Parmigiano Reggiano Night – 160 ristoranti celebrano il Re dei formaggi

parmigiano1Sabato 24 ottobre saranno ben 160 i ristoranti italiani che si cimenteranno nella Parmigiano Reggiano Night, l’evento che unisce simbolicamente tutti gli appassionati del Re dei formaggi celebrando il gusto della tavola e il gusto di stare insieme.
Da Belluno a Ragusa ( il maggior numero di adesioni si è avuto da Emilia Romagna, Lombardia,Veneto, Piemonte e Campania) i ristoranti che hanno aderito alla manifestazione questa sera presenteranno un piatto o un intero menù a base di Parmigiano Reggiano e distribuiranno un simpatico gadget a tutti i clienti che parteciperanno alla serata.
Nei giorni successivi, i locali che caricheranno sul sito web dell’evento le foto della propria serata potranno partecipare all’estrazione di una intera forma di Parmigiano Reggiano del peso di 40 kilogrammi.
La suddivisione geografica dei ristoranti che hanno aderito alla Parmigiano Reggiano Night vede in testa l’Emilia-Romagna con 64 esercizi (equamente divisi tra province di produzione e aree fuori dal comprensorio produttivo), seguiti dai 23 della Lombardia, dai 10 del Veneto e poi via via dai ristoranti di Piemonte e Campania (8 a testa), Liguria, Marche, Calabria, Sicilia, Puglia e altre regioni italiane.
Tra le città al di fuori del comprensorio di produzione (nel cui ambito il primato va a Bologna, con 11 ristoranti), la graduatoria è guidata da Rimini (10 ristoranti), seguita da Milano e Piacenza (7 ristoranti ciascuna), Roma e Verona (entrambe con 6) e poi Napoli (4) e Torino (3).
Chi volesse partecipare all’evento può visitare il sito dedicato www.night.parmigianoreggiano.com inserire la propria città di appartenenza, consultare la lista dei ristoranti più vicini e prenotare (menu e prezzi sono a discrezione dei singoli esercizi).
La Parmigiano Reggiano Night, giunta quest’anno alla 4° edizione è nata nel 2012, a seguito del terremoto che colpì duramente anche tanti caseifici del Parmigiano Reggiano, e da allora si è ripetuta ogni anno come momento di coinvolgimento e unione per tutti gli amici del Parmigiano Reggiano e per gli chef che interpretano il Re dei formaggi valorizzandolo secondo i propri gusti e il proprio stile.

Per informazioni e prenotazioni:
www.night.parmigianoreggiano.com

White Musk / Muschio Bianco

Flixbus un nuovo modo di viaggiare

Flixbus la start-up degli autobus verdi si appresta a triplicare la sua rete in Italia con 10 nuove linee pronte a partire per un totale di oltre 30 città italiane raggiunte.
Con il lancio delle 10 nuove linee (9 sono nazionali e 1 internazionale) Flixbus raggiunge 14 nuove città interessate per la prima volta dalla sua rete, arrivando a coprire 13 regioni per un totale di 30 città italiane da nord a sud, il che vuol dire 400 collegamenti giornalieri solo in Italia con più di 10.000 biglietti a partire da 1€ per tutte le nuove tratte.
Un vero e proprio successo per questa start-up che in soli tre mesi dal suo esordio in Italia ( ha iniziato a viaggiare nel mese di luglio) ha triplicato la sua rete di percorrenza.
Le 14 new entry della rete FlixBus sono: Bergamo, Brindisi, Ferrara, Firenze, Grosseto, Lecce, Livorno, Modena, Napoli, Novara, Pisa, Roma, Reggio Emilia, Trieste.
Giusto per capire come funziona questa start-up basta fare alcuni esempi: da Milano si può viaggiare, senza cambi, verso 14 città: Bari, Bologna, Firenze, Foggia, Genova, Grosseto, Livorno, Mestre, Novara, Padova Pisa, Roma, Venezia, Verona.; mentre da Roma, collegata da FlixBus per la prima volta in questa occasione, sono invece 12 le città raggiungibili direttamente: Bergamo, Brescia, Bologna, Firenze, Genova, Grosseto, Livorno, Milano, Modena, Novara, Pisa, Reggio Emilia.
Per promozionare questo nuovo ampliamento della sua rete di collegamenti FlixBus metterà a disposizione dei viaggiatori 10.000 biglietti al prezzo di lancio di 1 € per tutte le nuove tratte nazionali, e biglietti a 9 € per la nuova tratta internazionale.
I passeggeri troveranno a bordo degli autobus FlixBus Wi-Fi gratuito, prese di corrente, toilette, e potranno portare con sé fino a due bagagli gratuiti, oltre a un bagaglio a mano.
L’offerta di FlixBus è caratterizzata da un modello di business unico e innovativo, basato sulla collaborazione con una rete di aziende partner e una chiara distinzione dei ruoli: da un lato la start-up FlixBus, che si occupa della pianificazione delle linee, del marketing, e del servizio pre e post vendita, dall’altro i partner locali, piccole e medie imprese di autobus italiane, che si occupano dello svolgimento del servizio operativo, rispettando gli standard qualitativi stabiliti da FlixBus e assicurando un servizio di qualità.
Con FlixBus diventa quindi possibile viaggiare in tutta Europa in modo sostenibile, confortevole e piacevole e fatto non secondario, con oltre 20.000 collegamenti giornalieri verso oltre 400 destinazioni in 15 paesi, gli autobus verdi rappresentano un’alternativa moderna e adatta a tutte le tasche.
I biglietti si possono acquistare su www.flixbus.it, presso le agenzie di viaggio affiliate e attraverso l’app gratuita di FlixBus.
Con un piccolo sovrapprezzo, in fase di acquisto si potranno compensare le emissioni di CO2, rendendo il viaggio completamente green.
Nel caso in cui vi siano ancora posti liberi, inoltre, i passeggeri last-minute potranno acquistare i biglietti a prezzo pieno dal conducente al momento della partenza.

Per maggiori informazioni:
www.flixbus.it

5° edizione Torgnon d’outon – 23 ottobre / 8 novembre 2015

TorgnonlogoTorgnon, il piccolo paese composto da ventidue piccole frazioni distribuite su un ampio e soleggiato terrazzo morenico, inserito nella Comunità Montana del Cervino, vi aspetta per la 5° edizione della ormai collaudata Torgnon d’outon che da festa patronale si è ormai trasformata in un appuntamento immancabile con i sapori autunnali.
Gli ingredienti principali della festa che si prolunga per due settimane saranno: le specialità valdostane, tra cui Fontina DOP d’alpeggio e patate di montagna, formaggi di capra, miele, castagne, cioccolato al miele, animazioni, artigianato e buona musica.
Domenica 25 ottobre si terrà Lo Tsaven de Torgnon il mercatino a km 0 dedicato alle specialità del territorio, mentre alle ore 10 vi sarà una dimostrazione sulla lavorazione della fontina a cura di Fabio Machet.
Nello stand ristorante avrete la possibilità di assaggiare alcune specialità tipiche, tra cui la Torgnolette, a base di patate, fontina, porri e pancetta e la Seuppa de Torgnon, una zuppa di pane nero e bianco, Fontina, cavolo verza e fave.

Torgnon d’outon – Festa Patronale di San Martino
Località Mongnod, partenza telecabina
Ingresso libero in tutte le serate
Per i pasti prenotazione consigliata
cell. 329.7505090 (Lorena) – 340.7058809 (Liam)
tel. 0166.540433 (Ufficio turistico)

Per maggiori informazioni:
http://www.torgnon.org

La ricetta della Torgnolette
Tramandata dall’Associazione Turistico Culturale Coeur Torgnolein

Ingredienti
Patate di montagna
Pancetta
Porri
Fontina d’alpeggio DOP

Procedimento
Lessare le patate tagliate a fette.
Stufare la pancetta e i porri tagliati a dadini.
Comporre in una terrina strati di patate alternati con porri pancetta e fette di Fontina.
Bagnare il tutto con un po’ di brodo e infornare a 180 gradi per 20 minuti.

Dosi per 4 – 6 persone
– 6 patate di montagna
– 2 porri
– 150 gr di pancetta tesa
– 50 gr. di burro
– 300 gr. di Fontina d’alpeggio DOP della Valle d’Aosta
– sale q.b

Bon appétit!

Linea Honeymania

FOTO GALLERY – 17° Fiera Nazionale del Marrone Cuneo

Ecco la Foto Gallery direttamente dal centro di Cuneo della 17° Fiera Nazionale del Marrone.
L’atmosfera come sempre è quella festaiola, tipica delle Fiere, tanti colori, profumi e sapori  da assaporare con il sottofondo del ritmo scoppiettante, tanto caro a grandi e piccini, dei môndaj.
Caldarroste per tutti, meglio se accompagnate da un buon bicchiere di vino rosso o perchè no di vin brulè!
E’ un paradiso per i buongustai che possono trovare prodotti tipici molto interessanti oltre che deliziosi tra cui l’ottimo formaggio Castelmagno, il Testun ricoperto di vinaccia, i salami al barolo, di cervo e cinghiale, un assaggio di Genepy, essenze di violetta e lavanda, il cappone di Morozzo, i porri di Cervere, frittelle di mele, ravioli del plin, polenta appena macinata ecc.
Lungo il percorso della Fiera si possono incontrare i carnettisti al lavoro mentre stanno ritraendo sui loro Carnets de voyage il loro “mercato” con cui parteciperanno alla mostra Cuneo Vualà i mercati nei taccuini di viaggio disegnati che si terrà presso la Fondazione Peano.

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3° edizione di CuneoVualà. I mercati nei taccuini di viaggio disegnati

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Cuneovualà4Dal 18 ottobre all’8 novembre 2015 a Cuneo nei suggestivi spazi della Fondazione Peano si terrà la 3° edizione della manifestazione dedicata al Carnet di viaggio disegnato nella Provincia Granda.
Organizzata dalla Fondazione Peano in collaborazione con l’Associazione Matite in Viaggio e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Cuneo, la manifestazione, curata da Ivana Mulatero, Annamaria Spiazzi e Ursula Zich è inserita nel cartellone delle iniziative collaterali proposte dal Comune di Cuneo in occasione della 17° edizione della Fiera nazionale del Marrone.
A questa terza edizione parteciperanno una cinquantina di carnettisti: artisti, disegnatori naturalistici, illustratori, architetti, incisori, progettisti, fotografi, provenienti dalle più significative manifestazioni italiane dedicate alla cultura del carnet di viaggio disegnato.
La loro adesione conferma l’attitudine ormai consolidata di CuneoVualà di essere una manifestazione capace di intercettare questa particolare forma d’arte, in sinergia con alcune importanti realtà italiane e internazionali che operano nel settore, come l’Associazione Matite in Viaggio di Mestre e la Rendez-Vous du Carnet de Voyage di Clermont Ferrand.
Quest’anno, la manifestazione CuneoVualà invita i carnettisti a intrufolarsi nelle aree mercatali di Cuneo durante la Fiera Nazionale del Marrone.
Il carnet de voyage, diviene con CuneoVualà, uno degli strumenti privilegiati per la conoscenza della città contemporanea.

Il concorso del disegno “live”
Rivolto ai “carnettisti”, ai professionisti di varie discipline, agli amatori e al pubblico delle scuole, si svolge nella sola giornata di sabato 17 ottobre 2015.
Ritrovo alle ore 9.00 in Piazza Galimberti lato Tribunale, quindi percorso accompagnato per scoprire e disegnare gli spazi e le attività umane: i mercati di Cuneo.
Una giuria selezionerà i carnets di viaggio più rappresentativi ed evocativi delle aree mercatali di Cuneo.
I particolari carnets saranno esposti negli spazi della Fondazione Peano (corso Francia 47, Cuneo).

La mostra
Apre domenica 18 ottobre 2015 alle ore 17.30 e include i reportages sulle aree mercatali cuneesi e, inoltre, un centinaio di opere di repertorio mai esposte a Cuneo.
Saranno una cinquantina gli autori in mostra con un centinaio di opere, tra carnets, tavole illustrate, disegni, cartoline e diari in forma di immagine.
Un ventaglio di stili e di modi espressivi diversi che configura il tema dei mercati in ambito locale e internazionale, ampliando lo sguardo su storie e azioni umane provenienti dai luoghi più impensati visitati con il taccuino e la matita.
Molti sono gli autori in mostra ben noti al pubblico internazionale con le partecipazioni alla rassegna Rendez-Vous du Carnet de Voyage di Clermont Ferrand.
Giovanni Cocco, Claudio Borsato, Lorenzo Marcolin, Dorina Petronio, Anna Cottone e molti altri, hanno realizzato dei taccuini all’interno delle saline italiane, ripercorrendo le vie del sale dalla Sicilia all’Emilia, dal Veneto alla Slovenia.
Il mercato e i suoi prodotti, ma anche gli spazi architettonici delle piazze urbane che accolgono l’esposizione delle bancarelle, fino a includere le fiere di paese arricchite dai colori e dai sapori dei cibi speciali.
Firme prestigiose accanto ad altre che si segnalano per la qualità e la raffinatezza della veduta, ben esemplificata dalle tavole in mostra di Federico Gemma, premiato nel 2013 con il “Langford Field Sketches Award” per i migliori taccuini naturalistici.

Votazione del pubblico
Per questa nuova edizione, CuneoVualà assume una dimensione culturale partecipata, invitando il pubblico a votare il carnet preferito.
Nella prima settimana della mostra, dal 18 al 25 ottobre 2015, i visitatori potranno esprimere le loro preferenze.

Evento di chiusura della mostra
Nell’evento previsto per domenica 8 novembre 2015, la presentazione del catalogo sarà accompagnata dalla comunicazione dei nomi dei vincitori designati dal pubblico, che si aggiungeranno a quelli selezionati dalla commissione di giuria.

Il manifesto
L’edizione 2015 raffigura ben tre immagini di mercato realizzate dagli autori premiati nella scorsa edizione di CuneoVualà 2014.
Sono Walter Tesio con sketches sui mercati cuneesi, GianVittorio Plazzogna con una veduta sulle bancarelle di Porto Marghera a Venezia, e Matteo Gallo, autore dell’immagine del Columbia Flower Market di Londra.

La mostra rimarrà aperta fino a domenica 8 novembre 2015 con il seguente orario:
da giovedì a domenica ore 15.30-18.30
Ingresso gratuito

Cuneo – XVI Adunata Nazionale degli Uomini di Mondo

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uominidimondoLogoLa XVI edizione dell’Adunata Nazionale degli Uomini di Mondo avviene quest’anno in maniera del tutto anomala poiché il Comitato UdM non ha potuto convocarla in maniera ufficiale per mancanza di fondi.
Nonostante le pastoie burocratiche che spesso scoraggiano la buona volontà di chi ha lavorato negli anni per creare un momento di incontro del tutto particolare, numerosi “veterani” delle precedenti edizioni hanno deciso di autoconvocarsi per domenica 18 ottobre 2015 in occasione della Fiera del Marrone per ritrovarsi nuovamente nella città dove si è svolto il servizio militare.
Sarà presente, al gran completo, la Fanfara degli Uomini di Mondo “Ermanno Buccaresi”.

Questo il programma della manifestazione:
Ore 9,30 – Ammassamento degli adunanti in piazzetta Principe de Curtis Totò
Ore 10 – Partenza del corteo che, attraversando la Fiera del Marrone in via Roma, raggiungerà piazza Galimberti e poi via Mazzini, di fronte alla caserma Cesare Battisti.
Ore 10,30 – Iscrizioni e obliterazione delle tessere. Esibizione di due corali alpine
Ore 12 – Forse ci sarà la possibilità di distribuire un frugale Rancio d’Onore.
Tutti gli Uomini di Mondo dell’orbe terracqueo e loro simpatizzanti sono invitati a partecipare.

Gli Uomini di Mondo sono tutti coloro che hanno fatto il militare a Cuneo, il capoluogo della “Provincia granda “ che ha forgiato generazioni di uomini di mondo che si possono riconoscere nella famosa frase pronunciata da Totò : “Sono un uomo di mondo, ho fatto il militare a Cuneo”.

uominidimondoLogo2Questo il credo che anima gli uomini di mondo :
All’alba del Terzo Millennio, l’umanità s’interroga sul proprio destino:
chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?
E cresce l’angoscia di molti alla disperata ricerca di un’identità.
Per una fetta copiosa di questa umanità “in ricerca” si spalancano le porte della Verità, rivelata decenni orsono da un Principe e ribadita costantemente alla televisione attraverso i suoi film: io esisto e sono “un uomo di mondo” perché ho fatto il militare a Cuneo.
Cosa significhi essere un uomo di mondo Egli non ce l’ha spiegato e noi non lo sappiamo, l’importante è avere coscienza di esserlo.
Si tratta dell’identità più democratica del pianeta: ognuno è uomo di mondo a modo suo.
Cuneo, da ottocento anni città di caserme, ha forgiato generazioni di uomini di mondo, come altre storiche istituzioni hanno fatto in altri campi.
C’è chi ha frequentato la Sorbona, chi ha studiato dai Gesuiti, chi è stato a West Point, chi va in vacanza alle Bahamas e c’è chi ha fatto il militare a Cuneo!

L’Associazione degli Uomini di Mondo è nata per volontà di un gruppetto di amici quando il 31 agosto del 1998 alla presenza della figlia di Totò, Liliana de Curtis, diedero vita alla 1° Adunata della neonata Associazione.
Da allora anno dopo anno l’Adunata è diventata un appuntamento da non perdere per molti di quei baldi giovanotti che hanno prestato il servizio militare a Cuneo; è nato così l’Albo d’Onore degli Uomini di Mondo che oggi conta oltre novemila iscritti da tutt’Italia e alcuni residenti all’estero; tra gli uomini di mondo troviamo anche molti personaggi famosi come : Giampiero Boniperti, Giorgetto Giugiaro, Carlo De Benedetti, Marco Pannella, Enrico Mentana, Riccardo Fogli, Jovanotti, Piero Pelù, Riccardo Pazzaglia e Cino Tortorella ovvero l’indimenticabile Mago Zurlì.

Per maggiori informazioni:
http://www.uominidimondo.it/

Marinato da chi?

marino_renziQuando penso a Ignazio Marino mi viene spontaneo associarlo a un salmone che dopo aver vissuto per alcuni anni in mare, sente l’istinto di tornare nelle acque dolci in cui è nato, quasi a significare come l’acqua salata lo ritenesse una sorta di corpo estraneo.
Si sa che il salmone giunto alla meta, si riproduce e muore sfiancato per il viaggio, ed è un po’ quello che è successo al Sindaco della città eterna che nel giro di un paio di mesi è stato giorno dopo giorno sfilettato a piacere dai media, dal suo stesso partito e ovviamente dalle opposizioni fino a quando non si è arrivati all’atto finale che se per il salmo salar il più delle volte vuol dire apparire in tavola sotto forma di un bel piatto di salmone marinato, per il “marziano” come lo chiamano i suoi detrattori sono state le tanto agognate dimissioni.
Ma chi ha marinato Marino e perché?
Facendo un po’ di conti all’indietro stiamo parlando di un esponente del PD che alle primarie romane del 7 aprile 2013 ha vinto con il 51% dei voti, precedendo David Sassoli con il 28% e l’attuale ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che si fermò al 14%.
Si potrebbe quindi dire, stando ai risultati delle primarie, che Marino sta al PD romano come il segretario Renzi sta al PD nazionale, ma il vero botto Marino lo fa quando viene eletto Sindaco al ballottaggio dove ottiene 664.490 voti pari al 63,93% contro i 374.883 voti pari al 36,07% del Sindaco uscente Gianni Alemanno.
I numeri di allora dicono che due romani su tre lo hanno votato come Sindaco anche se per dovere di cronaca va ricordato che a votare andarono solo il 44,93% degli aventi diritto (il che vuol dire, fatto non trascurabile, che oltre 1 milione 300mila romani hanno disertato le urne).
Tra le prime dichiarazioni rilasciate dal neoeletto Sindaco vi fu la non profetica : “Cambieremo Roma insieme” che oggi a poco più di due anni da quello spot a mo’ di sfida fa capire quanto possa essere stato difficile il cammino tutto in salita di questo genovese di madre svizzera ma romano d’adozione.
Una delle tiritere più usate dai suoi detrattori è stata quella di non essere un romano DOC ma un “marziano” catapultato all’improvviso nella città eterna senza aver portato con sé il libretto delle istruzioni per governarla.
debitoRomaNoi italiani, si sa abbiamo la memoria corta perché è fin troppo facile dando una guardatina ai dati pubblicati dal Sole24 capire che sotto due Sindaci “romani de’Roma” come Rutelli e Veltroni l’aumento medio giornaliero del debito del Comune di Roma era rispettivamente di + € 829,937 e di + € 416.476 mentre con Marino è sceso a – € 12.987 ( con Alemanno era a + € 450.160).
In questi giorni così tormentati che hanno portato alle dimissioni si è scritto di tutto e di più sul perché Marino avrebbe dovuto lasciare, ripercorrendo i vari episodi che lo hanno visto protagonista partendo dalla panda rossa per arrivare alle ricevute dei rimborsi non conformi, passando per i suoi viaggi e l’invito non invito di Papa Francesco, in un percorso tortuoso fatto di gaffes, piccole bugie e file di rastrelliere.
Certamente Marino ci ha messo del suo per arrivare al punto che si è arrivati e verrebbe quasi da pensare che possa sembrare uno sprovveduto o al contrario un furbacchione, ma di cosa stiamo parlando? Di qualche ricevuta non conforme in una marea di conti che hanno generato in decenni di mala gestione debiti per poco meno di 15 miliardi!
Il vero problema di questa vicenda è legato alla degenerazione della classe dirigente che ha portato la politica ad esprimersi non più attraverso contenuti e programmi ma lanciando una infinita sequela di spot che hanno il solo scopo di nascondere ai cittadini la drammaticità delle migliaia di problematiche irrisolte che riguardano non solo Roma ma l’intera penisola.
Ignazio Marino è figlio del nuovo modo di far politica lanciato da Renzi, si viaggia, si gira, si va di social a tutto spiano, si corre ad inaugurare questo o quell’evento spostando di fatto l’attenzione dalle criticità; c’è un problema in Italia? Si vola alla finale degli open di tennis in America; c’è un problema a Roma si va a Philadelphia ad accogliere il Papa!
Le dimissioni di Marino sono la prima vera sconfitta di Renzi che agli occhi dei cittadini romani passerà per quello che ha fatto spallucce quando gli chiedevano di azzerare il Consiglio comunale per Mafia Capitale, mentre non ci ha pensato due volte a far saltare Marino per il tramite dell’aut aut rivoltogli da quel Matteo Orfini Presidente del PD e commissario del PD romano, che ai tempi di Mafia Capitale minimizzava (dicendo dal Nazareno: “Marino e Zingaretti sono stati un baluardo della legalità e quello che sta emergendo è dovuto anche alle loro denunce. Sono loro il baluardo della legalità”) e l’altro ieri ha messo spalle al muro il “marziano” per qualche bottiglia di vino di troppo!
Marino è risultato essere un vero e proprio corpo estraneo in un sistema che viaggia ormai da troppo tempo su metodiche ben consolidate che portano benefici finanziari a quei poteri forti che di fatto ne hanno segnato la fine.
Non appena è circolata la notizia delle sue possibili dimissioni è stata lanciata su change.org una petizione per invitarlo a ritirare le sue dimissioni ( qui trovate la petizione ) che al momento ha raggiunto oltre 47.000 firme.
Nella petizione vengono snocciolati in 40 punti alcuni dei provvedimenti assunti da Marino nei suoi due anni di mandato e a leggerli bene si può ben capire perché il PD abbia deciso di assecondare il volere dei poteri forti romani sconfessando di fatto tutti quei romani che avevano affidato a Marino nel 2013 il compito di governare la capitale per i prossimi cinque anni.
Tra i sostenitori di Marino vi è anche Massimiliano Tonelli, uno dei fondatori del blog “Roma fa schifo” ( che da anni racconta il degrado della città) che sulla vicenda ha detto: “Marino non fa schifo. Fa schifo chi lo attacca e lo fa perché è in malafede”.
In effetti scorrendo i 40 punti delle cose fatte sembrerebbe che Marino abbia fatto qualcosina di più delle ormai famose “rastrelliere” ma è pur vero che il metro di giudizio di un cittadino che utilizza i mezzi pubblici per spostarsi è dato nell’immediato dal fatto che l’autobus è perennemente in ritardo e non dalla consapevolezza che si sta lavorando per ridurre quegli sprechi che consentiranno di poter aumentare con nuove acquisizioni il parco degli automezzi a disposizione.
Una delle più strette collaboratrici di Marino, Alessandra Cattoi in un’intervista a LaPresse ha detto: “Dovevamo scegliere se chiuderci in Campidoglio con i tecnici per rimettere a posto i conti e le aziende, fare pulizia e creare protocolli per la legalità oppure stare nei quartieri, in mezzo alla gente. Tutte e due le cose non siamo riusciti a farle”.
Dai primi di novembre arriverà il Commissario straordinario con la sua corte di ben 8 vice per traghettare la Capitale verso nuove elezioni, ma Roma si lascerà mai governare?

Linea Honeymania

85° Fiera Internazionale del Tartufo bianco di Alba

langhe5aFino al 15 novembre Alba vi aspetta ogni weekend per gustare il “Re” dei tuberi, il tartufo bianco di Alba che sarà possibile vedere, toccare, annusare e ovviamente gustare abbinato ai piatti tipici della cucina piemontese.
Alba sarà in festa per rendere omaggio al suo prodotto più conosciuto e apprezzato con la tradizionale Fiera internazionale del Tartufo Bianco che anno dopo anno si perpetua dal lontano 1928 quando Giacomo Morra decise di far conoscere al mondo intero il tartufo d’Alba.
Ogni sabato e domenica dalle 9 alle 20 avrete la possibilità di vivere la Fiera con eventi di enogastronomia e folklore, mostre, laboratori, appuntamenti di cultura.
Grande spazio troveranno la cucina tradizionale piemontese e langarola e gli abbinamenti enologici tra i tanti vini del territorio.

Mercato del Tartufo e AlbaQualità
Sabato e Domenica: 9.00 – 20.00
Ingresso: 3,00€
Gruppi oltre 30 persone: 2,50€
Sotto i 15 anni: gratuito

Per maggiori informazioni e programma :
http://www.fieradeltartufo.org/

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Marco Pozzi ha messo la freccia

marco6Ho conosciuto Marco nel 1981 quando venne a farmi ascoltare alcune sue canzoni che aveva composto.
Ci fu subito sintonia e in breve il rapporto tra manager e artista si trasformò in amicizia profonda, un’amicizia che ci ha accompagnato per tutta la vita.
Abbiamo passato insieme momenti indimenticabili in giro per l’Italia dove lui ha saputo farsi apprezzare come cantautore partecipando a importanti manifestazioni canore e programmi tv tra cui Blitz di Gianni Minà, il Girofestival, il Cantashow e il Premio Rino Gaetano (dove nell’edizione tenutasi a Pescara vinse il Premio speciale della critica per la canzone Frà Diavolo).
E’ sempre stato piuttosto schivo nel parlare della sua carriera artistica pur essendo andato in scena insieme ad artisti del calibro di Fiorella Mannoia, Alan Sorrenti, Riccardo Cocciante, Donatella Rettore, Edoardo Bennato, Pino D’Angiò, Federico Troiani, Giampiero Artegiani, Jo Chiarello, Valerio Liboni( dei Nuovi Angeli ), Grazia Di Michele, Gianni Nazzaro, Enrico Ruggeri.
Frequentandolo ho capito da subito che Marco oltre alla passione per la musica nutriva un interesse incredibile per le macchine e per il mondo dei motori che per lui si traduceva in una sola parola “Rally” e infatti dopo la parentesi musicale e quella sindacale ha iniziato a farsi strada anche nel mondo che forse gli era più congeniale, quello delle corse.
La nostra amicizia non è stata di quelle del tipo “tutta baci e abbracci” anche perché i nostri caratteri un po’ ruvidi ci hanno sempre portato a badare più alla solidità che all’esteriorità ma quando uno dei due ha avuto bisogno l’altro è sempre stato presente nonostante si vivesse in città diverse ed entrambi avessimo impegni professionali che ci tenevano non poco impegnati.
Per un periodo della nostra vita ci siamo seguiti a distanza grazie anche all’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione, lui mi seguiva idealmente nei miei viaggi mentre io mi tenevo informato prima sulla sua attività di sindacalista e poi sulle sue partecipazioni agli amati Rally.
Era una persona seria, preparata e apprezzata per la sua dialettica nell’attività di sindacalista dove ha ripercorso con successo le orme del padre Nicola (scomparso prematuramente quando era segretario regionale della UIL Liguria), arrivando a ricoprire la carica di segretario regionale della UILm.
Il ricordo più bello che ho di lui è legato (risale ai tempi in cui eravamo due giovanotti) a quando alla sera mi scarrozzava in lungo e in largo per la Val Bormida sulla sua mitica alfa sud rossa; si partiva immancabilmente dalla sua amata Dego (dove aveva il suo buen retiro nella casa di campagna di famiglia) per passare una serata in allegria in un mondo tutto nostro fatti di “Papalle”, “Gidri” e “Matanot”.
Ieri mattina quando l’ho visto per l’ultima volta nella sua cameretta in ospedale mi ha accolto con una frase con cui ci davamo il buongiorno ogni mattina ai tempi degli impegni artistici : ”novità?”, dove novità era la recondita speranza di aver ricevuto una richiesta per una serata, per un nuovo progetto discografico, ecc.
Mentre mi diceva “novità?” ho capito che ha voluto dirmi quanto ha lottato con tutte le sue forze per non darla vinta al male che l’ha sfiancato specie nell’ultimo mese, poi ci siamo guardati per un attimo negli occhi e in una frazione di qualche secondo credo che entrambi abbiamo rivissuto il film di un pezzo di vita trascorsa insieme, io ne ho fissato nella mia mente in maniera indelebile tutti i fotogrammi mentre lui penso che abbia capito che era giunto il momento di mettere la freccia per portarsi avanti!
Dove possa essere in questo momento non mi è dato saperlo ma sono sicuro che quando lo rivedrò sarà su una vecchia alfa sud rossa ad aspettarmi!
Ciao Marco

 

 

 

I met Marco in 1981 when he came to listen to some of his songs he had composed
There was immediate harmony and soon the relationship between manager and artist turned into deep friendship, a friendship that has accompanied us throughout our lives
We spent together unforgettable moments around Italy where he was able to be appreciated as a singer by participating in important singing events and TV programs including Blitz by Gianni Minà, the Girofestival, the Cantashow and the Rino Gaetano Award (where in the edition held in Pescara he won the Special Critical Award for the song Frà Diavolo)
He has always been rather shy in speaking of his artistic career despite having gone on stage with the likes of Fiorella Mannoia, Alan Sorrenti, Riccardo Cocciante, Donatella Rettore, Edoardo Bennato, Pino D’Angiò, Federico Troiani, Giampiero Artegiani, Jo Chiarello, Valerio Liboni (of the New Angels), Grazia Di Michele, Gianni Nazzaro, Enrico Ruggeri.
Attending it I immediately understood that Marco, in addition to his passion for music, had an incredible interest in machines and the world of engines which for him translated into one word “Rally” and in fact after the musical and union parenthesis he started to make his way even in the world that was perhaps most congenial to him, that of racing
Our friendship was not one of those “all kisses and hugs” also because our slightly rough characters have always led us to pay more attention to solidity rather than exteriority but when one of the two has needed the other is he was always present despite living in different cities and both of us had professional commitments that kept us not very busy.
For a period of our lives we followed each other at a distance thanks also to the advent of the new media, he ideally followed me in my travels while I kept myself informed first about his trade union activity and then about his participation in the beloved Rally
He was a serious person, prepared and appreciated for his dialectic in the activity of trade unionist where he successfully retraced the footsteps of his father Nicola (who died prematurely when he was regional secretary of the UIL Liguria), coming to hold the position of regional secretary of the UILm
The most beautiful memory I have of him is linked (it goes back to the times when we were two young men) and when in the evening he used to take me far and wide through the Val Bormida on his mythical Alfa Sud red; it invariably departed from his beloved Dego (where he had his buen retiro in the family country house) to spend an evening in joy in a world of our own made of “Papalle”, “Gidri” and “Matanot”
Yesterday morning when I saw him for the last time in his room in the hospital he welcomed me with a sentence with which we said good morning every morning at the time of artistic commitments: “news?”, Where news was the hidden hope of having received a request for an evening, for a new recording project, etc.
While he was telling me “news?” I realized that he wanted to tell me how much he struggled with all his strength not to give it to the evil that has exhausted him, especially in the last month, then we looked each other for a moment in the eyes and in a fraction of a few seconds I believe that we both relived the film of a piece of life spent together, I have indelibly fixed all the frames in my mind while I think he understood that it was time to put the arrow to move forward !
Where he can be right now I don’t know but I’m sure that when I see him again he will be waiting for me on an Alfa sud red!
Ciao Marco

La Buona Scuola di Renzi diventa una scuola alla buona!

buonascuolaNOL’avvio del nuovo anno scolastico ha sancito senza se e senza ma che la scuola è nel caos totale e a gridarlo non sono solo i sindacati ma anche e soprattutto gli insegnanti, gli studenti e le famiglie, tanto che la Buona Scuola di Renzi & company sembra essere diventata più che altro una scuola alla buona!
La riforma di pinocchietto Renzi portata avanti con i numeri della propaganda permanente per ammaliare l’opinione pubblica è tutt’altro che la preannunciata cura miracolosa contro la “supplentite” tanto che anche quest’anno si assisterà al solito balletto dei supplenti, con l’aggravante che in base al nuovo piano di immissioni in ruolo bisognerà aspettare novembre per sapere se e dove saranno assunti!
Che la Buona Scuola di Renzi & company fosse un flop era nelle cose non fosse altro per il fatto che migliaia di addetti ai lavori ( insegnanti, studenti, personale) ne hanno contestato la validità da subito, chiedendo a più riprese in fase di discussione di poter dire la loro per migliorare una riforma che avrebbe dovuto essere una riforma epocale in grado di mettere finalmente fine a molte criticità della scuola pubblica italiana.
buona1Renzi & company non hanno voluto sentir ragioni e il Governo con la maggioranza che lo supporta si sono in pratica votati da soli in Parlamento la riforma nonostante nei circoli del PD il cerchio magico di pinocchietto Renzi avesse fatto girare un volantino di invito, per inutili incontri sul tema, che recitava: “ La buona Scuola – Il futuro della Buona Scuola lo scriviamo insieme. – Vi propongo un patto, un patto educativo. Noi sul tavolo mettiamo le idee che vedete e tutto il coraggio che abbiamo, per evitare il coro di lamentela dei rassegnati e dei cinici che già dicono: ‘Tanto non cambia mai nulla.’ A voi chiedo di essere protagonisti e non spettatori. Chi vuole bene all’Italia vuole bene alla scuola. Renderla più giusta e più rispettata è il nostro obiettivo. Lo facciamo insieme? Ti aspettiamo. Firmato Matteo Renzi”.
Ho sempre sostenuto che attaccare la Buona Scuola di Renzi & company partendo dal fatto che nelle scuole manca la carta igienica sia un errore perché pur essendo un aspetto molto importante il buon funzionamento di un istituto scolastico si corre il rischio di essere tacciati di non avere argomenti validi di discussione da parte di chi promuove le riforme in un crescendo di slogan che tendono a deviare l’attenzione dal vero problema che rimane l’inadeguatezza della proposta di legge.
Renzi & company hanno più volte respinto le proteste delle opposizioni proprio adducendo al fatto che per loro il problema più grosso era quello alla mancanza di carta igienica nelle scuole, segno che non aveva nulla in concreto da proporre.
Due esponenti di primo piano del PD come l’On.le Flavia Malpezzi e il sottosegretario del MIUR Davide Faraone hanno ben esplicitato a tal proposito il pensiero del Governo in merito al “problema carta igienica“, segno quindi che pur essendo un aspetto secondario era e rimane comunque uno di quei problemi a cui l’opinione pubblica presta una certa attenzione.
Video dell’intervento dell’On.le Flavia Malpezzi alla Camera su la buona scuola.
L’On.le Flavia Malpezzi del PD in sede di dichiarazioni di voto alla Camera dei Deputati su la Buona Scuola rivolgendosi alle opposizioni ha detto :”Significa per intenderci che ci saranno i soldi per la carta igienica, se ve lo dobbiamo spiegare in un altro modo vi facciamo lo schemino”, mentre il sottosegretario Faraone dopo l’approvazione della riforma in un’intervista ha detto: “Questo è un governo che per la prima volta dopo tanti anni torna a investire nella scuola. L’avrete sentito ripetere a me, al premier Renzi, al Ministro Giannini, a vari parlamentari più volte nel corso di questi mesi di gestazione del ddl #labuonascuola. È così. È un dato incontrovertibile che non può essere negato: in legge di stabilità ci sono 3 miliardi destinati alla scuola. L’ultima volta che si è parlato di soldi e scuola il numero era un 8, sì, ma con un segno meno davanti. Oltre ai 3 miliardi, molte altre sono le risorse che verranno investite sui singoli istituti. Perché senza fondi a disposizione l’autonomia rimane sulla carta. Nessuno potrà più dire che nelle scuole non ci sono nemmeno i soldi per la carta igienica.”
Intervista sottosegretario Davide Faraone
Chissà se questi due esponenti del PD hanno avuto modo di leggere la lettera inviata a Orrizontescuola.it da una mamma, nonché docente precaria, della provincia di Monza e Brianza che spiega come in occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2015/16 si è vista richiedere dalla Scuola media della figlia, anche per quest’anno, il pagamento del contributo scolastico!
Mentre le è stato chiesto sempre per l’anno in corso di portare alla Scuola elementare di suo figlio più piccolo il sapone, lo scottex, le salviette e una risma di carta A4!
La mamma conclude la sua lettera scrivendo: “Tutto questo, moltiplicato per il numero di famiglie, anzi di allievi, mi induce a pensare che le Scuole non siano autonome e che il motto “faraonico” – Nessuno potrà più dire che nelle scuole non ci sono nemmeno i soldi per la carta igienica- sia solo propaganda, per fortuna facile da sbugiardare … se lo facessimo tutti!”
Lettera mamma della provincia di Monza e Brianza
Ecco quindi che il problema carta igienica messo in questi termini può assumere una sua valenza per far capire quanto la propaganda a lungo andare possa non essere sufficiente a coprire l’inadeguatezza di chi legifera.
Del resto già un sondaggio lanciato a suo tempo dal sito skuolanet e ancora aperto, alla domanda : Nella tua scuola avvertite il problema della mancanza di carta igienica? Recita che l’82,8% degli studenti provvedono da soli portandosi dietro pacchetti di fazzoletti di carta.
StampaScritto della carta igienica vediamo invece cosa è emerso dalla presentazione ( avvenuta la scorsa settimana ) del XIII Rapporto di Cittadinanzattiva su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola.
XIII Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole
La sicurezza delle scuole nel nostro Paese lascia ancora a desiderare: quattro edifici su dieci hanno una manutenzione carente, oltre uno su cinque presenta lesioni strutturali, in quasi la metà dei casi gli interventi strutturali non sono stati effettuati. Più della metà delle scuole, inoltre, si trova in zona a rischio sismico e più di una su dieci a rischio idrogeologico.
L’Anagrafe dell’edilizia scolastica, varata ad agosto, resta ancora un’opera non aggiornata ed incompleta, non certo la fotografia nitida da cui partire per programmare la messa in sicurezza delle scuole: un esempio su tutti : la scuola elementare di Laigueglia (SV) risulta dal database come scuola sicura e senza necessità di particolari interventi, difatti lo stesso Comune l’aveva inserita tra i punti di ritrovo in caso di emergenza: peccato che a giugno un’intera parete della palestra sia crollata sull’adiacente ferrovia.
Diventa quindi una sorta di barzelletta del tipo “la sai l’ultima” condividere l’ottimismo del Ministero dell’Istruzione quando afferma che con l’Anagrafe “conosciamo le condizioni di ogni edificio scolastico” e che “in quattro anni tutte le scuole saranno sicure.”
Nella realtà l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, come nel caso della scuola di Laigueglia, presenta dati, per una parte dei comuni e delle regioni, ancora approssimativi, non aggiornati e poco chiari.
Il XIII Rapporto su sicurezza, qualità ed accessibilità a scuola nello specifico fa riferimento al monitoraggio di 101 edifici scolastici di 13 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio,Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Veneto).
Per la valutazione degli edifici scolastici sono stati utilizzati 4 componenti o macro-aree (edifici, qualità, prevenzione e vigilanza, organizzazione), 20 fattori e 391 indicatori; la rilevazione è stata effettuata, fra marzo e giugno 2015, attraverso una griglia di osservazione diretta, che i cittadini monitori hanno riempito durante il sopralluogo, e tramite il questionario rivolti al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
Il contesto ambientale
Il 73% delle scuole monitorate è situato in zona a rischio sismico; il 14% in zona a rischio idrogeologico, il 4% in zona a rischio industriale, il 5% a rischio vulcanico, il 5% in zona a elevato inquinamento acustico.
Lo stato degli edifici
Il 39% delle scuole ha uno stato di manutenzione mediocre o pessimo, una scuola su cinque (21%) presenta lesioni strutturali per lo più sulla facciata esterna (41%); il 38% dei corridoi, il 27% delle palestre e il 15% delle aule presenta distacchi di intonaco o segni di fatiscenza. Di fronte alla richiesta di piccoli lavori di manutenzione, nel 12% dei casi l’ente proprietario non è mai intervenuto e nel 21% è intervenuto con molto ritardo. Nel caso di richiesta di lavori di manutenzione strutturale, ben più lunghi e onerosi, in ben il 45% delle situazioni l’ente non è intervenuto.
Crolli
Da settembre 2014 ad agosto 2015 Cittadinanzattiva ha contato 45 casi di crolli in scuole di ogni ordine e grado. A volte eventi annunciati e prevedibili, se non addirittura ripetuti, altri totalmente inaspettati. Tra questi ultimi, quello che ha fatto più scalpore la vicenda della scuola elementare Pessina di Ostuni (BR): inaugurata a gennaio di quest’anno, ad aprile ha subito il crollo di un solaio un’aula, causando il ferimento di due bambini. O ancora, il crollo, a giugno, di un muro della palestra nella scuola elementare di Laigueglia (SV) che era “a prova di sicurezza” tanto che il Comune l’aveva inserita tra i punti di ritrovo in caso di emergenza.
Cortili
I cortili sono presenti nell’87% delle scuole monitorate. Nel 93% dei casi sono recintati, ma lo stato della recinzione è pessimo in una scuola su cinque. Talvolta vengono usati come magazzino, con presenza di ingombri e di rifiuti non rimossi; in una scuola su tre sono utilizzati come parcheggio, dal personale e dalle famiglie. L’88% dei cortili è dotato di uno spazio verde e nel 28% anche di una area gioco o sportiva attrezzata.
Bagni
I bagni sono spesso sprovvisti di carta igienica (manca nel 42%), di sapone (53%), di asciugamani (77%) e di scopini per il wc (assenti nel 49% delle scuole).
La sicurezza interna
Mancano scale di sicurezza nel 26% delle scuole monitorate; solo il 34% presenta vetrate a norma; le porte con apertura antipanico sono assenti nel 74% delle aule, nell’89% dei bagni, nel 65% delle aule computer, nel 54% dei laboratori, nel 47% delle mense e nel 37% delle palestre e anche nel 15% dei cortili dove saranno obbligatorie per legge.
In più di una scuola su quattro, l’impianto elettrico non è completamente o per nulla adeguato; quasi una scuola su tre ha un impianto anti-incendio in stato arretrato.
Certificazioni e segnaletica
Poco più di una scuola su tre possiede il certificato di agibilità statica (38%), il certificato di agibilità igienico-sanitaria (35%), e quello di prevenzione incendi (32%). Il 98% ha nominato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, solo il 6% il medico competente.
Il piano di emergenza è presente in tutte le scuole, mentre il documento di valutazione dei rischi è stato redatto nel 97%.
Le prove di evacuazione sono effettuate con regolarità nel 98% delle scuole, per lo più relativamente al rischio incendio (86%) e sismico (81%). Veramente rare (5%) le prove per rischio idrogeologico. La piantina con i percorsi di evacuazione è presente nel 92% delle scuole, la segnalazione delle uscite di emergenza nell’85%.
Barriere architettoniche e accessibilità
Quasi una scuola su due è priva di posti per disabili ad hoc nel cortile o nel parcheggio interno. Il 50% degli edifici su più piani dispone di un ascensore, ma questo nel 12% dei casi non funziona e nel 4% non è abbastanza largo da consentire l’ingresso di una carrozzina. Barriere architettoniche sono presenti nel 18% degli ingressi e dei laboratori, nel 17% delle aule, nel 13% dei bagni, nel 12% delle palestre e nel 6% delle mense. Il 73% delle scuole non ha tutte le aule utilizzabili da un disabile, nel 75% non sono installate attrezzature didattiche o tecnologiche adeguate agli studenti disabili.
Mancano bagni per disabili in una scuola su quattro. Dal punto di vista della didattica, tutte le scuole monitorate attuano piani educativi individualizzati.
Potremmo ancora scrivere dell’aspetto più caotico della riforma, quella delle 102mila assunzioni promesse, attraverso le fasi 0,A e B che hanno immesso in ruolo poco più di 29mila docenti e addentrarci nei meccanismi complessi dell’assegnazione delle destinazioni decise da un algoritmo del MIUR ( per i docenti l’algoritmo va bene mentre nel caso di Calderoli è un insulto alle istituzioni) che ha portato migliaia di docenti dal sud al nord dell’Italia solo sulla carta perché il MIUR ha concesso ai prescelti la possibilità di effettuare ancora un anno nella propria provincia e quindi prendere eventualmente servizio nella nuova destinazione solo dal 1 luglio 2016, fermo restando che il prossimo anno molti di questi docenti potranno usufruire di un piano straordinario di assegnazione provvisoria, della serie parto anzi no!
Forse tutto sommato l’unico che veramente dovrebbe partire con biglietto di sola andata da Palazzo Chigi alla sua residenza abituale è il Premier Renzi!

un giornalista in viaggio che non sopporta gli ombrelli