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Aosta – La Fiera di Sant’Orso è alla sua 1017° edizione!

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santorso-2017-piccolaAosta ospita il 30 e 31 gennaio come ogni anno lungo le sue vie La Fiera di Sant’Orso (in francese Foire de Saint-Ours, in patois valdostano Fèira de Sènt-Or), un evento nato con l’intento di mettere in luce i frutti del lavoro artigianale valdostano.
Nel Medio Evo la Fiera si svolgeva nel Borgo di Aosta, in quell’area circostante la Collegiata che porta il nome di Sant’Orso.
Alcune leggende narrano che tutto ha avuto inizio proprio di fronte la Chiesa dove il Santo, vissuto anteriormente al IX secolo, era solito distribuire ai poveri indumenti e le tipiche calzature in legno  “Sabot”, ancora oggi presentate in Fiera accanto a sculture, intagli su legno o pietra ollare, pizzi e tessuti, oggetti in rame e ferro battuto, ceste, cucchiai e fiori in legno.
La Fiera ospita più di mille bancarelle, oltre a tanta musica e folklore, il tutto accompagnato da degustazioni di vini e prodotti tipici della enogastronomia valdostana presso appositi padiglioni, gestiti da Pro-Loco valdostane lungo tutto il percorso della manifestazione.
In Piazza Chanoux e Piazza Plouves sarà presente   “L’Atelier”, una mostra mercato riservata agli artigiani che hanno fatto della produzione artistica la loro professione.
Il simbolo della manifestazione è il Galletto ma sono tanti gli oggetti legati alla tradizione: i Sabot, la Coppa dell’Amicizia, la Grolla, i giocattoli “Tatà” e poi quelli di uso quotidiano fino a qualche decennio fa: rastrelli, cestini e gerle, botti.
Per chi arriva in auto, camper o bus sono a disposizione parcheggi gratuiti assistiti alla periferia della città.
È inoltre in funzione un servizio navetta gratuito verso la Fiera; sarà garantita inoltre una navetta “trasversale” che unisce i due ingressi opposti della Fiera (Arco d’Augusto – Piazza della Repubblica), con fermata alla stazione ferroviaria.
Nella notte tra il 30 ed il 31 gennaio, il centro di Aosta si anima per la Veillà, nel dialetto valdostano, il patois,Veillà” vuol dire “veglia”.
Dalle 19 in poi passeggiando nelle vie si incontrano cori e gruppi folkoristici che si esibiscono, durante la camminata è anche possibile visitare le “crotte”, le cantine del borgo che vengono aperte per l’occasione e che offrono degustazioni di salumi ed altri prodotti tipici.
Durante la veglia è tradizione scaldarsi sorseggiando del vin brulé o del brodo caldo.
Il proverbio della Fiera in patois valdostano “Se feit cllier lo dzor de sèn-t-Or, l’or baille lo tor et dor euncò pe quarenta dzor” descrive la tradizione secondo cui se il giorno di Sant’Orso (1º febbraio) il tempo è bello, l’orso si gira nel suo pagliericcio e dorme ancora per 40 giorni, il che significa che farà brutto per i 40 giorni successivi.

Il ciondolo ufficiale della Fiera di quest’anno è “la maschera in legno”, è un ottimo souvernir e può essere acquistato al banchetto situato alla Porta Praetoria.

Per maggiori informazioni :
www.fieradisantorso.it

Cervia – 36° Festival Internazionale dell’Aquilone

70x100 festival Aquiloni 2016TR.inddCi siamo, tutto è pronto per una nuova edizione del Festival Internazionale dell’Aquilone che dal 22 aprile al 1° maggio si svolgerà in località Pinarella a Cervia.
Quella di quest’anno sarà 36° edizione del Festival Internazionale dell’Aquilone ARTEVENTO, una delle più spettacolari e colorate manifestazioni della riviera romagnola, uno dei raduni più famosi al mondo, capace di richiamare artisti dai cinque continenti e delegazioni ufficiali da 30 paesi del mondo.
Dal 1981, ogni primavera i più spettacolari artisti del vento dei cinque continenti si ritrovano in quella che è diventata la “capitale dell’aquilone” per dar vita a uno spettacolo fantastico capace di trasformare il cielo in un vero e proprio circo dei colori; una festa della fantasia ma anche della fratellanza fra i popoli.
Quest’anno alla manifestazione saranno presenti aquilonisti provenienti da: ARGENTINA, AUSTRALIA, AUSTRIA, BELGIO, BRASILE, CANADA, CINA, CURACAO, FINLANDIA, FRANCIA, GERMANIA, GIAPPONE, INDIA, INDONESIA, INGHILTERRA, IRLANDA, ISRAELE, ITALIA, KUWAIT, LUSSEMBURGO, MESSICO, NUOVA ZELANDA, OLANDA, PAKISTAN, SINGAPORE, SPAGNA, SVEZIA, SVIZZERA, UNGHERIA, USA, mentre il Paese ospite d’onore sarà la FRANCIA.
Il Festival presenta un programma di appuntamenti e di attività talmente vario da essere in grado di coinvolgere in un’indimenticabile esperienza tanto i grandi che i bambini.
Oltre ai maestri più rappresentativi delle più antiche tradizioni dell’aquilone, ai più raffinati artisti del vento e agli originali creatori che miscelando fantasia e genialità stanno facendo la storia dell’aquilonismo contemporaneo, il Festival propone i più sorprendenti campioni di volo acrobatico, i maestri del combattimento, gli atleti del power kiting e del kite surf, gli interpreti della fotografia aerea, gli storici dell’aquilone e addirittura gli scienziati che in esso intravedono una possibile fonte di energia alternativa.
Non mancheranno mostre, conferenze, mercatini a tema, musica, spettacoli e buona cucina, mentre per restare con il naso all’insù fino a tarda ora sono previsti spettacolari voli anche in notturna.
Il Festival Internazionale dell’Aquilone di Cervia è organizzato dal pittore cesenate Claudio Capelli, che lo creò nel 1981, e dalla figlia Caterina, designer e illustratrice.
Con la testa fra le nuvole per indole e passione, i due sono l’anima pulsante di ARTEVENTO, realtà che si dedica all’incremento e alla divulgazione della cultura dell’aquilone attraverso l’organizzazione di festival, installazioni, workshop, mostre ed itinerari tematici.

Per maggiori informazioni, programma dettagliato della manifestazione e offerte alberghiere:
www.festivalinternazionaleaquilone.com
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Burri Corpo

Gavi – “Nel Cortile” de La Palazzina … Il Monferrato: un territorio da gustare

lapalazzinaDomenica 30 agosto, a partire dalle ore 18 “Nel Cortile” della tenuta La Palazzina, in via Rovereto 19 a Gavi, tre chef stellati saranno i protagonisti dell’incontro: “Il Monferrato, un territorio da gustare”. Un dialogo fatto di sensazioni, sapori ed emozioni interpretato da chi, quotidianamente, trasforma le eccellenze del nostro territorio non solo in semplici piatti, ma in vere e proprie storie da raccontare.
“Avere sullo stesso palco Ugo Alciati, Massimo Mentasti ed Andrea Ribaldone è senza dubbio un evento eccezionale. Un momento importante di riflessione sulle radici della cultura enogastronomica monferrina, sulle nostre tradizioni e su come continuare ad investire nel territorio passando LauraGobbiattraverso le sue eccellenze” racconta Laura Gobbi direttore artistico dell’evento. ”Sono felice che tre personaggi di questo calibro abbiano accettato con slancio di condividere il nostro progetto. Non solo tre chef, ma veri e propri “maestri d’arte”. Conoscitori e cultori del nostro territorio che lo vivono, lo rispettano e lo trasformano attraverso il loro “mestiere”, facendo assaporare la nostra terra, i nostri prodotti, i nostri vini ma soprattutto la nostra cultura, in tutto il mondo.”
Dopo l’incontro, moderato dal giornalista enogastronomico Danilo Poggio, la serata proseguirà con una degustazione dei vini Gavi DOCG, Barbera DOCG, Barbaresco DOCG dell’azienda Massimo Diotti abbinati ai tipici piatti della tradizione contadina come il risotto al Gavi, una selezione di formaggi, il pollo grigliato al momento accompagnato da verdure di stagione ed il gelato artigianale, il tutto in un’atmosfera elegante, accogliente e raffinata.
“Una serata semplice, come una volta, quando si faceva tardi ed il cortile diventava il salotto di tutti (racconta Massimo Diotti padrone di casa e produttore dell’azienda vitivinicola che porta il suo nome); con questo progetto culturale, “Nel Cortile”, l’aia de La Palazzina vuole essere un punto di incontro dove potersi confrontare su tematiche differenti, dove divertirsi e stare bene in un ambiente rilassato ed accogliente. Vogliamo ridare linfa alle nostre tradizioni, quelle vere, profonde, quelle di quei piemontesi che hanno reso la nostra terra, una terra di grandi storie e passioni.”

Il cortile riacquista la sua funzione sociale di comunità, una rivisitazione in chiave moderna, un social alternativo dove la musica del gruppo “L’arte della fuga” si alternerà con i ritmi coinvolgenti delle hit del dj Davide Gaudino che accompagneranno gli ospiti in un viaggio esperienziale attraverso le emozioni delle arti.

“Rève d’antan”
Un salotto discreto, riservato, dall’atmosfera d’antan, sarà dedicato a due nobili degustazioni: quella del Sigaro Toscano, condotta dallo specialista Sergio Tosi e poi, proprio come accadeva nei più prestigiosi salotti piemontesi, dove magia ed alchimia di inizio ‘800 si intrecciavano a discorsi di politica e cultura, verrà servito il Vermut Riserva Speciale Carlo Alberto, un liquore simbolo dalla nostra storia, vero e proprio rito sabaudo oggi conosciuto in tutto il mondo.

“Nel cortile del cortile”
All’interno del cortile de La Palazzina c’è un piccolo angolo nascosto dove, oltrepassando l’antico cancello in ferro battuto, si ha come l’impressione di entrare in un altro mondo. Un mondo magico.
Nelle antiche stalle saranno allestite le personali dei fotografi Lucia Bianchi, Carlo Ferrara e Roberto Pestarino, trame di paesaggi interiori che scavano l’anima e due giovani designer di preziosi monili presentano le loro creazioni.
Ci sarà anche chi leggerà il futuro attraverso le linee della mano e chi con le antiche lame e in una grotta sotterranea della tenuta, il luogo più suggestivo de La Palazzina, quello più profondo ed antico, un viaggio esperienziale attraverso una meditazione corporea.
A proteggere questo scrigno incantato, all’ingresso del cortile, Druin-en il gufo reale europeo.
“Per ogni lanterna che vola, un desiderio si avvera”
Allo scoccare della mezzanotte, il cielo della notte si illuminerà della luce calda di cento lanterne che verranno fatte librare insieme a tutti i nostri desideri.

Ingresso libero
Degustazione vino e piatti in abbinamento dieci euro

Per info
Laura Gobbi 338 39 37 605
Mail: info@cantinasanmatteo.it
La Palazzina, Frz. Rovereto 19, Gavi

I Vini della degustazione
Gavi DOCG
Barbera DOCG Can Jack
Barbaresco DOCG

Massimo Diotti La Palazzina
L’azienda agricola Massimo Diotti è stata fondata nel 1999 come naturale conseguenza della passione di Massimo per il vino ed il rispetto di un grande territorio. Il suo unico obiettivo è quello di offrire vini di alta qualità ed i premi, i riconoscimenti e le menzioni a livello nazionale ed internazionale sono la giusta ricompensa per un lavoro continuo di ricerca, che ambisce alla perfezione, attraverso l’armonia del terroir, del microclima, del suolo e di un certo modo di vivere ed amare la propria terra.

Ugo Alciati
Scelto come “Chef Ambassador” di Expo2015 ama definirsi semplicemente “cuoco”. Nel 2013 apre nella villa reale della Tenuta Fontanafredda di Serralunga d’Alba, il suo “Guido Ristorante” con a fianco sempre il fratello Piero che gli cura la sala e la cantina. Nato tra i fornelli delle cucine del ristorante di famiglia “Guido” a Costigliole d’Asti dove, già a nove anni seguiva con attenzione i consigli di mamma Lidia che gli trasmetteva l’amore per questo mestiere, l’attenzione per la qualità dei prodotti, ed il rispetto del territorio. Da allora, ha continuato a “giocare”, sperimentare e a creare tra i fornelli con la stessa semplicità, curiosità, e lo stesso trasporto di come quando era piccolo.

Massimo Mentasti
Chef a “La Gallina”, ristorante di Villa Sparina Resort a Monterotondo di Gavi. La sua filosofia culinaria si riassume tutta in una frase: “Cucina di memorie e ghiottonerie personali” e continua: “A darmi l’ispirazione tutti i giorni sono le cose che mi piacciono, trasformo la mia golosità in qualcosa a portata di tutti, mantenendo i sapori, i gusti e i colori. Occorre riscoprire la quotidianità che era propria dei nostri nonni e bisnonni, i ritmi naturali delle stagioni tutti quei valori, irrinunciabili, da lasciare in eredità ai nostri nipoti. A mio avviso tutti gli ingredienti che utilizzo nei miei piatti sono importanti, da quello che si può considerare più “semplice” e “povero” fino a quello più ricercato”.

Andrea Ribaldone
Piemontese da parte di padre, la passione per la cucina gli viene trasmessa dalla madre e dal nonno pastaio. Dal 2014 è alla guida del ristorante I Due Buoi, storico locale di Alessandria completamente rinnovato nell’aspetto e nella proposta gastronomica. All’interno di Expo 2015 lo troviamo come executive chef di Identità Expo. Autore e collaboratore anche in due pubblicazioni di successo, “Un cuoco in famiglia” (Sperling, 2009) e “Le Marinature” quarto volume della collana I Tecnici curata da Allan Bay (Reed Gourmet, 2012). Noto al grande pubblico per le sue partecipazioni al programma TV di Rai 1 “La prova del cuoco”, collabora spesso con “Essere e Benessere”, il programma di Nicoletta Carbone su Radio 24.

Vermut Riserva Carlo Alberto – Per Uomini e Dei, dal 1837
Nel cuore del XIX secolo le innovazioni civili e commerciali stavano rendendo il Piemonte lo stato più avanzato d’Europa, qui la degustazione del Vermut diventa vero rito, e da qui si espande in tutto il Mondo diventando, probabilmente, la prima esperienza di prodotto globalizzato.
In un clima effervescente e ricco di spunti, idee e cambiamenti, nel 1837 nasce il Vermut Riserva Carlo Alberto, ancora oggi proposto nelle sue tre versioni: rosso, bianco e dry.
Il rito del Vermut, a quell’epoca prima dei pasti, era il momento nel quale tutto il fermento innovativo di quei tempi si incontrava con vigore, sobrietà ed equilibrio. Nelle cioccolaterie, nei caffè, nei ristoranti, nei salotti, l’ora del Vermut era il momento in cui si discuteva, con eleganza di modi, sulla politica, sull’economia e dei valori spirituali.
Tante le famiglie che hanno fatto la storia nel mondo del Vermut di Torino e i responsabili del nobile Vermut affermano: “Noi di Riserva Carlo Alberto, ci sentiamo i loro eredi e da sempre cerchiamo di produrre il nostro Vermut, con storia, tradizione e legame con i territorio, rispettando il naturale ciclo produttivo e ben coscienti che il tempo e l’attenzione per la materia prima sono, e sono sempre stati, l’unica cosa indispensabile per la produzione del Vermut Riserva Carlo Alberto, unico al mondo.”

Olio di Argan

30° Festa del Culatello di Zibello

Vini Cantina Dogarina

Zibellofesta30Zibello il borgo rivierasco del Parmense da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno ospiterà la 30° edizione della Festa del Culatello con cui celebrerà il suo straordinario prodotto tipico locale, “Sua Altezza” il Culatello.
Sarà sicuramente un’edizione storica e speciale che cade proprio nell’anno di Expo e che permette di festeggiare 30 anni di una storia fatta di centinaia di volontari, centinaia di migliaia di persone intervenute, decine di mesi di preparativi.
Una storia piena di successi che si è potuta realizzare grazie all’impegno di tanti uomini e donne che, senza chiedere nulla in cambio, si sono lungamente prodigati per il bene del paese.
Ma è anche la storia di un prodotto di eccellenza, dal nome quasi irriverente, che ha consacrato Zibello a livello mondiale.
E pensare che nel 1986 quando la manifestazione è nata per iniziativa dell’Amministrazione comunale doveva trattarsi di una delle tante feste di piazza organizzate per esaltare la buona cucina e fare quattro salti in musica, il tutto per salutare l’arrivo della buona stagione dopo i lunghi mesi invernali trascorsi tra gelo e nebbia.
Strada facendo è nata l’Associazione per la tutela del culatello di Zibello (formata da varie associazioni locali), il Culatello di Zibello ha ottenuto il riconoscimento della Dop e la kermesse si è allargata sempre di più arrivando ai risultati straordinari che oggi è capace di ottenere, richiamando migliaia e migliaia di persone tutti gli anni.
I volontari hanno subito l’inevitabile ricambio generazionale, così come sono cambiate le associazioni organizzatrici che si riuniscono in un comitato coordinato dalla Pro loco, ma non è cambiata però la sostanza, quella di una festa a tutti gli effetti, dedicata ad un prodotto attorno al quale Zibello, e la Bassa Parmense, hanno saputo costruire un successo internazionale.

Sotto alla grande tensostruttura di piazza Garibaldi (che permetterà il regolare svolgimento degli eventi anche in caso di maltempo), si potranno gustare il culatello Dop del Consorzio del Culatello di Zibello e degli Antichi Produttori del Culatello di Zibello e della Spalla Cruda di Palasone, oltre alle specialità preparate dagli allievi dell’Istituto Alberghiero “Magnaghi” di Salsomaggiore Terme, che con le loro professionalità nobiliteranno sicuramente il menu che verrà offerto durante la sagra.
La Scuola alberghiera di Salsomaggiore da quest’anno partecipa alla realizzazione della manifestazione occupandosi, per cinque serate, del servizio di sala e cucina dando vita nel “cuore” di Zibello a un vero e proprio “ristorante”.
Gli allievi opportunamente “orchestrati” dai loro chef e maitres d’hotel, hanno predisposto un gustoso menu che prevede ben cinque primi a base, ovviamente, di Culatello di Zibello.
Gli stand gastronomici, da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno, saranno aperti ogni sera dalle 19 alle 23, mentre da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno, anche a pranzo, dalle 11.30 alle 14.

Il Programma della manifestazione

Venerdì 29
Ore 18,00 Inaugurazione della 30° Festa del Culatello di Zibello
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 22,00 Gruppo musicale “Matrioska”

Sabato 30
Ore 17,00 Camminata di San Rocco ad Ardola
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 19,00 Gruppo musicale “Burrito Jazz”
Ore 21,30 Orchestra Spettacolo “La Storia di Romagna”

Domenica 31
Ore 9,00 Mercatino del Riuso in Contrada Pallavicino
Ore 11,30 Apertura stand gastronomici fino alle ore 14,00
Ore 16,00 Country Road Trecasali
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 21,30 Spettacolo de Le Sorelle Marinetti “La Famiglia Canterina”

Lunedì 1
Ore 16,00 Giullari itineranti
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 22,00 Dj Aladyn from Radio Deejay

Martedì 2
Ore 9,00 Apertura del Mercato in Contrada Pallavicino e Viale Caduti per la Patria
Ore 10,30 Giullari itineranti
Ore 11,30 Apertura stand gastronomici fino alle ore 14,00
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 21,00 Orchestra Spettacolo “Gigi Chiappin”

Durante l’intera manifestazione saranno inoltre presenti:
Luna Park per i bambini
Mostra degli attrezzi agricoli e hobbisti locali
Museo della Civiltà Contadina
Esposizione fotografica a cura di Giuseppe Galli “Viaggio tra i miei scatti”
Mostra di quadri di Elena Radisi “Il Po e i suoi paesaggi”
Mostra di quadri di Marzia Vitanza “Colpi di scena”

ComproBio Sconto 20

Il menu della Festa :

Primi piatti
– Tagliatelle al Culatello
– Gnocchetti allo strolghino di Culatello
– Tortelli al Culatello e burro fuso
– Risotto al Culatello
– Mezze penne con vellutata di zafferano e culatello croccante

I primi piatti saranno preparati dagli allievi della Scuola Alberghiera di Salsomaggiore “G.Magnaghi”.

– Culatello D.O.P. a cura del Consorzio del Culatello e Antichi Produttori

– Panini al Culatello
– Melone
– Parmigiano Reggiano
– Patatine fritte
– Torta
– Sorbetto
– Birra chiara e rossa alla spina
– Acqua, vino, bibite
– Caffè e liquori

Iwona LIFSCHES

IwonaLifschesIwona Lifsches è una pittrice polacca, nata a Varsavia dove ha vissuto fino al 2006, anno in cui si è trasferita a Janderup in Danimarca, dove attualmente vive e lavora.
Per molti anni si è cimentata nel campo dell’arte sperimentando diversi stili, tecniche e mezzi.
Nel periodo di arte figurativa cercava di esplorare il colore, la luce, lo spazio, la composizione nelle scene che portano le gioie della pittura più vicine ad uno spettatore.
Le illustrazioni per i bambini, la sua seconda passione, la stavano portando al mondo delle fiabe e della fantasia, ma al tempo stesso ha notato che ognuno dei suoi quadri contiene molte delle caratteristiche tradizionali della pittura naif: colori vivaci, prospettiva infantile.
Si è così ritrovata catapultata nell’arte naif caratterizzata da una innocenza rinfrescante.
Le sue opere sono presenti in moltissime collezioni private in Europa e in America.

Pagina Facebook : https://www.facebook.com/LifschesArtwork/

 

Gaglianico – 5° Festival Nazionale del Risotto

risottoLogoDa oggi 17 aprile ( giorno dell’inaugurazione ) fino al 2 giugno Biella Fiere a Gaglianico ospiterà in tutti i week end a venire la quinta edizione del Festival nazionale del risotto targato Edoardo Raspelli.
Nel corso della serata inaugurale vi sarà l’esibizione del “Coro delle Mondine” e la possibilità di ammirare una ricca selezione di reperti storici provenienti dal Museo “LA RISAIA” di Livorno Ferraris, creato con lo scopo di dare la possibilità al pubblico di assistere a una fantastica ricostruzione della vita delle mondine.
Cinque i maestri “risottieri” piemontesi/lombardi si alterneranno ai fornelli per mettere a punto nuove ricette e abbinamenti, da affiancare ai grandi classici della tradizione piemontese come gli agnolotti e i tajarin o i grandi “secondi” di carne.
Il Menu del week end che va dal 17 al 19 aprile prevede :

  • RISOTTO al Ratafià Rapa di noci con granella e Maccagno (Maurizio Coda)
  • RISOTTO alla zucca con pesto di nocciole delle Langhe mantecato con olio E.V.O. (Silvia Saltarelli)
  • RISOTTO al pomodoro e guanciale croccante alla maniera di Amatrice (Silvia Saltarelli)
  • RISOTTO lamponi e lime mantecato al pepe nero (Michele Ingiulla)*
  • PANISSA Roasiana (Carla Mila)
  • RISO Venere (Nero) con gamberetti e zucchine (Carla Mila)
  • RISOTTO al Bramaterra con Gorgonzola e Maccagno (Carla Mila)
  • RISOTTO allo zafferano e midollo di bue (Gian Luca Bellardone)
  • RISOTTO Paletta e Maccagno sfumato alla birra Menabrea ambrata (Gian Luca Bellardone)
  • RISOTTO con crema di Gorgonzola e pesto di nocciole IGP di Magnano (Michele Ingiulla)*
  • RISOTTO salsiccia e zafferano (Maurizio Coda)
  • RISOTTO con Maccagno biellese e riduzione al Bramaterra (Michele Ingiulla)*
  • AGNOLOTTI piemontesi al sugo d’arrosto (Maurizio Coda)
  • TAPULONE con polenta o puré di patate (Maurizio Coda)

* Michele Ingiulla del Ristorante Palazzo Boglietti e i suoi risotti saranno di scena domenica 19 aprile.

Orari e prezzi
L’ingresso è libero e la manifestazione sarà aperta dalle ore 11.00 alle 23.00 il sabato e la domenica, e dalle ore 18.00 alle 23.00 il venerdì.
Il costo del singolo primo piatto (risotto o agnolotto) è di 7 € e del piatto di carne è di 10 €, che diventano rispettivamente 6 € e 9 € utilizzando il buono scaricabile online dal sito web della manifestazione: http://www.festivaldelrisottoitaliano.it

Vini Cantina Dogarina

Curiosità

Museo “LA RISAIA” – Livorno Basteris
Il Museo si trova a Livorno Ferraris presso “La Colombara”, una cascina a corte chiusa risalente al ‘500 in cui, su 2000 giornate piemontesi di risaia, facevano “la stagione” oltre 800 mondine, il museo si propone l’obiettivo di raccontare la vita quotidiana delle mondine e il loro duro lavoro nei campi.
Per farlo, sono stati ricreati gli ambienti di un tempo, contando su oggetti e utensili di quegli anni donati dalla gente, per riproporre il più fedelmente possibile le atmosfere di questo luogo negli anni successivi alla fine del secondo conflitto mondiale.
Si sono così riallestiti i dormitori delle donne, con brande, vestiti, persino i giornali femminili del tempo; ma è stata anche ricostruita la scuola, con banchi, lavagna, vecchi pallottolieri; il laboratorio del sellaio con annessa dependance d’epoca, quello del fabbro, la bottega del falegname e l’angolo del maniscalco.
Il ricordo dei canti delle mondine e del loro instancabile lavoro giornaliero irrompe nel silenzio di questa cascina, che oltre a essere una riseria è divenuta anche sede dell’atelier dell’artista tedesca Claudia Haberkern e di un piccolo spazio espositivo delle opere scultoree dell’artista uruguayano Ricardo Santerini.

Il riso Acquerello
Acquerello è il riso Carnaroli Superfino unico al mondo, coltivato e confezionato dalla famiglia Rondolino nella Tenuta Colombara, nel cuore della provincia di Vercelli.
Il suo successo è il frutto di un lungo studio e dell’esperienza familiare, l’unione di tradizione e innovazione permette infatti una lavorazione unica. Il cereale ancora grezzo viene dapprima invecchiato, poi raffinato lentamente e reintegrato con la sua preziosa gemma.
Sono proprio i processi di invecchiamento, lavorazione e gemmatura a rendere Acquerello più buono, più ricco e più sano. E’ riconosciuto dagli chef e gourmet più famosi come il riso numero uno al mondo.
I suoi chicchi sono integri, sodi, sgranati e saporiti, l’unico riso sempre perfetto per i tutti i piatti, con Acquerello non si sbaglia mai un risotto.
Per preservare le sue qualità viene venduto in pratiche lattine sottovuoto di vari formati e lavorazione e confezionamento vengono effettuati con cura direttamente in cascina, nel pieno rispetto della natura e dell’habitat circostante.

Olio di Argan

San Biagio di Callalta – ELOGIO alla POLENTA

ElogioPolentaSiamo a nord est di Treviso, lungo la Statale 53 “Postumia” che collega il capoluogo della Marca alla città di Oderzo e precisamente a San Biagio di Callalta dove Veneto a Tavola in collaborazione con la locale Pro Loco e il patrocinio del Comune organizza per questo week end la manifestazione “ ELOGIO ALLA POLENTA “ per scoprire la storia e le mille qualità dell’alimento più identificativo della cultura contadina veneta.
Vi sarà una mostra con le migliori farine del nord Italia “Polente d’Italia”, per scoprirne le principali caratteristiche organolettiche e gastronomiche.
Il mercatino “Polenta & Company” per trovare farine da polenta, prodotti derivati dal mais, e alimenti da abbinare con la polenta ( formaggi, salumi, funghi, sughi ecc. ), e molto altro.
Venerdì 28 e sabato 29, cene a tema “Polenta piatto da Re”, presso i ristoranti Da Procida e Da Silvano “Faloppa”.
Nelle giornate di sabato e domenica saranno attivi alcuni spazi ristoro, dove si potranno gustare piatti della tradizione veneta, abbinati alle “vere” polente venete (Maranello e Biancoperla su tutte) ma anche trentine, friulane, lombarde.
Domenica mattina visita guidata al mulino Bin con lettura di sonetti dedicati alla polenta e piccola degustazione, realizzata dall’Associazione Gruppo Folcloristico Treviso.
Nel pomeriggio di domenica balli e canzoni popolari, con preparazione e distribuzione al pubblico della poenta consa.
Molto caratteristica anche l’esposizione di trattori, di carrozze d’epoca e degli attrezzi contadini presso il mulino Bin, con le dimostrazioni dei lavori manuali (spannocchiatura, macinatura e preparazione della polenta) curate dalla Pro Loco, e di alcuni artigiani veneti e friulani che lavorano gli “scartossi” del granoturco per realizzare borse, sottopiatti e bamboline.

Suvereto – 47° Sagra del cinghiale

cinghialeLocandinaIl cinghiale e le sue pregiate carni sono i protagonisti della manifestazione che coinvolge l’intero centro storico di Suvereto, a cavallo tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre.
E’ una delle sagre più vecchie e più conosciute dalla Toscana, capace di attirare ogni anno migliaia di visitatori provenienti anche da fuori regione.
Si tiene da oltre 40 anni, grazie all’impegno delle associazioni e delle centinaia di volontari, organizzati dall’Ente Valorizzazione Suvereto (EVS).
Nata come “Sagra del Cinghiale”, si è affermata anno dopo anno sempre più come   “SAGRA di SUVERETO”, anche per i risvolti di natura culturale ed artistico che la accompagnano.
E’ una festa dell’inverno e della caccia che celebra i sapori forti del cinghiale, con tutto ciò che lo accompagna: le pappardelle, la polenta, i fagioli, le olive, i sughi saporiti.
Ma si è anche nella stagione dell’olio nuovo e allora mentre sulla CAPPA arrostiscono quintali di bistecche, di salsicce e di rostinciana, lungo il percorso della Sagra si degusta il verdissimo olio extra vergine appena franto.
Il vero simbolo della Sagra è la CAPPA che troneggia alla confluenza tra le vie che portano al Chiostro, al Palazzo Comunale e alla Rocca, su questa capace griglia viene cotta la carne di cinghiale, rostinciane, salsicce e polenta arrosto.
Lungo l’intero percorso della Sagra sono disseminati punti ristoro dove si possono gustare un po’ di tutto: Banco delle bruschette, Banco dei ghiottoni, Banco delle zonzelle, Banco della castagne e del vin brulè.
In P.za San Martino vi sarà un punto ristoro volante dove poter assaggiare i piatti tipici della Sagra, cinghiale con olive, salsiccia all’uccelletto e cinghiale al cioccolato; mentre presso i due punti ristoro della Sagra: Il Ghibellino poco lontano dal Chiostro di San Fracesco e la Locanda la Rocca subito sotto la rocca Aldobrandesca sarà possibile gustare tutte le specialità del cinghiale alla carta oppure scegliere tra due menu fissi proposti a 15/20 euro cadauno.
Il primo menu prevede: Pappardelle al cinghiale, cinghiale in umido con olive nere, dolce locale e acqua minerale; il secondo: Antipasto di terra, Pappardelle al cinghiale, cinghiale in umido con olive nere, polenta, dolce locale e acqua minerale; il tutto volendo innaffiato con gli straordinari vini della Doc Val di Cornia.