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Nato a Savona, giornalista e autore, travel e food blogger, ama viaggiare, cucinare e non sopporta gli ombrelli. Ha scritto diversi reportage sui Paesi Nordici, soprattutto su Irlanda e Finlandia pubblicando le relative Guide di viaggio. I suoi libri sono pubblicati da : R.C.S. Libri, Fabbri, Sonzogno, De Vecchi editore, Sperling & Kupfer. Press office,Comunicazione,Pr - Attorno a un tavolo da pranzo non si invecchia mai. - Per chi vuole vederli ci sono fiori dapperutto, Henri Matisse - La definizione corretta di giornalista? - ” colui che non si lascia intimidire dal rapporto conflittuale fra stampa e potere “

La tragedia dell’Erasmus e il saper tacere

Erasmus-lutto-FBLa morte di una persona cara è qualcosa che lascia senza parole, sempre, e a maggior ragione quando ad andarsene sono delle giovani vite che vengono strappate senza un perché al loro futuro e all’amore delle loro famiglie.
Genitori straziati, amici increduli che hanno visto partire queste ragazze per mettersi alla prova, per imparare, per crescere, in quella che per alcune di loro era la prima esperienza all’estero, e che oggi si ritrovano a doverle riportare a casa in una bara.
In queste ore si è letto e sentito di tutto al riguardo, un mucchio di retorica inutile e dannosa, perché trasformare queste povere ragazze nelle “figlie migliori di questa Europa” è qualcosa di incomprensibile, perché si tratta di un gravissimo incidente stradale che sarebbe potuto accadere a un pullman di turisti, di pellegrini o di tifosi.
Il lutto non può che essere nazionale e ciascuno di noi nel momento che ha appreso la notizia ha sentito un sentimento di scoramento e di impotenza, rimanendo per un attimo in silenzio perché in questi momenti non si possono trovare le parole per giustificare e dare un senso a quanto è accaduto.
Invece chi di mestiere fa politica e quindi vive di consenso ( in un Paese dove ormai più della metà degli aventi diritto non vanno a votare) si è buttato a pesce sul tragico avvenimento: qualcuno ha tirato in ballo l’Europa migliore (quella che a conti fatti non è in grado di mettere d’accordo 28 paesi), altri hanno rinviato la direzione del PD in segno di lutto e prontamente c’è chi ha polemizzato sul rinvio affermando che il buon Renzi si è fatto due conti (è il caso del tweet lanciato dalla bersaniana Geloni), altri hanno postato un video che spiegava la dinamica dell’incidente rimandando a inserti pubblicitari.
Tutti, nessuno escluso credo che abbiano perso l’occasione più consona in questi momenti, quella di saper tacere!

Verona – Mostra Mercato del disco e del fumetto 2016

Verona2016-fumetto-discoDomenica 13 marzo 2016 presso la Fiera di Verona si terrà la mostra mercato del disco e del fumetto che offrirà agli appassionati del genere un’intera giornata per riassaporare le emozioni che solo i vecchi dischi in vinile o gli albi delle vecchie avventure sanno trasmettere.
La mostra che conta su di un nutrito parterre di espositori (oltre 130) sarà in grado di soddisfare non solo il semplice ascoltatore ma anche il collezionista che si aggirerà tra i banchi degli espositori alla ricerca del pezzo raro o della chicca che potrà completare la propria collezione.
Saranno esposte rarità riferibili ai Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin, U2, Pink Floyd, Patti Smith , Bruce Springsteen, e a molti altri, anche se uno degli artisti più gettonati in assoluto è il Re del rock’n’roll Elvis Presley i cui Extended Play (i 45 giri con più di due canzoni) stampati in Italia tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60 sono pezzi ricercatissimi, così come i primi singoli di Bono pubblicati nel 1978 e 1979 che hanno assunto la nomea di “introvabili”.
Tra i nostrani i più gettonati sono sicuramente : Lucio Battisti, Renato Zero, Vasco Rossi, Lucio Dalla e Zucchero.
Per gli amanti dei fumetti la mostra consentirà un vero e proprio tuffo nel passato per incontrare molti personaggi “cult” del mondo del fumetto, tra cui il mitico Topolino e i sempre verdi Alan Ford e Tex, e l’esilarante Lupo Alberto.
All’interno dei padiglioni della fiera durante la manifestazione verranno organizzati tornei di videogiochi e karaoke (con le sigle dei cartoni animati più famosi).
Mentre il gruppo ‘’BHC’’ organizzerà una Cosplay Convention.
I ’BHC’’ sono un gruppo di cosplayers tra i più apprezzati e conosciuti nel panorama del cosplay italiano, organizzano contest nelle varie fiere nazionali e intrattengono il pubblico e i partecipanti con autentica comicità e professionalità.

Orari e prezzi:
la mostra sarà aperta dalle 10 alle 19 e prevede un punto ristoro al suo interno.
Il costo del biglietto d’ingresso sarà di 5 euro per l’intero e di 4 euro per il ridotto.

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Jane Winton

Spray Corpo Profumati

Winton-portraitJane Winton è un’artista a tempo pieno che vive in un cottage isolato nel cuore nella splendida contea di Cornovaglia ( la più piccola non metropolitana, situata nella zona sud-occidentale della Gran Bretagna) con il marito Ian, che è pure lui un artista di talento, e i loro animali.
Ama il vintage a tutto tondo (tessuti, giocattoli, libri) e ha una vera e propria passione per l’American Art Folk.
Ha lavorato per 14 anni come illustratrice di libri per bambini, illustrando più di 60 libri con i suoi orsetti e coniglietti adorabili e tanti altri personaggi affascinanti ritratti in scene a volte stravaganti.
A metà degli anni ’90 sentendosi un po’ imprigionata dal ruolo di ‘signora teddy bear’ si è imbattuta per caso in un corso di vetro colorato tenuto da Rod, suo amico e artista del vetro, e ha deciso di dedicarsi alla realizzazione di vetrate colorate, nelle quali ha potuto esaltare la sua vena artistica creando bellissime immagini non solo con la vernice ma anche con la luce.
In quel tempo viveva nella contea dello Shropshire (situata nella regione delle Midlands Occidentali in prossimità del Galles) e con l’aiuto di una borsa di studio del Consiglio Shropshire e Business Link ha potuto equipaggiare il suo studio (ricavato in un vecchio fienile del giardino di casa) con tutte le attrezzature di cui aveva bisogno per realizzare pannelli di vetro dipinti.
Ha aderito al Shropshire Guild of Contemporary Craft e partecipando a varie esibizioni ha iniziato a far conoscere i propri lavori (anche grazie alle riviste specializzate del settore) raccogliendo commissioni da clienti privati non solo nel Regno Unito ma anche dall’estero: Danimarca, Irlanda, Canada e Australia.
Ha inoltre realizzato i lavori di restauro della Shrewsbury Abbey, fatto questo che l’ha consacrata come artista di livello nazionale.
Nel 2005, otto anni dopo aver iniziato il suo percorso artistico con il vetro, Jane e il marito Ian decidono di lasciare la contea di Shropshire per trasferirsi in Cornovaglia.
Il suo arrivo in Cornovaglia coincide per Jane con un ritorno al suo amore per la pittura, con un approccio però diverso rispetto al passato.
Nel suo studio di Truro, Jane riversa nei suoi nuovi lavori la sua passione per l’arte popolare americana esprimendola attraverso figure ingenue e paesaggi rurali, visti con un tocco di contemporaneità e talvolta con un po’ di sano umorismo.
Jane si affida anche all’utilizzo di supporti decorativi (stoffa,legno,carta) che uniti alla vernice acrilica riescono a sviluppare un caratteristico stile di arte naif popolare.
Le gallerie d’arte (non solo quelle in Cornovaglia) hanno mostrato un notevole interesse per questo “nuovo corso” portato avanti da Jane e le richieste per opere originali e stampe non si sono fatte attendere.

Per maggiori informazioni e richieste:

http://janewintonartwork.blogspot.it

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It’s never too late maestro Morricone!

morricone7Dopo oltre 60 anni di carriera in cui ha scritto le musiche per più di 500 tra film e serie tv il maestro Ennio Morricone si è visto assegnare l’Oscar per la miglior colonna sonora originale per “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino.
Come diceva il maestro Manzi, “non è mai troppo tardi” anche se il genio delle colonne sonore è dovuto passare attraverso ben cinque nomination dagli anni ’70 ad oggi per vedersi riconosciuto quel talento straordinario che lo ha reso famoso in tutto il mondo.
La statuetta appena vinta ha sicuramente un altro sapore rispetto a quella ricevuta nel 2007 dalle mani di Clint Eastwood quale riconoscimento alla carriera e premia un musicista che ha saputo da sempre badare alla concretezza.
Le parole pronunciate dal maestro subito dopo la consegna del premio fanno capire l’umiltà di un artista che ha portato il genio italiano nel mondo, testimoniando che c’è ancora qualcosa per cui andare fieri di essere italiani.
“Buonasera signori, ringrazio l’Academy per il prestigioso riconoscimento. Il mio pensiero va agli altri candidati e in particolare allo stimato John Williams. Non c’è musica importante se non c’è un grande film che la ispiri, ringrazio quindi Quentin Tarantino per avermi scelto e il produttore Harvey Weinstein e tutta la troupe del film. Dedico questa musica e questa vittoria a mia moglie Maria”.

Ennio Morricone

  • – ha scritto le musiche per più di 500 tra film e serie tv;
  • – le sue composizioni sono state usate in più di 60 film vincitori di premi;
  • – ha scritto la musica di canzoni indimenticabili, una su tutte “Se telefonando” ( testo di Costanzo-De Chiara) cantata da Mina;
  • – ha ricevuto cinque nomination agli Oscar per i film : I giorni del cielo (1979) di Terrence Malick, Mission di Roland Joffé (1987), Gli intoccabili di Brian De Palma (1988), Bugsy di Barry Levinson (1992), Malèna di Giuseppe Tornatore (2001);
  • – ha vinto : 3 Grammy Awards, 3 Golden Globe, 10 David di Donatello, 5 Nastri d’argento, 6 Bafta, 1 European film awards, 1 Polar Music prize;
  • – ha ricevuto: Oscar alla carriera (2007), Leone d’oro alla carriera (1995), European Film Award alla carriera (1999), David del Cinquantenario(2006);
  • – ha ricevuto a Hollywood, la stella rosa con il nome dorato sulla Walk of Fame (27/02/2016).

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Giù-la-testa

Norcia – 53° Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Nero Pregiato

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neronorcialogoNero Norcia, la più importante rassegna espositiva dell’agro-alimentare in Umbria torna per due weekend consecutivi, il 26-28 febbraio e il 04-06 marzo, per far scoprire e raccontare le eccellenze gastronomiche dei territori italiani attraverso i loro prodotti tipici.
Il protagonista indiscusso sarà ovviamente il tartufo nero, con incontri e degustazioni dedicate al “diamante nero” della tavola, ma anche le “Norcinerie”, antico metodo di lavorazione della carne di maiale, sapranno catturare l’attenzione e il palato di chi frequenterà la Mostra Mercato.
La manifestazione, durante i due weekend, ospiterà ospiti illustri, ma sicuramente il clou per il pubblico sarà rappresentato dagli espositori, provenienti da tutte le regioni d’Italia, che metteranno in mostra il gusto e la tradizione dei migliori prodotti della loro terra.
Ggli stand degli espositori saranno aperti durante i giorni di manifestazione dalla mattina alle 9 fino alla sera alle 20.
Il Tartufo Nero Pregiato (Melanosporum Vittadini), prodotto da cui prende il nome la manifestazione viene raccolto in zona dal 1 dicembre fino alla metà di marzo, per cui i tartufi freschi che verranno proposti alla manifestazione saranno tutti “appena raccolti”.
Norcia è la città prima in classifica per la produzione di questo tartufo nero che oltre ad essere il più pregiato sul mercato è il vero protagonista di molte ricette di cucina nazionale e internazionale.
Nonostante la sua raffinatezza e il suo prezzo non sempre abbordabile (che varia in funzione dell’andamento stagionale, dei quantitativi raccolti e della richiesta del mercato) viene comunemente usato per la preparazione di ricette tipicamente popolari come:
Antipasto di tartufo e parmigiano
Bruschette al tartufo nero pregiato
Crostini di Spoleto al tartufo nero
Spaghetti con il tartufo nero pregiato
Tagliatelle con tartufo e salsiccia al tartufo
Trota con salsa di tartufo nero
Agnello tartufato
Piccioni tartufati
Frittata al tartufo nero

Senza dimenticare l’Amaro al tartufo nero di Norcia, un vero e proprio must per gli amanti del diamante nero.

Per maggiori informazioni:
www.neronorcia.com

Vini Vigna Dogarina

Festival di Sanremo 2016 – vincono gli Stadio e Virginia Raffaele

desigual

Festival-di-Sanremo-2016-logoDopo la vittoria nella serata delle cover che li aveva visti trionfare con “La sera dei miracoli” dedicata al grande Lucio Dalla che di fatto vinceva così postumo il suo primo Festival di Sanremo, gli Stadio hanno fatto il bis e si sono aggiudicati con la loro “Un giorno mi dirai”, un racconto emozionante e struggente di un padre che parla alla figlia, la 66° edizione del Festival della canzone italiana.
Al terzo posto si sono piazzati la coppia Giovanni Caccamo/Deborah Iurato ( massacrata la prima sera per aver indossato un abito “da paura”), mentre sul secondo gradino del podio è salita la giovanissima Francesca Michielin che ha presentato “Nessun grado di separazione”, forse uno dei brani più orecchiabili in assoluto di questa edizione della kermesse canora e quindi facilmente appetibile dalla programmazione radiofonica, anche se a detta del mitico Dj Federico l’olandese volante (componente della giuria tecnica) quest’anno il Festival è risultato essere molto radiofonico.

COMBO IMITAZIONI Virginia Raffaele
Ma al di là dei vincitori per la parte canora, la vera trionfatrice di Sanremo 2016 è risultata Virginia Raffaele che nelle prime quattro serate ha interpretato magistralmente Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Donatella Versace e Belen Rodriguez.
Quella dell’attrice-comica romana si può dire che fosse una vittoria annunciata, dopo il successo riscosso con l’imitazione di Ornella Vanoni nell’edizione targata 2015.
La Raffaele ha dimostrato di avere una grande capacità di cogliere pregi e difetti dei personaggi che va ad imitare e seppur in qualche modo ridicolizzandoli, lo fa senza mai essere volgare.
Dopo questa prestazione sanremese può essere considerata a tutti gli effetti la degna erede della grande Anna Marchesini.
Ritornando alla musica, il premio per il miglior testo è andato al brano “Amen” di Francesco Gabbani ( l’autore del testo è Fabio Ilacqua) vincitore nella categoria “Nuove proposte”; il premio Bigazzi ( assegnato dai componenti dell’orchestra del Festival) per la musica migliore è andato alla canzone vincitrice “Un giorno mi dirai” degli Stadio, mentre il premio della critica Mia Martini è andato a “Cieli immensi” di Patty Pravo, che ha preceduto (nella speciale classifica stilata dai giornalisti della sala stampa) Elio e le Storie tese e gli Stadio.
Per quanto riguarda la conduzione, tutto come da copione con il collaudato Carlo Conti buon padrone di casa accompagnato da una valletta bellissima, Madalina Ghedea, e da Gabriel Garko nel ruolo del valletto non valletto.
Lo spettacolo ha le sue regole, si spengono le luci della ribalta, si volta pagina e si va avanti pensando già da domani a quella che sarà la prossima edizione ma nel libro dei ricordi di questo Sanremo 2016 rimarranno senz’altro :

  • la toccante partecipazione del maestro Ezio Bosso
  • Nino Frassica che interpreta “ A mare si gioca”, favola amara sul dramma dei migranti
  • le imitazioni di Virginia Raffaele
  •  il ritorno dei fiori di Sanremo sul palco dell’Ariston
  • il video collage di apertura con gli spezzoni dei vincitori delle 65 edizioni precedenti
  •  i ritorni di Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Renato Zero
  • la reunion dei Pooh in vista del loro ultimo anno insieme
  • i compensi da favola di Elton John e Nicole Kidman
  • la preoccupazione per non aver visto sul palco il maestro Beppe Vessicchio la prima sera
  • i nastri arcobaleno mostrati da molti artisti a favore delle unioni civili
  • lo chef Cannavacciuolo che non sa quanti minuti servono per cuocere un uovo alla coque

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Cannavacciuolo a Sanremo è “da incubo” pure lui!

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Cannavacciuolo2In un paese dove oggi fare lo chef sembra essere la professione più ambita da migliaia di giovani e meno giovani che smaniano per indossare una giacca da cuoco possibilmente personalizzata con tanto di nome, cognome e sponsor vari, poteva mancare sul palco di Sanremo 2016 tra tante eccellenze la presenza di uno chef?
Certo che no, e Carlo Conti ha chiamato a rappresentare il mondo culinario del bel paese lo chef Antonino Cannavacciuolo, new entry della trasmissione Masterchef e protagonista del programma “Cucine da incubo”.
Il pluri stellato chef campano che si è trasferito in Piemonte dove gestisce dal 1999 il ristorante interno al Relais et Châteaux “Villa Crespi” sul Lago d’Orta e ha appena aperto il suo Cannavacciuolo Café & Bistrot a Novara ha fatto un’entrata da vero ospite d’onore scendendo gli scalini di quella scala che ti proietta in pochi secondi in diretta davanti a una decina di milioni di telespettatori.
Giunto sul palco e sottoposto alle domande di rito dei conduttori, sarà per l’emozione o per il fatto che in diretta si va senza quel paracadute che ti protegge nei programmi registrati ( Masterchef, Cucine da incubo,ecc.) ha infilato una corbelleria dietro l’altra per spiegare i diversi tempi di cottura per avere un uovo alla coque o sodo.
Il Re delle pacche sulle spalle alla domanda di Gabriel Garko su quanti minuti siano necessari per cuocere nei due differenti modi un uovo ha risposto: “per l’uovo alla coque ci vogliono 6 minuti, mentre ne servono 12 per quello sodo”, mentre a Carlo Conti che gli ha chiesto se il sale nell’acqua per la pasta lo si mette a freddo o quando l’acqua bolle ha risposto: “durante l’ebollizione, perché altrimenti il sale evapora”.
Che il sale è un solido per cui sedimenta ma non evapora a 100 gradi è una roba che la si impara alle medie, eppure lo chef ruspante di Vico Equense si è diplomato nell’Istituto alberghiero cittadino dove a quanto pare il Pellegrino Artusi con il suo “La scienza in cucina e l’arte del mangiare bene” non è pervenuto, altrimenti avrebbe potuto apprendere che : “Le uova a bere fatele bollire due minuti, le uova sode dieci, cominciando a contare dal momento che le gettate nell’acqua bollente; se vi piacciono bazzotte, bastano sei o sette minuti, e in ambedue i casi, appena tolte dal fuoco, le metterete nell’acqua fredda”.
Certo che da uno chef che nel suo ristorante sul lago d’Orta ti propone un menu degustazione “itinerario dal sud al nord Italia” a 140 euro a persona più eventuale degustazione vini “…Dal Nord al Sud” (5 calici) alla quotazione di Euro 70,00 per persona, ti aspetteresti qualcosa di più per non dare ragione al super chef Gualtiero Marchesi che in una intervista a Panorama ha detto : “Posso dirla brutalmente? Guardando Masterchef si imparano le cagate” e ancora “Non sopporto che le persone vengano obbligate a fare le creative a oltranza, a produrre vaccate. Non amo esibirmi, non sono come chi, non faccio nomi, è sempre in pista, con la smania di successo”.
Concordo con Marchesi sul fatto che Masterchef sia più un programma che fa tendenza per chi lo guarda piuttosto che una palestra culinaria visto che in una recente puntata alcuni partecipanti non sono stati in grado di fare una semplice insalata russa, un po’ meno quando critica i suoi colleghi che amano essere sempre in pista, (visto che lui stesso ha appena lanciato su Canale 5 “Il pranzo della domenica”) perché a certi livelli lo chef si trasforma in personaggio e come tale ha la necessità per far quadrare i bilanci di apparire sempre e comunque.
Nell’attimo in cui ho assistito al momento “da incubo“ di Cannavacciuolo il mio pensiero è andato a tutti quei mariti che talvolta vengono bollati dalla propria moglie o compagna con la più classica delle frasi : “Non sa neppure far cuocere un uovo!”, beh dall’altra sera questi mariti potranno rispondere di essere in buona compagnia.

UovocoqueL’uovo alla coque
Per ottenere l’uovo alla coque è sufficiente lasciarlo bollire per 2-3 minuti: l’albume si indurisce in uno strato sottile in prossimità del guscio, e l’interno resta morbido.

UovobarzottoL’uovo barzotto
Con un paio di minuti in più si ottiene l’uovo barzotto, in cui l’albume si è solidificato completamente mentre   il tuorlo è rimasto molle.

UovosodoL’uovo sodo
Occorrono circa 6 minuti per ottenere l’uovo sodo, in cui sia albume che tuorlo sono totalmente solidificati.

Vini Vigna Dogarina

“L’ultima stanza… Non è l’ultima.”

EzioBosso6Sanremo2016 ospitando ieri sera Ezio Bosso ha mandato in onda qualcosa di speciale, dieci minuti che da soli possono valere il costo del biglietto per entrare all’Ariston o il doversi sciroppare l’intera serata seduti sul divano.
Una presenza quella del maestro Bosso che credo abbia insegnato a molti come un uomo diverso, nonostante la sua diversità o grazie ad essa possa esprimere intelligenza e profondità attraverso un mix di meraviglia e bellezza.
La musica ci insegna la cosa più importante: ad ascoltare e ad ascoltarci l’un l’altro.
Ha presentato un brano del suo doppio cd “The 12th Room” che trae spunto da una teoria antica che spiega come la vita sia composta da 12 stanze, quelle in cui lasciamo qualcosa di noi.
La prima stanza, quella della nostra nascita, però riusciremo a ricordarla solo quando raggiungeremo l’ultima, ma l’ultima stanza…non è l’ultima e si può quindi ricominciare!
Ma di quanti altri Ezio Bosso è piena la nostra vita di tutti i giorni?
Dove abitiamo, a scuola, in ospedale, sugli autobus o quando appoggiamo per un attimo la nostra auto sul loro parcheggio riservato!
Ascoltiamoli, sempre!

Ezio-Bosso5

cliccare sulla foto sopra per vedere il video della sua presenza a Sanremo2016

Vini Vigna Dogarina

Quando l’autogol è un capolavoro!

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Renzi-Rowhani-conferenzaDa ragazzino quando seguivo i miei genitori in casa di qualche loro amico mi arrivava puntuale, pur essendo un tipo piuttosto tranquillo, la predica di rito : “mi raccomando comportati bene, stai al tuo posto, a tavola non fare richieste strane, mangia quello che ti viene servito e ricordati che non sei a casa tua”.
In quei tempi l’essere ospite in casa di altri significava rispettare le regole non scritte del galateo e credo che ancora oggi le persone educate e di buon senso abbiano ben chiaro quale sia il giusto mix di comportamenti da seguire da una parte e dall’altra per portare a compimento nei migliore dei modi un momento d’incontro.
Quello che è successo in occasione della visita romana del presidente iraniano Hassan Rouhani è qualcosa di avvilente per la cultura del nostro Paese e soprattutto per gli italiani.
Si potrebbe disquisire su quanto possa essere discutibile ospitare il presidente di un regime dove le esecuzioni capitali sono perennemente all’ordine del giorno, che incarcera e tortura i prigionieri politici, che umilia le donne e che nonostante fosse stato approvato dall’Onu un documento proposto dall’Unione europea sulla depenalizzazione dell’omosessualità, ritiene per il momento di considerare ancora un reato l’omosessualità, punibile con la condanna a morte. ( fonte: formiche.net).
Secondo i dossier di «Nessuno tocchi Caino» in Iran sono state giustiziate nel 2015, 1.084 persone contro le 753 del 2014.
Forse più che coprire le nudità delle statue capitoline qualcuno di quelli che gli hanno stretto calorosamente la mano (Matteo Renzi, Sergio Mattarella) avrebbero dovuto chiedergli conto del mancato rispetto dei diritti umani nel suo Paese, visto che l’Italia è tra coloro che stanno punendo con sanzioni la Russia di Putin.
E’ il caso di dire che mai come in questo caso “pecunia non olet” visto che Rouhani ha portato con sé 17 miliardi di euro di accordi per le aziende italiane, ben accolti dal presidente di Confindustria Squinzi.
Che pensare poi di un Pontefice amato in tutto il mondo (non volle stringere la mano al Dalai Lama per non urtare il regime cinese) che pure lui si è piegato al quel dio denaro che giorno dopo giorno dice di voler combattere.
Ma il bello dell’intera vicenda è che come sempre avviene in Italia ogni qualvolta la politica ne combina una delle sue, prontamente parte il giochino dello scarica barile!
Il Governo dice di non saperne nulla, il ministro Franceschini ancora meno e prontamente scarica il tutto sulla Sovrintendenza della Capitale, la quale a sua volta rigetta le accuse alla Presidenza del Consiglio!
E così al segretario generale di Palazzo Chigi non pare vero di poter dare il meglio di se stesso ( che per un buropolitocratico è una vera goduria) avviando un’indagine interna per poter accertare le responsabilità e fornire tutti i necessari chiarimenti in merito alla vicenda.
Ma per scoprire chi ha coperto migliaia di anni di arte e cultura per non turbare la sensibilità di un regime che non brilla certo per umanità, non era sufficiente fare duebarratre telefonate?
Si fa il nome di Ilva Sapora, dirigente dell’ufficio del Cerimoniale della presidenza del Consiglio, che in pratica guida il Cerimoniale da tre anni.
Questa signora segue il Premier in Italia e all’Estero pur avendo una conoscenza dell’inglese a livello elementare, come recita il suo curriculum sul sito della Presidenza del Consiglio ( ma questo aspetto potrebbe essere un pregio, per un Premier che è fermo a “the pen is on the table”).
Come sostiene il Corriere sembra quanto mai improbabile, visto il metodo di lavoro di Renzi, “che possa aver preso la decisione di coprire i nudi del Campidoglio in totale autonomia”.
Ad avvalorare questa tesi c’è fatto non secondario il precedente dell’ottobre scorso, quando a Firenze, in occasione del vertice bilaterale con lo sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, Renzi fece oscurare dal cerimoniale di Palazzo Chigi e di Palazzo Vecchio con un pannello blu gigliato una scultura di Jeff Koons ex marito della pornostar Cicciolina.

Ministra-Guidi-chador
Ma c’è di più, le nostre politiche quando vanno a Teheran o nel mondo islamico (come testimoniano le foto, tra cui una assolutamente fantastica della ministra Guidi in chador) sentono il bisogno di indossare il burqua per rispetto alla cultura islamica, mentre noi al contrario quando Rouhani viene a Roma ci auto censuriamo coprendo il nostro patrimonio culturale!
Detto che le statue non andavano coperte, se proprio era irrefrenabile il bisogno di prostrarsi si poteva evitare questo clamoroso autogol cambiando il percorso della visita ed evitando una figuraccia mondiale!
Per la cronaca, è opportuno precisare che durante le visite ufficiali le rappresentanti di altri Paesi, nel mondo islamico non sono tenute a indossare il velo, ma come ha chiarito Stefania Craxi ( in occasione della presentazione a Udine sul libro delle vicende di Sigonella) quando si incontra un autorità religiosa l’uso del velo è giusto.
Peccato che in occasione della visita del Premier Renzi e del suo entourage a Papa Francesco nessuna delle donne presenti abbia sentito il bisogno di coprire il capo con un velo nero, così come aveva già fatto anche la presidente della Camera Boldrini e la figlia del Presidente Mattarella.
Potrei parlare del vino non servito durante il pranzo conviviale per rispettare la cultura islamica, in un Paese che è il primo produttore al mondo di vino, ma non voglio infierire oltre per rispetto ai produttori di vino italiani.
A proposito di rispetto mi piace ricordare un fatto accaduto nel maggio del 2007, quando durante una visita a Udine dell’ex presidente dell’Iran Khatami fu programmato un incontro, con i vertici dell’Assindustria friulana, al quale non ha potuto partecipare Giannola Nonino in quanto produttrice di grappa.
Sta bene adeguarsi alle regole altrui quando si va all’estero, ma anche chi viene in Italia dovrebbe rispettare le nostre regole, la nostra cultura e la nostra religione.

Papa-Renzi

Ann Cowan

AnnCowanAnn Cowan è nata nel 1974 ed è cresciuta nel Scottish Borders (area amministrativa della Scozia, creata nell’anno 1975 dalla fusione di quattro contee storiche: Berwickshire, Peebles-shire, Roxburghshire e Selkirkshire).
Figlia di un artista e di un architetto, nonostante arte e architettura abbiano sempre avuto un ruolo importante nella sua vita, Ann inizialmente decise di studiare legge alla Edinburgh University lavorando come avvocato per nove anni.
Dopo l’arrivo dei suoi due figli, Thomas e Sophie, Ann ha colto l’occasione per cambiare direzione alla sua carriera, seguendo il suo “amore di una vita”, quello per l’arte e l’architettura.
Ha quindi studiato al Edinburgh College of Art specializzandosi nella pittura del paesaggio urbano.
Ha esposto le sue opere presso le RSA, RSW e VAS ( mostre annuali aperte ) e passa il suo tempo a disegnare e dipingere l’architettura d’ispirazione di Edimburgo, oltre a prendersi cura della sua famiglia.
Nei suoi lavori Ann celebra l’architettura e l’ambiente urbano, e lo fa passando molto tempo a dipingere direttamente sul luogo che sta ritraendo.
Predilige forti forme architettoniche e modelli che ricerca nella sua Edimburgo attraverso l’ispirazione che le arriva da : porte, vetrine colorate, motivi decorativi e scritte.
I suoi dipinti più grandi si sviluppano dalle idee riportate sui suoi taccuini e vengono costruiti nel tempo con strati di collage, pittura acrilica e inchiostro.
Nei suoi lavori non è così difficile ritrovare una sorta di fusione tra astrazione e figurazione.

Per maggiori informazioni:
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White Musk / Muschio Bianco