San Terenziano – 8° edizione“Porchettiamo” festival delle porchette d’Italia

Vini Vigna Dogarina

porchettiamo-logoSan Terenziano di Gualdo Cattaneo, in provincia di Perugia, ospiterà dal 13 al 15 maggio 2016 l’8° edizione di “Porchettiamo”, il festival delle porchette d’Italia.
In questo festival che celebra la porchetta, uno dei cibi più goduriosi dell’antica e popolare tradizione gastronomica italiana, i padroni di casa saranno i migliori produttori di porchette delle stivale.
Sarà una full immersion di tre giorni tre nello street food più puro, con stand gastronomici che proporranno cibo di strada non solo dell’Umbria ma anche di Toscana, Lazio, Marche, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia, il tutto annaffiato dalle birre artigianali selezionate da Fermento Birra o da una fantastica selezioni di vini della Strada del Sagrantino.
La vera mission di Porchettiamo è quella di far conoscere e assaggiare agli appassionati le migliori produzioni di porchette italiane, ma non solo, per cui a far da contorno alla manifestazione vi saranno alcune interessanti iniziative collaterali, tra cui segnalo:
“In punta di porchetta!” che propone la porchetta in versione gourmet con rinomati chef che scenderanno “in strada”con preparazioni ispirate alla porchetta.
“Porchettiamo&Friends” dove verranno proposti anche nuovi cibi di strada amici della porchetta, come l’hamburger di pecora dalla Sardegna, il Lampredotto toscano, Pane e Panelle e arancini dalla Sicilia, le olive ascolane e le polpette di porchetta e buon ultimo il Cicotto di Grutti (presidio Slow Food) anche detto “fratello della porchetta” e “quintessenza della porchetta”, preparato con orecchie, zampetti, stinco, lingua e trippa di maiale cotti in forno, in un contenitore posto al di sotto della porchetta per raccoglierne il grasso e le spezie (rosmarino, aglio, sale, pepe nero e finocchietto).
Piedi sui pedali per domenica 15 maggio, per smaltire le calorie dei primi due giorni!
Una passeggiata in bicicletta, a cura di Gira l’Umbria, per esplorare i dintorni di San Terenziano, tra campi coltivati, oliveti e vigneti; un percorso ad anello di media difficoltà, accessibile anche ai meno allenati, che passerà da Collesecco, Ponte di Ferro, Gualdo Cattane, Bastardo e Torri.
Chi resterà senza fiato, alla fine dei 33 chilometri, per l’ultima salita potrà usufruire del trasporto in macchina. Il ritrovo è alle ore 9.00 con consegna delle bici e partenza; il rientro è previsto per le ore 13. Iscrizione 18€ compreso il noleggio, 10€ se con bici propria.
Nella piazza principale del piccolo borgo umbro, rinominata per l’occasione “La piazza delle Porchette” i buongustai avranno la possibilità di degustare per tre giorni tre i migliori “cru” della porchetta umbra a confronto con Marche, Lazio e Calabria.

Le porchette di questa edizione, saranno:
– La Porchetta di Grutti-Grutti – Umbria
– Antica Salumeria Granieri Amato-Casalalta – Umbria
– Porchetta di Pantalla di Giancarlo e Walter Mastrini-Pantalla di Todi – Umbria
– Porchetta Umbra di Bevagna di Giuliano Cariani-Bevagna – Umbria
– Porchetta di Costano di Carlo Giuliani-Costano – Umbria
– Porchetta di Ariccia IGP di Azzocchi Roberto – Lazio
– Porchetta Calabrese di Natale Grandinetti – Falerna (CZ) – Calabria

Per andare incontro a chi è intollerante al glutine, ci sarà anche il panino con porchetta senza glutine (panino versione gluten free), in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia dell’Umbria.

Orari:
Venerdì 13 maggio – dalle ore 15 alle ore 22;
Sabato 14 e Domenica 15 maggio – dalle ore 10 alle ore 24

Partecipare a Porchettiamo vuol dire anche scoprire una regione unica e autentica come l’Umbria, per cui viene offerto da Gira l’Umbria e Strada del Sagrantino il pacchetto turistico “Porchettiamo in Umbria” a partire da 85€ a persona.

Per maggiori informazioni:
http://porchettiamo.com/

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Ardesio – 7° edizione Festival Artisti di Strada, 14 e 15 maggio 2016

Ardesio-Come-Incanto-2016-locandinaNel week end di metà maggio, Ardesio in provincia di Bergamo ospiterà la 7° edizione di “Come d’Incanto”, Festival degli Artisti di Strada organizzato dalla locale Pro Loco con la direzione artistica della Compagnia “Teatro Minimo” di Ardesio.
Sarà una due giorni all’insegna del divertimento per grandi e piccini in cui si potrà assistere a tanti spettacoli con artisti di fama internazionale che riempiranno le strade del piccolo borgo di quell’atmosfera magica che sanno dare gli artisti di strada: maghi, clown, equilibristi, giocolieri, trapezisti, musicisti e ventriloqui daranno il meglio con le loro esibizioni on the road.
Oltre alle meraviglie di strada, vi sarà l’opportunità di scoprire le meraviglie di Ardesio con visite guidate gratuite al Santuario della Madonna delle Grazie e al Museo Etnografico dell’Alta Valle Seriana.
Quest’anno l’evento prevede anche un contest fotografico per gli “instant fotoreporter”: basterà seguire “Vivi Ardesio” su Instagram e, usando gli hashtag #CDIcontest2016 e #ComeDIncantoArdesio e taggando @viviardesio, partcipare al concorso.
Per chi non dispone di un profilo Instagram, vi è la possibilità di partecipare lo stesso al contest fotografico inviando fino a un massimo di 3 foto (ovviamente scattate durante l’edizione 2016 del Festival) all’indirizzo mail: info@prolocoardesio.it
L’edizione di quest’anno diventa sempre più internazionale con artisti dall’Argentina alla Polonia, dagli Stati Uniti alla Svizzera e ovviamente dall’Italia per un ricco programma all’insegna del sano divertimento per tutti!
Tra gli eventi speciali, sabato e domenica Blink Circus ci incanterà con un’installazione d’arte viaggiante unica al mondo, uno spettacolo in stile anni ’20 allestito in un piccolo chapiteau.
Domenica, oltre agli spettacoli in cartellone, anche quest’anno vi sarà il “Centro dell’Incanto” (dalle 10 alle 19) con trucca bimbi, zucchero filato, caramelle, il Ludobus “il Tarlo” con i giochi della tradizione popolare e l’esibizione di alcuni artisti in centro storico.

Orari:
Festival Sabato: dalle 16.15 alle 24:00 e Domenica: dalle 14:30 alle 22.30
Centro dell’incanto: domenica dalle 10 alle 19
In caso di maltempo, è prevista un’alternativa al coperto, con possibile variazione al programma.

Per maggiori informazioni, regolamento del contest fotografico e programma dettagliato della manifestazione si può consultare il sito web del Festival o della Pro Loco:
www.viviardesio.it
www.prolocoardesio.it

Irlanda – 11th Connemara Mussel Festival – Tullycross, Renvyle – Co.Galway

connemara-mussel-festival-12Nel Connemara fino al 1° maggio nel magnifico scenario offerto dalla Wild Atlantic Way, si terrà la 11° edizione del tradizionale “Connemara Mussel Festival”, un festival nato originariamente con l’intento di promuovere l’eccellenza dei muscoli della Killary Harbour e diventato oggi un importante appuntamento per assaggiare i prodotti locali, per godere dei magnifici paesaggi che solo il Connemara può regalare e per ascoltare ogni sera dell’ottima irish music nei pubs locali.
Durante la manifestazione alcuni tra i più importanti chef irlandesi mostreranno le loro abilità culinarie, mentre amanti della cucina si cimenteranno nel concorso di cucina per amatori.
Vi sarà anche un ricco country market dove si potranno trovare i migliori prodotti dell’artigianato e della gastronomia locale.
La manifestazione si chiuderà la sera del 1° maggio con il Gala Dinner, che quest’anno si terrà presso il ristorante del Renvyle House Hotel (Tickets €45 con prenotazione obbligatoria).
La storia narra che i muscoli furono coltivati in Europa già dal 1235 quando un marinaio irlandese Patrick Walton, naufragato nella Baia d’Aiguillon lungo la costa atlantica francese, scoprì la loro esistenza.
Patrick li trovò attaccati ai pali delle reti mentre stava tentando di catturare dei pesci e ingegnandosi mise in pratica una tecnica che diventò di fatto il primo metodo di produzione di mitili, ora conosciuto come il ‘bouchot‘.
Questo metodo di coltivazione fu usato da allora con successo in Francia e ogni anno a giugno si tiene il Moulstock music festival proprio per celebrare la produzione di muscoli tipica di questa regione francese.
In questa 11° edizione gli organizzatori del Connemara Mussel Festival hanno invitato una delegazione della regione francese Charente-Maritime con l’intento di creare una partnership economico-culturale.
La miticoltura è iniziata nella Killary Harbour nel 1980; la baia ideale per la coltivazione dei mitili su corda, si presenta come un fiordo naturale lungo 15 km e largo 0,7 km, con una profondità media di 15 metri.
Ogni anno Killary Harbour produce fino a 2000 tonnellate di mitili corda, fornendo occupazione alla popolazione locale.
connemara-mussel-festival-mairin-ui-chomain-1Tra i giudici della competizione vi sarà Máirín Uí Chomáin, autrice di libri di cucina e nativa del Connemara, che segue il festival dalla prima edizione.
Máirín Uí Chomáin, ha pubblicato un bellissimo libro “Irish Mussel Cuisine“ ispirato al Connemara Mussel Festival e diventato in breve un autentico Must per chi ama mangiare e cucinare i muscoli.
L’idea di organizzare il Connemara Mussel Festival venne agli organizzatori una sera di primavera di undici anni fa, mentre se ne stavano seduti davanti al fuoco acceso a bere una pinta di birra al Paddy Coynes Pub.
Uno dei ragazzi del luogo entrò con un secchio pieno di muscoli appena raccolti dai filamenti e ci volle un attimo per portarli in cucina e cuocerli con una spruzzata di aglio, olio d’oliva e un po’ di crema.
Una serata piatta si trasformò in una bella sera di festa con tanta buona musica e dell’ottima birra spillata per accompagnare gli squisiti muscoli appena cucinati.
Sarà stata la bontà dei muscoli o l’euforia trasmessa dalla birra, detto fatto nacque l’idea di trasformare quella festa per pochi in una festa per tutti … The Connemara Mussel Festival!

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Il libro è in vendita al prezzo di €8 presso il Festival Office o sul sito web della manifestazione.

Connemara Mussel Festival
Tullycross, Renvyle
Co. Galway, Ireland

Per maggiori informazioni:
www.connemaramusselfestival.com
connemaramusselfest@gmail.com

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Fotografa ufficiale del Festival è Aoife Herriott
http://aoifeherriottphotography.com/

Cuneo – 7° edizione di Degustibus

degustibus-cuneo-logoPiazza Duccio Galimberti, il salotto buono della città di Cuneo, e una parte di corso Nizza ospiteranno in questo week end del 1° maggio la 7° edizione di Degustibus, una vera e propria “festa dei sapori italiani” in cui gli organizzatori della Associazione Culturale ALL 4U hanno voluto puntare su due aspetti che oggi fanno più che mai tendenza nel mondo dell’enogastronomia: la vendita dei prodotti di eccellenza e lo street food che di strada ne ha fatta veramente tanta dai tempi in cui gli egiziani nel porto di Alessandria friggevano il pesce per venderlo per strada ( avveniva circa 10.000 anni fa).
Proprio lo street food sarà il vero protagonista di questa kermesse gastronomica che vedrà la presentazione di alcune eccellenze gastronomiche nazionali, proposte da alcuni presidi Slow Food di differenti regioni italiane come Piemonte, Toscana, Puglia e Liguria, oltre ad alcuni piatti francesi in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana a Nizza.
L’obiettivo di Degustibus è quello di creare all’interno di una città un tour turistico- itinerante di prodotti enogastronomici tipici del territorio, in modo di dare la possibilità ai visitatori di assaggiare piatti legati alla cultura e alle tradizioni delle regioni che rappresentano.
Da quest’anno saranno presenti stand turistici per la promozione del territorio, con la partecipazione di 13 Comuni delle vallate del cuneese e ovviamente la Atl.
Nel “Palavino” i visitatori troveranno una selezione dei migliori vini italiani, mentre lungo il percorso degli stand saranno disseminate le birre artigianali dei più qualificati birrifici.
Per chi vorrà fare shopping enogastronomico vi sarà solo l’imbarazzo della scelta tra prodotti tipicamente piemontesi e ancor più strettamente cuneesi (il prosciutto Crudo di Cuneo Dop, i formaggi e tome delle valli, il formaggio Raschera e il Bra tenero, il lardo alle erbe, la battuta di fassone, la salsiccia di Bra e il miele delle vallate occitane) e quelli provenienti dalle altre Regioni italiane presenti (caciocavallo, pecorino sardo, formaggi calabresi, olive ascolane, canederli, strudel, dolci siciliani, ecc.).
Se invece preferite mettere le gambe sotto il tavolo e degustare i piatti che propongono i vari stand gastronomici avrete il vostro bel pensare, perché vi troverete a poter scegliere tra una varietà di piatti che definire da “acquolina in bocca” è dir poco: asado argentino, caciocavallo alla brace, arrosticini, fritto misto, focaccia alla ligure, battuta di fassona, raviolini del plin, favata, la bombetta, ecc.
Se avete le idee chiare in proposito e gusti ben precisi, mi taccio, ma nel caso siate indecisi vi suggerisco due piatti fantastici: la favata pugliese (purea di fave,servita tiepida, accompagnata da catalogna o erbette ripassate in padella, cipolle di tropea, pomodorini e peperoni friarelli) e la famosa “bombetta” cotta nello stand dell’Associazione quelli della Bombetta di Alberobello (un fagottino di capocollo fresco di maiale ripieno di formaggio vaccino “canestrato Pugliese”, prezzemolo, sale e pepe) e servita nel cartoccio insieme a una fetta di pane casereccio.
La kermesse si trasformerà in una grande festa di strada grazie alla presenza di balli occitani, suonatori di strada e gruppi folk che con la loro musica e allegria sapranno trascinare i visitatori dentro un’atmosfera di puro divertimento.
La manifestazione è organizzata dall’Associazione culturale All 4U con il patrocinio di Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Città di Cuneo, e la collaborazione di Confcommercio, ATL del Cuneese, Camera di Commercio Italiana a Nizza, Comitato Corso Nizza Centro, CNA, Coldiretti, Confartigianato, Slow Food, e i partner Conitours e La Granda.

Per maggiori informazioni:
http://cuneo.degustibus.cuneo.it

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Cesenatico – 16° edizione “Azzurro come il pesce”

Azzurro-pesce-locandinaDal 22 al 25 aprile 2016 Cesenatico ospita la 16° edizione di “Azzurro come il pesce” un evento gastronomico che vi permetterà di gustare l’ottimo pesce azzurro dell’Adriatico che verrà proposto secondo l’antica tradizione locale.
Cesenatico famosa per la sua spiaggia con la sabbia soffice e dolcemente digradante verso il mare, rappresenta la meta ideale per turisti di ogni età a cui sa offrire oltre alla proverbiale “ accoglienza romagnola” una cucina improntata all’antica tradizione marinara attraverso le decine di ristoranti del porto canale che propongono gustosissimi piatti di pesce freschissimo.
La manifestazione “Azzurro come il pesce” nata con l’intento di valorizzare e promuovere il prodotto locale, si avvale di un disciplinare estremamente dettagliato sulle specie ittiche che si potranno commercializzare nel corso della manifestazione.
Al Porto Canale e lungo le vie del centro storico troveranno spazio gli stand delle varie associazioni che prepareranno alcuni piatti tipici della cucina marinara romagnola:
Queste le associazioni partecipanti all’evento: Associazione Chef to Chef, Monotave New Ghibli, ARICE GIOVANI i giovani ristoratori Ass.ne Confesercenti, Ass.ne pescatori “Tra il cielo e il mare”, Ass.ne pescatori Cavalluccio Marino, Ass.ne Amici CCILS, Motonave Windtour, Ass.ne Artmatori e pescatori di Cesenatico, A.R.T.E. Ass.ne Ristoratori Confcommercio.
Una grande tensostruttura sarà allestita nella zona del mercato ittico per gli stand gastronomici delle associazioni di pescatori e dei volontari dove, i piatti della gastronomia locale potranno essere accompagnati da eccellenze DOP e DOCG come l’olio extravergine di oliva di Brisighella e il formaggio di fossa di Sogliano.
Nella Piazzetta della Pescheria, lungo il Corso Garibaldi, per l’intera durata dell’iniziativa, si potranno assaggiare “I dolci della festa” preparati dagli chef di A.RI.CE.

Orari
Gli stand gastronomici saranno aperti dalle 11.30 alle 15.30 e dalle 18.00 alle 22.00

Tra i piatti più gettonati vi segnaliamo:
Lumachine in brodetto
Mezzemaniche alle cannocchie
Sarde in saour
Lasagne di mare
Seppie con piselli e piadina
Crostone di alici marinate
Gran fritto al cono
Spiedone di cefalo gratinato con zucchine trifolate
Rotolo di piadina con sgombro agli agrumi,misticanza e cipolla di Tropea brasata
Crudo di leccia,ortaggi croccanti,salsa di soia e lime
Calamaro arrosto,porri,patate e prezzemolo
Lasagnette al nero di seppia con ragù di seppia
Alici gratinate con crostini di polenta
Piadina con sardoncini fritti,cipolla caramellata e radicchio
Cannocchie al vapore
Cozze gratinate
Passatelli in brodo di pesce
Grigliata mista dell’Adriatico
Cozze e vongole in guazzetto
Risotto alla marinara
Fritto di paranza con zucchine

“Azzurro come il Pesce” è un evento organizzato dal Comune di Cesenatico in collaborazione con Confesercenti, A.RI.CE – Associazione Ristoratori Cesenatico -, Confcommercio, e con il sostegno di Gesturist Cesenatico Spa.
Per l’occasione Cesenatico Turismo propone uno speciale pacchetto alberghiero che comprende 2 notti in hotel 3 stelle con prima colazione,   ingresso al Museo della Marineria di Cesenatico, buoni pasto per gli stand gastronomici a € 99,00 a persona, mentre per 3 notti il costo è di € 119,00 a persona.
Per info e prenotazioni: 0547 673287N. VERDE 800 556900
info@cesenaticoturismo.com www.cesenaticoturismo.com

Vini Vigna Dogarina

Cervia – 36° Festival Internazionale dell’Aquilone

70x100 festival Aquiloni 2016TR.inddCi siamo, tutto è pronto per una nuova edizione del Festival Internazionale dell’Aquilone che dal 22 aprile al 1° maggio si svolgerà in località Pinarella a Cervia.
Quella di quest’anno sarà 36° edizione del Festival Internazionale dell’Aquilone ARTEVENTO, una delle più spettacolari e colorate manifestazioni della riviera romagnola, uno dei raduni più famosi al mondo, capace di richiamare artisti dai cinque continenti e delegazioni ufficiali da 30 paesi del mondo.
Dal 1981, ogni primavera i più spettacolari artisti del vento dei cinque continenti si ritrovano in quella che è diventata la “capitale dell’aquilone” per dar vita a uno spettacolo fantastico capace di trasformare il cielo in un vero e proprio circo dei colori; una festa della fantasia ma anche della fratellanza fra i popoli.
Quest’anno alla manifestazione saranno presenti aquilonisti provenienti da: ARGENTINA, AUSTRALIA, AUSTRIA, BELGIO, BRASILE, CANADA, CINA, CURACAO, FINLANDIA, FRANCIA, GERMANIA, GIAPPONE, INDIA, INDONESIA, INGHILTERRA, IRLANDA, ISRAELE, ITALIA, KUWAIT, LUSSEMBURGO, MESSICO, NUOVA ZELANDA, OLANDA, PAKISTAN, SINGAPORE, SPAGNA, SVEZIA, SVIZZERA, UNGHERIA, USA, mentre il Paese ospite d’onore sarà la FRANCIA.
Il Festival presenta un programma di appuntamenti e di attività talmente vario da essere in grado di coinvolgere in un’indimenticabile esperienza tanto i grandi che i bambini.
Oltre ai maestri più rappresentativi delle più antiche tradizioni dell’aquilone, ai più raffinati artisti del vento e agli originali creatori che miscelando fantasia e genialità stanno facendo la storia dell’aquilonismo contemporaneo, il Festival propone i più sorprendenti campioni di volo acrobatico, i maestri del combattimento, gli atleti del power kiting e del kite surf, gli interpreti della fotografia aerea, gli storici dell’aquilone e addirittura gli scienziati che in esso intravedono una possibile fonte di energia alternativa.
Non mancheranno mostre, conferenze, mercatini a tema, musica, spettacoli e buona cucina, mentre per restare con il naso all’insù fino a tarda ora sono previsti spettacolari voli anche in notturna.
Il Festival Internazionale dell’Aquilone di Cervia è organizzato dal pittore cesenate Claudio Capelli, che lo creò nel 1981, e dalla figlia Caterina, designer e illustratrice.
Con la testa fra le nuvole per indole e passione, i due sono l’anima pulsante di ARTEVENTO, realtà che si dedica all’incremento e alla divulgazione della cultura dell’aquilone attraverso l’organizzazione di festival, installazioni, workshop, mostre ed itinerari tematici.

Per maggiori informazioni, programma dettagliato della manifestazione e offerte alberghiere:
www.festivalinternazionaleaquilone.com
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Burri Corpo

San Ponso Canavese – 36° Sagra delle rane

Sagra-rane-san-ponso-volantino-piccoloDal 22 aprile al 1 maggio a San Ponso, piccolo centro dell’Alto Canavese, si terrà la 36° edizione della sagra delle Rane – tradizionale appuntamento nato con l’intento di promuovere la specialità tipica della zona: la rana fritta in pastella.
La Sagra delle rane è nata da una brillante idea della Pro Loco locale che ha messo a frutto il soprannome “i Ranër” (in piemontese, “quelli delle rane”) con cui vengono chiamati nel Canavese gli abitanti di San Ponso.
Questo soprannome deriva agli abitanti locali dal fatto che in epoca pre-romana parte del territorio canavesano (San Ponso incluso) era formato da una miriade di specchi d’acqua che lo rendevano un ambiente paludoso e umido; nonostante l’opera di bonifica operata dai romani molte zone rimasero acquitrinose e in queste continuarono a proliferare rane e rospi che ben presto diventarono una fonte importante di sostentamento per le popolazioni locali.
Le rane saranno le protagoniste dell’offerta culinaria, ma dalla cucina allestita dalla locale Pro Loco usciranno tante altre specialità del territorio non a base di rane.
Le rane fritte da asporto verranno servite tutte le sere fino alle ore 19, mentre per pranzi e cene sotto il tendone è preferibile prenotare.
Durante la sagra saranno organizzati anche tre raduni: dei 4×4 con un percorso di circa 70 km. in fuoristrada (domenica 24 aprile), delle Fiat 500 e auto storiche (lunedì 25 aprile), dei trattori d’epoca e moto storiche (domenica 1 maggio) e non mancheranno le serate danzanti.
San Ponso dista circa 40 km da Torino e 36 da Ivrea.

Per maggiori informazioni :
http://www.sagradelleranesanponsocanavese.it/
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Vi è venuta voglia di rane? Provate questo Risottino con le rane

Ingredienti
300 gr di riso Acquerello, 2 dozzine di rane, un mazzetto di prezzemolo, un mazzetto di costine, 3 carote, 3 scalogni, 1 spicchio d’aglio, 2 gambe di sedano, 1 porro, 30 gr di burro, olio extra vergine, parmigiano reggiano grattugiato, brodo vegetale, vino bianco, sale, pepe.

Preparazione
Pulire e spellare le rane, usando solo le cosce private dell’ossicino, e lavarle accuratamente.
Tritare le foglie delle costine insieme alle foglie di prezzemolo e allo spicchio d’aglio, privato dell’anima.
Tritate a pezzetti con il coltello le 2 carote, 2 dei 3 scalogni e la gamba di sedano.
In una casseruola mettete questo trito a cui aggiungerete tre/quarti del trito precedente (costine,prezzemolo e aglio), aggiungete una manciatina di sale grosso e una grattata di pepe.
Fate rosolare per un paio di minuti e quindi unite le cosce delle rane, coprite e fate cuocere a fuoco moderato girando di tanto in tanto.
A parte preparate in una pentola un brodo vegetale fatto aggiungendo all’acqua portata ad ebollizione : 1 carota, 1 gamba di sedano e 1 porro, tagliati grossolanamente.
In un’altra casseruola mettete lo scalogno rimasto (tritato finemente), un cucchiaio d’olio e fatelo rosolare, quindi unite il riso e dopo averlo fatto colorire bagnatelo con un bicchiere di vino bianco e fate evaporare.
Portate il riso a cottura, aggiungendo un mestolo alla volta del brodo vegetale preparato in precedenza.
Quando il riso è a tiro, regolatelo di sale e pepe, unite il trito rimasto di prezzemolo, costine e aglio.
Mantecate, unite le rane con il loro sughetto e il burro fuso e versate il risotto sul piatto da portata avendo cura di spolverare il bordo con il parmigiano grattugiato.

Invito all'assaggio 6 bottiglie di Prosecco di Valdobbiadene Superiore DOCG con spedizione gratuita!

Referendum dal #Ciaone alla vittoria di Pirro!

Vota-QualunquementeOltre 15,5 milioni di italiani hanno disatteso l’invito del Premier Renzi di recarsi al mare e di questo 32,1% del corpo elettorale l’85,8% (pari a 13.334.764 milioni di persone) ha votato SI.
Non è stato raggiunto il quorum necessario per rendere valido il Referendum ma a mente fredda, oggi si può dire che sarebbe stato difficile il contrario, non fosse altro per il fatto che:
– si è votato in una sola giornata
– il Governo non ha voluto accorparlo alle amministrative di giugno
– vi è stata una totale disinformazione da parte dei media e del servizio pubblico RAI verso questo appuntamento referendario.
Dalle rilevazioni fornite dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni), giusto per capire il livello di disinformazione che ha accompagnato questo Referendum, nel periodo 4-10 aprile 2016 i TG di RAI 1 hanno dedicato in totale all’argomento del quesito referendario in sette giorni solo 13 minuti e 28 secondi (meno di 2 minuti al giorno tra tutti i TG mandati in onda nell’arco dell’intera giornata).
Che dire poi del giornalista Gerardo Greco (conduce su RAI 3 il programma Agorà) che durante la puntata del 6 aprile, presente in collegamento Michele Emiliano presidente PD della Regione Puglia (uno dei principali promotori del referendum) ha affermato che: “si vota soltanto in alcune regioni, in otto mi sembra” e dopo la precisazione di Emiliano sul fatto che si trattava di un voto nazionale ha continuato così: ”si vota dappertutto in Italia, ma ovviamente sono interessate soltanto le regioni che lo hanno promosso… se io vivo in Valle d’Aosta delle trivellazioni in adriatico diciamo che poco mi interessa” (per la cronaca in Valle d’Aosta sono andati a votare il 34,02% dei cittadini, al pari di regioni come l’Emilia Romagna o le Marche).
Che sia stato un Referendum anomalo gli osservatori più attenti lo hanno capito e non poteva essere diversamente dal comportamento del Presidente della Repubblica che si è recato a votare intorno alle 20,30, quando al contrario i suoi predecessori (tranne una volta Scalfaro) in passato si sono presentati al seggio sempre di buon mattino; non bisogna essere degli esperti di comunicazione per capire che il modus operandi di Mattarella ha di fatto precluso l’eventuale effetto traino che avrebbe potuto avere la notizia del voto del Presidente nei TG delle ore 13.
Mattarella ha scelto di non voler dare un significato politico al quesito referendario, ma nella realtà già nel corso della giornata si è capito (grazie agli interventi fuori luogo di alcuni esponenti della segreteria del PD) che il Referendum era per il PD l’ennesima conta interna tra Renzi e la minoranza del suo partito.
La conferma di tutto ciò è venuta alle 23.08 quando il Premier Renzi da Palazzo Chigi ha commentato l’esito del Referendum rivolgendosi quasi esclusivamente a “quei pochi, pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione che hanno voluto cavalcare un referendum per esigenze personali politiche”.
Nel suo discorso farcito di tante baggianate degne del miglior “la qualunque” il Premier Renzi si è scagliato contro “una parte della classe dirigente di questo Paese che si mostra autoreferenziale: vivono su Twitter e Facebook. Ma l’Italia è molto più grande, fuori dalle telecamere c’è un Paese che chiede concretezza” e ancora “Per settimane autorevoli ospiti si sono chiusi nei talk show, hanno teorizzato spallate, hanno ipotizzato crolli”.
Non ho avuto il piacere di poter esprimere con un voto la legittimazione della carica che ricopre il Premier Renzi, ma sentito il discorso di ieri sera sono sempre più convinto che Renzi stia usando la sua carica per fare pulizia all’interno del suo partito e francamente trovo irrispettoso verso i cittadini che un Premier vada in conferenza stampa dopo l’esito di un Referendum per fare la lista dei cattivi tra i Presidenti di Regione del suo partito, quasi fosse l’ennesima resa dei conti all’interno del PD.
Che Renzi non sia credibile, lo si capisce dalla boutade di scagliarsi contro chi sta tutto il giorno su Twitter e Facebook, che detto da uno che sui social ha lanciato addirittura l’hastag #MatteoRispode con tanto di diretta in contemporanea su entrambi i social, sa un po’ di presa in giro!
Che dire poi del comportamento dell’onorevole Ernesto Carbone che a votazione aperta alle 15.12 ha sentito il bisogno di salutare quanti avevano esercitato il loro diritto di voto o stavano per farlo con il seguente tweet: “Prima dicevano quorum. Poi il 40. Poi il 35. Adesso, per loro, l’importante è partecipare. #ciaone”, per la cronaca questo personaggio fa parte della I Commissione affari costituzionali della Camera dei Deputati oltre che essere un componente della segreteria del PD.
Qualche ora prima il vicesegretario del PD Lorenzo Guerini, appena resi noti i dati del Ministero in merito all’affluenza delle 12 se ne è uscito con questa dichiarazione: : “I dati che ci giungono dalla Rete del Pd che segue l’andamento dell’affluenza ai seggi sono in linea, anzi direi addirittura meglio, con le nostre aspettative. Aspettiamo chiaramente i dati ufficiali del Viminale, ma per quanto è in nostro possesso lo possiamo fare con assoluta serenità. Comunque per una valutazione complessiva del risultato parlerà a urne chiuse il nostro segretario”.
Non poteva mancare per chiudere al meglio le esternazione dei dirigenti del PD il tweet della ministra Boschi che alle 23.51 scrive: “Questo Governo è più forte dei sondaggi, dei talk e delle polemiche #avantitutta” che scritto da lei che nel Porta a Porta di martedì 5 aprile ha avuto come ospite nientemeno che Bruno Vespa è tutto dire!
Quasi mai nell’immediatezza dell’esito elettorale si ha la prontezza di passare sotto la lente d’ingrandimento il responso che viene dalle urne e talvolta ci si limita a prendere per buone alcune dichiarazioni rilasciate a caldo dai leader dei vari partiti, una su tutte quella di Renzi che in conferenza stampa ha parlato dei lavoratori delle piattaforme come i veri vincitori di questa consultazione popolare, invitando a brindare con le donne e gli uomini di Ravenna (un territorio che si è sempre distinto per affluenza) dove si è registrato un dato al di sotto della media nazionale.
A bocce ferme andando a vedere i dati delle Elezioni Regionali in Emilia Romagna del 23 novembre 2014 si scopre che in provincia di Ravenna :
– su 303.931 elettori sono andati a votare in 125.284 pari al 41,31%
– la lista del PD ha ottenuto 56.420 voti
Mentre per il Referendum di ieri è successo che:
– su 294.249 elettori sono andati a votare in 84.131 pari al 28,59%
– hanno votato SI 58.532 persone (70,60%) e NO 24.298 (29,40%)
Non è difficile ipotizzare che coloro che hanno votato SI sono +2.100 rispetto a quanti votarono PD nel 2014.
Se poi si vanno a guardare i dati della Camera del 2013 e delle Europee del 25 maggio 2014 si scopre che:
– nel 2013 alla Camera su 46.905.154 elettori sono andati a votare in 35.270.926 pari al 75,20%
– nel 2104 alle Europee su 49.256.169 elettori sono andati a votare in 29.908.004 pari al 58,69%
– la lista del PD ha ottenuto 8.646.034 voti pari al 25,43 alla Camera 2013
– la lista del PD ha ottenuto 11.172.861 voti pari al 40,82% alle Europee 2014
Mentre per il Referendum di ieri:
– su 50.675.406 elettori sono andati a votare in 15.806.788 pari al 31,19%
– hanno votato SI 13.334.764 elettori che sono quasi 5 milioni di voti in più rispetto ai voti del PD del 2013 e 2,2 milioni in più rispetto a quelli del 2014.
Considerato che per il referendum costituzionale previsto per il prossimo mese di ottobre non sarà richiesto il quorum credo che il risultato di ieri possa essere considerato per Renzi & company una vittoria di Pirro, perché se è vero che il referendum non è passato è altrettanto vero che su un tema non del tutto accattivante le opposizioni hanno saputo mettere in fila oltre 13 milioni di #staiserenomatteo ai quali mi auguro si aggiungeranno anche quelli di quanti quotidianamente si lamentano che l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!
La prossima volta non ci saranno alibi, tutti quanti avremo ben chiaro il motivo per cui saremo chiamati alle urne: dare il nostro voto a Renzi o mandarlo a casa!

Referendum-Ernesto-Carbone

Referendum-Maria-Elena-Boschi

Referendum-Renzi-twitter

Attenti a quei due! Per loro il Referendum è una bufala

Referendum-Vota-SI-24Certo che noi italiani siamo proprio fortunati ad avere un Presidente del Consiglio, il Premier Renzi, che bolla come una “Bufala” il Referendum del 16 aprile e un ex Presidente della Repubblica (ora “emerito”) che rincara la dose definendolo “un’iniziativa pretestuosa” invitando di fatto gli italiani a non andare a votare!
Sarebbe troppo facile liquidare le esternazioni dei due compagni di cordata, che buttarono giù dal burrone il buon Letta, come le dichiarazioni di due politici non interessati al quesito referendario, e no!
Renzi al di là della sua carica di segretario del PD è il Presidente del Consiglio, il capo di quel governo che sta governando il paese ed è inaccettabile che un capo di governo inviti il popolo a disertare le urne, mentre al contrario il Presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi invita ad andare a votare.
Napolitano da par suo non è una novità che consideri il ricorso al voto popolare un rischio, del resto nel corso del suo mandato ha sempre preferito ricercare accordi di Palazzo con i quali ha di fatto imposto scelte politiche che andavano ben oltre i suoi compiti istituzionali, per cui oggi da lui ci si aspettava più che un accorato appello a non andare a votare una serena autocritica sugli esiti a cui ha portato la sua presidenza; credo comunque che quest’ultima esternazione del “Presidente emerito” possa considerarsi una sorta di mesto commiato dalla vita politica.
La consultazione popolare di domenica costerà alle casse dello Stato dai 350 ai 400 milioni di euro (a Milano la macchina organizzativa costerà quasi 5 milioni, mentre per Roma ci vorranno non meno di 17 milioni) e gli uomini che rappresentano le istituzioni che fanno? Invitano gli italiani a non andare a votare!
Il segretario del PD Renzi, dimentica o meglio fa finta di non ricordare che il Referendum di domenica è l’unico rimasto in campo dei sei quesiti referendari sulla ricerca e l’estrazione degli idrocarburi in Italia promossi nel 2015 da dieci consigli regionali (Abruzzo, Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna,Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise) di cui ben otto governati dal centro sinistra. L’Abruzzo si è poi ritirato dalla lista dei promotori.
Renzi invita a non andare a votare ma i Giovani Democratici di Basilicata, Puglia, Abruzzo, Calabria e Molise fanno cartello insieme e invitano alla partecipazione per un’Italia che guarda avanti!
Il Premier e il suo cerchio magico si affannano a ricordare che l’astensione è comportamento legittimo, e lo fa pure la vice segretaria del PD Serracchiani che il 21 gennaio 2012 postava un twitter che recitava:Oggi a Monopoli ho partecipato alla manifestazione per la difesa del mare Adriatico dai rischi delle trivellazioni petrolifere”.
Sarebbe troppo facile tirare in ballo la recentissima vicenda di “trivellopoli” che ha visto come protagonista l’ex ministra Guidi e il suo compagno per avere un motivo in più per andare a votare domenica, ma credo che quel twitter di quattro anni fa della Serracchiani, oggi totalmente sconfessato sia molto di più che un invito ad andare a votare SI.

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Serrachiani-twitter-Monopoli

Bere latte italiano diventa quasi un lusso!

Io-Bevo-latte-italiano-1In questi giorni è scoppiato il caso che ha visto contrapposti la Cooperativa dei produttori di Latte della Valpolcevera e la Parmalat, partecipata del gruppo Lactalis.
Motivo del contendere la decisione da parte di Lactalis di non rinnovare il contratto con gli allevatori liguri ai quali in fase di rinnovo ha offerto 25 centesimi al litro, una cifra inidonea a coprire i costi di produzione che si aggirano intorno ai 36/40 centesimi al litro a cui vanno aggiunti i costi di trasporto ( circa 9/10 centesimi al litro).
Fortunatamente, grazie alla mediazione della Coldiretti Liguria e al tempestivo intervento dell’assessorato all’Agricoltura di Regione Liguria si è riusciti a trovare un accordo in tempi brevi con il Gruppo Caseario Pugliese-Conrado, di Lauriano, in provincia di Torino che assorbirà 100 quintali di latte per produrre con il marchio Caseificio Pugliese formaggi freschi a pasta filata 100% made in Italy, questo almeno fino al 30 settembre.
La pagina Facebook della Parmalat è stata presa d’assalto e i responsabili della comunicazione dell’azienda hanno postato sulla pagina un comunicato stampa, cercando di rispondere alla marea di commenti negativi postati dai consumatori; risposte che a dire il vero sono sembrate una sorta di copia incolla personalizzato di volta in volta con l’inserimento del nome della persona a cui si tentava di rispondere.
Una brutta storia figlia di quelle politiche europee che permettono l’ingresso in Italia di latte proveniente dall’estero a prezzi stracciati.
L’episodio che ha visto come protagonisti gli allevatori liguri porta noi consumatori a una riflessione su come possa succedere che un litro di latte pagato alla stalla meno di 0,40 cent lo si possa ritrovare sullo scaffale del supermercato ad un cifra che oscilla tra 1 euro e 40/80 cent.
Ci troviamo di fronte in pratica a un aumento che in alcuni casi giunge a toccare la ragguardevole percentuale di più del 300% ( il 260% lo impone il trasformatore e il 30-40% il venditore finale ).
Ma è per tutti così o in altri Paesi il latte ha prezzi più ragionevoli? E come al solito andando a vedere in casa dei nostri cugini francesi e degli eterni avanti tedeschi scopriamo che in Francia a fronte di un prezzo alla stalla di 0,34 cent. di euro il latte sullo scaffale viene venduto ad un prezzo che oscilla tra 0,75 e 0,90 cent. di euro, mentre in Germania dove la stalla riceve 0,39 cent. di euro il prezzo al pubblico è assestato su 0,90 cent. di euro (in pratica in questi paesi il costo di un litro di latte è pari al doppio di quello che lo si paga alla stalla che lo produce).
Ma allora c’é qualcosa che non funziona? che cosa ? E qui chi più ne ha più ne metta… incomincia un incredibile giro di valzer dove la responsabilità del prezzo finale del latte viene rimbalzata a destra e a manca e ovviamente ognuno tra quanti commercializzano il latte si sente legittimato a dire la sua, per cui ci tocca sentir dire che : in Germania il latte costa di meno perché i tedeschi ne consumano giornalmente di più, sempre in Germania il latte ha una durata di 10 giorni anziché di 6 come in Italia, e ancora l’Italia a differenza degli altri Paesi ha una commercializzazione estremamente frammentaria che richiede di conseguenza una struttura logistica-distributiva articolata e complessa (e giù paroloni, ma stiamo parlando di latte!), e ancora l’Italia con la sua forma lunga e stretta (già siamo una penisola) è un paese difficile da distribuire, la produzione non può essere accentrata altrimenti il latte non riuscirebbe ad arrivare in tempo sugli scaffali, e ancora se ci facessero produrre quel milione e mezzo di tonnellate di latte in più di cui abbiamo bisogno, e che invece siamo costretti ad importare, forse potremmo contenere i prezzi, e ancora per ultimo che il prezzo della Francia è un caso a parte in quanto in Francia il consumo di latte fresco è irrilevante (e allora poiché noi ne beviamo più di loro dobbiamo pagarlo più caro? strano però che i tedeschi che ne sono grandi consumatori lo paghino di meno… qui qualcuno non la dice giusta!).
E’ chiaro che le dichiarazioni sono state tutte rilasciate da soggetti che commercializzano il latte ed è proprio a questi signori che mi verrebbe da porre una domanda: come è possibile che in un qualsiasi supermercato italiano un litro di latte parzialmente scremato prodotto in una Centrale del Latte che dista 100 km da casa mia costi 1,60 cent. di euro, mentre nella stessa città in un supermercato di una catena tedesca un litro di latte con le stesse caratteristiche e prodotto a 1.000 km di distanza da casa mia costi 1 euro? E i costi di trasporto e il caro carburante? .
Ma c’è di più, siamo poi sicuri che il latte italiano che ci viene venduto a un prezzo da bene di lusso sia veramente prodotto in Italia? In ogni caso sempre meglio dare una guardatina all’etichetta per vedere la provenienza del latte che stiamo acquistando.
Possibile che bere un buon bicchiere di latte italiano possa diventare per molte famiglie ( penso a quelle numerose) quasi un lusso!
Non sarebbe opportuno che i “trasformatori” si sforzassero di ottimizzare le fasi intermedie della filiera e magari allineare i margini di guadagno a quelli “più umani” dei paesi vicini, per evitare di pagare un litro di latte quanto un litro di benzina!

Burri Corpo

un giornalista in viaggio che non sopporta gli ombrelli