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Veronika Sekotová that fleeting moment that can give joy and happiness!

It is with great pleasure that I introduce you to the Czech artist Veronika Sekotová, born in 1983 in West Bohemia and currently residing in Netvořice, where she lives and works.
Veronika graduated from the Higher School of Arts and Crafts with a specialization in graphics and after continuing her studies in the tourism sector, she began working in the marketing field, where she is still active today, although not full-time, having exploded internationally her fame as a paintress, a fact that keeps her very busy not only in painting but also and above all in following the numerous exhibitions in Europe and overseas in which she has been the protagonist, receiving numerous prestigious awards for her contribution to contemporary art (she has exhibited in her country in Spain, Germany, Italy, Austria, France, Great Britain, Miami and New York).
Veronika has been interested in painting and art in general since childhood, discovering the beauty and power of art, and fine art in particular.
In artistic school she fell in love with art history and thought about combining it with a study of tourism, but as the years passed, Veronika found herself juggling work and family, and art, unfortunately, became almost an occasional hobby.
Until recently, when art returned to prominence in her life, allowing her to express her inner feelings through her works.
But there’s more, for Veronika, painting is a source of joy, of pleasure and above all the ability to capture that fleeting moment in her surroundings capable of creating within her a sort of inspiration capable of allowing her feelings to flow outwards and pour onto her canvases.
A phrase by the French painter Paul Gauguin that Veronika loves very much goes: “I close my eyes to see” and this is exactly what happens in the creative path undertaken by Veronika who, having closed her eyes to create her work, sends through her canvases the same invitation to whoever looks at them: close your eyes and be free to see what you want!
Gauguin’s suggestions put an end to the concept that art is the imitation of nature, but above all the cornerstones of Impressionist painting fell away: no easel and painting “en plein air”.
Artists admire what surrounds them, capable of capturing that fleeting moment which they make their own and memorize, and then transfer the emotions onto the canvas in their studio.
And that’s exactly what Veronika did in her magnificent painting about autumn, made in her studio the day after her walk in the woods.
Imagination and dreams play a very important role in all of our lives because they help us cope with the burdensome moments of everyday life.
Artists, through their fantasies and dreams, know even more how to convey on canvas the emotions they have experienced inside.
Veronika is a multifaceted artist and loves to try and experiment with new techniques, but she prefers to paint on canvas with acrylic paints.
Sometimes she writes mostly indecipherable Czech phrases on the canvases, almost as if they were diary entries, thoughts spoken aloud to encourage the viewer to understand the message the painting is trying to convey.
The life of an artist is not much different from that of an ordinary mortal, and so the famous fleeting moment is not captured simply by admiring nature with its flowers and marvelous landscapes, but sometimes by observing the ugliness and tragedies that surround us every day.
However, in her paintings, Veronika aims to convey joy and serenity to those who view them, with the hope that one of these might brighten the home of an admirer.
In 2024, together with the paintress Ivana D’Emilio, she founded a company dedicated to supporting the arts and is currently looking for a location to open his own art gallery.
She also volunteers, which she considers the most natural way to give back to the community.

Her works can be viewed and purchased through her social media pages.

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Giuseppe Genta
journalist, Italy

Veronika Sekotová quell’attimo fuggente che sa donare gioia e felicità!

 Con grande piacere vi presento l’artista ceca Veronika Sekotová nata nel 1983 nella Boemia occidentale e attualmente residente a Netvořice dove vive e lavora.
Veronika si è diplomata presso la Scuola Superiore di Arti e Mestieri con specializzazione in grafica e dopo aver proseguito gli studi nel settore del turismo, ha iniziato a lavorare nel campo del marketing, dove ancora oggi è attiva sia pure non a tempo pieno essendo esplosa a livello internazionale la sua fama di pittrice, fatto questo che la tiene molto impegnata non solo nel dipingere ma anche e soprattutto nel seguire le numerose esposizioni in Europa e oltre oceano che l’hanno vista protagonista, ricevendo numerosi premi prestigiosi per il suo contributo all’arte contemporanea ( ha esposto oltre che nel suo paese in Spagna, Germania, Italia, Austria, Francia, Gran Bretagna,Miami e New York )
Veronika si è avvicinata alla pittura e all’arte in generale fin dall’infanzia scoprendo la bellezza e il potere dell’arte e in particolare delle belle arti.
Al Liceo artistico si è innamorata della storia dell’arte e ha pensato di abbinarla allo studio del turismo, ma gli anni passano e Veronika si ritrova a dover fare i conti con il lavoro e la famiglia e l’arte ahimè è diventata quasi un hobby occasionale fino a quando recentemente l’arte è tornata a primeggiare nella sua vita permettendole di esprimere attraverso le sue opere quello che sente dentro.
Ma c’è di più, la pittura per Veronika è motivo di gioia, di piacere e soprattutto la capacità di saper cogliere in quello che la circonda quell’attimo fuggente capace di creare dentro di lei una sorta di ispirazione capace di far defluire all’esterno i suoi sentimenti che si riversano sulle sue tele.
Una frase del pittore francese Paul Gauguin che Veronika ama molto recitava “ chiudo gli occhi per vedere “ ed è proprio quello che avviene nel percorso creativo messo in atto da Veronika che avendo chiuso gli occhi per creare la sua opera manda attraverso le sue tele lo stesso invito a chi le guarderà, chiudete gli occhi e siate liberi di vedere ciò che volete!
Le suggestioni di Gauguin hanno messo fine al concetto che l’arte è imitazione della natura, ma soprattutto sono caduti i capisaldi della pittura impressionista, niente cavalletto e pittura “en plain air”.
Gli artisti ammirano ciò che li circonda capaci di saper cogliere quell’attimo fuggente che fanno proprio e memorizzano per poi nel proprio studio trasferire  le emozioni sulla tela.
Ed è proprio quello che ha fatto Veronika nel suo magnifico dipinto sull’autunno, realizzato nel suo studio il giorno dopo la sua passeggiata nel bosco.
La fantasia e i sogni giocano un ruolo molto importante nella vita di tutti noi perché ci aiutano a sopportare momenti ingombranti della quotidianità e a maggior ragione gli artisti attraverso le loro fantasie e sogni sanno come trasmettere su tela le emozioni che hanno vissuto dentro.
Veronika è un’artista poliedrica e ama provare e sperimentare nuove tecniche ma predilige dipingere su tela con colori acrilici e talvolta sulle tele scrive delle frasi in ceco per lo più indecifrabili quasi come se fossero delle annotazione scritte su di un diario, dei pensieri a voce alta per spronare chi guarda a comprendere il messaggio che vuole trasmettere il dipinto.
La vita di un artista non è molto diversa da quella di un comune mortale e quindi il famoso attimo fuggente non lo si coglie solo ammirando la natura con i suoi fiori e paesaggi meravigliosi ma talvolta capita di coglierlo guardando le bruttezze e le tragedie che ci circondano ogni giorno, ma Veronika nei suoi dipinti si prefigge di trasmettere a chi li guarda gioia e serenità con la speranza che uno di questi possa andare ad allietare la casa di un suo ammiratore.
Nel 2024 ha fondato insieme alla  pittrice Ivana D’Emilio  una società dedicata al sostegno delle arti e di questi tempi sta cercando una location per poter aprire una propria Galleria artistica.
Si dedica anche al volontariato che lei considera il modo più naturale per restituire qualcosa alla comunità.

Le sue opere sono visionabili e acquistabili tramite le sue pagine social

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Giuseppe Genta
journalist, Italy

Veronika Sekotová – Prisoner of Time
Veronika Sekotová – Soulmates
Veronika Sekotová -The Diary of a Woman
Veronika Sekotová – Barcelona

MaJ SJÖ dalla Finlandia porta con sé una ventata di positività

Con grande piacere vi presento l’artista finlandese Maj SJÖ  nata a Helsinki, dove ha uno space studio a Kaapelitehdas, il più grande centro culturale della Finlandia, ma attualmente vive a Espoo dove crea anche nel suo home studio.
MaJ ha ereditato la sua creatività e passione per il disegno dall’ambiente domestico, avendo la fortuna di trascorrere l’infanzia e di ricevere una educazione strettamente legate allo studio di architettura e design d’interni di suo padre, venendo così introdotta al mondo dell’interior design, dell’architettura e della creatività fin da piccola.
Nonostante ciò, gli studi e la sua carriera l’hanno portata inizialmente in altre direzioni fino a quando nel 2021 ha realizzato un sogno a lungo coltivato: provare la pittura a olio, che all’epoca per lei era nuova e sconosciuta e diventare quindi un’artista visiva.
Le sue opere hanno ricevuto non solo lusinghieri consensi ma anche notevoli richieste e così la sua carriera di artista è decollata, entrando in un mondo completamente nuovo.
Ho sempre sostenuto che per vivere una vita soddisfacente e appagante la differenza è sempre data dalla capacità di gioire delle piccole cose, quelle che veramente sono capaci di regalarci intensi momenti di gioia.
Quando ho visto per la prima volta le opere di MaJ ho capito subito come lei sia riuscita a cogliere e trasmettere nella sua arte tutti quei piccoli e grandi miracoli che la vita sa regalarci giorno dopo giorno.
La sua raccolta di opere sull’Archipelago e in generale su tutto ciò che è mare o acqua (del resto il suo cognome SJÖ in svedese significa lago/mare)  sa trasmettere emozioni incredibili e per chi come me ha vissuto la magia che sa trasmettere Hanko guardare i suoi dipinti che la ritraggono vuol dire rivivere momenti di gioia e serenità indescrivibili.
La Finlandia è stata riconosciuta per l’ottavo anno consecutivo come il paese più felice del mondo nel World Happiness Report 2025 e guardando i dipinti di MaJ non è difficile capire che la felicità abita proprio lì.
MaJ è un’artista poliedrica che sa trarre ispirazione dalle cose belle che la circondano: paesaggi, edifici, colori, luce e diverse emozioni positive; la pittura per lei è il suo modo di creare un’atmosfera in uno spazio, un elemento che attira lo sguardo e capace di donare all’osservatore energia positiva e un senso di benessere.
Dipinge principalmente con colori a olio e acrilici, ma usa anche acquerelli e inchiostro, tra le altre tecniche e non la si può etichettare in uno stile piuttosto che in un altro, la sua arte è varia e capace di esplorare sempre nuove tecniche e la sua filosofia di vita la porta a trasformare un cambiamento di tecnica o stile in una meravigliosa vacanza
Quello però che è sempre presente in ogni suo stile è la positività che MaJ cerca di trasmettere attraverso la sua Arte.
Accanto alla sua versatilità nella tecnica e nell’uso del colore lo stile delle sue opere si basa principalmente sull’intuizione del momento.
Negli ultimi quattro anni ha partecipato a numerose mostre e ha saputo costruire e gestire una rete di contatti sui social media.
Le sue opere hanno trovato posto in molte case private, sia attraverso mostre che tramite commissioni ricevute sui social media, per cui volendo è possibile richiederle dei lavori su commissione a distanza contattandola tramite le sue pagine social o suo sito web

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MAJ SJÖ from Finland comes with a breeze of positivity 

It is with great pleasure that I introduce you to Finnish artist Maj SJÖ, born in Helsinki, where she has a studio space in Kaapelitehdas, Finland’s largest cultural centre, but currently lives in Espoo where she also creates in her home studio.
MaJ inherited her creativity and passion for drawing from her home environment, having been fortunate enough to spend her childhood and receive an education closely linked to her father’s architecture and interior design studio, thus being introduced to the world of interior design, architecture, and creativity from an early age.
Despite this, her studies and career initially took her in other directions until in 2021 she realized a long-held dream: trying oil painting, which was new and unknown to her at the time, and thus becoming a visual artist.
Her works received not only glowing acclaim but also considerable requests, and her career as an artist took off, entering a whole new world.
I’ve always maintained that living a satisfying life is all about enjoying the little things, the things that truly bring us intense moments of joy.
When I first saw MaJ’s works, I immediately understood how she managed to capture and convey in her art all those small and large miracles that life can give us day after day.
Her collection of works on the Archipelago and in general on everything that is sea or water (after all, her surname SJÖ in Swedish means lake/sea) can convey incredible emotions and for those like me who have experienced the magic that Hanko can convey, looking at her paintings that portray her means reliving moments of indescribable joy and serenity.
Finland has been recognized as the happiest country in the world for the eighth consecutive year in the World Happiness Report 2025, and looking at MaJ’s paintings, it’s not hard to see that happiness lives right there.
MaJ is a multifaceted artist who draws inspiration from the beautiful things around her: landscapes, buildings, colors, light, and various positive emotions. For her, painting is her way of creating atmosphere in a space, an element that attracts the eye and can give the viewer positive energy and a sense of well-being.
She paints mainly with oil and acrylic colors, but also uses watercolors and ink, among other techniques, and cannot be labeled in one style rather than another.
Her art is varied and capable of always exploring new techniques, and her philosophy of life leads her to transform a change of technique or style into a wonderful holiday.
What is always present in all of her styles, however, is the positivity that MaJ tries to convey through her art.
Alongside her versatility in technique and use of colour, the style of her works is mainly based on the intuition of the moment.
Over the past four years, she has participated in numerous exhibitions and has successfully built and managed a network of contacts on social media.
Her works have found a place in many private homes, both through exhibitions and through commissions received on social media, so if you wish you can request commissioned works from her remotely by contacting her through her social pages or her website.

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Sandy beach Watercolor Summer 2025
Cognac flavored
Blossom bliss
Funky Lady

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Oggi è il Carbonara day – 6 aprile 2025

Oggi si celebra il #CarbonaraDay, che è in pratica la “spaghettata social” più grande del mondo dedicata alla ricetta di pasta più amata e condivisa

Il Carbonara Day a cinque anni dal lancio sui social dai pastai di Unione Italiana Food che lo hanno ideato supportati da IPO – International Pasta Organisation ha raggiunto una platea potenziale di 1,7 miliardi di persone e generando ad oggi quasi 1,6 milioni di contenuti su Instagram aventi come hastag #Carbonara

E’ diventato in pratica un appuntamento imperdibile per media, cuochi, food influencer e per quanti amano condividere opinioni su questo piatto che talvolta ha generato non poche discussioni sul rapporto tradizione e contaminazione in cucina

Da una parte i puristi, quelli che ammettono una sola maniera per prepararla e 5 ingredienti canonici: pasta,guanciale,pecorino,uovo e pepe e dall’altra gli innovatori che considerando la pasta un piatto oltremodo versatile ritengono che non si debbano porre limiti alle reinterpretazioni di questa ricetta

La verità dove sta? Come spesso accade nel mezzo e quindi si può tranquillamente affermare che non esiste la carbonara perfetta, ma quella “perfetta per me “ a patto che l’autore rispetti lo spirito della ricetta originale

Ma quando è nata la Carbonara? Sembra che la sua nascita sia dovuta nel 1944 all’incontro tra la pasta italiana e gli ingredienti delle “Razione K” dei soldati americani che contenevano tra le altre cose anche tuorlo d’uovo in polvere e bacon; sembrerebbe che i soldati americani risalendo la Penisola accompagnassero alla pasta questi due ingredienti per integrare la dose di carboidrati

Ed è curioso che l’inventore della “Razione K” fu proprio quell’ Ancel Keys che molti anni dopo fu lo scopritore la celeberrima “dieta meditteranea”

Vi è poi una seconda ipotesi che racconta di carbonai appenninici ( carbonari in romanesco) che la preparavano usando ingredienti facilmente reperibili e soprattutto a lunga conservazione e in questo caso la carbonara non sarebbe null’altro che l’evoluzione del piatto “ cacio e ova “ di origini laziali e abruzzesi

Ultima ma prima per datazione l’ipotesi che ricondurrebbe la genesi della ricetta alla cucina napoletana, andando a scovare nel trattatoCucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti del 1837 una possibile origine della pietanza

Per partecipare all’evento virtuale le regole sono semplici: il 6 aprile, a partire dalle ore 12 basterà seguire gli hashtag #CarbonaraDay e #CarbonaraSharing e cimentarsi in dirette video, condividere opinioni, foto e consigli su Instagram, Facebook e Twitter, nel segno di un piatto all’insegna dell’inclusione.

La ricetta tradizionale

Pasta di semola di grano duro da cuocere in acqua salata (i formati più frequenti sono spaghetti e rigatoni), uova, pepe e pecorino grattugiato da aggiungere dopo la cottura e guanciale tagliato a striscioline

E la vostra ricetta?

Today we celebrate the #CarbonaraDay, which is basically the largest “social spaghettata” in the world dedicated to the most loved and shared pasta recipe

Carbonara Day five years after the launch on social networks by the Unione Italiana Food pasta makers who created it supported by IPO – International Pasta Organization has reached a potential audience of 1,7 billion people and today generating almost 1.6 million contents on Instagram having as hastag #Carbonara

In practice, it has become an unmissable event for media, cooks, food influencers and for those who like to share opinions on this dish which has sometimes generated quite a few discussions on the relationship between tradition and contamination in the kitchen

On the one hand the purists, those who admit only one way to prepare it and 5 canonical ingredients: pasta, bacon, pecorino, egg and pepper and on the other the innovators who considering pasta an extremely versatile dish believe that no limits should be placed on reinterpretations of this recipe

Where is the truth? As often happens in the middle and therefore it can be safely said that there is no perfect carbonara, but the one “perfect for me” as long as the author respects the spirit of the original recipe

But when was Carbonara born? It seems that its birth is due in 1944 to the encounter between Italian pasta and the ingredients of the “K Ration” of American soldiers which also contained powdered egg yolk and bacon among other things; it would seem that the American soldiers going up the peninsula accompanied these two ingredients to the pasta to supplement the dose of carbohydrates

And it is curious that the inventor of the “K Ration” was precisely that Ancel Keys who many years later was the discoverer of the famous “Mediterranean diet”

There is also a second hypothesis that tells of Apennine charcoal burners (carbonari in Roman dialect) who prepared it using easily available and above all long-life ingredients and in this case the carbonara would be nothing more than the evolution of the dish “cacio e ova” of Lazio and Abruzzo origins

Last but first by dating the hypothesis that would bring the genesis of the recipe back to Neapolitan cuisine, finding in the treatise “Theoretical-practical cuisine” by Ippolito Cavalcanti of 1837 a possible origin of the dish

To participate in the virtual event, the rules are simple: on April 6, starting at 12 noon, just follow the hashtags #CarbonaraDay and #CarbonaraSharing and try your hand at live videos, share opinions, photos and advice on Instagram, Facebook and Twitter, of a dish dedicated to inclusion

The traditional recipe

Durum wheat semolina pasta to be cooked in salted water (the most frequent formats are spaghetti and rigatoni), eggs, pepper and grated pecorino to add after cooking and bacon cut into strips

Spaghetti 320 g

Tuorli di uova medie 6 p

Pepe nero q.b.

Guanciale o Pancetta 150 g

Pecorino Romano 50 g

And your recipe?

 

ITALIA .. adesso tutti a casa

Una prestazione imbarazzante contro la Svizzera chiude un europeo da incubo per una nazionale che è la fotografia disarmante di quello che sa esprimere oggi il calcio italiano.
Due eliminazioni nelle ultime qualificazioni ai mondiali e il disastro odierno relegano ad un fatto episodico la vittoria dell’Italia di Mancini nell’europeo post pandemia.
La nazionale in Italia sa cementare il tifo di milioni di italiani ma ha tra i suoi più grandi nemici i presidenti delle squadre di club.
Serie A,B e C pullulano di giocatori stranieri che vengono ingaggiati dai presidenti che si giovano per tali ingaggi di bonus fiscali che fanno risparmiare soldi a beneficio dei bilanci societari.
Un tale comportamento fa sì che una marea di giovani calciatori italiani non trovino spazio come titolari in prima squadra con la conseguenza che non potendo giocare con continuità non riescono ad accrescere il loro bagaglio tecnico.
Potrei capire l’ingaggio di campioni di provata bravura ( in numero comunque limitato) che possano alzare il livello tecnico delle squadre, ma non riesco a comprendere l’ingaggio di una marea di modesti giocatori stranieri che nulla portano all’ innalzamento della qualità del gioco.
Questo pomeriggio la nazionale è riuscita a far sembrare la Svizzera al pari del Brasile, ricevendo sul piano del gioco una lezione a dir poco umiliante.
Nessuno è esente da colpe e la logica vorrebbe che per ripartire sia prima necessario azzerare tutto il movimento partendo dai vertici della Federazione e proseguendo con la conduzione tecnica che ha dimostrato di non essere riuscita ad inquadrare sul piano tecnico-tattico nessuna delle quattro partite disputate.

Capre bianche e api nere – Donald Grant

Capre-bianche-libro-copertinaMary e io abbandonammo il nostro attico in città e la brillante professione di corrispondenti esteri per quotidiani e settimanali.
Ci lasciammo alle spalle una vita lussuosa e affascinante, accettando una riduzione superiore all’ottanta per cento dei nostri guadagni.
Cominciammo così una nuova vita di contadini su un roccioso lembo di terra in un remoto angolo d’Irlanda.
Non avevamo alcuna cognizione di agricoltura, se si esclude quel che si può imparare coltivando rose in una terrazza sovrastante le strade rumorose della città. Mary vendette la sua lavastoviglie all’inquilino che subentrò nel nostro appartamento e io regalai il mio frac all’opera di beneficenza “ Soccorso peruviano”.
Questa svolta radicale iniziò per caso. In un caldo giorno d’estate stavamo seduti all’ombra di un tendone in terrazza: avevo in mano un libro di Agatha Christie e Mary il suo catalogo di sementi. Lo zampillo continuo delle nostre fontanelle si sovrapponeva piacevolmente allo strombazzare dei taxi.
– Sai – dissi alzando gli occhi dal libro – mi ha sempre attirato l’idea di dedicarmi all’agricoltura. Fin da bambino avrei voluto essere agricoltore.
In verità stavo dicendo una cosa assai singolare, dal momento che tutta la mia vita era trascorsa in città, come, del resto, era avvenuto per mia moglie.
Mary non distolse gli occhi dal suo catalogo, limitandosi a borbottare qualcosa a proposito di piselli dolci. Poi, dopo qualche minuto, la mia frase sembrò colpirla e mi guardò:
– Anch’io, – disse vivacemente, e allora perché non ci proviamo?
– Proviamo che cosa? – chiesi distratto, non avendo dato peso alla mia stessa proposta.
– A fare gli agricoltori!
Misi da parte il libro, mentre mi venivano in mente diverse obiezioni alla mia uscita e all’osservazione di Mary, davvero campate in aria, se non pura follia: non possedevamo una fattoria né avevamo soldi a sufficienza per comprarne una, non avevamo tempo libero da dedicare alla campagna e avremmo dovuto incominciare tutto da zero. Il nostro lavoro di giornalisti ci impegnava molto e ci remunerava in proporzione. Dal punto di vista fisico, poi, entrambi somigliavamo assai poco a quel che deve essere un agricoltore: non eravamo più giovani e avevamo passato troppo tempo seduti a leggere, scrivere e parlare.
– Continua a leggere – disse Mary; – torno fra un minuto.
Un’ora più tardi tornò in terrazza: aveva scorso in lungo e in largo gli annunci di fattorie in vendita su parecchi giornali e settimanali e aveva fatto alcune telefonate. Questo fu l’inizio, poi ogni gradino portò al successivo.

Capre-bianche-libro-englishMi sono imbattuto in questo libro (edito per la prima volta in America nel 1973 dalla Doublebay & Co. Inc.Garden City N.Y e in Italia nel 1983 per i tipi della Mursia editore S.p.A)  nel 1999 quando ne ho trovato una copia su di una bancarella del mercatino dell’usato che stazionava di fronte al mitico Bar Vanni, in via Col di Lana – in zona RAI a Roma.
L’ho letto in una notte, trovandolo bellissimo, vista la mia passione per l’isola di smeraldo e la prima cosa che mi è venuta in mente a fine lettura è che il libro fosse stato recuperato in qualche operazione di sgombero a seguito del decesso del proprietario (che ha siglato e dato un voto al libro nella prima pagina), perchè, un libro del genere chi lo possiede se lo tiene in libreria per andarselo a rileggere quando la voglia d’Irlanda si fa sentire, o come nel mio caso, ogni due o tre anni per convincermi che il sogno di aprire una bed & breakfast nella terra di San Patrizio potrà diventare prima o poi realtà.
Donald Grant con la moglie Mary sono stati i precursori del moderno “mollo tutto e scappo via” e la loro fuga l’hanno messa in atto negli anni’60 quando internet non esisteva e una copia del giornale su cui scriveva Donald a New York impiegava 30 giorni per arrivare a Dooneen.
Mentre leggevo il libro ho provato grande ammirazione per queste due persone che hanno saputo realizzare una straordinaria impresa che realizza il sogno dell’affrancamento dalla società tecnologica, ho percepito quanto amore hanno dedicato alla loro impresa e mi son detto che potremmo farlo tutti …di trovare il nostro posto nel mondo!
Il libro è il racconto puntuale della nuova quotidianità e Donald racconta giorno per giorno la loro nuova vita in un luogo dove tutto è nuovo e diverso: dalle peripezie per la costruzione della loro casa, al lavoro nei campi, all’allevamento di capre bianche e di api nere, fino all’inevitabile incontro con gli abitanti del luogo che da tempi immemorabili vivono quella vita, con la loro cultura e le loro tradizioni; il tutto mettendo in campo la capacità di adattamento, la pazienza e l’umiltà con cui hanno saputo affrontare le non poche difficoltà.
La zona della costa irlandese che va da Kinsale fino a Dursey Island, all’estremità della penisola di Beara è una delle più belle in assoluto dell’intera Irlanda.
Il libro è ambientato nella “Sheep’s Head” Peninsula (“Capo della pecora”), lo stretto lembo di terra che si estende per 24 km tra la Mizen Peninsula e la Beara Peninsula.
Siamo di fatto nella contea di Cork, ma gli abitanti di questa zona se interrogati sul luogo da cui provengono hanno il vezzo di rispondere “da West Cork”, e non da “Cork”.
La vicinanza con la Corrente del Golfo rende questa parte di costa particolarmente temperata, con un clima decisamente mite, confermato anche dalla fioritura dei narcisi, che ogni anno avviene nel mese di gennaio.
Qui la “pioggerellina” tipicamente irlandese è di casa, visto che per 250 giorni all’anno non si dimentica di bagnare (anche se talvolta in modo lieve) la vasta e variopinta vegetazione, fatta di torbiere e di piante carnivore.
Il paesaggio, verso ovest, si fa decisamente più aspro e selvaggio e la costa è tutto un susseguirsi di piccole città portuali, piccole baie e insenature.

Capre-bianche-libro-mollo-tuttoCapre bianche e api nere – White Goats and Black Bees
Il libro è stato ristampato più volte da Mursia Editore, l’ultima edizione è del 2013 nelle Collana: Mollo tutto e …
Al volume è allegata una guida pratica con le informazioni essenziali per andare a lavorare, trasferirsi o semplicemente trascorrere un piacevole soggiorno nella meravigliosa Irlanda.

Mollo tutto e… allevo capre bianche e api nere in Irlanda

Donald Grant e Mary Frances
Donald e Mary entrambi giornalisti si erano incontrati nel periodo in cui condividevano una scrivania alle Nazioni Unite dove lavoravano come corrispondenti per le rispettive testate giornalistiche.
Donald scriveva per il “Post-Dispatcher” di St.Louis, mentre Mary era corrispondente per il “McGraw-Hill World News”, per il quotidiano indiano “Patriot” e per Look Magazine.
Negli anni’60 hanno comprato una piccola proprietà sulla penisola di “Sheep’s Head” ( capo della pecora), in gaelico “Rinn Mhuintir Bháire”, nella contea di Cork.
Qui hanno allevato capre ( tra cui Fleur, Katrina, Joy e Paddy), anatre e 200.000 api nere irlandesi, trasformandosi in contadini e vivendo in pratica di sola agricoltura.
Donald e Mary hanno continuato a vivere a Sheep’s Head e, poi a Bantry per il resto della loro vita.
Donald è morto nel 1983, mentre Mary è deceduta nel luglio del 2012 ed entrambi sono sepolti nella loro amata Kilcrohane.

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Il piccolo grande mondo di LLou

Yolanda del Campo in arte LLou è un’artista spagnola nata a Vigo nel 1980
Si è laureata in Pubblicità e Relazioni Pubbliche a Pontevedra, con studi in Comunicazione Audiovisiva e un master in Community Management
Ha lavorato per dieci anni in case di produzione audiovisiva, in programmi televisivi, come regista e coordinatore dei contenuti, e come Responsabile della Comunicazione presso la Scuola Internazionale di Cinema e Televisione (EICTV), a Cuba
E’ da sempre legata alla comunicazione, anche come docente e con le sue pubblicazioni, e attualmente dirige la comunicazione di un’associazione di malati di sclerosi multipla e Parkinson, e organizza un festival delle arti, l’Artenauta Festival
Ha iniziato a dipingere in maniera continuativa dall’età di 19 anni, come una sorta di terapia per esprimere tutto quello che si portava dentro un mondo interiore molto complesso – ma ha dei quadri che ha dipinto quando aveva 14 anni (“Induced Childish Dementia”, “Molto raro tutto” and “Possible Seas”)
E’ un autodidatta che ha imparato osservando e analizzando le opere, cercando di riprodurle per capire il processo che le ha create, il suo stile è definito da opere molto colorate, ingenue e forme primitive associate all’arte naif e all’arte grossolana, ma ha anche una linea puramente astratta, di solito dipinge con acrilico su tela o carta, le piace molto usare tecniche miste e mescolare colori acrilici o acquerelli con pastelli, matite colorate e spray
Predilige dipingere in solitudine nella sua stanza laboratorio di notte o alla luce del sole a seconda del soggetto e ascoltando musica passando dal genere punk a Chopin
Ha inserito in molti suoi dipinti degli esseri rotondi chiamati “ los balubas” che sono un modo infantile e primitivo per illustrare molti concetti
Ha tenuto diverse mostre personali e collettive, principalmente in Galizia (Spagna), dipinge su ordinazione e vendo le sue opere e presto lo farà anche dal suo sito web che sta finendo di realizzare
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Per contatti : llou.insidias@gmail.com

Yolanda del Campo in art LLou is a Spanish artist born in Vigo in 1980
She graduated in Advertising and Public Relations in Pontevedra, with studies in Audiovisual Communication and a master in Community Management
She has worked for ten years in audiovisual production houses, in television programs, as a director and content coordinator, and as Head of Communication at the International School of Cinema and Television (EICTV), in Cuba
She has always been linked to communication, also as a teacher and with her publications, and currently directs the communication of an association of patients with multiple sclerosis and Parkinson’s, and organizes an arts festival, the Artenauta Festival
She started painting continuously from the age of 19, as a sort of therapy to express everything that she carried within a very complex inner world – but she has some pictures she painted when she was 14
She is a self-taught person who has learned by observing and analyzing the works, trying to reproduce them to understand the process that created them, her style is defined by very colorful, naive works and primitive forms associated with naive art and coarse art, but she also has a purely abstract line, she usually paints with acrylic on canvas or paper, she really likes to use mixed techniques and mix acrylics or watercolors with crayons, colored pencils and sprays
She prefers to paint in solitude in his laboratory room at night or in the sunlight depending on the subject and listening to music passing from the punk genre to Chopin
She has included in many of her paintings round beings called “the balubas” which are a childish and primitive way to illustrate many concepts
She has held several solo and group exhibitions, mainly in Galicia (Spain), she paints to order and sell her works and soon she will also do it from her website which she is finishing to make
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For contacts: llou.insidias@gmail.com

Yolanda del Campo en arte LLou es una artista española nacida en Vigo en 1980
Licenciada en Publicidad y Relaciones Públicas en Pontevedra, con estudios en Comunicación Audiovisual y máster en Community Management
Ha trabajado durante diez años en productoras audiovisuales, en programas de televisión, como director y coordinador de contenidos, y como Jefe de Comunicación de la Escuela Internacional de Cine y Televisión (EICTV), en Cuba
Siempre ha estado vinculada a la comunicación, también como docente y con sus publicaciones, y actualmente dirige la comunicación de una asociación de pacientes con esclerosis múltiple y Parkinson, y organiza un festival de arte, el Festival Artenauta
Empezó a pintar ininterrumpidamente desde los 19 años, como una especie de terapia para expresar todo lo que llevaba dentro de un mundo interior muy complejo -pero tiene algunos cuadros que pintó cuando tenía 14 (“Induced Childish Dementia”, “Molto raro tutto” y “Possible Seas”)
Es un autodidacta que ha aprendido observando y analizando las obras, tratando de reproducirlas para entender el proceso que las creó, su estilo se define por obras muy coloridas, ingenuas y formas primitivas asociadas al arte naif y al arte burdo, pero también tiene una línea puramente abstracta, suele pintar con acrílico sobre lienzo o papel, le gusta mucho utilizar técnicas mixtas y mezclar acrílicos o acuarelas con pasteles, lápices de colores y sprays
Prefiere pintar en soledad en su cuarto de laboratorio de noche o a la luz del sol dependiendo del tema y escuchando música pasando del género punk a Chopin
Ha incluido en muchas de sus pinturas seres redondos llamados “los balubas” que son una forma infantil y primitiva de ilustrar muchos conceptos
Ha realizado varias exposiciones individuales y colectivas, principalmente en Galicia (España), pinta por encargo y vendo sus obras y próximamente lo hará también desde su web la cual está terminando de realizar
Instagram perfil
Para contactos: llou.insidias@gmail.com

Audrey Hepburn – la grazia, più bella ancora della bellezza

Il 20 gennaio 1993, nel piccolo paesino di Tolochenaz in Svizzera moriva Audrey Hepburn, una donna dotata di una grazia particolare che ancora oggi a distanza di 29 anni ne fa la numero uno al mondo
Fu infatti lei la prima vera influencer, come non ricordare le ballerine di Cenerentola a Parigi, la frangia di My Fair Lady, e che dire del little black dress di Colazione da Tiffany o del pixie cut di Vacanze romane, per non parlare di un qualsiasi Givenchy indossato da Sabrina in poi
Audrey Kathleen Ruston ( questo il suo vero nome) era nata il 4 maggio 1929 a Bruxelles e la sua magrezza le derivava dal fatto che a causa della guerra e del divorzio dei genitori da ragazzina aveva mangiato quasi niente, il suo sogno era di fare la ballerina e non lo ha realizzato appieno ma di sicuro ha danzato con la sua grazia e leggiadria recitando per tutta la vita

 

Audrey Hepburn – grace, more beautiful than beauty

On January 20, 1993, Audrey Hepburn died in the small village of Tolochenaz in Switzerland, a woman endowed with a special grace that even today, 29 years later, is the number one in the world
She was indeed the first true influencer, how not to remember the ballerina shoes of Cinderella in Paris, the bangs hair of My Fair Lady, and what about the little black dress by Colazione da Tiffany, or of the pixie cut of VacanzeRomane, not to mention any worn Givenchy from Sabrina onwards
Audrey Kathleen Ruston (this is her real name) was born on May 4, 1929 in Brussels and its thinness it derived from the fact that because of the war and the divorce of the parents as a girl she had eaten almost nothing, her dream was to be a dancer and he did not fully realize it but she certainly danced with her grace and loveliness reciting throughout her life

Song of story is “ Moon river “ soundtrack of movie “Colazione da Tiffany” by Henry Mancini Orchestra

STOP violence!

Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne
Ma questo giorno poteva essere ieri, o domani, tra una settimana o un mese
Perché deve essere sempre il 25 novembre
Per sradicare la violenza bisogna agire su più fronti: agendo sulle coscienze, insistendo sul rispetto, l’uguaglianza e le pari opportunità e in questo genitori e insegnanti possono svolgere un ruolo decisivo Noi uomini dobbiamo prendere coscienza che le donne non vanno mai toccate, nemmeno con un fiore .. ma prima di amarle vanno rispettate
Ad oggi, 109 donne sono morte in Italia a causa delle violenze nel 2021
Possa essere la vostra vita sempre serena e felice

Today is the world day against violence against women
But this day could be yesterday, tomorrow, in a week or a month
Because it must always be November 25th
To eradicate violence we need to act on several fronts: acting on consciences, insisting on respect, equality and equal opportunities and in this, parents and teachers can play a decisive role
We men must be aware that women should never be touched, not even with a flower .. but before loving them must be respected
To date, 109 women have died in Italy due to violence in 2021
May your life always be peaceful and happy

 

The song of the story is “Woman” 🎤 by John Lennon

Quando l’arte trasmette felicità!

E’ con grande piacere che oggi vi presento un’artista finlandese che ha trovato nell’arte la sua via per trasmettere felicità
Anne Sorvari è nata nel 1969 a Hyvinkää, nel sud della Finlandia, dove vive tuttora
E’ mamma di quattro figli, di cui tre già adulti (30, 28 e 25) e una piccola di 7 anni
Per anni ha lavorato come badante per portatori di handicap mentale e anche come insegnante nella scuola primaria
Nel 2017 grazie al congedo per studio, ha continuato a studiare come artigiano visivo perché l’arte è sempre stata vicino al suo cuore e parte integrante della sua vita e nel 2019 si è laureata
Ritornata a lavorare a scuola, purtroppo nel 2020 ha subito un’emorragia cerebrale ed è iniziata l’epilessia, costringendola a un anno di congedo per malattia
Dall’aprile di quest’anno, è andata in pensione per invalidità parziale e ha affrontato una nuova vita a casa nonostante siano rimasti alcuni danni legati alla memoria, alla concentrazione e alla fatica
Fa arte regolarmente e si diverte attraverso la sua arte ingenua, gioiosa e colorata con cui riesce a trasmettere buon umore alle persone che ammirano i suoi dipinti e il fare arte le permette anche di superare quei momenti di tristezza che ha, non trasferendoli nei suoi dipinti
E’ da soli 4 mesi su Instagram ma la sua arte è stata accolta favorevolmente e questo la rende felice e la invoglia a provare nuove tecniche e stili
Il suo sogno? Essere sempre in grado di continuare a fare arte con la speranza che le sue opere possano essere apprezzate ed acquistate per sostenere in parte la sua famiglia e se stessa
Auguri Anne!

Alcune sue opere sono in vendita su Artnow.fi
Potete seguirla sulla sua pagina Instagram

When art conveys happiness!
It is with great pleasure that today I present to you a Finnish artist who has found her way to convey happiness in art
Anne Sorvari was born in 1969 in Hyvinkää, in southern Finland, where she still lives today
She is a mother of four children, three of whom are already adults (30, 28 and 25) and a 7-year-old daughter
For years she worked as a caregiver for the mentally handicapped and also as a teacher in primary school
In 2017 thanks to the study leave, she continued to study as a visual craftsman because art has always been close to her heart and an integral part of her life and in 2019 she graduated
Back to work at school, unfortunately in 2020 she suffered a brain hemorrhage and epilepsy began, forcing her to one year of sick leave
Since April of this year, she retired with partial disability and faced a new life at home despite some damage related to memory, concentration and fatigue
She makes art regularly and enjoys herself through her naive, joyful and colorful art with which she manages to convey good humor to the people who admire her paintings and making art also allows her to overcome those moments of sadness she has, not transferring them to her paintings
She has only been on Instagram for 4 months but her art has been well received and this makes her happy and encourages her to try new techniques and styles
Her dream? Always be able to continue making art with the hope that her works can be appreciated and purchased to partially support her family and herself
Best wishes .. Paljon terveisiä Anne!

Some of her works are for sale on Artnow.fi
You can follow her on this Instagram page

 

Ciao Raffaella .. mancherai a tutti!

Se ne è andata una star universale, la vera regina della Tv dove ha saputo portare una vera trasformazione del modo di fare Tv
Ha venduto 60 milioni di dischi in tutto il mondo e i suoi brani ancora oggi sono delle vere hit in discoteca
Grande professionista ha vissuto gran parte della sua vita sotto le luci della ribalta ma ha scelto di andarsene in silenzio per non dare un dispiacere ai milioni di suoi fan con la notizia della sua malattia
Se ne è andata uno spirito libero che ha saputo dare voce a chi non aveva voce

Raffaella Carrà era nata a Bologna il 18 giugno 1943

 

 

Hi Raffaella .. everyone will miss you!

A universal star has gone, the true queen of TV where she has been able to bring a real transformation of the way of doing TV
She has sold 60 million records in all the world and her songs are still real hits in the disco today
A great professional, she has lived most of her life in the limelight but has chosen to leave in silence so as not to displease the millions of her fans with the news of her illness
A free spirit has gone who has been able to give a voice to those who had no voice

Raffaella Carrà was born in Bologna on June 18, 1943

 

 

Ciao Raffaella .. Grazie!