Galwayla cittadina irlandese amata da scrittori ed artisti, centro della cultura gaelica e della musica tradizionale ospiterà dal 27al 29 settembre 2024 la 70° edizionedel Festival Internazionale delle ostriche e dei frutti di mare.
Il più vecchio Festival al mondo dedicato alle ostriche fu lanciato nel settembre del 1954da Brian Collins, manager del Great Southern Hotel (oggi chiamato Hotel Meyrick).
Dal 1968 all’interno della manifestazione ha fatto la sua comparsa il Campionato mondiale di apertura delle ostriche(a cui partecipano concorrenti provenienti da più di 20 Nazioni ) che ogni anno decreta come vincitore chi riuscirà ad aprire nel minor tempo possibile 30 ostriche; il record mondiale (a tutt’oggi imbattuto) appartiene a Willie Morans che nel 1977 aprì le 30 ostriche in 1 minuto e 31 secondi, mentre il vincitore della prima edizione fu John Cummins con il tempo di 3 minuti e 34 secondi. The Galway International Oyster & Seafood Festival che porta tanta notorietà aGalway si tiene ogni anno nel mese di settembre quando si possono gustare le prime ostriche della nuova stagione.
La stagione delle ostriche inizia infatti a settembre, poiché la regola vuole che le ostriche migliori siano consumate nei mesi che hanno una ” r “ nel nome, e quindi da settembre ad aprile.
E’ il Festival ad hoc per chi ama le ostriche (quelle irlandesi sono particolarmente deliziose) per cui grandi scorpacciate di ostriche alla tartarae fiumi di birra Guinnessper chi deciderà di trascorrere l’ultimo week end di settembre a Galway.
Il programma del Festival prevede anche un interessantissimo Seafood Trailche consentirà agli amanti dei frutti di mare di assaggiarli nei principali ristoranti che hanno aderito all’iniziativa ( consultare la relativa cartina ).
Il successo del Festival è sancito dall’aver saputo richiamare durante le varie edizioni oltre mezzo milionedi visitatori che hanno consumato più di 3 milionidi ostriche innaffiate con fiumi di birra Guinness e Champagne.
Galway, the Irish town loved by writers and artists, center of Gaelic culture and traditional music, will host the 70th edition of the International Oyster and Seafood Festival from 27 to 29 September 2024.
The oldest oyster festival in the world was launched in September 1954 by Brian Collins, manager of the Great Southern Hotel (now called Hotel Meyrick).
Since 1968, the World Oyster Opening Championship (in which competitors from more than 20 countries participate) has made its appearance within the event, which each year decides as the winner who will be able to open 30 oysters in the shortest possible time; the world record (still undefeated) belongs to Willie Morans who in 1977 opened the 30 oysters in 1 minute and 31 seconds, while the winner of the first edition was John Cummins with a time of 3 minutes and 34 seconds The Galway International Oyster & Seafood Festival which brings such notoriety to Galwayis held every year in September when the first oysters of the new season can be tasted.
In fact, the oyster season begins in September, as the rule dictates that the best oysters are consumed in the months that have an “r”in their name, and therefore from September to April.
It is the festival ad hoc for those who love oysters (the Irish ones are particularly delicious) for which a large feast of tartare oysters and rivers of Guinness beerfor those who decide to spend the last weekend of September in Galway.
The Festival program also includes a very interesting Seafood Trail that will allow seafood lovers to taste them in the main restaurants that have joined the initiative (see the relevant map).
The success of the Festival is sanctioned by having been able to attract over half a millionvisitors during the various editions who have consumed more than 3 million oysters washed down with rivers of Guinness beer and Champagne
Quanti di voi hanno mai sentito parlare delle Isole Faroe? Se non le conoscete non è poi così strano considerato che non appaiono addirittura su alcune carte geografiche e quando ci sono vengono localizzate con alcuni puntini difficilmente riconoscibili a occhio nudo!
Se posso aiutarvi a immaginarle vi suggerisco di pensare a un paese con paesaggi mozzafiato, l’aria decisamente fresca e una cultura più che interessante.
Sono piccole e disperse nel mezzo del Nord Atlantico, ma è proprio la loro ridotta dimensione che consente al viaggiatore di esplorarle e viverle intensamente anche in un periodo limitato di tempo; sono facilmente raggiungibili con i nuovi voli diretti da Milano in sole 4 ore di volo.
Migliori isole al mondo
Qualche anno fa la rivista di viaggio americana National Geographic Traveler chiese a 500 esperti di viaggi di partecipare ad un sondaggio per trovare la miglior comunità di isole nel mondo; il sondaggio si basava sull’integrità del luogo e su quello che rende una destinazione unica.
Furono classificate ben 111isole differenti e le Isole Faroe raggiunsero il vertice della classifica come destinazione isolare numero uno al mondo e furono definite come: autentiche, incontaminate e con un’alta probabilità di restare tali a lungo.
Nel mezzo del Nord Atlantico troverete un paese in cui la natura è una selvaggia esplosione di verde che si perde in un oceanico abbraccio marino e dove la popolazione vive in un affascinante contrasto tra modernità e tradizioni culturali antiche.
In queste terre selvagge vivono 50milaabitanti e un esercito decisamente più numeroso di pecore, poi ci sono gli uccelli – un’incredibile varietà – pulcinelle di mare, sule e procellarie, che riempiono di colori e suoni incantati questo angolo di paradiso per i bird watcher che arrivano da ogni angolo del mondo per osservarli.
The smallest capital in the world Tórshavnè la più piccola capitale del mondo, ma capace di offrire tanti servizi, dagli hotel 4 stelle ai negozi di design locale, oltre a ottimi ristoranti che servono cibo a base di prodotti locali.
Molto caratteristica è la parte vecchia della città, Reyni, colorata dalle tante casette costruite in legno e con i tetti d’erba, che rendono il quartiere molto pittoresco; anche Tinganes, dove risiede il governo è un importante punto di riferimento per la capitale.
Per gli amanti dell’arte c’è da visitare il museo Listaskalin, con mostre permanenti di dipinti e arte faroese contemporanea, oppure la Casa del Nord, un centro culturale dedicato all’intera Scandinavia, dove regolarmente si svolgono concerti, spettacoli e mostre temporanee di pittura.
Le Isole Faroe dispongono di un’ottima rete di collegamenti interni, tramite strade, ponti e tunnel sott’acqua, che permettono al turista di visitare tutte le parti delle isole e di vivere il contrasto evidente che vi è tra la capitale e i villaggi di pescatori.
Bird watching
Tutta la costa ovest e in particolare l’isola di Mykines è un vero paradiso per gli amanti del bird watching, con migliaia di pulcinelle di mare, sule e molti altri uccelli marini che si possono ammirare da vicino, sostando sulle barche, facendo escursioni sulle maestose scogliere o semplicemente passeggiando nella natura.
Sulle Isole Faroe sono state identificate ben 300 specie di uccelli, dei quali un centinaio sono specie di uccelli migratori abituali del Nord Atlantico; in primavera e in autunno, periodi nei quali le Faroe sono la meta meno esplorata dai bird watcher, in realtà si possono ammirare alcune delle specie più rare.
Hiking
Non c’è niente di meglio di un’escursione tra i paesaggi mozzafiato, dove poter assaporare l la tranquillità e respirare l’aria chiara e pulita a pieni polmoni.
Pur essendo piccole, le Isole Faroe offrono tante opportunità di escursioni e gite, dai vecchi sentieri che collegano i piccoli villaggi, ai percorsi di montagna con vista sull’oceano, accompagnati dal canto degli uccelli e circondanti da pecore e manti di erba verde.
In primavera e in estate vengono organizzate una serie di escursioni giornaliere nell’area intorno a Tórshavn e Kirkjubø, e sulle varie isolette, con guide del posto esperte ed appassionate.
Tra le mete più gettonate e spettacolari vi sono: le alte scogliere di Djupini, la zona di Akraberg con il famoso faro sulla punta più a sud, e l’isola di Stóra Dímun, abitata da una solafamiglia, un’occasione unica per scoprire da vicino la vita della gente locale e godere del calore e dell’ospitalità che i Faroesi sanno riservare ai visitatori che approdano sulle loro coste.
Come arrivare
Le Isole Faroe sono comodamente raggiungibili in aereo, con voli diretti tutto l’anno dalla Danimarca, dall’Inghilterra, dall’Islanda e dalla Norvegia.
In estate Atlantic Airways opera anche un volo diretto da Milano Malpensa (4 h) una volta alla settimana, il sabato (dal 29 giugno al 28 agosto), da CopenaghenAtlantic Airways opera voli giornalieri, mentre da Billund ci sono da 2 a 5 collegamenti alla settimana, a seconda della stagione.
L’aeroporto di Vagar si trova a 56 km dalla capitale Thorshavn, situata sull’isola di Streymoy, e per raggiungere la città viene assicurato un servizio di pullman ogni ora; il biglietto, dal costo di 100 corone faroesi/13,50 € include la traversata in traghetto per l’isola di Streymoy.
Le Faroe sono raggiungibili ovviamente anche via mare: da Hirtshals, nello Jutland del Nord, ci sono collegamenti diretti 2 volte a settimana durante l’estate e una volta durante l’inverno, con il traghetto ” Norröna ” della compagnia Smyril Line ( 38 ore di traversata ); lo stesso traghetto naviga anche dall’Islanda alle Isole Faroe una volta a settimana durante l’estate.
Le foreste tropicali che ricoprono il territorio della Malesia sono considerate le più antiche del pianeta e in questo meraviglioso ecosistema vivono specie ancora ignote alla scienza.
Quello che vi aspetta nella regione di Sarawakè un viaggio emozionante, tra trekking mozzafiato e flora e fauna incredibili.
Grazie al clima tropicale e alle abbondanti precipitazioni troverete una vegetazione ricchissima, con una rara varietà di alberi, piante e fiori, comprese molte specie endemiche come la rafflesia, il fiore più grande del mondo, che può raggiungere fino a 1 m di diametro.
In questo paradiso tropicale trovano ospitalità 2.000 diversi tipi di alberi, 5.500 specie vegetali, migliaia di esemplari di felci e orchidee, mentre si contano 7.000 differenti insetti, 1.200 specie di uccelli, 10 diverse varietà di scimmie, 290 razze di mammiferi e migliaia di farfalle.
Di seguito vi segnalo i più importanti parchi naturalie il Sarawak Cultural Village dove potrete fare una full immersion nelle diverse culture di questa regione.
Gunung Mulu National Park
Decretato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanitànel 2000, è il più grande ed imponente Parco nazionale del Sarawak, si trova vicino al confine con il Brunei e vanta una foresta pluviale incontaminata, dove dominano picchi calcarei e maestose grotte.
Tra le grotte più spettacolari ci sono la Wind, la Clear e la Deer Cave, dalle quali, verso sera, vengono fuori migliaia di pipistrelli. Bako National Park
Il parco, situato nella penisola di Santubong a nord di Kuching, si estende per 2.728 ettari tra le foci dei fiumi Sarawak e Bako, una zona di grande bellezza, con coste orlate da mangrovie e promontori rocciosi interrotti solo da candide spiagge.
E’ il posto migliore per avvistare la nasica, rarissima scimmia con la proboscide, e per poter osservare il Nepente. Gading National Park
Situato nell’estremità occidentale del Sarawakil Gading National Park annovera come sua principale attrazione la Rafflesia, il fiore più grande del mondo, simbolo del Sarawak. Similajau National Park
Un parco nazionale, a nord est di Bintulu, con alcune delle spiagge più belle del Sarawak. Niah National Park
A metà strada tra Bintulu e Miri il Parco ospita imponenti grotte al cui interno vengono raccolti i nidi di rondine impiegati nella prelibata zuppa cinese. Kubah National Park
Si estende su una serie di colline calcaree a meno di un’ora dalla capitale Kuching. All’interno del parco, percorsi di trekking attraverso la fitta foresta tropicale conducono ad una vista panoramica del paesaggio circostante e della costa sud-occidentale del Sarawak. Peculiare la presenza delle più varie specie di palme ed orchidee.
All’interno di questo parco si trova il Matang Wildlife Centre, il più importante del Sarawakper la salvaguardia e il reinserimento nel loro habitat di animali cresciuti in cattività, in particolare dei giovani oranghi. Tanjung Datu National Park
Situato all’estremità sud-occidentale del Sarawak, è il parco nazionale più piccolo del paese: al largo di questo lembo di costa, un vero paradiso ecologico per le tartarughe che qui vengono a deporre le uova, si trovano barriere coralline multicolori tra le più belle del Sarawak e meravigliosi fondali. Loagan Bunut
Raggiungibile da Miri, è il più vasto lago naturale del Sarawak, caratterizzato da un ecosistema in continua trasformazione è un paradiso assoluto per gli amanti del birdwatchinge un’occasione da non perdere per visitare le longhouse, i villaggi dei Berawan e scoprire i metodi di pesca tradizionali praticati dalla popolazione locale. Lambir National Park
Probabilmente la foresta tropicale che presenta la più alta diversità biologica al mondo: innumerevoli varietà di piante e fiori, oltre a 157 diverse specie di uccelli. All’interno del parco si trovano splendidi percorsi di trekking, una torre panoramica, laghetti e cascate, il tutto a soli 30 minuti da Miri. Batang Rejang
Il grande fiume costituisce l’arteria principale per il commercio con l’entroterra per l’intero Sarawak. Il periodo migliore per compiere un viaggio sul fiume è tra maggio e giugno durante il Gawai, la cerimonia del raccolto dei Dayak. Sarawak Cultural Village
Ai piedi del leggendario monte Santubong, di fronte al Mar della Cina Meridionale, vi aspetta il villaggio culturale del Sarawakcon la sua tradizionale calda ospitalità.
Qui avrete la possibilità di condividere le attività delle maggiori culture del Sarawak, come i giochi, le arti, il cibo e la musica, mentre nel moderno teatro si alternano spettacoli di danza delle varie culture locali.
Emma Davis è nata nel 1975 in Scozia in una famiglia di artisti.
Ha studiato Arte contemporanea e pittura per quattro anni alla Scuola d’Arte di Glasgow dove si è laureata nel 1998.
Ha esposto le sue opere in molte gallerie d’arte della Scozia e nel 1999 ha vinto il Alexander Graham Munro Travel Award, assegnato dalla Royal Scottish Society of Painters in Watercolours (RSW).
Nel 2002 Emma Davis ha vinto il Sir William Giles art award alla RSW nella annuale esibizione.
Ha vinto numerosi altri premi durante le varie mostre tenute attraverso il Regno Unito. Emma Davis dei suoi dipinti dice : “ Io da sempre amo I paesaggi della Scozia e sono cresciuta circondata dalle bellezze del mio Paese. Le mie opere esprimono la mia personalità e le mie emozioni verso particolari zone della mia Scozia, la tonalità della luce e dei colori che vedo intorno a me influenzano ciò che dipingo ogni giorno”.
Emma Davis was born in 1975 in Scotland into a family of artists
She studied contemporary art and painting for four years at the Glasgow School of Art where she graduated in 1998
She exhibited her works in many Scottish art galleries and won the Alexander Graham Munro Travel Award in 1999, awarded by the Royal Scottish Society of Painters in Watercolors (RSW)
In 2002 Emma Davis won the Sir William Giles art award at RSW in the annual performanceShe has won numerous other awards during various exhibitions held across the UK Emma Davis of her paintings says: “I have always loved the landscapes of Scotland and I grew up surrounded by the beauties of my country. My works express my personality and my emotions towards particular areas of my Scotland, the tone of light and the colors I see around me influence what I paint every day “
Jo Grundy è nata e cresciuta in una fattoria nel West Berkshire e queste sue origini le hanno dato un amore per la natura e il paesaggio inglese che ha voluto trasmettere agli altri nei suoi dipinti con cui ritrae talvolta in maniera stravagante il mutare delle stagioni del paesaggio inglese.
Nei primi anni ottanta ha studiato grafica al Berkshire College of Art and Design, poi ha lavorato come designer per circa 14 anni prima di avere i suoi due figli.
Dopo essersi dedicata alla crescita dei figli, ha iniziato il suo percorso artistico creando dei biglietti di auguri fatti in casa per poi passare a sviluppare il suo stile di pittura.
Nei suoi dipinti utilizza una tecnica mista che la porta ad utilizzare anche carta, colla e perline per creare opere particolarmente decorate.
Recentemente ha sviluppato ulteriormente il suo stile, utilizzando solo vernice acrilica e in modo particolare una specifica marca di vernice chiamata Jo Sonja da Chroma che può essere utilizzata indifferentemente su svariate superfici tra cui legno e vetro, ma anche molto bene su carta e tela.
La sua vena artistica trae ispirazione dalle stagioni sempre mutevoli del paesaggio inglese che ama rappresentare attraverso i suoi caratteristici piccoli cottage che si annidano tra dolci colline e circondati dalla fauna selvatica, fiori e uccelli.
La sua stagione preferita è l’inverno e spesso e volentieri i quadri che ha in lavorazione vengono venduti prima di essere finiti.
Solitamente vende le sue opere online, attraverso siti specializzati, e suoi dipinti sono presenti in collezioni in tutto il mondo.
Ha una gamma di oltre 50 immagini in licenza per la realizzazione di biglietti di auguri, stampe e kit di punto croce.
Jo Grundy was born and raised on a farm in West Berkshire and her origins have given her a love for nature and the English landscape, which she wanted to convey to others in her paintings which sometimes extravagantly portray the changing seasons of the English landscape
In the early eighties he studied graphics at Berkshire College of Art and Design, then worked as a designer for about 14 years before having her two childrenIn her paintings he uses a mixed technique that leads her to also use paper, glue and beads to create particularly decorated works.
Her artistic vein draws inspiration from the ever changing seasons of the English landscape that he loves to represent through his characteristic little cottages nestling among rolling hills and surrounded by wildlife, flowers and birds.
She usually sells her works online, through specialized sites, and his paintings are present in collections all over the world.She has a range of over 50 licensed images for making greeting cards, prints and cross stitch kits
L’artista Barbara Marchi molto gentilmente mi ha invitato alla festa in Arte e colore che si terrà oggi pomeriggio per festeggiare il compleanno dei 5 anni di attività del suo laboratorio d’arte BAM
Ringrazio Barbara per l’invito ma per impegni assunti in precedenza non potrò presenziare, ma questo mio post vuol essere un augurio per il prosieguo della sua attività! 5 anni sono l’età in cui un bambino inizia a pensare che di lì a poco prenderà il volo iniziando ad andare a scuola
Auguro a Barbara e al suo Laboratorio che nel frattempo è diventato anche una galleria d’arte di poter spiccare il volo verso nuovi e sempre più entusiasmanti successi e riconoscimenti
Un grande abbraccio
Venerdì 19 Novembre dalle ore 18.00
Artist Barbara Marchi very kindly invited me to the party in Art and Color to be held this afternoon to celebrate the 5 years of activity of her BAM art workshop
I thankBarbara for the invitation but for commitments made previously I will not be able to attend but this post of mine is intended as a wish for the continuation of her business! 5 years are the age at which a child begins to think that soon she will take off and start going to school
I wish Barbaraand her Laboratory, which in the meantime has also become an art gallery, to be able to take off towards new and increasingly exciting successes and awards
A big hug
Friday 19 November from 18.00
Barbara Marchi nasce nel 1972 nel centro storico della “Dotta“ Bologna ( per la sua Università, l’Alma Mater Studiorum, fondata nell’anno 1088, nonché prima Università del mondo occidentale)
Inizia a disegnare, dipingere ed a cibarsi di arte e cultura ancora prima di saper scrivere il suo nome per poi frequentare il Liceo Artistico e l’ Istituto Superiore per le Industrie Artistiche con indirizzo Design ceramica
Partendo dallo studio dell’arte della ceramica e del design contemporaneo si avvicina alla sua vocazione artistica “ il mondo materico della pittura “ e dopo diverse sperimentazioni con tecniche e materiali diversi arriva alla tecnica che la consacrerà come artista, ovvero l’utilizzo dello stucco spatolato su tela
Ecco quindi che un materiale povero come lo stucco diventa il vero e proprio protagonista di questa geniale artista che lo spalma su tutta la tela per poi lavorarlo con dita e spatola arrivando a creare una “pittoscultura” che grazie all’uso degli acrilici fa emergere una espressione cromatica perfetta dove le tonalità piene e forti riescono a trasmettere un caldo impatto emotivo capace di rendere visibile l’essenza interiore di questa artista
A questo proposito sono mirabili i suoi “Cuori infranti” di cui uno scelto dal critico Vittorio Sgarbi per il concorso “ I mille di Sgarbi 2019“
La campagna dove ora vive è una grande fonte di ispirazione per lei e le colline e pianure emiliane le permettono di regalarci albe e tramonti meravigliosi per non parlare degli alberi spogli che nelle nebbie invernali ci evocano fantasmi o incredibili panorami astratti
Per non parlare degli animali che ritrae .. sembrano uscire dalla tela per farvi le fusa o prendere le coccole
Un discorso a parte merita la Luna, che lei ritrae in maniera sublime tanto da chiedersi ma cosa pensava esattamente quando ha dipinto questa luna inquadrata?
Siamo di fronte ad un artista di spessore che ha studiato l’arte antica, affascinata da tutta l’arte pittorica e scultorea dal preistorico al rinascimento fino all’arte messicana dei Maya e degli Aztechi e per sua stessa ammissione sono 5 i grandi pittori che l’hanno fatta volare in alto nel suo percorso formativo : Artemisia Gentileschi, pittrice donna del ‘500 di scuola caravaggesca; il grande pittore inglese William Turner, innamorato come lei del cielo e delle nuvole;Vincent Van Goghche con il suo genio rivoluzionario è stato il primo a dipingere soggetti umili come grano e contadini e soggetti naturali come fiori e cieli notturni; Frida Khaloper la sua grande sensibilità umana e Pablo Picasso per il suo modo inconfondibile di essere un visionario
Dal 2015 Barbaraha scelto di dedicarsi completamente alla sua vocazione per la pittura trasformandola in un lavoro a tempo pieno e nel novembre 2016 ha inaugurato a Casalecchio di Reno il suo negozio e atelier “ Laboratorio d’Arte BAM” che diventa la culla del suo genio poetico trasferito nella pittura
Nel suo Laboratorio Barbara organizza con grande successo dei corsi di “ Pittoscultura” per adulti e bambini, dove proprio i bambini diventano i veri protagonisti di un proverbio mai passato di moda ‘impara l’arte e mettila da parte’
Imparare a disegnare prima o poi, non solo diventa propedeutico a dipingere ma può tornare utile per la vita pratica, quante volte capita di non riuscire ad esprimere un concetto perché mancano le parole giuste per farsi capire e allora ecco che un buon disegno può far vedere ciò che con le parole non riuscivi ad esprimere
Ah .. dimenticavo, Barbara ha una bellissima figlia di nome Giadadi 11 anni che da come dipinge e disegna supererà di sicuro in bravura la mamma .. ma si sa i bambini sono il futuro!
Barbara Marchi BAM .. learn the art and put it aside
Barbara Marchiwas born in 1972 in the historic center of the “Dotta” Bologna(for her university, the Alma Mater Studiorum, founded in 1088, as well as the first university in the western world)
She began to draw, paint and feed on art and culture even before she was able to write her name before attending the Artistic High School and the Higher Institute for the Artistic Industries with address Design ceramic
Starting from the study of the art of ceramics and contemporary design, she approaches her artistic vocation “the material world of painting” and after several experiments with different techniques and materials, she arrives at the technique that will consecrate her as an artist, that is, the use of spatula stucco on canvas
Hence, a poor material such as stucco becomes the real protagonist of this brilliant artist who spreads it on the whole canvas and then works it with fingers and spatula, creating a “pictorial sculpture” which, thanks to the use of acrylics, brings out a perfect chromatic expression where full and strong shades manage to convey a warm emotional impact capable of making visible the inner essence of this artist
In this regard, her “broken hearts”are admirable, one of which was chosen by the critic Vittorio Sgarbifor the competition “I mille di Sgarbi 2019”
The countryside where she now lives is a great source of inspiration for her and the hills and plains of Emilia allow her to give us wonderful sunrises and sunsets not to mention the bare trees that in the winter mists evoke ghosts or incredible abstract panoramas
Not to mention the animals she portrays .. they seem to come out of the canvas to purr or cuddle
The Moon deserves a separate discussion, which she portrays in a sublime way so much to ask but what exactly did she think when she painted this framed moon?
We are facing a thick artist who studied ancient art, fascinated by all the pictorial and sculptural art from prehistoric to the Renaissance to the Mexican art of the Maya and Aztecsand by her own admission, 5 great painters who made her fly high in her training path Artemisia Gentileschi, 16th century female paintress of the Caravaggesque school; the great English painter William Turner, like her in love with the sky and the clouds; Vincent Van Gogh who with his revolutionary genius was the first to paint humble subjects such as wheat and peasants and natural subjects such as flowers and night skies; Frida Khalo for her great human sensitivity and Pablo Picasso for his unmistakable way of being a visionary
Since 2015 Barbara has chosen to devote herself entirely to her vocation for painting by transforming it into a full-time job and in November 2016 she inaugurated her shop and atelier “Laboratorio d’Arte BAM” in Casalecchio di Reno (BO) which becomes the cradle of her genius poetic transferred to painting
In her workshop Barbara organizes “pictorial sculpture” courses for adults and children with great success, where children become the real protagonists of a proverb that never went out of fashion “learn art and put it aside”
Learning to draw sooner or later, not only becomes preparatory to painting but can be useful for practical life, how many times it happens not to be able to express a concept because the right words are missing to make yourself understood and then here is that a good drawing can show what with words you could not express
Ah .. I forgot, Barbarahas a beautiful 11-year-old daughter named Giada who, as she paints and draws, will surely surpass her mother’s skills .. but you know children are the future!
La Finlandia ha difeso il suo ambito titolo di Paese più felice del mondo e per il quarto anno consecutivo la nazione nordica ha conquistato il primo posto, anche in mezzo a una pandemia che ha scosso il mondo.
Nonostante la terribile pandemia COVID-19 in tutti i settori della vita, molti dei Paesi con il punteggio più alto in termini di felicità complessiva sono rimasti in cima alla lista, secondo il World Happiness Report 2021, pubblicato venerdì, il giorno prima della Giornata internazionale della felicità
L’Italia nonostante la pandemia è salita dal 28° al 25° posto
Finland defended its coveted title of the happiest Country in the world and for the fourth consecutive year the Nordic nation took the top spot, even amid a pandemic that has rocked the world.
Despite the dire COVID-19 pandemic in all walks of life, many of the Countries with the highest scores in terms of overall happiness remained at the top of the list, according to the 2021 World Happiness Report, released on Friday, the day before International Day of happiness
Despite the pandemic, Italy has risen from 28th to 25th place
1. Finland
2. Iceland
3. Denmark
4. Switzerland
5. Netherlands
6. Sweden
7. Germany
8. Norway
9. New Zealand
10. Austria
11. Israel
12. Australia
13. Ireland
14. United States
15. Canada
16. Czech Republic
17. Belgium
18. United Kingdom
19. China
20. France
Amanda Pérez Prunedaè nata a Monterrey, N. L. Messico, il 2 settembre 1968
È la figlia più giovane di una coppia che ha vissuto in guerra e durante la sua adolescenza ha avuto il piacere e la facilità di scrivere poesie e recitare in teatro
La sua famiglia materna “Pruneda” ha avuto molti artisti, mentre la famiglia paterna erano commercianti
Sua madre ha sofferto di depressione e nel luglio 1999 si è tolta la vita, e suo padre è diventato responsabile di Amanda
Termina la laurea in Psicologia e casa, all’età di 45 anni
Ha scritto due libri che parlano delle relazioni di coppia e della loro fallita esperienza matrimoniale
Si è separata e divorzia presto
Suo padre soffre di una grave embolia nel 2018, e viene a mancare dopo soli 4 mesi
Comincia a dipingere costantemente e senza istruzioni nel 2018, senza l’aiuto di modelli o fotografie, ma unicamente guidata dalla sua mente attraverso il suo tema principale ” gli animali”
Il suo carattere solitario l’ha portata a comprare materiali più e più volte per provare nuovi colori e ricreare la sua immaginazione.
Decorando la sua casetta, ha percepito la sensazione di aver trovato il senso della sua vita
Le consultazioni psicologiche e la pittura sono il suo attuale stile di vita “Mangia, ama e dipingi” può essere il suo film
Amanda Pérez Prunedawas born in Monterrey, N. L. Mexico, September 2, 1968
She is the youngest daughter of a couple who lived in the war and during her adolescence she had the pleasure and ease of writing poetry and acting in the theater
Her maternal family “Pruneda” had many artists, while the paternal family were merchants
Her mother suffered from depression and took her own life in July 1999, and her father became responsible for Amanda
She finished her degree in Psychology and home, at the age of 45
She has written two books that talk about couple relationships and their failed marriage experience
She separated and divorced soon
Her father suffered a severe embolism in 2018, and died after only 4 months
She starts painting constantly and without instructions in 2018, without the help of models or photographs, but solely guided by her mind through her main theme “the animals”
Her solitary character led her to buy materials over and over again to try new colors and recreate her imagination
Decorating her house, she felt the sensation of having found the meaning of her life
Psychological consultations and painting are her current way of life “Eat, love and paint” may be her film
Amanda Pérez Prunedanació en Monterrey, N. L. Mexico a los dos días de septiembre de 1968.
Es la hija menor de una pareja que vivía en guerra
A lo largo de su adolescencia tuvo gusto y facilidad para escribir poesía y actuar en teatro.
Su familia materna “Pruneda” tenía muchos artistas, su familia paterna eran comerciantes.
Su Madre padecía depresión y en julio de 1999 se quita su propia vida. Su padre queda a cargo de Amanda
Ella termina la licenciatura en Psicología y casa apenas a los 45 años
Escribe dos libros que hablan de las relaciones de pareja y su experiencia fallida casada
Se separa y divorcia al poco tiempo
Su padre sufre una embolia apena el año pasado en 2018 , falleciendo 4 meses después.
Ella inicia a pintar de manera constante y sin instrucción en 2018. Sin modelos ni fotografías. Guiada por su mente. Su tema principal “ los animales”.
Su carácter asocial y solitario la llevaron a comprar material una y otra vez para echar colores y recrear su imaginación.
Decorando su pequeña casa y sintiendo que había encontrado el sentido de su vida.
Consultas psicológicas y pintura son su modo de vivir. “ Comer, amar y pintar”su película
Alzi la mano chi almeno una volta nella vita non si è avventurato nella creazione di un collage, io sono uno di quelli e mi ricordo come se fosse oggi il giorno in cui a scuola mi fu consegnato durante l’ora di disegno un blocco di fogli colorati, un paio di forbici, un cartoncino nero e la mitica “ Coccoina “colla bianca da stendere con il pennellino e dall’indimenticabile profumo di mandorla
Fu una esperienza bellissima per me che essendo una vera e propria frana con la matita e il pennello fui in grado di dar sfogo alla mia creatività realizzando un collage astratto che mi valse l’onore di vederlo attaccato con le puntine sul cordolino di legno presente sui muri dell’aula
Quando ho visto le opere di Marie De Molinerper la prima volta mi sono immediatamente ricordato della mia esperienza scolastica e ho capito molte cose che allora da ragazzo non avevo recepito, innanzitutto che il collage può sembrare una rotturarispetto alle tecniche nobili della pittura e del disegno, ma così non è perché questa forma d’arte comprende tecnica,forma e contenuto
Ci troviamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione che parte da una decostruzione per arrivare ad una ricostruzione vera e propria in cui l’artista si muove in un universo dove tutte le forme possono diventare significanti e la bravura dell’artista consiste nel far apparire nel sui lavoro l’imprevedibile .. quello che non ti saresti aspettato e capace di dare un tocco di originalità ed unicità al lavoro finito Marie De Molinerè nata vicino a Parigi nel 1975 e negli anni novanta ha vissuto alcuni anni a New York dove ha frequentato la Parsons School of designe la Fordham University
Ritornata a Parigi nel 2003 si è laureata in Architetturae dal 2004 vive e lavora a Bergamo
Si è innamorata dell’arte fin da bambina, sperimentando sempre forme ed espressioni d’arte diverse (acquarello, pittura, scultura, arte digitale …), ma la sua vera espressione artistica è il collage realizzato con frammenti di carta riciclata
Ha una passione smodata e non potrebbe essere che così, per la raccolta di carta di qualsiasi tipo, fogli e ritagli da riviste, giornali, cataloghi, brochure pubblicitarie, volantini, biglietti, imballaggi, poster e questa fase di ricerca la porta a girare per mercatini dell’usato alla ricerca di quel pezzo di carta che le farà scattare l’idea per poter immaginare una nuova opera
Da buon architetto Marietrova conforto nella geometria ed è affascinata dalla grafica e non è difficile capire che la sua fonte principale d’ispirazione è la corrente architettonica dello Stile Internazionale
Nella sua serie di collage intitolata “Paesaggi urbani” , opere che sono state esposte ad una mostra personale a Venezia in occasione della biennale di architettura nel 2018 al primo colpo d’occhio si ritrovano immediatamente le peculiarità dello Stile Internazionale: l’organizzazione dello spazio e la prospettiva con un forte linguaggio geometrico
Del resto lo Stile Internazionale si basa su una radicale semplificazione della forma, un rifiuto dell’ornamento e l’adozione di vetro, acciaio e cemento come materiali preferiti mentre la trasparenza degli edifici, la costruzione (chiamata l’espressione onestadella struttura) e l’accettazione delle tecniche di produzione di massa industrializzate hanno contribuito alla filosofia di design dello stile internazionale che ha come obiettivo l’internazionalizzazione del linguaggio, quindi la sua massima diffusione, e non l’approfondimento delle regole di una specifica idealità architettonico/figurativa vista anche l’intenzionale riduzione di una vasta quantità di mezzi espressivi Marie grazie all’uso di carta riciclata riesce a far emergere sulle tele dei scenari rigorosi e dal carattere pop con una lettura nostalgica e contemporanea Marie De Molinerè sicuramente una “ numero uno “ nel variegato mondo artistico dove il collage trova una sua precisa collocazione al pari di disegno e pittura, e forse non tutti sapranno che anche il famosissimo Henri Matisse sulla sedia rotelle a causa di una grave malattia, si aprì ad una nuova vita artistica, producendo collage di carte coloratissime, spesso in scala enorme
Marie De Moliner .. Perfume of paper and glue to create unique collages
Hands up those who at least once in their life have not ventured into creating a collage, I am one of those and I remember as if it were the day when I was given a block of colored sheets, a pair of scissors, a black card and the legendary “Coccoina”white glue during the drawing hour to be spread with the little brush and the unforgettable scent of almond
It was a beautiful experience for me that being a real landslide with the pencil and the brush I was able to give vent to my creativity by creating an abstract collage that earned me the honor of seeing it attached with the pins on the wooden cord on the classroom walls
When I saw the works of Marie De Moliner for the first time I immediately remembered my school experience and I understood many things that I had not understood then as a boy, first of all that collage may seem like a break from the noble techniques of painting and drawing, but this is not the case because this art form includes technique, form and content
We are faced with a real revolutionthat starts from a deconstruction to arrive at a real reconstruction in which the artist moves in a universe where all shapes can become meaningful and the skill of the artist consists in making appear in its work the unpredictable .. what you would not have expected and capable of giving a touch of originality and uniqueness to the finished work Marie De Molinerwas born near Paris in 1975 and in the 1990s lived a few years in New York where she attended the Parsons School of designand Fordham University
Returning to Paris in 2003, she graduated in Architecture and has lived and worked in Bergamo, Italy since 2004
She has fallen in love with art since she was a child, always experimenting with different forms and expressions of art (watercolor, painting, sculpture, digital art …), but her true artistic expression is the collage made with fragments of recycled paper
She has an unbridled passion and it could not be otherwise, for the collection of paper of any type, sheets and clippings from magazines, newspapers, catalogs, advertising brochures, flyers, tickets, packaging, posters and this research phase leads her to turn to flea markets in search of that piece of paper that will trigger the idea to be able to imagine a new work
As a good architect Marie finds comfort in geometry and is fascinated by graphics and it is not difficult to understand that her main source of inspiration is the architectural style of the International Style
In her series of collages entitled “Urban Landscape”, works that have been exhibited at a personal exhibition in Venice on the occasion of the architecture biennale in 2018 at the first glance you immediately find the peculiarities of the International Style: the organization of space and perspective with a strong geometric language
After all, the International Style is based on a radical simplification of the shape, a refusal of the ornament and the adoption of glass, steel and concrete as preferred materials while the transparency of the buildings, the construction (called the honest expression of the structure) and the acceptance of industrialized mass production techniques have contributed to the design philosophy of the International style which has as its objective the internationalization of language, therefore its maximum diffusion, and not the deepening of the rules of a specific architectural / figurative ideality also considering the intentional reduction of a vast amount of means of expression
Thanks to the use of recycled paper, Mariemanages to bring out rigorous and pop scenes on the canvas with a nostalgic and contemporary reading Marie De Moliner is certainly a “number one” in the varied artistic world where collage finds its precise location on a par with drawing and painting, and perhaps not everyone will know that even the very famous HenriMatisse, in a wheelchair due to a serious illness , opened up to a new artistic life, producing collages of colorful papers, often on a huge scale
Solo exhibitions
– February 2010 – Collages Caffè Letterario in Bergamo
Group exhibitions
– October 2010 – Proposte d’arte of Roberto Colleoni in Villa Suardi, Trescore Balneario – (Bergamo)
– May 2011 – Artemisia Laborart Gallery in Piedimulera (Piedmont)
– Permanent Exhibition Colleoni Roberto & C. Tappezzieri in Bergamo
Publications
– Catalogue “Art Events 2011” (Mazzoleni Art Gallery)
I always wondered by listening to the harangue of the great lawyers with a fabulous “ars oratoria” if the law is linked to art as an object of discipline, or if the law is itself a form of artistic expression
Looking at the works of the artist that I present to you today and knowing her story I had the confirmation that there is no difference between law and art but rather as in the case of this artist they helped her to carry out her best in perfect symbiosis two activities, that of lawyer and painter Henna Pajulammi is 37 years old and originally from Seinäjoki, located in the district of Southern Ostrobothnia, but lives and works in Helsinki
In order to become a lawyer and PhD (Doctors of Laws / LL.D), Henna studied practically all her life, first to obtain a law degree and then as a university researcher and the science and research brought her all over the world, having studied at UCLA Law School in California and at the European Academy of Legal Theory in Brussels
As a lawyer she deals mainly with the resolution of corporate disputes but also mainly with the crime of white-collar workers and trade secrets
But in a perfectly juridically oriented business mind there is a creativity that expresses itself through a game of galaxies, champagne bubbles and gingerbread, often using bright colors in her abstract acrylic paintings and mixed technique ( often use the spatula and pieces of cardboard to create sliding ) that allow her to explode her imagination, taking as I believe what Picasso said “I start with an idea and then it becomes something else”
When paints she refuses to “try to be” in the sense that she loves to be free to make her mind float without thinking of having to be perfect at all costs because sometimes it is imperfection that makes us unique and not homologated to others
There is always a story behind one of her paintings, just as in some of her paintings you can find abstract portraits of people who have been able to convey a feeling or even just a “color” that has given way to her imagination
Working as a lawyer provides her with a unique kaleidoscope as an artist, managing to bring the different shades of humanity into her works from an unexpected angle and on the contrary, art helps her in the legal field to think outside the traditional framework and here is that “creativity takes courage” just as the great Henri Matisse said, also him a lawyer
A couple of years ago Henna met her husband who was in that time Minister of Justice of the Finnish government and from this meeting the first encouragement to pursue her dreams started, in practice the first step to becoming an artist
From the wedding a beautiful girlwas born and at that moment Hennaafter being a career-oriented person has had to face an overwhelming change in her life and so the eclectic days at Court in high heels and the “important people” around her have changed to make room for the slow pace of life at home to take care of a small human being
A fantastic world presented itself that has moved something in her soul, and here is the decision to take a break from her work as a lawyer to devote herself to the role of full-time mother
And this gesture of deep love gave her in exchange what she may have had for a long time but she was unable to bring out her creative vein .. she started painting and since then she has never stopped
With this breath of creativity a new Henna was also born where being happy can mean leaving aside high heels to wear the classic Finnish wool socks“villasukat” and feeling comfortable with the paint in her hair
Looking at her paintings it is not very difficult to understand how happy Henna is today, one for all the painting “Got the bubbles back to my champagne” where in her own way she sees in the same photograph the Finnish “Vappu”(May Day) and the Pride parade
Henna Pajulammi .. Quando il Diritto diventa Arte
Mi sono sempre chiesto ascoltando le arringhe dei grandi avvocati dotati di una favolosa “ ars oratoria “ se il diritto si lega all’arte quale oggetto di disciplina, oppure se il diritto è esso stesso una forma di espressione artistica
Guardando le opere dell’artista che vi presento oggi e conoscendo la sua storia ho avuto la conferma che non vi è alcuna differenza tra diritto ed arte ma anzi come nel caso di questa artista l’hanno aiutata a svolgere al meglio in perfetta simbiosi le sue due attività, quella di avvocato e pittrice Henna Pajulammiha 37 anni ed è originaria di Seinäjoki, situata nel distretto della Ostrobotnia meridionale, ma vive e lavora a Helsinki Hennaper diventare avvocato e dottore di ricerca ( Doctors of Laws/LL.D) ha studiato praticamente tutta la vita, prima per ottenere la laurea in legge e poi come ricercatore universitario e la scienza e la ricerca l’hanno portata in tutto il mondo avendo studiato alla UCLA Law School in California e presso l’Accademia europea di teoria legale a Bruxelles
Come avvocato si occupa principalmente alla risoluzione di controversie aziendali ma anche principalmente con il crimine dei colletti bianchi e dei segreti commerciali
Ma in una mente perfettamente orientata giuridicamente al business trova spazio una creatività che si esprime attraverso un gioco di galassie, bolle di champagne e pan di zenzero, usando molto spesso colori vivaci nei suoi quadri astratti in acrilico e tecnica mista ( usa spesso la spatola e pezzi di cartone per creare scorrimento ) che le permettono di far esplodere la sua immaginazione, prendendo come credo quello che affermava Picasso“ Comincio con un’idea e poi diventa qualcos’altro “
Quando dipinge rifiuta di “ cercare di essere “nel senso che ama essere libera di far fluttuare la sua mente senza pensare a dover essere perfetti a tutti i costi perché a volte è l’imperfezione a renderci unici e non omologati agli altri
C’è sempre una storia dietro un suo dipinto, così come in alcuni suoi quadri si possono ritrovare ritratti astratti di persone che hanno saputo trasmetterle un sentimento o anche solo un “ colore” che ha dato il via alla sua immaginazione
Lavorare come avvocato le fornisce un caleidoscopio unico come artista, riuscendo a portare le diverse sfumature dell’umanità nelle sue opere da un’angolazione inaspettata e al contrario l’arte l’aiuta in ambito legale a pensare al di fuori degli schemi tradizionali ed ecco allora che “ la creatività prende coraggio “proprio come diceva il grande Henri Matisse, pure lui avvocato Henna un paio di anni fa ha incontrato suo marito che all’epoca era Ministro della Giustizia del governo finlandese e da questo incontro è partito il primo incoraggiamento ad inseguire i suoi sogni, in pratica il primo passo per diventare un artista
Dal matrimonio è nata una bellissima bimba e in quel momento Henna dopo essere stata una persona da sempre orientata alla carriera ha dovuto affrontare un cambiamento travolgente nella sua vita e così le giornate eclettiche a Corte in tacchi alti e le “ persone importanti” intorno a lei sono cambiate per lasciare spazio ai ritmi lenti della vita a casa ad accudire un piccolo essere umano
Le si è presentato un mondo fantastico che ha spostato qualcosa nella sua anima, ed ecco allora la decisione di prendere una pausa dal suo lavoro di avvocato per dedicarsi al ruolo di mamma a tempo pieno
E questo gesto di profondo amore le ha regalato in cambio quello che forse da tempo aveva dentro di sé ma non riusciva a far venir fuori, la sua vena creativa .. ha iniziato a dipingere e da allora non si è più fermata
Con questa ventata di creatività è nata anche una nuova Henna dove essere felici può voler dire lasciare da parte i tacchi alti per indossare le classiche calze di lana finlandesi“villasukat “ e sentirsi a proprio agio con la vernice tra i capelli
A guardare bene i suoi quadri non è molto difficile capire quanto oggi sia felice Henna, uno per tutti il quadro “ Got the bubbles back to my champagne“ dove a modo suo lei vede nella stessa fotografia il Finnish “ Vappu “ ( May Day ) e la Pride parade