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La colonna sonora d’iItalia si è spenta

E’ mancato oggi a Roma il maestro Ennio Morricone il più grande compositore di musica contemporanea.
Le sue colonne sonore straordinarie ci hanno fatto amare, sognare e ci hanno raccontato quello che nel film non si vedeva, perché con lui la musica di un film è diventata protagonista al pari della scena
Sono talmente tanti i film di successo che ha firmato che è quasi impossibile ricordarli tutti
Era un genio della musica ed è grazie a lui che nelle canzoni è stato introdotto l’arrangiamento
Non so dove possa essere in questo momento ma mi piace pensarlo seduto ad un tavolo a discutere di crome e biscrome con Mozart e Beethoven
Una cosa è certa la sua musica in questo mondo vivrà per sempre!
Grazie Maestro!

 

The Italian soundtrack has turned off
Ennio Morricone, the greatest contemporary music composer, passed away today in Rome.
His extraordinary soundtracks made us love, dream and told us what we didn’t see in the film, because with him the music of a film became the protagonist on a par with the scene
There are so many successful films that he has signed that it is almost impossible to remember them all
He was a genius of music and it is thanks to him that the arrangement was introduced in the songs
I don’t know where it can be at the moment but I like to think of it sitting at a table discussing quavers and biscrome with Mozart and Beethoven
One thing is for sure his music in this world will live forever!
Thank you Maestro!

 

Sanremo 2018 – vincono Ermal Meta e Fabrizio Moro come da copione

La 68° edizione del Festival di Sanremo targata Baglioni e condotta da Michelle Hunziker e Piefrancesco Favino se da una parte ha ridato alla musica il ruolo di assoluta protagonista della kermesse sanremese dall’altra si è dimostrata nel suo complesso decisamente soporifera, forse perché 20 canzoni da ascoltare sono troppe o più semplicemente perché non ci sono state canzoni capaci di elevarsi a tal punto da evitare l’inevitabile abbiocco.
Per carità gli ascolti sono stati da record e non poteva essere diversamente perché il Festival non lo guarda più nessuno ma poi puntualmente ti ritrovi con uno share sopra il 50% che tradotto in numeri vuol dire 11/12 milioni di spettatori.
Alcune chicche per la verità ci sono state: l’apertura di Fiorello la prima serata, Favino che è stato una piacevole sorpresa e si è superato nel monologo con cui ha introdotto Fiorella Mannoia nella serata finale, bravo lui e brava lei a cui Gabbani ha scippato la vittoria lo scorso anno.
La Rai ha cercato di ravvivare un po’ l’ambiente con quella pagliacciata dell’auto plagio della canzone di Moro&Meta presa subito in carico dal mondo social che a suon di #salviamoermalmeta hanno di fatto sancito che il regolamento del Festival c’è ma è datato per cui finisce tutto a tarallucci e vino e non poteva che essere così visto l’esito finale.
Di Baglioni e della Hunziker che dire se non che il primo mi è sembrato un po’ imbalsamato quasi alla Renato Balestra mentre la presentatrice svizzera verrà ricordata più che altro per la marea di abiti che ha cambiato, alcuni tra l’altro veramente brutti!
La vera rivelazione è stata il gruppo Lo Stato Sociale che ha riportato al Festival quel tocco di goliardia che ha rimandato subito al grande Rino Gaetano, il testo della loro “Una vita in vacanza” è una riflessione sul mondo del lavoro ai giorni nostri.
Ornella Vanoni è stata bravissima e la sua presenza e interpretazione mi ha ricordato quella frase pronunciata da Picasso : “ ci vuole tempo per diventare giovani”.
Ron ha interpretato una chicca lasciata dal grande Lucio Dalla, un omaggio dovuto all’indimenticato cantautore bolognese.
La musica si sa non ha tempo ma credo che i tre di quel che resta dei Pooh potevano tranquillamente passare la mano.
A contendersi il podio sono rimasti in tre : Moro-Meta, Lo Stato SocialeAnnalisa e dopo l’ultimo televoto la vittoria è andata a Ermal Meta e Fabrizio Moro.

La classifica finale

1° Ermal Meta – Fabrizio – Non mi avete fatto niente
2° Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza
3° Annalisa – Il mondo prima di te

    1. Ron – “Almeno pensami”
    2. Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – “Imparare ad amarsi”
    3. Max Gazzé – “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”
    4. Luca Barbarossa – “Passame er sale”
    5. Diodato e Roy Paci – “Adesso”
    6. The Kolors – “Frida (Mai, mai, mai)”
    7. Giovanni Caccamo – “Eterno”
    8. Le Vibrazioni – “Così sbagliato”
    9. Enzo Avitabile e Peppe Servillo – “Il coraggio di ogni giorno”
    10. Renzo Rubino – “Custodire”
    11. Noemi – “Non smettere mai di cercarmi”
    12. Red Canzian – “Ognuno ha il suo racconto”
    13. Decibel – “Lettera dal Duca”
    14. Nina Zilli – “Senza appartenere”
    15. Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – “Il segreto del tempo”
    16. Mario Biondi – “Rivederti”
    17. Elio e le Storie Tese – “Arrivedorci”

Al Festival di Sanremo comincia lo spettacolo con la giuria di qualità!


Se già la griglia di partenza del 68° Festival di Sanremo targato Baglioni lasciava a desiderare che dire di una giuria di esperti presieduta da Pino Donaggio e composta da: Giovanni Allevi, Serena Autieri, Milly Carlucci, Gabriele Muccino, Rocco Papaleo, Mirca Rosciani e Andrea Scanzi.
Muccino deve promuovere gratis un film, Papaleo forse pure o torna a farsi un giro a Sanremo dopo averlo co-presentato (2012), la Carlucci (1992) e la Autieri (2003) lo hanno presentato ma esperte di musica non direi, Scanzi ci sta come i cavoli a merenda ma si sa che di questi tempi il prezzemolo va di moda e non cresce in sala stampa, tal Mirca Rosciani è sostituto maestro del coro del Teatro di Fano e m’hai detto niente!
Buon ultimo Giovanni Allevi che con Pino Donaggio sono gli unici due al loro posto, con qualche riserva per il primo, perché sarà pure un genio ma personalmente non ripongo grande fiducia in chi afferma che a casa non ha un pianoforte e suona solo quando va ai concerti, perché sarebbe un po’ come dire che un Pollini o un Abbado abbiano perso solo del tempo nello studio e applicazione sullo strumento, quindi anche lui fa parte di quella grande bolla mediatica che talvolta porta per ragioni commerciali a sopravalutare artisti dotati di talento ma normali come compositori.
Per carità è al suo posto in quanto conosce la musica e può essere in grado di giudicare le canzoni, ma genio per genio potrei dire che preferisco nel suo genere Brian Eno.

Sanremo 2017 diventa il “Disco per l’estate” e vince Francesco Gabbani

sanremo-2017-logoSanremo non è più Sanremo, da quest’anno è diventato l’anteprima del Disco per l’estate.
Francesco Gabbani con la super orecchiabile Occidentali’s Karma si è aggiudicato la 67° edizione del Festival di Sanremo precedendo Fiorella Mannoia e Ermal Meta.
Una vittoria, quella del bravissimo Gabbani, che sancisce con largo anticipo che la sua canzone diventerà il tormentone della prossima estate.
La musica quest’anno con un colpo di coda ha relegato al ruolo di comprimario lo spettacolo televisivo che anno dopo anno profuma di antico, diventando a tratti noioso infarcito da una pubblicità assillante, da ospiti evitabili, da qualche ciaone di troppo, da quelle larghe intese che si sono da subito trasformate in un predominio della sciura Maria che chiamata per salvare il carrozzone sanremese lo ha di fatto affossato portandosi dietro quel suo modo di fare tv che con il Festival ci sta come i cavoli a merenda, tanto che verrebbe quasi voglia di dire arridatece le vallette.
Tra tutti gli ospiti che si sono alternati sul palco dell’Ariston l’intervento di Geppi Cucciari l’ha vista primeggiare con un monologo di quelli che non fanno solo sorridere ma anche meditare.

La classifica
1° Francesco Gabbani
2° Fiorella Mannoia
3° Ermal Meta
4° Michele Bravi
5° Paola Turci
6° Sylvestre
7° Fabrizio Moro
8° Elodie
9° Bianca Atzei
10° Samuel
11° Michele Zarrillo
12° Lodovica Comello
13° Marco Masini
14° Chiara
15° Alessio Bernabei
16 ° Clementino

White Musk / Muschio Bianco

Festival di Sanremo 2016 – vincono gli Stadio e Virginia Raffaele

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Festival-di-Sanremo-2016-logoDopo la vittoria nella serata delle cover che li aveva visti trionfare con “La sera dei miracoli” dedicata al grande Lucio Dalla che di fatto vinceva così postumo il suo primo Festival di Sanremo, gli Stadio hanno fatto il bis e si sono aggiudicati con la loro “Un giorno mi dirai”, un racconto emozionante e struggente di un padre che parla alla figlia, la 66° edizione del Festival della canzone italiana.
Al terzo posto si sono piazzati la coppia Giovanni Caccamo/Deborah Iurato ( massacrata la prima sera per aver indossato un abito “da paura”), mentre sul secondo gradino del podio è salita la giovanissima Francesca Michielin che ha presentato “Nessun grado di separazione”, forse uno dei brani più orecchiabili in assoluto di questa edizione della kermesse canora e quindi facilmente appetibile dalla programmazione radiofonica, anche se a detta del mitico Dj Federico l’olandese volante (componente della giuria tecnica) quest’anno il Festival è risultato essere molto radiofonico.

COMBO IMITAZIONI Virginia Raffaele
Ma al di là dei vincitori per la parte canora, la vera trionfatrice di Sanremo 2016 è risultata Virginia Raffaele che nelle prime quattro serate ha interpretato magistralmente Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Donatella Versace e Belen Rodriguez.
Quella dell’attrice-comica romana si può dire che fosse una vittoria annunciata, dopo il successo riscosso con l’imitazione di Ornella Vanoni nell’edizione targata 2015.
La Raffaele ha dimostrato di avere una grande capacità di cogliere pregi e difetti dei personaggi che va ad imitare e seppur in qualche modo ridicolizzandoli, lo fa senza mai essere volgare.
Dopo questa prestazione sanremese può essere considerata a tutti gli effetti la degna erede della grande Anna Marchesini.
Ritornando alla musica, il premio per il miglior testo è andato al brano “Amen” di Francesco Gabbani ( l’autore del testo è Fabio Ilacqua) vincitore nella categoria “Nuove proposte”; il premio Bigazzi ( assegnato dai componenti dell’orchestra del Festival) per la musica migliore è andato alla canzone vincitrice “Un giorno mi dirai” degli Stadio, mentre il premio della critica Mia Martini è andato a “Cieli immensi” di Patty Pravo, che ha preceduto (nella speciale classifica stilata dai giornalisti della sala stampa) Elio e le Storie tese e gli Stadio.
Per quanto riguarda la conduzione, tutto come da copione con il collaudato Carlo Conti buon padrone di casa accompagnato da una valletta bellissima, Madalina Ghedea, e da Gabriel Garko nel ruolo del valletto non valletto.
Lo spettacolo ha le sue regole, si spengono le luci della ribalta, si volta pagina e si va avanti pensando già da domani a quella che sarà la prossima edizione ma nel libro dei ricordi di questo Sanremo 2016 rimarranno senz’altro :

  • la toccante partecipazione del maestro Ezio Bosso
  • Nino Frassica che interpreta “ A mare si gioca”, favola amara sul dramma dei migranti
  • le imitazioni di Virginia Raffaele
  •  il ritorno dei fiori di Sanremo sul palco dell’Ariston
  • il video collage di apertura con gli spezzoni dei vincitori delle 65 edizioni precedenti
  •  i ritorni di Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Renato Zero
  • la reunion dei Pooh in vista del loro ultimo anno insieme
  • i compensi da favola di Elton John e Nicole Kidman
  • la preoccupazione per non aver visto sul palco il maestro Beppe Vessicchio la prima sera
  • i nastri arcobaleno mostrati da molti artisti a favore delle unioni civili
  • lo chef Cannavacciuolo che non sa quanti minuti servono per cuocere un uovo alla coque

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“L’ultima stanza… Non è l’ultima.”

EzioBosso6Sanremo2016 ospitando ieri sera Ezio Bosso ha mandato in onda qualcosa di speciale, dieci minuti che da soli possono valere il costo del biglietto per entrare all’Ariston o il doversi sciroppare l’intera serata seduti sul divano.
Una presenza quella del maestro Bosso che credo abbia insegnato a molti come un uomo diverso, nonostante la sua diversità o grazie ad essa possa esprimere intelligenza e profondità attraverso un mix di meraviglia e bellezza.
La musica ci insegna la cosa più importante: ad ascoltare e ad ascoltarci l’un l’altro.
Ha presentato un brano del suo doppio cd “The 12th Room” che trae spunto da una teoria antica che spiega come la vita sia composta da 12 stanze, quelle in cui lasciamo qualcosa di noi.
La prima stanza, quella della nostra nascita, però riusciremo a ricordarla solo quando raggiungeremo l’ultima, ma l’ultima stanza…non è l’ultima e si può quindi ricominciare!
Ma di quanti altri Ezio Bosso è piena la nostra vita di tutti i giorni?
Dove abitiamo, a scuola, in ospedale, sugli autobus o quando appoggiamo per un attimo la nostra auto sul loro parcheggio riservato!
Ascoltiamoli, sempre!

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cliccare sulla foto sopra per vedere il video della sua presenza a Sanremo2016

Vini Vigna Dogarina

Sanremo 2015 – il festival torna a essere il FESTIVAL!

sanremoA pensarci bene il Festival di Sanremo è il format televisivo più longevo nella storia della tv con le sue 65 edizioni che tra alti e bassi hanno raccontato al mondo intero l’evoluzione della musica italiana.
C’era come sempre molta attesa per la novità targata Carlo Conti che arrivava dopo la parentesi un po’ così di Morandi, dove la direzione artistica non è stata delle migliori, e quella di Fazio che ha seguito una linea ben precisa voluta dal conduttore.
Il calimero della tv come lo chiama Panariello ha saputo riportare la kermesse sanremese agli antichi splendori proponendo una sorta di grande carrozzone capace di imbarcare protagonisti in grado di accontentare il pubblico di ogni età, partendo dal revival di Albano e Romina per arrivare a quel Ed Sheeran idolo dei giovanissimi; uno spettacolo ricco di ospiti che hanno saputo rappresentare al meglio quella tradizione nazionalpopolare che è un po’ da sempre il segreto del successo di questo Festival che per una settimana riesce a monopolizzare gli ascolti tv, vuoi anche per l’assoluta non belligeranza da parte di tutte le altre reti tv.
Hanno vinto come da copione i tenorini de Il Volo, per la gioia della Clerici e di Tony Renis, e con loro sono saliti sul podio Nek e Malika Ayane rispettando di fatto le previsioni della vigilia.
Questa edizione verrà ricordata per gli ascolti da capogiro, per le vallette non vallette e per la presenza di Conchita Wurst che parafrasando il titolo di una canzone di Orietta Berti ha portato sul palco dell’Ariston un nuovo modo di fare spettacolo, quello del fin che la barba va!
Tra le vallette la splendida Rocío Muñoz Morales in Armani Priveè ha lasciato al palo Arisa ed Emma Marrone che a dire il vero non sono proprio mai partite.
La qualità delle canzoni è stata superiore alla norma a parte l’infelice performance di Biggio e Mandelli che con la loro “ Vita d’inferno “ sono sembrati la brutta copia di Elio e le storie tese, presentando una sorta di cover di Cochi e Renato con qualche aggiunta del miglior Stefano Rosso.
Il premio della critica “ Mia Martini “ è andato a Malika Ayane, ma ha ottenuto un buon numero di voti anche “ Io sono una finestra “ del duo Mauro Coruzzi e Grazia Di Michele, un pezzo con un testo decisamente bello.
Unica nota dolente i comici che mai come quest’anno hanno dimostrato di non essere all’altezza della situazione o meglio di non far ridere, gli unici che si sono salvati o meglio i meno peggio sono stati: Luca e Paolo nel siparietto con Carlo Conti, Marta e Gianluca con il loro “speed date” e Virginia Raffaele nell’imitazione di Ornella Vanoni, mentre Panariello è sembrato aver perso lo smalto dei giorni migliori.
Di Carlo Conti che dire, se non che approdato a Sanremo dopo anni di aspettativa ha saputo riportare il festival ad essere quello con la F maiuscola.

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