Il cinghiale e le sue pregiate carni sono i protagonisti della manifestazione che coinvolge l’intero centro storico di Suvereto, a cavallo tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre.
E’ una delle sagre più vecchie e più conosciute dalla Toscana, capace di attirare ogni anno migliaia di visitatori provenienti anche da fuori regione.
Si tiene da oltre 40 anni, grazie all’impegno delle associazioni e delle centinaia di volontari, organizzati dall’Ente Valorizzazione Suvereto (EVS).
Nata come “Sagra del Cinghiale”, si è affermata anno dopo anno sempre più come “SAGRA di SUVERETO”, anche per i risvolti di natura culturale ed artistico che la accompagnano.
E’ una festa dell’inverno e della caccia che celebra i sapori forti del cinghiale, con tutto ciò che lo accompagna: le pappardelle, la polenta, i fagioli, le olive, i sughi saporiti.
Ma si è anche nella stagione dell’olio nuovo e allora mentre sulla CAPPA arrostiscono quintali di bistecche, di salsicce e di rostinciana, lungo il percorso della Sagra si degusta il verdissimo olio extra vergine appena franto.
Il vero simbolo della Sagra è la CAPPA che troneggia alla confluenza tra le vie che portano al Chiostro, al Palazzo Comunale e alla Rocca, su questa capace griglia viene cotta la carne di cinghiale, rostinciane, salsicce e polenta arrosto.
Lungo l’intero percorso della Sagra sono disseminati punti ristoro dove si possono gustare un po’ di tutto: Banco delle bruschette, Banco dei ghiottoni, Banco delle zonzelle, Banco della castagne e del vin brulè.
In P.za San Martino vi sarà un punto ristoro volante dove poter assaggiare i piatti tipici della Sagra, cinghiale con olive, salsiccia all’uccelletto e cinghiale al cioccolato; mentre presso i due punti ristoro della Sagra: Il Ghibellino poco lontano dal Chiostro di San Fracesco e la Locanda la Rocca subito sotto la rocca Aldobrandesca sarà possibile gustare tutte le specialità del cinghiale alla carta oppure scegliere tra due menu fissi proposti a 15/20 euro cadauno.
Il primo menu prevede: Pappardelle al cinghiale, cinghiale in umido con olive nere, dolce locale e acqua minerale; il secondo: Antipasto di terra, Pappardelle al cinghiale, cinghiale in umido con olive nere, polenta, dolce locale e acqua minerale; il tutto volendo innaffiato con gli straordinari vini della Doc Val di Cornia.
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Candelara – 11° edizione di Candele a Candelara
Undicesima edizione per Candele a Candelara, la prima festa dedicata alle fiammelle di cera che per tre weekend dal 29 novembre al 14 dicembre animerà l’antico borgo medievale a due passi da Pesaro dove la luce artificiale verrà spenta (per due volte, di 15 minuti ciascuna alle 17.30 e 18.30) per lasciare il posto alla suggestiva atmosfera delle fiammelle accese.
Completamente rischiarata dalla luce delle candele, Candelara farà festa per l’intero weekend dalle 10 alle 21 con numerose iniziative.
La Via dei Presepi metterà in mostra le natività artigianali fatte con materiali diversi e provenienti da ogni parte d’Italia, mentre sarà possibile assistere alla preparazione dal vivo delle candele di cera d’api, proprio come avveniva nel Medioevo, insieme alla lavorazione di ferro battuto, vimini e legno.
Babbo Natale sarà presente nella sua Officina, dove i bambini potranno consegnare la propria letterina con i desideri da esaudire.
Quest’anno la festa si arricchisce di importanti novità, prima fra tutte “Bolliti d’Italia” un evento nell’evento dedicato ad un piatto tipico della tradizione natalizia contadina che a Candelara troverà la sua massima espressione con un mese intero dedicato a brodi, cappelletti e lessi di carne.
Un connubio tra gastronomia e tradizione che sarà proposto non solo all’interno della festa ma in una serie di ristoranti della zona per tutto il mese di dicembre.
Altra novità della festa, il Vicolo innevato, una piccola strada all’interno del Borgo dove sarà sparata neve artificiale e dove ognuno potrà ricoprirsi di soffice schiuma
Ci sarà anche un’intera banda musicale formata da 35 Babbo Natale; oppure i tradizionali suonatori con zampogne e cornamuse; completeranno il programma i canti natalizi del Coro polifonico Jubilate e la presenza di tanti artisti di strada (acrobati, giocolieri, cantastorie).
Ma perché Candele a Candelara?
Gli studiosi locali, raccogliendo comunicazioni orali tramandatesi nei secoli, indicano la leggenda secondo cui un signore di Pesaro, volendo costruire un castello in questa zona, fece accendere tre candele in tre posti diversi del borgo.
Nel luogo in cui non si fosse spenta, egli avrebbe poi costruito il suo castello, il nome di Candelara dunque deriverebbe proprio dalle candele che sono diventate dagli inizi di due secoli fa lo stemma del paese.
L’appuntamento a Candelara è per :
29-30 Novembre 2014
6-7-8 Dicembre 2014
13-14 Dicembre 2014
Zibibbo di Pantelleria – Ben Ryé di Donnafugata
E’ di questi giorni la notizia dell’inserimento nella World Heritage List della vite ad alberello di uva Zibibbo che caratterizza l’isola di Pantelleria, fatto che ha consentito all’Italia di essere il primo Paese capace di far iscrivere nella Lista dei patrimoni culturali dell’Umanità una pratica agricola, ottenendo un voto unanime da parte di tutti i 161 Stati che fanno parte dell’Unesco.
Lo Zibibbo di Pantelleria (il vitigno si chiama Moscato d’Alessandria) ha origini nordafricane ma sarebbe stata introdotta dai Fenici sull’isola, dove la coltivazione mantiene l’antico uso della vite “ad alberello“.
Giusto per festeggiare l’importante riconoscimento vi segnalo uno Zibibbo della tenuta Donnafugata che presenta anche una Edizione Limitata, dedicata agli estimatori di questo ottimo vino.
Ben Ryé
Tipo: Bianco Naturale Dolce-Passito di Pantelleria DOP
Gradazione: 14,5% vol.
Uve: Zibibbo (Moscato d’Alessandria). Allevamento ad alberello pantesco molto basso e all’interno di una conca, potatura tipica molto corta. Densità d’impianto 2.500 ceppi per ettaro e produzione di circa 40 q.li/ha. Terreno vulcanico, molto sciolto, ricco di minerali.
Complesso ed avvolgente, al palato è armonicamente dolce, morbido e fresco. Al naso regala note intense di albicocca e pesca, sensazioni dolci di fichi secchi e miele, erbe aromatiche, note minerali.
Straordinario vino da meditazione, è un compagno ideale mentre si legge un libro o si ascolta la musica, ma è anche un ottimo coronamento per una cena formale.
Particolarmente adatto per accompagnare formaggi erborinati o stagionati, foie gras, frutta secca, cioccolato, dolci a base di ricotta e pasticceria secca.
Va servito in calici a tulipano di media grandezza, con leggera svasatura, può essere stappato al momento. Ottimo a 14°C.
Ben Ryé 2008 Edizione Limitata
E’ il frutto della XX vendemmia a Pantelleria di Donnafugata, dedicata agli estimatori del Ben Ryé.
6.465 bottiglie sono state custodite nelle cantine aziendali per un affinamento più lungo e per regalare sensazioni insolite, ricercate e potenti, proprie dell’isola del sole e del vento.
Ben Ryè 2008 Edizione Limitata unisce alla sua proverbiale freschezza un bouquet siciliano, dove i sentori di albicocca fanno da letto a note di dattero, fico secco, carruba e note floreali.
Questa Edizone Limitata è particolarmente indicata per accompagnare non solo dessert ma anche primi piatti e portate principali dalla grande intensità gustativa come il piccione o formaggi di fossa.
Ben Ryé dall’arabo “Figlio del vento” deve il suo nome al vento che sull’isola di Pantelleria soffia fra i grappoli tutto l’anno portando con sé un carico di profumi molto intensi.
La prima annata è del 1989
Credits : Anna Pakula
Svezia – sulle orme di Camilla Läckberg per un “ Murder mystery tour “
Quale migliore occasione per iniziare a leggere il nuovo avvincente giallo di Camilla Läckberg “Il guardiano del faro” edito da Marsilio, che un weekend a Fjällbacka e dintorni.
Il piccolo villaggio, che ha visto i natali della scrittrice e dove sono ambientati tutti i suoi romanzi, è perfetto per una pausa all’insegna di tranquillità e relax.
Un viaggio nell’arcipelago di Fjällbacka, a soli 90 minuti di macchina da Göteborg, è da prendere in considerazione per ammirare i colori di una natura incontaminata, dove sembra che il tempo si sia fermato.
La zona offre un paesaggio unico d’isole rocciose, alcune disabitate, altre caratterizzate da piccole colorate case di legno con minuscoli porticcioli affollati di barche da pesca.
E proprio la pesca è una delle attività più affascinanti in questo periodo dell’anno grazie agli avventurosi safari di crostacei che fino ad aprile partono da questa parte di costa svedese.
Per gli amanti di Camilla è disponibile “Lackberg murder mystery“, un tour guidato che dura 45 minuti e mostra ai fan i luoghi esatti dove sono state ambientate molte delle scene raccontate nei suoi romanzi, e porta a conoscere la storia dell’arcipelago passata e presente attraverso aneddoti ed eventi.
Si può passeggiare nella zona di Backarna, dove vivono i due protagonisti la giornalista Erica Falck e il poliziotto Patrick Hedström, visitare la torre a Badholmen e continuare verso le gole di Kungsklyftan, teatro di diversi omicidi.
Il tour parte dalla piazza principale di Fjällbacka e si svolge ogni giovedi’ e sabato alle ore 14, tutto l’anno con prenotazione necessaria.
Anche i dintorni di Fjällbacka sono da non perdere: ad ovest c’è l’isola di Danholmen, il posto preferito dalla mitica attrice svedese Ingrid Bergman, che dal 1958 trascorreva le proprie vacanze su quest’isola definendola ’il mio posto sulla terra’.
Dopo la sua morte, nel 1982, le sue ceneri sono state sparse nelle acque intorno all’isola e nella piazza del paese che, in suo onore è stata rinominata piazza Ingrid Bergman, si erge una statua in sua memoria.
Pochi chilometri a nord, a Tanum, è possibile ammirare le incisioni nella roccia risalenti ad oltre 3000 anni fa e che fanno parte del Patrimonio dell’Unesco. Le incredibili incisioni dell’età del bronzo raffigurano navi, bighe, guerrieri, scene domestiche e di caccia.
Per chi ama i crostacei e le aragoste in particolare, i safari di pesca in questa stagione sono un must. Diversi safari partono da Everts Sjöbod a Grebbestad, da qui proviene il 50% di tutti gli astici svedesi, e con i due fratelli Karlsson, a bordo di un vascello di legno è possibile avventurarsi in un’eccitante battuta di pesca e concludere la giornata con una gustosa cena a base di astice nella rimessa delle barche.
Grebbestad è una tipica cittadina di pescatori della costa occidentale svedese, situata all’imbocco del canale che porta all’arcipelago di Fjällbacka.
A Fjällbacka si può pernottare allo Stora Hotellet, un esotico hotel con splendida vista sul mare e servizio eccellente, o al Bryggan situato a livello del mare, in un edificio del 1700 con un ristorante molto buono dove è consigliabile cenare.
Lontani dall’estate, e dalla folla di turisti che trascorre le vacanze in questo tratto di costa, quando la popolazione arriva a circa 25.000 presenze, è il momento adatto per mescolarsi ai circa 1000 cittadini che risiedono a Fjällbacka tutto l’anno.
Come arrivare
Per raggiungere Fjällbacka dall’Italia si vola su Göteborg via Copenaghen con SAS ogni giorno da diversi aeroporti italiani.
Il modo più veloce per arrivare da Göteborg a Fjällbacka è in macchina, noleggiandola in aeroporto, oppure in alternativa prendendo un treno fino a Uddevalla oppure fino a Dingle e da lì un autobus fino a Fjällbacka.
Il guardiano del faro
In una notte d’inizio estate, un’auto percorre a gran velocità la strada che collega Stoccolma alla costa occidentale. La donna al volante ha le mani sporche di sangue. Insieme al figlio, Annie sta fuggendo verso Gråskär, nell’arcipelago di Fjällbacka. Quell’isola scabra, con il faro bianco e la vecchia casa del guardiano dove crescono le malvarose, appartiene alla sua famiglia, ed è l’unico posto in cui lei si sente al sicuro, lontano da tutto. La leggenda popolare vuole che lì si aggirino gli spiriti dei morti, ma questo non la turba, anzi, in quel luogo così solitario, dove il suo sguardo può spaziare solo su scogli e mare salato, ad Annie piace pensare che i fantasmi siano rimasti per farle compagnia. Intanto, a Fjällbacka, Erica Falck è totalmente assorbita dai suoi gemelli di pochi mesi, tanto più che Patrik, da poco rientrato in servizio, è alle prese con un’indagine piuttosto spinosa: il dirigente del settore finanze del comune è stato ucciso nel suo appartamento con un colpo di pistola alla nuca. Il movente dell’omicidio sfugge e la vittima, che poco prima di morire aveva fatto visita ad Annie all’isola degli spettri, sembra essere stato un uomo dai mille segreti. Sfidando un muro di silenzi, la polizia di Tanum scava nel suo passato e trova un collegamento con un’associazione di sostegno a donne maltrattate. Una pista che permetterà a Patrik, sostenuto dal calore di una famiglia solida e sempre più numerosa, di portare alla luce i mondi calpestati di persone a cui la parola casa desta soltanto il ricordo di cicatrici, deboli ombre che solo nell’amore per un figlio possono trovare la forza per continuare la loro fuga dal dolore che annienta ogni emozione, da caos e distruzione.
L’antica leggenda svedese dell’isoletta di Gråskär, chiamata da tempi remoti Gastholmen, l’isola degli spettri, ha un ruolo ben preciso in questo romanzo, il settimo della serie che vede come protagonisti l’ispettore Patrick Hedstrom e sua moglie Erika Falck.
La Läckberg non si smentisce e scrive un altro bel thriller ambientato nel suo paesino natale, Fjallbacka in Svezia, un piccolo borgo di pescatori con 1000 abitanti ed una media di 2 omicidi al mese!
Tempo fa durante un’intervista Camilla ci scherzò su dicendo “Secondo un semplice calcolo – poiché in ogni libro vengono assassinate due persone, con una popolazione di 1.000 abitanti, dovrei scrivere 500 libri per far fuori tutto il paese…”
Ironia a parte, con questo romanzo Camilla in quanto a plot non ha nulla da invidiare a Uomini che odiano le donne del compianto Stieg Larsson fatto questo che la colloca sempre più ai vertici della classifica dei romanzieri scandinavi più gettonati accanto al già citato Larsson ed a Henning Mankell.
Camilla Läckberg è nata a Fjällbacka un piccolo paesino di pescatori il 30 agosto del 1974.
Pur essendo una scrittrice precoce, già a cinque anni scrive il suo primo racconto emozionante, sanguinario e fantastico, “Tomten” (The Santa Claus) la sua formazione scolastica non ha niente a che fare con la letteratura avendo studiato alla School of Business, Economics and Law di Goteborg.
Terminati gli studi si è trasferita a Stoccolma dove ancora oggi vive.
Ha lavorato come product manager presso Telia e Fortum, ma non soddisfatta del suo lavoro di economista decise di partecipare ad un corso di scrittura “The writing crime fiction “ e durante la partecipazione al corso iniziò a scrivere la trama di quello che sarebbe diventato il suo romanzo d’esordio “La principessa di ghiaccio”.
Il guardiano del faro è il settimo episodio della sua fortunata serie poliziesca che vede come protagonisti Erica Falck e Patrik Hedström.
I suoi romanzi sono in uscita in 55 Paesi con più di quindici milioni di copie vendute nel mondo e sono diventati anche una serie televisiva di successo, in Italia va in onda su laEffe.
Marsilio Editori – Collana Farfalle
Il guardiano del faro: La settima indagine di Erica Falck e Patrik Hedström (Farfalle)
Rotterdam – The Designing 007: Fifty Years of Bond Style
Fino al’8 febbraio 2015 il Museo Kunsthal di Rotterdam ospita la mostra “The Designing 007: Fifty Years of Bond Style” dove oltre 500 fra gadget, costumi, automobili “culto”, storyboard, sceneggiature e oggetti di scena regalano, insieme a numerosi frammenti cinematografici, una fantastica esperienza multimediale dedicata ai cinquant’anni di storia di James Bond.
Il Kunsthal sembra avere come slogan ‘Più ce n’è, meglio è’ visto che ogni anno riesce ad ospitare 25 nuove esposizioni, che coprono tutti i generi di espressione culturale, e non ha paura di essere nuovo, progressista e avventuroso.
C’è spazio per ogni genere di arte: antica, nuova e sperimentale, fotografia, design e qualunque altra cosa si possa immaginare. Proprio come molti altri musei a Rotterdam, il Kunsthal è un’attrazione architettonica in sé.
Rem Koolhaas, l’architetto che lo ha progettato ha scelto una superficie eccezionale di 3300 metri quadri e quindi vi è o spazio sufficiente per cinque esposizioni alla volta.
La mostra dedicata a Bond compre un arco temporale di 50 anni dal Dr. No del 1962 con Sean Connery a Skyfall del 2012 con Daniel Craig.
L’Agente 007 non è risultato essere unicamente un eroe del grande schermo catturando l’immaginazione degli spettatori ma ha lasciato anche un indelebile impatto nel mondo dell’arte, della musica, del fashion, della tecnologia, del lifestyle e del design.
La mostra è realizzata con materiale esclusivo proveniente dagli archivi della EON Productions ed è stata precedentemente presentata a Londra, Toronto,Shanghai e Melbourne.
Venerdì 28 novembre e venerdì 30 gennaio vi saranno due serate Cocktail con apertura della mostra dalle 17 alle 20 mentre il Kunsthal café rimarrà aperto fino alle 22 con musica; il biglietto d’ingresso sarà di 11euro, mentre per i biglietti acquistati dopo le 17 il Kunsthal offrirà una riduzione del 50% sul prezzo del primo cocktail che sarà di 3,50euro anziché 6,95euro.
La mostra attraverso una dozzina di sale a tema vi farà ripercorrere un viaggio lungo 50 anni attraverso 500 indimenticabili oggetti : dall’impeccabile “ white tuxedo “ indossata da Roger Moore in Octopussy (1983), alla Aston Martin DB5 di GoldenEye (1995), al bikini arancione indossato da Halle Barry in La morte può attendere (2002)
Sono disponibili il catalogo illustrato della mostra e la biografia di Ian Fleming.
La mostra è aperta :
dal martedì al sabato dalle 10 alle 17
la domenica e nei festivi dalle 11 alle 17
rimane chiusa il lunedì, il 25 dicembre e l’1 gennaio
Prezzi d’ingresso :
Adulti 11euro
Gruppi min.15 persone 8,50euro
Studenti <27 anni 6euro
Giovani da 6 a 18 anni 2euro
Bambini <6 anni gratis
MAINPORT HOTEL PACKAGE
Mainport Hotel essendo partner ufficiale della mostra su James Bond offre un interessante pacchetto che comprende colazione a buffet, 1 cocktail presso il bar “on the Rocks”, l’uso gratuito della Spa Heaven ubicata all’8° piano e il pernotto in una King-size City XL room per 79euro a notte per persona.
Per informazioni e prenotazioni: http://www.mainporthotel.com
Rotterdam
Una città dai tanti volti: una dinamica città portuale, una moderna città del divertimento, un’elegante città dello shopping e una vivace città degli artisti.
Ma Rotterdam è soprattutto la città olandese dell’architettura per eccellenza, dove l’innovazione ha un ruolo da protagonista e lo skyline cambia di continuo.
Tra i grattacieli di Rotterdam puoi fare di tutto, puoi dedicarti allo shopping, gustare piatti prelibati, visitare numerosi musei e attrazioni in centro e nei dintorni.
I principali musei della città e due dei musei più progressisti dell’Olanda, il Boijmans van Beuningen e il Kunsthal, hanno sede presso il Museumpark di Rotterdam.
In altre parti della città vi sono ulteriori musei e interessanti attrazioni, quali il museo della navigazione (Scheepvaartmuseum), la torre Euromast e la nave ss Rotterdam.
Dall’aeroporto arrivare in centro è facilissimo.
- In auto (Sixt) o in taxi: 10 min.
- Con RandstadRail (stop Meijerplein)+ Airport Shuttle (navetta numero 50): 15 min.
- Con le Airport Shuttle (navette numero 33): 20-25 min.
Intercity direct
Il treno Intercity direct di NS rappresenta il collegamento più rapido tra Amsterdam, Schiphol, Breda e Rotterdam, con due corse ogni ora, dalla mattina presto alla sera tardi.
- Amsterdam – Rotterdam: 41 min.
- Schiphol – Rotterdam: 27 min.
- Breda – Rotterdam: 25 min.
Un consiglio: acquistare la Rotterdam Welcome Card direttamente all’aeroporto.
La Rotterdam Welcome Card offre più del 25% di sconto in oltre 50 tra attrazioni, musei, locali e ristoranti di Rotterdam e l’utilizzo illimitato dei trasporti pubblici urbani (metropolitana, tram e autobus) per 1, 2 o 3 giorni.
Hanno ammazzato la Marinin
È la vigilia di Pasqua e Genova è sferzata da una pioggia battente. La redattrice e paleografa Nadia Morbelli, appena rincasata da un noiosissimo viaggio di lavoro, sta per prepararsi un meritato bagno caldo, quando improvvisamente nel palazzo salta la luce. Nadia non presta molta attenzione alla cosa, almeno fino a quando, tre giorni dopo, suona alla sua porta il commissario di polizia, il dottor Prini. Eh sì, perché proprio la sera in cui si stava rilassando nell’acqua bollente, sullo stesso pianerottolo, a pochi passi dal suo appartamento, è stata ammazzata nientemeno che la signora Assunta, la terribile e petulante vicina di casa, per tutti “la Marinin”. Curiosa e impertinente per natura, Nadia si incaponisce sull’omicidio e inizia a cercare indizi per conto proprio. E tra un salto alla bocciofila con le amiche, quattro chiacchiere al bar e lunghe conversazioni col commissario che assumono tutta l’aria di un flirt, comincia a individuare qualche pista davvero interessante…
Vi sono libri che si comprano perché attirati dalla copertina, questo è uno di quelli.
La copertina ha un qualcosa di vivace che invoglia all’acquisto, ma il contenuto ahimè non suscita lo stesso interesse e francamente definire l’autrice “ una nuova freschissima voce del giallo italiano “ mi sembra un tantino azzardato.
Nel complesso la storia c’è anche se è un po’ “molla “, tanto da non poterlo definire un giallo vero e proprio; l’autrice ha provato a presentare un affresco minuzioso di quella provincia ibrida che si divide tra Liguria e Piemonte soffermandosi più volte con dovizia di particolari sulle abitudini culinarie di questi luoghi.
Dal momento in cui si intuisce chi sarà il colpevole il libro diventa per certi versi quasi noioso e la fine giunge come una vera e propria liberazione.
Ho in libreria della stessa autrice “ Amin che è volato giù di sotto “ e “ La strana morte del signor Merello “ li ho acquistati entrambi ( questa volta ) non tanto per le copertine ma per dare un ulteriore chance a una giovane autrice, per ora li lascio decantare un po’ … verrà anche il loro tempo.
Nadia Morbelli è nata a Genova, dove si è laureata in paleografia e specializzata nello studio di manoscritti umanistici. Collabora con diverse riviste specialistiche sia nazionali che internazionali. È redattrice presso una piccola casa editrice ligure e vive tra Genova e il Basso Piemonte, da cui parte della sua famiglia proviene.
A sentire lei i momenti più belli della sua vita li trascorre in biblioteche polverose o viaggiando per il mondo.
Hanno ammazzato la Marinin è stato il suo romanzo d’esordio nel 2012, a cui hanno fatto seguito il sequel “Amin, che è volato giù di sotto” (2013) e “La strana morte del signor Merell “ (2014).
Giunti Editore
Giornata mondiale contro la violenza sulle donne – 25 novembre 2014
RMC verso la filodiffusione, NO grazie!
Acque agitate nei corridoi dell’emittente monegasca dove dalla ripresa della “regular season “ dopo la pausa estiva stanno circolando voci sempre più insistenti sulle difficoltà economiche che sembrerebbe attraversare il Gruppo Finelco, tanto da indurre qualche Cassandra che si aggira nei meandri della radiofonia meneghina a ipotizzare possibili ed imminenti tagli sul personale oltre ad un quasi inevitabile passaggio di proprietà entro il primo semestre 2015 della maggioranza delle quote azionarie ad un novello Tohir ( presumibilmente spagnolo ) con il pallino della comunicazione via radio.
Se questi rumors saranno confermati appare del tutto strano apprendere che ai piani alti di Largo Donegani gli scienziati della comunicazione che operano h24 nell’Ufficio Complicazioni Affari Semplici si accingano a mettere mano ad una vera e propria rivoluzione del palinsesto che dovrebbe far trovare agli ascoltatori sotto l’albero di Natale ( ma qualcuno ipotizza già dai primi di dicembre ) una radio quasi totalmente votata alla messa in onda di sola musica giusto per andare incontro a quanti amano il genere “ filodiffusione “ che per la cronaca vide la luce in Italia il 5 gennaio 1959.
Sul fatto che i responsabili di Radio Monte Carlo abbiano dilapidato negli ultimi dieci anni un patrimonio incredibile di ascoltatori è cosa risaputa e trova conforto nei dati forniti ciclicamente dalle indagini sulla rivelazione degli ascolti dove l’ex radio di Gran Class puntualmente perde consensi, come nel caso dell’ultima indagine relativa al periodo 18 giugno/30 settembre 2014.
Viene quindi da chiedersi se non sia il caso di lavorare per lasciare agli eventuali nuovi proprietari una radio fatta bene e al passo con i tempi piuttosto che un qualcosa che saprebbe di vecchio come la filodiffusione.
Ho scritto a più riprese da semplice ascoltatore che ritengo deleterio il lavoro che sta facendo chi dirige l’Ufficio Complicazioni Affari Semplici di RMC e se fosse vera la notizia di un imminente cambio di programmazione improntata verso una radio di solo musica mi viene spontaneo fare alcune riflessioni al riguardo non certo con la speranza che possano essere condivise ma giusto perché rimangano a futura memoria nella malaugurata ipotesi che il voltar pagina della radio porti ad un fuggi fuggi repentino e traumatico dei già pochi ascoltatori.
La radio rappresenta nella vita di tutti i giorni il più grande mezzo di comunicazione che si possa immaginare, in grado non solo di trasmettere ma anche di ricevere, capace di far sentire qualcosa all’ascoltatore ma anche di farlo parlare mettendolo di fatto in relazione con altri.
In tutti questi anni ha mantenuto il fascino di televisione senza immagini, capace di creare un rapporto duraturo con l’ascoltatore ( fatto molto importante da un punto di vista pubblicitario ) e con il grande pregio di poter essere ascoltata ovunque e in ogni momento della giornata, anche durante lo svolgimento di altre attività.
La radio è un insieme di voci e suoni, non è qualcosa di chimico ma piuttosto alchimia nel senso che ciò che esce dall’altoparlante o dalle cuffie non è una formuletta perfetta dettata dal cervello ma è anche e soprattutto qualcosa che nasce dal cuore.
A chi muove le fila a RMC consiglierei di dare una guardatina a una copertina del popolare “ Saturday Evening Post “ del 1922 che riporta il dipinto “ Listen,ma!” del popolare illustratore Norman Rockwell ( a lui è dedicata una mostra a Palazzo Sciarra a Roma fino a febbraio 2015 ) in cui la musica e il piacere di ascoltare ciò che viaggia nell’etere sembrano la cifra dominante dell’illustrazione.
Mi chiedo anche se i direttori di RMC abbiano ben chiaro chi siano i propri ascoltatori visto che tra il milione e 222 mila fedelissimi ormai rimasti, ben 1 milione e 51 mila persone hanno più di 25 anni e notoriamente si sa che il pubblico maturo preferisce la radio parlata al contrario di quello giovanissimo che predilige la sola musica.
Dispiace dover fare un analisi, che può apparire impietosa, di una radio che per rinnovarsi non trova di meglio che tarpare le ali agli speaker che verranno relegati ad un ruolo di robot pre-programmati a cui sarà concesso di annunciare il titolo del brano che andrà in onda e nulla più.
Quando si tocca il fondo del barile di solito le colpe vengono equamente distribuite tra quanti hanno contribuito, ciascuno per la propria parte, a generare il disastro; è fuor di dubbio che le responsabilità maggiori siano ascrivibili a chi ha retto il timone della nave che affonda ma anche l’equipaggio non è esente da colpe non fosse altro per non aver fatto nulla per far cambiare rotta ad una nave che prima o poi avrebbe incontrato sulla propria rotta la secca dove arenarsi.
Non a caso tempo addietro avevo definito l’emittente monegasca come una sorta di appezzamento di terra dove ciascun speaker coltivava il suo orticello, senza curarsi di ciò che avveniva al di fuori del proprio fazzoletto di terra e oggi che l’aria si fa pesante può non essere più così importante andare in onda affacciati sul porticciolo più bello d’Europa o far parte del ristretto numero di speaker “ che sanno solo loro fare la radio “ perché quando in gioco c’è il proprio posto di lavoro forse si capisce che c’era tempo e spazio per fare qualcosa prima …
Copenaghen – la magia del Natale
Di questi tempi l’aria fredda delle sere d’inverno della capitale danese si scalda di luci e decorazioni che illuminano gli abeti natalizi sparsi per la città.
A Copenaghen la magia del Natale è ovunque, e per immergersi nell’atmosfera, basta iniziare da Rådhuspladsen dove la prima domenica di Avvento viene illuminato il grande albero di Natale, per poi continuare la passeggiata lungo la celebre Strøget, la via pedonale più lunga del mondo, curiosando tra i negozi.
Nello showroom di Royal Copenhagen ad Amagertorv, ad esempio, alle bellissime porcellane, all’argenteria e ai pezzi in cristallo, si aggiunge ogni anno un nuovo piatto di Natale, che va ad arricchire la tradizionale collezione di piatti natalizi.
Dal 1963 ormai, ogni piatto è un pezzo di storia culturale danese, e ogni anno danesi e turisti non perdono la tradizione di passare da Royal Copenhagen per ammirare le tavole natalizie imbandite al primo e al secondo piano con il nuovo tema dell’anno. Non dimenticate di passare da Kongens Nytorv (la Nuova Piazza Reale), dove il venerando Hotel D’Angleterre, elegantemente decorato, domina sulla piazza, evocando il Natale di tanti anni fa.
In diagonale rispetto all’hotel si trova il Teatro Reale, palcoscenico delle produzioni natalizie realizzate dal Balletto Reale Danese.
A pochi passi dall’albergo si incontra Hviids Vinstue, un locale storico ed evocativo, che ha servito libagioni ai danesi fin dal 1723.
Ha finestre con il vetro piombato, travi molto scure, tavoli di legno consumati dal tempo e foto ingiallite con gli anni, che incuriosiscono nello stesso modo clienti vecchi e nuovi, qui si dice che si possa gustare il gløgg più buono della città.
Per una sosta golosa e curiosa è d’obbligo fare tappa nel negozio-fabbrica di caramelle Sømods Bolcher in Nørregade, dove oltre a poter acquistare caramelle natalizie con alberi di Natale, Babbi Natale e la scritta God Jul nel cuore della caramella, è possibile vedere la lavorazione dei dolcetti, infatti qui le caramelle vengono ancora fatte rigorosamente a mano!
Ma il momento più atteso è quello della visita agli imperdibili mercatini natalizi da scoprire passeggiando nei magici giardini del Tivoli, costeggiando le coloratissime casette lungo il porto di Nyhavn o perdendosi nella storia e nella scenografia di Kronborg, il noto Castello di Amleto poco fuori Copenaghen.
A Copenaghen è obbligatoria una tappa al Tivoli, una delle attrazioni più amate della capitale danese, per immergersi nello spirito natalizio e circondarsi della “hygge” danese.
Per farlo, basta poco: una passeggiata per il parco e una golosa pausa a base di “gløgg & æbleskiver”, caldo vino rosso speziato accompagnato da dolci paste servite con zucchero e marmellata. Chi ha un appetito più grande può assaggiare i piatti tradizionali del Natale in Danimarca al Madklubben, al Brdr. Price o al Kähler – per citare solo tre dei tanti ristoranti, bistrot e bar che affollano il Tivoli.
Soprattutto, è proprio Tivoli che ospita il mercatino di Natale più popolare di Copenaghen, quest’anno, le sue bancarelle di golosità e divertimenti saranno aperte dal 15 novembre al 4 gennaio.
Anche Nyhavn, la zona dei canali dove visse per diversi anni anche Hans Christian Andersen, ospita un mercato natalizio dal 14 novembre al 22 dicembre, dove curiosare tra le bancarelle alla ricerca di regalini, frittelle di mele, gløgg e altre delizie.
Non manca, infine, il mercatino di Natale più alternativo: quello che si svolge nella Grey Hall a Christiania;per due settimane, a metà dicembre, il mercato offre prodotti unici artigianali e un’atmosfera accogliente nel pieno della città libera di Christiania.
Qui di seguito segnalo una scelta di interessanti manifestazioni e mercatini di Natale da non perdere:
WeirdWalks’ Christmas tour vi offre l’opportunità di conoscere le vecchie e le nuove tradizioni natalizie in Danimarca, il tour parte alle ore 15:00 dalla piazza del Municipio e termina alla Chiesa del Nostro Salvatore.
Per informazioni su date e orari http://www.weirdwalks.dk/
Crazy Christmas Cabaret dal 5 novembre al 3 gennaio
Il pazzo cabaret di Natale… un gruppo di folli attori professionisti inglesi vi assicurerà un’indimenticabile serata di divertimento, fra scherzi, giochi di parole e canzoni, il tutto con la partecipazione del pubblico.
Lo spettacolo divertente di quest’anno ” One-eyed Willy and the Quest for the Big Chest” è rappresentato presso Glassalen, il teatro dei Giardini di Tivoli.
Mercatino natalizio a Nyhavn dal 14 novembre al 22 dicembre
Lungo il celebre canale della capitale danese, fitto di navi ancorate, troverete caffè, bar e ristoranti che offrono tradizionali spuntini e bevande. Il mercatino natalizio presenta più di 20 bancarelle.
“Lo Schiaccianoci” al Tivoli dal 20 novembre al 28 dicembre
Un entusiasmante spettacolo di Natale per tutta la famiglia è il tradizionale balletto basato sulle note di Ciaikovskij, che condurrà grandi e piccini nella magica e sorprendente atmosfera natalizia.
http://www.tivoli.dk/en/scene/2014/noeddeknaekkeren/
Mercatino natalizio a Højbro Plads dal 14 novembre al 23 dicembre
Højbro Plads, una delle più belle piazze su Strøget di Copenaghen, ospita un mercato di Natale danese con influenze tedesche. Alberi di Natale brillano con centinaia di ornamenti e un pupazzo di neve cicciottello fa la guardia all’ingresso.
Natale a Frilandsmuseet 29 – 30 novembre e 6-7 dicembre
Nel quartiere di Lyngby, il Frilandmuseet è un fantastico museo a cielo aperto fatto di 50 corti, case, giardini e mulini, alcuni dei quali risalenti a 200 anni fa. Nei fine settimana di dicembre il museo si veste a tema, ed è possibile rivivere le tradizioni natalizie dei secoli passati e incontrare le contadine che sfornano biscotti e cene di Natale.
http://www.frilandsmuseet.dk
Come arrivare a Copenaghen:
Potete raggiungere comodamente l’aeroporto di Copenaghen, con voli diretti SAS (www.flysas.it) dagli aeroporti di Milano Linate/Malpensa, Roma e Bologna, easyjet (www.easyjet.com) da Roma e Milano Malpensa e Norwegian (www.norwegian.com) da Roma.
Mentre volagratis offre proposte natalizie particolarmente interessanti con tariffe a partire da €280 per persona per volo + 3 notti.
Per maggiori informazioni:
http://www.volagratis.com/promo/danimarca_copenaghen/copenaghen.html



