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450° edizione della Fiera Fredda – dal 4 al 8 dicembre 2019 – Borgo San Dalmazzo (CN)

Borgo San Dalmazzo in provincia di Cuneo ospita sino a domenica 8 dicembre 2019, la 450° Edizione della Fiera Fredda fiera nazionale della lumaca –   un appuntamento che si rinnova puntualmente ogni anno da illo tempore e che vuol essere un momento di incontro per tutti gli abitanti delle valli, che un tempo scendevano in paese per procurarsi le ultime provviste prima del lungo inverno, mentre oggi ai tempi moderni vivono la Fiera attraverso un susseguirsi di importanti appuntamenti ed eventi che puntano a far conoscere l’immagine della città e delle vallate del circondario

 

Quest’anno i visitatori, come già lo scorso anno, non troveranno più in Largo Argentera a dare loro il benvenuto la tradizionale “lumacona” che dopo 20 anni e numerosi acciacchi ha dovuto essere affidata ad un’operazione di restyling per essere sostituita da un’installazione illuminata raffigurante la “classica” slitta di Babbo Natale trainata da una renna.

All’interno del padiglione attrezzato di Palazzo Bertello vengono esposti i migliori prodotti locali, con particolare attenzione all’helix pomatia alpina e alle eccellenze eno-gastronomiche che permettono di gustare quei piatti divenuti degli autentici “must” della manifestazione:  le lumache cucinate in varie maniere, i ravioli, i crouset,  il bollito misto, la raviola valouriana, le trippe, la battuta di carne.

Continua anche l’iniziativa “Sotto il segno della lumaca”  (dopo il grande successo delle precedenti edizioni) coinvolgendo numerosi ristoranti del territorio intorno a Borgo San Dalmazzo che offriranno la possibilità di degustare menu particolari a base di lumache e, in alternativa, menu con i prodotti tipici del territorio.

I ristoranti aderenti sono:
Amunse – Borgo San Dalmazzo
Hotel Ristorante Pizzeria Le Lanterne – Frazione Beguda
Quel Pizzico di Sale – Cervasca
Osteria Santino – San Defendente di Cervasca
Albergo Ristorante Fungo Reale – Valloriate
Albergo Ristorante Tre Colombe – Valloriate
Ristorante Ruota 2 – Andonno
Antica Trattoria Gabri – Frazione Madonna Bruna
Ristorante Real Park – Entracque
Ristorante Drago 3 – Borgo San Dalmazzo
Hotel Ristorante Ligure – Vinadio

La storia narra che il 18 dicembre 1569 Dalmasso Fenoglio e Biagio Pasquerio, allora Sindaci di Borgo San Dalmazzo, ottennero la concessione da Emanuele Filiberto di istituire una fiera in onore del santo Patrono, il 5 dicembre, della durata di tre giorni.

I valligiani convenuti a Borgo per la Fiera erano soliti recarsi nelle osterie locali per gustare i piatti divenuti classici di questa manifestazione e questo ha fatto sì che si sviluppasse una forte tradizione gastronomica di richiamo anche ai giorni nostri per numerosi visitatori e gourmet, che affollano la città nel periodo della Fiera Fredda.

In particolare, il piatto più tipico della manifestazione, è diventata l’Helix Pomatia Alpina, la chiocciola dalla carne bianca che sulle Alpi Marittime ha trovato il suo habitat naturale.

Secondo la più antica tradizione borgarina, le lumache venivano servite semplicemente lessate nel

proprio guscio dal quale venivano estratte con il caratteristico chiodo per ferrare i cavalli (usato anche ai giorni nostri) e intinte in salsa piccante a base di olio, sale, pepe e aglio, detta “salsa del cartuné”.

Il “cartun” era un carro coperto da un telo sostenuto da quattro centine di legno, trainato dal mulo; era la casa mobile del pastore delle vallate di Borgo: il “cartuné”. Erano proprio i carrettieri di passaggio a Borgo e diretti verso la Francia i principali frequentatori delle osterie locali, che hanno dato il nome alla famosa salsa.

In alternativa alla “cartunera” le lumache lessate potevano anche essere accompagnate da “ajé” (o “aiolì”), una maionese con aglio finemente pestato nel mortaio e dal sapore vagamente provenzale.

Per maggiori informazioni e programma dettagliato sulla 450° Fiera Fredda:

http://www.fierafredda.it

Pagina facebook Fiera Fredda

 

 

21° Fiera Nazionale del Marrone – Cuneo 18,19 e 20 ottobre 2019

Dal 18 al 20 ottobre per tre giorni Cuneo offrirà ai suoi visitatori una delle più importanti rassegne gastronomiche d’Italia mettendo in vetrina lungo le vie e le piazze della parte antica della città i prodotti tipici del territorio cuneese e non solo, visto che saranno presenti espositori provenienti da ogni parte d’Italia (saranno oltre un centinaio attentamente selezionati dal Comune di Cuneo, Slow Food, Coldiretti, Confartigianato e ATL).
La regina della Fiera sarà la castagna che è stata la prima IGP cuneese.
L’atmosfera che si respirerà in città sarà come sempre festaiola, accompagnata da un tripudio di colori, profumi e sapori e da un sottofondo tanto caro a grandi e piccini, quello del ritmo scoppiettante dei môndaj (nell’edizione 2010 sono state consumate 250 quintali di castagne, che corrispondono a circa 165.000 sacchetti di caldarroste).
La storia recita che le prime edizioni della Fiera risalgono agli anni trenta, quando la città di Cuneo era un centro mercatale dei prodotti castanicoli tra i più forniti del nord Italia.
L’avvento della II Guerra Mondiale ne portò la sospensione e solo nel 1999 si pensò a rimetterla in piedi grazie all’avvio da parte dell’ATL del progetto “Il Tempo delle castagne” e alla buona volontà di Edue Magnano che ebbe l’intuizione di incentrare la Fiera sulla valorizzazione di un prodotto tipico nostrano come la castagna.
Dopo un periodo di gestazione nel quale si susseguono anno dopo anno le varie edizioni nel 2004 viene ceduta dall’Associazione per la valorizzazione della castagna la titolarietà della Fiera al Comune di Cuneo e nel 2007 (quello che è definito “l’anno della svolta”) la Fiera ritrova il suo slancio con la nascita dei saloni tematici, che di fatto ridisegnano la Fiera e i suoi spazi; inoltre grazie al contributo di Slow Food viene redatto un nuovo disciplinari più stringente per gli espositori che porta ad avere una partecipazione più in linea con le tematica della Fiera stessa.
Nel 2009 la Fiera diventa nazionale e allarga i suoi spazi occupando Piazzetta Audiffredi e Piazza Torino, mentre per la prima volta dopo gli anni ’30, ritorna su Piazza Galimberti.
Nascono iniziative collaterali alla Fiera che non è più solo un momento enogastronomico, ma lascia spazio anche all’artigianato d’eccellenza, ai laboratori didattici, a iniziative culturali, mostre, spettacoli e concerti, tanto che per molti visitatori la Fiera non è più un appuntamento mordi e fuggi ma un avvenimento da gustare per l’intero week end, come testimoniano le oltre 300.000 presenze dell’ultima edizione.

 

Per maggiori informazioni:
http://marrone.net/

 

 

 

41° edizione Fiera del formaggio di fossa – Sogliano al Rubicone

fossa11Sogliano al Rubicone il paese che il grande Giovanni Pascoli definì “piccolo grandemente amato paese di Romagna” ospita dal 22 novembre fino al 6  dicembre la quarantunesima edizione della Fiera del formaggio di fossa.
Un evento storico che non passa mai di moda e che rende omaggio al formaggio di fossa che è un tipico prodotto di Sogliano (che si estende tra le vallate del Rubicone e del Marecchia) e che nel 2009 ha ottenuto il marchio Dop con la denominazione “Formaggio di Fossa di Sogliano Dop”.
La manifestazione organizzata da illo tempore dalla locale Proloco in collaborazione con il Comune di Sogliano è nata con l’intento di valorizzare questo formaggio il cui nome deriva dagli ambienti sotterranei, scavati nel tufo, in cui avviene la stagionatura attraverso un processo di fermentazione naturale.
Durante la Fiera del formaggio di fossa è possibile mangiare gustosi piatti romagnoli presso i locali della Proloco e acquistare non solo il formaggio di fossa ma anche altri tipici prodotti soglianesi: il Savòr (è una dolce marmellata, tipica della frazione di Montegelli, ottenuta dopo una lunga lavorazione e composta da mosto d’uva, mele, mele cotogne, pere e frutta secca), la Saba, le Teglie in argilla di Montetiffi (ideali per la cottura della piadina), miele e salumi.
Il programma della manifestazione prevede una serie di eventi collaterali e mostre varie (di pittura, scultura, arte varia); stand della Strada dei vini e dei sapori e stand dell’Associazione Nazionale “Città dei Sapori” (presso i quali sarà possibile degustare e acquistare i prodotti tipici che i Comuni aderenti presenteranno); stand degli allevatori e coltivatori di Sogliano ( con esposizione dei prodotti delle aziende agricole locali).
Molto interessanti sono le mostre permanenti di Palazzo Marcosanti: la Collezione di Arte Povera, il Museo Linea Christa e la Raccolta Veggiani.
Quest’anno come negli anni precedenti la tradizionale apertura delle fosse si terrà mercoledì 25 novembre ( festa di Santa Caterina d’Alessandria ) alle ore 10, in via Le Greppe 14 – presso Fosse Pellegrini.

La storia del formaggio di fossa
L’usanza di “seppellire” il formaggio viene tramandata nei secoli quale parte integrante delle tradizioni contadine del luogo; l’origine di tale pratica è ignota, anche se documenti risalenti al XV secolo testimoniano in modo tangibile che esisteva anche a quei tempi.
Il formaggio deve essere preventivamente richiuso in sacchetti di panno, preferibilmente bianco ove i proprietari delle fosse apporranno, con olio cotto e nero fumo 2 numeri; il primo corrisponde al proprietario, il secondo al peso ancora espresso tradizionalmente in libbre.
Le fosse per la maturazione non sono altro che ambienti sotterranei di probabile origine medievale, scavate nel tufo dell’abitato soglianese ed un tempo adibite a deposito di grano.
Possono essere di varia forma e misura; in generale sono a forma di fiasco con un base di 2 mt. di circonferenza ed un’altezza di circa 3mt. compreso il collo.
Le fosse vengono aperte ogni anno il 16 agosto; da questo giorno i contadini, i commercianti o semplici privati hanno tempo fino ai primi di settembre per portare il proprio formaggio a maturare nelle fosse.
Operai esperti iniziano, di buon mattino, a bruciare paglia all’interno delle fosse allo scopo sia di togliere l’umidità accumulata sia per una sorta di sterilizzazione contro certi germi che potrebbero nuocere ad una normale fermentazione.
Si passa poi al rivestimento delle pareti per isolare il tufo con uno strato di circa 10 cm. di paglia sostenuta da un’impalcatura di canne verticali legate orizzontalmente da cerchi di legno, sul fondo vengono sistemate delle tavole anch’esse in legno.
A questo punto le fosse sono pronte per ricevere il formaggio dopodiché vengono chiuse per essere riaperte quasi 3 mesi più tardi a miracolo compiuto: il normale formaggio depositato in agosto è diventato il formaggio di fossa dal sapore e fragranza inconfondibili.
A causa della fermentazione e della sgrassatura il formaggio può subire un calo di peso e si presenta in forme irregolari, prive di crosta e con una pasta di consistenza dura o semidura a seconda del formaggio di partenza, mentre il colore è giallo paglierino.

Per maggiori informazioni e programma dettagliato:
Comune di Sogliano al Rubicone
Pro loco Sogliano al Rubicone

La ricetta per fare il Savòr
Si prendono 8 litri di mosto d’uva nera (sangiovese) e si fa bollire fino a quando il mosto sia ben denso e ne sia rimasto circa 2 litri. In questo concentrato zuccherino si mettono a bollire 2,5 kg di frutta autunnale, pere, mele, mele cotogne sbucciate e tagliate a dadi piuttosto grossi, fichi, gherigli di noci e gherigli di mandorle sbucciati, scorza di limone non trattato, poca cannella. Poi si procede come per una normale marmellata. Quando il savor avrà raggiunto la consistenza desiderata si pone, ancora bollente, in vasi dalla chiusura ermetica, dove si conserverà a lungo.

Per maggiori informazioni:
Associazione Culturale Montegelli

5° edizione Torgnon d’outon – 23 ottobre / 8 novembre 2015

TorgnonlogoTorgnon, il piccolo paese composto da ventidue piccole frazioni distribuite su un ampio e soleggiato terrazzo morenico, inserito nella Comunità Montana del Cervino, vi aspetta per la 5° edizione della ormai collaudata Torgnon d’outon che da festa patronale si è ormai trasformata in un appuntamento immancabile con i sapori autunnali.
Gli ingredienti principali della festa che si prolunga per due settimane saranno: le specialità valdostane, tra cui Fontina DOP d’alpeggio e patate di montagna, formaggi di capra, miele, castagne, cioccolato al miele, animazioni, artigianato e buona musica.
Domenica 25 ottobre si terrà Lo Tsaven de Torgnon il mercatino a km 0 dedicato alle specialità del territorio, mentre alle ore 10 vi sarà una dimostrazione sulla lavorazione della fontina a cura di Fabio Machet.
Nello stand ristorante avrete la possibilità di assaggiare alcune specialità tipiche, tra cui la Torgnolette, a base di patate, fontina, porri e pancetta e la Seuppa de Torgnon, una zuppa di pane nero e bianco, Fontina, cavolo verza e fave.

Torgnon d’outon – Festa Patronale di San Martino
Località Mongnod, partenza telecabina
Ingresso libero in tutte le serate
Per i pasti prenotazione consigliata
cell. 329.7505090 (Lorena) – 340.7058809 (Liam)
tel. 0166.540433 (Ufficio turistico)

Per maggiori informazioni:
http://www.torgnon.org

La ricetta della Torgnolette
Tramandata dall’Associazione Turistico Culturale Coeur Torgnolein

Ingredienti
Patate di montagna
Pancetta
Porri
Fontina d’alpeggio DOP

Procedimento
Lessare le patate tagliate a fette.
Stufare la pancetta e i porri tagliati a dadini.
Comporre in una terrina strati di patate alternati con porri pancetta e fette di Fontina.
Bagnare il tutto con un po’ di brodo e infornare a 180 gradi per 20 minuti.

Dosi per 4 – 6 persone
– 6 patate di montagna
– 2 porri
– 150 gr di pancetta tesa
– 50 gr. di burro
– 300 gr. di Fontina d’alpeggio DOP della Valle d’Aosta
– sale q.b

Bon appétit!

Linea Honeymania

Valpelline – 47° Sagra della Seupa à la Vapelenentse

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ValpellineSeupalocandinaDa venerdì 24 a mercoledì 29 luglio Valpelline si tuffa nella tradizione valdostana riproponendo per la 47° volta la Sagra Seupa à la Vapelenentse   che è diventata con il passare degli anni un vero e proprio rito dell’estate in cui buona parte degli abitanti del paese vengono coinvolti per la preparazione della tradizionale Seupa che diventa qualcosa di più di un semplice piatto contadino a base di pane bianco raffermo e fontina per trasformarsi in un momento in cui attraverso una sorta di appartenenza collettiva una comunità tramanda e mantiene viva la propria tradizione.
La sagra nacque negli ’60 proponendo ai pochi turisti che si spingevano in zona la Seupa à la Vapelenentse come piatto tipico della tradizione Valpellinese e dell’intera regione, poi con il passare degli anni e il crescente interesse suscitato dalle sagre in genere questo appuntamento è diventato una vera e propria attrattiva enogastronomica.
E’ un piatto semplice, che può considerarsi “piatto unico” per la sua corposità e sostanza ma capace di trasmettere piacevoli sensazioni e gli abili cuochi della Pro Loco di Valpelline preparano la Seupa seguendo l’antica ricetta a cui il Comune di Valpelline ha assegnato la Denominazione Comunale di Origine.
Alla base della ricetta vi sono il pane raffermo e la fontina e a scanso di equivoci è bene precisare da subito che la Seupa (secondo la ricetta tradizionale) non si cucina aggiungendo agli strati di pane e fontina anche strati di cavolo verza, ma utilizzandolo esclusivamente nella preparazione del brodo.
La documentazione storica relativa alla ricetta della “Seupa à la Vapelenentse” si perde nella notte dei tempi e agli abitanti di Valpelline è stata tramandata da nonne e bisnonne verbalmente o per mezzo dei loro quaderni di ricette.
Si prepara con il pane bianco perché questo pane, comprato un tempo quasi esclusivamente per i malati e per le persone anziane, dato il suo alto costo non doveva essere sprecato e quindi, anche se raffermo, veniva tutto utilizzato.
La ricetta tradizionale, quella per intenderci riconosciuta con la Denominazione Comunale di Origine, recita:

Ingredienti per quattro persone:
– 400 grammi di pane bianco (tipo brutto e buono)
– 400 grammi di Fontina
– 150 grammi di burro
– un pizzico di cannella in polvere
– 1 litro e ½ circa di brodo di carne preparato con salvia, rosmarino, alloro, ¼ di cavolo verza e verdure varie a piacere (carote, cipolle …)

– Affettare il pane, possibilmente acquistato il giorno precedente, in fettine di circa 1 cm. di spessore;
– Affettare la fontina in fettina di circa 2/3 mm di spessore;
– Imburrare una teglia da forno;
– Stendere uno strato di pane, disponendolo ben vicino in modo da non lasciare spazi vuoti, poi stendere nello stesso modo uno strato di fontina, badando che ricopra completamente lo strato di pane, ripetere l’operazione per tre volte;
– Versare sulla Seupa così preparata il brodo bollente e punzecchiare con una forchetta per verificare che penetri in maniera uniforme, attenzione, a non esagerare;
– Far fondere il burro con il pizzico di cannella, e versarlo sempre uniformemente sulla Seupa;
– Infornare per 40 minuti a 200/220°, prestando attenzione a che la superficie diventi dorata, ma senza bruciarla, eventualmente spennellarla ancora con un pezzetto di burro;
– Togliere dal forno alcuni minuti prima di servire in tavola e lasciare riposare.

Nel caso non abbiate la possibilità di presenziare alla Sagra per gustarvi sul posto la Seupa ma voleste provare a farla a casa vi suggerisco di abbinarla a due eccellenti vini valdostani: il primo è il mitico Vallée d’Aoste Enfer Arvier DOC (un vino rosso, dal sapore intenso e corposo e dal colore rubino), mentre il secondo giusto per osare è il Blanc de Morgex et de La Salle (servito alla temperatura di 8-10° C).

Per maggiori informazioni:
www.comune.valpelline.ao.it

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coopfontina

Centro visitatori / Museo della Fontina
Poco lontano da Valpelline in frazione Frissonnière si trova il Centro Visitatori che in realtà è un vero e proprio museo della Fontina che attraverso un’area espositiva suddivisa in tre sezioni: :”La storia”, “L’Ambiente”, “La lavorazione” racconta tutto quello che c’è da sapere su questo formaggio DOP così unico.
Nella sala proiezione ( 50 i posti a sedere) è possibile visionare un filmato molto esauriente che ripercorre tutte le fasi della produzione della Fontina.
La visita al museo ed al centro comprende anche gli spettacolari magazzini di stagionatura delle fontine scavati nella roccia, uno dei quali ricavato all’interno dell’antica miniera di rame.
Sono presenti anche una postazione multimediale e un piccolo spazio dedicato all’artigianato valdostano.

Centro visitatori / Museo della Fontina
Fraz. Frissonnière
11010 VALPELLINE (AO)

Per maggiori informazioni:
www.fontinacoop.com

Riolo Terme – 23° Fiera dello Scalogno di Romagna IGP

scalogno5Riolo Terme fino a domenica 26 luglio all’ombra dell’imponente Rocca Sforzesca ospiterà la ventitreesima edizione della sagra dedicata a sua Maestà lo scalogno e creata nel lontano 1992 dalla locale Pro Loco con l’intento di esaltare e promuovere un prodotto della terra che nasconde al suo interno una sorta di laboratorio chimico.
La raccolta dello Scalogno avviene a metà giugno e quindi la scelta del mese di luglio per celebrarlo è una tappa obbligata in quanto in questo periodo il prodotto si presenta fresco e profumato.
Coltivato da sempre in Romagna, lo Scalogno è un piccolo bulbo appartenente alla famiglia delle Liliacee ( come l’aglio e la cipolla) e fu portato in Italia da popoli provenienti dall’oriente già tre mila anni fa; pur essendo cugino di aglio e cipolla ha un gusto più dolce e deciso rispetto alla cipolla e decisamente meno inteso di quello dell’aglio; ha un colore bianco violaceo ed è avvolto all’esterno da una pellicola la cui colorazione può variare dal ramato al rossastro.
Ha varie proprietà benefiche grazie alle sue componenti che lo rendono un ottimo disinfettante intestinale, battericida e fluidificante del sangue (solfuro di allile); può essere un buon antinvecchiamento per effetto della componente solfidrica che lo rende un valido antiradicalico, mentre il Selenio (Se) che ha in se gli conferisce un azione antiossidante.
Un’alimentazione che preveda l’utilizzo costante dello Scalogno può portare benefici nelle carenze di calcio, nelle malattie polmonari, nelle infezioni della vescica.
Dal 1997 lo Scalogno di Romagna ha ottenuto il riconoscimento IGP (indicazione geografica protetta) presso la Comunità Europea.
La fiera ospita la mostra mercato degli agricoltori che sono in possesso della certificazione del prodotto e per tutta la durata della manifestazione i ristoratori locali proporranno menu a tema mentre nello stand gastronomico allestito dalla Pro Loco il piccolo bulbo troverà la sua esaltazione grazie alle sapienti capacità culinarie degli addetti ai fornelli che proporranno un menu comprendente: scalogno sott’olio, crostini misti di scalogno, fiori di cipolline e salsa di scalogno, tagliolini allo scalogno, risotto allo scalogno, polenta al ragù di scalogno, tartare allo scalogno, salsiccia allo scalogno, arrosto al forno con scalogno, castrato allo scalogno, frittate di scalogno, patate al forno con scalogno, scalogno al forno.
In contemporanea alla Fiera dello Scalogno di Romagna IGP, Riolo Terme ospiterà per il quarto anno consecutivo anche la “Fiera del libro romagnolo” nella centrale Piazza Mazzanti.

23° Fiera dello Scalogno di Romagna IGP – Riolo Terme
Orari:
feriale: dalle ore 19.00 alle ore 24.00
festivo: dalle ore 12.00 alle ore 24.00
Ingresso gratuito

Per maggiori informazioni:
www.comune.rioloterme.ra.it
www.terredifaenza.it
www.riolotermeturismo.it

Vini Cantina Dogarina

30° Festa del Culatello di Zibello

Vini Cantina Dogarina

Zibellofesta30Zibello il borgo rivierasco del Parmense da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno ospiterà la 30° edizione della Festa del Culatello con cui celebrerà il suo straordinario prodotto tipico locale, “Sua Altezza” il Culatello.
Sarà sicuramente un’edizione storica e speciale che cade proprio nell’anno di Expo e che permette di festeggiare 30 anni di una storia fatta di centinaia di volontari, centinaia di migliaia di persone intervenute, decine di mesi di preparativi.
Una storia piena di successi che si è potuta realizzare grazie all’impegno di tanti uomini e donne che, senza chiedere nulla in cambio, si sono lungamente prodigati per il bene del paese.
Ma è anche la storia di un prodotto di eccellenza, dal nome quasi irriverente, che ha consacrato Zibello a livello mondiale.
E pensare che nel 1986 quando la manifestazione è nata per iniziativa dell’Amministrazione comunale doveva trattarsi di una delle tante feste di piazza organizzate per esaltare la buona cucina e fare quattro salti in musica, il tutto per salutare l’arrivo della buona stagione dopo i lunghi mesi invernali trascorsi tra gelo e nebbia.
Strada facendo è nata l’Associazione per la tutela del culatello di Zibello (formata da varie associazioni locali), il Culatello di Zibello ha ottenuto il riconoscimento della Dop e la kermesse si è allargata sempre di più arrivando ai risultati straordinari che oggi è capace di ottenere, richiamando migliaia e migliaia di persone tutti gli anni.
I volontari hanno subito l’inevitabile ricambio generazionale, così come sono cambiate le associazioni organizzatrici che si riuniscono in un comitato coordinato dalla Pro loco, ma non è cambiata però la sostanza, quella di una festa a tutti gli effetti, dedicata ad un prodotto attorno al quale Zibello, e la Bassa Parmense, hanno saputo costruire un successo internazionale.

Sotto alla grande tensostruttura di piazza Garibaldi (che permetterà il regolare svolgimento degli eventi anche in caso di maltempo), si potranno gustare il culatello Dop del Consorzio del Culatello di Zibello e degli Antichi Produttori del Culatello di Zibello e della Spalla Cruda di Palasone, oltre alle specialità preparate dagli allievi dell’Istituto Alberghiero “Magnaghi” di Salsomaggiore Terme, che con le loro professionalità nobiliteranno sicuramente il menu che verrà offerto durante la sagra.
La Scuola alberghiera di Salsomaggiore da quest’anno partecipa alla realizzazione della manifestazione occupandosi, per cinque serate, del servizio di sala e cucina dando vita nel “cuore” di Zibello a un vero e proprio “ristorante”.
Gli allievi opportunamente “orchestrati” dai loro chef e maitres d’hotel, hanno predisposto un gustoso menu che prevede ben cinque primi a base, ovviamente, di Culatello di Zibello.
Gli stand gastronomici, da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno, saranno aperti ogni sera dalle 19 alle 23, mentre da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno, anche a pranzo, dalle 11.30 alle 14.

Il Programma della manifestazione

Venerdì 29
Ore 18,00 Inaugurazione della 30° Festa del Culatello di Zibello
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 22,00 Gruppo musicale “Matrioska”

Sabato 30
Ore 17,00 Camminata di San Rocco ad Ardola
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 19,00 Gruppo musicale “Burrito Jazz”
Ore 21,30 Orchestra Spettacolo “La Storia di Romagna”

Domenica 31
Ore 9,00 Mercatino del Riuso in Contrada Pallavicino
Ore 11,30 Apertura stand gastronomici fino alle ore 14,00
Ore 16,00 Country Road Trecasali
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 21,30 Spettacolo de Le Sorelle Marinetti “La Famiglia Canterina”

Lunedì 1
Ore 16,00 Giullari itineranti
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 22,00 Dj Aladyn from Radio Deejay

Martedì 2
Ore 9,00 Apertura del Mercato in Contrada Pallavicino e Viale Caduti per la Patria
Ore 10,30 Giullari itineranti
Ore 11,30 Apertura stand gastronomici fino alle ore 14,00
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 21,00 Orchestra Spettacolo “Gigi Chiappin”

Durante l’intera manifestazione saranno inoltre presenti:
Luna Park per i bambini
Mostra degli attrezzi agricoli e hobbisti locali
Museo della Civiltà Contadina
Esposizione fotografica a cura di Giuseppe Galli “Viaggio tra i miei scatti”
Mostra di quadri di Elena Radisi “Il Po e i suoi paesaggi”
Mostra di quadri di Marzia Vitanza “Colpi di scena”

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Il menu della Festa :

Primi piatti
– Tagliatelle al Culatello
– Gnocchetti allo strolghino di Culatello
– Tortelli al Culatello e burro fuso
– Risotto al Culatello
– Mezze penne con vellutata di zafferano e culatello croccante

I primi piatti saranno preparati dagli allievi della Scuola Alberghiera di Salsomaggiore “G.Magnaghi”.

– Culatello D.O.P. a cura del Consorzio del Culatello e Antichi Produttori

– Panini al Culatello
– Melone
– Parmigiano Reggiano
– Patatine fritte
– Torta
– Sorbetto
– Birra chiara e rossa alla spina
– Acqua, vino, bibite
– Caffè e liquori

Rimini – “Liberamente” … tempo libero, passioni, collezionismo, vita all’aria aperta

LiberamentelogoVoglia di primavera e di divertimento alla Fiera di Rimini, in programma per il 18 e 19 aprile una nuova fiera rivolta al grande pubblico. Liberamente, un format fieristico già consolidato da un decina di anni a Ferrara e che ora si sposta anche nella Romagna con l’obiettivo di intercettare il pubblico romagnolo, ma anche quello delle regioni vicine.
La manifestazione è un contenitore molto vario dedicato al turismo, al camper e campeggio, allo shopping, alle auto e moto d’epoca, al collezionismo, alla buona cucina, all’artigianato, al giardinaggio.

Liberamente racchiude al suo interno le seguenti merceologie:

  • TURISMO: area dedicata all’offerta turistica sia italiana che estera per le prossime vacanze.
  • CAMPER E CAMPEGGIO: un’area dedicata ai camper e all’attrezzatura per il campeggio.
  • ARTIGIANATO E SHOPPING: una vetrina per acquistare articoli da regalo, artigianato di qualità italiano e straniero,   oggettistica per la casa, abbigliamento e molto altro ancora.
  • AUTO E MOTO D’EPOCA: con auto e moto d’epoca, associazioni e club, pezzi di ricambio originali,documentazioni cartacce.
  • COLLEZIONISMO: collezionismo, disco&cd, giocattolo d’epoca, quadri, libri, cartoline, minerali.
  • POLLICE VERDE: piante e fiori, arredo esterno, macchine e attrezzature per il giardinaggio, l’orticoltura e la frutticoltura.
  • ENOGASTRONOMIA: prodotti tipici alimentari ed eno-gastronomici delle regioni italiane.
  • BELLEZZA E BENESSERE NATURALE: cosmesi bio e naturale, erboristeria, terapie alternative, eco bazar,benessere.
  • STREET FOOD: l’area ristoro per tutti i visitatori che vorranno prolungare la loro permanenza in fiera per l’aperitivo o per il pranzo.

Ad aumentare ancora di più l’interesse verso la fiera la contemporaneità negli stessi giorni con altri saloni e ai quali è possibile accedere con lo stesso biglietto:

–   RIMINI PET’S SHOW: la fiera per gli appassionati di animali domestici che potranno trovare accessori per animali, allevatori, associazioni, attrezzature, integratori, mangimi e tutto ciò che serve al proprio animale. Oltre alla parte commerciale molti gli intrattenimenti come l’agility dog, l’obedience, il mini zoo, la consulenza gratuita curata da un veterinario, le dimostrazioni pratiche seguit da educatori cinofili e una mostra di farfalle. In occasione della fiera, il Team Squamata esporrà alcune delle specie più diffuse nell’erpetofilia italiana tra colubridi, boa, pitoni, sauri e gechi.

  • MONDO ELETTRONICA: componentistica di elettronica, hardware,software, telefonia, videogames, hi-hi car, lcd e molto altro.
  • RIMINI NUMISMATICA: convegno filatelico numismatico con monete, medaglie, banconote, francobolli, storia postale, cartoline, tele carte. Il sabato pomeriggio previsti due convegni, uno dal titolo “Matilde di Canossa: il fascino, l’intelligenza e la Fede di una grande medievale” e il secondo “La cerca del Graal: fra psicanalisi, storia, filosofia e Fede cristiana”.
  • CARTOON CLUB ANTEPRIMA: anteprima del tradizionale festival di luglio con autori, disegnatori ed editori del campo del fumetto e del cinema di animazione. Nei due giorni previste proiezioni di cartoni animati e cortometraggi di animazione, estratti dal meglio dei premi Cartoon Club. Grande attesa per l’Animazione con BHC, il meglio del cosplayer italiano e domenica il protagonista è Zagor con disegni, proiezioni e incontri con i disegnatori e il curatore della serie. Cartoline zagoriane e riviste in omaggio. Mostra di tavole a fumetti e copertine: “Il mio nome è Hellingen”.

Ingresso unico per tutte le manifestazioni ha un costo di 10 €, il ridotto 8 €, se scaricato dal sito 7 €, i minori di 14 anni hanno l’ingresso gratuito. Il parcheggio è gratuito.
La fiera sarà aperta sabato 18 aprile dalle ore 10 alle 21, domenica 19 aprile dalle 10 alle 20.
Per ulteriori informazioni il sito http://www.liberamentefiera.it

Ladispoli – 65° sagra del carciofo romanesco

SagracarciofologoSabato 11 e domenica 12 aprile si concluderà a Ladispoli, organizzata dalla locale Pro Loco la 65° sagra del carciofo romanesco, nata per valorizzare e far conoscere il Re della cucina romana che oltre ad avere un sapore unico possiede pure innumerevoli proprietà organolettiche e terapeutiche.
La sagra è stata preceduta dalla Bi-Settimana Gastronomica che giunta quest’anno alla sua 18° edizione è riuscita ancora una volta a coinvolgere i ristoranti locali che dal 30 marzo fino a domenica 12 aprile si sono impegnati e prodigati per offrire ottimi menu turistici a prezzo fisso (23 euro) a base esclusivamente di carciofo.
Alla manifestazione saranno presenti stand di molte regioni d’Italia con l’intento di far conoscere i prodotti tipici del loro territorio e la sagra quest’anno sarà gemellata con Marche e Puglia.
Un appuntamento imperdibile per gli amanti della buona cucina, capace di dare la possibilità di riassaporare tanti prodotti preparati secondo le tradizioni culinarie romane e delle regioni ospiti.
La Sagra del Carciofo Romanesco sarà arricchita da spettacoli musicali e di cabaret e da meravigliosi giochi pirotecnici.

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Il Carciofo Romanesco, detto anche “mammola”, è grosso e con il capolino quasi rotondo, ha poco scarto ed è il più adatto per essere cucinato ripieno. La parte commestibile della pianta è in realtà il fiore e il cuore centrale chiamato “cimarolo” è il più ricercato, e di conseguenza anche il più costoso, perché più tenero e con le foglie più seriate. Molto versatile in cucina, la tradizione lo predilige “alla romana”, cotto a fuoco lento e condito con pangrattato, aglio, prezzemolo, pepe e abbondante olio, oppure alla “giudia”, tagliato a spirale in modo da eliminare la parte legnosa, fritto nell’olio con il gambo in alto e bello croccante. Il prodotto ha ottenuto L’Indicazione Geografica Protetta (IGP) nel 2002 (Regolamento CE n. 2066/02) come “Carciofo Romanesco del Lazio IGP”.

Per conoscere il programma dettagliato e per informazioni su come ricevere a casa i carciofi di Ladispoli:
www.prolocoladispoli.it

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Ortoflora & Natura a Carmagnola

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ortofloradepliantCarmagnola sabato 28 e domenica 29 marzo ospiterà la XXVII edizione di “Ortoflora & Natura”, Mostra Mercato Regionale che viene organizzata nell’incantevole scenario del Parco della Cascina Vigna e che costituisce una delle più importanti rassegne piemontesi delle produzioni del settore florovivaistico ed orticolo e delle attrezzature ed arredi da orto e da giardino, ma anche l’occasione per imparare a curare l’orto, le piante, e a rispettare la natura.
L’evento ha ottenuto il prestigioso Patrocinio dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ANCIxEXPO2015, che lo valorizza e promuove in relazione ai numerosi eventi dell’Esposizione Universale di Milano.
Nel verde del parco cittadino, saranno allestiti stand, spazi ed aree destinate agli espositori che nella passata edizione hanno raggiunto le 120 presenze provenendo da tutto il Piemonte, ma anche da Liguria, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana.
Una manifestazione allestita in un’area espositiva di 25.000 mq che quest’anno prevede molte piacevoli novità proponendo anche laboratori per adulti e bambini, mostra mercato di piccoli animali e di lampade d’arredo, degustazioni, street food ed eccellenze agroalimentari, visite all’Incubatoio Ittico e al Museo Civico di Storia Naturale con mostra artistica, passeggiate a cavallo e in mountain bike, esposizione di rapaci con laboratori, l’animazione di Fata Zucchina ed i Vitamini ed il Luna Park.
Verrà proposta la DEGUSTAZIONE DEL RAVANIN e DEL PORRO che ha riscosso notevole successo negli anni passati e che giunge così all’ottava edizione. Nel cortile della Cascina Vigna, con la preziosa collaborazione dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente “Baldessano-Roccati”, verranno illustrati studi e ricerche sui due prodotti tipici della zona, l’autunnale PORRO ed il primaverile RAVANIN, che verranno offerti al pubblico in insalata e in pinzimonio grazie alla collaborazione della Pro Loco di Carmagnola.
All’interno della manifestazione da diversi anni si svolge anche la MOSTRA-MERCATO dei PICCOLI ANIMALI con esposizione e vendita di animali da cortile e da affezione (conigli, criceti, diverse razze di volatili, ecc…). Quest’anno ci sarà anche la MOSTRA-MERCATOLa luce della natura” con le lampade di Arredare Atmosfere e, nella giornata di domenica, “Falchi e Falconieri”, esposizione di rapaci con didattica relativa al loro ambiente, alle tecniche di caccia e alla loro biologia con laboratori per bambini ed adulti.
Il pubblico potrà inoltre visitare l’INCUBATOIO ITTICO, dove si trovano durante il periodo di incubazione uova e avannotti di trota marmorata, ed il MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE che per l’occasione cura l’allestimento di “Tra realtà e fantasia. Dal fiume idea e materia”, mostra di Giancarlo Laurenti con legni alluvionali trasformati in fantastiche creature preistoriche.
Nel parco saranno inoltre allestite diverse postazioni di STREET FOOD per tutti i gusti, mentre la “Trattoria della Vigna” proporrà un menù a tema e all’interno della mostra mercato sarà dedicata un’area alle eccellenze enogastronomiche.
La fiera sarà aperta con orario continuato dalle 9.00 alle 19.30.
Ingresso € 2.50, gratis fino a 12 anni.

Programma Laboratori:

Sabato 28 Marzo
ore 15.30 Distillazione della Menta di Pancalieri
Una tradizione ultra secolare. L’eccellente qualità dell’olio essenziale prodotto, per la finezza del profumo e per la gradevolezza del gusto, è considerato dagli esperti come il migliore del mondo ed è conosciuto come “Menta di Pancalieri”.
A cura degli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente “Baldessano-Roccati” con la supervisione del professore Mario Costanzo.
ore 16.30 Il Giardino dei Chinotti
Presentazione della storia e delle caratteristiche organolettiche della pianta e dei frutti del “chinotto savonese”, prodotto tradizionale di eccellenza che ha festeggiato i dieci anni di presidio Slow Food.
Frutto aromatico e dal gusto caratteristico, vive oggi un periodo di grande ripresa e valorizzazione. Max 30 partecipanti. A cura della rete di imprese “Il Chinotto nella Rete”.
ore 17.30 Potatura Piante da Frutta e da Giardino
Laboratorio che offrirà le nozioni generali e teoriche, ma anche quelle più specifiche riguardanti la potatura. Dalle funzioni alle tipologie di intervento fino alle dimostrazioni pratiche che si effettueranno all’interno della scuola Agraria.
A cura del professore Costantino Ciccone con il supporto degli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente “Baldessano-Roccati”
Domenica 29 Marzo
ore 11.30 Chicco e i suoi Fratelli
Laboratorio che condurrà i più piccoli alla scoperta delle tecniche di semina, crescita e raccolta dei cereali nelle varie stagioni. I bambini saranno introdotti alle caratteristiche e proprietà di cereali famosi e meno famosi: come e quando si coltivano, il loro utilizzo, la loro importanza nella nostra alimentazione. Tutto accompagnato dalla manipolazione di farine e semole e loro trasformazione.
A cura dell’agronomo Lorenzo Maggioni, Presidente di ALDA – Associazione per le attività Ludico-Didattiche in Agricoltura ed esperto di agrididattica ed agricoltura multifunzionale.
ore 15.00 Dimostrazione ed esecuzione di alcuni tipi di innesti – a Gemma e a Marza
Spiegazione teorica e pratica delle procedure per l’esecuzione degli innesti a gemma ed a marza; attrezzature e materiali utili per tali operazioni. A cura del professore Costantino Ciccone con il supporto degli studenti dell’Ist. Prof. Agrario “Baldessano-Roccati”.
ore 16.00 Trapianta/Semina la tua Piantina…
Laboratorio dedicato ai bambini fino a 12 anni – Ai partecipanti una piantina in omaggio fino ad esaurimento scorte.
A cura degli studenti dell’Ist. Prof. Agrario “Baldessano-Roccati” con la supervisione del professore Costantino Ciccone.
ore 16.30 Bello, Buono e Naturale
Laboratorio durante il quale i giovani spettatori saranno coinvolti in una storia partecipata che avrà come obiettivo principale quello di far capire l’importanza di un’agricoltura con scarsi o nulli impatti negativi sull’ambiente. Riconoscere le modalità di coltivazione biologica e le sue caratteristiche sarà soltanto un gioco da ragazzi!
A cura dell’agronomo Lorenzo Maggioni, Presidente di ALDA – Associazione per le attività Ludico-Didattiche in Agricoltura ed esperto di agrididattica ed agricoltura multifunzionale.

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