3° edizione di Officina del Vintage – Ferrara

vintage6Dal 20 al 22 novembre 2015 Ferrara ospiterà presso gli imbarcaderi del Castello Estense, la terza edizione dell’Officina del Vintage l’esposizione di artigiani e collezionisti di capi e oggetti d’annata a cui faranno da contorno in tutta la città eventi a tema con incontri, spettacoli e concerti.
Le due precedenti edizioni hanno fatto registrare una massiccia presenza di pubblico ponendo l’Officina come punto di riferimento in Italia per gli appassionati del genere che anche quest’anno troveranno ad attenderli con una rinnovata selezione di espositori: abbigliamento, accessori moda, complementi d’arredo, design d’antan, set fotografici e postazioni di parrucchiere e truccatrici per un tuffo gratuito nei favolosi anni Cinquanta e Sessanta.
Tra gli ospiti più attesi, due cantanti che hanno segnato gli anni Ottanta con i loro look e i loro ritmi trascinanti: IVAN CATTANEO e l’arlecchino elettronico ALBERTO CAMERINI, che si racconteranno attraverso video e immagini esclusive.
A rappresentare il teatro sarà invece LORENZO CUTULI, scenografo e costumista vincitore del prestigioso International Opera Awards 2014, l’Oscar della Lirica!
La mostra sarà accompagnata da una serie di eventi collaterali molto interessanti tra cui segnaliamo:

CALICI VINTAGE – DEGUSTAZIONE ENO-GASTRONOMICA
Per brindare alla nuova edizione di OFFICINA DEL VINTAGE alziamo i calici con la società agricola PETTYROSSO di Montesanto (FE) e il suo GATTABRIOSA Spumante brut 2013, Eccellenza 2015 per la guida Emilia Romagna da bere e da mangiare. Una full immersion nelle bollicine ferraresi che sarà offerta gratuitamente a tutti i visitatori del festival dai sommelier professionisti di AIS (Associazione Italiana Sommelier).
Dove: Imbarcaderi del Castello Estense di Ferrara
Venerdì 20 novembre, ore 17.00

AMY
Proiezione del film Amy di Asif Kapadia. Un suggestivo ritratto di Amy Winehouse prima del cognome, prima del successo, prima del dimagrimento eccessivo, della vertigine romantica e della perdita di sé. E prima dell’arresto cardiaco a ventisette anni, nella sua casa di Londra, provata dall’eccesso di alcol e droga. Una pellicola che scava tra materiale di repertorio privatissimo dell’intramontabile jazz singer, restituendo aspetti meno noti della vita della tormentata voce di Back to black.
Dove: Il Molo, Via Vignatagliata 1, Ferrara
Venerdì 20 novembre, ore 21.00
Offerta: 20% di sconto sulle consumazioni a tutti coloro che si presentano con il biglietto di Officina del Vintage

VINTAGE HAIR
Dallo stile Pin Up degli anni Cinquanta alle chiome voluminose e cotonate degli anni Sessanta, l’estetica retrò torna quest’anno protagonista a OFFICINA DEL VINTAGE! Affidati alle mani esperte di TESTE D’AUTORE per ridefinire il tuo look: scegli la pettinatura che ha portato al successo tante dive del cinema… da abbinare a un outfit rigorosamente vintage!
Dove: Imbarcaderi del Castello Estense di Ferrara
Domenica 22 novembre, dalle ore 15.30 alle 18.30

VINTAGE CLICK
Sognate di calarvi in prima persona nelle atmosfere del secolo scorso? Anche quest’anno potrete essere protagonisti di originali scatti d’epoca grazie a un vero e proprio set fotografico curato dallo STUDIO BLUE FASHION GROUP di Ferrara. Iniziate a scegliere gli accessori giusti da indossare… sarete tutti modelli per il look book di OFFICINA DEL VINTAGE!
Dove: Imbarcaderi del Castello Estense di Ferrara
Domenica 22 novembre, dalle ore 15.30 alle 18.30

MOSTRA MERCATO DEL VINILE
Appuntamento speciale con la musica. OFFICINA DEL VINTAGE si sdoppia creando uno specifico appuntamento dedicato agli appassionati di dischi in vinile. Scambi e acquisti di rarità per collezionisti.
Dove: Il Molo,Via Vignatagliata 1, Ferrara
Domenica 22 novembre, dalle ore 15.30 alle 20.00
Offerta: 20% di sconto sulle consumazioni a tutti coloro che si presentano con il biglietto diOfficina del Vintage.

A TU PER TU CON IVAN CATTANEO
Per molti era Ivan il terribile, par altri l’ideatore della T.U.V.O.G. Art, per tutti rimarrà nella coscienza collettiva degli anni Ottanta come l’interprete post moderno di 2060 Italian Graffiati, un clamoroso successo discografico del 1981 con mezzo milione di copie vendute. Chi non ricorda la sua versione pop-ska della superhit Una zebra a pois?Amato da Roberto Benigni e Fabrizio De André, quest’anno IVAN CATTANEO festeggia i suoi quarant’anni di carriera a OFFICINA DEL VINTAGE in un incontro pieno di sorprese, chiacchiere, video e immagini esclusive!
Dove: Imbarcaderi del Castello Estense di Ferrara
Sabato 21 novembre, ore 17.00

A TU PER TU CON ALBERTO CAMERINI
Negli anni Ottanta era il sacerdote indiscusso del rock elettronico made in Italy. Il suo abbigliamento richiamava i motivi coloratissimi e romboidali della più famosa maschera italiana, perché vedeva nel servitore veneziano l’individuo realmente a suo agio tanto nella “commedia dell’arte” quanto nella società di quei tempi. ALBERTO CAMERINI ha dato una pennellata di iperrealismo pop alla canzone italiana grazie a successi come Rock’n’roll Robot, Tanz Bambolina, Computer Capriccio… Tutte hit da ricordare in un incontro pieno di sorprese, chiacchiere, video e immagini esclusive!
Dove: Imbarcaderi del Castello Estense di Ferrara
Domenica 22 novembre, ore 17.00

MOSTRA MERCATO OFFICINA DEL VINTAGE
Imbarcaderi del Castello Estense di Ferrara
Piazza Castello
Venerdi 20 novembre: dalle ore 15.00 alle ore 19.30
Sabato 21 e Domenica 22 novembre: dalle ore 10.00 alle ore 19.30

Per maggiori informazioni e programma dettagliato
http://www.officinadelvintage.it/

Pagina facebook Officina del Vintage

Addio a Moira Orfei la Regina del Circo

Moira16Miranda Orfei ma per tutti “Moira” se ne è andata l’altra notte nel sonno a Brescia, dove aveva in programma una spettacolo, l’hanno trovata addormentata per sempre i suoi familiari nella sua “mitica” casa mobile che l’ha accompagnata in giro per il mondo (un caravan che grazie a un sistema idraulico, una volta fermo, misura 8×24 metri).
La Regina del Circo era nata a Codroipo, in provincia di Udine, il 21 dicembre 1931, in una famiglia di lontane origini sinti che da generazioni si era dedicata all’arte circense, il padre Riccardo era il celebre clown Bigolon, mentre la madre Violetta pure lei si esibiva nel circo di famiglia, così come i fratelli Paolo, giocoliere e acrobata, e Mauro acrobata alle biciclette.
La sua è stata una vita vissuta tutta all’ombra del tendone e con il passare degli anni ( il suo esordio in pista lo fece a sei anni) è diventata il simbolo stesso del circo in Italia, difficile non associare il nome di Moira quando nel bene o nel male si parla di Circo.
Nel 1960 Moira (il cambio del nome e la sua immagine kitsch, si dice che le fu consigliata da Dino De Laurentiis) prende in mano le redini dell’azienda di famiglia che diventa così il Circo di Moira Orfei e trasforma lo spettacolo circense in uno show che coniuga circo, teatro, danza e musical, con una sapiente regia che impreziosisce lo spettacolo con musiche dal vivo, costumi sfavillanti, coreografie importanti e giochi di luci.
Il successo di pubblico non tarda ad arrivare in Italia e all’estero dove il Circo di Moira si esibisce in numerose tournèe.
Nel 1987 il Circo di Moira è stato il primo circo italiano a conquistare un Clown d’Oro al Festival Internazionale del Circo di Montecarlo.
Nonostante il suo totale impegno nel circo Moira ha girato anche una cinquantina di film lavorando con attori del calibro di Gassman, Mastroianni, Totò, e diretta da registi importanti come De Sica, Germi, Lattuada e Visconti.
La sua ultima apparizione al cinema è del 2003 quando interpreta se stessa nel film Natale in India, mentre l’anno prima aveva partecipato come ospite fissa alla trasmissione Tv Domenica in targata Mara Venier.
Moira ha avuto il pregio di rendere sempre più appetibile negli anni lo spettacolo circense passando dalle grandi attrazioni dei primi anni’70 come l’uomo proiettile, alla scelta di coinvolgere gli artisti russi nel memorabile spettacolo degli anni’80 Moira più Mosca, e non da ultimo il grandioso Circo su Ghiaccio a due piste ( una tradizionale e l’altra ghiacciata) che fu considerato dalla critica come uno dei migliori spettacoli circensi di sempre.
Per molti con Moira se ne va un pezzo importante del Circo non solo italiano ma mondiale e io sono tra quanti ne sono dispiaciuti perché ho trascorso la mia infanzia aspettando con impazienza anno dopo anno l’arrivo del Circo nella mia città e quando arrivava quello di Moira era festa grande.
Sono convinto che il Circo abbia da sempre esercitato una funzione sociale permettendo a milioni di bambini nel mondo di scoprire la bellezza di specie animali che altrimenti non avrebbero mai potuto vedere.
Sotto il tendone del Circo va in scena un mix di bellezza, cultura e civiltà attraverso l’armonia che si crea tra uomo e animale, e non a caso Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe scrisse: “Che cosa significa addomesticare? Vuol dire creare dei legami”.
Ho ricordi bellissimi del Circo legati alla mia infanzia e ancora oggi lo frequento con la mia famiglia e la sensazione che mi trasmette si mantiene inalterata nel tempo, oggi come ieri mi sembra sempre mentre guardo lo spettacolo di essere dentro un sogno.
Ricordo che ai tempi dell’accoppiata con il Circo di Mosca andai a vedere lo stesso spettacolo per tre giorni di seguito per capire come era possibile realizzare il numero che i due artisti russi portavano in pista e in cui si cambiavano continuamente d’abito nello spazio di pochi secondi ( allora non c’era youtube).
Vittorio Gassman a proposito del Circo disse: “Un circo senza animali è un’eresia”, come dargli torto.
Ma la vera eresia o meglio bestemmia che va in scena in queste ore in rete è il comportamento di quanti stanno esultando per la morte di Moira Orfei dalle pagine di alcune associazioni di animalisti, tra cui NonSoloAnimali, dove compaiono commenti irriverenti e insulti che sanno di vero e proprio turpiloquio.
Buona parte di questi amanti degli animali hanno sul proprio profilo la bandiera della Francia con la quale ieri hanno pianto i morti della strage di Parigi, mentre oggi asciugate in fretta le lacrime esultano per la morte di una persona.
Che dire poi del comunicato stampa dei centopercentoanimalisti che nel salutare con gioia la dipartita di Moira Orfei recita tra le altre cose : “Animali che passeranno la loro vita in una gabbia, in climi per i quali non sono adattati, privati del loro habitat e dei rapporti con i loro simili. Infine costretti ad esibirsi tra luci, musiche e frastuoni assordanti davanti ad un pubblico di beoti insensibili.”
Ebbene sì sono un beota insensibile che ama gli animali nella giusta misura ( ho avuto due cani San Bernardo, l’ultimo dei quali deceduto a 11 anni e mezzo nonostante le cure amorevoli a seguito di una pluri morsicatura infertagli sulla testa da un cagnolino di una mia vicina introdottosi inopportunamente nel nostro giardino).
Assisto quotidianamente alla pubblicazione di centinaia di foto di animali sui social e credo che non vi sia miglior modo di fare del bene agli animali che impegnarsi, ognuno per quel che può, direttamente in maniera tangibile per aiutare le associazioni preposte alla salvaguardia del benessere degli animali.
Se poi vogliamo parlare di che senso abbia mantenere un cane di grossa o media taglia in un appartamento di 40 mq. lo possiamo fare, così come possiamo parlare di quel veterinario italiano che in un safari ha ammazzato un leone e poi ne ha messo in bella mostra la foto sui social a mo’ di trofeo.
Volete sapere le giustificazioni che ha dato in merito al suo gesto, in quanto veterinario, a chi lo intervistava sul fatto che vi potesse essere una contraddizione tra l’essere un veterinario che cura gli animali mentre nel tempo libero li uccide, eccole:
“Nient’affatto. Fa parte della cultura contadina che mi ha cresciuto. Rispetto le regole e le leggi di ogni Paese. E in Italia nessuno vieta a un veterinario di imbracciare un fucile e cacciare” e ancora “tanti dimenticano che la sopravvivenza di certi parchi è retta anche da questa forma di turismo”.
Il “Safari Italian Chapter” di Biella in cui il veterinario milita ha tra le sue mission quella di «promuovere la caccia per la conservazione della fauna nel mondo intero».
Ma c’è di più, Gaetano Penocchio, Presidente della FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) intervistato il 4 novembre 2015 nel corso della trasmissione di RAI radio1 “l’Italia sotto inchiesta” ha detto: “La professione di veterinario non è incompatibile, né sotto il profilo deontologico né sotto quello morale, con attività di caccia o safari, praticate nel rispetto delle vigenti leggi”, confermando di fatto quanto già detto dal Presidente dell’Ordine dei veterinari del Piemonte,
Che dire poi del dentista americano che ha ucciso il leone Cecil se non che come annunciato dalle autorità dello Zimbawe, lo stesso era in possesso di un “permesso regolare” per la caccia.
Quanto sarà costato questo permesso e chi avrà incassato i relativi soldi?
E io che vado al Circo dovrei essere un beota insensibile!
Qualcuno dimentica un passaggio importante, tigri ed elefanti nei circhi sono trattati bene, curati e rispettati mentre fuori sono massacrati per l’avorio o cacciati per sport.
Gli estremismi, e lo vediamo proprio in queste ore, non hanno mai prodotto nulla di buono per cui credo che come non sia corretto pensarla alla Cruciani che dice: “Chi mette al centro della propria vita un animale ha problemi col mondo che lo circonda” alla stessa maniera non sia corretto insultare una persona deceduta da poche ore solo per il fatto che nei suoi spettacoli visti ed apprezzati da milioni di persone ha utilizzato gli animali.

Buon riposo Moira!

Per chi volesse approfondire sul mondo del Circo segnalo alcuni siti molto interessanti:
Villa Grock
Museo del Clown
Museo del Circo
Ente Nazionale Circhi – Circo.it

Questo invece il link al sito web del Circo di Moira Orfei

Credits: Gio Lagorio & sito web Moira Orfei

Una preghiera per Parigi

Ancora una volta la Torre Eiffel si spegne sotto i colpi del terrorismo nella notte in cui l’Europa intera ha ricevuto una pugnalata al cuore.
In questi momenti le parole non servono per commentare un’umanità fatta di tanta disumanità!
Che sia in atto una Guerra è ormai un fatto concreto e allora l’Europa intera dovrà prenderne atto già da domani mattina e mettere al bando ogni e qualsivoglia forma di buonismo!

pray12

Radio Monte Carlo – essere o non essere un Fan Club?

essere-o-non-essereProprio vero che al peggio non c’è mai fine!
Questa mattina mentre girovagavo su Facebook mi sono imbattuto in un post di Storditamente per una Radio di Gran Class, l’Official Fan Club di Radio Monte Carlo, nel quale gli amministratori della pagina chiedono in pratica ai quasi 3000 iscritti se abbia ancora un senso continuare ad essere il Fan Club ufficiale della radio.
Ho letto con attenzione il post e mi pare di capire che il Fan Club sia visto dalla Direzione di RMC come il fumo negli occhi, se è vero come è vero che a un’amministratrice della pagina chiamata in diretta telefonica è stato raccomandato di non menzionare la pagina del Fan Club.
Mi sono spesso occupato nei miei scritti di RMC (che ho ascoltato nel bene e nel male per circa quarant’anni fino al giorno in cui è stato dato il benservito alla mitica Luisella senza permetterle di salutare dai microfoni della radio i suoi fedelissimi ascoltatori) e ho a più riprese criticato il modus operandi di chi dirige la radio non fosse altro per il fatto che in dieci anni è riuscito a far perdere all’emittente monegasca quasi 1 milione di ascoltatori.
Mi auguro che i nuovi co-proprietari del gruppo Finelco abbiano la voglia non di stravolgere RMC ma di cambiare quei dirigenti che hanno dimostrato dati alla mano che la loro politica aziendale non ha pagato in termini di ascolti.
Sul fatto poi che la Direzione di RMC percepisca i propri ascoltatori come dei rompiballe o peggio dei quaquaraquà lo dimostra il fatto che al contrario ( come è ben spiegato nel post sulla pagina) R105 i suoi ascoltatori se li tiene ben stretti.

Di seguito riporto il testo integrale del post pubblicato sulla pagina dell’Official Fan Club di Radio Monte Carlo.

fanR105Buon sabato amici!
Oggi vogliamo raccontarvi una storia, la storia di questa pagina, nata il 12 maggio 2013 da un gruppo di persone che volevano supportare una radio: RMC!
L’intento? Quello di coinvolgere e riunire tante persone che condividono con noi la passione nei confronti di Radio Monte Carlo, nel contempo raccogliendo suggerimenti, opinioni e idee da proporre alla nostra Radio preferita per migliorarne sempre più la programmazione.
E’ scritto tra le informazioni della pagina, il punto di riferimento per chi vuole iscriversi e dare il proprio contributo.
Fin dall’inizio, con tutto l’entusiasmo possibile, abbiamo cercato di far arrivare il nostro sostegno alla radio: siamo ascoltatori di RMC da decenni, alcuni da tempo immemore, rimasti fedeli malgrado alcune decisioni non ci abbiano trovato sempre d’accordo. Ma se qualche critica c’è stata, lo abbiamo fatto sempre nel rispetto dei modi e delle persone.
D’altronde per noi parla la pagina: ogni giorno, da due anni e mezzo, abbiamo pubblicato post parlando e ‘giocando’ con gli speaker, raccontando notizie e lanciando proposte, lasciando il più possibile la parola agli ascoltatori, quelli veri, quelli che passano buona parte della giornata con la radio accesa, sempre su RMC.
Siamo consapevoli del fatto che è difficile capire le cose dal di fuori: così come siamo tutti allenatori in periodo di mondiali, nello stesso tempo siamo anche bravissimi ad elargire consigli sul modo migliore di gestire una grande radio!
Ma gli ascoltatori vanno anche ascoltati! Siamo noi i veri ‘clienti’di quest’azienda! Siamo noi a decretare il successo o meno di una trasmissione! In tv i tempi sono più veloci, in radio passano mesi, ma se un programma non funziona, non è meglio accorgersene subito piuttosto che lasciare che migliaia di ascoltatori migrino altrove? E continuare a pensare di poter imporre alle persone il proprio volere?
Questo è sempre stato l’intento di questa pagina: dare la possibilità alla radio di confrontarsi con chi è dall’altra parte dell’etere; magari spiegando, a chi non ha la ovvia esperienza, il perché di certe decisioni.
E questo nostro intento è stato immediatamente percepito da tutti coloro che si avvicinano alla pagina, tanto che la maggior parte pensa che sia una promanazione della radio stessa…
D’altronde chi mai, non stipendiato, non remunerato in alcun modo, offrirebbe gratuitamente tanto lavoro e tanta dedizione?
Eppure, mentre in tanti lo apprezzano, l’oggetto principale del nostro lavoro, RMC, ci ha sempre guardato con diffidenza, evitando di concederci il minimo sostegno, anche solo un riconoscimento morale; di più: addirittura osteggiandoci!
Sempre pronti a puntare il dito contro di noi, nella remota ipotesi di un commento appena sopra le righe…
Badate bene, non stiamo parlando degli speaker, che capiscono perfettamente l’importanza di un rapporto amichevole con i loro fan: stiamo parlando della politica della radio! Quella capace di ostracizzare e tenere a distanza gli ascoltatori, gli unici capaci di fare la fortuna di una radio o di decretarne l’insuccesso!
Poi vi chiedete come mai RMC abbia perso in due anni qualcosa come centomila ascoltatori, attestandosi stabilmente in ultima posizione tra le radio a diffusione nazionale…
Eppure la ‘sorella’ Radio 105 sa bene quale sia il valore dei suoi fan, visto che ogni anno, all’ultima puntata del morning show prima della pausa estiva, una folla si raduna sotto la radio, acclamando i propri beniamini. E la radio prepara per loro magliette (con scritta dedicata a loro) e gadget… E addirittura, la sera prima, fan e speaker vanno a mangiare una pizza insieme!
Vi risulta che qualcosa del genere capiti anche a noi?
Con RMC purtroppo non c’è verso! Sono arrivati perfino a vietare di nominare la pagina in diretta ad uno dei nostri amministratori che stava intervenendo telefonicamente! Motivazione ‘semiufficiale’: per non far pensare a favoritismi nei nostri confronti e soprattutto per evitare che altri gruppi se la prendessero a male!
Come se i vari gruppi di fan di una stessa radio fossero in guerra tra di loro!
E noi che ci illudevamo che una radio migliore avrebbe fatto tutti contenti… non solo un gruppo!
Ma evidentemente la filosofia adottata dalla radio è quella del “Divide et impera”, come se fosse un potere da gestire…
Ed in effetti c’è riuscita pure con noi, perché anche tra gli amministratori della nostra pagina e tra alcuni sostenitori ci sono stati dissapori e momenti critici, perché le discussioni sul modo migliore di gestire una pagina, diventata un ‘atipico’ fan club, sono state molte…
Ed è qualcosa che ci addolora, perché tutti pensavamo di agire per il meglio, ed invece, qualsiasi direzione prendevamo sembrava sempre sbagliata!
Adesso rimettiamo la parola a voi, ascoltatori, fan, amici: essere un “fan club” ci ha più danneggiato che giovato, perché dalla Radio non è mai arrivato il benché minimo sostegno o riconoscimento, mentre nella nostra veste di “fan” potevamo con molta difficoltà apparire critici nei confronti della radio che ci siamo impegnati a sostenere.
Decidete voi se è il caso di rinunciare all’ “ufficialità” del fan club, astenendoci d’ora in poi da qualsiasi contatto diretto con la Radio (che peraltro finora è stato ben sporadico ed improduttivo), aprendoci nel contempo all’aperta critica eventualmente necessaria (sempre nei modi che educazione, correttezza e garbo ci impongono), oppure mantenere questo attestato di ufficialità (siamo finora l’unico Fan Club ufficiale di RMC) che però rimane sterile di ogni altro apporto.
Diteci cosa ne pensate!

pensierino

Val Byrne

Val ByrneAVal Byrne è nato in Irlanda a Dublino nel 1936, ha studiato Arte e Architettura all’University College Dubin (UCD) dove si è laureato in Architettura.
Dopo una breve parentesi lavorativa a Londra Val ritornò a Dublino ed iniziò una collaborazione con un altro architetto.
All’inizio degli anni ’70 ha lavorato in Nigeria, Sudan, Libia e in altri stati dell’Africa.
E’ stato membro del Royal Institute of the Architects of Ireland.
Alla fine degli anni ’80 Val abbandonò l’architettura per dedicarsi a tempo pieno al suo amore per la pittura.
Nella sua pittura Val ha da sempre denotato un particolare interesse per i paesaggi urbani della sua Irlanda soffermandosi spesso a ritrarre scene di piccoli porti e baie disseminati lungo le coste dell’Irlanda.
Le sue opere si trovano in collezioni private o di aziende in tutto il mondo tra cui : Mary McAleese, President of Ireland; Mary Robinson, Former President of Ireland and U.N. Commissioner for Human Rights; Jean Kennedy Smith, former U.S. Ambassador to Ireland.
Le sue opere sono presenti in molte Ambasciate irlandesi in Europa, USA, Africa, Asia.
Nel 2004 ha completato sei grandi quadri per la nuova residenza dell’Ambasciatore d’Irlanda a Canberra in Australia.
Molte sue opere sono presenti in pubblicazioni come: “Bray and North Wicklow” pubblicato nel 2004 e “A Maritime history of Cork” dove sono presenti suoi dipinti per il 75th Anniversary of the Irish Navy.
Val ha una grande passione per la Genealogia, ereditata dal padre, fatto questo che lo ha portato ad essere eletto nel 1992 Capo del Clan O’Byrne e quindi Chairman of The Clan’s of Ireland.

NOVEMBER PORC – la staffetta più golosa d’Italia

novemberPORClogoLa terra di Verdi e Guareschi a novembre ospita la staffetta più golosa d’Italia fra 4 città e in quattro weekend.
Siamo nella Bassa parmense (celebre per i prodotti gastronomici e il particolare dialetto stretto) dove novembre è il mese dedicato alla “festa” del maiale che viene celebrata con un abbuffata di maxi salumi per tutti: il Mariolone più grosso a Sissa, il Prete più Pesante a Polesine Parmense, lo Strolghino da Guinness a Zibello e la Cicciolata più Grande a Roccabianca.
NOVEMBERPORC ….speriamo ci sia la nebbia!, ideato e organizzato dalla Strada del Culatello di Zibello e dal Consorzio Antichi Produttori di Culatello e Spalla Cruda, con il sostegno dei 4 Comuni e il patrocinio della Provincia di Parma è uno degli appuntamenti più golosi d’Italia, molto apprezzato anche da tanti turisti stranieri.
La formula del successo di questa manifestazione è semplice ma molto intrigante visto che di fatto le 4 località passandosi la staffetta golosa nel corso dei 4 weekend di novembre danno la possibilità ai buongustai di potersi gustare nei singoli weekend i quattro salumi separatamente.
La tradizione vuole che NOVEMBER PORC apra a Sissa per la degustazione del Mariolone più grosso, per proseguire nel secondo weekend a Polesine Parmense, sull’argine del Po, con “Ti cuociamo Preti e Vescovi” e con il Prete più pesante (lo scorso anno fu di 380 kg).
Il terzo weekend la kermesse si sposta a Zibello con “Piaceri e delizie alla corte di Re Culatello” e lo Strolghino più lungo, mentre il gran finale si avrà dal 27 al 29 novembre a Roccabianca, con “Armonia di Spezie e Infusi” e con la distribuzione della Cicciolata più grande servita con la polenta.
NOVEMBER PORC è nata nel settembre del 2002 quando di ritorno da un viaggio in terra tedesca il Presidente Spigaroli lanciò quello che doveva diventare un vero e proprio Must : “se qui fanno l’October Fest noi faremo il November Porc!” che in pratica voleva dire “vendere” la Bassa nel periodo di novembre… nebbia compresa!
Quella nebbia così importante per la realizzazione degli squisiti salumi e capace di donare al paesaggio un’atmosfera magica,sfumandone i contorni.
Tra i salumi vanno ricordati degli autentici capolavori di bontà come il culatello (il cui segreto risiede nella stagionatura favorita dalle nebbie autunnali e dalle estati afose della bassa, nonchè nell’accurata scelta delle carni), la spalla cotta di San Secondo, il salame, la coppa e il salame Strolghino (il primo salume che si mangiava dopo poche settimane dalla lavorazione del maiale).
Oggi a 13 anni di distanza quell’idea è diventata un evento capace di attirare nei quattro appuntamenti più di 90.000 persone provenienti da tutto il territorio nazionale.

NOVEMBER PORC è anche una manifestazione da record e come ogni anno, ciascuno ha il suo:
– Il Mariolone più grosso (6-7-8 Novembre 2015 Sissa)
– il Prete più Pesante (13-14-15 novembre 2015 Polesine Parmense)
– lo Strolghino da Guinness (20-21-22 Novembre 2015 Zibello)
– la Cicciolata più Grande (27-28-29 Novembre 2014 Roccabianca)

Per maggiori informazioni e programma dettagliato:
http://novemberporc.it/

Pagina Facebook November Porc

Vini Cantina Dogarina

La ricetta dell’assassino

coverRicettaAssassinoOslo. Dicembre 1999. Una notte molto fredda. Una prostituta, in cerca di un posto tranquillo per iniettarsi una dose di eroina, si inoltra nel parco che circonda la centrale di polizia al Gronlaslereit 44 e rinviene un cadavere da cui spunta un grosso coltello. Vestiti costosi, forse vittima di un’aggressione, una rapina. Si chiamava Brede Ziegler, proprietario del più esclusivo ristorante di Oslo, l’Entrè.
Delle indagini vengono incaricati Billy T. e la squadra Omicidi che subito si accorgono che le cose non sono così facili. Brede Ziegler infatti aveva uno stano hobby: inimicarsi assolutamente tutto e tutti, nell’ambiente della ristorazione norvegese. E qualunque cosa toccasse diventava un successo.
Il numero dei probabili assassini è pressoché infinito. L’indagine inizia con il consueto interrogatorio dei probabili testimoni, molti reticenti, di cui nel testo compaiono alcune trascrizioni, finché le cose si complicano ulteriormente: Brede Ziegler era stato ucciso due volte.
Dall’autopsia il medico legale rivela infatti che la vittima era imbottita di paracetamolo in dosi letali, per cui il numero degli assassini si moltiplica.

“La ricetta dell’assassino” è il secondo libro della Holt (dopo “Nella tana dei lupi”) della serie di Hanne Wilhelmsen, scritto a quattro mani con Berit Reiss-Andersen.
Come Anne, anche Berit è avvocato, membro del comitato che assegna il Premio Nobel, nonché esponente del Partito laburista norvegese, per il quale ha ricoperto il ruolo di Segretario di Stato del Ministro della Giustizia dal 1996 al 1997, proprio quando Ministro era Anne Holt.
In questo poliziesco nordico che si sviluppa attraverso due filoni, da un lato l’inchiesta poliziesca vera e propria e dall’altro un interessante affresco sociale che gli conferisce un tocco di originalità, torna in scena Hanne Wilhelmsen che dovrà vedersela con un caso pieno di intrighi e venire a capo di suo dilemma esistenziale: fuggire dalla vita che ha sempre fatto o accettare fino in fondo il suo essere una poliziotta.
Solitamente la Holt scrive in modo lineare e scorrevole, fatto questo che rende la lettura piuttosto veloce nonostante spesso e volentieri dei personaggi venga messa a fuoco non solo la vita professionale ma anche e soprattutto la quotidianità della vita familiare.

La ricetta dell’assassino

Segnalo della stessa autrice
Quello che ti meriti (Det som er mitt, 2001), Torino, Einaudi, 2008
Non deve accadere (Det som aldri skjer, 2004), Torino, Einaudi, 2009
La porta chiusa (Presidentens valg, 2006), Torino, Einaudi, 2009
La dea cieca (Blind gudinne, 1993), Torino, Einaudi, 2010
L’unico figlio (Demonens død, 1995), Torino, Einaudi, 2011
Nella tana dei lupi (Løvens gap, 1997) (con Berit Reiss-Andersen), Torino, Einaudi, 2012
Il ricatto (Død joker, 2000), Torino, Einaudi, 2012
Quale verità (Sannheten bortenfor, 2003) (Einaudi, 2014)

Anne.HoltAnne Holt
Anne Holt è nata nel 1958 a Larvik ed è cresciuta a Lillestrøm e Tromsø, attualmente vive a Oslo con la compagna e la figlia.
Si è laureata in Legge all’Università di Oslo, finanziandosi gli studi col mestiere di giornalista televisivo, attività che ha continuato anche dopo la laurea. Dopo aver collaborato per un periodo con la Polizia di stato norvegese, ha iniziato la professione di avvocato.
Dal 1996 al 1997 è stata Ministro della Giustizia, mentre il suo esordio come autrice  è del 1993, con il romanzo “Blind gudinne”, molto amato da lettori e critici, cui ha fatto seguito nel 1994 il secondo romanzo della serie di Hanne Wilhelmsen: “Salige er de som tørster”, che le ha fatto vincere il piú prestigioso premio norvegese per il crime novel, The Riverton Prize.
I due romanzi sono diventati, rispettivamente, una serie Tv e un film.
Nel 2001 ha pubblicato il gettonatissimo “Det som er mitt”, tradotto in Italia con il titolo “Quello che ti meriti”; con questo romanzo romanzo che introduce la nuova coppia di investigatori Inger Hohanne Vik e Yngvar Stubø, Einaudi Stile libero ha scelto di cominciare a presentare al lettore italiano l’opera della Holt.
E’ sicuramente una delle autrici scandinave piú apprezzate dal pubblico e dalla critica di ogni tempo.

29° Mostra dall’A alla ZUCCA – Murta, Val Polcevera

zucca_murtaMurta in Val Polcevera si appresta ad ospitare la 29° edizione della Mostra dall’A alla ZUCCA, che quest’anno avrà come tema: Zucche EXPO. Gustose, semplici e salutari ricette della tradizione.
Nei due weekend dedicati ai festeggiamenti in onore di San Martino (7, 8 e 14, 15 novembre 2015) gli amanti dei sapori e della zucca in particolare avranno la possibilità di partecipare a un evento in cui gli stand gastronomici proporranno piatti a base di zucca secondo la Tradizione del Ricettario di Murta ( ricettario che sarà disponibile presso gli stand).
Torte, panini dolci, ravioli ripieni, marmellata, e la buonissima grappa di zucca vi aspettano per un pranzo all’insegna della zucca, il tutto innaffiato da un ottimo vino bianco novello.
Durante la Mostra verranno premiate:
la Zucca più grossa
la Zucca più lunga
la Zucca più strana
la Zucca più bella
La Zucca più strana e la Zucca più bella saranno determinate in base alla votazione da parte dei visitatori.

Orari della Mostra
Sabato 07 Novembre dalle ore 10.30 alle ore 18.00
Domenica 08, sabato 14 e domenica 15 novembre dalle ore 9.00 alle ore 18.00

Per maggiori informazioni:
http://www.murtaezucche.it

Pagina Facebook della Mostra della Zucca Murta

Dal Ricettario di Murta, la ricetta della Torta di Zucca alla Murtese

ricettarioMurtaIngredienti:
1 Kg di Zucca trombetta
150 g di farina
75 g di polenta
mezzo litro di latte
panna liquida a piacere
sfoglia salata, sale

Preparazione:
Lessare la zucca in poca acqua e quindi strizzarla, aggiungere farina, polenta, latte, mezza dose di panna e salare a piacere.
Foderare una teglia ben oliata con una sfoglia salata, versarvi il ripieno e al di sopra la panna rimasta, quindi infornare in forno pre-riscaldato a 180 gradi per 40 minuti.

Come arrivare a Murta

in auto
uscendo dal casello autostradale di Genova Bolzaneto, dirigersi verso Pontedecimo percorrendo il cavalcavia per Via Romairone, quindi seguire direzione mare; all’altezza della stazione ferroviaria è presente la deviazione per il paese (percorso di circa 2 Km).
Provenendo dal centro di Genova dirigersi verso Bolzaneto quindi, una volta giunti sul lato sinistro del torrente Polcevera, seguire le indicazioni all’altezza della stazione ferroviaria – ponte di San Francesco;

in autobus-treno
linea urbana AMT numero 74, il cui capolinea di Bolzaneto si trova nelle immediate vicinanze della fermata dei mezzi pubblici provenienti dal centro città e della stazione ferroviaria di Bolzaneto;

a piedi
da Bolzaneto percorrendo le caratteristiche mattonate, in circa 20-30 minuti.

Halloween il carnevale di una notte

strega_5Molti la considerano un’americanata altri invece un’occasione per divertirsi, per uscire dalla quotidianità dando sfogo alla stravaganza.
La notte di Halloween in fondo è il carnevale di una notte che tra ricordi ed evocazioni di pozioni e incantesimi si è con il tempo trasformata in un turbinio di feste fatte con il glamour di abiti e gioielli di gusto gotico.
Vedremo donne che si muovono come creature ultraterrene, vestite del colore della pece e truccate con colori viola e neri che esaltano lo sguardo creando delle ombre che sanno di malaticcio, labbra rosso fuoco e viso di un pallore che ricorda molto da vicino i vampiri.
E per sembrare delle autentiche creature della notte renderanno la loro andatura incerta e traballante con tacchi a spillo da 14 centimetri e zeppe molto simili a delle torri.
Non vi è dubbio che per gli amanti del genere ci sarà da divertirsi in una notte che trae origine da una festa popolare di origine celtica (quindi nata nel nord Europa e non in America) quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame.
Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra ad accogliere l’inverno, era necessario trovare un ricovero al chiuso per il bestiame che altrimenti all’esterno mal avrebbe sopportato i rigori del gelido inverno, è questo il periodo di Halloween.
I Celti festeggiavano “Samhain” ( “fine dell’estate” in gaelico ) che era il loro capodanno; a sera tutti i focolari venivano spenti per essere riaccesi dal “sacro falò” curato dai druidi a Tlachtga vicino alla collina di Tara.
Nella dimensione circolare del tempo, presente nella cultura celtica, “Samhain” si collocava in un punto al di fuori della dimensione temporale non appartenendo né all’anno vecchio e neppure al nuovo, in questo momento particolarissimo il sottile velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ancor di più diventando penetrabile per cui i vivi potevano accedervi.
I Celti non temevano i propri morti e lasciavano sui loro tavoli del cibo per loro in segno di accoglienza per quando sarebbero venuti a far visita ai vivi, e da qui nasce l’usanza del “trick – or – treatin” (dolcetto o scherzetto?).
Se proprio non si vuole festeggiare ci si può concedere almeno una piccola stravaganza (con i tempi che corrono anche propiziatoria per tempi migliori) giocando la cinquina di Halloween: la zucca 67, la strega 89, la frase Dolcetto (38) o scherzetto (34)?, che viene pronunciata bussando ad almeno 13 porte diverse secondo il rituale della tradizione.
Ed ecco bella pronta la cinquina di Halloween : 67-89-38-34-13.

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Buona Festa e Buona Fortuna!

Per chi vuole conoscere la storia della leggenda di Jack O’Lantern basta cliccare sul suo nome

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un giornalista in viaggio che non sopporta gli ombrelli