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RMC è in coma irreversibile!

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bollitomistoRADIOPuntuali come i primi temporali estivi sono arrivati i dati degli ascolti radiofonici rilasciati da Radio Monitor e relativi al primo semestre 2015.
Da anni sostengo che nell’era del digitale mi sembra perlomeno anacronistico affidarsi ad una telefonata per confezionare un dato così importante per le emittenti radiofoniche (sul quale dovranno costruire le basi per la loro raccolta pubblicitaria).
A maggior ragione con l’avvento dei social appare del tutto sorpassato un metodo di rivelazione effettuato sulla base di 60.000 telefonate lungo l’intera penisola a fronte di una popolazione radiofonica che si assesta intorno ai 52 milioni di possibili utenti.
Qualcuno potrebbe obiettare che i sondaggi elettorali a livello nazionale si effettuano su campioni di 1000 intervistati e vengono presi per buoni con le opportune percentuali di margine di errore; in questo caso però Radio Monitor non sta facendo un sondaggio ma al contrario sta rilasciando dei dati finali che dovrebbero indicare quanti voti hanno preso le singole emittenti!
Forse sarebbe il caso di pensare a una raccolta dei dati di ascolto tramite web facendo passare tutte le radio in streaming, metodo che consentirebbe tra l’altro di tracciare l’IP, e cosa non secondaria gli ascoltatori unici.
In occasione della precedente rilevazione Linus di Radio Deejay ha messo in discussione sul suo Blog la validità del lavoro di Radio Monitor, scrivendo tra l’altro: “Come si fa ad accettare una statistica nella quale non ci sono due numeri coerenti in fila, dove i dati delle singole fasce orarie sembrano tirati coi dadi, fino a formare una montagna russa dove ogni tre mesi, alla stessa ora, c’è di volta in volta un picco o un baratro?” (cliccare su Blog  per leggere la sua opinione in proposito).
Non penso che Linus (come al contrario hanno scritto quelli di R105) abbia fatto questa boutade per giustificare i dati negativi della sua radio, ma più che altro per evidenziare l’incoerenza dei dati che vengono rilasciati.
Dati che permettono quasi sempre di non avere né vincitori né vinti, infatti chi perde sugli ascolti in generale magari vince nel quarto d’ora medio o viceversa, giusto per poter rilasciare dichiarazioni positive andando a cercare con il lumicino l’unico dato magari di una flebile tenuta.
E’ un po’ il caso del comunicato emesso dal Gruppo Finelco in occasione di questa rilevazione dove tra le altre cose si legge: “Questo eccellente risultato del Gruppo Finelco è reso ancora più significativo dal fatto che tutte e tre le radio che lo compongono risultano in crescita nel quarto d’ora medio 6-24: Radio 105 del 10,7%, Virgin Radio del 9,9% e Radio Monte Carlo del 2,2%, contro una crescita del totale ascolto radiofonico dell’1,6%. Dunque tutte e tre le radio del Gruppo Finelco hanno aumentato sia i propri ascolti sia le proprie share”. (giornaleradioinfo per leggere l’intero comunicato).
Peccato che andando a comparare gli ascolti degli ultimi tre anni (dal 2012 al 2015) le tre radio del Gruppo Finelco hanno perso qualcosa come 490.000 ascoltatori (– 426.000 R105, – 73.000 RMC) con la sola eccezione di Virgin Radio che ha guadagnato 9.000 ascoltatori.
Sul fatto poi che tutte e tre le emittenti del Gruppo Finelco aumentino le percentuali nel quarto d’ora medio viene da pensare come RMC possa aumentare nel ¼ ora medio a fronte di una perdita ormai costante che si ripete ad ogni rilevazione ( in quella attuale perde 60.000 ascoltatori).
Da notare poi che nel TSL (Time Spent Listening) che misura il gradimento dei programmi degli ascoltatori attraverso il tempo medio speso ad ascoltare la radio, RMC raccoglie soli 88 minuti nell’arco orario 6/24, che in altri termini significa che in media un ascoltatore dedica a RMC un’ora e ventotto minuti al giorno.
Dell’emittente monegasca del resto c’è ben poco da scrivere non fosse altro per il fatto che raccogliendo uno share del 1,5% è ormai relegata nel panorama radiofonico italiano in quella voce anonima meglio conosciuta come “ALTRI” ( dove in politica trovano spazio i partitini che non riescono ad entrare in Parlamento).
Mesi fa scrissi in occasione del benservito dato alla mitica Luisella Berrino che quella vicenda avrebbe avuto come conseguenza la morte di RMC ( cliccare per leggere Radio Monte Carlo è morta ripudiando Luisella!) e a vedere gli attuali risultati non mi sono sbagliato di molto, non è morta ma è in coma irreversibile!
Sarebbe troppo facile e semplicistico imputare all’addio di Luisella la perdita di ulteriori 60.000 ascoltatori, credo che buona parte del calo sia dovuto alla sua uscita di scena ma sono altrettanto convinto che un buon numero di ascoltatori abbia cambiato frequenza per il fatto che giornalmente RMC ripropone attraverso i suoi speaker una sorta di bollito misto, precotto da chi tira le fila in Largo Donegani.

Confesso che sono ormai sei mesi che non ascolto più RMC a vantaggio di Radio Rai 1 o delle mie playlist e mi trovo benissimo, però in previsione dell’uscita dei dati d’ascolto la scorsa settimana ho ascoltato di mercoledì quella che una volta era la Radio di Gran Class.
L’impressione che ho avuto è la stessa che mi accompagna quando vado a pranzo alla “Trattoria del Bollito” (due volte l’anno) dove con la dovuta maestria e pomposità mi viene servito il piatto principe della cucina piemontese, il Gran bollito misto.
Come non riconoscere nei 12 pezzi ( 7 tagli di carne e 5 tra ammennicoli e frattaglie) che compongono questo piatto speciale i 12 speaker che si alternano ai microfoni della radio monegasca; pensateci bene, non dovrebbe essere così difficile con un po’ di fantasia trovare: una gallina, un cappello da prete, un tenerone, una culatta, un testina, una lingua, una coda o una punta di petto.
In trattoria il primo pensiero che mi passa per la mente nel momento in cui mi viene servito il piatto fumante e invitante è “ci voleva, ora me lo gusto per benino!”, il secondo pensiero a metà del pranzo è “ mamma mia quanto! Non riesco a finirlo, la gallina è un po’ stagionata, la scaramella stracotta, la testina ha qualche pelo di troppo”, il terzo a fine pranzo “ bene, ora per sei mesi come bollito sono a posto”.
Radio Monte Carlo sembra proprio un Gran bollito misto, un piatto che mantiene ancora nell’era dei vegani un suo fascino ma capace di stancarti già mentre lo stai degustando e le similitudini con quello che passa in onda non sono poi così distanti: musica ripetitiva e sempre più legata ai voleri delle case discografiche e non ai desiderata degli ascoltatori e meno che mai degli speaker, coppie di speaker che scoppiano vuoi perché mal assortite o troppo datate o peggio ancora del tipo “che barba che noia”, voci che hanno perso molto dello smalto dei tempi migliori per non dire di quelle che sembrano veramente un “po’ bollite”quasi al limite del soporifero, rubriche messe in onda solo con lo scopo di fare sciâto ( creare trambusto o interesse ) come diciamo noi liguri.
Del resto i risultati sono di una chiarezza disarmante e da questo giro di giostra in poi i futuri competitor  di una radio che si avvicina sempre più verso il baratro si chiameranno Radio Zeta (745.000) e Radio Norba – la radio del sud (670.000) che cominciano ad annusare la preda, mentre Radio Subasio ( 1.508.000) dopo aver ridicolizzato la Radio di Gran Class si appresta a sorpassare anche R101.
Quanto durerà ancora questa lenta agonia? Se l’andamento è quello degli ultimi tre anni potrebbero bastarne solo altri tre (forse anche meno) per scendere sotto la soglia di quel milione di ascoltatori che porterà inevitabilmente ad una sorta di eutanasia assistita non fosse altro per evitare a quel che resta della Radio di Gran Class una fine veramente impietosa.

White Musk / Muschio Bianco

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RADIO default

gm2Sono state rilasciate da poche ore le rivelazioni sui dati di ascolto delle radio italiane relative al secondo semestre 2014 che in pratica confermano il trend di quelle del primo semestre, la RADIO perde 2 milioni di ascoltatori e nessuna delle emittenti a livello nazionale è esente da questo calo che se dovesse essere confermato anche per il 2015 porterebbe ad un vero e proprio default di quella che un tempo era lo strumento di comunicazione per antonomasia.
Sono ormai due anni che gli ascoltatori calano in maniera rilevante ma a quanto pare gli addetti ai lavori fanno orecchie da mercante, anzi a leggere le dichiarazioni rilasciate dai responsabili delle varie emittenti su queste ultime rivelazioni sembra che questi signori abbiano copiato dal mondo della politica quella capacità sublime di far passare come una vittoria anche la più bruciante delle sconfitte.
Perdono tutti ma ognuno di loro riesce a trovare uno spunto per dirsi soddisfatto sulla base di un dato di riferimento ( ininfluente nella lettura generale ) che li pone vincenti rispetto a questo o quel concorrente o in una fascia d’ascolto piuttosto che in un’altra, insomma tutti perdenti ma allo stesso tempo tutti vincenti!
Mentre analizzavo i dati delle tabelle allegate, mi è tornato in mente quel fantastico film “Good Morning Vietman “ in cui Robin Williams ha magistralmente interpretato il ruolo dell’aviere disc-jockey Adrian Cronauer chiamato a Saigon per risollevare le sorti della radio locale dell’esercito.
Ecco, Adrian Cronauer con tutti i suoi limiti, pregi e difetti rimane per me l’esempio lampante di come la radio possa assolvere appieno la sua funzione “sociale” nel momento in cui chi la fa è in grado di trasmettere a chi la ascolta non solo della buona musica o delle notizie interessanti ma soprattutto quelle emozioni, capaci di concedere un momento di evasione dai mille problemi che appesantiscono la giornata di ognuno di noi.
Oggi sembrerebbe che per alcuni Boss della comunicazione che amministrano i principali gruppi radiofonici la soluzione di tutti i problemi possa essere quella di riempire il più possibile i palinsesti di sola musica mentre a mio parere  relegare la radio a puro mezzo da dove si irradia solo musica è un’autentica follia!
Chi vuole ascoltare solo musica si affida a canali tipo youtube, spotify, deezer o simili per cui l’unica vera differenza la RADIO la fa nel momento in cui è in grado di proporre programmi strutturati ( magari in alcuni casi se avessero una logica sarebbe anche meglio ) dove i conduttori possano trovare ognuno sulla base delle proprie caratteristiche di conduzione un filo conduttore idoneo a catalizzare l’attenzione degli ascoltatori.
Per quanto riguarda i dati degli ascolti c’è poco da commentare essendo davanti ad una sorta di cimitero zeppo di segni meno, certo che fa notizia il calo di Deejay e di 105 ma RDS e RTL non stanno meglio e forse l’unica che limita le perdite è Radio Italia.
Su Radio Monte Carlo non c’è nulla da dire se non che si conferma saldamente all’ultimo posto tra le emittenti nazionali, scendendo al di sotto del milione e 200 mila ascoltatori e facendo registrare una perdita di 39.000 ascoltatori nel giorno medio e di 7.000 unità nel quarto d’ora medio ( nel secondo semestre 2014 è addirittura scesa a 1.158.000 ascoltatori, segnale che tra i due semestri il secondo è andato decisamente peggio del primo ).
Nel complesso il Gruppo Finelco ( Radio 105, Virgin Radio e RMC ) negli ultimi tre anni ha perso più di mezzo milione di ascoltatori ma a quanto pare i dirigenti sono pienamente soddisfatti dei loro risultati, tanto che sembra sia stata rilasciata la seguente dichiarazione ( fonte primaonline.it ):
” Il Gruppo Finelco esprime la propria soddisfazione per i dati preliminari di ascolto del II Semestre 2014 appena rilasciati da Radio Monitor:
– Il gruppo Finelco si conferma, anche nel secondo semestre 2014, così come era già avvenuto nel primo semestre, il primo gruppo radiofonico di broadcaster nazionali con una share del 13,9%, in ulteriore crescita e ancor più nettamente davanti al secondo gruppo, Rai, fermo all’11,1% e al terzo gruppo , Espresso, in flessione all’11%.
– Radio 105 si conferma la seconda radio italiana per ascolto nel quarto d’ora medio e, da un lato, dimezza la distanza dalla prima radio RTL, distanza che solo un anno fa raggiungeva i 120.000 ascoltatori (627.000 RTL contro 507.000 Radio 105) ed ora è di soli 62.000 ascoltatori (628.000 RTL, 566.000 Radio 105); dall’altro lato stacca nettamente la terza radio Deejay, che un anno fa era a poco più di 100.000 ascoltatori di distanza ed ora si trova 176.000 ascoltatori dietro a Radio 105.”
Verranno tempi migliori per tutti? Da quello che ho sentito negli ultimi tempi on air non direi proprio.

Buona radio a tutti!

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