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Cento anni di Ugo Tognazzi – la voglia matta che non si spegne mai

Ugo Tognazzi, uno dei più grandi attori che il cinema italiano e mondiale abbia mai avuto nasceva a Cremona il 23 marzo di 100 anni fa
Ricordare la sua nascita è come riavvolgere la pellicola di un film con le immagini dei tanti personaggi a cui ha dato vita in un arco temporale che va dagli anni ’50 al 1990, anno in cui è prematuramente scomparso.
In quarant’anni di carriera nei suoi film ha messo a nudo con mirabile maestria i difetti dell’uomo comune e alcuni suoi personaggi sono entrati a far parte non solo della storia del cinema, ma anche della quotidianità, uno per tutti il conte Mascetti.
Il segreto del successo riscosso dai suoi personaggi è dovuto al fatto che come lui stesso ha raccontato in un intervista: “a queste macchiette faccio fare le cose che farei io nella vita”.
E’ stato molto amato dal pubblico per la sua innata simpatia e per quell’immagine di persona perbene che ha saputo sempre trasmettere e dalle donne che ne hanno esaltato la sua fama di grande tombeur des femmes; da parte sua non ha mai nascosto la passione per le donne e l’amore quasi viscerale per la cucina.
I suoi film a distanza di anni si vedono sempre con piacere e soprattutto non stancano mai, anzi il più delle volte sono di gran lunga preferibili alla normale programmazione della Tv e seppur datati sanno sprigionare una sorta di “voglia matta” che fa si che se ne incontri uno facendo zapping non puoi che continuarne la visione.

 

Ugo Tognazzi, one of the greatest actors that Italian and world cinema has ever had, was born in Cremona on 23 March 100 years ago
Remembering his birth today when he would have turned 100 is like rewinding the film of a movie with the images of the many characters he gave life to in a time span ranging from the 1950s to 1990, the year in which he prematurely passed away
In forty-year of career in his films he has exposed the defects of the common man with admirable skill and some of his characters have become part not only of the history of cinema, but also of everyday life, one for all the Conte Mascetti
The secret of the success of his characters is due to the fact that, as he himself told in an interview: “I make these specks do the things I would do in life”
He was much loved by the public for his innate sympathy and for that image of a decent person that he has always known how to convey and by the women who have exalted his fame as a great tombeur des femmes; for his part, he has never hidden his passion for women and an almost visceral love for cooking
His films after many years are always seen with pleasure and above all they never tire, indeed most of the time they are by far preferable to normal TV programming and even if dated they know how to release a sort of “mad desire” which means that if you meet one by zapping you can only continue the vision

Addio a Laura Antonelli … sogno erotico di una generazione

antonelli15Se ne è andata in silenzio, forse stroncata da un infarto, l’attrice italiana che più di ogni altra ha costituito il sogno erotico di una generazione.
Laura Antonaz (questo il suo vero nome) nata a Pola, attuale Croazia, nel 1941 dopo un’infanzia da profuga si trasferì in Italia insieme ad altri 300 mila istriani costretti a fuggire dalla ex Jugoslavia.
Diplomatasi a Napoli presso l’Istituto Superiore di Educazione Fisica si trasferì con la famiglia a Roma, dove dopo una breve parentesi come insegnante di educazione fisica cominciò a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo, dapprima furono fotoromanzi, alcuni caroselli e piccole parti in alcuni film, tra cui “Il magnifico cornuto” per la regia di Antonio Pietrangeli nel 1964.
Ma fu nel 1973 quando recitò il ruolo della cameriera nel film “Malizia” di Salvatore Samperi che Laura diventò un vera e proprio sex symbol grazie a una vestaglietta, succinta e ammiccante che la rese terribilmente sexy.
Malizia incassò al botteghino qualcosa come 6 miliardi di lire, quando un biglietto del cinema costava mille lire, e la bellezza prorompente di Laura attirò a lei i più importanti registi dell’epoca tra cui Giuseppe Patroni Griffi ( La divina creatura) e Luchino Visconti che la volle per il ruolo di moglie di Giancarlo Giannini ne “L’innocente”.
La sua interpretazione in “Malizia” le valse il Nastro d’Argento come migliore attrice protagonista e il Globo d’oro come miglior attrice rivelazione, ma soprattutto le consentì di spiccare il volo verso una carriera ricca di successi che la vide regina incontrastata della commedia sexy degli anni ’60 e ’70.
Negli anni ’80 continuò a recitare in film di cassetta, tra cui “Porca vacca”, “Grandi magazzini”, “Rimini Rimini”, “Roba da ricchi” e nella mini serie TV “Disperatamente Giulia” di Enrico Maria Salerno.
Poi nel 1991 vi fu il tentativo di dare un seguito alla pellicola che l’aveva resa famosa con la realizzazione di “Malizia 2000”, ma l’operazione commerciale si trasforma in un vero e proprio flop al botteghino e l’attrice, che si era nel frattempo sottoposta a un intervento di chirurgia plastica mal riuscito, cade in un forte stato di depressione.
Sempre nel’91 Laura viene coinvolta in una vicenda giudiziaria che la porta a essere rinchiusa nel carcere di Rebibbia per reati legati alla droga; mandata ai domiciliari (dopo pochi giorni) la sua vita da quel momento sarà segnata per sempre ( e poco importa se dopo la prima condanna a tre anni e sei mesi verrà completamente assolta nel processo d’appello dopo quasi dieci anni) e lei sprofonderà in un silenzio che la accompagnerà fino alla tragica scomparsa di oggi.
A quei pochi amici che in questi anni si sono prodigati ( a dire il vero vi fu una sorta di fuggi fuggi ) per starle vicino, tra cui Lino Banfi che lottò per farle ottenere il sussidio della Legge Bacchelli, lei rispose con una lettera in cui chiedeva di essere dimenticata!
Ma come si può dimenticarla!

Il cantautore Simone Cristicchi a dedicato a Laura Antonelli la canzone “Laura”  contenuta nel cd “Album di famiglia”, una canzone molto toccante in cui Cristicchi a modo suo denuncia come la Antonelli fu vittima del perbenismo.

Alcuni tra i suoi film più importanti:

La rivoluzione sessuale, regia di Riccardo Ghione (1968)
Venere in pelliccia, regia di Massimo Dallamano (1969-1975)
Il merlo maschio, regia di Pasquale Festa Campanile (1971)
Malizia, regia di Salvatore Samperi (1973)
Sessomatto, regia di Dino Risi (1973)
Peccato veniale, regia di Salvatore Samperi (1974)
L’innocente, regia di Luchino Visconti (1976)
Casta e pura, regia di Salvatore Samperi (1981)
Viuuulentemente mia, regia di Carlo Vanzina (1982)
Porca vacca, regia di Pasquale Festa Campanile (1982)
Sesso e volentieri, regia di Dino Risi (1982)
La venexiana, regia di Mauro Bolognini (1986)
Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo (1986)
Rimini Rimini, regia di Sergio Corbucci (1987)
Roba da ricchi, regia di Sergio Corbucci (1987)
Gli indifferenti, regia di Mauro Bolognini (1988) Miniserie TV
Disperatamente Giulia, regia di Enrico Maria Salerno (1989) Miniserie TV
L’avaro, regia di Tonino Cervi (1990)

 

Laura di Simone Cristicchi

Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a

Maresciallo buona sera
si accomodi alla festa
c’è il mio manager, il produttore
manca solo il regista
Laura nella sua vestaglia
sola come un cane beve
sopra il tavolo in salotto
una montagna di neve

Laura pazza, Laura ingenua
Laura povera drogata
Laura fragile, sensibile
alla gogna trascinata
Laura aspetta la sentenza
crocifissa sul giornale
condannata per dieci anni
ad impazzire

Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a
Lauraaa-aa-a

Cara Laura, forse è vero
è tutta colpa dell’amore
che riavvolgerà il destino
riscrivendoci il copione
ma se in ogni fotogramma
resti sempre la più bella
la tua anima è leggera
come un volo di farfalla

Mentre scorrono veloci
i titoli di coda
non è ancora troppo tardi
per riavere la tua vita
ora che cammini libera
e ti perdi tra la gente
con il nome di una donna
come tante

Lauraaa-aa-a