Goodbye Adieu à Bocuse

Se ne è andato “monsieur Paul” così ha annunciato poche ore fa ai francesi Gerard Collomb, ministro dell’Interno francese che ha ricordato come Bocuse fosse semplicemente la Francia.
E’ stato uno degli esponenti di spicco della Nouvelle Cousine, e ha mantenuto ininterrottamente dal 1965 le 3 stelle Michelin.
Tra i suoi piatti più memorabili come non ricordare la Spigola in crosta farcita con mousse di astice o la Poularde de Bresse en vessie – il pollo cotto nella vescica di maiale.
Era amico di Gaultiero Marchesi nonostante la sana rivalità che da sempre esiste in tutti i campi con i nostri cugini d’oltralpe.
La grandeur francese però oggi ha segnato un punto a suo favore, è venuto a mancare un grande di Francia e la notizia l’ha data il ministro dell’Interno.

“Monsieur Paul”died as he announced a few hours ago to the French Gerard Collomb, Minister of the Interior who recalled how Bocuse was simply France.
He was one of the leading exponents of the Nouvelle Cousine, and has kept the 3 Michelin stars uninterrupted since 1965.
Among his most memorable dishes do not remember “the sea bass stuffed with lobster mousse” or “the Poularde de Bresse en viesse” – the chicken cooked in the pork bladder.
He was a friend of Gaultiero Marchesi despite the healthy rivalry that has always existed in all fields with our cousins across the Alps.
The French grandeur, however, today scored a point in his favor, a great Frenchman came missing and the Minister of the Interior gave the news.

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Karla Gerard

KarlaGerardKarla Gerard è un’artista naif che vive a Waterville nello stato del Maine in America.
Ha iniziato ad amare la pittura e a dipingere fin da ragazzina e oggi che è una signora di mezza età continua a dipingere, e questa passione che ha coltivato da autodidatta l’ha portata ad essere una pittrice molto apprezzata a livello mondiale nel genere naif.
Ha uno stile unico e molto particolare in cui fonde mirabilmente l’arte popolare e l’astrattismo, utilizzando in maniera sapiente i colori, attraverso i quali riesce a trasmettere piacevoli sensazioni.
I suoi quadri parlano di un mondo magico, dove sicuramente tutti noi vorremmo vivere, un mondo che si mostra attraverso colori brillanti e una prospettiva intuitiva e molto personale che prevede tra le altre cose anche l’assenza di criteri definiti nelle proporzioni.
Nei suoi dipinti a ben guardare non manca alcun dettaglio e nei suoi paesaggi si viene trasportati in un mondo onirico fatto di alberi a forma di lecca-lecca o verso i ricordi della propria infanzia risucchiati lungo le spirali dei rami dei suoi alberi imponenti che riflettono il carattere ottimista dell’artista e la sua indubbia eccentricità.
Da anni vende le sue opere in tutto il mondo attraverso ebay.com ed etsy.com

Fanciful-Folk-Art-frontRecentemente ha pubblicato “Fanciful Folk Art” un bellissimo libro da colorare, che raccoglie 45 illustrazioni pronte per essere colorate.

Il libro è acquistabile su Amazon Fanciful Folk Art
Per maggiori informazioni su Karla Gerard:
Web site
Pagina Facebook

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White Musk / Muschio Bianco

Viaggiamonline .. questa settimana vi presento l’Irlanda – Galway

Galway, Cathair na Gaillimhe in gaelico, è una cittadina cosmopolita, amata da scrittori ed artisti e centro della cultura gaelica e della musica tradizionale che si trova nella omonima Contea.
Nel 2020 sarà capitale europea della cultura.
Una delle sue più famose attrazioni è il Salmon Weir Bridge, un ponte sul fiume Corrib dove da metà aprile ai primi di luglio si possono vedere giornalmente i salmoni che risalgono il fiume per andare a deporre le uova.
La sua maggiore notorietà le viene però per essere la città del Festival delle ostriche, che puntualmente si tiene ogni anno nel mese di settembre quando si possono gustare le prime ostriche della nuova stagione.
Lasciando il centro cittadino si può fare una bellissima passeggiata panoramica verso il sobborgo di Salthill, “Bóthar na Tra”, in gaelico che significa letteralmente “strada lungo il mare”.
Se la vostra vacanza non sarà breve vi consiglio di andare a visitare le Isole Aran, tre piccole isole rocciose (INIS MÓR la più grande, INIS MEÁIN e INIS OÍRR) situate all’imbocco della baia di Galway.
Si possono raggiungere via mare con i traghetti che partono tutti i giorni da Rossaveal, poco fuori Galway, o con i voli panoramici della compagnia Aer Arann, che utilizza piccoli aerei da 8 posti che sorvolano le isole in un viaggio panoramica che dura circa 35 minuti.
Ovviamente se volete viverle appieno è meglio usare il traghetto che vi permette di stare qualche ora sull’isola principale e perdervi tra la sua disarmante bellezza e fare un po’ di shopping andando a caccia dei famosi maglioni in lana di Arann.

Galway, Cathair na Gaillimhe ,in Gaelic, is a cosmopolitan town loved by writers and artists and center of Gaelic culture and traditional irish music, located in the homonymous County.
In 2020 it will be the European capital of culture.
One of its most famous attractions is the Salmon Weir Bridge, a bridge on the river Corrib where from mid-April to early July you can see daily the salmon that go up the river to go to lay the eggs.
Its greatest notoriety comes however to be the city of the International Oyster Festival which is held every year in September when you can taste the first oysters of the new season.
Leaving the city center you can take a beautiful scenic walk towards the suburb of Salthill, “Bóthar na Tra”, in Gaelic which literally means “road along the sea”.
If your holiday will not be short I recommend going to visit the Aran Islands, three small rocky islands (INIS MÓR the largest, INIS MEÁIN and INIS OÍRR) located at the entrance of the bay of Galway.
You can reach by sea with ferries who leave everyday from Rossaveal, just outside Galway, or with the scenic flights of the Aer Arann company, which uses small 8-seat aircraft that fly over the islands on a scenic journey that takes about 35 minutes.
If you want to know them better use the ferry that allows you to stay a few hours on the main island and get lost in his disarming beauty and do some shopping looking for the famous Arann wool sweaters.

Viaggiamonline .. questa settimana vi presento l’Irlanda – Connemara

White Musk / Muschio Bianco

Viaggiamonline .. questa settimana vi presento l’Irlanda
We travel online ..this week I introduce you to Ireland
Matkamme verkossa ..tällä viikolla Esitän sinut Irlanti

Ogni giorno per una settimana .. fotografie e curiosità sull’isola di Smeraldo
Every day for a week ..photos and curiosities on the Emerald island
Joka päivä viikossa .. kuvia ja uteliaisuuksia Emerald saarella

Ireland 1

Partiamo dal Connemara e dalle contee di Galway e Mayo situate nell’Irlanda occidentale.
Un panorama rustico, selvaggio per non dire aspro ma incantevole, una regione che è un vero deserto di pietra contornato da torba, ginestre, un mare di color quasi verde e un cielo vicino al blu.
E’ questa forse, la parte più romantica dell’Irlanda, da vivere con la dovuta calma.
Bellissima la Kylemore Abbey, e le cittadine di Clifden e Westport che si affaccia sulla scenario della Clew Bay quello che nel 1842 William Makepeace Tackeray l’autore di ” Vanity fair ” ebbe modo di descrivere come ” il più bello al mondo”, e forse aveva ragione.

We start from Connemara and the counties of Galway and Mayo located in western Ireland
A rustic landscape, wild not to say harsh but enchanting, a region that is a real stone desert surrounded by peat, brooms, a sea of almost green color and a sky near the blue.
This is perhaps the most romantic part of Ireland, to be lived with due calm.
The Kylemore Abbey is beautiful, than the towns of Clifden and Westport overlooking the scenery of Clew Bay that in 1842 William Makepeace Tackeray the author of ” Vanity fair ” described how “the most beautiful in the world” and maybe he was right.

Aspettando il 2018..

Il mondo dà di matto
le lacrime non si contano più
l’anno nuovo nasce già vecchio

Che il 2018 possa essere non dico “Fantastico” .. ma almeno accettabile!

Auguri!

 

Addio al maestro Gualtiero Marchesi

Gualtiero-MarchesiMourning in the world of Italian cuisine and not only, is died Gualtiero Marchesi.

Se ne è andato Gualtiero Marchesi, un artista nonché un uomo colto, il primo Chef italiano a tre stelle ma anche e soprattutto il “maestro” che ha segnato il prima e il dopo nella storia della cucina italiana.

La sua vita è stata da sempre legata alla gastronomia ed alla cultura del cibo e mai titolo fu più azzeccato di quel “Marchesi si nasce” per il suo libro edito da Rizzoli nel 2012.

Un cuoco che ha saputo primo tra tutti coniugare una visione di cucina totale che si regge non solo sul contenuto ma anche sul contenitore, il cibo, la tavola e il servizio, dove tutti questi elementi concorrono all’esperienza del cibo avendo ben chiare tre regole fondamentali a cui deve attenersi un cuoco: l’onestà, la pulizia, il rispetto.

E’ stato un autentico innovatore che ha reso internazionale la cucina italiana con piatti indimenticabili quali il trittico di piatti usciti nei primi anni ottanta: il riso oro e zafferano inventato nel 1981, il raviolo aperto del 1982, e la seppia al nero del 1983.

White Christmas – la canzone dei record

BingfilmUn giorno Philip Roth, uno dei più importanti scrittori ebrei in lingua inglese se ne uscì con questa frase: “ Dio diede a Mosè i dieci comandamenti e poi diede a Irving Berlin White Christmas ”.
Niente di più vero visto che questa canzone con cui il suo autore ha di fatto reinventato il Natale risulta essere quella più eseguita nella storia della musica registrata con oltre 500 versioni in 25 lingue diverse.
La versione di Bing Crosby, il giovanotto che fu chiamato “ il cantante del salotto” ha fatto registrare oltre 35 milioni di copie vendute in tutto il mondo a cui vanno aggiunte tutte le ulteriori utilizzazioni legate alle trasformazioni della registrazione elettrica in un arco temporale che va dal 78 giri alle suonerie telefoniche dei giorni nostri.
L’autore di questo successo planetario fu un ebreo russo che in origine si chiamava Israel Baline, nato nel 1888 a Temun in Russia, e arrivato a New York con la famiglia all’età di cinque anni.
Poverissimo, riuscì a farsi strada nel mondo della musica non prima di aver cambiato nome diventando quell’Irving Berlin che sfornò 812 composizioni di cui 451 capaci di scalare le classifiche del successo; è sua giusto per capire la portata del suo mix di “ genio e regolatezza ” la famosissima  Cheek to cheek.
White Christmas entrò per la prima volta nella classifica Usa il 3 ottobre 1942 e mantenne il primo posto per undici settimane consecutive, e vi rientrò per altri vent’anni, ogni anno nel mese di dicembre, arrivando a collezionare 38 settimane al primo posto e 86 settimane di presenze complessive.
Non è facile spiegare il successo di questa canzone con cui l’autore ha saputo in qualche modo catturare la quotidianità degli americani e forse la migliore spiegazione la si può trovare in una dichiarazione dello stesso autore che a proposito della bontà di una canzone affermava “ Una buona canzone incarna i sentimenti della gente e un autore di canzoni non è molto di più di uno specchio che riflette questi sentimenti ”, come dargli torto!

Libreria L’IPPOGRIFO Cuneo

Ci siamo, è partito il conto alla rovescia per la corsa ai regali da mettere sotto l’albero e come d’incanto il libro diventa uno degli oggetti tra i più gettonati perché tutto sommato se non si cercano “cose strane” con una cifra abbordabile ci si toglie il pensiero … e poi come spesso capita mentre lo scegliamo ci frulla in testa il più classico dei pensierini “ beh al massimo lo riciclerà” .. e sì perché il più delle volte si finisce per comprare il libro che avremmo scelto per noi stessi a meno che non si conoscano i gusti letterari della persona a cui è destinato.

Peccato che un libro venga visto ancora da molti italiani come l’ultima ratio con cui archiviare la pratica regali, in Italia si legge poco e proprio il Natale dovrebbe essere il momento più propizio per avvicinarsi alla libreria per il piacere di comprare un libro e non per togliersi alla veloce un pensiero.

A Cuneo per soddisfare le vostre o altrui esigenze letterarie troverete la libreria L’IPPOGRIFO con i suoi negozi di Corso Nizza e Piazza Europa, capaci di offrire un ventaglio di proposte decisamente ad ampio spettro.

Nel negozio di Corso Nizza a piano terra troverete le novità del momento oltre a libri di fiabe, raccolte di fumetti, le immancabili agendine Moleskine e i simpaticissimi calendari di Mafalda, mentre al piano superiore si spazia dai libri di cucina a quelli sui vini, dalle guide con itinerari di viaggio in Piemonte e nel mondo, a libri di nicchia come quelli che trattano di architettura, di psicologia o che raccontano degli orologi da polso che fanno la storia.

Tra la marea di libri che ho visto girovagando tra gli scaffali mi piace segnalare: Stretta la foglia larga la via – tutte le fiabe di Luigi Capuana “l’Andersen italiano” – Se sembra impossibile allora si può fare di Bebe Vio – una super edizione illustrata de “Il trono di spade” – un originalissimo “642 idee per disegnare” Easy Wine guida facile ai vini italiani – La rivoluzione del gusto di Stefania Corrado – La cucina delle feste di Gianfranco Vissani – “Orologi da polso” tutti gli orologi che fanno la storia – L’ombra della montagna, il nuovo libro di Gregory David Roberts autore di ShantaramBevi qualcosa Pedro di Tullio Solenghi – Madres de Plaza de Mayo di Cesare Bianco – Il FARINOTTI 2018 dizionario di tutti i film – Per te morirei di Francis Scott Fitzgerald, quello di “Tenera è la notte”Vietato dire non ce la faccio di Nicole Orlando – L’architetto dell’invisibile di Marco Marvaldi – Terre Alte di Walter Bonatti – Onde del mondo .. i 100 luoghi perfetti per il surf Opinioni di un altro clown di Lorenzo Beccati.

Doccia Gel

La lectio magistralis di Renzo Arbore

Questa sera Renzo Arbore con il suo “Indietro tutta 30 e l’ode” ha tenuto una vera e propria lectio magistralis sulla degenerazione a cui è andata incontro la tv in tutti questi anni dove l’improvvisazione vera è stata messa da parte per lasciare il posto a quella “finta”.

Rivedere gli spezzoni del suo “Indietro tutta” del 1987 hanno fatto capire quanto Arbore fosse avanti anni luce nel mandare in onda uno show dove imperava non solo l’improvvisazione ma anche la bontà dei testi scritti da autori capaci di fare il loro mestiere e di creare una sorta di fil rouge che trasformava un programma di intrattenimento a prima vista demenziale in un contenitore capace di dispensare spunti di riflessione per niente banali.

E poi che piacere rivedere una tv maliziosa ma mai volgare che senza ricorrere alle parolacce sapeva essere divertente ed arguta.

Questa sera Arbore con il suo ritorno in tv ha fotografato e immortalato quello che l’Italia è diventata in questi 30 anni, e il ritratto che ne  esce dalla tv nel frattempo diventata al plasma non può che trasmettere una malinconia infinita al solo pensiero dei Grandi fratelli e dei vari salotti dove vince chi la spara più grossa!

Ma il vero dramma di questa sera è che in fondo in fondo la tv che oggi ci viene propinata è lo specchio di quello che siamo diventati, un Paese dove la grazia,la compostezza, l’arguzia, l’educazione e la classe sono ormai solo un lontano ricordo.

E tutto ciò non può che trasmettere tanta tristezza!

 

Cucù .. Tavecchio non c’è più!

 

L’intervento di ieri sera del presidente del CONI Malagò nella trasmissione “Che tempo che fa“ condotta da Fabio Fazio su RAI1 non solo è sembrato essere una sorta di de profundis per il presidente della FIGC Tavecchio ma ha chiarito in maniera inequivocabile quel sottile filo che lega da sempre le vicende delle varie Federazioni sportive a quel CONI che più che un controllore sembra essere un vero e proprio co-protagonista nel bene e nel male delle vicende federali di ogni singola Federazione.

Il CONI è da sempre per le Federazioni quello che l’Europa è per l’Italia, non si può fare questo o quello perché non è conforme a quanto dispone il CONI e questa spasmodica ricerca delle pseudo conformità rende le Federazioni succubi dello strapotere politico che il CONI riesce ad esercitare nei momenti topici della vita federale, leggasi elezioni federali e scelte tecniche di primaria importanza.

Ma attenzione perché se l’Europa che vuole arrivare a contare quanti rotoli di carta igienica ciascuna famiglia italiana consuma in un anno è quella che oggi ha deciso a sorteggio dove assegnare le proprie istituzioni il CONI è l’organismo che ha permesso ad un Presidente Federale, il compianto Matteo Pellicone di rimanere per ben 33 anni al comando della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali.

Quella che il CONI può commissariare una Federazione solo in caso di: “irregolarità amministrative, non svolgimento dei campionati in caso di gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni nell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi, ovvero in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi, o nel caso che non siano garantiti il regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive nazionali” è una vera e propria barzelletta e l’ospitata di ieri sera del Presidente Malagò ha chiarito come il CONI possa attraverso i suoi canali persuasivi mettere il Presidente di turno nella condizione di dimettersi e non a caso oggi Tavecchio in conferenza stampa a parlato di pressioni indicibili sulla Lega Dilettanti per metterlo spalle al muro.

A dire il vero il Presidente Malagò è andato oltre, lanciando un vero e proprio siluro a Tavecchio annunciando davanti a milioni di telespettatori che il dopo Conte lo si è deciso a casa sua durante una cena a cui hanno partecipato Marcello Lippi, Tavecchio e il direttore generale della FIGC.

Malagò da Fazio ha raccontato come fu scelto Ventura : Lo scelse Lippi. Io e Tavecchio incontrammo Lippi a casa mia. Ci disse ‘ci sto, ma per dare una mano a tutto il sistema del calcio italiano, per fare il coordinatore tecnico di tutte le nazionali’. Trovammo l’accordo, ci stringemmo anche la mano. Sul tavolo c’erano i nomi di Ventura, De Biasi e Montella; Lippi chiese una settimana di tempo per incontrarli singolarmente. Dopo una settimana ci fu un nuovo incontro e Lippi disse che la scelta migliore sarebbe stata Ventura, il quale fu contattato e contrattualizzato”.

Poi “quando Ventura era già stato messo sotto contratto, sfumò l’accordo con Lippi. Così dovette rinunciare, e Ventura rimase senza il referente con il quale avrebbe dovuto confrontarsi”.

Per la cronaca l’accordo con Lippi sfumò per un codicillo del nuovo statuto dei procuratori che prevedeva che un procuratore imparentato con qualcuno in Federazione non potesse ricoprire alcun ruolo per cui di sicuro Lippi non sarebbe entrato in Federazione per togliere il lavoro a suo figlio.

Oggi puntuale è arrivata la precisazione di Lippi con cui afferma di non aver scelto lui Ventura smentendo di fatto la versione data da entrambi i presidenti.

Ma a questo punto credo che poco importi chi abbia scelto Ventura e ancor prima chi abbia permesso a Tavecchio di diventare presidente della FIGC, due più due fa ancora quattro e credo che gli sportivi ma non solo loro abbiano capito come lo sport sia sempre più nelle mani della politica e mi auguro che la batosta presa dal calcio italiano possa servire per fare una sorta di pulizia generale in tutto il mondo dello sport.

Ma vi sembra possibile che un codicillo abbia impedito a Lippi di diventare Direttore Tecnico della FIGC quando vi è un Presidente Federale tal Luciano Rossi, politico nel tempo libero, che presiede la Federazione Tiro A volo ininterrottamente dal 1993 e ha un’azienda che produce piattelli e li fornisce alla Federazione!

Il mondo dello sport è tutto da riformare perché in questo mondo non c’è possibilità per gli atleti di prestigio di arrivare a guidare una Federazione, ne sanno qualcosa Yuri Chechi “il signore degli anelli” battuto dal suo avversario che è in Federazione da 28 anni, o l’ex olimpionico di canoa Antonio Rossi e Norma Gimondi, figlia del grande Felice che sono stati battuti dai loro avversari entrambi presidenti di lungo corso grazie al fatto che per stabilire il quorum non si è tenuto conto delle schede nulle aggirando di fatto la norma che dal 2004   prevede che per essere riconfermati dal terzo mandato in poi i presidenti in carica devono superare il 55% dei consensi, e così 23 federazioni su 45 sono governate da un presidente in carica da ben più degli otto anni previsti.

Ma tornando al mondo del calcio chi lo ha governato in tutti questi anni ha delle responsabilità ben precise che vanno ricercate non oggi ma al contrario ben distribuite tra chi ha retto le sorti della FIGC negli ultimi 35 anni.

Trentacinque anni ( quelli che vanno dal 1980 al 2015 ) in cui alla governance della FIGC dopo l’era di Artemio Franchi si sono succeduti 6 presidenti: Federico Sordillo, Antonio Matarrese, Luciano Nizzola, Franco Carraro, Giancarlo Abete, Carlo Tavecchio e ben 5 commissari straordinari: Franco Carraro, Raffaele Pagnozzi, Gianni Petrucci, Guido Rossi, Luca Pancalli.

La prima considerazione che viene spontanea scorrendo i nomi di chi ha governato in tutti questi anni la FIGC è che tra di loro non vi è nessun giocatore o allenatore che sia.

Diventa quindi difficile pensare che in oltre 30 anni il governo del calcio italiano sia stato precluso a chi di fatto il calcio lo ha vissuto da atleta, allenatore o arbitro.

Possibile che giocatori del calibro di Rivera, Mazzola, Zoff, Tardelli o arbitri come il mitico Concetto Lo Bello o Collina non abbiano mai avuto una chance per provare a governare uno sport di cui sono stati importanti protagonisti in campo e fuori.

Qualcuno potrà dire che personaggi del calibro di Rivera e Mazzola siano l’espressione di un calcio che non c’è più ma forse varrebbe la pena provare almeno una volta a mettere un uomo di sport al posto di comando.

Uno sportivo capace di invertire rotta sull’impostazione da dare all’intero movimento e soprattutto in grado di mettere dei paletti ben precisi allo strapotere che i Club esercitano su quello che non è più uno sport ma uno Show business dove si gioca ogni due giorni e a tutte le ore del giorno: a pranzo, a merenda, all’apericena e dopo cena!

La Lega di A e di B sono entrambe commissariate perché i presidenti non trovano un accordo badando solo ed unicamente ai loro interessi, ai diritti televisivi e a quella sarabanda di acquisti senza senso di giocatori che sottraggono le risorse necessarie per valorizzare il settore giovanile.

I talenti, pochi per la verità, ci sono ma il vero problema del calcio italiano è che una squadra come la Juventus compra un giovane di talento come Bernardeschi per lasciarlo in panchina!

La Federazione deve avere la forza di andare oltre, creando lei stessa capillarmente tanti piccoli centri federali dove tutti i giovani possano accedervi gratuitamente, perché di questi tempi non tutte le famiglie hanno la possibilità di tirar fuori 350/500 euro per far giocare a calcio i propri figli.

Malagò ha detto che la FIGC sarà commissariata e allora auguriamoci che vista la figuraccia rimediata con la Svezia si abbia la decenza di ripartire non da una nomina politica o da un personaggio telecomandato ma da uno sportivo con la s maiuscola.

un giornalista in viaggio che non sopporta gli ombrelli