Cannavacciuolo a Sanremo è “da incubo” pure lui!

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Cannavacciuolo2In un paese dove oggi fare lo chef sembra essere la professione più ambita da migliaia di giovani e meno giovani che smaniano per indossare una giacca da cuoco possibilmente personalizzata con tanto di nome, cognome e sponsor vari, poteva mancare sul palco di Sanremo 2016 tra tante eccellenze la presenza di uno chef?
Certo che no, e Carlo Conti ha chiamato a rappresentare il mondo culinario del bel paese lo chef Antonino Cannavacciuolo, new entry della trasmissione Masterchef e protagonista del programma “Cucine da incubo”.
Il pluri stellato chef campano che si è trasferito in Piemonte dove gestisce dal 1999 il ristorante interno al Relais et Châteaux “Villa Crespi” sul Lago d’Orta e ha appena aperto il suo Cannavacciuolo Café & Bistrot a Novara ha fatto un’entrata da vero ospite d’onore scendendo gli scalini di quella scala che ti proietta in pochi secondi in diretta davanti a una decina di milioni di telespettatori.
Giunto sul palco e sottoposto alle domande di rito dei conduttori, sarà per l’emozione o per il fatto che in diretta si va senza quel paracadute che ti protegge nei programmi registrati ( Masterchef, Cucine da incubo,ecc.) ha infilato una corbelleria dietro l’altra per spiegare i diversi tempi di cottura per avere un uovo alla coque o sodo.
Il Re delle pacche sulle spalle alla domanda di Gabriel Garko su quanti minuti siano necessari per cuocere nei due differenti modi un uovo ha risposto: “per l’uovo alla coque ci vogliono 6 minuti, mentre ne servono 12 per quello sodo”, mentre a Carlo Conti che gli ha chiesto se il sale nell’acqua per la pasta lo si mette a freddo o quando l’acqua bolle ha risposto: “durante l’ebollizione, perché altrimenti il sale evapora”.
Che il sale è un solido per cui sedimenta ma non evapora a 100 gradi è una roba che la si impara alle medie, eppure lo chef ruspante di Vico Equense si è diplomato nell’Istituto alberghiero cittadino dove a quanto pare il Pellegrino Artusi con il suo “La scienza in cucina e l’arte del mangiare bene” non è pervenuto, altrimenti avrebbe potuto apprendere che : “Le uova a bere fatele bollire due minuti, le uova sode dieci, cominciando a contare dal momento che le gettate nell’acqua bollente; se vi piacciono bazzotte, bastano sei o sette minuti, e in ambedue i casi, appena tolte dal fuoco, le metterete nell’acqua fredda”.
Certo che da uno chef che nel suo ristorante sul lago d’Orta ti propone un menu degustazione “itinerario dal sud al nord Italia” a 140 euro a persona più eventuale degustazione vini “…Dal Nord al Sud” (5 calici) alla quotazione di Euro 70,00 per persona, ti aspetteresti qualcosa di più per non dare ragione al super chef Gualtiero Marchesi che in una intervista a Panorama ha detto : “Posso dirla brutalmente? Guardando Masterchef si imparano le cagate” e ancora “Non sopporto che le persone vengano obbligate a fare le creative a oltranza, a produrre vaccate. Non amo esibirmi, non sono come chi, non faccio nomi, è sempre in pista, con la smania di successo”.
Concordo con Marchesi sul fatto che Masterchef sia più un programma che fa tendenza per chi lo guarda piuttosto che una palestra culinaria visto che in una recente puntata alcuni partecipanti non sono stati in grado di fare una semplice insalata russa, un po’ meno quando critica i suoi colleghi che amano essere sempre in pista, (visto che lui stesso ha appena lanciato su Canale 5 “Il pranzo della domenica”) perché a certi livelli lo chef si trasforma in personaggio e come tale ha la necessità per far quadrare i bilanci di apparire sempre e comunque.
Nell’attimo in cui ho assistito al momento “da incubo“ di Cannavacciuolo il mio pensiero è andato a tutti quei mariti che talvolta vengono bollati dalla propria moglie o compagna con la più classica delle frasi : “Non sa neppure far cuocere un uovo!”, beh dall’altra sera questi mariti potranno rispondere di essere in buona compagnia.

UovocoqueL’uovo alla coque
Per ottenere l’uovo alla coque è sufficiente lasciarlo bollire per 2-3 minuti: l’albume si indurisce in uno strato sottile in prossimità del guscio, e l’interno resta morbido.

UovobarzottoL’uovo barzotto
Con un paio di minuti in più si ottiene l’uovo barzotto, in cui l’albume si è solidificato completamente mentre   il tuorlo è rimasto molle.

UovosodoL’uovo sodo
Occorrono circa 6 minuti per ottenere l’uovo sodo, in cui sia albume che tuorlo sono totalmente solidificati.

Vini Vigna Dogarina

“L’ultima stanza… Non è l’ultima.”

EzioBosso6Sanremo2016 ospitando ieri sera Ezio Bosso ha mandato in onda qualcosa di speciale, dieci minuti che da soli possono valere il costo del biglietto per entrare all’Ariston o il doversi sciroppare l’intera serata seduti sul divano.
Una presenza quella del maestro Bosso che credo abbia insegnato a molti come un uomo diverso, nonostante la sua diversità o grazie ad essa possa esprimere intelligenza e profondità attraverso un mix di meraviglia e bellezza.
La musica ci insegna la cosa più importante: ad ascoltare e ad ascoltarci l’un l’altro.
Ha presentato un brano del suo doppio cd “The 12th Room” che trae spunto da una teoria antica che spiega come la vita sia composta da 12 stanze, quelle in cui lasciamo qualcosa di noi.
La prima stanza, quella della nostra nascita, però riusciremo a ricordarla solo quando raggiungeremo l’ultima, ma l’ultima stanza…non è l’ultima e si può quindi ricominciare!
Ma di quanti altri Ezio Bosso è piena la nostra vita di tutti i giorni?
Dove abitiamo, a scuola, in ospedale, sugli autobus o quando appoggiamo per un attimo la nostra auto sul loro parcheggio riservato!
Ascoltiamoli, sempre!

Ezio-Bosso5

cliccare sulla foto sopra per vedere il video della sua presenza a Sanremo2016

Vini Vigna Dogarina

Quando l’autogol è un capolavoro!

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Renzi-Rowhani-conferenzaDa ragazzino quando seguivo i miei genitori in casa di qualche loro amico mi arrivava puntuale, pur essendo un tipo piuttosto tranquillo, la predica di rito : “mi raccomando comportati bene, stai al tuo posto, a tavola non fare richieste strane, mangia quello che ti viene servito e ricordati che non sei a casa tua”.
In quei tempi l’essere ospite in casa di altri significava rispettare le regole non scritte del galateo e credo che ancora oggi le persone educate e di buon senso abbiano ben chiaro quale sia il giusto mix di comportamenti da seguire da una parte e dall’altra per portare a compimento nei migliore dei modi un momento d’incontro.
Quello che è successo in occasione della visita romana del presidente iraniano Hassan Rouhani è qualcosa di avvilente per la cultura del nostro Paese e soprattutto per gli italiani.
Si potrebbe disquisire su quanto possa essere discutibile ospitare il presidente di un regime dove le esecuzioni capitali sono perennemente all’ordine del giorno, che incarcera e tortura i prigionieri politici, che umilia le donne e che nonostante fosse stato approvato dall’Onu un documento proposto dall’Unione europea sulla depenalizzazione dell’omosessualità, ritiene per il momento di considerare ancora un reato l’omosessualità, punibile con la condanna a morte. ( fonte: formiche.net).
Secondo i dossier di «Nessuno tocchi Caino» in Iran sono state giustiziate nel 2015, 1.084 persone contro le 753 del 2014.
Forse più che coprire le nudità delle statue capitoline qualcuno di quelli che gli hanno stretto calorosamente la mano (Matteo Renzi, Sergio Mattarella) avrebbero dovuto chiedergli conto del mancato rispetto dei diritti umani nel suo Paese, visto che l’Italia è tra coloro che stanno punendo con sanzioni la Russia di Putin.
E’ il caso di dire che mai come in questo caso “pecunia non olet” visto che Rouhani ha portato con sé 17 miliardi di euro di accordi per le aziende italiane, ben accolti dal presidente di Confindustria Squinzi.
Che pensare poi di un Pontefice amato in tutto il mondo (non volle stringere la mano al Dalai Lama per non urtare il regime cinese) che pure lui si è piegato al quel dio denaro che giorno dopo giorno dice di voler combattere.
Ma il bello dell’intera vicenda è che come sempre avviene in Italia ogni qualvolta la politica ne combina una delle sue, prontamente parte il giochino dello scarica barile!
Il Governo dice di non saperne nulla, il ministro Franceschini ancora meno e prontamente scarica il tutto sulla Sovrintendenza della Capitale, la quale a sua volta rigetta le accuse alla Presidenza del Consiglio!
E così al segretario generale di Palazzo Chigi non pare vero di poter dare il meglio di se stesso ( che per un buropolitocratico è una vera goduria) avviando un’indagine interna per poter accertare le responsabilità e fornire tutti i necessari chiarimenti in merito alla vicenda.
Ma per scoprire chi ha coperto migliaia di anni di arte e cultura per non turbare la sensibilità di un regime che non brilla certo per umanità, non era sufficiente fare duebarratre telefonate?
Si fa il nome di Ilva Sapora, dirigente dell’ufficio del Cerimoniale della presidenza del Consiglio, che in pratica guida il Cerimoniale da tre anni.
Questa signora segue il Premier in Italia e all’Estero pur avendo una conoscenza dell’inglese a livello elementare, come recita il suo curriculum sul sito della Presidenza del Consiglio ( ma questo aspetto potrebbe essere un pregio, per un Premier che è fermo a “the pen is on the table”).
Come sostiene il Corriere sembra quanto mai improbabile, visto il metodo di lavoro di Renzi, “che possa aver preso la decisione di coprire i nudi del Campidoglio in totale autonomia”.
Ad avvalorare questa tesi c’è fatto non secondario il precedente dell’ottobre scorso, quando a Firenze, in occasione del vertice bilaterale con lo sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, Renzi fece oscurare dal cerimoniale di Palazzo Chigi e di Palazzo Vecchio con un pannello blu gigliato una scultura di Jeff Koons ex marito della pornostar Cicciolina.

Ministra-Guidi-chador
Ma c’è di più, le nostre politiche quando vanno a Teheran o nel mondo islamico (come testimoniano le foto, tra cui una assolutamente fantastica della ministra Guidi in chador) sentono il bisogno di indossare il burqua per rispetto alla cultura islamica, mentre noi al contrario quando Rouhani viene a Roma ci auto censuriamo coprendo il nostro patrimonio culturale!
Detto che le statue non andavano coperte, se proprio era irrefrenabile il bisogno di prostrarsi si poteva evitare questo clamoroso autogol cambiando il percorso della visita ed evitando una figuraccia mondiale!
Per la cronaca, è opportuno precisare che durante le visite ufficiali le rappresentanti di altri Paesi, nel mondo islamico non sono tenute a indossare il velo, ma come ha chiarito Stefania Craxi ( in occasione della presentazione a Udine sul libro delle vicende di Sigonella) quando si incontra un autorità religiosa l’uso del velo è giusto.
Peccato che in occasione della visita del Premier Renzi e del suo entourage a Papa Francesco nessuna delle donne presenti abbia sentito il bisogno di coprire il capo con un velo nero, così come aveva già fatto anche la presidente della Camera Boldrini e la figlia del Presidente Mattarella.
Potrei parlare del vino non servito durante il pranzo conviviale per rispettare la cultura islamica, in un Paese che è il primo produttore al mondo di vino, ma non voglio infierire oltre per rispetto ai produttori di vino italiani.
A proposito di rispetto mi piace ricordare un fatto accaduto nel maggio del 2007, quando durante una visita a Udine dell’ex presidente dell’Iran Khatami fu programmato un incontro, con i vertici dell’Assindustria friulana, al quale non ha potuto partecipare Giannola Nonino in quanto produttrice di grappa.
Sta bene adeguarsi alle regole altrui quando si va all’estero, ma anche chi viene in Italia dovrebbe rispettare le nostre regole, la nostra cultura e la nostra religione.

Papa-Renzi

Ann Cowan

AnnCowanAnn Cowan è nata nel 1974 ed è cresciuta nel Scottish Borders (area amministrativa della Scozia, creata nell’anno 1975 dalla fusione di quattro contee storiche: Berwickshire, Peebles-shire, Roxburghshire e Selkirkshire).
Figlia di un artista e di un architetto, nonostante arte e architettura abbiano sempre avuto un ruolo importante nella sua vita, Ann inizialmente decise di studiare legge alla Edinburgh University lavorando come avvocato per nove anni.
Dopo l’arrivo dei suoi due figli, Thomas e Sophie, Ann ha colto l’occasione per cambiare direzione alla sua carriera, seguendo il suo “amore di una vita”, quello per l’arte e l’architettura.
Ha quindi studiato al Edinburgh College of Art specializzandosi nella pittura del paesaggio urbano.
Ha esposto le sue opere presso le RSA, RSW e VAS ( mostre annuali aperte ) e passa il suo tempo a disegnare e dipingere l’architettura d’ispirazione di Edimburgo, oltre a prendersi cura della sua famiglia.
Nei suoi lavori Ann celebra l’architettura e l’ambiente urbano, e lo fa passando molto tempo a dipingere direttamente sul luogo che sta ritraendo.
Predilige forti forme architettoniche e modelli che ricerca nella sua Edimburgo attraverso l’ispirazione che le arriva da : porte, vetrine colorate, motivi decorativi e scritte.
I suoi dipinti più grandi si sviluppano dalle idee riportate sui suoi taccuini e vengono costruiti nel tempo con strati di collage, pittura acrilica e inchiostro.
Nei suoi lavori non è così difficile ritrovare una sorta di fusione tra astrazione e figurazione.

Per maggiori informazioni:
Sito web
Pagina facebook

White Musk / Muschio Bianco

27 gennaio 2016 impossibile dimenticare!

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria“, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, e coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

Questo il testo integrale della legge del 20 luglio 2000  con cui viene istituito in Italia  il Giorno della Memoria.

Erano più o meno le tre del pomeriggio del 27 gennaio 1945 quando tutto il mondo, attraverso gli occhi del maresciallo sovietico Koniev a capo della Prima Armata del Fronte Ucraino, ha la possibilità di vedere quale inferno si trovi dietro le porte di Auschwitz e a quella scritta “Arbeit macht frei” – “Il lavoro rende liberi” passata infaustamente alla storia.
Sono passati 71 anni da quel giorno e oggi come allora sono le immagini a testimoniare che mai e poi mai il mondo potrà dimenticare!

Goodbye a David Bowie, la leggenda del rock!

David-Bowie7Se ne è andato dopo diciotto mesi di lotta contro quel male che non l’ha risparmiato, tre giorni dopo il suo sessantanovesimo compleanno.
Il suo primo singolo, ‘Can’t help thinking about me’, venne pubblicato il 14 gennaio del 1966 a testimoniare che il Duca Bianco è riuscito a rivoluzionare la storia del rock attraverso una carriera durata 50 anni.
E’ stato un gigante della musica, ha scritto canzoni memorabili che oggi di fatto lo consacrano all’eternità e prima di andarsene ha voluto lasciare ai suoi milioni di fan un regalo d’addio, un ultimo album, appena uscito, “Blackstar” che può essere considerato una sorta di testamento artistico.

Questo il suo epitaffio:
«I don’t know where I’m going from here, but I promise it won’t be boring».
(Non so dove sto andando ma vi prometto che non sarò noioso).

David Bowie

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2015 – un anno da dimenticare!

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Una cara amica nello scambio di auguri per l’anno che verrà, mi ha scritto:

“è stato un anno difficile ma il prossimo finisce con il 16 che, mi dicono, è un numero fortunato. Crediamoci! Non costa niente …”

Auguri di ogni bene!
Buon 2016

pensierinodellasera

Renzi & Boschi : l’Italia giusta siamo noi!

Fragranze White Musk

Boschil'ItaliagiustaIl Premier Renzi non trova di meglio che correre in soccorso della regina della Leopolda ( forse sarebbe il caso di dire ex-regina, vista la fugace apparizione nella sesta edizione appena conclusa) caduta nelle grinfie dei malpensanti e di tutti quei giornalisti che hanno avuto l’ardire di sottolineare le non poche “strane” coincidenze emerse nel momento in cui il Governo ha messo mano al decreto salva banche, non da ultimo lo scrittore Saviano che da luce quando criticava Berlusconi è diventato oggi per Renzi & company qualcosa del tipo : «per un bravo scrittore perdere la creatività è terribile, Saviano riponga il mattarello».
La vicenda è ormai di dominio pubblico non fosse altro per il fatto che a fare le spese della mala gestione della Banca Etruria sono tutti quei piccoli e medi risparmiatori che fidandosi sulla parola del funzionario di riferimento della propria filiale hanno perso tutti i loro risparmi.
Il padre della ministra, Pierluigi Boschi è stato Consigliere di Amministrazione di Banca Etruria dal 3 aprile 2011 e Vice presidente dal maggio 2014 (giusto tre mesi dopo l’insediamento del Governo Renzi) fino a quando la banca è stata commissariata (nella stessa banca hanno lavorato il fratello della ministra, Emanuele e la di lui moglie Valentina).
Nel 2012 e nel 2013 la Banca d’Italia a seguito di due ispezioni ha multato Banca Etruria per 2,54 milioni di euro e tra coloro a cui era rivolta la sanzione figura anche Pier Luigi Boschi a cui gli ispettori di via Nazionale infliggono una multa di 144mila euro per “violazioni di disposizioni sulla governance, carenze nell’organizzazione, nei controlli interni e nella gestione nel controllo del credito e omesse e inesatte segnalazioni alla vigilanza”.
Sembrerebbe che il padre della Boschi abbia detto in questi giorni di logoramento poltico di essersi impegnato a fare tutto il possibile per cercare di salvare la banca dal dissesto, ma nel periodo 2013/14 quando la banca è già attenzionata da Bankitalia il consiglio di amministrazione spende in consulenze oltre 15 milioni di euro, mentre negli ultimi cinque anni consiglieri e sindaci ricevono emolumenti per oltre 14 milioni di euro mentre la banca arriva a cumulare perdite per oltre 300 milioni a cui vanno a sommarsi altri 500 milioni prima del de profundis.
Se come sostiene qualcuno l’affossamento della banca è dovuto in buona parte ai “crediti malati” non si capisce per quale motivo su oltre 1600 dipendenti della banca solo 19 siano stati utilizzati come addetti al recupero dei crediti!
Ma c’è di più, sembrerebbe come rivela il Sole24Ore che 13 ex amministratori e 5 sindaci della banca di fatto prestavano i soldi a loro stessi (198 posizioni di fido per un importo totale di 185 milioni) e di questi soldi ben 90 milioni sono finiti tra i prestiti in incaglio o in sofferenza e coincidenza delle coincidenze chi lavorava nell’ufficio incagli di Banca Etruria se non Emanuele Boschi, il fratello della ministra.

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Renzi da par suo si è buttato a pesce sulla vicenda tentando dapprima di scaricare ogni responsabilità sulla Commissione Europea dicendo che le regole delle banche adesso le decide l’Europa, ma il commissario Ue ai servizi finanziari Jonathan Hill non ci ha messo molto a chiarire che: “esistono alcune banche che vendevano alla gente prodotti inadatti e questo ha avuto conseguenze personali per alcune persone in Italia, ma è il governo italiano a essere alla guida del processo di salvataggio delle 4 banche italiane e sono quindi del Governo italiano le responsabilità inerenti al provvedimento emanato”.
E così il buon Renzi corregge il tiro e afferma che : “Il Governo italiano quando ha visto che quattro banche rischiavano di chiudere e rischiavano di perdere migliaia di posti di lavoro e i soldi dei contribuenti è intervenuto e sono molto lieto delle misure che ha preso perché ha salvato i soldi dei conti correnti e i posti di lavoro” (anche i posti di lavoro di chi ha truffato i propri clienti) e aggiunge di essere favorevole all’apertura di una commissione di inchiesta parlamentare su ciò che è avvenuto nel sistema bancario italiano ed europeo negli ultimi 15 anni.
Peccato che in questi giorni la Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, presieduta dall’On.le Fioroni e nata dall’esigenza di fare luce sugli aspetti non ancora chiariti della tragica vicenda ha depositato il testo della relazione sui primi 12 mesi di attività impiegati per far luce su un fatto accaduto 37 anni fa!
Questo giusto per capire cosa significhi nel nostro paese aprire una commissione di inchiesta parlamentare!
Ma intanto la polemica politica aumenta giorno per giorno dopo il suicidio di un pensionato che ha perso 110mila euro in obbligazioni subordinate presso la Banca Etruria e il Premier in questo frangente riesce a dare il meglio di sé affermando che: “Non sono abituato a strumentalizzare la vita e la morte di alcune persone. Il governo esprime il proprio dolore e fa le condoglianze alla famiglia dell’uomo che si è tolto la vita dopo aver perso i suoi soldi ma è al lavoro per trovare soluzioni”.
Ma Renzi si sa, predica bene ma razzola male e infatti mentre stava tenendo il suo discorso alla chiusura della Festa dell’Unità di Milano (domenica 6 Settembre 2015) sul palco alle sue spalle capeggiava a mo’ di poster l’immagine terrificante del povero bimbo siriano Aylan.
La ministra Boschi da par suo ha dichiarato di “non accettare lezioni di moralità da nessuno” perchè il Governo “non fa favoritismi o leggi personali”   e “sul piano politico non c’è nessun disagio perché il nostro governo è intervenuto per evitare che quattro banche chiudessero. Queste quattro banche avranno un futuro ridimensionato, ma avranno un futuro. Abbiamo fatto quello che ritenevamo giusto e potevamo fare”.
Peccato che nel decreto salva banche licenziato dal Governo Renzi si consentano azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori solo con l’autorizzazione del commissario della società e come ricorda “La Stampa” di sabato 12 dicembre 2015, l’articolo 35 del decreto che ha recepito la direttiva del bail-in recita: «L’esercizio dell’azione sociale di responsabilità e di quella dei creditori sociali contro i membri degli organi amministrativi e di controllo e il direttore generale (…), spetta ai commissari speciali sentito il comitato di sorveglianza, previa autorizzazione della Banca d’Italia», il che tradotto in termini pratici vuol dire che i truffati che volessero avviare eventuali azioni di risarcimento per le responsabilità degli amministratori non potranno farlo senza ottenere in via preventiva il benestare dei commissari, del comitato di sorveglianza e di palazzo Koch (della serie, campa cavallo che l’erba cresce).
Sempre la ministra Boschi, in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa che la vede tra le protagoniste del libro stesso, ha dichiarato: “Mio padre è una persona perbene e se sento del disagio è verso di lui e la mia famiglia, se mio padre è finito nelle cronache, è perché è mio padre e mi spiace. Ma lo conosco, conosco la mia famiglia e affronteremo questo momento”.
Forse sarebbe opportuno che la ministra Boschi indipendentemente da come andranno a finire le mozioni di sfiducia presentate in Parlamento dalle opposizioni nei suoi confronti e del Governo Renzi sentisse la responsabilità come esponente di quella nuova classe politica che avanza di rispondere insieme al suo babbo a poche e semplici domande per togliere d’impaccio lei e tutta la sua famiglia e per dimostrare agli Italiani che lo slogan di cui si fa forza il suo partito “Pd – l’Italia giusta!“ non diventi l’ennesima barzelletta a cui ci ha abituato chi fa politica in Italia!
Queste le domande:
– Il Sole24Ore riporta che negli ultimi 5 anni i 13 ex amministratori e i 5 sindaci di Banca Etruria si sono assegnati compensi per oltre 14 milioni di euro: quanti di questi 14 milioni sono stati pagati a Pierluigi Boschi?
– Sempre secondo il Sole24Ore gli amministratori di Banca Etruria si sono concessi fidi per 185 milioni, quanti di questi soldi sono andati a società riconducibili alla famiglia del ministro Boschi?
– I crediti in incaglio o sofferenza in capo ad amministratori e sindaci di Banca Etruria valgono 90 milioni di euro (fonte: Sole24Ore): quanti di questi 90 milioni sono dovuti da Pierluigi Boschi?
– I crediti in sofferenza o incaglio di Banca Etruria ammontano a 3 miliardi: quanti di questi 3 miliardi di crediti in sofferenza o incagliati sono stati concessi a società amministrate da Pierluigi Boschi o da altri famigliari di esponenti del governo, compreso il Premier Renzi?
– Nel biennio 2013/14, sono stati spesi in consulenze da Banca Etruria ben 15 milioni di euro attraverso “incarichi che vengono forniti sulla stessa materia a diversi professionisti”: quanti di questi 15 milioni sono stati assegnati a familiari o amici del ministro Boschi?

Se può essere d’aiuto per invogliarla a rispondere non sarebbe male che la ministra Boschi si rivedesse il filmato delle dichiarazioni da lei rilasciate nella trasmissione Ballarò nel novembre 2013 in occasione della vicenda che portò alle dimissioni della ministra Cancellieri ( per una telefonata fatta o ricevuta).
Ho letto infine che la città di Arezzo si sarebbe stretta intorno alla sua ministra e alla famiglia Boschi ben voluta da tutti e non mi capacito come alle recenti elezioni comunali del 15 giugno 2015 il candidato Sindaco Matteo Bracciali sostenuto dal Pd e dalla ministra sia stato battuto al ballottaggio da Alessandro Ghinelli sostenuto dal Centro-destra.
Fatto questo che ha riconsegnato alla destra la città di Arezzo dopo 10 anni di governo della sinistra e chissà se nel segreto delle urne nel momento di vergare la scheda a qualcuno il pensiero non sia andato agli amici degli amici di Banca Etruria!
Che sia un’altra l’Italia giusta!

Questo l’intervento della ministra Boschi a Ballarò nel novembre 2013

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Polvere di stelle

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GuidaMichelinlogo2Giovedì 10 dicembre si è tenuta a Milano la presentazione della Guida Michelin Italia 2016 e Michael Ellis direttore internazionale della Guida Michelin ha descritto l’Italia come «Una delle destinazioni più dinamiche e affascinanti del mondo» di cui la Guida rossa, strumento utile e pratico per chi viaggia, è in grado di scattare ogni anno una fotografia attraverso i suoi ispettori che ne setacciano puntigliosamente il territorio.
La Guida Michelin funziona è innegabile, del resto chi non ha consultato la “rossa” almeno una volta nella vita?
L’originario libercolo rosso dedicato agli automobilisti nato nel 1900 è arrivato in Italia nel 1956 e da allora ha decretato anno dopo anno gioie e dolori per quegli chef che hanno affidato alla tanto agognata stella un ruolo puramente promozionale.
La Guida è un ottimo business editoriale, ma la cucina non c’entra niente, è tutta un’altra storia che non può essere riconducibile a una stella che talvolta diventa una vera e propria fissazione per tutti coloro che vi ruotano intorno.
Tra gli addetti ai lavori c’è chi la venera e ne attende con trepidazione l’uscita per vedere rinsaldata la propria notorietà e consolidare il fatturato, mentre c’è chi come Gualtiero Marchesi (il principe degli chef) ed Ezio Santin (chef dell’ Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano) ritengono che la passione per la cucina non possa essere subordinata ai voti, e quindi in tempi diversi hanno deciso di uscire dalla “rossa”.
L’edizione italiana 2016 segnala 6300 indirizzi e ben 334 stelle così ripartite: 8 tre stelle, 38 due stelle e 288 stelle (26 le nuove stelle) che confermano l’Italia come secondo paese al mondo con il più alto numero di stelle.
Le regioni più stellate sono nell’ordine la Lombardia con 56, seguita dalla Campania con 37, dal Piemonte e Veneto a pari merito con 36, dalla Toscana con 29 e dal Trentino Alto Adige con 27.
La vera chicca dell’edizione 2016 è costituita dal declassamento del Combal.Zero di Davide Scabin da due a una stella, fatto questo che ha scatenato un tam tam immediato sui social dove è partito un vero e proprio cinguettio di incredulità.
C’è chi parla di vera e propria doccia fredda per i numerosi fan di Scabin e dell’intera brigata del Combal.Zero, o chi addirittura come il fotografo Bob Noto (uno dei più noti fotografi del settore a livello internazionale) affida alla sua pagina facebook la piena solidarietà allo chef di Rivoli lanciando “Je Suis Scabin”.
Scabin nel frattempo affida il suo commento al Corriere della sera : “Sono basito, non so cosa dire. Non ho avuto alcuna spiegazione dalla Michelin, non so proprio come commentare la decisione della guida. E pensare che qui al Combal.Zero abbiamo fatto un anno di lavoro bellissimo, con il ristorante sempre pieno e tante innovazioni. Ero convinto di essere sotto osservazione per la terza stella, che magari sarebbe potuta arrivare l’anno prossimo. E invece mi hanno tolto la seconda. Non modificherò né i piatti né i prezzi, vado avanti con la solita qualità e la solita ricerca. Quindi sarò il ristorante a una stella più caro d’Italia: il mio menu degustazione costa 200 euro”.
Ma la levata di scudi a favore di Scabin assume più che altro i contorni di una vera e propria difesa d’ufficio verso un grande ristorante italiano considerato che quasi tutti contestano il giudizio espresso dalla “rossa” senza però parlare di cucina e porsi l’unica domanda possibile: al Combal.Zero oggi si mangia come o meglio di due anni fa?
Nella giostra delle guide ci sta che un ristorante di un certo livello debba essere presente per una questione di visibilità e quindi di comunicazione, ma nel momento in cui si decide di salire sulla giostra (e quella della “rossa” è una sorta di rampa di lancio verso la clientela straniera) bisogna condividerne appieno le regole che prevedono da una parte di poter essere ben giudicati e quindi di trarre benefici in termini di visibilità e dall’altra di dover accettare con la dovuta signorilità i giudizi non troppo benevoli che dovrebbero sollecitare un momento di riflessione sul proprio operato a meno che non si pensi di essere esentati dal commettere errori.
Il mondo delle guide per un ristorante che voglia ambire al Gotha della ristorazione è un’operazione ineludibile di marketing per cui fatto salvo il detto: “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”, Scabin da questa vicenda potrebbe ricavarne una maggiore visibilità rispetto a quella che gli avrebbe garantito il mantenimento della seconda stella.

Capodanno 2016 – Parigi e Roma le mete più gettonate su Venere.com

Invito all'assaggio 6 bottiglie di Prosecco di Valdobbiadene Superiore DOCG con spedizione gratuita!

venere-logo-200x200Dopo il Natale trascorso in famiglia gli Italiani per Capodanno amano volare nelle grandi capitali europee o scoprire i tesori offerti dalle città d’arte italiane: sono questi i risultati dell’analisi effettuata da Venere.com, lo specialista europeo dell’accomodation online, sui trend delle prenotazioni per i soggiorni di Capodanno.

EUROPA
Nonostante i recenti fatti di cronaca, in testa alle preferenze per le vacanze in Europa a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno rimane Parigi.
La magia della capitale francese, con le sue luci e le sue atmosfere romantiche, conquista infatti la vetta della classifica delle mete europee più prenotate su Venere.com.
Al secondo posto un’altra meta classica nelle preferenze degli Italiani in vacanza, Barcellona.
La città spagnola è da sempre sinonimo di allegria e divertimento e quale miglior destinazione per trascorrere la notte più lunga dell’anno?
Il terzo gradino del podio rappresenta invece una vera e propria sorpresa: Monaco di Baviera ha infatti superato non soltanto la connazionale Berlino, ma persino Londra nelle preferenze degli Italiani a Capodanno.
Tra cenoni, feste con giri di valzer e grandi padiglioni per la disco-music, la città tedesca offre un’ottima alternativa ai classici veglioni nelle capitali europee.
Chiudono la top 5 Londra, da sempre una delle capitali più apprezzate nel periodo natalizio, e Amsterdam, i cui canali si arricchiscono di magia con le luminarie ed i brindisi al nuovo anno.
Questa la classifica completa delle 10 mete europee più prenotate dagli utenti italiani di Venere.com:

capodanno1

ITALIA
Qualche giorno alla scoperta di una città d’arte italiana è quello che ci vuole per iniziare al meglio il nuovo anno, secondo gli utenti di Venere.com.
Roma occupa saldamente il primo posto della classifica delle mete italiane più prenotate a Capodanno e, complice anche il Giubileo, si appresta ad ospitare un gran numero di turisti in occasione delle festività.
Medaglia d’argento per Firenze, una delle città d’arte più amate, che anche in occasione dei festeggiamenti della fine dell’anno sarà tra le destinazioni preferite dagli Italiani.
Al terzo posto le atmosfere romantiche di Venezia, dove, allo scoccare della mezzanotte, è tradizione da diversi anni un grande bacio collettivo tra coppie di tutto il mondo: un appuntamento imperdibile per gli innamorati!
Il folclore dei festeggiamenti partenopei porta Napoli al quarto posto della classifica, mentre chiude la top 5 la città di Torino, dove tra cenoni, fuochi d’artificio e balli, il Capodanno si preannuncia un evento da non perdere.
Questa la classifica completa delle 10 città italiane più prenotate dagli utenti italiani di Venere.com:

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un giornalista in viaggio che non sopporta gli ombrelli