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2015 – un anno da dimenticare!

Invito all'assaggio 6 bottiglie di Prosecco di Valdobbiadene Superiore DOCG con spedizione gratuita!

Una cara amica nello scambio di auguri per l’anno che verrà, mi ha scritto:

“è stato un anno difficile ma il prossimo finisce con il 16 che, mi dicono, è un numero fortunato. Crediamoci! Non costa niente …”

Auguri di ogni bene!
Buon 2016

pensierinodellasera

Dignità non è una nuova Legge truffa!

PDcracIl Presidente del Consiglio Matteo Renzi, non eletto dai cittadini, ma nominato dal Presidente Napolitano e da un Parlamento di trasformisti ha scritto ieri una lettera strappa lacrime ai segretari dei circoli del PD che iniziava cosi: “Care compagne e compagni, care amiche e cari amici, care democratiche e cari democratici, scrivo a voi responsabili dei circoli del nostro partito in un momento delicato della vita istituzionale del Paese.” e in un ulteriore passaggio sottolineava “c’è in ballo soprattutto la dignità del nostro partito”.
Credo che dignità sia un concetto profondo e trovo che sia offensivo utilizzarlo per dirimere una polemica interna a quello che una volta era il partito della sinistra e oggi si appresta a diventare il partito della nazione imbarcando una marea di trasformisti tra cui si mormora i vari Verdini & company e la famiglia Bondi.
Basti pensare che negli ultimi 24 mesi tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica vi sono stati ben 235 cambi di casacca (119 alla Camera e 116 al Senato) che testimoniano come per buona parte dei deputati l’imperativo primario a questo punto della legislatura sia cercare di garantirsi una poltrona anche per la prossima tornata elettorale.
Ecco quindi che Renzi si è trovato indicata dagli stessi deputati la strada da seguire, quella del ricatto, che ha esercitato chiedendo in Parlamento per il suo Governo una fiducia ogni 12 giorni ben sapendo che il non votare la fiducia avrebbe significato per i parlamentari in automatico la non riconferma in un futuro Parlamento di nominati.
Poche ore fa la ministra Boschi ha posto alla Camera dei Deputati la fiducia sulla legge elettorale, quell’Italicum che passerà alla storia come la terza Legge truffa del nostro Paese dopo la Legge Acerbo del 1923 (voluta da Mussolini) e la Legge Truffa del 1953 (fermamente avversata dall’allora Partito Comunista).
Peccato che il 15 gennaio 2014 Renzi in un tweet scriveva: “Legge elettorale. Le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato”.
Tornado al concetto di dignità usato da Renzi nella sua lettera al popolo di sinistra credo siano opportune alcune riflessioni:
– dignità vuol dire anche essere affidabili e mantenere gli impegni presi, come nel caso del tweet sulla legge elettorale andato completamente disatteso;
– dignità vuol dire anche spiegare cosa ci faceva il ministro Polletti a tavola con il protagonista di Mafia capitale;
– dignità vuol dire anche spiegare cosa ci faceva (e quanto ha pagato, se ha pagato lui) alla cena elettorale promossa da Renzi per la raccolta fondi per il PD il protagonista di Mafia capitale;
– dignità vuol dire anche spiegare le candidature di De Luca in Campania ( che se eletto verrà dichiarato decaduto in quanto ineleggibile ) e della Paita in Liguria, indagata per omicidio e disastro colposo per l’alluvione dell’ottobre 2014, nonché artefice di una vittoria alla primarie liguri in cui ha imbarcato voti da ogni parte politica pur di garantirsi la vittoria;
– dignità vuol dire anche mandare a casa la ministra Giannini che ha dato degli “squadristi” agli insegnati che la contestavano a Bologna;
– dignità è avere la dignità di farsi eleggere dai cittadini prima di stravolgere la Costituzione e varare una legge elettorale che consegnerà l’Italia a se stesso per gli anni a venire!
Oggi per poter porre la fiducia sulla legge elettorale il Premier Renzi ha convocato un Consiglio dei Ministri straordinario, dove nel giro di pochi minuti si è deliberato che è cosa buona e saggia per il Paese approvare nel più breve tempo possibile la nuova legge elettorale (magari prima delle elezioni regionali) nell’interesse dei cittadini che secondo lui hanno come desiderio primario l’avere una nuova legge elettorale, piuttosto che un lavoro sicuro o migliori condizioni di vita.
A questo punto credo che quella che oggi viene chiamata minoranza all’interno del Pd non abbia più alibi e se veramente ritiene che la presa di posizione di Renzi sia l’anticamera della non democrazia ha solo una cosa da fare, staccare la spina!

Fermare Renzi è un dovere democratico!

truffaIl 10 dicembre del 2012 Matteo Renzi in un tweet rivolto a Berlusconi scriveva : “Caro Silvio, le cose si possono comprare, le persone no. Non tutte, almeno. Io no. Hai le porte aperte per me? Chiudi pure, fa freddo! #ciao”.
Il 12 marzo 2014 l’allora Capogruppo di SEL alla Camera dei deputati Gennaro Migliore in un tweet sull’Italicum scriveva : “Quello che viene chiamato #Italicum ha lo stesso orrendo odore del #Porcellum , che arriverà a impestilentire tutto il Paese. #opencamera”.
Per la cronaca l’On.le Migliore il 18 giugno 2014 si è dimesso dalla carica di Capogruppo di SEL per dar vita a una associazione chiamata “ Libertà e Diritti – Socialisti Europei “ detta anche LED.
Dopo tre mesi di permanenza nel gruppo misto della Camera dei Deputati il 22 ottobre 2014 l’on.le Migliore con la sparuta pattuglia di fuoriusciti da SEL passa alla corte di Renzi nel Partito Democratico.
Lunedì 27 aprile 2015 quando l’Italicum (approvato oggi dalla Commissione Affari Istituzionali alla presenza dei soli rappresentanti del Governo e della maggioranza) approderà in aula per la maggioranza il relatore sarà indovinate un po’ chi? L’on.le Gennaro Migliore!
Tutto sommato il tweet di Renzi a Berlusconi riletto oggi non fa una piega, le cose si possono comprare, le persone no! Ma una poltrona cos’è? Un seggio blindato in Parlamento alle prossime elezioni, quando i nomi dei futuri eletti del PD li farà il segretario Renzi, cos’è? Una poltrona certa!
Ecco quindi spiegate le sostituzioni dei dieci dissidenti del PD nella Commissione Affari Istituzionali sostituiti da altrettanti parlamentari del PD che hanno obbedito non tanto per spirito di servizio ma per garantirsi un posto alla prossima tornata elettorale.
Questo atto vergognoso per il partito dei Gramsci,Togliatti, Amendola e Berlinguer fa capire quanto sia necessario che ai cittadini venga riconosciuto il diritto di poter scegliere con la preferenza il proprio politico di riferimento da mandare in Parlamento e se fossi un elettore di sinistra mai e poi mai darei la mia preferenza a chi si è prestato (con la sua disponibilità al subentro) a rimpiazzare i parlamentari sostituiti d’imperio.
Per futura memoria è utile ricordare i nomi dei cacciati : Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Rosy Bindi, Andrea Giorgis, Enzo Lattuca, Alfredo D’Attorre, Barbara Pollastrini, Marilena Fabbri, Roberta Agostini e Marco Meloni, e quelli dei sostituti : Paola Bragantini, Stefania Covello,Edo Patriarca; Stella Bianchi, Maria Chiara Gadda,Giampaolo Galli, David Ermini,Alessia Morani, Ileana Piazzoni, Franco Vazio ( tra questi giusto per la cronaca 6 sono abusivi: Morani, Gadda, Vazio, Covello, Piazzoni, Ermini, tutti eletti con premio il maggioranza incostituzionale).
Fragranze White MuskAl ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che oggi se ne è uscita con la dichiarazione: “Sinceramente credo che le opposizioni abbiano poca dimestichezza con le regole della democrazia, il confronto in commissione c’è stato per 13 mesi tra i due rami del Parlamento e proseguirà con chi resta in Commissione”, sarebbe opportuno che qualcuno ricordasse che la Corte costituzionale ( per quello che ancora vale ) nella sentenza 14 del 1964 si è espressa in maniera del tutto precisa: “Il divieto di mandato imperativo importa che il parlamentare è libero di votare secondo l’indirizzo del suo partito, ma è anche libero di sottrarsene. Nessuna norma potrebbe legittimamente disporre che derivino conseguenze a carico del parlamentare per il fatto che egli abbia votato contro le direttive del partito”.
Ma quello che sta accadendo in questi giorni in Parlamento non riguarda solo i mal di pancia del PD e gli elettori della sinistra ma al contrario pone all’attenzione dell’intera nazione l’avanzata di un fenomeno che molti hanno chiamato “Renzismo“ o meglio ancora “ Democratura”.
Ditemi voi se quello che sta mettendo in atto Renzi da tempo nell’indifferenza generale non ricorda molto da vicino il modus operandi con cui il Fascismo prese il potere attraverso sei semplici mosse:
1) NO al voto popolare (Renzi non è stato eletto dal popolo);
2) Decide il Re chi mettere alla guida del Governo (Renzi è diventato Premier nominato dal presidente della Repubblica senza passare attraverso regolari elezioni);
3) Le opposizioni vengono di fatte azzerate (è quello che sta accadendo per l’Italicum);
4) Premio di maggioranza al partito che riceve più voti (è quanto previsto dall’Italicum che assegna un premio di maggioranza spropositato al partito che vincerà le elezioni, in prima battuta o al ballottagio);
5) Abolizione delle preferenze (è quanto previsto dall’Italicum che toglie ai cittadini la possibilità di indicare la preferenza per il proprio candidato mantenendo di fatto una Camera dei Deputati di nominati);
6) Abolizione di una delle due Camere (già fatto con l’abolizione del Senato sostituito con il Senato delle Autonomie dove i senatori non verranno più votati dai cittadini ma saranno nominati dalle segreterie dei partiti attraverso i consigli regionali; l’esatta fotocopia della Camera dei Fasci e delle Corporazioni che sostituì la Camera dei deputati dal 1939 al 1943).
Ma il vero colpo finale del suo progetto di presa totale del potere Renzi lo vuole mettere a segno proprio con l’Italicum che è una moderna rivisitazione di quella che fu chiamata nel lontano 1953 la “legge truffa”, una legge che dopo un lungo dibattito alla Camera dei Deputati fu oggetto di una lettura fulminea al Senato con lo scopo di poter essere approvata giusto in tempo per entrare in vigore in occasione delle elezioni politiche del 3 giugno 1953.
La legge promulgata il 31 marzo 1953 aveva lo scopo di assegnare uno spropositato premio di maggioranza alla forza politica che nelle elezioni di giugno avesse raggiunto il 50% dei voti ( per la cronaca le forze apparentate ottennero il 49,8% dei voti e quindi il meccanismo della legge non scattò) e fu caldamente osteggiata dal Partito Comunista come testimoniano le pagine dell’Unità di allora.
Oggi l’ex Premier Letta che recentemente ha dichiarato che lascerà il Parlamento per assumere la direzione l’Istituto di studi politici di Parigi (Institut d’études politiques de Paris), conosciuto come Sciences Po, in un intervento nel programma mix24 di Minoli ha detto tra le altre cose che “Renzi racconta un Paese che non c’è!” e ancora sull’Italicum “Finora c’è stata solo una legge elettorale approvata a maggioranza stretta in Italia: il Porcellum ed è stato un disastro. Le altre, il Mattarellum e quelle della Prima Repubblica sono state approvate a maggioranze larghe perché, come ha detto Renzi stesso, le regole del gioco si fanno tutte insieme”.
Ma oggi Renzi le regole del gioco se le vuol fare da solo e solo per lui mentre nel suo programma elettorale per le primarie del 2012 diceva chiaramente “I deputati devono essere scelti tutti direttamente, nessuno escluso, dai cittadini“ (come si può leggere nello stralcio del suo programma riportato in fondo a questo articolo), della serie “ verba volant, scripta manent “.
Se poi volete avere una panoramica più ampia sull’intera vicenda andate sulla pagina facebook del Premier Renzi e leggetevi i commenti degli italiani, non so se ho visto male ma per trovarne uno favorevole bisogna farne scorrere dieci contrari ed è per questo che fermare Renzi è un dovere democratico!
Diffidate gente, diffidate da chi si vuol fare RE!

tweetmigliore
RenziTweetBerlusconi

PrimarieRenzi

Renzi e l’arte del baratto!

barattoPDMentre il buon Renzi va a farsi una gita premio negli USA per andare a trovare il Presidente Obama senza peraltro che si sappia il motivo che lo ha spinto oltre oceano in Italia la Whirpol, multinazionale statunitense che lo scorso anno rilevò la marchigiana Indesit, ha comunicato che il piano industriale della società prevede nell’immediato 1.350 esuberi di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri di ricerca, oltre alla chiusura dello stabilimento di Caserta dove lavorano circa 800 persone.
Il premier Renzi aveva definito l’operazione come “fantastica” e di aver “parlato personalmente con gli americani a Palazzo Chigi” mentre nell’intervista rilasciata il 13 luglio 2014 al Corriere della Sera ebbe a dire anche: “Noi, se ci riusciamo, vogliamo portare aziende da tutto il mondo a Taranto, a Termini Imerese, nel Sulcis, come nel Veneto. Il punto non è il passaporto, ma il piano industriale. Se hanno soldi e idee per creare posti di lavoro, gli imprenditori stranieri in Italia sono i benvenuti”.
Un’altra delle sue balle colossali che diventa prova provata, il suo Governo afferma di aver aumentato i posti di lavoro in Italia e solo con questa operazione “ fantastica “ 1.350 italiani perderanno il lavoro!
Ma il buon Renzi non si ferma davanti a nulla e continua a portare avanti la sua personale campagna di auto marketing e così capita che dia notizia sulla sua pagina facebook dell’incontro avuto con gli studenti della Georgetown University dove ha parlato alla vigilia del suo incontro con Barack Obama alla Casa Bianca.
Agli studenti ha detto tra le altre cose : “per troppo tempo però il nostro Paese è stata la bella addormentata nel bosco, come se il meglio fosse già accaduto e potessimo vivere il presente solo sognando il nostro grande passato. Ma noi siamo qui per svegliare la bella addormentata, noi siamo qui per dare un indirizzo al futuro. Questo indirizzo è il lavoro straordinario, l’energia, l’impegno che abbiamo messo in questo primo anno nelle riforme: la legge elettorale, l’architettura istituzionale, la PA, il fisco, il jobs act, la giustizia, la lotta alla corruzione, la buona scuola, l’innovazione”.
E chi poteva parlare di favole meglio di lui che ha dimostrato giorno dopo giorno di essere l’insuperabile Pinocchio della politica italiana!
Ma la vera notizia bomba di queste ore è che pinocchietto Renzi sembra sia pronto a barattare la Riforma del Senato ( tanto voluta presto e subito ) per avere via libera sulla legge elettorale dalla minoranza del suo partito, quel PD che sta veramente dando il peggio di sé con una minoranza che se avesse solo un minimo di dignità voterebbe contro l’Italicum per far cadere un Governo illegittimo e ridare ai cittadini la possibilità di eleggere un nuovo Parlamento che possa dar vita a un Governo che abbia una legittimazione popolare e non l’imprimatur di una nomina presidenziale ( come i due che l’hanno preceduto).
L’aria sta cambiando e Renzi da abile venditore di fumo lo sa benissimo e non a caso vuole far passare a tutti i costi e in velocità l’Italicum per poter poi andare al voto con una legge che concede la maggioranza assoluta dei seggi ad una forza politica che ammesso e non concesso che possa prendere il 40% dei voti non ha la maggioranza assoluta nel paese visto che la minoranza o meglio i perdenti rappresenterebbero comunque il 60% degli aventi diritto al voto.
A questo proposito il sondaggio condotto da IXE’ per Agorà la dice lunga su come la pensano in questo momento gli italiani, che dicono: nel 64% dei casi che il Governo Renzi ha fatto peggio del previsto e nel 57% dei casi che il dibattito sulla legge elettorale è superfluo essendo altre le priorità per il paese.
E allora Renzi che fa? Tira fuori dal cilindro magico l’arte del baratto! E con chi la fa questa sorta di permuta : a me l’Italicum a voi il Senato eletto! Con la minoranza del suo partito che altrimenti non gli voterebbe la legge elettorale in Parlamento.
Ma chi lo ha votato Renzi per fare e disfare una legge elettorale ad uso e consumo unicamente del suo partito politico? Nessuno! Perché si è sottratto al voto popolare mandando l’oramai famoso tweet #staisereno al malcapitato Letta.
Qualcuno lo fermi prima che sia troppo tardi! Non ci sono di mezzo i vari mal di pancia del PD ma qualcosa di molto più importante: la democrazia del nostro paese!

Smoky Poppy

Renzi Berlusconi e la premiata ditta FORZA RENZI

Nel teatrino della politica italiana ieri è andata in scena una moderna rivisitazione di quella che fu chiamata nel lontano 1953 la “legge truffa”, una legge che dopo un lungo dibattito alla Camera dei Deputati fu oggetto di una lettura fulminea al Senato con lo scopo di poter essere approvata giusto in tempo per entrare in vigore in occasione delle elezioni politiche del 3 giugno 1953.
La legge promulgata il 31 marzo 1953 aveva lo scopo di assegnare uno spropositato premio di maggioranza alla forza politica che nelle elezioni di giugno avesse raggiunto il 50% dei voti ( per la cronaca le forze apparentate ottennero il 49,8% dei voti e quindi il meccanismo della legge non scattò) e fu caldamente osteggiata dal Partito Comunista come testimoniano le pagine dell’Unità di allora.
L’evoluzione della politica ci ha portato dopo 60 anni a rivedere nelle aule del Parlamento una “Legge truffa“ che ieri è stata chiamata “Espositum“ o “supercanguro“ con cui il Senato della Repubblica votandola ha di fatto precluso la discussione e il voto su gran parte degli emendamenti presentati dai parlamentari con lo scopo di migliorare la nuova legge elettorale chiamata “Italicum”.
Ma al di là della gravità dell’atto anti democratico compiuto da chi ha votato l’emendamento presentato dal senatore del PD Esposito, la vera vergogna di questo attentato alla democrazia che ci consegnerà un Parlamento di nominati è il fatto che l’emendamento sia passato grazie ai voti di buona parte dei senatori di Forza Italia che di fatto dovrebbero rappresentare l’opposizione.
Il Premier Renzi che governa senza essere stato votato dagli italiani e grazie alla compiacenza dell’ormai benemerito Presidente Napolitano (che durante il suo mandato ha benedetto non uno ma ben tre governi non legittimati dal voto popolare) sbeffeggiando la minoranza interna del suo partito non ha trovato di meglio che entrare in società con Berlusconi nella premiata ditta FORZA RENZI.
La giustificazione data dal premier Renzi per questa operazione a dir poco spregiudicata è stata che le riforme di carattere istituzionale è un bene che siano condivise anche dalle opposizioni.
C’è però un piccolo particolare di cui il Premier non tiene conto ed è quello relativo ai numeri che hanno portato all’approvazione dell’emendamento truffa, perché un conto è presentare un emendamento che viene votato dall’intera maggioranza e anche dalle opposizione mentre ben altra cosa è prendere atto che i voti delle opposizioni hanno contribuito in maniera determinante a far approvare l’emendamento che nel caso specifico senza i voti dei senatori di Forza Italia non sarebbe passato.
Questo genere di operazioni non possono che essere chiamate per quello che sono, un vero e proprio INCIUCIO.
La vicenda ci consegna la fotografia di due partiti, PD e Forza Italia, che stanno tradendo il mandato ricevuto dagli elettori nelle elezioni politiche del 2013, elezioni in cui il PD si presentò con il chiaro intento di far sparire dalla scena politica il giaguaro Berlusconi e Forza Italia come l’unica vera alternativa alla sinistra con cui mai e poi mai avrebbe governato.
Il buon Renzi in queste ore ha rivolto più volte il suo pensiero, per giustificare l’inciucio con Berlusconi, ai tanti militanti che prestano volontariamente la loro opera nelle Feste dell’Unità e che a sentir lui gli avrebbero chiesto a più riprese di andare avanti nel suo lavoro di riforma del paese.
Non ho alcun dubbio sulla totale inaffidabilità politica di Renzi che ha dimostrato, se ancora ve ne fosse bisogno, proprio ieri quanto il suo modo di fare politica non abbia nulla di innovativo ma anzi rappresenti un film già visto; ho invece un grande rispetto per tutti quei militanti che animati da una grande passione politica sacrificano il loro tempo per sostenere il partito in cui credono e penso che sarebbe cosa buona e saggia che avessero come segretario una persona affidabile e non un politico che a fronte di una marea di spot pubblicitari sul #fare sta portando a casa con la complicità di Forza Italia riforme che consegneranno ai cittadini un Senato dopolavoristico per i consiglieri regionali e una Camera dei Deputati fatta di onorevoli nominati e non eletti in maniera diretta.