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Governo una poltrona per TRE

Da oggi il Presidente della Repubblica Mattarella inizierà le consultazioni al Quirinale per cercare di trovare una soluzione condivisibile tra le varie forze politiche che aspirano a formare un nuovo Governo che possa presentarsi con i numeri necessari per poter ottenere una fiducia ampia in entrambi i rami del Parlamento.
La strada sembra quantomeno tracciata non fosse altro per il risultato uscito dalle urne nella recente consultazione elettorale, che racconta di un successo netto del M5S che ha ottenuto da solo il 32% dei consensi e di un altrettanto successo della coalizione di centro-destra che ha ottenuto il 37% sommando i voti ottenuti dai partiti che la compongono.
Questo risultato double-face si presta a due differenti letture: la prima vedrebbe come naturale conseguenza l’assegnazione dell’incarico a Luigi Di Maio in quanto candidato premier del partito che ho ottenuto da solo 1/3 dei voti degli italiani, la seconda altrettanto plausibile indicherebbe come assegnatario dell’incarico quel Matteo Salvini che a urne chiuse rivendica il diritto di diventare premier essendo il leader indiscusso della colazione che ha ottenuto in termini percentuali il maggior consenso da parte degli elettori.
Le recenti elezioni in tempi brevi dei Presidenti di Camera dei Deputati e Senato hanno fatto capire ai più che un accordo tra M5S e Lega può essere fattibile al fine di raggiungere una quadra per trovare i numeri necessari ad ottenere le dovute fiducie in entrambe le Camere.
Non sarà facile arrivare ad un accordo non tanto per la volontà dei due leader che hanno ben chiara la strada da percorrere per cavalcare il successo trovato nelle urne ma per tutti quelli che cominciano a gufare per cercare di rendere impraticabile la convergenza su una soluzione tecnicamente e politicamente   accettabile da ambo le parti.
E poi ci siamo noi italiani, che per anni abbiamo smanettato sulle tastiere di computer, smartphone e tablet per chiedere l’abolizione dei privilegi di chi fa politica e soprattutto dei costi incommensurabili che la stessa genera.
Sì noi italiani, che adesso che alla presidenza della Camera dei Deputati è arrivato un esponente del M5S, quel Roberto Fico che ha annunciato nella sua prima intervista di rinunciare alla indennità di mandato suppletiva e ad altri bonus diventiamo tanti piccoli Alessia Morani deputata del PD che su twitter posta : “Una domanda per il Presidente #Fico: se non ha cambiato abitudini e ha continuato a venire a Montecitorio con l’autobus, in questi 5 anni come ha fatto a spendere 15.180,60 euro di taxi e solo 314 di bus e Metro? Ci potrebbe spiegare? Grazie”.
Per la cronaca questa deputata, che fino a ieri era un giorno si e uno no in TV, è quella che ha consigliato (nel programma “Quinta colonna” su rete 4) ad una signora di 90 anni che con una pensione di 650 euro al mese non riesce ad arrivare a fine mese di andare in banca a ipotecarsi la casa.
Sempre questo personaggio ad agosto twittava “la legge Richetti per l’abolizione dei vitalizi sarà approvata in autunno” … e come tutti sappiamo quella proposta di legge è rimasta una proposta e basta.
Ma hai visto mai che sia la volta buona che vitalizi e prebende varie per senatori e deputati vengano riportati alla normalità e che un Presidente della Camera svolga il proprio ruolo come un normale cittadino imprestato alla politica per servire il proprio Paese e non per fare incetta di bonus e agevolazioni di ogni tipo per lui e per i propri famigliari.
Ho letto di tutto su Roberto Fico, anche che sarebbe un pericolo per i cittadini dal momento che si reca al suo lavoro di Presidente della Camera non sull’auto blu ma con l’autobus e quindi qualora fosse bersaglio di un malintenzionato metterebbe a rischio non solo la sua incolumità ma anche quella dei passeggeri.
Ora mi chiedo se chi scrive queste scemenze abbia mai sentito parlare della ministra svedese che venne uccisa da uno scriteriato mentre da sola stava facendo la spesa in un supermercato, o se abbia contezza che a differenza dei paesi nordici dove i ministri girano per strada da soli o al massimo accompagnati dal loro assistente in Italia l’ultimo degli ultimi dei sottosegretari quando si muove per far rientro nel suo collegio elettorale e accompagnato come minimo da una macchina di scorta , quando non sono due.
Tra qualche giorno Roberto Fico verrà blindato per ragioni di sicurezza dall’apparato statale, non lo so, per ora mi piace vederlo andare a Napoli in treno o alla Camera in autobus, propaganda elettorale? Non credo, gli italiani hanno già votato.
Certamente se non consentiranno a lui di muoversi così liberamente di sicuro farà in modo visto che ha i numeri per farlo di eliminare tante auto blu destinati a centinaia di signor nessuno.
Ma il problema per molti italiani e per quei politici che hanno sempre beneficiato dei privilegi riservati alla casta è che il neo Presidente della Camera ha speso nei cinque anni di legislatura (2013-dicembre 2017) oltre 15 mila euro di taxi, che a far il conto della serva vuol dire che ha speso circa 280 euro di taxi al mese in una città come Roma, cifra che divisa per 20 giorni lavorativi si riduce ad una bazzecola come direbbe Totò.
Ma diciamo le cose come stanno, qualcuno fuori e dentro il Palazzo comincia a realizzare che questi del M5S avendo la maggioranza quasi totale dell’ufficio di presidenza della Camera metteranno in pratica quello che hanno promesso in campagna elettorale e partiranno con quei tagli annunciati per anni, ma mai realizzati, da chi li ha preceduti nella stanza dei bottoni.
Oppure vogliamo parlare di chi voleva rottamare l’intera classe dirigente per rilanciare l’Italia ed è rimasto a sua volta rottamato e non poteva essere diversamente, perché quando poi si è costretti a candidare un Pier Ferdinando Casini che siede in Parlamento da 35 anni per vincere il collegio uninominale di Bologna la gente capisce quanto possa essere poco credibile chi predica bene ma razzola male.
I nemici più grandi Di Maio e Salvini li hanno all’interno del Palazzo e se vorranno andare avanti per la loro strada che è poi quella indicata dagli elettori nelle urne, dovranno trovare una sintesi politica, magari pensando ad una staffetta di metà legislatura blindandosi a vicenda come vice di chi farà il premier per primo oppure facendo entrambi un passo indietro per tallonare da vicino a loro volta come vice premier un soggetto terzo chiamato a guidare il Governo.
Se una di queste due strade non sarà praticabile non resterà che dare nuovamente la matita agli elettori e credo che in questo caso saremo chiamati a votare su una sorta di ballottaggio tra M5S e Lega.
A chi conviene?

Il crollo di un certo tipo di giornalismo

 

Le elezioni di ieri con la netta vittoria del Movimento 5 Stelle e la notevole affermazione della Lega Nord di Salvini hanno decretato il crollo di un certo tipo di giornalismo che non ha più ragione di esistere!
I due partiti più bersagliati da un giornalismo che ha dato dei poveretti ai candidati del M5S bollandoli come degli sprovveduti e del populista a Salvini sono stati premiati dagli italiani!!
E questo dovrebbe far capire a questo tipo di giornalismo, se ancora ve ne fosse bisogno, che gli italiani non sono poi così cretini come si pensa e questo vale per tutti da nord a sud!
Ieri gli italiani hanno dimostrato andando a votare in maniera corposa che vogliono cambiare e il voto in democrazia va rispettato a partire da chi dovrebbe fare una informazione corretta e non di parte o peggio ancora taroccata!

The collapse of a certain type of journalism
Yesterday’s elections with the clear victory of the 5 Star Movement and the remarkable affirmation of the Lega Nord of Salvini have decreed the collapse of a certain type of journalism that no longer has any reason to exist!
The two parties most targeted by a journalism that gave poor people to the candidates of the M5S by boiling them as the unwary and the populist Salvini were rewarded by the Italians!
And this should make it clear to this type of journalism, if still needed, that the Italians are not so stupid as you think and this applies to everyone from north to south!
Yesterday the Italians have shown going to vote in a substantial manner that they want to change and the vote in democracy must be respected from those who should make a correct information and not biased or even worse!

Linea Honeymania

Politica: cambiare l’Italia si può!

 

Dopo una campagna elettorale in cui la politica ha dato il peggio di se promettendo di tutto e di più pur sapendo che ben difficilmente le promesse fatte potranno essere mantenute, oggi gli italiani avranno la possibilità di cambiare l’Italia!
In tempi non sospetti, quando il Movimento 5 Stelle si stava affacciando sulla scena politica italiana ho scritto che l’unico modo a parer mio per poter cambiare veramente l’Italia non può che essere quello di fare piazza pulita di una classe dirigente che in vent’anni non ha saputo produrre solo disastri.
Oggi dopo 24 anni dalla prima discesa in campo di Berlusconi ce lo ritroviamo come protagonista di questa campagna elettorale grazie alla pochezza di una sinistra che per demerito di Renzi ha fatto in modo di venire relegata al ruolo di terzo incomodo in una lotta per la vittoria finale che appare sempre più un duello all’ultimo voto tra la destra di Berlusconi e il Movimento 5 stelle.
Renzi in questa campagna elettorale ha avuto l’incisività che può avere un morto vivente, capace come è stato di spostare ancora una volta la battaglia elettorale non sui programmi ma sul denigrare gli avversari e trovando scorciatoie elettorali per personaggi impresentabili quali la Boschi dirottata in quel di Bolzano e per quel Pier Ferdinando Casini che dovrà essere eletto nella rossa Bologna nelle liste del PD, lui che è stato il delfino di Forlani ai tempi d’oro della DC e che siede ininterrottamente in Parlamento da 35 anni; un personaggio che ha cambiato una marea di casacche pur di rimanere a galla saltando da destra a sinistra con la grazia di un cardellino e capace di fare incetta di cariche istituzionali nel corso di una carriera politica che verrà ricordata unicamente per le tante poltrone occupate, non fosse altro per il fatto che in 35 anni di attività politica non è stato in grado di promulgare una legge che porti il suo nome.
La sinistra poi si è fatta del male ulteriore mandando in scena quel miserevole valzer delle mummie capitanato dall’emerito presidente Napolitano, dal mai pervenuto in Africa Walter Veltroni e dal sempre spendibile Romano Prodi che sono scesi in campo per ricordare agli italiani che Gentiloni è stato un ottimo presidente del Consiglio e quindi potrebbe essere lui in caso di un ipotetico governo del Presidente e in segno di continuità il prossimo Presidente del Consiglio.
Credo che questi personaggi avrebbero fatto meglio a rimanere all’interno dei loro sarcofaghi dorati perché forse dimenticano che Gentiloni è stato il quarto Presidente del Consiglio non eletto dagli italiani e quando si è cimentato in una consultazione elettorale nel lontano 2003 nelle primarie del PD per scegliere il candidato sindaco di Roma i romani gli hanno preferito Marino, relegandolo al terzo posto con poco più del 15% di preferenze, preceduto addirittura da Davide Sassoli al 30%.
Ma i veri protagonisti nel bene e nel male di questa campagna elettorale sono stati Berlusconi che ha guidato la coalizione di centro destra e Luigi Di Maio candidato premier del Movimento 5 stelle.
Berlusconi ha dimostrato di non aver perso nonostante i suoi 81 anni la sua grande capacità comunicativa e nell’ultimo mese ha fatto il pieno di passaggi televisivi dimostrando anche una notevole resistenza fisica.
Come per il passato anche in questa occasione ha saputo distribuire in maniera sapiente il suo verbo in un crescendo che lo ha portato a dare l’annuncio a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale di aver convinto il Presidente del Parlamento Europeo Tajani ad accettare di essere il candidato premier di Forza Italia e quindi di fatto dell’intera colazione di centro destra e il nome di Tajani potrà sicuramente incidere e non poco per far confluire sulla coalazione di centro destra ulteriori voti rispetto a quelli che al momento gli vengono già accreditati dei sondaggi.


Luigi Di Maio ha condotto con il Movimento 5vstelle una campagna elettorale incisiva e capace di far capire agli italiani che nulla è stato lasciato al caso ma tutto programmato e bene per arrivare a due giorni dalle elezioni con la presentazione al corpo elettorale dell’intera squadra di ministri che si occuperanno dell’Italia in caso di una affermazione del Movimento con una maggioranza utile per poter ricevere dal Capo dello Stato il mandato per formare il nuovo governo.
Di Maio è stato attaccato e ridicolizzato dai suoi avversari che hanno più volte tirato in ballo l’aver fatto in gioventù lavori umili per non dover gravare sulla famiglia.
Renzi & company, ma anche lo stesso Berlusconi hanno più volte parlato di Di Maio come di uno sprovveduto che vendeva noccioline allo stadio partenopeo durante le partite del Napoli o peggio di aver fatto anche il muratore.
Credo che questi attacchi potranno generare nei confronti dei mittenti un effetto boomerang non fosse altro per il fatto che in Italia vi sono centinaia di migliaia di ragazzi che svolgono lavori talvolta anche umili per mantenersi gli studi o per non gravare più di tanto sulla famiglia in attesa di trovare un occupazione stabile che oggi più che mai è diventata un vero e proprio miraggio per i tanti giovani in cerca di un lavoro serio, continuativo ed adeguatamente retribuito.
Il movimento 5 stelle, ricorda come ho scritto più volte il Movimento dell’uomo qualunque fondato dal giornalista Giannini che raccolse un discreto successo nelle amministrative del 1946 e nelle elezioni per l’Assemblea della Costituente tenutesi lo stesso anno, per poi dissolversi come neve al sole nel giro di un paio di anni.
Nella maggior parte dei casi i candidati nelle liste del Movimento 5 stelle sono dei normali cittadini che si propongono se eletti di governare un paese che da oltre 20 anni è in mano ai professionisti della politica che hanno prodotto unicamente danni e aumentato a dismisura il debito pubblico.
Una delle principali critiche che viene mossa al Movimento ed ai suoi candidati, dai professionisti della politica che siedono da una vita in Parlamento è che per governare un paese ci vogliono persone competenti e preparate.
Allora citiamone alcune di queste persone competenti e preparate, giusto per capire la differenza con un potenziale candidato sottosegretario indicato in caso di vittoria dal Movimento a ricoprire non un ruolo di primaria importanza ma di collaborazione con il Ministro.
Vogliamo parlare della Presidente della Camera Boldrini e della sua presenza non ricordo con quale funzione in uno dei programmi delle ragazze Coccodè, dei calendari non certo di Padre Pio della On.le Mara Carfagna, delle comparsate su Playboy della On.le Mussolini, della Ministra Fedeli che dirige l’Istruzione con la terza media, della On.le Lorenzin che con il solo diploma dirige il Ministero della Sanità e come ciliegina della torta che dire del buon Renzi che da giovane si dilettava con la Ruota della Fortuna.
Da più parti si parla già di un eventuale governo del Presidente in quanto lo scenario più plausibile per il dopo voto non dovrebbe prevedere   nessuna forza politica capace di arrivare alla maggioranza richiesta per poter governare da sola.
Mi auguro che gli italiani abbiano invece la forza una buona volta di dare a questo paese una maggioranza capace di governare al fine di evitare il solito carrozzone capace di imbarcare parlamentari a destra e a manca, fatto questo che porterebbe inevitabilmente alla triste e poco edificante spartizione delle poltrone seguendo l’arci noto manuale Cencelli.
La domanda da porsi prima di entrare in cabina mai come questa volta è delle più semplici : voglio cambiare l’Italia o lasciare tutto come sta?
La risposta è solo una.

Smoky Poppy

Dignità non è una nuova Legge truffa!

PDcracIl Presidente del Consiglio Matteo Renzi, non eletto dai cittadini, ma nominato dal Presidente Napolitano e da un Parlamento di trasformisti ha scritto ieri una lettera strappa lacrime ai segretari dei circoli del PD che iniziava cosi: “Care compagne e compagni, care amiche e cari amici, care democratiche e cari democratici, scrivo a voi responsabili dei circoli del nostro partito in un momento delicato della vita istituzionale del Paese.” e in un ulteriore passaggio sottolineava “c’è in ballo soprattutto la dignità del nostro partito”.
Credo che dignità sia un concetto profondo e trovo che sia offensivo utilizzarlo per dirimere una polemica interna a quello che una volta era il partito della sinistra e oggi si appresta a diventare il partito della nazione imbarcando una marea di trasformisti tra cui si mormora i vari Verdini & company e la famiglia Bondi.
Basti pensare che negli ultimi 24 mesi tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica vi sono stati ben 235 cambi di casacca (119 alla Camera e 116 al Senato) che testimoniano come per buona parte dei deputati l’imperativo primario a questo punto della legislatura sia cercare di garantirsi una poltrona anche per la prossima tornata elettorale.
Ecco quindi che Renzi si è trovato indicata dagli stessi deputati la strada da seguire, quella del ricatto, che ha esercitato chiedendo in Parlamento per il suo Governo una fiducia ogni 12 giorni ben sapendo che il non votare la fiducia avrebbe significato per i parlamentari in automatico la non riconferma in un futuro Parlamento di nominati.
Poche ore fa la ministra Boschi ha posto alla Camera dei Deputati la fiducia sulla legge elettorale, quell’Italicum che passerà alla storia come la terza Legge truffa del nostro Paese dopo la Legge Acerbo del 1923 (voluta da Mussolini) e la Legge Truffa del 1953 (fermamente avversata dall’allora Partito Comunista).
Peccato che il 15 gennaio 2014 Renzi in un tweet scriveva: “Legge elettorale. Le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato”.
Tornado al concetto di dignità usato da Renzi nella sua lettera al popolo di sinistra credo siano opportune alcune riflessioni:
– dignità vuol dire anche essere affidabili e mantenere gli impegni presi, come nel caso del tweet sulla legge elettorale andato completamente disatteso;
– dignità vuol dire anche spiegare cosa ci faceva il ministro Polletti a tavola con il protagonista di Mafia capitale;
– dignità vuol dire anche spiegare cosa ci faceva (e quanto ha pagato, se ha pagato lui) alla cena elettorale promossa da Renzi per la raccolta fondi per il PD il protagonista di Mafia capitale;
– dignità vuol dire anche spiegare le candidature di De Luca in Campania ( che se eletto verrà dichiarato decaduto in quanto ineleggibile ) e della Paita in Liguria, indagata per omicidio e disastro colposo per l’alluvione dell’ottobre 2014, nonché artefice di una vittoria alla primarie liguri in cui ha imbarcato voti da ogni parte politica pur di garantirsi la vittoria;
– dignità vuol dire anche mandare a casa la ministra Giannini che ha dato degli “squadristi” agli insegnati che la contestavano a Bologna;
– dignità è avere la dignità di farsi eleggere dai cittadini prima di stravolgere la Costituzione e varare una legge elettorale che consegnerà l’Italia a se stesso per gli anni a venire!
Oggi per poter porre la fiducia sulla legge elettorale il Premier Renzi ha convocato un Consiglio dei Ministri straordinario, dove nel giro di pochi minuti si è deliberato che è cosa buona e saggia per il Paese approvare nel più breve tempo possibile la nuova legge elettorale (magari prima delle elezioni regionali) nell’interesse dei cittadini che secondo lui hanno come desiderio primario l’avere una nuova legge elettorale, piuttosto che un lavoro sicuro o migliori condizioni di vita.
A questo punto credo che quella che oggi viene chiamata minoranza all’interno del Pd non abbia più alibi e se veramente ritiene che la presa di posizione di Renzi sia l’anticamera della non democrazia ha solo una cosa da fare, staccare la spina!

Fermare Renzi è un dovere democratico!

truffaIl 10 dicembre del 2012 Matteo Renzi in un tweet rivolto a Berlusconi scriveva : “Caro Silvio, le cose si possono comprare, le persone no. Non tutte, almeno. Io no. Hai le porte aperte per me? Chiudi pure, fa freddo! #ciao”.
Il 12 marzo 2014 l’allora Capogruppo di SEL alla Camera dei deputati Gennaro Migliore in un tweet sull’Italicum scriveva : “Quello che viene chiamato #Italicum ha lo stesso orrendo odore del #Porcellum , che arriverà a impestilentire tutto il Paese. #opencamera”.
Per la cronaca l’On.le Migliore il 18 giugno 2014 si è dimesso dalla carica di Capogruppo di SEL per dar vita a una associazione chiamata “ Libertà e Diritti – Socialisti Europei “ detta anche LED.
Dopo tre mesi di permanenza nel gruppo misto della Camera dei Deputati il 22 ottobre 2014 l’on.le Migliore con la sparuta pattuglia di fuoriusciti da SEL passa alla corte di Renzi nel Partito Democratico.
Lunedì 27 aprile 2015 quando l’Italicum (approvato oggi dalla Commissione Affari Istituzionali alla presenza dei soli rappresentanti del Governo e della maggioranza) approderà in aula per la maggioranza il relatore sarà indovinate un po’ chi? L’on.le Gennaro Migliore!
Tutto sommato il tweet di Renzi a Berlusconi riletto oggi non fa una piega, le cose si possono comprare, le persone no! Ma una poltrona cos’è? Un seggio blindato in Parlamento alle prossime elezioni, quando i nomi dei futuri eletti del PD li farà il segretario Renzi, cos’è? Una poltrona certa!
Ecco quindi spiegate le sostituzioni dei dieci dissidenti del PD nella Commissione Affari Istituzionali sostituiti da altrettanti parlamentari del PD che hanno obbedito non tanto per spirito di servizio ma per garantirsi un posto alla prossima tornata elettorale.
Questo atto vergognoso per il partito dei Gramsci,Togliatti, Amendola e Berlinguer fa capire quanto sia necessario che ai cittadini venga riconosciuto il diritto di poter scegliere con la preferenza il proprio politico di riferimento da mandare in Parlamento e se fossi un elettore di sinistra mai e poi mai darei la mia preferenza a chi si è prestato (con la sua disponibilità al subentro) a rimpiazzare i parlamentari sostituiti d’imperio.
Per futura memoria è utile ricordare i nomi dei cacciati : Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Rosy Bindi, Andrea Giorgis, Enzo Lattuca, Alfredo D’Attorre, Barbara Pollastrini, Marilena Fabbri, Roberta Agostini e Marco Meloni, e quelli dei sostituti : Paola Bragantini, Stefania Covello,Edo Patriarca; Stella Bianchi, Maria Chiara Gadda,Giampaolo Galli, David Ermini,Alessia Morani, Ileana Piazzoni, Franco Vazio ( tra questi giusto per la cronaca 6 sono abusivi: Morani, Gadda, Vazio, Covello, Piazzoni, Ermini, tutti eletti con premio il maggioranza incostituzionale).
Fragranze White MuskAl ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che oggi se ne è uscita con la dichiarazione: “Sinceramente credo che le opposizioni abbiano poca dimestichezza con le regole della democrazia, il confronto in commissione c’è stato per 13 mesi tra i due rami del Parlamento e proseguirà con chi resta in Commissione”, sarebbe opportuno che qualcuno ricordasse che la Corte costituzionale ( per quello che ancora vale ) nella sentenza 14 del 1964 si è espressa in maniera del tutto precisa: “Il divieto di mandato imperativo importa che il parlamentare è libero di votare secondo l’indirizzo del suo partito, ma è anche libero di sottrarsene. Nessuna norma potrebbe legittimamente disporre che derivino conseguenze a carico del parlamentare per il fatto che egli abbia votato contro le direttive del partito”.
Ma quello che sta accadendo in questi giorni in Parlamento non riguarda solo i mal di pancia del PD e gli elettori della sinistra ma al contrario pone all’attenzione dell’intera nazione l’avanzata di un fenomeno che molti hanno chiamato “Renzismo“ o meglio ancora “ Democratura”.
Ditemi voi se quello che sta mettendo in atto Renzi da tempo nell’indifferenza generale non ricorda molto da vicino il modus operandi con cui il Fascismo prese il potere attraverso sei semplici mosse:
1) NO al voto popolare (Renzi non è stato eletto dal popolo);
2) Decide il Re chi mettere alla guida del Governo (Renzi è diventato Premier nominato dal presidente della Repubblica senza passare attraverso regolari elezioni);
3) Le opposizioni vengono di fatte azzerate (è quello che sta accadendo per l’Italicum);
4) Premio di maggioranza al partito che riceve più voti (è quanto previsto dall’Italicum che assegna un premio di maggioranza spropositato al partito che vincerà le elezioni, in prima battuta o al ballottagio);
5) Abolizione delle preferenze (è quanto previsto dall’Italicum che toglie ai cittadini la possibilità di indicare la preferenza per il proprio candidato mantenendo di fatto una Camera dei Deputati di nominati);
6) Abolizione di una delle due Camere (già fatto con l’abolizione del Senato sostituito con il Senato delle Autonomie dove i senatori non verranno più votati dai cittadini ma saranno nominati dalle segreterie dei partiti attraverso i consigli regionali; l’esatta fotocopia della Camera dei Fasci e delle Corporazioni che sostituì la Camera dei deputati dal 1939 al 1943).
Ma il vero colpo finale del suo progetto di presa totale del potere Renzi lo vuole mettere a segno proprio con l’Italicum che è una moderna rivisitazione di quella che fu chiamata nel lontano 1953 la “legge truffa”, una legge che dopo un lungo dibattito alla Camera dei Deputati fu oggetto di una lettura fulminea al Senato con lo scopo di poter essere approvata giusto in tempo per entrare in vigore in occasione delle elezioni politiche del 3 giugno 1953.
La legge promulgata il 31 marzo 1953 aveva lo scopo di assegnare uno spropositato premio di maggioranza alla forza politica che nelle elezioni di giugno avesse raggiunto il 50% dei voti ( per la cronaca le forze apparentate ottennero il 49,8% dei voti e quindi il meccanismo della legge non scattò) e fu caldamente osteggiata dal Partito Comunista come testimoniano le pagine dell’Unità di allora.
Oggi l’ex Premier Letta che recentemente ha dichiarato che lascerà il Parlamento per assumere la direzione l’Istituto di studi politici di Parigi (Institut d’études politiques de Paris), conosciuto come Sciences Po, in un intervento nel programma mix24 di Minoli ha detto tra le altre cose che “Renzi racconta un Paese che non c’è!” e ancora sull’Italicum “Finora c’è stata solo una legge elettorale approvata a maggioranza stretta in Italia: il Porcellum ed è stato un disastro. Le altre, il Mattarellum e quelle della Prima Repubblica sono state approvate a maggioranze larghe perché, come ha detto Renzi stesso, le regole del gioco si fanno tutte insieme”.
Ma oggi Renzi le regole del gioco se le vuol fare da solo e solo per lui mentre nel suo programma elettorale per le primarie del 2012 diceva chiaramente “I deputati devono essere scelti tutti direttamente, nessuno escluso, dai cittadini“ (come si può leggere nello stralcio del suo programma riportato in fondo a questo articolo), della serie “ verba volant, scripta manent “.
Se poi volete avere una panoramica più ampia sull’intera vicenda andate sulla pagina facebook del Premier Renzi e leggetevi i commenti degli italiani, non so se ho visto male ma per trovarne uno favorevole bisogna farne scorrere dieci contrari ed è per questo che fermare Renzi è un dovere democratico!
Diffidate gente, diffidate da chi si vuol fare RE!

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RenziTweetBerlusconi

PrimarieRenzi

Renzi e l’arte del baratto!

barattoPDMentre il buon Renzi va a farsi una gita premio negli USA per andare a trovare il Presidente Obama senza peraltro che si sappia il motivo che lo ha spinto oltre oceano in Italia la Whirpol, multinazionale statunitense che lo scorso anno rilevò la marchigiana Indesit, ha comunicato che il piano industriale della società prevede nell’immediato 1.350 esuberi di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri di ricerca, oltre alla chiusura dello stabilimento di Caserta dove lavorano circa 800 persone.
Il premier Renzi aveva definito l’operazione come “fantastica” e di aver “parlato personalmente con gli americani a Palazzo Chigi” mentre nell’intervista rilasciata il 13 luglio 2014 al Corriere della Sera ebbe a dire anche: “Noi, se ci riusciamo, vogliamo portare aziende da tutto il mondo a Taranto, a Termini Imerese, nel Sulcis, come nel Veneto. Il punto non è il passaporto, ma il piano industriale. Se hanno soldi e idee per creare posti di lavoro, gli imprenditori stranieri in Italia sono i benvenuti”.
Un’altra delle sue balle colossali che diventa prova provata, il suo Governo afferma di aver aumentato i posti di lavoro in Italia e solo con questa operazione “ fantastica “ 1.350 italiani perderanno il lavoro!
Ma il buon Renzi non si ferma davanti a nulla e continua a portare avanti la sua personale campagna di auto marketing e così capita che dia notizia sulla sua pagina facebook dell’incontro avuto con gli studenti della Georgetown University dove ha parlato alla vigilia del suo incontro con Barack Obama alla Casa Bianca.
Agli studenti ha detto tra le altre cose : “per troppo tempo però il nostro Paese è stata la bella addormentata nel bosco, come se il meglio fosse già accaduto e potessimo vivere il presente solo sognando il nostro grande passato. Ma noi siamo qui per svegliare la bella addormentata, noi siamo qui per dare un indirizzo al futuro. Questo indirizzo è il lavoro straordinario, l’energia, l’impegno che abbiamo messo in questo primo anno nelle riforme: la legge elettorale, l’architettura istituzionale, la PA, il fisco, il jobs act, la giustizia, la lotta alla corruzione, la buona scuola, l’innovazione”.
E chi poteva parlare di favole meglio di lui che ha dimostrato giorno dopo giorno di essere l’insuperabile Pinocchio della politica italiana!
Ma la vera notizia bomba di queste ore è che pinocchietto Renzi sembra sia pronto a barattare la Riforma del Senato ( tanto voluta presto e subito ) per avere via libera sulla legge elettorale dalla minoranza del suo partito, quel PD che sta veramente dando il peggio di sé con una minoranza che se avesse solo un minimo di dignità voterebbe contro l’Italicum per far cadere un Governo illegittimo e ridare ai cittadini la possibilità di eleggere un nuovo Parlamento che possa dar vita a un Governo che abbia una legittimazione popolare e non l’imprimatur di una nomina presidenziale ( come i due che l’hanno preceduto).
L’aria sta cambiando e Renzi da abile venditore di fumo lo sa benissimo e non a caso vuole far passare a tutti i costi e in velocità l’Italicum per poter poi andare al voto con una legge che concede la maggioranza assoluta dei seggi ad una forza politica che ammesso e non concesso che possa prendere il 40% dei voti non ha la maggioranza assoluta nel paese visto che la minoranza o meglio i perdenti rappresenterebbero comunque il 60% degli aventi diritto al voto.
A questo proposito il sondaggio condotto da IXE’ per Agorà la dice lunga su come la pensano in questo momento gli italiani, che dicono: nel 64% dei casi che il Governo Renzi ha fatto peggio del previsto e nel 57% dei casi che il dibattito sulla legge elettorale è superfluo essendo altre le priorità per il paese.
E allora Renzi che fa? Tira fuori dal cilindro magico l’arte del baratto! E con chi la fa questa sorta di permuta : a me l’Italicum a voi il Senato eletto! Con la minoranza del suo partito che altrimenti non gli voterebbe la legge elettorale in Parlamento.
Ma chi lo ha votato Renzi per fare e disfare una legge elettorale ad uso e consumo unicamente del suo partito politico? Nessuno! Perché si è sottratto al voto popolare mandando l’oramai famoso tweet #staisereno al malcapitato Letta.
Qualcuno lo fermi prima che sia troppo tardi! Non ci sono di mezzo i vari mal di pancia del PD ma qualcosa di molto più importante: la democrazia del nostro paese!

Smoky Poppy

Renzi mattarella Berlusconi!

quirinaleRenzi con la candidatura di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica ha di fatto messo a segno sulla scacchiera politica una sorta di scacco alla regina e salvo stravolgimenti dell’ultima ora dovuti a improbabili franchi tiratori alla quarta votazione darà scacco matto a Berlusconi e a quanti hanno creduto sulla sua affidabilità politica.
Quello che meraviglia è come un uomo navigato come il Cavaliere sia potuto cadere nel tranello preparatogli da un politico spregiudicato che nel giro di un anno ha fatto fuori con l’inganno due personaggi non secondari del PD come Bersani e Letta, per prendersi prima il partito e poi il Governo.
Berlusconi e il cerchio magico che lo circonda pagheranno, se verrà eletto Mattarella, un prezzo altissimo per questa sonora sconfitta che di fatto ridicolizza la classe dirigente di Forza Italia ma umilia pesantemente quell’elettorato di centro destra che alle ultime elezioni aveva affidato il proprio mandato elettorale a questi personaggi che anziché pensare a fare una ferrea opposizione a un governo di sinistra ci sono andati spesso e volentieri a braccetto permettendo a Renzi di portare a casa la riforma del Senato e il varo della nuova legge elettorale.
Il buon Renzi che si è trovato a dover combattere una lotta interna al suo partito con quelle frange minoritarie che giorno dopo giorno gli stavano creando problemi per un cammino sereno del suo Governo non ci ha pensato due volte ad anteporre i suoi interessi personali a quelli degli italiani; la candidatura di Mattarella gli ha di fatto permesso di ricompattare il PD e poco gli è importato se tale candidatura verrà o meno condivisa da Forza Italia e dalle altre forze di opposizione.
Peccato che in Italia non vi sia solo il 40% degli italiani che ha dato il voto al PD nelle ultime elezioni europee ma vi sia anche la rimanenza e cioè quel 60% di italiani che hanno dato il loro voto ad altri partiti o che non sono andati per nulla a votare.
La logica, il buon senso e la bramosia tanto sbandierata da Renzi di voler essere il nuovo che avanza avrebbe fatto pensare all’elezione di un Presidente della Repubblica che potesse raccogliere la più ampia condivisione possibile tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento e non l’imposizione di un nome, prendere o lasciare, deciso dall’assemblea del PD.
Alcuni analisti politici in queste ore hanno parlato di Renzi come di un novello Andreotti ma credo che la definizione che più si adatta “ al bullo fiorentino “ come lo ha chiamato in un intervista a Radio radicale l’On.le Pizzolante del Ncd sia quella di essere una sorta di reincarnazione di Berlusconi ma con quella cattiveria che il Cavaliere non ha mai avuto.
Se Mattarella verrà eletto come auspicato da Renzi con il sistema : “ questo è il nome, se volete votarlo lo votate, altrimenti ce lo eleggiamo da soli “ la prima domanda da porsi è perché Mattarella e non Prodi, Veltroni o Bersani.
La risposta è semplicissima e sta nel Renzismo che prevede tra le altre cose l’istituzione in maniera subdola di una sorta di “ Premierato “ che porterà Renzi ad essere il protagonista assoluto della scena politica e confinerà il dodicesimo Presidente della Repubblica a un ruolo poco più che notarile.
Mattarella è senza ombra di dubbio persona stimabilissima, più volte ministro e attualmente giudice costituzionalista di nomina parlamentare ma credo che senza andare molto lontano sia sufficiente chiedere sue notizie ai cittadini di Nizza, Chambéry, Lugano e Graz per capire quali possano essere le sue credenziali sotto il profilo internazionale.
Chi pensava che l’avvento di Renzi ( che per dovere di cronaca è giusto ricordare non è stato eletto dagli italiani ma imposto dal benemerito Napolitano ) portasse una ventata nuova nella politica italiana ha avuto la possibilità di assistere ancora una volta nelle ore che precedono la quarta votazione al solito “ teatrino della politica “ con una raffica di dichiarazioni di politici ( Giovanardi e Formigoni, giusto per citarne due ) che pur non condividendo il metodo utilizzato da Renzi voteranno Mattarella per senso di responsabilità ( meglio conosciuto come “attaccamento alla poltrona” ) o esponenti del Governo quali Alfano e la sua mini pattuglia di ministri che di fronte al ricatto del Premier “ o votate Mattarella o vi dimettete “ scelgono con alto senso di responsabilità e per il bene degli italiani di votare un Presidente imposto anziché uscire da un Governo che il Premier sta sempre più portando avanti a suo uso e consumo.
Non credo che questa volta i franchi tiratori potranno stravolgere più di tanto l’esito di una votazione che appare alla vigilia quasi scontata, anzi forse potrebbero arrivare al contrario dei franchi soccorritori.
In qualunque modo finirà la vicenda gli aspetti che maggiormente accompagneranno questa votazione saranno: la consapevolezza di aver visto all’opera un Premier spregiudicato, capace di arrivare a ricattare la micro pattuglia di ministri del Ncd per ottenere il loro voto favorevole e la sensazione che la stragrande maggioranza degli attuali parlamentari ( compresa la comitiva di fuori usciti penta stellati ) pur sentendosi traditi, offesi, scavalcati e ridotti all’obbedienza non hanno nessuna voglia che si torni a votare.
Chissà se il nuovo Presidente, dovesse essere Mattarella, avrà voglia di prendersi la briga da costituzionalista qual è di verificare se l’attuale Governo gode ancora di una maggioranza credibile agli occhi degli italiani.

In Veneto vince Alessandra MORETTI – la peggiore interprete del Renzismo in movimento

PD: SPERANZA, MORETTI E GIUNTELLA, IL GIOVANE TEAM DI BERSANIIConfesso che ho iniziato a sentir parlare di Alessandra Moretti nel settembre del 2012 quando l’allora segretario del PD, Pier Luigi Bersani, presentò alla Casa internazionale delle donne la sua squadra per le primarie di coalizione del centrosinistra.
In quell’occasione con tanto di foto ricordo, Bersani presentò come parte del suo progetto: il coordinatore politico Roberto Speranza (segretario regionale del PD Basilicata), il coordinatore per i rapporti con la società civile Tommaso Giuntella (consigliere nel Municipio XVII di Roma) e la portavoce del comitato tal Alessandra Moretti vicesindaco di Vicenza.
La Moretti, per la cronaca, a Vicenza si era presentata alle elezioni amministrative del 2008 come capolista nella lista civica di centro-sinistra “Variati Sindaco” entrando in consiglio comunale con 195 preferenze, ottenute su 70.754 votanti, e contestualmente nominata vicesindaco e assessore all’Istruzione e alle Politiche Giovanili.
Da quel fatidico settembre 2012 nel giro di due anni questa nuova rampante del PD inizia un valzer infinito che la porta armi bagagli e beauty case da viaggio  in un tourbilonn di investiture politiche.
Viene candidata ed eletta alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Veneto 1 a partire dal marzo 2013, mentre nell’aprile 2014 ( dopo un solo anno di permanenza nel Parlamento Italiano ) viene candidata alle Elezioni Europee come capolista del PD nella Circoscrizione Italia nord-orientale ed eletta al Parlamento Europeo nelle elezioni di maggio.

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Ieri sera nelle primarie novembrine del centro sinistra svoltesi in Veneto la Moretti è stata eletta candidata alla presidenza della regione Veneto in vista delle regionali del 2015.
Recentemente in occasione di alcune interviste rilasciate a importanti quotidiani nazionali questa “Ladylike” come ama definirsi ha ribadito che “Io, la Boschi, la Madia, abbiamo uno stile ‘Lady like’: dobbiamo e vogliamo essere belle, brave, intelligenti ed eleganti“.
Non so quanto ci sia di vero su questa storia della “Ladylike” e sul fatto che la renziana Moretti abbia precisato in altre interviste che la sua intensa attività politica non le consente più di rifarsi le unghie con la dovuta cadenza e di andare con regolarità dall’estetista, mi preme però sottolineare un aspetto puramente politico che riguarda la partecipazione degli elettori del PD alle primarie che si sono appena concluse in Veneto.
Lo scorso anno di questi tempi, era l’Immacolata, in Veneto alle primarie per la scelta del segretario del PD ( tra Renzi, Cuperlo e Civati ) si recarono al voto 178.115 simpatizzanti del PD, mentre ieri per la scelta del candidato alla presidenza della Regione hanno votato in 39.619 e se la matematica non è un opinione il saldo negativo nel giro di 1 anno fa registrare la fuga dalle urne di ben 138.469 elettori o simpatizzanti del PD.
Credo che dati come quelli di ieri dovrebbero far riflettere chi tira le fila di quel Partito Democratico che si sta staccando ogni giorno di più dai suoi elettori dando un’immagine poco credibile a partire dagli esponenti politici che sceglie e promuove per incarichi istituzionali di rilievo.
Capisco che una “ladylike” come la Moretti abbia sentito il bisogno impellente di abbandonare il suo mentore Bersani per salire sul carro del Renzismo ma non sarei così tanto sicuro che il vero popolo della sinistra ( e non solo quello ) non cominci a sentire un po’ di puzza di bruciato sul Renzismo in movimento.