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Nato a Savona, giornalista e autore, travel e food blogger, ama viaggiare, cucinare e non sopporta gli ombrelli. Ha scritto diversi reportage sui Paesi Nordici, soprattutto su Irlanda e Finlandia pubblicando le relative Guide di viaggio. I suoi libri sono pubblicati da : R.C.S. Libri, Fabbri, Sonzogno, De Vecchi editore, Sperling & Kupfer. Press office,Comunicazione,Pr - Attorno a un tavolo da pranzo non si invecchia mai. - Per chi vuole vederli ci sono fiori dapperutto, Henri Matisse - La definizione corretta di giornalista? - ” colui che non si lascia intimidire dal rapporto conflittuale fra stampa e potere “

Tali Yalonetzki – Tosya

Promozioni su La Feltrinelli.it

TaliTali Yalonetzki è nata nel 1983 in una piccola città dell’Ucraina chiamata Dragovich ma si è trasferita con la sua famiglia all’età di 7 anni e mezzo in Israele, dove attualmente vive a Tel Aviv.
Ha iniziato a dipingere e creare le sue illustrazioni fin da ragazzina e ha portato avanti la sua passione per la pittura e il disegno attraverso i suoi studi alla Bezalel Academy of Art & Design dove si è laureata nel 2009 con un BA in comunicazione visiva ed un master in illustrazione.
Predilige i pastelli ad olio e le matite colorate che le consentono di dipingere in maniera veloce.
Nei suoi dipinti si possono notare due stili completamente differenti, uno prettamente naif piuttosto infantile e con una vena umoristica e l’altro decisamente più realistico dove cattura interessanti momenti di vita di tutti i giorni.
Firma le sue opere con due differenti pseudonimi: quello di Tosya per le opere naif e quello di Tushtush per tutte le altre.

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Jesolo – Winx Worldwide Reunion dal 3 al 6 settembre

WINX WORLDWIDE REUNIONRainbow, la content company nota in tutto il mondo per le sue produzioni animate e multimediali, ha scelto la meravigliosa cornice di Jesolo (VE) per ospitare la “Winx Worldwide Reunion”, il più importante evento internazionale mai organizzato prima che avrà come protagoniste le fan di tutto il mondo delle magiche fatine Winx, la serie di animazione che ha ormai conquistato le bambine di tutto il mondo e che è in onda in più di 150 paesi.
Dal 3 al 6 settembre, per la prima volta, le fan delle magiche fatine e le loro famiglie si daranno appuntamento per un incontro internazionale che tingerà Jesolo di rosa e che porterà per le strade tutta la magia ed i valori positivi che accompagnano da sempre questa serie come amicizia, impegno e altruismo.
Un evento straordinario e senza precedenti: 4 giorni di festa in una magica location, tra mare, sole, estate.
Moltissime saranno le attività che coinvolgeranno le famiglie: dal magico Welcome Party, attività a tema Winx Story e Winx fashion mood con mini casting, laboratori creativi, prove di ballo e canto, proiezioni e revival dei più grandi successi del Winx Club e straordinarie feste a tema.
E per non perdere tutti gli aggiornamenti in tempo reale è sufficiente consultare il sito dedicato alla manifestazione http://www.winxreunion.com che man mano svelerà tutte le ultime notizie sulle “Winx Worldwide Reunion”.

Ma non finisce qui! La magica cornice di Jesolo diventerà una vera e propria Winx Destination pronta ad accogliere apprendiste fatine da tutto il Mondo, con accoglienza tematizzata negli hotel della città, menu a tema Winx in bar e ristoranti, un’atmosfera magica in tutta la città con fontane rosa, strade Glitter e polvere di fata.

Save the date: Winx Worldwide Reunion 3-6 Settembre Jesolo Venice.
L’evento più magico dell’anno sta per arrivare!
http://www.winxreunion.com

Salta la fila

Addio a Laura Antonelli … sogno erotico di una generazione

antonelli15Se ne è andata in silenzio, forse stroncata da un infarto, l’attrice italiana che più di ogni altra ha costituito il sogno erotico di una generazione.
Laura Antonaz (questo il suo vero nome) nata a Pola, attuale Croazia, nel 1941 dopo un’infanzia da profuga si trasferì in Italia insieme ad altri 300 mila istriani costretti a fuggire dalla ex Jugoslavia.
Diplomatasi a Napoli presso l’Istituto Superiore di Educazione Fisica si trasferì con la famiglia a Roma, dove dopo una breve parentesi come insegnante di educazione fisica cominciò a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo, dapprima furono fotoromanzi, alcuni caroselli e piccole parti in alcuni film, tra cui “Il magnifico cornuto” per la regia di Antonio Pietrangeli nel 1964.
Ma fu nel 1973 quando recitò il ruolo della cameriera nel film “Malizia” di Salvatore Samperi che Laura diventò un vera e proprio sex symbol grazie a una vestaglietta, succinta e ammiccante che la rese terribilmente sexy.
Malizia incassò al botteghino qualcosa come 6 miliardi di lire, quando un biglietto del cinema costava mille lire, e la bellezza prorompente di Laura attirò a lei i più importanti registi dell’epoca tra cui Giuseppe Patroni Griffi ( La divina creatura) e Luchino Visconti che la volle per il ruolo di moglie di Giancarlo Giannini ne “L’innocente”.
La sua interpretazione in “Malizia” le valse il Nastro d’Argento come migliore attrice protagonista e il Globo d’oro come miglior attrice rivelazione, ma soprattutto le consentì di spiccare il volo verso una carriera ricca di successi che la vide regina incontrastata della commedia sexy degli anni ’60 e ’70.
Negli anni ’80 continuò a recitare in film di cassetta, tra cui “Porca vacca”, “Grandi magazzini”, “Rimini Rimini”, “Roba da ricchi” e nella mini serie TV “Disperatamente Giulia” di Enrico Maria Salerno.
Poi nel 1991 vi fu il tentativo di dare un seguito alla pellicola che l’aveva resa famosa con la realizzazione di “Malizia 2000”, ma l’operazione commerciale si trasforma in un vero e proprio flop al botteghino e l’attrice, che si era nel frattempo sottoposta a un intervento di chirurgia plastica mal riuscito, cade in un forte stato di depressione.
Sempre nel’91 Laura viene coinvolta in una vicenda giudiziaria che la porta a essere rinchiusa nel carcere di Rebibbia per reati legati alla droga; mandata ai domiciliari (dopo pochi giorni) la sua vita da quel momento sarà segnata per sempre ( e poco importa se dopo la prima condanna a tre anni e sei mesi verrà completamente assolta nel processo d’appello dopo quasi dieci anni) e lei sprofonderà in un silenzio che la accompagnerà fino alla tragica scomparsa di oggi.
A quei pochi amici che in questi anni si sono prodigati ( a dire il vero vi fu una sorta di fuggi fuggi ) per starle vicino, tra cui Lino Banfi che lottò per farle ottenere il sussidio della Legge Bacchelli, lei rispose con una lettera in cui chiedeva di essere dimenticata!
Ma come si può dimenticarla!

Il cantautore Simone Cristicchi a dedicato a Laura Antonelli la canzone “Laura”  contenuta nel cd “Album di famiglia”, una canzone molto toccante in cui Cristicchi a modo suo denuncia come la Antonelli fu vittima del perbenismo.

Alcuni tra i suoi film più importanti:

La rivoluzione sessuale, regia di Riccardo Ghione (1968)
Venere in pelliccia, regia di Massimo Dallamano (1969-1975)
Il merlo maschio, regia di Pasquale Festa Campanile (1971)
Malizia, regia di Salvatore Samperi (1973)
Sessomatto, regia di Dino Risi (1973)
Peccato veniale, regia di Salvatore Samperi (1974)
L’innocente, regia di Luchino Visconti (1976)
Casta e pura, regia di Salvatore Samperi (1981)
Viuuulentemente mia, regia di Carlo Vanzina (1982)
Porca vacca, regia di Pasquale Festa Campanile (1982)
Sesso e volentieri, regia di Dino Risi (1982)
La venexiana, regia di Mauro Bolognini (1986)
Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo (1986)
Rimini Rimini, regia di Sergio Corbucci (1987)
Roba da ricchi, regia di Sergio Corbucci (1987)
Gli indifferenti, regia di Mauro Bolognini (1988) Miniserie TV
Disperatamente Giulia, regia di Enrico Maria Salerno (1989) Miniserie TV
L’avaro, regia di Tonino Cervi (1990)

 

Laura di Simone Cristicchi

Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a

Maresciallo buona sera
si accomodi alla festa
c’è il mio manager, il produttore
manca solo il regista
Laura nella sua vestaglia
sola come un cane beve
sopra il tavolo in salotto
una montagna di neve

Laura pazza, Laura ingenua
Laura povera drogata
Laura fragile, sensibile
alla gogna trascinata
Laura aspetta la sentenza
crocifissa sul giornale
condannata per dieci anni
ad impazzire

Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a

Cara Laura, forse è vero
è tutta colpa dell’amore
che riavvolgerà il destino
riscrivendoci il copione
ma se in ogni fotogramma
resti sempre la più bella
la tua anima è leggera
come un volo di farfalla

Mentre scorrono veloci
i titoli di coda
non è ancora troppo tardi
per riavere la tua vita
ora che cammini libera
e ti perdi tra la gente
con il nome di una donna
come tante

Lauraaa-aa-a

Bocciata #labuonapolitica di Renzi e del suo governo

bocciatoI risultati delle regionali di ieri nelle sette regioni chiamate al voto saranno ricordate per la Caporetto rimediata dal PD in Veneto e in Liguria, due regioni in cui il Premier Renzi e le sue ministre si sono spesi all’inverosimile in campagna elettorale per sostenere le due candidate Moretti e Paita.
Oggi a disfatta avvenuta, nel PD le voci parlanti del cerchio magico vicino a Renzi ( i vari Orfini, Guerini, Rosato e Serrachiani ) minimizzano dicendo che in fondo si tratta pur sempre di elezioni a valenza regionale e non politica, dimenticando che giusto in Veneto il Premier Renzi aveva promosso la candidatura della Moretti con un video in cui la scarrozzava in una macchina con lui alla guida e il messaggio lanciato era piuttosto chiaro: lei governerà il Veneto ma alla guida ci sono io!
A Renzi si sa non piace perdere e così non ha trovato di meglio che volare questa mattina di buon’ora in Afghanistan per evitare di dover commentare un risultato elettorale che vede lui e il suo governo ampiamente bocciato!
Il primo dato contro Renzi è che l’astensione dalle urne anziché diminuire è aumentata passando dal 64,13% delle regionali 2010 e dal 58,69% delle europee del 2014 al 53,90% di ieri, risultato che indica che ha votare non è andata la metà degli italiani chiamati alle urne.
Ma non era lui ad aver lanciato l’hastag #labuonapolitica che aveva lo scopo di riavvicinare al voto gli italiani, non era lui quello che si era detto convinto di andare a pescare con il Partito della nazione nell’elettorato del centro destra e del movimento 5 stelle? Beh da quello che si è visto al suo PD la missione non è riuscita per nulla ma anzi il PD rispetto alle elezioni europee dello scorso anno, quelle per intenderci con cui Renzi si era fatto Re forte del 40% raccolto, perde voti ovunque, non solo nelle regioni perse ma anche e soprattutto in quelle vinte.
Ieri sera Orfini, presidente del PD, imprudentemente si è lasciato andare a un euforico “abbiamo vinto”, ma forse si riferiva alla partita che stava giocando alla playstation con il Premier Renzi, perché a ben vedere i risultati ottenuti dalla lista PD in tutte e sette le regioni fanno registrare un calo di voti che ridimensiona totalmente il risultato delle europee e fa pensare che il PD sia tornato ai livelli di quando il partito era gestito da chi Renzi ha voluto rottamare.

A proposito di rottamazione c’è un aspetto molto interessante sul voto in Campania che fa capire come il Renzismo di fatto non abbia nulla di diverso rispetto al modo di fare politica della classe dirigente che l’ha preceduto; Renzi da una parte parla di rottamazione e dall’altra riesuma nientemeno un personaggio come Ciriaco De Mita che seppur con un modesto 2,34% del suo UDC consegna di fatto la vittoria a De Luca (disattendendo al fotofinish un accordo già siglato con Caldoro)  e quindi al PD di Renzi! ( De Luca 41,14 – 2,34= 38,80 * Caldoro 38,38 + 2,34= 40,72 ).
Vediamo nel dettaglio i risultati ottenuti dalla lista PD nelle sette regioni chiamate al voto:
LIGURIA
Il centrodestra ha vinto ottenendo con Toti il 37.71% mentre la candidata del PD Paita ha ottenuto il 27.83%.
La lista PD ha ottenuto il 25.63% (138.590 voti) contro il 28.35% (211.500 voti) delle regionali del 2010 e il 41.67% (323.728 voti).
In pratica il PD perde 73.000 voti rispetto al 2010 e 185.138 rispetto al 2014.
VENETO
Il centrodestra ha vinto ottenendo con Zaia il 50.08% mentre la candidata del PD Moretti ha ottenuto il 22.74% – un risultato con cui per dirla alla Renzi il presidente uscente Zaia ha completamente asfaltato la Moretti che a leggere i suoi tweet pre-voto pensava di vincere alla grande.
La lista PD ha ottenuto il 16.67% (307.942 voti) contro il 20.34% (456.309 voti) delle regionali del 2010 e il 37.52% (899.723 voti).
La lista PD perde 148.367 voti rispetto al 2010 e 591.781 rispetto al 2014.
TOSCANA
Il candidato del PD Rossi vince ottenendo il 48.03% seguito a sorpresa al secondo posto dal candidato della Lega Borghi che ottiene il 20.02%.
La lista PD ha ottenuto il 46.35% (614.406 voti) contro il 42.20% (641.000 voti) delle regionali del 2010 e il 56.35% (1.069.000voti).
Anche in questa regione proverbialmente rossa la lista PD fa registrare una perdita di 26.594 voti rispetto al 2010 e qualcosa come 454.594 voti rispetto al 2014.
MARCHE
Il candidato del PD Ceriscioli vince con il 41.07% precedendo il candidato del M5S Maggi che ottiene il 21.78%.
La lista PD ha ottenuto il 35.13% (186.357 voti) contro il 31.12% (224.897 voti) delle regionali del 2010 e il 45.45% (361.463 voti).
E anche in questa regione a trazione rossa la lista PD perde 38.540 voti rispetto al 2010 e 175.106 rispetto al 2014.
UMBRIA
La candidata del PD Marini vince con il 42.78% sul candidato del centrodestra Ricci che ottiene il 39.27%.
La lista PD ha ottenuto il 35.76% (125.777 voti) contro il 36.17% (149.219 voti) delle regionali del 2010 e il 49.15% (228.329 voti).
E così nella rossa Umbria la lista PD perde 23.442 voti rispetto al 2010 e 102.552 rispetto al 2014.
CAMPANIA
Il candidato del PD De Luca vince con il 41.14% sul candidato del centrodestra Caldoro che ottiene il 38.38%.
La lista PD ha ottenuto il 19.49% (443.092 voti) contro il 21.43% (590.000 voti) delle regionali del 2010 e il 36.12% (832.183 voti).
Anche qui la lista PD perde 146.908 voti rispetto al 2010 e 389.091 rispetto al 2014.
PUGLIA
Il candidato del PD Emiliano vince con il 47.10%, mentre per il secondo posto c’è una lotta all’ultimo voto tra la candidata del M5S Laricchia (18.40%) e   Schitulli (18.31%) della lista Fitto.
La lista PD ha ottenuto il 18.83% (316.204 voti) contro il 20.75% (410.395 voti) delle regionali del 2010 e il 33.58% (550.086 voti).
Anche qui la lista PD perde 94.191 voti rispetto al 2010 e 233.882 rispetto al 2014.

Olio di Argan

Da sempre l’analisi politica del risultato di una consultazione elettorale si fa in due modi: il primo attraverso l’ormai deprimente “teatrino della politica” con cui i politici si arrampicano sugli specchi per non ammettere la sconfitta (teatrino nel quale da ieri sera entrano di diritto i vari Orfini, Guerini, Rosato e Serracchiani); il secondo attraverso la conta dei voti che ciascun partito ha ottenuto in termini generali; per cui sulla base dei dati presenti online sul sito del Ministero dall’Interno alle ore 17.30 di oggi si può affermare che il PD ha perso 551.411 voti rispetto alle regionali del 2010 e 2.574.125 voti rispetto alle europee del 2014.
A conti fatti, credo che quando un partito nel giro di un anno perde qualcosa come oltre 2,5 milioni di voti non si possa in nessun caso parlare di una vittoria, ma semmai di una sonora sconfitta.
Questo risultato certifica la fine anticipata della luna di miele tra Renzi e buona parte degli italiani, nel breve spazio di un anno i cittadini hanno avuto tra le mani non il gessetto con cui Renzi ci ha impartito la sua lezioncina alla lavagna ma l’atavica matita copiativa con la quale hanno vergato nei suoi confronti una netta bocciatura.
Il miracolo del PD di Renzi e del Renzismo non esiste più, siamo ritornati al PD di Bersani e di quelle percentuali comprese tra il 20-30%.
Non poteva finire diversamente, Renzi ha sfidato il mondo della scuola e del lavoro, i pensionati, spesso arrivando quasi a ridicolizzare queste categorie per cui credo che ieri gli sia arrivata una sonora lezione e che sia in difficoltà nel metabolizzarla lo dice il fatto che oggi di lui ( sempre attento a dire la sua su tutto ) in Italia non c’è traccia!
Un suggerimento? Provi se ne ha il coraggio a farsi votare dagli italiani, si dimetta e lasci che siano i cittadini a decidere se possa essere un Re o un paggetto!

Renzi a casa? Domenica può essere #lavoltabuona

bacio1Le elezioni regionali che si svolgeranno domenica indipendentemente da quello che sarà l’esito del voto, che peraltro potrebbe riservare non poche sorprese, un messaggio forte ai cittadini ( soprattutto a quelli che guardano o guardavano a sinistra ) l’hanno già mandato non appena la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi terminata la conferenza dedicata agli “impresentabili” è stata oggetto di un attacco indiscriminato da parte di tutti gli esponenti del PD che compongono il cerchio magico che circonda il Premier Renzi.
Attaccare Rosy Bindi per difendere De Luca è un messaggio forte che non può testimoniare il segno della trasformazione del PD in un’altra cosa!
La pasionaria di Sinalunga del PD è stata bersagliata da tutti i parlamentari più vicini a Renzi, tra cui il presidente del partito Orfini, i vice segretari Guerini e Serrachiani, mentre il capogruppo del Senato Zanda è arrivato addirittura a definire l’operato della Bindi una “barbarie politica” prendendo a prestito da Berlusconi un termine a lui molto caro.
Ma l’elenco degli impresentabili non è null’altro che una goccia di aceto su una frittata che il Premier Renzi e il suo cerchio magico avevano già provveduto a cuocere a fuoco lento nel momento in cui erano scesi in massa in Campania per sostenere il candidato De Luca a cui Renzi, il sottosegretario Lotti e la ministra Boschi hanno riservato frasi del tipo: “Vincenzo De Luca è un amministratore straordinario”, “La candidatura di De Luca è autorevole, qualificata e assolutamente vincente”, “De Luca è una guida forte”.
La ministra Boschi a dire il vero si è spinta ben oltre le sue competenze e nella sua veste di ministro della Repubblica ha detto: “La sentenza della Cassazione nella sostanza non cambia nulla”, secondo la legge Severino “De Luca è candidabile ed eleggibile” sostituendosi di fatto alla magistratura.
Nel pomeriggio il Premier Renzi che a quanto sembra ha accusato il colpo ha risposto per le rime alla Bindi da Ancona dove stava chiudendo la campagna elettorale nelle Marche e durante il comizio elettorale ha detto che : “La Bindi con De Luca se la vedrà in Tribunale”.

White Musk

Ora mi chiedo quale rispetto abbia un Premier non eletto dai cittadini per chi comunque ricopre una carica istituzionale e svolge il suo ruolo nei dettami previsti dalla Costituzione; per quale motivo la Bindi dovrebbe vedersela in Tribunale con De Luca? Non stava forse svolgendo il compito che il Parlamento aveva assegnato alla Commissione antimafia, oppure il problema è dovuto al fatto che in quella lista sia comparso il nome di De Luca per cui il Premier si è speso molto in questa campagna elettorale?
Per la cronaca nel pomeriggio il presidente emerito della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri, interpellato dall’Agi sulle accuse di “violazione della costituzione” da parte dei renziani, ha spiegato che la Commissione e la Bindi hanno agito correttamente: “Si violerebbe la legge o la Costituzione se le indicazioni date fossero false, ma trattandosi di fatti veri e di carattere pubblico come sono gli atti giudiziari, non si fa che mettere i cittadini nelle condizioni di scegliere”.
Una cosa è certa, l’aria che tira in casa PD non è delle migliori e a un giorno dal voto cominciano a non quadrare più i conti a chi pensava di vincere alla grande questa tornata elettorale.
Di sicuro sul risultato finale avrà un ruolo molto importante l’astensionismo che potrebbe falsare non poco l’esito delle elezioni e parlare di eventuali dimissioni di Renzi in caso di un risultato deludente non è più in queste ore un fatto impensabile.
La vicenda degli impresentabili ha di fatto messo un timbro di valenza nazionale su queste elezioni a cui Renzi e il suo cerchio magico hanno sempre tentato di dare una valenza puramente amministrativa e quindi non politica.
E’ chiaro che nel momento in cui una tornata elettorale assume una valenza nazionale e quindi politica, cambia l’ottica con cui il cittadino deve ponderare l’importanza del suo voto.
Ecco quindi che i problemi regionali lasciano il posto a temi di politica nazionale e il voto di domenica potrebbe per molti cittadini significare un apprezzamento o meno su quanto il governo Renzi ha fatto o non ha fatto ( job acts, riforma della scuola, legge elettorale, ecc.).
Qualcuno pensa che si potrebbe profilare uno scenario simile a quello che toccò a Massimo D’Alema che da Presidente del Consiglio nel ‘2000 dopo la batosta rimediata dal centro sinistra nelle elezioni regionali del 16 aprile si vide costretto a recarsi al Quirinale per rassegnare le proprie dimissioni.
A dire il vero D’Alema quando si presentò in Senato, senza fare capriole dialettiche, senza nascondersi dietro la giustificazione del voto amministrativo e non politico, ammise la sconfitta riconoscendo l’insufficienza dell’azione del suo governo.
Il governo Renzi da quanto mi è dato leggere attraverso le migliaia di commenti (alcuni accompagnati da slogan piuttosto coloriti) postati dai cittadini sulla pagina facebook e sull’account twitter del Premier non mi sembra a naso che goda dello stesso gradimento manifestato in occasione delle elezioni europee per cui non resta che aspettare lo spoglio di domenica sera per capire se Renzi potrà continuare la sua corsa o dovrà preparare la valigia.

Il pallone bucato

pallone-in-reteLa recente operazione denominata “Dirty Soccer” condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha portato a una cinquantina di arresti, tra calciatori, allenatori, dirigenti e presidenti di club segna una ulteriore pagina buia di quel universo calcio che sembra ormai destinato a non uscire più dal tunnel in cui si è auto confinato.
L’Italia è squassata da nord a sud da fenomeni di corruzione ricorrenti che riguardano la politica e le istituzioni e chi governa il calcio non è riuscito a creare gli opportuni strumenti per mantenere il mondo del calcio esente dalle contaminazioni provenienti dall’esterno.
Il Premier Renzi è intervenuto sull’argomento a radio Rtl 102,5 definendo lo scandalo sulla Lega Proimbarazzante‘ e dicendosi ‘disgustato‘ ha commentato: “Ora basta con il fatto che personaggi di discutibile approccio governino il calcio a tutti i livelli. Faccio un appello alla Federazione, alla Lega, al Coni, restituiamo il calcio alle famiglie” e ancora “Sono disgustato, perché il calcio è anche un valore aggiunto per l’immagine di un Paese all’estero e negli ultimi anni c’è sempre uno scandalo che ci lascia senza parole. E’ arrivato il momento di cambiare totalmente il sistema, bisogna dare con chiarezza a certi personaggi del mondo del calcio un messaggio forte di stop. All’estero ci prendono in giro. Ora basta, basta con certi personaggi. Faccio appello alla Lega, alla federazione, al Coni. Rendiamo pulito il calcio italiano, è tutto un ‘magna magna’”.
Peccato che le scommesse siano il business migliore in termini di profitto per lo Stato, mentre il calcio è in pratica la terza maggior industria della penisola, basti pensare che in termini di PIL gli introiti per le scommesse rappresentano una percentuale superiore addirittura a quella generata dalla vendita di tabacchi e alcoolici.
Sono moltissimi i soldi del calcio che vanno allo Stato, e non solo attraverso le tasse e la gestione delle scommesse legali della Matchpoint Sisal.
Il sistema calcio in Italia finanzia il Coni e di conseguenza tutti gli altri sport nazionali, oltre al settore giovanile scolastico, attraverso il versamento di oltre 1.100 milioni di euro l’anno all’Erario.
Solo dalle scommesse lo Stato incassa in un anno una cifra variabile tra 1,5- 2 miliardi di euro (dati 2012) e nel 2014 i Monopoli di Stato hanno approvato la richiesta avanzata dalla Snai per poter accettare giocate sulle 167 squadre della quarta serie italiana e tale apertura del sistema scommesse nel campionato di serie D fu commentata dai propositori con la dichiarazione : “La sicurezza è garantita”.
Appare quindi del tutto evidente che lo Stato ha le sue colpe perché non ci si può scandalizzare a fatto avvenuto quando per fare cassa si è permesso di abilitare le scommesse nelle partite della serie D ben sapendo che le stesse non sono soggette a nessun tipo di controllo televisivo.

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Al tempo stesso chi governa il mondo del calcio ha delle responsabilità ben precise che vanno ricercate non oggi ma al contrario ben distribuite tra chi ha retto le sorti della FIGC negli ultimi 35 anni.
Trentacinque anni ( quelli che vanno dal 1980 al 2015 ) in cui alla governance della FIGC dopo l’era di Artemio Franchi si sono succeduti 6 presidenti: Federico Sordillo, Antonio Matarrese, Luciano Nizzola, Franco Carraro, Giancarlo Abete, Carlo Tavecchio e ben 5 commissari straordinari: Franco Carraro, Raffaele Pagnozzi, Gianni Petrucci, Guido Rossi, Luca Pancalli.
La prima considerazione che viene spontanea scorrendo i nomi di chi ha governato in tutti questi anni la FIGC è che tra di loro non vi è nessun giocatore o allenatore che sia.
Diventa quindi difficile pensare che in oltre 30 anni il governo del calcio italiano sia stato precluso a chi di fatto il calcio lo ha vissuto da atleta, allenatore o arbitro.
Possibile che giocatori del calibro di Rivera, Mazzola, Zoff, Tardelli o arbitri come il mitico Concetto Lo Bello o Collina non abbiano mai avuto una chance per provare a governare uno sport di cui sono stati importanti protagonisti in campo e fuori.
Qualcuno potrà dire che personaggi del calibro di Rivera e Mazzola siano l’espressione di un calcio che non c’è più ma forse varrebbe la pena provare almeno una volta a mettere un uomo di sport al posto di comando.
Il calcio attuale non è governato dai dirigenti sportivi ma dalle varie Leghe che rappresentano gli interessi delle società e di conseguenza trattano in materia di diritti televisivi e si permettono di spalmare le partite lungo l’intero arco della settimana.
Cosa fare? Abolire le scommesse nei campionati minori e questo se Renzi vuole veramente porre un argine al suo senso di disgusto lo può fare nell’immediato agendo sui Monopoli di Stato, se non lo farà al prossimo giro si ritroverà in mano un pallone bucato!

Vola in Danimarca con Albert

FanøSiete pronti a partire per un viaggio avventuroso in Danimarca con un simpaticissimo monello e i suoi scalmanati amici? Dal 18 giugno “Albert e il diamante magico” vi aspetta al cinema per vivere l’avventura strabiliante di un ragazzino vivace e scapestrato che decide di partire con i suoi amici alla ricerca di una mongolfiera e un diamante magico.
Volete vivere anche voi la fantastica avventura di Albert? Partecipate al concorso! Correte a vedere ALBERT presso uno dei The Space Cinema, conservate il biglietto e registratevi sul sito di Notorius, potrete così partecipare all’estrazione di un viaggio per 4 persone (2 adulti e 2 bambini) alla scoperta della Danimarca!

La Danimarca è un paradiso per le vacanze con bambini. È un posto incredibilmente sicuro, un paese tranquillo e rilassante dove potrete trovare in tutto il territorio alloggi family-friendly, ristoranti accessibili, servizi efficienti e personale accogliente.
Per chi nutre il desiderio di una vacanza in famiglia sia essa attiva oppure di totale relax la Danimarca, con le sue lunghe spiagge di sabbia finissima, le verdi foreste, la brughiera e le cittadine caratteristiche è sicuramente il luogo ideale. Dietro le dune si estende una caratteristica brughiera con percorsi che invitano a passeggiate a piedi, a cavallo o in bicicletta; numerose le opportunità per gli amanti della pesca e del golf. Inoltre, la Danimarca offre parchi divertimenti immersi nel verde, zoo safari, paesi acquatici e tante altre sorprese.
Legoland® il parco divertimento più celebre e conosciuto in tutto il mondo si trova a Billund nello Jutland ed è il primo e originale parco dedicato ai celebri mattoncini, nato nel 1968 rimane il più amato parco divertimenti per bambini, di età o di spirito, della Danimarca.

Nel cuore di Copenaghen si trovano i Giardini di Tivoli (www.tivoli.dk), il parco nato nel 1843 è un’area curata nei minimi particolari con giardini profumati da meravigliosi fiori, fontane dai bellissimi giochi d’acqua e palcoscenici all’aperto dove si susseguono spettacoli di ogni genere.
Ma la capitale danese è orgogliosa anche del proprio zoo (www.zoo.dk) con leoni, giraffe, foche e molte altre specie. Probabilmente la zona più popolare è la casa delle scimmie, lo zoo dei bambini e lo zoo notturno, dove il giorno si tramuta a notte.
Per i più avventurosi suggeriamo una gita al Knuthenborg Safaripark, dove gli animali scorrazzano in piena libertà all’interno di un meraviglioso parco, oppure al Løveparken, dove vivono oltre 1.000 animali di tutto il mondo.
Per gli amanti del mondo acquatico la scelta è ampia, da semplici acquari con spettacolari pesci tropicali a veri e propri centri acquatici di ricerca con ambientazioni sottomarine come il Nordsøakvariet, oppure il più recente Den Blå Planet vicino all’aeroporto di Copenaghen, il più grande acquario del Nord Europa con oltre 20.000 pesci ed animali marini provenienti da tutto il mondo.

Il film
“Albert e il diamante magico”, diretto da Karsten Kiilerich e distribuito in Italia da Notorious Pictures, racconta la storia di Albert un bambino intelligente e sfacciato che è molto temuto per i suoi scherzi in tutta la città. Quando distrugge accidentalmente la statua dell’eroe locale, il famoso capitano di mongolfiera Leopoldus, per risolvere il guaio che ha combinato, decide di partire all’avventura per diventare lui stesso un capitano!

Il libro
Il film d’animazione “Albert e il diamante magico” è tratto dal libro “Albert” dello scrittore e illustratore danese Ole Lund Kirkegaard, che ha realizzato anche i disegni e le tavole del romanzo. Uscito nel 1968, “Albert” è stato premiato l’anno successivo come miglior libro per bambini dal Ministero della cultura danese. In Italia è pubblicato insieme agli altri titoli dell’autore da Mursia.

L’autore
Ole Lund Kirkegaard (1940-1979) è nato ad Arhus (Danimarca) e per alcuni anni ha insegnato nello Jutland. Nel 1967 a scritto il suo primo libro per bambini, Lille Virgie, dando vita nel suo paese a quel filone innovativo della letteratura giovanile caratterizzato da un surrealismo fiabesco, tra l’umoristico, il paradossale e il grottesco. Il suo libro più famoso è Tarzan di Gomma (1975) scelto dall’UNICEF nel 1981 come il miglior libro per bambini. I suoi libri (13 in tutto) sono stati tradotti in 24 lingue e da alcuni di essi sono stati tratti dei film. Per Albert, Kierkegaard ha ricevuto nel 1969 il “Premio per il miglior libro per bambini” dal Ministero della cultura danese.

Il concorso
Partecipare è semplice: basta vedere ALBERT presso uno dei The Space Cinema, conservare il biglietto e registrarsi sul sito di Notorius (attivo dal 4 giugno) partecipando così all’estrazione di un viaggio per 4 persone (2 adulti e 2 bambini) alla scoperta della Danimarca.

Il primo premio comprende:

  • Viaggio aereo con voli in partenza dagli aeroporti di Milano e Roma
  • Noleggio auto per 4 giorni
  • Soggiorno per 3 notti in casa vacanze categoria “Classic Plus 4” presso Legoland® Billund Resort, Lalandia®
  • Resort Pass per tutta la durata del soggiorno con ingresso illimitato ai parchi divertimento di Legoland®, Aquadome, Monky Tonky e Givskud Zoo.

Concorso valido dal 18 giugno al 16 luglio 2015. Leggere il regolamento completo (sito attivo a partire dal 4 giugno).

30° Festa del Culatello di Zibello

Vini Cantina Dogarina

Zibellofesta30Zibello il borgo rivierasco del Parmense da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno ospiterà la 30° edizione della Festa del Culatello con cui celebrerà il suo straordinario prodotto tipico locale, “Sua Altezza” il Culatello.
Sarà sicuramente un’edizione storica e speciale che cade proprio nell’anno di Expo e che permette di festeggiare 30 anni di una storia fatta di centinaia di volontari, centinaia di migliaia di persone intervenute, decine di mesi di preparativi.
Una storia piena di successi che si è potuta realizzare grazie all’impegno di tanti uomini e donne che, senza chiedere nulla in cambio, si sono lungamente prodigati per il bene del paese.
Ma è anche la storia di un prodotto di eccellenza, dal nome quasi irriverente, che ha consacrato Zibello a livello mondiale.
E pensare che nel 1986 quando la manifestazione è nata per iniziativa dell’Amministrazione comunale doveva trattarsi di una delle tante feste di piazza organizzate per esaltare la buona cucina e fare quattro salti in musica, il tutto per salutare l’arrivo della buona stagione dopo i lunghi mesi invernali trascorsi tra gelo e nebbia.
Strada facendo è nata l’Associazione per la tutela del culatello di Zibello (formata da varie associazioni locali), il Culatello di Zibello ha ottenuto il riconoscimento della Dop e la kermesse si è allargata sempre di più arrivando ai risultati straordinari che oggi è capace di ottenere, richiamando migliaia e migliaia di persone tutti gli anni.
I volontari hanno subito l’inevitabile ricambio generazionale, così come sono cambiate le associazioni organizzatrici che si riuniscono in un comitato coordinato dalla Pro loco, ma non è cambiata però la sostanza, quella di una festa a tutti gli effetti, dedicata ad un prodotto attorno al quale Zibello, e la Bassa Parmense, hanno saputo costruire un successo internazionale.

Sotto alla grande tensostruttura di piazza Garibaldi (che permetterà il regolare svolgimento degli eventi anche in caso di maltempo), si potranno gustare il culatello Dop del Consorzio del Culatello di Zibello e degli Antichi Produttori del Culatello di Zibello e della Spalla Cruda di Palasone, oltre alle specialità preparate dagli allievi dell’Istituto Alberghiero “Magnaghi” di Salsomaggiore Terme, che con le loro professionalità nobiliteranno sicuramente il menu che verrà offerto durante la sagra.
La Scuola alberghiera di Salsomaggiore da quest’anno partecipa alla realizzazione della manifestazione occupandosi, per cinque serate, del servizio di sala e cucina dando vita nel “cuore” di Zibello a un vero e proprio “ristorante”.
Gli allievi opportunamente “orchestrati” dai loro chef e maitres d’hotel, hanno predisposto un gustoso menu che prevede ben cinque primi a base, ovviamente, di Culatello di Zibello.
Gli stand gastronomici, da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno, saranno aperti ogni sera dalle 19 alle 23, mentre da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno, anche a pranzo, dalle 11.30 alle 14.

Il Programma della manifestazione

Venerdì 29
Ore 18,00 Inaugurazione della 30° Festa del Culatello di Zibello
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 22,00 Gruppo musicale “Matrioska”

Sabato 30
Ore 17,00 Camminata di San Rocco ad Ardola
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 19,00 Gruppo musicale “Burrito Jazz”
Ore 21,30 Orchestra Spettacolo “La Storia di Romagna”

Domenica 31
Ore 9,00 Mercatino del Riuso in Contrada Pallavicino
Ore 11,30 Apertura stand gastronomici fino alle ore 14,00
Ore 16,00 Country Road Trecasali
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 21,30 Spettacolo de Le Sorelle Marinetti “La Famiglia Canterina”

Lunedì 1
Ore 16,00 Giullari itineranti
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 22,00 Dj Aladyn from Radio Deejay

Martedì 2
Ore 9,00 Apertura del Mercato in Contrada Pallavicino e Viale Caduti per la Patria
Ore 10,30 Giullari itineranti
Ore 11,30 Apertura stand gastronomici fino alle ore 14,00
Ore 19,00 Apertura stand gastronomici
Ore 21,00 Orchestra Spettacolo “Gigi Chiappin”

Durante l’intera manifestazione saranno inoltre presenti:
Luna Park per i bambini
Mostra degli attrezzi agricoli e hobbisti locali
Museo della Civiltà Contadina
Esposizione fotografica a cura di Giuseppe Galli “Viaggio tra i miei scatti”
Mostra di quadri di Elena Radisi “Il Po e i suoi paesaggi”
Mostra di quadri di Marzia Vitanza “Colpi di scena”

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Il menu della Festa :

Primi piatti
– Tagliatelle al Culatello
– Gnocchetti allo strolghino di Culatello
– Tortelli al Culatello e burro fuso
– Risotto al Culatello
– Mezze penne con vellutata di zafferano e culatello croccante

I primi piatti saranno preparati dagli allievi della Scuola Alberghiera di Salsomaggiore “G.Magnaghi”.

– Culatello D.O.P. a cura del Consorzio del Culatello e Antichi Produttori

– Panini al Culatello
– Melone
– Parmigiano Reggiano
– Patatine fritte
– Torta
– Sorbetto
– Birra chiara e rossa alla spina
– Acqua, vino, bibite
– Caffè e liquori

Iwona LIFSCHES

IwonaLifschesIwona Lifsches è una pittrice polacca, nata a Varsavia dove ha vissuto fino al 2006, anno in cui si è trasferita a Janderup in Danimarca, dove attualmente vive e lavora.
Per molti anni si è cimentata nel campo dell’arte sperimentando diversi stili, tecniche e mezzi.
Nel periodo di arte figurativa cercava di esplorare il colore, la luce, lo spazio, la composizione nelle scene che portano le gioie della pittura più vicine ad uno spettatore.
Le illustrazioni per i bambini, la sua seconda passione, la stavano portando al mondo delle fiabe e della fantasia, ma al tempo stesso ha notato che ognuno dei suoi quadri contiene molte delle caratteristiche tradizionali della pittura naif: colori vivaci, prospettiva infantile.
Si è così ritrovata catapultata nell’arte naif caratterizzata da una innocenza rinfrescante.
Le sue opere sono presenti in moltissime collezioni private in Europa e in America.

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