Archivi categoria: Spettacoli

RADIO default

gm2Sono state rilasciate da poche ore le rivelazioni sui dati di ascolto delle radio italiane relative al secondo semestre 2014 che in pratica confermano il trend di quelle del primo semestre, la RADIO perde 2 milioni di ascoltatori e nessuna delle emittenti a livello nazionale è esente da questo calo che se dovesse essere confermato anche per il 2015 porterebbe ad un vero e proprio default di quella che un tempo era lo strumento di comunicazione per antonomasia.
Sono ormai due anni che gli ascoltatori calano in maniera rilevante ma a quanto pare gli addetti ai lavori fanno orecchie da mercante, anzi a leggere le dichiarazioni rilasciate dai responsabili delle varie emittenti su queste ultime rivelazioni sembra che questi signori abbiano copiato dal mondo della politica quella capacità sublime di far passare come una vittoria anche la più bruciante delle sconfitte.
Perdono tutti ma ognuno di loro riesce a trovare uno spunto per dirsi soddisfatto sulla base di un dato di riferimento ( ininfluente nella lettura generale ) che li pone vincenti rispetto a questo o quel concorrente o in una fascia d’ascolto piuttosto che in un’altra, insomma tutti perdenti ma allo stesso tempo tutti vincenti!
Mentre analizzavo i dati delle tabelle allegate, mi è tornato in mente quel fantastico film “Good Morning Vietman “ in cui Robin Williams ha magistralmente interpretato il ruolo dell’aviere disc-jockey Adrian Cronauer chiamato a Saigon per risollevare le sorti della radio locale dell’esercito.
Ecco, Adrian Cronauer con tutti i suoi limiti, pregi e difetti rimane per me l’esempio lampante di come la radio possa assolvere appieno la sua funzione “sociale” nel momento in cui chi la fa è in grado di trasmettere a chi la ascolta non solo della buona musica o delle notizie interessanti ma soprattutto quelle emozioni, capaci di concedere un momento di evasione dai mille problemi che appesantiscono la giornata di ognuno di noi.
Oggi sembrerebbe che per alcuni Boss della comunicazione che amministrano i principali gruppi radiofonici la soluzione di tutti i problemi possa essere quella di riempire il più possibile i palinsesti di sola musica mentre a mio parere  relegare la radio a puro mezzo da dove si irradia solo musica è un’autentica follia!
Chi vuole ascoltare solo musica si affida a canali tipo youtube, spotify, deezer o simili per cui l’unica vera differenza la RADIO la fa nel momento in cui è in grado di proporre programmi strutturati ( magari in alcuni casi se avessero una logica sarebbe anche meglio ) dove i conduttori possano trovare ognuno sulla base delle proprie caratteristiche di conduzione un filo conduttore idoneo a catalizzare l’attenzione degli ascoltatori.
Per quanto riguarda i dati degli ascolti c’è poco da commentare essendo davanti ad una sorta di cimitero zeppo di segni meno, certo che fa notizia il calo di Deejay e di 105 ma RDS e RTL non stanno meglio e forse l’unica che limita le perdite è Radio Italia.
Su Radio Monte Carlo non c’è nulla da dire se non che si conferma saldamente all’ultimo posto tra le emittenti nazionali, scendendo al di sotto del milione e 200 mila ascoltatori e facendo registrare una perdita di 39.000 ascoltatori nel giorno medio e di 7.000 unità nel quarto d’ora medio ( nel secondo semestre 2014 è addirittura scesa a 1.158.000 ascoltatori, segnale che tra i due semestri il secondo è andato decisamente peggio del primo ).
Nel complesso il Gruppo Finelco ( Radio 105, Virgin Radio e RMC ) negli ultimi tre anni ha perso più di mezzo milione di ascoltatori ma a quanto pare i dirigenti sono pienamente soddisfatti dei loro risultati, tanto che sembra sia stata rilasciata la seguente dichiarazione ( fonte primaonline.it ):
” Il Gruppo Finelco esprime la propria soddisfazione per i dati preliminari di ascolto del II Semestre 2014 appena rilasciati da Radio Monitor:
– Il gruppo Finelco si conferma, anche nel secondo semestre 2014, così come era già avvenuto nel primo semestre, il primo gruppo radiofonico di broadcaster nazionali con una share del 13,9%, in ulteriore crescita e ancor più nettamente davanti al secondo gruppo, Rai, fermo all’11,1% e al terzo gruppo , Espresso, in flessione all’11%.
– Radio 105 si conferma la seconda radio italiana per ascolto nel quarto d’ora medio e, da un lato, dimezza la distanza dalla prima radio RTL, distanza che solo un anno fa raggiungeva i 120.000 ascoltatori (627.000 RTL contro 507.000 Radio 105) ed ora è di soli 62.000 ascoltatori (628.000 RTL, 566.000 Radio 105); dall’altro lato stacca nettamente la terza radio Deejay, che un anno fa era a poco più di 100.000 ascoltatori di distanza ed ora si trova 176.000 ascoltatori dietro a Radio 105.”
Verranno tempi migliori per tutti? Da quello che ho sentito negli ultimi tempi on air non direi proprio.

Buona radio a tutti!

ascolti1

ascolti2

Luisella un addio pieno d’amore!

 

luisSPverdeLa notizia era nell’aria da tempo ed è una di quelle notizie che i fedelissimi di RMC non avrebbero mai voluto ascoltare dai microfoni dell’emittente monegasca per cui figuriamoci lo stupore di doverla apprendere non dalla voce della diretta interessata ma dalla bacheca della sua pagina facebook.
Ho avuto il piacere di incontrare Luisella a casa sua all’inizio del mese di febbraio per una chiacchierata ma soprattutto per capire il perché di quel lungo silenzio che non prometteva nulla di buono e devo dire di aver percepito in quell’incontro la grande professionalità e signorilità di una donna che ha speso gli anni più belli della sua vita per mettersi al servizio di milioni di ascoltatori.
Oggi come in tutti questi anni passati davanti ai microfoni di RMC Luisella è rimasta “ quella di sempre “ fedele a se stessa e al suo stile inconfondibile mai al di sopra delle righe, una persona semplice e solare che ha saputo entrare in punta di piedi nel cuore dei fedelissimi diventando per molti di loro un’amica, una sorella, una mamma capace di distribuire attraverso il suo carattere gioviale e la sua risata contagiosa migliaia di gocce di serenità.
Luisella nel giorno di San Valentino si è decisa a postare sulla sua pagina FB un messaggio pieno d’amore rivolto ai suoi ascoltatori visto che da RMC non arrivava nessun segnale ed era subissata di messaggi che le chiedevano notizie in merito alla sua assenza dai microfoni.
langhe5aNon voglio scrivere in questo pezzo di Radio Monte Carlo ( potrete leggere cosa penso di questa vicenda cliccando qui ) e del trattamento che ha riservato a Luisella per non sporcare quello che deve essere un augurio di buona vita per la “ signora della radiofonia italiana “.
Luisella, alassina DOC, ha iniziato a trasmettere nell’emittente monegasca il 7 aprile del 1970 e da allora non ha mai più smesso diventando l’anima storica di Radio Monte Carlo, dove tra meno di due mesi avrebbe festeggiato i 45 anni ininterrotti di radio che tradotti in numero fanno 526 mesi o se si vuole 16436 giorni!
E pensare che quando arrivò a Monaco era poco più di una ragazzina, che mai e poi mai avrebbe realizzato che da quel provino a cui fu sottoposta sarebbe nato l’amore più lungo della sua vita.
Una marea di programmi radiofonici diventati successi indimenticabili tra cui : Pensando a te, Formula Uno, Chiedetelo a Luisella, e il celeberrimo “ Il Milione “ che mandò letteralmente in tilt il traffico telefonico di quella che in allora si chiamava SIP.
Nel suo messaggio di addio, in cui traspare un profondo senso di gratitudine per i suoi ascoltatori ma anche un velo di tristezza Luisella scrive in conclusione : ”chiudo una porta e apro una finestra che sarà sicuramente inondata di sole e piena di fiori!”, nulla di più vero ma sappi cara Luisella che ogni volta che aprirai quella finestra sarai inondata dall’affetto dei tuoi fedelissimi che mai e poi mai potranno dimenticarti e ti saranno sempre vicini come in queste ore in cui stanno riempiendo di like e di commenti il tuo messaggio per ricordarti che tu sarai sempre nei loro cuori.

Linea Honeymania

messaggioLuisella

Radio Monte Carlo è morta ripudiando Luisella!

La Feltrinelli.it

RIPokNel gergo giornalistico “il coccodrillo“ è una sorta di necrologio, spesso scritto in anticipo, in modo da poterlo pubblicare non appena giunge la notizia della morte dell’interessato.
Quello relativo a Radio Monte Carlo stazionava da molto tempo in una casella del disco rigido del mio computer non fosse altro per il fatto che l’emittente monegasca è ormai in una sorta di coma irreversibile che l’ha confinata da anni all’ultimo posto della classifica degli ascolti tra le emittenti nazionali, battuta pure da Radio Maria e da una emittente regionale come Radio Subasio.
La morte è avvenuta ieri alle 17.31 nel momento in cui Luisella Berrino, voce storica della radio e vera anima di quella che una volta era la Radio di Gran Class, ha postato sulla bacheca del suo profilo facebook un messaggio di addio rivolto ai suoi ascoltatori.
Luisella tra 49 giorni avrebbe festeggiato i 45 anni di conduzione dai microfoni di RMC un vero e proprio record che avrebbe suggellato nel migliore dei modi una carriera interamente vissuta insieme a quello che lei ha sempre definito “ il vero e unico amore della mia vita “.
Il comportamento riservato dalla dirigenza della radio a Luisella è qualcosa di veramente inqualificabile e irrispettoso nei confronti di una professionista che nell’immaginario collettivo è da sempre identificata come la vera anima dell’emittente monegasca, RMC è Luisella.
Quello che è veramente ignobile e non averle concesso di poter salutare i suoi ascoltatori da quel microfono che è stato parte integrante della sua vita e questo fa capire quanto “piccole piccole” siano le persone che attualmente dirigono la radio, che sono poi le stesse che hanno a suo tempo riservato lo stesso trattamento a Paolo & Lester, a Mauro Pellegrino e a Jackie.
Che dire poi di un editore che avendo la fortuna di avere tra i suoi speaker un’autentica icona della radiofonia italiana si preoccupa di dare disposizioni per non farla più andare in onda anziché pensare a come organizzare una mega festa per i suoi 45 anni di microfono!
Non oso pensare dove possano aver indirizzato i loro sguardi gli addetti ai lavori che hanno avuto, è il caso di dire, la sfortuna di incrociare Luisella nei suoi ultimi giorni trascorsi in radio; ma si sa noi italiani siamo tutti uguali, quando si tratta di parlare dei politici siamo tutti pronti a sbeffeggiarli per il loro attaccamento alla poltrona, ma quando ognuno di noi vede a rischio la propria, ovunque essa sia, non muoviamo un dito per correre in soccorso di un collega o per spendere una parola in suo favore.
Il trattamento riservato a Luisella dalla triade che governa RMC è solo la punta di un iceberg che racchiude al suo interno una storia fatta di 10 anni di insuccessi in termini di ascolti e di scelte incomprensibili su programmi e palinsesti, per non parlare della gestione deficitaria della pagina facebook ( che sembra la pagina di una casa d’aste specializzata nelle vedute di Montecarlo ) sulla quale si è arrivati a censurare e bannare decine di ascoltatori per i loro commenti ( in occasione della querelle scatenata ai tempi di Platinette ).
Una pagina e un sito web dove la dirigenza non si è neppure degnata di fare un comunicato di ringraziamento per una voce che è parte integrante della storia di RMC, poi magari lo faranno ma resta il fatto che è stata Luisella a   vedersi costretta a dover dare per prima la notizia.
Luisella come è noto era andata in pensione ma non credo sarebbe stato un ostacolo insormontabile trovare il modo per farla proseguire fino all’appuntamento con la storia del 7 aprile 2015 e poi nominarla “ Ambasciatrice onoraria della radio nel Principato di Monaco “.
Tutto ciò non è stato possibile perché chi di dovere non si è nemmeno posto il problema di come tributare il meritato riconoscimento ad una colonna portante della radio, stiamo parlando di Luisella e non di uno dei tanti speaker che sono passati dai microfoni della radio o di un tecnico del suono che seppur collocati in ruoli dirigenziali rimangono pur sempre quello che originariamente sono stati.
Non sono a conoscenza se il gruppo RCS Mediagroup che detiene il 44,5% delle azioni di Finelco segua da vicino e con interesse quello che sta accadendo all’interno di Radio Monte Carlo dove oltre all’aver messo alla porta Luisella sembra che si parli della possibilità di stravolgere completamente le caratteristiche della radio limitando sempre più la presenza in voce degli speaker per lasciare ampio spazio alla sola musica.
Girano voci sul possibile interessamento di un paio di gruppi stranieri a rilevare la quota di spettanza RCS, ma anche dell’intero pacchetto azionario, fatto questo che comporterebbe l’uscita di scena di Hazan; e se invece qualcuno trovasse giovamento dalla morte di Radio Monte Carlo?
Del resto per chi crede nell’aldilà dopo la morte c’è sempre un’altra vita!

messaggioLuisella

Sanremo 2015 – il festival torna a essere il FESTIVAL!

sanremoA pensarci bene il Festival di Sanremo è il format televisivo più longevo nella storia della tv con le sue 65 edizioni che tra alti e bassi hanno raccontato al mondo intero l’evoluzione della musica italiana.
C’era come sempre molta attesa per la novità targata Carlo Conti che arrivava dopo la parentesi un po’ così di Morandi, dove la direzione artistica non è stata delle migliori, e quella di Fazio che ha seguito una linea ben precisa voluta dal conduttore.
Il calimero della tv come lo chiama Panariello ha saputo riportare la kermesse sanremese agli antichi splendori proponendo una sorta di grande carrozzone capace di imbarcare protagonisti in grado di accontentare il pubblico di ogni età, partendo dal revival di Albano e Romina per arrivare a quel Ed Sheeran idolo dei giovanissimi; uno spettacolo ricco di ospiti che hanno saputo rappresentare al meglio quella tradizione nazionalpopolare che è un po’ da sempre il segreto del successo di questo Festival che per una settimana riesce a monopolizzare gli ascolti tv, vuoi anche per l’assoluta non belligeranza da parte di tutte le altre reti tv.
Hanno vinto come da copione i tenorini de Il Volo, per la gioia della Clerici e di Tony Renis, e con loro sono saliti sul podio Nek e Malika Ayane rispettando di fatto le previsioni della vigilia.
Questa edizione verrà ricordata per gli ascolti da capogiro, per le vallette non vallette e per la presenza di Conchita Wurst che parafrasando il titolo di una canzone di Orietta Berti ha portato sul palco dell’Ariston un nuovo modo di fare spettacolo, quello del fin che la barba va!
Tra le vallette la splendida Rocío Muñoz Morales in Armani Priveè ha lasciato al palo Arisa ed Emma Marrone che a dire il vero non sono proprio mai partite.
La qualità delle canzoni è stata superiore alla norma a parte l’infelice performance di Biggio e Mandelli che con la loro “ Vita d’inferno “ sono sembrati la brutta copia di Elio e le storie tese, presentando una sorta di cover di Cochi e Renato con qualche aggiunta del miglior Stefano Rosso.
Il premio della critica “ Mia Martini “ è andato a Malika Ayane, ma ha ottenuto un buon numero di voti anche “ Io sono una finestra “ del duo Mauro Coruzzi e Grazia Di Michele, un pezzo con un testo decisamente bello.
Unica nota dolente i comici che mai come quest’anno hanno dimostrato di non essere all’altezza della situazione o meglio di non far ridere, gli unici che si sono salvati o meglio i meno peggio sono stati: Luca e Paolo nel siparietto con Carlo Conti, Marta e Gianluca con il loro “speed date” e Virginia Raffaele nell’imitazione di Ornella Vanoni, mentre Panariello è sembrato aver perso lo smalto dei giorni migliori.
Di Carlo Conti che dire, se non che approdato a Sanremo dopo anni di aspettativa ha saputo riportare il festival ad essere quello con la F maiuscola.

vittoria-volo-sanremo

Addio a Demis Roussos il gigante buono del rock

Musica: morto cantante greco Demis RoussosArtemios Ventouris Roussos, meglio conosciuto come Demis Roussos, il gigante buono del rock se ne è andato nella notte tra sabato e domenica ad Atene, la notizia è stata data nella tarda mattinata di oggi attraverso un tweet dell’amico di sempre Nikos Aliagas.
Fu la colonna portante del complesso degli Aphrodite’s Child e poi un grande solista che negli anni ’70 spopolò in Italia e in tutta Europa.
Questo artista contribuì a formare buona parte della colonna sonora della mia gioventù e l’ultima volta che l’ho rivisto in tv ( in occasione della sua partecipazione al programma “ I migliori anni “ di Carlo Conti ) nel dicembre del 2010 ( dopo anni di assoluto oscuramento dalle scene italiane ) provai una piacevole emozione.
Con il gruppo degli Aphrodite’s Child, del quale ha fatto parte dalla loro origine fino allo scioglimento, ha prodotto singoli che ottennero un successo mondiale come It’s Five O’clock, Rain And Tears, Spring, Summer, Winter And Fall e un album, 666, che fu un mix incredibile tra psichedelia e progressive, diventando negli anni un “cult album” considerato dal pubblico e dalla critica un capolavoro tanto che ancora oggi per gli appassionati del genere è un must assoluto.
La storia della band si concluse nel 1972 per divergenze artistiche tra Demis e il tastierista del gruppo, quel Vangelis Papathanassiou, che diventerà negli anni un famoso compositore di colonne sonore con il nome di Vangelis (tra le più famose: Momenti di gloria, Blade Runner, Alexander).
Ma Demis non fu da meno vivendo un momento d’oro della sua carriera solistica negli anni ’70 quando prima con «We Shall Dance» (con cui vinse il Festivalbar) e poi con «Forever And Ever» nel 1973 spopolò in mezzo mondo vendendo milioni di copie dei suoi singoli.
Negli anni ’80 è arrivato anche al grande successo da discoteca con «Dance of Love», poi piano piano si defilò per amministrare in maniera intelligente la sua popolarità attraverso concerti che lo videro girare il mondo intero.

 

Buon Natale, Luisella!

luisSPverdeMa chérie Luisella hai proprio ragione, a quanto pare, non è vero quel che si dice….”lontano dagli occhi lontano dal cuore” anzi no “lontano dal microfono lontano dal cuore“.
Capita infatti che nonostante la direzione di RMC ti abbia in maniera poco elegante spento il microfono durante la settimana i tuoi ascoltatori ti dimostrino tutto il loro affetto votandoti come vincitrice della Coppa Speaker RMC sulla pagina facebook dell’Official Fan Club di RMC, dove per inciso ogni volta che appare un post a te dedicato i contatori delle visualizzazioni salgono alle stelle!
Oggi che va di moda dare i numeri chissà quale sarà il segreto di un successo che dura inalterato da 44 anni, o se vuoi 524 mesi o meglio ancora 16331 giorni!
Su di te si è scritto di tutto e di più, ma credo che il vero segreto del tuo successo sia quello di essere rimasta “ quella di sempre “, una persona solare che ha saputo essere in tutti questi anni per milioni di ascoltatori una voce amica o meglio ancora un distributore di gocce di serenità.
Lo scorso anno sul palco del teatro Toselli di Trieste quando ti hanno consegnato le Cuffie d’Oro ( un vero e proprio premio alla carriera ) si è capito dalle tue parole, nel momento della premiazione, cosa possa voler dire vivere un amore lungo una vita!
La tua semplicità, il non essere mai al di sopra delle righe e l’amore per il tuo lavoro ti hanno accompagnato in tutti questi anni e concordo con Platinette quando di te dice “ quando ascolto la voce di Luisella mi viene sempre da pensare al sole, anche quando guardando dalla finestra fuori piove”.
Non sono mai stato tenero nel recente passato con l’attuale dirigenza di RMC non fosse altro per il fatto che negli ultimi dieci anni è stata incapace di frenare l’emorragia di ascolti che ha confinato l’emittente monegasca agli ultimi posti tra le radio italiane e lo sono ancor meno oggi che non riesco a trovare nessuna giustificazione al fatto che tu non possa andare in onda quotidianamente con un programma tutto tuo.
Siamo a Natale e dovremmo si dice essere tutti più buoni, ma forse sarebbe meglio essere cattivi a Natale e buoni tutto l’anno, ne guadagnerebbe il mondo intero!
Credo però che a Natale al di là dell’essere buoni o meno buoni, ognuno di noi dovrebbe fare mentalmente un bilancio dell’anno che si avvicina alla conclusione per capire se qualcosa non è andato per il verso giusto o peggio ancora se abbiamo commesso degli errori.
Mi auguro che anche chi sta ai piani alti di Largo Donegani abbia avuto modo di fare un remake delle decisioni prese e si renda conto di quanto tu possa essere ancora importante per RMC e per quanti ti seguono con immutato affetto da sempre!
Buon Natale, Luisella!

Addio a Virna Lisi, l’attrice più bella ed elegante del cinema italiano

Se ne è andata Virna Lisi l’attrice italiana che meglio di ogni altra ha saputo incarnare una bellezza perfetta, algida, aristocratica.
Di lei è rimasto impresso nella mente di molti italiani per anni lo slogan ( ideato da Gualtiero Marchesi ) con cui venne in qualche modo dipinta nello spot pubblicitario del dentifricio Chlorodont che andò in onda per anni su Carosello e dove lei era la donna che “ con quella bocca può dire ciò che vuole”.
Ma Virna Lisi con quella bocca dal sorriso smagliante ha saputo dispensare durante la sua lunga carriera di attrice non pochi no, rinunciando a parti importanti pur di mantenere la sua libertà e un certo distacco verso ruoli improntati esclusivamente su quell’immagine di bellona che non è mai stata nelle sue corde.
Nel’64 dopo un film girato in America al fianco di Jack Lemmon a cui ne seguirono altri due con Tony Curtis, David Niven e Frank Sinatra disse no a Hollywood per tornare in Italia, rifiutando anche il ruolo di Barbarella che fu poi di Jane Fonda.
Nel’68 rifiutò di fare la bondgirl al fianco di Sean Connery nel film “Dalla Russia con Amore”.
Ma per essere un’attrice che sapeva dire spesso e volentieri no ai produttori, ha collezionato da antidiva : sei Nastri d’argento, un Prix d’interprètation fèminine a Cannes per la ‘Regina Margot’, due David di Donatello per le sue interpretazioni più altrettanti alla carriera.
Era una persona semplice, vera e molto schietta tanto che in una recente intervista rilasciata nel mese di settembre al Fatto quotidiano ad una precisa domanda sull’Oscar assegnato al film di Sorrentino “ La grande bellezza “ disse : “Devo dire quello che penso? Il film di Sorrentino, La Grande Bellezza l’ho trovato orrendo. Una brutta copia de La dolce vita, senza un solo spunto che fosse originale. Lo so che mi odieranno, ma non me ne frega niente. Dopo essermi sentita dire per una vita ‘conta fino a dieci prima di parlare’, non ho più recinti né obblighi. Mi sento libera. Il peggio che mi può capitare è che qualcuno non mi parli più. Non mi pare grave e forse è persino un contrappasso meritato.”
E oggi che la vera “ grande bellezza “ del cinema italiano se ne è andata forse saranno in molti a ricordarla non solo per il suo sorriso ma anche e soprattutto per le grandi interpretazioni che ha saputo regalarci.

RMC verso la filodiffusione, NO grazie!

filo2Acque agitate nei corridoi dell’emittente monegasca dove dalla ripresa della “regular season “ dopo la pausa estiva stanno circolando voci sempre più insistenti sulle difficoltà economiche che sembrerebbe attraversare il Gruppo Finelco, tanto da indurre qualche Cassandra che si aggira nei meandri della radiofonia meneghina a ipotizzare possibili ed imminenti tagli sul personale oltre ad un quasi inevitabile passaggio di proprietà entro il primo semestre 2015 della maggioranza delle quote azionarie ad un novello Tohir ( presumibilmente spagnolo ) con il pallino della comunicazione via radio.
Se questi rumors saranno confermati appare del tutto strano apprendere che ai piani alti di Largo Donegani gli scienziati della comunicazione che operano h24 nell’Ufficio Complicazioni Affari Semplici si accingano a mettere mano ad una vera e propria rivoluzione del palinsesto che dovrebbe far trovare agli ascoltatori sotto l’albero di Natale ( ma qualcuno ipotizza già dai primi di dicembre ) una radio quasi totalmente votata alla messa in onda di sola musica giusto per andare incontro a quanti amano il genere “ filodiffusione “ che per la cronaca vide la luce in Italia il 5 gennaio 1959.
Sul fatto che i responsabili di Radio Monte Carlo abbiano dilapidato negli ultimi dieci anni un patrimonio incredibile di ascoltatori è cosa risaputa e trova conforto nei dati forniti ciclicamente dalle indagini sulla rivelazione degli ascolti dove l’ex radio di Gran Class puntualmente perde consensi, come nel caso dell’ultima indagine relativa al periodo 18 giugno/30 settembre 2014.
Viene quindi da chiedersi se non sia il caso di lavorare per lasciare agli eventuali nuovi proprietari una radio fatta bene e al passo con i tempi piuttosto che un qualcosa che saprebbe di vecchio come la filodiffusione.
Ho scritto a più riprese da semplice ascoltatore che ritengo deleterio il lavoro che sta facendo chi dirige l’Ufficio Complicazioni Affari Semplici di RMC e se fosse vera la notizia di un imminente cambio di programmazione improntata verso una radio di solo musica mi viene spontaneo fare alcune riflessioni al riguardo non certo con la speranza che possano essere condivise ma giusto perché rimangano a futura memoria nella malaugurata ipotesi che il voltar pagina della radio porti ad un fuggi fuggi repentino e traumatico dei già pochi ascoltatori.
La radio rappresenta nella vita di tutti i giorni il più grande mezzo di comunicazione che si possa immaginare, in grado non solo di trasmettere ma anche di ricevere, capace di far sentire qualcosa all’ascoltatore ma anche di farlo parlare mettendolo di fatto in relazione con altri.
In tutti questi anni ha mantenuto il fascino di televisione senza immagini, capace di creare un rapporto duraturo con l’ascoltatore ( fatto molto importante da un punto di vista pubblicitario ) e con il grande pregio di poter essere ascoltata ovunque e in ogni momento della giornata, anche durante lo svolgimento di altre attività.
La radio è un insieme di voci e suoni, non è qualcosa di chimico ma piuttosto alchimia nel senso che ciò che esce dall’altoparlante o dalle cuffie non è una formuletta perfetta dettata dal cervello ma è anche e soprattutto qualcosa che nasce dal cuore.
radioNormanA chi muove le fila a RMC consiglierei di dare una guardatina a una copertina del popolare “ Saturday Evening Post “ del 1922 che riporta il dipinto “ Listen,ma!” del popolare illustratore Norman Rockwell ( a lui è dedicata una mostra a Palazzo Sciarra a Roma fino a febbraio 2015 ) in cui la musica e il piacere di ascoltare ciò che viaggia nell’etere sembrano la cifra dominante dell’illustrazione.
Mi chiedo anche se i direttori di RMC abbiano ben chiaro chi siano i propri ascoltatori visto che tra il milione e 222 mila fedelissimi ormai rimasti, ben 1 milione e 51 mila persone hanno più di 25 anni e notoriamente si sa che il pubblico maturo preferisce la radio parlata al contrario di quello giovanissimo che predilige la sola musica.
Dispiace dover fare un analisi, che può apparire impietosa, di una radio che per rinnovarsi non trova di meglio che tarpare le ali agli speaker che verranno relegati ad un ruolo di robot pre-programmati a cui sarà concesso di annunciare il titolo del brano che andrà in onda e nulla più.
Quando si tocca il fondo del barile di solito le colpe vengono equamente distribuite tra quanti hanno contribuito, ciascuno per la propria parte, a generare il disastro; è fuor di dubbio che le responsabilità maggiori siano ascrivibili a chi ha retto il timone della nave che affonda ma anche l’equipaggio non è esente da colpe non fosse altro per non aver fatto nulla per far cambiare rotta ad una nave che prima o poi avrebbe incontrato sulla propria rotta la secca dove arenarsi.
Non a caso tempo addietro avevo definito l’emittente monegasca come una sorta di appezzamento di terra dove ciascun speaker coltivava il suo orticello, senza curarsi di ciò che avveniva al di fuori del proprio fazzoletto di terra e oggi che l’aria si fa pesante può non essere più così importante andare in onda affacciati sul porticciolo più bello d’Europa o far parte del ristretto numero di speaker “ che sanno solo loro fare la radio “ perché quando in gioco c’è il proprio posto di lavoro forse si capisce che c’era tempo e spazio per fare qualcosa prima …

Quando la lite Nazionalpopolare va in rete!

In un mondo dove ormai ci si affida sempre di più alla rete succede che anche due icone della televisione “nazionalpopolare” si affrontino a muso duro a suon di tweet in una sorta di guerra stellare ( stiamo pur sempre parlando di due star della Tv, anche se non saprei definire se di ieri o di oggi ) per la mancata partecipazione come giurata, sembrerebbe già concordata in precedenza, della più giovane al nuovo Talent showForte,forte,forte “ che la Raffaella nazionale porterà in onda in prima serata nel 2015 sull’ammiraglia della RAI.
Certo che si fatica un po’ a pensare che Lorella Cuccarini la showgirl “ più amata dagli italiani “ abbia potuto digitare sulla tastiera del suo smartphone un tweet al vetriolo alla più longeva collega che recita “ Non ci siamo incontrate per 30 anni @raffaella. Spero di non incontrarti nei prossimi 30. Umanamente sei stata un’amara delusione”.
Questo scontro tra Regine dello show del sabato sera fa riflettere su quanto l’Italia sia ancora il Paese dove il piccolo schermo è in grado oggi come ieri di consacrare glorie imperiture per chi vive di spettacolo.
Una Tv capace di riformattarsi ciclicamente in una sorta di aggiornamento continuo e capace di dare al pubblico sempre ciò che vuole, come nel caso della recente proliferazione di quella marea di talent che di fatto hanno sostituito quei programmi che un tempo venivano chiamati “i Varietà”.
Ma la cosa che mi sorprende maggiormente in questa vicenda è come la Cuccarini nel momento in cui si è vista scaricata da quella che in fondo era un suo “mito” non abbia pensato di risolvere il tutto con una semplice telefonata di chiarimento ( magari fatta dal suo agente alla collega/rivale ) affidandosi invece al mondo dei social dove si sa pullulano a dismisura gli internauti.
Forse la spiegazione di questo suo comportamento è da mettere in relazione con il fatto che la “ più amata degli italiani “ manca da parecchio tempo dal piccolo schermo e quindi tutto sommato vista la stroncatura ricevuta tanto valeva prendersi un po’ di spazio almeno sulla rete, perché in fondo ci sono stagioni in cui se la visibilità non ce l’hai te la devi andare a cercare, a costo di andare a fare come ai più è parso una brutta figura!