IV edizione Sagra della Nocciola Mortarella – Taurano (AV)

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TauranoNocciolalocandinaIl centro storico di Taurano (AV) sabato 19 e domenica 20 dicembre ospiterà la quarta edizione della Sagra dedicata alla nocciola Mortarella, organizzata dalla locale Pro Loco in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.
La nocciola Mortarella campana ha una dimensione medio-piccola ed è caratterizzata da frutti anche non uniformi e piccoli. La forma è leggermente allungata, facilmente staccabile è la pellicola interna, mentre il guscio è abbastanza sottile, di colore marrone chiaro, con lievi striature di colore più intenso e leggermente schiacciato nella parte inferiore.
La polpa è aromatica, consistente, di colore bianco-avorio; di sapore pregevole, quando viene tostata rimanda a sentori di crosta di pane e caramello.
La Mortarella è coltivata in quasi tutte le aree corilicole campane (ad eccezione del Giffonese) per le sue pregevoli caratteristiche d’idoneità alla trasformazione.
I comuni della provincia di Avellino che rientrano nell’area di produzione sono: Mercogliano, Monteforte Irpino, Mugnano del Cardinale, Ospedaletto d’Alpinolo, Quindici, Sirignano, Summonte, Taurano.

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Il centro storico di Taurano nel fine settimana si trasformerà per accogliere i visitatori che potranno degustare gli ottimi prodotti tipici (spaghetti nocciole e acciughe, polpette alla nocciola, carne alla brace, baccalà fritto, Caciocavallo impiccato, salumi tipici, rape e patate, dolci alla nocciola e vino locale) nell’area eno-gastronomica “Viaggio attraverso i profumi e i sapori del quotidiano” allestita all’interno dei portici.
Ma la Sagra è anche: musica, cultura, mostre, visite guidate al centro storico e alle sue chiese; vi sarà pure un mercatino di natale e il villaggio di Babbo Natale.

Per maggiori informazioni:
Pagina Facebook Pro Loco Taurano

Richard Adams

Fragranze White Musk

RichardAdamsRichard Adams è nato nel 1960 nella contea di Hampshire che si affaccia sulla costa meridionale dell’Inghilterra.
La sua famiglia si è poi trasferita nella contea di Wiltshire dove Richard ha trascorso la sua gioventù a contatto con l’ambiente rurale delle colline di Cotswold.
Ha studiato illustrazione al Leicester Polytechnic e dopo la laurea si è trasferito a Londra dove ha lavorato come illustratore freelance per diversi anni per compagnie quali : Radio Times, Penguin Books e BP.
Negli anni ’90 dopo aver vinto innumerevoli premi per le sue illustrazioni, decise di abbandonare le illustrazioni per dedicarsi alla pittura.
Ha tenuto mostre a Londra e in molte località del Regno Unito, mentre tra le sue presenze oltre Manica vanno segnalate le mostre tenute a Sydney, Washington, Brema e Madrid.
Dalla metà degli anni’90 vive a Rye nel Sussex nel sud-est dell’Inghilterra.
Le sue opere raccontano dei tipici paesaggi inglesi che lo hanno fortemente impressionato negli anni della sua gioventù, trascorsa tra le colline di Costwold e il mare del sud dell’Inghilterra.
Troviamo così nella sua produzione: scene bucoliche, villaggi immersi nel verde, giardini, spiagge, paesaggi marini, donne con abiti stravaganti o ritratte senza veli tra le mura domestiche o sulla spiaggia, scene in cui una folla di persone è impegnata in pranzi, mercati, o più semplicemente mentre fa il bagno in mare.
Tutti i suoi quadri sono dipinti utilizzando i pastelli di gesso; i colori a lavoro ultimato vengono fissati con una speciale vernice che li rende impermeabili.

Govone – Nel Magico Paese di Natale vanno in scena i vini piemontesi d’eccellenza

OfficineLogoFino al 6 gennaio 2016 Govone, la località cuneese sulle colline del Roero, a metà strada fra le città di Alba e Asti ospiterà nel Parco del Castello Reale (una residenza sabauda incantata, inscritta nella lista dei siti patrimonio dell’Umanità) la IX edizione de Il Magico Paese di Natale.
Dopo il successo di pubblico dello scorso anno con oltre 80.000 visite l’edizione attualmente in corso si ripropone con due nuovi spettacoli “Arien: la principessa dei ghiacci” e “The Time of Christmas”, l’immancabile visita al fantastico presepe meccanico e il tradizionale Mercatino, lungo le vie del centro storico, che con le sue 86 casette di legno metterà in bella mostra le principali specialità enogastronomiche piemontesi (vin brülé, torrone, tartufi, formaggi e altri prelibatezze degne dei migliori buongustai).
Ma la vera chicca di questa kermesse natalizia è il progetto “Le Officine”(che porta la firma di Manuela Viglione) un laboratorio culinario che quest’anno sarà dedicato a “Il Pane di famiglia”.
Il laboratorio si trasforma in una vera e propria officina del gusto dove si crea una simbiosi tra chi racconta e chi ascolta in una sorta di impasto collettivo che ha come fine ultimo quello di assaporare le prime grandi esperienze del gusto attraverso le sensazioni che trasmettono il dolce e il salato nel momento in cui esaltando l’incredibile talento della farina si andranno a costruire i vari impasti per il pane, i biscotti, la pizza che arriveranno poi su quel tavolo di cucina attorno al quale nel tempo hanno fatto capolino i racconti del cibo dei nonni, delle mamme e perché no i pettegolezzi e le questioni di famiglia.
I corsi saranno giornalieri e gli incontri saranno tenuti da chef, giornalisti, blogger e mamme che racconteranno ed insegneranno ricette a tutta la famiglia.
I laboratori, che durano un’ora circa, costano 4 euro ed è necessaria la prenotazione che si può fare direttamente dal sito de Il Magico Paese di Babbo Natale.
A far compagnia al laboratorio “Il pane di famiglia” vi sarà “Vino al vino” (la cui direzione artistica è stata affidata a Laura Gobbi, esperta di marketing territoriale) degustazioni guidate dei vini più rappresentativi dei tre territori: Langhe,Monferrato,Roero che pur avendo culture differenti si riconoscono sotto un “unico filare” che tesse ed intreccia i confini naturali di un territorio immenso.
Il progetto nasce per raccontare i tre territori attraverso il vino, non più inteso solo come bevanda ma come vero e proprio alimento; un laboratorio creativo dove la genialità, la trasformazione e le
esperienze nascono nelle vigne, si trasformano nelle cantine e si esprimono in un bicchiere attraverso i racconti dei produttori che hanno contribuito a rendere il Piemonte, una terra indiscussa di grandi vini.
Saranno presenti i grandi consorzi come quello del Barbera d’Asti DOCG e dell’Asti DOCG, ma anche piccoli produttori, cantine storiche e giovani imprenditrici del vino naturale, fuori classe come Walter Massa e le Donne del Vino.
Le degustazioni saranno guidate da esperti enologi che spiegheranno non solo il vino, ma racconteranno le storie, talvolta incredibili, di chi quel vino lo produce.
Le degustazioni sono gratuite e solo su prenotazione (max 30 partecipanti), i vini saranno serviti in bicchieri di vetro per rendere al massimo ogni caratteristica del vino.
È possibile prenotarsi alle degustazioni dal sito www.ilpaesedinatale.com nella sezione eventi
Dal 5 all’8 dicembre si entra nel vivo del laboratorio di “Vino al vino” con le degustazioni dei migliori vini del Piemonte: dal Timorasso al Gavi, passando dal Grignolino per arrivare al Brachetto ed abbracciare l’Erbaluce, ma anche il Moscato, la Barbera, il Nebbiolo, il Dolcetto ed altri nobili vini, espressione della terra piemontese.
“Saranno quattro giorni intensi di sapori, profumi ma soprattutto di storie, raccontate direttamente dai produttori che con tenacia e passione esprimono l’amore per il territorio attraverso un calice di vino”.
Il programma completo degli eventi de “Le Officine del Gusto” e di “Vino al vino” lo si può trovare sul sito de Il Magico Paese di Natale.
Per quanto riguarda le degustazioni in programma dal 5 al’8 dicembre, questo il calendario:
5 dicembre
ore 11 Degustazione Vini CANATO E FRANCO ROERO ( Lorenzo Tablino enologo)
ore 17 Degustazioni Cantina CESTE VINI e Cantina PONCHIONE MAURIZIO
6 dicembre
ore 11 Degustazione vini CIECK e CARREA TERRE DI MATÈ
ore 17 Degustazioni vini ACQUESI 1952 e SCAGLIOLA
7 dicembre
ore 11 Degustazioni Vini Territorio Roero : COSTA/DEMARIE/CHIESA
ore 17 Degustazioni vini dei PRODUTTORI DI MONTELUPO
8 dicembre
ore 11 Degustazioni Vini Az.Agr. WALTER MASSA, e Az.Agr. POGGIO
ore 17 Degustazioni di vini di Az.Agr. METILDE e MARCO BOTTO

Per maggiori informazioni:
www.ilpaesedinatale.com

Linea Honeymania

La cliente sconosciuta

Fragranze White Musk

ClientesconosciutaLanza‘Ho bisogno di parlarle di una cosa seria’. Una voce di donna, al cellulare. Max Gilardi non conosce Lidia Morandi, ma è spaventata, così le promette che l’indomani sarà da lei. Non farà in tempo a parlarle: al suo arrivo Lidia è già morta, uccisa da sette coltellate nel suo stesso appartamento. Senza averla mai vista da viva, Gilardi sarà costretto a conoscerla tramite il suo passato, attraversato da grandi successi e uomini potenti, ma anche da tragedie crudeli e inspiegabili. Tra vicini impiccioni, architetti sfuggenti e giovani donne belle e misteriose, il caso si snoda tra colpi di scena, intrighi di quartiere e confessioni. E ancora una volta, sarà la sua Napoli il teatro delle indagini.

Dopo tre romanzi corposi con cui Elda Lanza ha fatto conoscere ai suoi lettori le vicende che hanno come protagonista Massimo Gilardi, Max per gli amici, prima commissario di Polizia a Milano e poi tornato a fare l’avvocato penalista nella sua Napoli, la novantunenne scrittrice milanese ci regala con “La cliente sconosciuta” un libro agile e dal ritmo più serrato nel quale Max Gilardi si ritaglia un ruolo da regista, lasciando la scena ad alcuni suoi collaboratori, prima tra tutti l’avvocato Laura Licasi che divide con lui e Ricky Russo lo studio e quel Giacomo Cataldo, investigatore privato, a cui spesso l’avvocato Gilardi affida incarichi investigativi.
Par di capire che l’intenzione dell’autrice, come tra l’altro spiega nelle pagine finali del libro, sia quella di far perdere al suo Max la curiosità determinata tipica dell’investigatore per dirottarlo verso una curiosità più di tipo pratico quale deve avere un avvocato nel momento in cui si trovi a dover risolvere dei casi intricati nel corso della sua carriera professionale.
E’ certamente un cambio di rotta notevole per una scrittrice che ha ottenuto un notevole successo con il suo trittico formato da : “Niente lacrime per la signorina Olga”, “Il matto affogato” e “Il venditore di cappelli”, romanzi corposi in cui ha ben tratteggiato il personaggio del suo protagonista attraverso la tragica vicenda dell’uccisione della moglie, le dimissioni da commissario e il ritorno nella sua adorata Napoli per fare il penalista.
L’autrice sempre nei titoli di coda di questo libro, scrive: “Io racconto storie che potrebbero essere vere”, non so se quella di Lidia Morandi possa essere una storia vera, di sicuro è raccontata in modo da farne un buon libro, più snello e scorrevole dei precedenti.
L’unico difetto che si legge in un battibaleno!

La cliente sconosciuta

LanzaEldaElda Lanza (Milano, 5 ottobre 1924) è una giornalista, autrice e presentatrice televisiva, oltre che esperta di comunicazione e di galateo, nonché docente di storia del costume.
Attiva nel movimento femminista e forte di una precoce e intensa attività di scrittrice e giornalista, dopo gli studi all’Università Cattolica di Milano e alla Sorbona di Parigi (dove fu allieva, tra gli altri, di Jean Paul Sartre), nel 1952 viene contattata dai dirigenti dalla neonata televisione italiana di cui, dopo svariati provini, diventa la prima presentatrice.
Dopo la parentesi televisiva si è occupata di giornalismo e comunicazione d’impresa, pubblicando libri, romanzi, saggi sulla buona educazione tra cui spicca il best seller “Signori si diventa” per Mondadori.
E’ una scrittrice dotata di un notevole bagaglio culturale e di una acuta capacità di osservatrice del mondo che le gira intorno, ma forse il vero “segreto” del suo successo è dovuto al fatto che prima di debuttare in video lavorò per molti anni come giornalista a Grazia, dove il suo direttore era Renato Olivieri, l’autore del celeberrimo Commissario Ambrosio.
È sposata con il pubblicitario Vitaliano Damioli e ha un figlio di nome Massimo Pietro Damioli detto Max.

Suvereto – 48° Sagra del cinghiale

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SuveretoLocandinaQuest’anno la “festa” per eccellenza di Suvereto si terrà dal 28 novembre al’8 dicembre e come ogni anno il cinghiale con le sue pregiate carni sarà il vero protagonista di una manifestazione tra le più vecchie e conosciute della Toscana, capace di attirare ogni anno migliaia di visitatori e buongustai.
E per realizzare tutto ciò scendono in campo le associazioni con centinaia di volontari organizzati e coordinati dall’Ente Valorizzazione Suvereto (EVS).
Si tiene ormai da oltre 40 anni e nata nel lontano 29 dicembre 1968 come Sagra del cinghiale con il passare degli anni grazie al costante successo di pubblico ottenuto è diventata in pratica la Sagra di Suvereto, non fosse altro per i risvolti di natura culturale ed artistico che l’hanno accompagnata nell’arco della sua storia.
La sagra coniuga insieme due feste, una per l’inverno che sta per arrivare e l’altra per la caccia che celebra i sapori forti del cinghiale che ben si accompagnano a pappardelle, polenta, fagioli, olive e buoni ultimi ma primi i sughi saporiti.
Il vero simbolo culinario della Sagra è la CAPPA che troneggia alla confluenza tra le vie che portano al Chiostro, al Palazzo Comunale e alla Rocca; è accanto a questa capace griglia che i buongustai trovano quello di cui sono in cerca: carne di cinghiale arrostita, rostinciane, salsicce e l’immancabile polenta arrosto.
Lungo l’intero percorso della Sagra sono disseminati punti ristoro dove si possono gustare un po’ di tutto: Banco delle bruschette, Banco dei ghiottoni, Banco delle zonzelle, Banco della castagne e del vin brulè.
In P.za San Martino vi sarà un punto ristoro volante dove poter assaggiare i piatti tipici della Sagra, cinghiale con olive, salsiccia all’uccelletto e cinghiale al cioccolato; mentre presso i due punti ristoro della Sagra: Il Ghibellino poco lontano dal Chiostro di San Fracesco e la Locanda la Rocca subito sotto la rocca Aldobrandesca sarà possibile gustare tutte le specialità del cinghiale alla carta oppure scegliere tra due menu fissi proposti a 15/20 euro cadauno.
MENU 1 – Euro 15,00
Pappardelle al cinghiale
Cinghiale in umido con olive nere
Dolce locale e Acqua Minerale
MENU 2 – Euro 20,00
Antipasto di terra
Pappardelle al cinghiale
Cinghiale in umido con olive nere
Polenta
Dolce locale e Acqua Minerale
il tutto volendo innaffiato con gli straordinari vini della Doc Val di Cornia.
Ma la Sagra non è solo cibo ma anche cultura e divertimento, il vero clou si avrà alle ore 15.45 di lunedì 8 dicembre quando si terrà il tradizionale Corteo Storico che rievoca la concessione della Charta Libertatis da parte di Ildebrandino VIII conte degli Aldobrandeschi di Sovana, fatta ai “fedeli sudditi” suveretani nel lontano 1201.
Inoltre domenica 6 dicembre vi sarà come ospite d’eccezione alla Sagra il paese di Oratino in provincia di Campobasso, da dove domina la valle del Biferno.
La presenza di Oratino a Suvereto non sarà solo l’occasione per una sorta di gemellaggio tra due paesi appartenenti al Club dei Borghi più belli d’Italia, ma anche la volontà di potersi confrontare su quelle tradizioni contadine e pastorali che seppur in modo diverso sono parte integrante della cultura del Molise e della Maremma.
Per maggiori informazioni e programma dettagliato:
Ente Valorizzazione Suvereto
Pagina Facebook EVS

Dublino – CHRISTMAS ON THE SQUARE a Merrion Square

Fragranze White Musk

Merrionlocandina1Merrion Square il cuore della Dublino georgiana, uno dei tesori culturali irlandesi, ospiterà sabato 28 novembre dalle 10 alle 17 per un giorno “Christmas on the Square“ dove si troverà il meglio dei prodotti del design irlandese e della gastronomia artigianale.
Il punto nevralgico del Natale in piazza sarà al No.45 Irish Architectural Archive dove saranno presentati originali prodotti dell’artigiano tipico irlandese e una vasta selezione di cibi rigorosamente “Irish”.
Sin dal 1762, Merrion Square ha rappresentato la raffinatezza irlandese, l’eccellenza architettonica, il vivere elegantemente e l’illuminata pianificazione urbanistica.
Una piazza che è un viaggio stesso attraverso l’arte, la letteratura, la musica, la storia e l’architettura irlandesi e che per questo non smette di attirare folle di visitatori lungo l’intero arco dell’anno.
I suoi architetti la concepirono per essere la più grandiosa delle molte piazze georgiane di Dublino. Circondata su tre lati da splendidi edifici settecenteschi, il quarto lato è chiuso dai giardini di Leinster House, la National Gallery of Ireland e il National History Museum, mentre al centro della piazza si stende un altro grande giardino verdeggiante.
Molte tra le più importanti istituzioni politiche, scientifiche e culturali dell’Isola di Smeraldo hanno sede qui da tempo.
Il Parlamento Irlandese si riunisce a Leinster House, mentre la piazza è anche sede dell’Irish Georgian Society, il Traditional Music Archive, l’Irish Architectural Archive e la Royal Society of Antiquaries.
La piazza ha una storia affascinante, in gran parte grazie ai molti residenti eccellenti che qui vissero anno dopo anno e la cui presenza è attestata da decine di targhe che segnalano i vari artisti, scrittori e pensatori che qui trascorsero parte della loro vita.
Oscar Wilde trascorse la sua infanzia al No.1, mentre Bram Stoker, autore di Dracula, fu assiduo frequentatore del salotto di Lady Wilde.
WB Yeats dimorò al No.82 e il leader politico Daniel O’Connell al No.58, mentre la famosa stilista di moda Louise Kennedy ha il suo atelier sulla prestigiosa piazza dove al No.56 offre una rara opportunità per uno shopping di grande qualità, non solo di moda ma anche di raffinata oggettistica.
Ogni domenica, collezionisti e creativi si danno appuntamento nella piazza per la Merrion Square Open Air Art Gallery, una tradizione dublinese assai popolare che offre in vendita un’ampia varietà di opere originali, esposte sulla cancellata del parco.
Ma vediamo cosa si può trovare a Christmas on the Square:
– al No.45 Irish Architectural Archive saranno in mostra prodotti dell’artigianato tipico irlandese ed esporranno i loro prodotti: A Box For My Treasure, Bold Bunny, BrickBear Clothing, Clarke’s of Dublin, EkoTree, Elks, Fawn, Jennifer Slattery Textiles, KaroArt, Liadain Aiken Knitwear, Little Hill Designs, Magic Forest Toys, Making Things Look Better, Roads, The Saturday Workshop, Snow and Superfolk.
– sempre al n°45 troverete una selezione di prodotti gastronomici tipicamente irlandesi presentati da questi espositori: Ballyhoura Mountain MushroomsBurren SmokehouseClonakilty Chocolate, Corleggy Cheese, The Dublin Honey Project, Mungo Murphy’s Seaweed Company, The Merrion Pantry, Wildflour Bakery, and Wild Irish Foragers & Preserves.
Ma è al Number Twenty Nine che sarà festa grande per i bimbi visto che dalle 11 alle 16 ci sarà Santa on the Square, con Babbo Natale che si farà trovare per la delizia di tutti i bambini circondato dall’atmosfera tipicamente georgiana al Number Twenty Nine del Georgian House Museum in Fitzwilliam Street Lower, prima di partire per il Polo Nord dove si preparerà per il suo viaggio nella notte di Natale.
L’entrata è libera, non è necessaria la prenotazione ma i posti potrebbero essere limitati

Per maggiori informazioni e programma dettagliato:
www.merrionsquare.ie
Per volare in Irlanda
Aer Lingus

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Milano – 8° edizione di Re Panettone

Repanettone2Nell’ultimo weekend di novembre Milano ospiterà presso la Fabbrica del Vapore in via G. C. Procaccini 4 (antico polo industriale pregevolmente restaurato in pieno centro) l’8° edizione di Re Panettone, un appuntamento che è diventato un “must” per i milanesi e per quanti amano il dolce tipico di Milano.
Come per le passate edizioni anche quest’anno i pasticcieri partecipanti saranno quaranta e offriranno assaggi gratuiti, mentre i panettoni saranno venduti a un prezzo unico per tutti.
La mission della manifestazione è quella di dare l’opportunità al pubblico di conoscere il vero panettone artigianale d’eccellenza, quello per intenderci realizzato senza ingredienti che ne prolunghino artificialmente la vita (i conservanti e i mono- e digliceridi utilizzati dalle industrie), né semilavorati che ne facilitino la produzione artigianale, omogeneizzandone i sapori (lieviti disidratati e mix).
L’obiettivo è quello di raggiungere un mix perfetto che proponga da una parte l’esaltazione della naturalità, qualità e freschezza dei prodotti da una parte e dall’altra la capacità tecnica e l’originalità dell’artigiano pasticciere.
Visitando l’evento avrete la possibilità di farvi una cultura sul panettone e venire a sapere per esempio dove è nato e perché ha quella forma tipicamente a fungo.
Accanto all’esposizione vera e propria vi saranno altre attività collaterali sempre legate al panettone, e tra queste vanno segnalate :
– il gioco “Un panettone per chi conosce il panettone. E Milano” di Tullo Montanari;
– la IV edizione del Premio “I PanGiuso”, che incorona il miglior panettone e il miglior lievitato innovativo;
– la V edizione del Premio “I Custodi del Panettone”, che individua le confezioni per panettone più eco-sostenibili, funzionali e creative;
– degustazioni mirate sulla produzione di singoli maestri della pasticceria;
– un Wine-bar che proporrà in degustazione una preziosa selezione di bottiglie che si abbinano perfettamente con il panettone a cura della rivista Civiltà del bere.
L’evento, ideato e coordinato da Stanislao Porzio, è organizzato dall’Associazione Amici del Panettone, presieduta da Sabrina Dallagiovanna; con la collaborazione del Comune di Milano e il Patrocinio della Città Metropolitana di Milano.

Orari e prezzi
Sabato 28 novembre, dalle 10.00 alle 20.00
Domenica 29 novembre, dalle 10.00 alle 19.00
Ingresso libero
Degustazione vini gratuita previo acquisto di un calice; degustazioni guidate su prenotazione online (pagamento in sede).

Per maggiori informazioni e programma dettagliato
www.repanettone.it

Invito all'assaggio 6 bottiglie di Prosecco di Valdobbiadene Superiore DOCG con spedizione gratuita!

Perchè solo oggi?

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Come ogni anno è arrivato il 25 novembre il giorno in cui si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, e dall’alba giornali e tv se ne interessano, pubblicando un titolo il più possibile accattivante o mandando in onda una sorta di spottone pubblicitario.
Tra poche ore quando allo scoccare della mezzanotte la Cenerentola di turno sarà rientrata in quelle mura domestiche dove nel 90% dei casi avvengono le violenze, come d’incanto tutto il clamore finirà e da domani per altri 364 giorni si parlerà della violenza sulle donne solo quando a una di loro toccherà di essere uccisa!
Perché?

Radio Monte Carlo eutanasia di un amore

RMCeutanasia1Nell’agosto del 2005 un collega, Massimiliano Lussana, nella pagina degli spettacoli de “il Giornale.it” pubblicava un pezzo dal titolo “ RMC la classe reale va in onda”, una sorta di elogio all’emittente monegasca ( quella il cui jingle è sufficiente per mandarti in brodo di giuggiole) che tocca l’apice quando scrive :“Radiomontecarlo, invece, è qualcosa da cui è difficilissimo prescindere: se la conosci non la eviti. Perché, da quarant’anni, è una radio che ha uno stile e una linea editoriale precisissimi, dei quali è ormai quasi impossibile fare a meno: la classe.” E continua: “Quindi questo è un pezzo di parte, dichiaratamente di parte. A me Radiomontecarlo piace. E trovo perfetta la linea editoriale della famiglia Hazan, che della radio è il cuore pulsante e il cervello”.
Da allora sono trascorsi giusto dieci anni, uno spazio temporale stratosferico in cui l’avvento dei social ha cambiato la società, le nostre abitudine e di conseguenza anche l’emisfero radiofonico ( basti pensare solo al proliferare delle web radio).
Non mi è dato sapere se il collega segua oggi con immutato entusiasmo la frequenza in cui in allora la voce francesina con tanto di erre moscissima era capace di far sognare, io da parte mia l’ho seguita per tutta una vita e oggi pur conoscendola bene la evito, e a leggere i dati degli ascolti registrati dall’emittente monegasca negli ultimi dieci anni mi sembra di essere in buona compagnia visto che dai 2.075.000 ascoltatori del 2005 si è passati agli attuali 1.162.000 ( – 913.000).
Nell’ultimo decennio chi dirige questa ex grande dalla stanza dei bottoni di quello che ho definito U.C.A.S. (Ufficio Complicazioni Affari Semplici) ha messo a segno una serie incredibile di autogol che vanno dal benservito dato a speaker del calibro di Paolo & Lester, Mauro Pellegrino, Jackie De Luca ( a proposito auguri per il nuovo programma su Tele Imperia che partirà il 15 dicembre “Mi presento sono una donna”), alla gestione “da principianti” della querelle nata sulla collocazione oraria di Platinette non gradita da buona parte del pubblico (con decine di ascoltatori censurati e bannati dalla pagina ufficiale di RMC), per proseguire con la defenestrazione del programma di Debora Villa “No Comment” dopo un solo anno di messa in onda.
Ma dove la direzione di RMC ha dato veramente il meglio del peggio è nel momento in cui ha liquidato come un soprammobile ormai inutile Luisella Berrino che rappresenta un pezzo di storia non solo di RMC ma della radiofonia italiana; a lei come ad altri in passato non è stato concesso di salutare il “suo pubblico” dai microfoni di quella radio che ha servito e fatto grande in 45 anni meno 49 giorni di onorato servizio.
Pensavo che con il trattamento riservato a Luisella si fosse veramente toccato il fondo, mi sbagliavo perché la Direzione di RMC è riuscita ancora una volta a superarsi, ad andare “oltre” costringendo a staccare la spina anche agli amministratori della pagina Facebook che da oltre un anno era diventata l’Official Fan Club degli ascoltatori di RMC.
Mi piace riportare alcuni passaggi del post di commiato pubblicato dagli amministratori sulla pagina del Fan Club, che dovrebbe far riflettere tutto l’entourage che gravita intorno a RMC.
Il post inizia con una bellissima citazione di Martin Luther King : “Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici.” Citazione che da sola potrebbe spiegare il perché si è arrivati a una decisione così grave, come può essere quella di sospendere l’attività del Fan Club.
Proseguendo nella lettura si trovano altri due passaggi molto interessanti: “Questa pagina è nata dall’entusiasmo e dall’amore per una radio che amavamo, che ascoltavamo da anni o da tutta una vita. Sentivamo il bisogno di dimostrare e affermare pubblicamente quanto ci tenevamo, ma soprattutto volevamo conoscere e riunire fan e ascoltatori di tutta Italia (e del mondo)” e ancora “D’altronde non si può imporre fedeltà a chi si sente rifiutato, ignorato, sminuito… L’amore non può resistere se rimane a senso unico”.
Mi sono chiesto se ha un senso tutto questo e per potermi dare una risposta senza fare della“dietrologia” ho fatto un giretto piuttosto approfondito  sulla pagina Facebook di RMC e su quella del Fan Club per poter capire come possa accadere che un’emittente radiofonica (che vive di comunicazione) non apprezzi o meglio osteggi la cassa di risonanza che gli può fornire la pagina di un Fan Club che dovrebbe essere usata come importante fonte interattiva per promuovere le attività e le news lanciate dall’emittente.
La pagina del Fan Club ha visto la luce nel maggio di due anni fa con il nome di Storditamente per una Radio di Gran Class grazie alla volontà di un gruppo di ascoltatori che hanno sentito la necessità di creare uno strumento che potesse interagire proprio con la pagina della loro radio del cuore; dopo circa un’anno la direzione ne ha riconosciuto l’ufficialità come Official Fan Club RMC.
La pagina conta una miriade di post creati proprio per sollecitare l’apertura di una discussione su programmi, speaker, suggerimenti per nuovi programmi, ecc.
Sono stati creati dei veri e propri campionati per poter decretare la miglior voce dell’anno, il miglior programma e la radio preferita tra le varie emittenti italiane.
Si è arrivati persino a postare in occasione del Santo Natale delle letterine dei desideri indirizzate all’editore, allo station manager, al direttore artistico e ai vari speaker con le legittime richieste fatte dai singoli ascoltatori.
Insomma l’inventiva non è certo mancata agli amministratori della pagina che hanno cercato di mantenere vivo l’interesse verso la pagina, giorno dopo giorno, operazione che credo abbia richiesto un impegno costante non fosse altro per la preparazione grafica dei vari post.
Quello che mi ha sorpreso negativamente è il fatto di non aver trovato quasi mai un commento (sotto la miriade di post presenti sulla pagina) da parte degli speaker della radio, non solo sui post di carattere generale ma anche e soprattutto su quelli che li riguardavano in maniera diretta.
La pagina del Fan Club piace a 2923 persone e dai post relativi ai vari traguardi raggiunti ho notato che è arrivata ai 1000 likes in meno di cinque mesi e ai 2000 in meno di un anno.
Venendo invece alla pagina facebook di RMC per capire meglio l’intera vicenda è opportuno conoscere quale posizione occupi in base ai “likes” nel panorama delle radio italiane, vediamo quindi cosa recitavano i counter alle ore 12 di ieri:
Radio Italia solo musica italiana – 2.331.641 Likes
Radio Deejay   – 1.687.943 Likes
RTL 102,5 – 1.460.080 Likes
Radio 105   – 1.396.698 Likes
Radio Maria   – 906.844 Likes
Radio Kiss Kiss – 805.150 Likes
M2o – 675.330 Likes
R 101 – 665.319 Likes
Virgin Radio   – 652.187 Likes
RDS – 446.007 Likes
Radio Globo – 341.423 Likes
Radio Capital   – 311.400 Likes
Radio Monte Carlo – 227.026 Likes
Radio Bruno – 205.991 Likes
Radio Norba – 180.049 Likes
Radio Subasio -140.459 Likes

Non credo sia necessario commentare questa classifica, del resto sulla qualità e creatività della pagina Facebook di RMC mi sono già espresso più volte in passato ( su ilpensierinodellasera) arrivando a scrivere che più che una pagina social di una radio mi sembrava quella di una casa d’aste che volesse promuovere a 360° gradi le vedute di Monte Carlo.
Oggi noto con piacere che nel tempo tali vedute si sono diradate ma per fare spazio a dei post che si commentano da soli; a questo proposito vi elenco alcuni titoli di post pubblicati in questo weekend con di seguito il numero di Likes che hanno ricevuto:
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I dieci consigli da mettere in pratica in cucina per dimagrire * 6 likes
Fragranze Glamour: come sceglierle? * 25 likes
Capodanno in crisi? 3 idee a cui non avevi pensato! * 44 likes

Per quanto riguarda invece i commenti degli ascoltatori, tra venerdì e domenica sui 28 post pubblicati hanno commentato 159 utenti il che vuol dire che in media un post riceve poco più di 5 commenti a fronte dei 227.000 affezionati alla pagina.
Se vogliamo poi parlare delle varie copertine che vengono intercambiate è utile sapere che quelle che promuovono il gioco IO parto con cui si può vincere una vacanza ottengono:
33 likes quella postata il 23 ottobre
16 likes quella postata il 16 novembre
22 likes quella postata il 20 novembre
Mentre le nuova copertine che recitano “RMC Chic & Pop” ottengono:
84 likes il 26 giugno
60 likes il 17 settembre
45 likes il 24 settembre
66 likes il 27 settembre
33 likes il 6 ottobre

A fronte dei dati sopra riportati è del tutto evidente che quando in dieci anni si perde quasi un milione di ascoltatori e si gestisce una pagina social in modo da essere l’ultima tra le radio nazionali e neppure la prima tra le emittenti regionali ( Radio Globo 341.423 Likes) le colpe vadano equamente distribuite tra chi ha generato tale disfatta: editore, station manager, direttore artistico e speaker.
Questi soggetti con la loro indifferenza e superficialità, con l’arroganza di chi crede di aver inventato la radio o di saperla fare solo lui, con la bramosia di ricevere consensi senza mai spendersi hanno di fatto costretto chi amministra il Fan Club a staccare la spina.
L’unico augurio che mi sento di fare a chi ancora segue Radio Monte Carlo è che il nuovo assetto proprietario del Gruppo Finelco possa ragionare sul perché di un simile disastro e magari staccare loro qualche spina!

Smoky Poppy

41° edizione Fiera del formaggio di fossa – Sogliano al Rubicone

fossa11Sogliano al Rubicone il paese che il grande Giovanni Pascoli definì “piccolo grandemente amato paese di Romagna” ospita dal 22 novembre fino al 6  dicembre la quarantunesima edizione della Fiera del formaggio di fossa.
Un evento storico che non passa mai di moda e che rende omaggio al formaggio di fossa che è un tipico prodotto di Sogliano (che si estende tra le vallate del Rubicone e del Marecchia) e che nel 2009 ha ottenuto il marchio Dop con la denominazione “Formaggio di Fossa di Sogliano Dop”.
La manifestazione organizzata da illo tempore dalla locale Proloco in collaborazione con il Comune di Sogliano è nata con l’intento di valorizzare questo formaggio il cui nome deriva dagli ambienti sotterranei, scavati nel tufo, in cui avviene la stagionatura attraverso un processo di fermentazione naturale.
Durante la Fiera del formaggio di fossa è possibile mangiare gustosi piatti romagnoli presso i locali della Proloco e acquistare non solo il formaggio di fossa ma anche altri tipici prodotti soglianesi: il Savòr (è una dolce marmellata, tipica della frazione di Montegelli, ottenuta dopo una lunga lavorazione e composta da mosto d’uva, mele, mele cotogne, pere e frutta secca), la Saba, le Teglie in argilla di Montetiffi (ideali per la cottura della piadina), miele e salumi.
Il programma della manifestazione prevede una serie di eventi collaterali e mostre varie (di pittura, scultura, arte varia); stand della Strada dei vini e dei sapori e stand dell’Associazione Nazionale “Città dei Sapori” (presso i quali sarà possibile degustare e acquistare i prodotti tipici che i Comuni aderenti presenteranno); stand degli allevatori e coltivatori di Sogliano ( con esposizione dei prodotti delle aziende agricole locali).
Molto interessanti sono le mostre permanenti di Palazzo Marcosanti: la Collezione di Arte Povera, il Museo Linea Christa e la Raccolta Veggiani.
Quest’anno come negli anni precedenti la tradizionale apertura delle fosse si terrà mercoledì 25 novembre ( festa di Santa Caterina d’Alessandria ) alle ore 10, in via Le Greppe 14 – presso Fosse Pellegrini.

La storia del formaggio di fossa
L’usanza di “seppellire” il formaggio viene tramandata nei secoli quale parte integrante delle tradizioni contadine del luogo; l’origine di tale pratica è ignota, anche se documenti risalenti al XV secolo testimoniano in modo tangibile che esisteva anche a quei tempi.
Il formaggio deve essere preventivamente richiuso in sacchetti di panno, preferibilmente bianco ove i proprietari delle fosse apporranno, con olio cotto e nero fumo 2 numeri; il primo corrisponde al proprietario, il secondo al peso ancora espresso tradizionalmente in libbre.
Le fosse per la maturazione non sono altro che ambienti sotterranei di probabile origine medievale, scavate nel tufo dell’abitato soglianese ed un tempo adibite a deposito di grano.
Possono essere di varia forma e misura; in generale sono a forma di fiasco con un base di 2 mt. di circonferenza ed un’altezza di circa 3mt. compreso il collo.
Le fosse vengono aperte ogni anno il 16 agosto; da questo giorno i contadini, i commercianti o semplici privati hanno tempo fino ai primi di settembre per portare il proprio formaggio a maturare nelle fosse.
Operai esperti iniziano, di buon mattino, a bruciare paglia all’interno delle fosse allo scopo sia di togliere l’umidità accumulata sia per una sorta di sterilizzazione contro certi germi che potrebbero nuocere ad una normale fermentazione.
Si passa poi al rivestimento delle pareti per isolare il tufo con uno strato di circa 10 cm. di paglia sostenuta da un’impalcatura di canne verticali legate orizzontalmente da cerchi di legno, sul fondo vengono sistemate delle tavole anch’esse in legno.
A questo punto le fosse sono pronte per ricevere il formaggio dopodiché vengono chiuse per essere riaperte quasi 3 mesi più tardi a miracolo compiuto: il normale formaggio depositato in agosto è diventato il formaggio di fossa dal sapore e fragranza inconfondibili.
A causa della fermentazione e della sgrassatura il formaggio può subire un calo di peso e si presenta in forme irregolari, prive di crosta e con una pasta di consistenza dura o semidura a seconda del formaggio di partenza, mentre il colore è giallo paglierino.

Per maggiori informazioni e programma dettagliato:
Comune di Sogliano al Rubicone
Pro loco Sogliano al Rubicone

La ricetta per fare il Savòr
Si prendono 8 litri di mosto d’uva nera (sangiovese) e si fa bollire fino a quando il mosto sia ben denso e ne sia rimasto circa 2 litri. In questo concentrato zuccherino si mettono a bollire 2,5 kg di frutta autunnale, pere, mele, mele cotogne sbucciate e tagliate a dadi piuttosto grossi, fichi, gherigli di noci e gherigli di mandorle sbucciati, scorza di limone non trattato, poca cannella. Poi si procede come per una normale marmellata. Quando il savor avrà raggiunto la consistenza desiderata si pone, ancora bollente, in vasi dalla chiusura ermetica, dove si conserverà a lungo.

Per maggiori informazioni:
Associazione Culturale Montegelli

un giornalista in viaggio che non sopporta gli ombrelli