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Radio Monte Carlo – essere o non essere un Fan Club?

essere-o-non-essereProprio vero che al peggio non c’è mai fine!
Questa mattina mentre girovagavo su Facebook mi sono imbattuto in un post di Storditamente per una Radio di Gran Class, l’Official Fan Club di Radio Monte Carlo, nel quale gli amministratori della pagina chiedono in pratica ai quasi 3000 iscritti se abbia ancora un senso continuare ad essere il Fan Club ufficiale della radio.
Ho letto con attenzione il post e mi pare di capire che il Fan Club sia visto dalla Direzione di RMC come il fumo negli occhi, se è vero come è vero che a un’amministratrice della pagina chiamata in diretta telefonica è stato raccomandato di non menzionare la pagina del Fan Club.
Mi sono spesso occupato nei miei scritti di RMC (che ho ascoltato nel bene e nel male per circa quarant’anni fino al giorno in cui è stato dato il benservito alla mitica Luisella senza permetterle di salutare dai microfoni della radio i suoi fedelissimi ascoltatori) e ho a più riprese criticato il modus operandi di chi dirige la radio non fosse altro per il fatto che in dieci anni è riuscito a far perdere all’emittente monegasca quasi 1 milione di ascoltatori.
Mi auguro che i nuovi co-proprietari del gruppo Finelco abbiano la voglia non di stravolgere RMC ma di cambiare quei dirigenti che hanno dimostrato dati alla mano che la loro politica aziendale non ha pagato in termini di ascolti.
Sul fatto poi che la Direzione di RMC percepisca i propri ascoltatori come dei rompiballe o peggio dei quaquaraquà lo dimostra il fatto che al contrario ( come è ben spiegato nel post sulla pagina) R105 i suoi ascoltatori se li tiene ben stretti.

Di seguito riporto il testo integrale del post pubblicato sulla pagina dell’Official Fan Club di Radio Monte Carlo.

fanR105Buon sabato amici!
Oggi vogliamo raccontarvi una storia, la storia di questa pagina, nata il 12 maggio 2013 da un gruppo di persone che volevano supportare una radio: RMC!
L’intento? Quello di coinvolgere e riunire tante persone che condividono con noi la passione nei confronti di Radio Monte Carlo, nel contempo raccogliendo suggerimenti, opinioni e idee da proporre alla nostra Radio preferita per migliorarne sempre più la programmazione.
E’ scritto tra le informazioni della pagina, il punto di riferimento per chi vuole iscriversi e dare il proprio contributo.
Fin dall’inizio, con tutto l’entusiasmo possibile, abbiamo cercato di far arrivare il nostro sostegno alla radio: siamo ascoltatori di RMC da decenni, alcuni da tempo immemore, rimasti fedeli malgrado alcune decisioni non ci abbiano trovato sempre d’accordo. Ma se qualche critica c’è stata, lo abbiamo fatto sempre nel rispetto dei modi e delle persone.
D’altronde per noi parla la pagina: ogni giorno, da due anni e mezzo, abbiamo pubblicato post parlando e ‘giocando’ con gli speaker, raccontando notizie e lanciando proposte, lasciando il più possibile la parola agli ascoltatori, quelli veri, quelli che passano buona parte della giornata con la radio accesa, sempre su RMC.
Siamo consapevoli del fatto che è difficile capire le cose dal di fuori: così come siamo tutti allenatori in periodo di mondiali, nello stesso tempo siamo anche bravissimi ad elargire consigli sul modo migliore di gestire una grande radio!
Ma gli ascoltatori vanno anche ascoltati! Siamo noi i veri ‘clienti’di quest’azienda! Siamo noi a decretare il successo o meno di una trasmissione! In tv i tempi sono più veloci, in radio passano mesi, ma se un programma non funziona, non è meglio accorgersene subito piuttosto che lasciare che migliaia di ascoltatori migrino altrove? E continuare a pensare di poter imporre alle persone il proprio volere?
Questo è sempre stato l’intento di questa pagina: dare la possibilità alla radio di confrontarsi con chi è dall’altra parte dell’etere; magari spiegando, a chi non ha la ovvia esperienza, il perché di certe decisioni.
E questo nostro intento è stato immediatamente percepito da tutti coloro che si avvicinano alla pagina, tanto che la maggior parte pensa che sia una promanazione della radio stessa…
D’altronde chi mai, non stipendiato, non remunerato in alcun modo, offrirebbe gratuitamente tanto lavoro e tanta dedizione?
Eppure, mentre in tanti lo apprezzano, l’oggetto principale del nostro lavoro, RMC, ci ha sempre guardato con diffidenza, evitando di concederci il minimo sostegno, anche solo un riconoscimento morale; di più: addirittura osteggiandoci!
Sempre pronti a puntare il dito contro di noi, nella remota ipotesi di un commento appena sopra le righe…
Badate bene, non stiamo parlando degli speaker, che capiscono perfettamente l’importanza di un rapporto amichevole con i loro fan: stiamo parlando della politica della radio! Quella capace di ostracizzare e tenere a distanza gli ascoltatori, gli unici capaci di fare la fortuna di una radio o di decretarne l’insuccesso!
Poi vi chiedete come mai RMC abbia perso in due anni qualcosa come centomila ascoltatori, attestandosi stabilmente in ultima posizione tra le radio a diffusione nazionale…
Eppure la ‘sorella’ Radio 105 sa bene quale sia il valore dei suoi fan, visto che ogni anno, all’ultima puntata del morning show prima della pausa estiva, una folla si raduna sotto la radio, acclamando i propri beniamini. E la radio prepara per loro magliette (con scritta dedicata a loro) e gadget… E addirittura, la sera prima, fan e speaker vanno a mangiare una pizza insieme!
Vi risulta che qualcosa del genere capiti anche a noi?
Con RMC purtroppo non c’è verso! Sono arrivati perfino a vietare di nominare la pagina in diretta ad uno dei nostri amministratori che stava intervenendo telefonicamente! Motivazione ‘semiufficiale’: per non far pensare a favoritismi nei nostri confronti e soprattutto per evitare che altri gruppi se la prendessero a male!
Come se i vari gruppi di fan di una stessa radio fossero in guerra tra di loro!
E noi che ci illudevamo che una radio migliore avrebbe fatto tutti contenti… non solo un gruppo!
Ma evidentemente la filosofia adottata dalla radio è quella del “Divide et impera”, come se fosse un potere da gestire…
Ed in effetti c’è riuscita pure con noi, perché anche tra gli amministratori della nostra pagina e tra alcuni sostenitori ci sono stati dissapori e momenti critici, perché le discussioni sul modo migliore di gestire una pagina, diventata un ‘atipico’ fan club, sono state molte…
Ed è qualcosa che ci addolora, perché tutti pensavamo di agire per il meglio, ed invece, qualsiasi direzione prendevamo sembrava sempre sbagliata!
Adesso rimettiamo la parola a voi, ascoltatori, fan, amici: essere un “fan club” ci ha più danneggiato che giovato, perché dalla Radio non è mai arrivato il benché minimo sostegno o riconoscimento, mentre nella nostra veste di “fan” potevamo con molta difficoltà apparire critici nei confronti della radio che ci siamo impegnati a sostenere.
Decidete voi se è il caso di rinunciare all’ “ufficialità” del fan club, astenendoci d’ora in poi da qualsiasi contatto diretto con la Radio (che peraltro finora è stato ben sporadico ed improduttivo), aprendoci nel contempo all’aperta critica eventualmente necessaria (sempre nei modi che educazione, correttezza e garbo ci impongono), oppure mantenere questo attestato di ufficialità (siamo finora l’unico Fan Club ufficiale di RMC) che però rimane sterile di ogni altro apporto.
Diteci cosa ne pensate!

pensierino

RMC è in coma irreversibile!

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bollitomistoRADIOPuntuali come i primi temporali estivi sono arrivati i dati degli ascolti radiofonici rilasciati da Radio Monitor e relativi al primo semestre 2015.
Da anni sostengo che nell’era del digitale mi sembra perlomeno anacronistico affidarsi ad una telefonata per confezionare un dato così importante per le emittenti radiofoniche (sul quale dovranno costruire le basi per la loro raccolta pubblicitaria).
A maggior ragione con l’avvento dei social appare del tutto sorpassato un metodo di rivelazione effettuato sulla base di 60.000 telefonate lungo l’intera penisola a fronte di una popolazione radiofonica che si assesta intorno ai 52 milioni di possibili utenti.
Qualcuno potrebbe obiettare che i sondaggi elettorali a livello nazionale si effettuano su campioni di 1000 intervistati e vengono presi per buoni con le opportune percentuali di margine di errore; in questo caso però Radio Monitor non sta facendo un sondaggio ma al contrario sta rilasciando dei dati finali che dovrebbero indicare quanti voti hanno preso le singole emittenti!
Forse sarebbe il caso di pensare a una raccolta dei dati di ascolto tramite web facendo passare tutte le radio in streaming, metodo che consentirebbe tra l’altro di tracciare l’IP, e cosa non secondaria gli ascoltatori unici.
In occasione della precedente rilevazione Linus di Radio Deejay ha messo in discussione sul suo Blog la validità del lavoro di Radio Monitor, scrivendo tra l’altro: “Come si fa ad accettare una statistica nella quale non ci sono due numeri coerenti in fila, dove i dati delle singole fasce orarie sembrano tirati coi dadi, fino a formare una montagna russa dove ogni tre mesi, alla stessa ora, c’è di volta in volta un picco o un baratro?” (cliccare su Blog  per leggere la sua opinione in proposito).
Non penso che Linus (come al contrario hanno scritto quelli di R105) abbia fatto questa boutade per giustificare i dati negativi della sua radio, ma più che altro per evidenziare l’incoerenza dei dati che vengono rilasciati.
Dati che permettono quasi sempre di non avere né vincitori né vinti, infatti chi perde sugli ascolti in generale magari vince nel quarto d’ora medio o viceversa, giusto per poter rilasciare dichiarazioni positive andando a cercare con il lumicino l’unico dato magari di una flebile tenuta.
E’ un po’ il caso del comunicato emesso dal Gruppo Finelco in occasione di questa rilevazione dove tra le altre cose si legge: “Questo eccellente risultato del Gruppo Finelco è reso ancora più significativo dal fatto che tutte e tre le radio che lo compongono risultano in crescita nel quarto d’ora medio 6-24: Radio 105 del 10,7%, Virgin Radio del 9,9% e Radio Monte Carlo del 2,2%, contro una crescita del totale ascolto radiofonico dell’1,6%. Dunque tutte e tre le radio del Gruppo Finelco hanno aumentato sia i propri ascolti sia le proprie share”. (giornaleradioinfo per leggere l’intero comunicato).
Peccato che andando a comparare gli ascolti degli ultimi tre anni (dal 2012 al 2015) le tre radio del Gruppo Finelco hanno perso qualcosa come 490.000 ascoltatori (– 426.000 R105, – 73.000 RMC) con la sola eccezione di Virgin Radio che ha guadagnato 9.000 ascoltatori.
Sul fatto poi che tutte e tre le emittenti del Gruppo Finelco aumentino le percentuali nel quarto d’ora medio viene da pensare come RMC possa aumentare nel ¼ ora medio a fronte di una perdita ormai costante che si ripete ad ogni rilevazione ( in quella attuale perde 60.000 ascoltatori).
Da notare poi che nel TSL (Time Spent Listening) che misura il gradimento dei programmi degli ascoltatori attraverso il tempo medio speso ad ascoltare la radio, RMC raccoglie soli 88 minuti nell’arco orario 6/24, che in altri termini significa che in media un ascoltatore dedica a RMC un’ora e ventotto minuti al giorno.
Dell’emittente monegasca del resto c’è ben poco da scrivere non fosse altro per il fatto che raccogliendo uno share del 1,5% è ormai relegata nel panorama radiofonico italiano in quella voce anonima meglio conosciuta come “ALTRI” ( dove in politica trovano spazio i partitini che non riescono ad entrare in Parlamento).
Mesi fa scrissi in occasione del benservito dato alla mitica Luisella Berrino che quella vicenda avrebbe avuto come conseguenza la morte di RMC ( cliccare per leggere Radio Monte Carlo è morta ripudiando Luisella!) e a vedere gli attuali risultati non mi sono sbagliato di molto, non è morta ma è in coma irreversibile!
Sarebbe troppo facile e semplicistico imputare all’addio di Luisella la perdita di ulteriori 60.000 ascoltatori, credo che buona parte del calo sia dovuto alla sua uscita di scena ma sono altrettanto convinto che un buon numero di ascoltatori abbia cambiato frequenza per il fatto che giornalmente RMC ripropone attraverso i suoi speaker una sorta di bollito misto, precotto da chi tira le fila in Largo Donegani.

Confesso che sono ormai sei mesi che non ascolto più RMC a vantaggio di Radio Rai 1 o delle mie playlist e mi trovo benissimo, però in previsione dell’uscita dei dati d’ascolto la scorsa settimana ho ascoltato di mercoledì quella che una volta era la Radio di Gran Class.
L’impressione che ho avuto è la stessa che mi accompagna quando vado a pranzo alla “Trattoria del Bollito” (due volte l’anno) dove con la dovuta maestria e pomposità mi viene servito il piatto principe della cucina piemontese, il Gran bollito misto.
Come non riconoscere nei 12 pezzi ( 7 tagli di carne e 5 tra ammennicoli e frattaglie) che compongono questo piatto speciale i 12 speaker che si alternano ai microfoni della radio monegasca; pensateci bene, non dovrebbe essere così difficile con un po’ di fantasia trovare: una gallina, un cappello da prete, un tenerone, una culatta, un testina, una lingua, una coda o una punta di petto.
In trattoria il primo pensiero che mi passa per la mente nel momento in cui mi viene servito il piatto fumante e invitante è “ci voleva, ora me lo gusto per benino!”, il secondo pensiero a metà del pranzo è “ mamma mia quanto! Non riesco a finirlo, la gallina è un po’ stagionata, la scaramella stracotta, la testina ha qualche pelo di troppo”, il terzo a fine pranzo “ bene, ora per sei mesi come bollito sono a posto”.
Radio Monte Carlo sembra proprio un Gran bollito misto, un piatto che mantiene ancora nell’era dei vegani un suo fascino ma capace di stancarti già mentre lo stai degustando e le similitudini con quello che passa in onda non sono poi così distanti: musica ripetitiva e sempre più legata ai voleri delle case discografiche e non ai desiderata degli ascoltatori e meno che mai degli speaker, coppie di speaker che scoppiano vuoi perché mal assortite o troppo datate o peggio ancora del tipo “che barba che noia”, voci che hanno perso molto dello smalto dei tempi migliori per non dire di quelle che sembrano veramente un “po’ bollite”quasi al limite del soporifero, rubriche messe in onda solo con lo scopo di fare sciâto ( creare trambusto o interesse ) come diciamo noi liguri.
Del resto i risultati sono di una chiarezza disarmante e da questo giro di giostra in poi i futuri competitor  di una radio che si avvicina sempre più verso il baratro si chiameranno Radio Zeta (745.000) e Radio Norba – la radio del sud (670.000) che cominciano ad annusare la preda, mentre Radio Subasio ( 1.508.000) dopo aver ridicolizzato la Radio di Gran Class si appresta a sorpassare anche R101.
Quanto durerà ancora questa lenta agonia? Se l’andamento è quello degli ultimi tre anni potrebbero bastarne solo altri tre (forse anche meno) per scendere sotto la soglia di quel milione di ascoltatori che porterà inevitabilmente ad una sorta di eutanasia assistita non fosse altro per evitare a quel che resta della Radio di Gran Class una fine veramente impietosa.

White Musk / Muschio Bianco

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