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Addio a Moira Orfei la Regina del Circo

Moira16Miranda Orfei ma per tutti “Moira” se ne è andata l’altra notte nel sonno a Brescia, dove aveva in programma una spettacolo, l’hanno trovata addormentata per sempre i suoi familiari nella sua “mitica” casa mobile che l’ha accompagnata in giro per il mondo (un caravan che grazie a un sistema idraulico, una volta fermo, misura 8×24 metri).
La Regina del Circo era nata a Codroipo, in provincia di Udine, il 21 dicembre 1931, in una famiglia di lontane origini sinti che da generazioni si era dedicata all’arte circense, il padre Riccardo era il celebre clown Bigolon, mentre la madre Violetta pure lei si esibiva nel circo di famiglia, così come i fratelli Paolo, giocoliere e acrobata, e Mauro acrobata alle biciclette.
La sua è stata una vita vissuta tutta all’ombra del tendone e con il passare degli anni ( il suo esordio in pista lo fece a sei anni) è diventata il simbolo stesso del circo in Italia, difficile non associare il nome di Moira quando nel bene o nel male si parla di Circo.
Nel 1960 Moira (il cambio del nome e la sua immagine kitsch, si dice che le fu consigliata da Dino De Laurentiis) prende in mano le redini dell’azienda di famiglia che diventa così il Circo di Moira Orfei e trasforma lo spettacolo circense in uno show che coniuga circo, teatro, danza e musical, con una sapiente regia che impreziosisce lo spettacolo con musiche dal vivo, costumi sfavillanti, coreografie importanti e giochi di luci.
Il successo di pubblico non tarda ad arrivare in Italia e all’estero dove il Circo di Moira si esibisce in numerose tournèe.
Nel 1987 il Circo di Moira è stato il primo circo italiano a conquistare un Clown d’Oro al Festival Internazionale del Circo di Montecarlo.
Nonostante il suo totale impegno nel circo Moira ha girato anche una cinquantina di film lavorando con attori del calibro di Gassman, Mastroianni, Totò, e diretta da registi importanti come De Sica, Germi, Lattuada e Visconti.
La sua ultima apparizione al cinema è del 2003 quando interpreta se stessa nel film Natale in India, mentre l’anno prima aveva partecipato come ospite fissa alla trasmissione Tv Domenica in targata Mara Venier.
Moira ha avuto il pregio di rendere sempre più appetibile negli anni lo spettacolo circense passando dalle grandi attrazioni dei primi anni’70 come l’uomo proiettile, alla scelta di coinvolgere gli artisti russi nel memorabile spettacolo degli anni’80 Moira più Mosca, e non da ultimo il grandioso Circo su Ghiaccio a due piste ( una tradizionale e l’altra ghiacciata) che fu considerato dalla critica come uno dei migliori spettacoli circensi di sempre.
Per molti con Moira se ne va un pezzo importante del Circo non solo italiano ma mondiale e io sono tra quanti ne sono dispiaciuti perché ho trascorso la mia infanzia aspettando con impazienza anno dopo anno l’arrivo del Circo nella mia città e quando arrivava quello di Moira era festa grande.
Sono convinto che il Circo abbia da sempre esercitato una funzione sociale permettendo a milioni di bambini nel mondo di scoprire la bellezza di specie animali che altrimenti non avrebbero mai potuto vedere.
Sotto il tendone del Circo va in scena un mix di bellezza, cultura e civiltà attraverso l’armonia che si crea tra uomo e animale, e non a caso Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe scrisse: “Che cosa significa addomesticare? Vuol dire creare dei legami”.
Ho ricordi bellissimi del Circo legati alla mia infanzia e ancora oggi lo frequento con la mia famiglia e la sensazione che mi trasmette si mantiene inalterata nel tempo, oggi come ieri mi sembra sempre mentre guardo lo spettacolo di essere dentro un sogno.
Ricordo che ai tempi dell’accoppiata con il Circo di Mosca andai a vedere lo stesso spettacolo per tre giorni di seguito per capire come era possibile realizzare il numero che i due artisti russi portavano in pista e in cui si cambiavano continuamente d’abito nello spazio di pochi secondi ( allora non c’era youtube).
Vittorio Gassman a proposito del Circo disse: “Un circo senza animali è un’eresia”, come dargli torto.
Ma la vera eresia o meglio bestemmia che va in scena in queste ore in rete è il comportamento di quanti stanno esultando per la morte di Moira Orfei dalle pagine di alcune associazioni di animalisti, tra cui NonSoloAnimali, dove compaiono commenti irriverenti e insulti che sanno di vero e proprio turpiloquio.
Buona parte di questi amanti degli animali hanno sul proprio profilo la bandiera della Francia con la quale ieri hanno pianto i morti della strage di Parigi, mentre oggi asciugate in fretta le lacrime esultano per la morte di una persona.
Che dire poi del comunicato stampa dei centopercentoanimalisti che nel salutare con gioia la dipartita di Moira Orfei recita tra le altre cose : “Animali che passeranno la loro vita in una gabbia, in climi per i quali non sono adattati, privati del loro habitat e dei rapporti con i loro simili. Infine costretti ad esibirsi tra luci, musiche e frastuoni assordanti davanti ad un pubblico di beoti insensibili.”
Ebbene sì sono un beota insensibile che ama gli animali nella giusta misura ( ho avuto due cani San Bernardo, l’ultimo dei quali deceduto a 11 anni e mezzo nonostante le cure amorevoli a seguito di una pluri morsicatura infertagli sulla testa da un cagnolino di una mia vicina introdottosi inopportunamente nel nostro giardino).
Assisto quotidianamente alla pubblicazione di centinaia di foto di animali sui social e credo che non vi sia miglior modo di fare del bene agli animali che impegnarsi, ognuno per quel che può, direttamente in maniera tangibile per aiutare le associazioni preposte alla salvaguardia del benessere degli animali.
Se poi vogliamo parlare di che senso abbia mantenere un cane di grossa o media taglia in un appartamento di 40 mq. lo possiamo fare, così come possiamo parlare di quel veterinario italiano che in un safari ha ammazzato un leone e poi ne ha messo in bella mostra la foto sui social a mo’ di trofeo.
Volete sapere le giustificazioni che ha dato in merito al suo gesto, in quanto veterinario, a chi lo intervistava sul fatto che vi potesse essere una contraddizione tra l’essere un veterinario che cura gli animali mentre nel tempo libero li uccide, eccole:
“Nient’affatto. Fa parte della cultura contadina che mi ha cresciuto. Rispetto le regole e le leggi di ogni Paese. E in Italia nessuno vieta a un veterinario di imbracciare un fucile e cacciare” e ancora “tanti dimenticano che la sopravvivenza di certi parchi è retta anche da questa forma di turismo”.
Il “Safari Italian Chapter” di Biella in cui il veterinario milita ha tra le sue mission quella di «promuovere la caccia per la conservazione della fauna nel mondo intero».
Ma c’è di più, Gaetano Penocchio, Presidente della FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) intervistato il 4 novembre 2015 nel corso della trasmissione di RAI radio1 “l’Italia sotto inchiesta” ha detto: “La professione di veterinario non è incompatibile, né sotto il profilo deontologico né sotto quello morale, con attività di caccia o safari, praticate nel rispetto delle vigenti leggi”, confermando di fatto quanto già detto dal Presidente dell’Ordine dei veterinari del Piemonte,
Che dire poi del dentista americano che ha ucciso il leone Cecil se non che come annunciato dalle autorità dello Zimbawe, lo stesso era in possesso di un “permesso regolare” per la caccia.
Quanto sarà costato questo permesso e chi avrà incassato i relativi soldi?
E io che vado al Circo dovrei essere un beota insensibile!
Qualcuno dimentica un passaggio importante, tigri ed elefanti nei circhi sono trattati bene, curati e rispettati mentre fuori sono massacrati per l’avorio o cacciati per sport.
Gli estremismi, e lo vediamo proprio in queste ore, non hanno mai prodotto nulla di buono per cui credo che come non sia corretto pensarla alla Cruciani che dice: “Chi mette al centro della propria vita un animale ha problemi col mondo che lo circonda” alla stessa maniera non sia corretto insultare una persona deceduta da poche ore solo per il fatto che nei suoi spettacoli visti ed apprezzati da milioni di persone ha utilizzato gli animali.

Buon riposo Moira!

Per chi volesse approfondire sul mondo del Circo segnalo alcuni siti molto interessanti:
Villa Grock
Museo del Clown
Museo del Circo
Ente Nazionale Circhi – Circo.it

Questo invece il link al sito web del Circo di Moira Orfei

Credits: Gio Lagorio & sito web Moira Orfei
Informazioni su doubleg ()
Nato a Savona, giornalista e autore, ama viaggiare e non sopporta gli ombrelli. Ha scritto diversi reportage sui Paesi Nordici, soprattutto su Irlanda e Finlandia pubblicandone le relative Guide di viaggio. I suoi libri sono pubblicati da : R.C.S. Libri, Fabbri, Sonzogno, De Vecchi editore, Sperling & Kupfer. - La definizione corretta di giornalista? - ” colui che non si lascia intimidire dal rapporto conflittuale fra stampa e potere “

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