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420 corni alpini suonano Rossini in Piazza Duomo a Milano

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MAILAND/ITALIEN, 26SEP15 - 420 Alphornblaeser spielen vor dem Mailaender Dom und versuchen den Weltrekord im groessten Alphorn-Konzert ausserhalb der Schweiz zu schlagen und sich einen Eintrag im Guinness Buch der Rekorde zu sichern. Impression vom Alphorn-Event 'Alphoerner statt Hellebarden' in Mailand am 26. September 2015. Impression of the alphorn event 'Alphoerner statt Hellebarden' in Milano, Italy, September 26, 2015. swiss-image.ch/Photo Andy Mettler

alphornManifestoSabato 26 settembre alle ore 16 ben 420 suonatori svizzeri di corni delle alpi, accompagnati da sbandieratori, tamburini e portatori di alabarde, si esibiranno sulla piazza del Duomo a Milano.
Si tratterà di un concerto da record, con l’obiettivo di aggiudicarsi il nuovo Guinness, poiché è la prima volta che un numero così elevato di suonatori di corni delle alpi svizzeri si esibirà al di fuori dei confini nazionali.
In mattinata, prima del concerto pomeridiano vi sarà una prima esibizione alle ore 12 al Padiglione svizzero a Expo Milano 2015, alla quale parteciperanno 200 suonatori di corni alpini.
La Svizzera, primo paese ad aderire a Expo Milano 2015 già nel 2011, corona il suo programma di attività in Italia con il concerto da record sulla piazza del Duomo preceduto da un’esibizione al Padiglione svizzero, dove sono state accolte sinora 1,3 milioni di persone con una media giornaliera di 10.000 visitatori.
All’insegna del motto “Corni delle alpi invece di alabarde!” Expo Milano 2015 servirà alla Svizzera per porre l’attenzione dell’Italia e del mondo su tre importanti tappe nella storia della Svizzera: 500 anni di neutralità (Marignano 1515), 200 anni di pace e indipendenza (Congresso di Vienna 1815) e l’apertura nel 2016 del San Gottardo, il tunnel ferroviario più lungo del mondo ha affermato Hans Peter Danuser, responsabile comunicazione del comitato che fa capo all’Ensemble Corni delle alpi Engadina St. Moritz e alla Federazione svizzera dei cori delle alpi.
La Federazione svizzera dei cori delle alpi fondata nel 1910 (conta 20 mila membri, compresi 2500 suonatori del corno delle alpi e 600 sbandieratori) è il principale partner del comitato organizzatore.
Il concerto sulla piazza del Duomo inizierà con la leggendaria sequenza a quattro voci dell’ouverture dell’opera «Guglielmo Tell» di Gioacchino Rossini, uno dei più grandi compositori italiani, a cui si deve anche la creazione del caratteristico segnale acustico degli autopostali svizzeri.
I 420 suonatori del corno delle alpi interpreteranno inoltre tre nuovi brani: la canzone «Expo Milano» al concerto, che si terrà alle 12 al Padiglione svizzero, e i brani «San Gottardo» e «Marignano» sulla piazza del Duomo alle 16.
I musicisti si esibiranno in costume tipico e si sposteranno il giorno stesso in treno e in autopostale dalla Svizzera per rientrare la sera stessa a casa con i mezzi pubblici, per molti di lavoro sarà la prima volta che si recheranno all’estero.

Credits: Andy Mettler

OBIETTIVO RAGGIUNTO
L’originale esibizione entrerà nel registro dei Guinness dei primati, appena completate le procedure di certificazione.

RMC è in coma irreversibile!

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bollitomistoRADIOPuntuali come i primi temporali estivi sono arrivati i dati degli ascolti radiofonici rilasciati da Radio Monitor e relativi al primo semestre 2015.
Da anni sostengo che nell’era del digitale mi sembra perlomeno anacronistico affidarsi ad una telefonata per confezionare un dato così importante per le emittenti radiofoniche (sul quale dovranno costruire le basi per la loro raccolta pubblicitaria).
A maggior ragione con l’avvento dei social appare del tutto sorpassato un metodo di rivelazione effettuato sulla base di 60.000 telefonate lungo l’intera penisola a fronte di una popolazione radiofonica che si assesta intorno ai 52 milioni di possibili utenti.
Qualcuno potrebbe obiettare che i sondaggi elettorali a livello nazionale si effettuano su campioni di 1000 intervistati e vengono presi per buoni con le opportune percentuali di margine di errore; in questo caso però Radio Monitor non sta facendo un sondaggio ma al contrario sta rilasciando dei dati finali che dovrebbero indicare quanti voti hanno preso le singole emittenti!
Forse sarebbe il caso di pensare a una raccolta dei dati di ascolto tramite web facendo passare tutte le radio in streaming, metodo che consentirebbe tra l’altro di tracciare l’IP, e cosa non secondaria gli ascoltatori unici.
In occasione della precedente rilevazione Linus di Radio Deejay ha messo in discussione sul suo Blog la validità del lavoro di Radio Monitor, scrivendo tra l’altro: “Come si fa ad accettare una statistica nella quale non ci sono due numeri coerenti in fila, dove i dati delle singole fasce orarie sembrano tirati coi dadi, fino a formare una montagna russa dove ogni tre mesi, alla stessa ora, c’è di volta in volta un picco o un baratro?” (cliccare su Blog  per leggere la sua opinione in proposito).
Non penso che Linus (come al contrario hanno scritto quelli di R105) abbia fatto questa boutade per giustificare i dati negativi della sua radio, ma più che altro per evidenziare l’incoerenza dei dati che vengono rilasciati.
Dati che permettono quasi sempre di non avere né vincitori né vinti, infatti chi perde sugli ascolti in generale magari vince nel quarto d’ora medio o viceversa, giusto per poter rilasciare dichiarazioni positive andando a cercare con il lumicino l’unico dato magari di una flebile tenuta.
E’ un po’ il caso del comunicato emesso dal Gruppo Finelco in occasione di questa rilevazione dove tra le altre cose si legge: “Questo eccellente risultato del Gruppo Finelco è reso ancora più significativo dal fatto che tutte e tre le radio che lo compongono risultano in crescita nel quarto d’ora medio 6-24: Radio 105 del 10,7%, Virgin Radio del 9,9% e Radio Monte Carlo del 2,2%, contro una crescita del totale ascolto radiofonico dell’1,6%. Dunque tutte e tre le radio del Gruppo Finelco hanno aumentato sia i propri ascolti sia le proprie share”. (giornaleradioinfo per leggere l’intero comunicato).
Peccato che andando a comparare gli ascolti degli ultimi tre anni (dal 2012 al 2015) le tre radio del Gruppo Finelco hanno perso qualcosa come 490.000 ascoltatori (– 426.000 R105, – 73.000 RMC) con la sola eccezione di Virgin Radio che ha guadagnato 9.000 ascoltatori.
Sul fatto poi che tutte e tre le emittenti del Gruppo Finelco aumentino le percentuali nel quarto d’ora medio viene da pensare come RMC possa aumentare nel ¼ ora medio a fronte di una perdita ormai costante che si ripete ad ogni rilevazione ( in quella attuale perde 60.000 ascoltatori).
Da notare poi che nel TSL (Time Spent Listening) che misura il gradimento dei programmi degli ascoltatori attraverso il tempo medio speso ad ascoltare la radio, RMC raccoglie soli 88 minuti nell’arco orario 6/24, che in altri termini significa che in media un ascoltatore dedica a RMC un’ora e ventotto minuti al giorno.
Dell’emittente monegasca del resto c’è ben poco da scrivere non fosse altro per il fatto che raccogliendo uno share del 1,5% è ormai relegata nel panorama radiofonico italiano in quella voce anonima meglio conosciuta come “ALTRI” ( dove in politica trovano spazio i partitini che non riescono ad entrare in Parlamento).
Mesi fa scrissi in occasione del benservito dato alla mitica Luisella Berrino che quella vicenda avrebbe avuto come conseguenza la morte di RMC ( cliccare per leggere Radio Monte Carlo è morta ripudiando Luisella!) e a vedere gli attuali risultati non mi sono sbagliato di molto, non è morta ma è in coma irreversibile!
Sarebbe troppo facile e semplicistico imputare all’addio di Luisella la perdita di ulteriori 60.000 ascoltatori, credo che buona parte del calo sia dovuto alla sua uscita di scena ma sono altrettanto convinto che un buon numero di ascoltatori abbia cambiato frequenza per il fatto che giornalmente RMC ripropone attraverso i suoi speaker una sorta di bollito misto, precotto da chi tira le fila in Largo Donegani.

Confesso che sono ormai sei mesi che non ascolto più RMC a vantaggio di Radio Rai 1 o delle mie playlist e mi trovo benissimo, però in previsione dell’uscita dei dati d’ascolto la scorsa settimana ho ascoltato di mercoledì quella che una volta era la Radio di Gran Class.
L’impressione che ho avuto è la stessa che mi accompagna quando vado a pranzo alla “Trattoria del Bollito” (due volte l’anno) dove con la dovuta maestria e pomposità mi viene servito il piatto principe della cucina piemontese, il Gran bollito misto.
Come non riconoscere nei 12 pezzi ( 7 tagli di carne e 5 tra ammennicoli e frattaglie) che compongono questo piatto speciale i 12 speaker che si alternano ai microfoni della radio monegasca; pensateci bene, non dovrebbe essere così difficile con un po’ di fantasia trovare: una gallina, un cappello da prete, un tenerone, una culatta, un testina, una lingua, una coda o una punta di petto.
In trattoria il primo pensiero che mi passa per la mente nel momento in cui mi viene servito il piatto fumante e invitante è “ci voleva, ora me lo gusto per benino!”, il secondo pensiero a metà del pranzo è “ mamma mia quanto! Non riesco a finirlo, la gallina è un po’ stagionata, la scaramella stracotta, la testina ha qualche pelo di troppo”, il terzo a fine pranzo “ bene, ora per sei mesi come bollito sono a posto”.
Radio Monte Carlo sembra proprio un Gran bollito misto, un piatto che mantiene ancora nell’era dei vegani un suo fascino ma capace di stancarti già mentre lo stai degustando e le similitudini con quello che passa in onda non sono poi così distanti: musica ripetitiva e sempre più legata ai voleri delle case discografiche e non ai desiderata degli ascoltatori e meno che mai degli speaker, coppie di speaker che scoppiano vuoi perché mal assortite o troppo datate o peggio ancora del tipo “che barba che noia”, voci che hanno perso molto dello smalto dei tempi migliori per non dire di quelle che sembrano veramente un “po’ bollite”quasi al limite del soporifero, rubriche messe in onda solo con lo scopo di fare sciâto ( creare trambusto o interesse ) come diciamo noi liguri.
Del resto i risultati sono di una chiarezza disarmante e da questo giro di giostra in poi i futuri competitor  di una radio che si avvicina sempre più verso il baratro si chiameranno Radio Zeta (745.000) e Radio Norba – la radio del sud (670.000) che cominciano ad annusare la preda, mentre Radio Subasio ( 1.508.000) dopo aver ridicolizzato la Radio di Gran Class si appresta a sorpassare anche R101.
Quanto durerà ancora questa lenta agonia? Se l’andamento è quello degli ultimi tre anni potrebbero bastarne solo altri tre (forse anche meno) per scendere sotto la soglia di quel milione di ascoltatori che porterà inevitabilmente ad una sorta di eutanasia assistita non fosse altro per evitare a quel che resta della Radio di Gran Class una fine veramente impietosa.

White Musk / Muschio Bianco

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Be Nordic: la magia nordica nel cuore di Milano

Benordic2Be Nordic vi offre la possibilità di trascorrere un week end immergendovi nella magia nordica e vi aspetta fino a domenica 24 maggio presso Bou-Tek in Via Maurizio Gonzaga 7, all’angolo con Piazza Missori, dove ospiterà eventi e attività che permetteranno di partire per un viaggio alla scoperta di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia e quest’anno anche di Islanda grazie alla partecipazione di Icelandair.

L’evento Be Nordic, organizzato dalle quattro organizzazioni ufficiali turistiche dei Paesi Nordici (VisitDenmark, Visit Finland, Innovation Norway e VisitSweden), sarà l’occasione per vivere in prima persona l’esperienza dello stile di vita nordico in tutte le sue declinazioni: design, gastronomia, musica, letteratura, ambiente e sostenibilità.

Parte integrante dell’evento saranno laboratori dedicati a food, fotografia, design e letteratura. Inoltre, numerose organizzazioni e aziende di questi Paesi racconteranno e trasmetteranno al pubblico il Nordic Lifestyle attraverso video, applicazioni interattive e incontri.

Be Nordic vedrà la partecipazione di artisti, cuochi, esperti viaggiatori e scrittori, questi ultimi invitati in collaborazione con il festival dedicato alla cultura nordica “I Boreali” della casa editrice Iperborea che prosegue fino al 5 giugno in vari luoghi della città.

A pochi passi dal Duomo avrete la possibilità di farvi raccontare i Paesi Nordici come nessuno ve li ha mai presentati, attraverso esperienze interattive che permetteranno di scoprire le destinazioni, le culture, i paesaggi e lo stile di vita di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia coinvolgendovi in maniera diretta e avvincente.

Il calendario completo degli eventi, con l’elenco dei partner e le curiosità di Be Nordic, è disponibile sul sito http://www.benordic.it 

Di seguito alcuni tra i numerosi eventi del calendario Be Nordic:

Sabato 23 maggio:
ore 11:00 Avvistamento balene – un’avventura in Norvegia
ore 12:45 Vola in Islanda con Icelandair: proiezione video
ore 14:30 Workshop – Pimp my bike! by Il Tela
ore 16:45 Workshop di fotografia – dalle tecniche classiche a Instagram con il fotografo Luca Bracali e l’Instagrammer Marco Lamberto
ore 19:00 Un viaggio che non scorderai mai, Hurtigruten Il Postale dei Fiordi
ore 19:30 DJ set con musica nordica

Domenica 24 maggio:
ore 10:30 Salani presenta: Le avventure di Pippi | Lettura animata (5-10 anni) un omaggio ad Astrid Lindgren by I Boreali
ore 11:00 Nel Paese di Babbo Natale by Giver Viaggi e Crociere
ore 11:45 Contro le regole, ridendo: Karin Michaelis e Bibi su sfondi danesi | Workshop (6-12 anni) a cura di Luca Scarlini (Festival I Boreali)
ore 12:15 Angry Birds competition
ore 15:00 Il viaggio secondo noi by il Diamante
ore 17:00 Giallo Norvegia | Monica Kristensen incontra Marilia Piccone (Festival I Boreali)
ore 18:30 Giallo Danimarca | Anna Grue incontra Annarita Briganti (Festival I Boreali)
ore 19:30 Smøøshi showcooking
ore 20:00 DJ set con musica nordica


Povera Italia!

bianca2aUn paio di giorni fa il ministro degli esteri Gentiloni ha rilasciato un’intervita al Corriere della Sera in cui affermava : “ per contrastare il terrorismo è inevitabile il risvolto militare. Qualcuno potrà scandalizzarsi, ma questi gruppi vanno affrontati anche sul piano militare. Non userò la parola combattere, altrimenti mi ritrovo nei panni del crociato”.
Mentre a metà febbraio dopo la caduta nelle mani dell’Isis di Sirte sempre lo stesso Gentiloni rilasciava a Sky Tg24 le seguente dichiarazione: “ L’Italia sostiene la politica dell’Onu, tesa ad una mediazione ma è anche vero che, nel momento in cui questo tentativo fallisse, dovremo essere pronti ad un’azione di tipo differente; siamo pronti a combattere all’interno di un quadro di legalità internazionale, e se prima la minaccia era circoscritta ad alcune zone costiere intorno alla città di Derna e aree del sud del paese, ora la conquista di Sirte cambia le carte in tavola”.
Dopo quello che è successo oggi a Milano dove un imprenditore ha ammazzato tre persone e ne ha ferite altre due scorrazzando indisturbato all’interno delle aule del Palazzo di Giustizia mi verrebbe da chiedere al ministro Gentiloni in quale azione militare intenda impegnare un paese come l’Italia che non è in grado di porre in sicurezza il Tribunale di Milano e chissà quanti altri!
Ma quello che è ancora più agghiacciante ( per dirla alla Conte ) è che più o meno alla stessa ora in cui l’imprenditore killer metteva in pratica il suo agguato a chi secondo lui gli aveva rovinato la vita il ministro dell’Interno Alfano presiedeva nella Prefettura di Milano la riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata per fare il punto sugli aspetti connessi alla pianificazione del sistema sicurezza in vista dell’inaugurazione di Expo 2015.
White MuskRoba da brividi solo a pensarci visto quello che è successo nel Palazzo di Giustizia dove a fronte di un servizio di sicurezza esternalizzato in un arco di tempo lungo almeno venti minuti né una guardia giurata né la polizia giudiziaria né un carabiniere sono intervenuti per fermare la follia omicida del killer.
Il ministro Alfano ha pensato bene di rilasciare una dichiarazione che suona tanto come una provocazione, affermando che il sistema di sorveglianza ha funzionato tanto da consentire la cattura dell’omicida! Peccato che il killer abbia potuto agire indisturbato lungo tre piani dell’edificio, esplodendo 13 colpi di pistola per poi andarsene tranquillamente con la sua moto fino a Vimercate dove è stato catturato.
E non poteva mancare sulla vicenda la dichiarazione del premier Renzi che suona proprio come la classica ciliegina sulla torta : “E’ accaduto qualcosa di gravissimo e inaccettabile e faremo di tutto perché non accada mai più, non è la prima volta che accade ma deve essere l’ultima!”
In effetti nel 2002 vi fu un episodio analogo nel Tribunale di Varese ( dove un ex carabiniere durante l’udienza di separazione uccise con un colpo di pistola la moglie ) e nel 2007 in quello di Reggio Emilia ( dove un cittadino albanese durante la causa di separazione uccise la moglie e il cognato e ferì l’avvocato della moglie prima di essere a sua volta abbattuto dalle forze dell’ordine).
Sono passati tredici anni dal primo episodio e otto da quello di Reggio Emilia ma oggi si è avuta la consapevolezza che un uomo armato può ancora entrare indisturbato in un Tribunale, un’autentica follia!
Follia che il ministro Alfano, mettendo in scena il più classico dei teatrini della politica, ha prontamente circoscritto garantendo che il Governo vorrà sapere nei tempi brevi chi ha sbagliato e di chi sono le eventuali responsabilità di quanto accaduto!
Ma l’aspetto più inquietante di questa vicenda è che la ditta che si occupa della sicurezza del Palazzo di Giustizia ( la piemontese AllSystem Spa ) per la cui vigilanza vinse un appalto da otto milioni di euro è la capogruppo del consorzio di aziende che ha vinto la gara di appalto per la vigilanza del sito di Rho-Pero che ospiterà Expo 2015 ( valore complessivo dell’appalto venti milioni di euro).
Che dire? La prima cosa che mi viene in mente è : povera Italia e poveri noi!

Buon Natale, Luisella!

luisSPverdeMa chérie Luisella hai proprio ragione, a quanto pare, non è vero quel che si dice….”lontano dagli occhi lontano dal cuore” anzi no “lontano dal microfono lontano dal cuore“.
Capita infatti che nonostante la direzione di RMC ti abbia in maniera poco elegante spento il microfono durante la settimana i tuoi ascoltatori ti dimostrino tutto il loro affetto votandoti come vincitrice della Coppa Speaker RMC sulla pagina facebook dell’Official Fan Club di RMC, dove per inciso ogni volta che appare un post a te dedicato i contatori delle visualizzazioni salgono alle stelle!
Oggi che va di moda dare i numeri chissà quale sarà il segreto di un successo che dura inalterato da 44 anni, o se vuoi 524 mesi o meglio ancora 16331 giorni!
Su di te si è scritto di tutto e di più, ma credo che il vero segreto del tuo successo sia quello di essere rimasta “ quella di sempre “, una persona solare che ha saputo essere in tutti questi anni per milioni di ascoltatori una voce amica o meglio ancora un distributore di gocce di serenità.
Lo scorso anno sul palco del teatro Toselli di Trieste quando ti hanno consegnato le Cuffie d’Oro ( un vero e proprio premio alla carriera ) si è capito dalle tue parole, nel momento della premiazione, cosa possa voler dire vivere un amore lungo una vita!
La tua semplicità, il non essere mai al di sopra delle righe e l’amore per il tuo lavoro ti hanno accompagnato in tutti questi anni e concordo con Platinette quando di te dice “ quando ascolto la voce di Luisella mi viene sempre da pensare al sole, anche quando guardando dalla finestra fuori piove”.
Non sono mai stato tenero nel recente passato con l’attuale dirigenza di RMC non fosse altro per il fatto che negli ultimi dieci anni è stata incapace di frenare l’emorragia di ascolti che ha confinato l’emittente monegasca agli ultimi posti tra le radio italiane e lo sono ancor meno oggi che non riesco a trovare nessuna giustificazione al fatto che tu non possa andare in onda quotidianamente con un programma tutto tuo.
Siamo a Natale e dovremmo si dice essere tutti più buoni, ma forse sarebbe meglio essere cattivi a Natale e buoni tutto l’anno, ne guadagnerebbe il mondo intero!
Credo però che a Natale al di là dell’essere buoni o meno buoni, ognuno di noi dovrebbe fare mentalmente un bilancio dell’anno che si avvicina alla conclusione per capire se qualcosa non è andato per il verso giusto o peggio ancora se abbiamo commesso degli errori.
Mi auguro che anche chi sta ai piani alti di Largo Donegani abbia avuto modo di fare un remake delle decisioni prese e si renda conto di quanto tu possa essere ancora importante per RMC e per quanti ti seguono con immutato affetto da sempre!
Buon Natale, Luisella!

RMC verso la filodiffusione, NO grazie!

filo2Acque agitate nei corridoi dell’emittente monegasca dove dalla ripresa della “regular season “ dopo la pausa estiva stanno circolando voci sempre più insistenti sulle difficoltà economiche che sembrerebbe attraversare il Gruppo Finelco, tanto da indurre qualche Cassandra che si aggira nei meandri della radiofonia meneghina a ipotizzare possibili ed imminenti tagli sul personale oltre ad un quasi inevitabile passaggio di proprietà entro il primo semestre 2015 della maggioranza delle quote azionarie ad un novello Tohir ( presumibilmente spagnolo ) con il pallino della comunicazione via radio.
Se questi rumors saranno confermati appare del tutto strano apprendere che ai piani alti di Largo Donegani gli scienziati della comunicazione che operano h24 nell’Ufficio Complicazioni Affari Semplici si accingano a mettere mano ad una vera e propria rivoluzione del palinsesto che dovrebbe far trovare agli ascoltatori sotto l’albero di Natale ( ma qualcuno ipotizza già dai primi di dicembre ) una radio quasi totalmente votata alla messa in onda di sola musica giusto per andare incontro a quanti amano il genere “ filodiffusione “ che per la cronaca vide la luce in Italia il 5 gennaio 1959.
Sul fatto che i responsabili di Radio Monte Carlo abbiano dilapidato negli ultimi dieci anni un patrimonio incredibile di ascoltatori è cosa risaputa e trova conforto nei dati forniti ciclicamente dalle indagini sulla rivelazione degli ascolti dove l’ex radio di Gran Class puntualmente perde consensi, come nel caso dell’ultima indagine relativa al periodo 18 giugno/30 settembre 2014.
Viene quindi da chiedersi se non sia il caso di lavorare per lasciare agli eventuali nuovi proprietari una radio fatta bene e al passo con i tempi piuttosto che un qualcosa che saprebbe di vecchio come la filodiffusione.
Ho scritto a più riprese da semplice ascoltatore che ritengo deleterio il lavoro che sta facendo chi dirige l’Ufficio Complicazioni Affari Semplici di RMC e se fosse vera la notizia di un imminente cambio di programmazione improntata verso una radio di solo musica mi viene spontaneo fare alcune riflessioni al riguardo non certo con la speranza che possano essere condivise ma giusto perché rimangano a futura memoria nella malaugurata ipotesi che il voltar pagina della radio porti ad un fuggi fuggi repentino e traumatico dei già pochi ascoltatori.
La radio rappresenta nella vita di tutti i giorni il più grande mezzo di comunicazione che si possa immaginare, in grado non solo di trasmettere ma anche di ricevere, capace di far sentire qualcosa all’ascoltatore ma anche di farlo parlare mettendolo di fatto in relazione con altri.
In tutti questi anni ha mantenuto il fascino di televisione senza immagini, capace di creare un rapporto duraturo con l’ascoltatore ( fatto molto importante da un punto di vista pubblicitario ) e con il grande pregio di poter essere ascoltata ovunque e in ogni momento della giornata, anche durante lo svolgimento di altre attività.
La radio è un insieme di voci e suoni, non è qualcosa di chimico ma piuttosto alchimia nel senso che ciò che esce dall’altoparlante o dalle cuffie non è una formuletta perfetta dettata dal cervello ma è anche e soprattutto qualcosa che nasce dal cuore.
radioNormanA chi muove le fila a RMC consiglierei di dare una guardatina a una copertina del popolare “ Saturday Evening Post “ del 1922 che riporta il dipinto “ Listen,ma!” del popolare illustratore Norman Rockwell ( a lui è dedicata una mostra a Palazzo Sciarra a Roma fino a febbraio 2015 ) in cui la musica e il piacere di ascoltare ciò che viaggia nell’etere sembrano la cifra dominante dell’illustrazione.
Mi chiedo anche se i direttori di RMC abbiano ben chiaro chi siano i propri ascoltatori visto che tra il milione e 222 mila fedelissimi ormai rimasti, ben 1 milione e 51 mila persone hanno più di 25 anni e notoriamente si sa che il pubblico maturo preferisce la radio parlata al contrario di quello giovanissimo che predilige la sola musica.
Dispiace dover fare un analisi, che può apparire impietosa, di una radio che per rinnovarsi non trova di meglio che tarpare le ali agli speaker che verranno relegati ad un ruolo di robot pre-programmati a cui sarà concesso di annunciare il titolo del brano che andrà in onda e nulla più.
Quando si tocca il fondo del barile di solito le colpe vengono equamente distribuite tra quanti hanno contribuito, ciascuno per la propria parte, a generare il disastro; è fuor di dubbio che le responsabilità maggiori siano ascrivibili a chi ha retto il timone della nave che affonda ma anche l’equipaggio non è esente da colpe non fosse altro per non aver fatto nulla per far cambiare rotta ad una nave che prima o poi avrebbe incontrato sulla propria rotta la secca dove arenarsi.
Non a caso tempo addietro avevo definito l’emittente monegasca come una sorta di appezzamento di terra dove ciascun speaker coltivava il suo orticello, senza curarsi di ciò che avveniva al di fuori del proprio fazzoletto di terra e oggi che l’aria si fa pesante può non essere più così importante andare in onda affacciati sul porticciolo più bello d’Europa o far parte del ristretto numero di speaker “ che sanno solo loro fare la radio “ perché quando in gioco c’è il proprio posto di lavoro forse si capisce che c’era tempo e spazio per fare qualcosa prima …

Milano – 7° edizione del Re Panettone

shapeimage_25Milano nell’ultimo weekend di novembre ospiterà nello Spazio A ex Ansaldo la 7° edizione della manifestazione il “ Re Panettone “, un appuntamento che è diventato un “must” per i milanesi e per quanti amano il dolce tipico di Milano.
Oltre 40 tra i migliori pasticcieri italiani presenteranno al pubblico i loro panettoni d’eccellenza svelando segreti e curiosità del tipico dolce milanese.
Gli organizzatori di Re Panettone non si stancano mai di stupire i loro ospiti e, alle attività che hanno reso unica la manifestazione gli anni passati, affiancheranno tante novità, che sapranno divertire e farsi amare.
Visitando l’evento avrete per esempio la possibilità di sapere dove è nato il panettone e perché ha quella tipica forma a fungo; mentre i lievitati saranno preparati con ingredienti del tutto naturali, senza conservanti, né mono e digliceridi, né altri additivi artificiali, come impone il disciplinare della manifestazione e di conseguenza la loro durata non sarà paragonabile ai sei mesi dei prodotti industriali.
Per la vendita dei lievitati, il prezzo al chilo resterà di 20 € come gli anni passati e sarà uguale per tutti i dolci in mostra.
Accanto all’esposizione vera e propria vi saranno altre attività collaterali sempre legate al panettone, e tra queste vanno segnalate :
– il gioco “Un panettone per chi conosce il panettone. E Milano”. Il gioco consiste in domande sul panettone e sulla sua città, i più preparati riceveranno omaggi messi a disposizione dai pasticcieri presenti all’evento;
degustazioni guidate per assaggiare i vari tipi di panettoni in esposizione;
– un Wine-bar che proporrà in degustazione una preziosa selezione di bottiglie che si abbinano perfettamente con il panettone.
Inoltre, da quest’anno Re Panettone diventa una manifestazione ad inviti, gratuitamente scaricabili seguendo gli appositi link nella pagina web della manifestazione, oppure disponibili all’ingresso.
L’accesso alla manifestazione, previa presentazione di un invito e registrazione, sarà possibile dalle 10 alle 20 di Sabato 29 novembre e dalle 10 alle 19 di Domenica 30 novembre.

Per maggiori informazioni
www.repanettone.it

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Alda Merini – Vuoto d’amore

merini1A cinque anni dalla morte di Alda Merini ( 1931 – 2009 ) il Corriere della Sera ha presentato in questi giorni l’uscita di una collana dedicata alla poetessa italiana più amata, da Vuoto d’amore a Superba è la notte attraverso 16 uscite per celebrare il mito della poetessa, della scrittrice, della donna forte, vera, capace di lasciare un segno nella nostra letteratura e nella nostra memoria.
Il manicomio, la sua Milano, le battaglie combattute, le guerre vinte ma anche l’amore da dare e ricevere e la tormentata ricerca di libertà hanno caratterizzato il percorso di vita di questa donna che in questo libro fotografa il vuoto d’amore come quello spazio infinito che viene dopo l’abbandono da parte della famiglia ( dovuto soprattutto alla sua malattia mentale ), l’abbandono da parte degli amici e dei suoi amanti, momenti che feriscono in maniera indelebile il suo animo delicato.

Vuoto d’amore