, period instruments, characters who have innovated production techniques and reveal the secrets of perfume art over the centuries: from Byzantium to Venice following the routes of essential oils and spices; the great ladies of the Italian Renaissance, Caterina Sforza, Isabella d’Este, Caterina de ‘Medici, who knew how to spread the pleasure of essences, becoming true icons of their epochs; from Piedmont to the rest of Europe with the fascinating saga of Cologne, the best-selling perfume in the world and created by a Piedmontese

The Museum is open by appointment on Saturday and Sunday

For more information : www.musesaccademia.it

Ciao papà – Hi dad

Io non so dove vanno le persone quando cessano di vivere
Ma so dove restano e tu resterai per sempre nel mio cuore
Avrei voluto esserti vicino e tenerti la mano perché il dovere di un figlio è quello di accompagnare chi gli ha dato la vita nel momento in cui ci lascia
Non me lo hanno permesso e qualcuno non so se in questa vita o nella prossima me lo dovrà spiegare il perché ci è stato negato questo momento di estrema intimità
Eri una persona seria, eri “il geometra” per tutti quelli che ti conoscevano e ti rispettavano in un epoca in cui nella tua professione una stretta di mano valeva più di ogni altra cosa
A prima vista sembravi un po’ orsetto, di poche parole e solitario ma avevi un cuore grande e una generosità con cui sapevi trasmettere il tuo affettoMi hai trasmesso la tua serietà e mi hai insegnato che nella vita si può essere felici anche mangiando pane e salame e bevendo un buon bicchiere di vino
I ricordi sono tanti e li custodirò nel mio cuore per sempre, e se chiudo gli occhi ti rivedo quando a 7 anni finito l’esame di seconda elementare mi hai portato nel negozio di biciclette e mi hai regalato la mia prima bicicletta, quel giorno che ricordo come fosse adesso ho provato una gioia indescrivibile e oggi come allora ti dico grazie papà!
Per avermi reso l’uomo che oggi sono

 

 

I don’t know where people go when they stop living
But I know where they stay and you will stay forever in my heart
I would have liked to be near you and hold your hand because the duty of a son is to accompany those who gave him life when they leaves us
They didn’t allow me and someone I don’t know if in this life or the next one will have to explain to me why we have been denied this moment of extreme intimacy
You was a serious person, you was “the surveyor” for all those who knew and respected you in a time when in your profession a handshake was worth more than anything else
At first glance you seemed a little bear, of few words and lonely but you had a big heart and a generosity with which you knew how to transmit your affection
You gave me your seriousness and you taught me that in life you can be happy even by eating bread and salami and drinking a good glass of wine
The memories are many and I will keep them in my heart forever, and if I close my eyes I see you when I finished the second grade exam at the age of 7 you took me to the bicycle shop and gave me my first bicycle, that day that I remember as it was now I felt an indescribable joy and today as then I say thank you dad!
For making me the man I am today

 

Asti – 7° edizione del Bagna Cauda Day dal 22 al 24 novembre 2019

A Monaco di Baviera celebrano l’October Fest, Asti e il Piemonte puntano sul novembre dedicato alla Bagna Cauda con una punta d’ironia a cominciare dal logo: Bagna Cauda Day si può leggere anche Bagna Cauda d’aj, cioè d’aglio in piemontese.
Asti e dintorni ospita l’evento promosso dall’Associazione Astigiani con lo scopo di mettere insieme la tradizione del più famoso piatto piemontese con la novità di un incontro che diventa festa, un po’ happening, un po’ evento a sorpresa, BCD (l’acronimo di Bagna Cauda Day, gioca tra il piemontese e l’inglese) è convocato via Internet e aperto a tutti i fans della Bagna Cauda nel mondo
Da oggi fino a domenica migliaia di bagnacaudisti in un centinaio di ristoranti, vinerie, cantine storiche ad Asti, in altre località del Piemonte e del Mondo celebrano la Bagna Cauda, il piatto della convivialità, con la possibilità di scegliere a seconda dei propri gusti la versione più indicata a ciascun palato:
Rossa:Come Dio Comanda” (ricetta tradizionale), Gialla:Eretica” (poco aglio),Verde:Atea” (senza aglio)
Cuochi e cuoche dell’Astigiano, Langa e Roero proporranno la loro Bagna Cauda tradizionale, per un totale di 15000 posti complessivi che si possono prenotare telefonando direttamente ai locali indicati sul sito web della manifestazione, dove sarà possibile verificare in tempo reale la disponibilità dei posti ancora liberi per ogni singolo ristorante aderente all’iniziativa.
I bagnacaudisti riceveranno in omaggio ” Il Vademecum della bagna cauda  e  il bavaglione d’autore, firmato da Giacomo Ghiazza in tessuto, con logo del Bagna Cauda Day  in stile Hollywoodiano da usare e tenere a ricordo dell’evento.
Il prezzo fisso per degustare la Bagna cauda sarà di 25 euro, uguale in tutti i locali aderenti all’iniziativa e ogni commensale oltre al più famoso dei piatti piemontesi avrà anche eventuali assaggi a sorpresa di prodotti locali as
Il vino sarà servito dal produttore presente presso il locale al prezzo di 12 euro a bottiglia

In collaborazione con la Farmacia Moderna di Via Cavour 90 ad Asti è disponibile
il KIT del dopo bagna cauda
l’indispensabile kit di sopravvivenza aromatica e gastrica per il dopo, composto da:
– dentifricio alle erbe in confezione “baciami subito”
– bicchiere di effervescente Tortoroglio, vari gusti
– lattina Mole Cola
– dolcini della Ditta Barbero

BAGNA CAUDA MAKET
Il Bagna Cauda Day è arricchito da tanti eventi ed iniziative che in parallelo faranno conoscere la città e l’intero territorio che la circonda tra bellezze artistiche, mostre, musei e altro.
Da non perdere è il BAGNA CAUDA MARKET organizzato in collaborazione con la CIA ( Confederazione Italiana Agricoltori )   che si terrà sotto i portici di Piazza San Secondo ( Sabato e Domenica dalle 10 alle 19 ) e dove verranno dispensati i profumi ed i colori dell’autunno sulle tante bancarelle dei produttori delle cose indispensabili per farsi la Bagna Cauda a casa.
I locali nel mondo
Il Bagna Cauda Day 2019 non si svolgerà soltanto ad Asti e in altre località del Piemonte e d’Italia, ma anche in altri stati del mondo.
Ecco chi cucinerà la Bagna Cauda in giro per il mondo:
B&B Villa Cavour – Australia
D’Agostim di Paratella – Brasile
Atto Primo – Cina
Facciola – Germania
Trattoria I Bologna – Giappone
Byzantium Restaurant – Inghilterra
Da GiancarloCasa Pizzeria Italia – Peru
Opis Trattoria – Peru
Ristorante Salamanto – Peru
Ristorante Officina – Russia
Osteria Stefano Lubiana Wines – Tasmania
Waterfront Cafe and Lodge – Tonga

LA RICETTA della BAGNA CAUDA
Esistono varie ricette per realizzare la bagna cauda, a libera interpretazione del singolo cuoco o secondo tradizioni famigliari tramandate di madre in figlia o di generazione in generazione.
Tra tutte, l’Accademia Italia della Cucina ne ha depositata una, registrata il 7 febbraio 2005, ritenuta dopo vari assaggi la più affidabile e tramandabile.

Ingredienti per 12 persone:

12 teste d’aglio
6 bicchieri da vino di olio d’oliva e, se possibile un bicchierino di olio di noci
6 etti di acciughe rosse di Spagna

Tagliare a fettine gli spicchi d’aglio precedentemente svestiti e privati del germoglio, quindi mettere l’aglio in un tegame di coccio, aggiungere un bicchiere d’olio e iniziare la cottura a fuoco molto basso rimescolando con un cucchiaio di legno, senza fargli prendere colore.
Aggiungere poi le acciughe dissalate e diliscate continuando a rimescolare, quindi versare il restante olio e portare l’intingolo a cottura a fuoco basso per circa mezz’ora evitando che la bagna frigga.
Al termine della cottura si può aggiungere a piacere un pezzetto di burro freschissimo per dare un gusto più morbido alla bagna.
La bagna una volta pronta va versata negli appositi “fujot” (forellini di coccio) e accompagnata con le seguenti verdure:
crude: cardi gobbi di Nizza, topinanbours, cuori di cavolo bianco, indivia e scarola, peperoni freschi e sotto graspa, cipollotti inquartati ed immersi nel vino barbera crudo;
cotte: barbabietole rosse, patate lesse, cipolle al forno, zucca fritta, peperoni arrostiti.
La tradizione vuole che alla fine lo “spesso della bagna” si raccolga strapazzandovi dentro un uovo

In this weekend in Piedmont the “Bagna Cauda Day” is celebrated, this tasty and very particular sauce will be served in many restaurants
The bagna cauda typical winter dish of the Piedmont region (in Italian is called “hot sauce“) is history, tradition, encounter of cultures and flavors
The preparation of bagna cauda is based on a few basic ingredients (garlic, extra virgin olive oil and anchovies) and then the classic seasonal vegetables to dip in the wet come on the scene: cardoon, pepper, topinamburs, cabbage, fennel, celery, artichokes, spring onions, beets, etc.
My recipe adapted for Finnish friends is this: remove the inner core from the garlic so that it is more digestible and soak it in milk for 1 hour, then finely chop it
Fry the garlic in an earthenware pot (or in a normal pot) in plenty of extra virgin olive oil and then add the desalted anchovies or those in oil
When the anchovies begin to melt, add 100 ml of cream, mix well and serve hot in single portion cups where everyone can dip the various raw and cooked vegetables (the delicious Finnish potatoes are also perfect )

 

Venezia è di tutti – Venice belongs to everyone

A Venezia vivono poco più di 50.000 persone ma ogni anno riceve qualcosa come 28 milioni di turisti, fatto questo che mi porta a scrivere che Venezia non è solo dei veneziani o degli italiani ma è un patrimonio del mondo intero, Venezia è di tutti!
Venezia è l’acqua, ha bisogno dell’acqua perché senza di questa non esisterebbe e durante la sua storia ha dovuto sempre convivere con il fenomeno dell’acqua alta, ma negli ultimi anni l’alta marea la sta mettendo in ginocchio e come già accadde nel 1966 in questi giorni l’acqua ha raggiunto la strabiliante altezza di 187 cm creando danni incredibili e mettendo in pericolo la Basilica di San Marco
Ma lo scudo protettivo che sta proprio davanti alla città, il MOSE – acronimo che sta per Modulo Sperimentale Elettromeccanico non viene attivato in quanto non è ancora terminato e neppure collaudato
La costruzione del MOSE pensato negli anni ’80 per difendere la laguna di Venezia da piene superiori ai 110 cm è iniziata nel 2003 e nel 2014 furono sollevate per la prima volta quattro delle 78 paratie previste, nel 2016 l’opera avrebbe dovuto essere completata e oggi dopo 16 anni di gestazione e 7 miliardi di euro spesi non è ancora pronto e l’obiettivo è che entri in funzione nel 2021 .. una vergogna!
Parole in questi anni ne sono state dette e scritte tante, ora più che mai servono i fatti prima che sia troppo tardi

 

 

Little more than 50,000 people live in Venice, but every year it receives something like 28 million tourists, a fact that leads me to write that Venice is not just for the Venetians or the Italians but is a heritage of the whole world, Venice belongs to everyone!
Venice is water, it needs water because without it Venice would not exist and during its history it has always had to live with the phenomenon of high water, but in recent years the high tide is bringing it to its knees and as already happened in 1966 in these days the water has reached the amazing height of 187 cm creating incredible damage and endangering the Basilica of San Marco
But the protective shield that is right in front of the city, the MOSE – acronym that stands for Electromechanical Experimental Module is not activated because it is not yet finished and not even tested
The construction of the MOSE conceived in the 1980s to defend the Venice lagoon from floods over 110 cm began in 2003 and in 2014 four of the 78 planned bulkheads were raised for the first time, in 2016 the work should have been completed and today after 16 years of gestation and 7 billion euros spent it is not yet ready and the goal is for it to come into operation in 2021 .. a shame!
In these years many words have been spoken and written, now more than ever the facts are necessary before it is too late

 

L’illustrazione ” Rialziamoci, Rialziamola ” è di ZOEN

25 settembre 1896 – 120 anni fa nasceva Sandro Pertini

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pertini16In queste ore Savona e la Liguria celebrano i 120 anni della nascita di Sandro Pertini, un uomo che ha fatto della sua coerenza una ragione di vita.
Il Presidente della Repubblica più amato dagli italiani ha contribuito, a dispetto di quei pochi che lo definirono populista, a riavvicinare i cittadini alle Istituzioni e a trent’anni dalla fine del suo mandato tantissimi italiani lo ricordano con affetto e non dimenticano quello che lui era solito dire: “Io credo nel popolo italiano”.
Sandro Pertini a vent’anni dalla sua scomparsa, al di là della doverosa commemorazione del suo genetliaco ( qui il programma relativo a Sandro Pertini … uno di noi) non dovrebbe essere visto come il passato ma bensì come il futuro a cui una classe politica sempre più scadente dovrebbe ispirasi per riportare i cittadini a credere in quelle Istituzioni che troppo spesso in questi anni sono state squassate da corruzione, malaffare e da giochi di potere che ben poco hanno a vedere con i problemi che i cittadini si trovano a dover affrontare, giorno dopo giorno.
Sandro Pertini in una intervista rilasciata a Oriana Fallaci nel 1973 si disse amareggiato perché vedeva anche nel suo partito politici che guardavano solo ai propri interessi , che erano in mezzo ad episodi di corruzione e concludeva dicendo: ma io mi sono battuto per tutto questo?
Di lui ricordo due episodi che fotografano in maniera netta quello che lui intendeva per “fare politica” :
– Quando da Presidente della Camera dei Deputati nel 1974 si rifiutò di firmare il decreto di aumento dell’indennita’ ai deputati, dicendo a chi gli sottoponeva il documento per la firma :“Entro un’ora potete eleggere un’altro presidente della Camera, ma io con queste mani non firmo”.
– Uno stralcio dell’intervista rilasciata a Nantas Salvalaggio e pubblicata sulla ‘ Domenica del Corriere’ il 10 marzo del 1974 : “Il problema a mio parere è semplice: non c’ è ragione al mondo che giustifichi la copertura di un disonesto, anche se deputato. Ma non ti rendi conto, m’ ha rimproverato uno, che qui crolla tutto, è in gioco l’ intero sistema? Il sistema? dico io: ma io me ne infischio del sistema, se dà ragione ai ladri. Lo scandalo più intollerabile sarebbe quello di soffocare lo scandalo. L’opinione pubblica non lo tollererebbe. E io, neppure. Ho già detto alla mia Carla: tieni pronte le valigie, potrei piantare tutto”.
Un uomo integro, tutto d’un pezzo che amava girare a piedi per Roma tra la gente senza nessun tipo di protezione e quando gli veniva assegnata la scorta  nei viaggi istituzionali cercava sempre di imboscarsi, durante le visite alle città, per eluderla.
Un po’ come l’attuale presidente Mattarella che è giunto a Savona per commemorarlo in una città blindata e con un codazzo di 14 auto al seguito, che hanno reso off limits tutta l’area antistante l’Hotel dove ha pernottato.
Non mi stancherò mai di ricordare il tragico caso della ministra degli esteri svedese Anna Lindh che nel 2003 a soli 46 anni di età venne uccisa da uno squilibrato mentre faceva la spesa da sola in un supermercato di Stoccolma.
In Italia nonostante le slide e i tanti pronunciamenti del Premier Renzi volti a ridurre le auto blu, quando si muove l’ultimo dei sottosegretari non lo fa mai da solo ma con almeno due macchine di scorta oltre la sua, in fondo l’Italia per quelli della casta è o non è il #paesedeibalocchi!

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Credits: some pictures ANSA