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Quando l’arte trasmette felicità!

E’ con grande piacere che oggi vi presento un’artista finlandese che ha trovato nell’arte la sua via per trasmettere felicità
Anne Sorvari è nata nel 1969 a Hyvinkää, nel sud della Finlandia, dove vive tuttora
E’ mamma di quattro figli, di cui tre già adulti (30, 28 e 25) e una piccola di 7 anni
Per anni ha lavorato come badante per portatori di handicap mentale e anche come insegnante nella scuola primaria
Nel 2017 grazie al congedo per studio, ha continuato a studiare come artigiano visivo perché l’arte è sempre stata vicino al suo cuore e parte integrante della sua vita e nel 2019 si è laureata
Ritornata a lavorare a scuola, purtroppo nel 2020 ha subito un’emorragia cerebrale ed è iniziata l’epilessia, costringendola a un anno di congedo per malattia
Dall’aprile di quest’anno, è andata in pensione per invalidità parziale e ha affrontato una nuova vita a casa nonostante siano rimasti alcuni danni legati alla memoria, alla concentrazione e alla fatica
Fa arte regolarmente e si diverte attraverso la sua arte ingenua, gioiosa e colorata con cui riesce a trasmettere buon umore alle persone che ammirano i suoi dipinti e il fare arte le permette anche di superare quei momenti di tristezza che ha, non trasferendoli nei suoi dipinti
E’ da soli 4 mesi su Instagram ma la sua arte è stata accolta favorevolmente e questo la rende felice e la invoglia a provare nuove tecniche e stili
Il suo sogno? Essere sempre in grado di continuare a fare arte con la speranza che le sue opere possano essere apprezzate ed acquistate per sostenere in parte la sua famiglia e se stessa
Auguri Anne!

Alcune sue opere sono in vendita su Artnow.fi
Potete seguirla sulla sua pagina Instagram

When art conveys happiness!
It is with great pleasure that today I present to you a Finnish artist who has found her way to convey happiness in art
Anne Sorvari was born in 1969 in Hyvinkää, in southern Finland, where she still lives today
She is a mother of four children, three of whom are already adults (30, 28 and 25) and a 7-year-old daughter
For years she worked as a caregiver for the mentally handicapped and also as a teacher in primary school
In 2017 thanks to the study leave, she continued to study as a visual craftsman because art has always been close to her heart and an integral part of her life and in 2019 she graduated
Back to work at school, unfortunately in 2020 she suffered a brain hemorrhage and epilepsy began, forcing her to one year of sick leave
Since April of this year, she retired with partial disability and faced a new life at home despite some damage related to memory, concentration and fatigue
She makes art regularly and enjoys herself through her naive, joyful and colorful art with which she manages to convey good humor to the people who admire her paintings and making art also allows her to overcome those moments of sadness she has, not transferring them to her paintings
She has only been on Instagram for 4 months but her art has been well received and this makes her happy and encourages her to try new techniques and styles
Her dream? Always be able to continue making art with the hope that her works can be appreciated and purchased to partially support her family and herself
Best wishes .. Paljon terveisiä Anne!

Some of her works are for sale on Artnow.fi
You can follow her on this Instagram page

 

Ciao Raffaella .. mancherai a tutti!

Se ne è andata una star universale, la vera regina della Tv dove ha saputo portare una vera trasformazione del modo di fare Tv
Ha venduto 60 milioni di dischi in tutto il mondo e i suoi brani ancora oggi sono delle vere hit in discoteca
Grande professionista ha vissuto gran parte della sua vita sotto le luci della ribalta ma ha scelto di andarsene in silenzio per non dare un dispiacere ai milioni di suoi fan con la notizia della sua malattia
Se ne è andata uno spirito libero che ha saputo dare voce a chi non aveva voce

Raffaella Carrà era nata a Bologna il 18 giugno 1943

 

 

Hi Raffaella .. everyone will miss you!

A universal star has gone, the true queen of TV where she has been able to bring a real transformation of the way of doing TV
She has sold 60 million records in all the world and her songs are still real hits in the disco today
A great professional, she has lived most of her life in the limelight but has chosen to leave in silence so as not to displease the millions of her fans with the news of her illness
A free spirit has gone who has been able to give a voice to those who had no voice

Raffaella Carrà was born in Bologna on June 18, 1943

 

 

Ciao Raffaella .. Grazie!

 

Elena MAALI .. che bello il mondo visto con occhi ingenui

Elena MAALI .. che bello il mondo visto con occhi ingenui
Elena Maali è un’artista spagnola nata a Madrid, città in cui vive da sempre
Come logopedista ha trattato problemi di linguaggio nei bambini, e ha pubblicato una raccolta di 7 storie BIMO per l’educazione emotiva dei bambini, si è sempre dedicata al campo educativo e negli ultimi anni ha lavorato all’alfabetizzazione e alla formazione di base per adulti
Anche se ha dipinto il suo primo quadro 25 anni fa, è da solo un anno che ha ripreso a dipingere con una certa frequenza ed è totalmente autodidatta non avendo ricevuto alcun tipo di formazione artistica
La situazione di reclusione dovuta al COVID-19 ha risvegliato in Elena la necessità di esprimersi e lo ha fatto in modo essenziale attraverso la pittura
Il suoi stile ingenuo riflette in qualche modo la sua realtà attraverso le persone e gli aspetti essenziali che la compongono in un mondo fatto di colori, luci e contrasti

Per maggiori informazioni potete seguirla sul suo profilo
Instagram

Elena MAALI .. how beautiful is the world seen with naive eyes
Elena Maali is a Spanish artist born in Madrid, the city where she has always lived
As a speech therapist she has treated speech problems in children, and has published a collection of 7 BIMO stories for emotional education for children, has always been dedicated to the educational field and in recent years has worked on literacy and basic training for adults
Even though she painted her first painting 25 years ago, she has only started painting with some frequency for just one year and she is totally self-taught having not received any kind of artistic training
The situation of confinement due to COVID-19 awakened in Elena the need to express herself and she did it in an essential way through painting
Her naive style somehow reflects her reality through the people and the essential aspects that compose it in a world made of colors, lights and contrasts

For more information you can follow her on
Instagram

Elena MAALI .. que lindo es el mundo visto con ojos ingenuos
Elena Maali es una artista española nacida en Madrid, ciudad donde siempre ha vivido
Como Logopeda ha tratado problemas de lenguaje en los niños, y ha publicado una colección de 7 cuentos, BIMO, para la educación emocional infantil, siempre se ha dedicado al campo educativo y en los últimos años ha trabajado en alfabetización y formación básica de personas adultas
A pesar de que pintó su primer cuadro hace 25 años, solo ha comenzado a pintar durante un año con cierta frecuencia y es totalmente autodidacta porque no ha recibido ninguna formación artística
La situación de confinamento debido a la COVID-19 despertó en Elena la necesidad de expresarse y lo hizo de manera imprescindible a través de la pintura
Su estilo naif refleja de alguna manera su realidad a través de las personas y los aspectos indispensables que la conforman en un mundo hecho de colores, luces y contrastes

Para más información puedes seguirla en su perfil
Instagram

Gary BUNT e l’Art therapy

Gary Bunt è nato nel 1957 a Tonbridge nel Kent.
Da ragazzo ha abbandonato la Scuola d’Arte per abbracciare la carriera di musicista, diventando uno stimato chitarrista di successo.
Dopo molti anni trascorsi nell’ambiente musicale Gary è ritornato, complice l’aver scoperto di essere affetto da una forma tumorale, ai suoi primi amori la pittura e la poesia, iniziando a dipingere in maniera professionale e liberandosi dalla dipendenza dall’alcol e dalle droghe.
Nei suoi quadri Gary rievoca i suoi ricordi di ragazzo, raffigurando con un suo humour del tutto particolare tutto ciò che circonda il mare; nei suoi quadri sono spesso presenti gli animali, in modo particolare i cani che Gary usa per meglio definire il più delle volte le persone ritratte nei suoi dipinti.
Nel 2001 a Gary è stata diagnosticata una forma tumorale e da quel momento ha iniziato ad usare la sua pittura come mezzo per aiutare gli altri, insegnando con successo ad un gruppo di pazienti come l’art theraphy possa attraverso la pittura diventare un importante coadiuvante per meglio affrontare la degenza.
Partendo dalla sua convinzione che quando si dipinge non si pensa a null’altro che a quello che si sta dipingendo, Gary ha saputo trasmettere questo suo credo a moltissime persone che ne hanno tratto giovamento, e lui stesso da tre anni a questa parte è riuscito a liberarsi dal male che lo affliggeva.

 

 

 

Gary Bunt was born in 1957 in Tonbridge in Kent
As a boy he dropped out of the School of Art to embrace a career as a musician, becoming an esteemed successful guitarist
After many years spent in the musical environment, Gary returned to his first loves painting and poetry, thanks to having discovered that he was affected by a tumor, starting to paint professionally and freeing himself from addiction to alcohol and drugs
In his paintings Gary evokes his memories as a boy, depicting everything that surrounds the sea with his own particular humor; in his paintings there are often animals, especially the dogs that Gary uses to better define most of the time the people portrayed in his paintings
In 2001 Gary was diagnosed with a form of cancer and from that moment he began to use his painting as a means to help others, successfully teaching a group of patients how art theraphy can through painting become an important adjuvant for better face the hospitalization
Starting from his conviction that when you paint you don’t think of anything other than what you are painting, Gary has been able to convey this belief to many people who have benefited from it, and he himself has succeeded for three years now. to free himself from the evil that afflicted him

 

 

Alda Merini sono nata il ventuno a primavera di 90 anni fa

Alda-Merini-6Alda Merini la regina dei Navigli era nata il ventuno a primavera del 1931 e proprio oggi nella Giornata mondiale della poesia avrebbe compiuto 90 anni, se fosse in vita, Google  nel 2016 l’ha ricordata dedicandole un Doodle (realizzato dalla grafica Alyssa Winas) nel quale si trova racchiusa tutta la grazia e la profondità della grandissima della poesia italiana.
L’immancabile collana di perle, una penna e un taccuino stretti al petto e sullo sfondo  l’inconfondibile ponte sui Navigli.
Alda incontra precocemente la poesia, iniziando   a scrivere giovanissima (a soli 22 anni esce la sua prima raccolta di versi “La presenza di Orfeo”) e di pari tempo arriveranno i primi turbamenti, l’inquietudine e la depressione che le terranno compagnia per la vita intera.
Nella sua travagliata esistenza ha raccontato spesso gli esclusi e si è dovuta confrontare con la malattia mentale, trovando nella sua amata Milano quel buen retiro dove rifugiarsi dopo i vari soggiorni negli ospedali psichiatrici (“La pazza della porta accanto” è una sua raccolta di versi del ’95, edita da Bompiani).
Sulla facciata della sua casa sui Navigli dal 2010 c’è una targa a lei dedicata che recita: “Ad Alda Merini, nell’intimità dei misteri del mondo”.

Elettroshock. Parole, poesie, racconti, aforismi, foto


Alcuni dei suoi versi più belli:

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

*****

Prima di venire
Portami tre rose rosse
Prima di venire
Portami un grosso ditale
Perché devo ricucirmi il cuore
E portami una lunga pazienza
Grande come un telo d’amore
Prima di venire
Dai un calcio al muro di fronte
Perché li dentro c’è la spia
Che ha guardato in faccia il mio amore
Prima di venire
Socchiudi piano la porta
E se io sto piangendo
Chiama i violini migliori
Prima di venire
Dimmi che sei già andato via
Perché io mi spaventerei
E prima di andare via
Smetti di salutarmi
Perché a lungo io non vivrei.

*****

Ci sono pittori che scrivono con le rime
e disegnano foreste entro cui
vanno a vivere con i loro amori.
Si contentano di un solo pensiero,
lo vestono di rubini e
credono che sia un re.
I poeti non credono alle date,
credono che la loro storia cominci
dalla presenza.

*****

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti
Di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori, detti pensieri,
di rose, dette presenze,
di sogni, che abitino gli alberi,
di canzoni che faccian danzar le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia le pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

*****

Ieri sera era amore,
io e te nella vita
fuggitivi e fuggiaschi
con un bacio e una bocca
come in un quadro astratto:
io e te innamorati
stupendamente accanto.
Io ti ho gemmato e l’ho detto:
ma questa mia emozione
si è spenta nelle parole.

*****

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

*****

Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l’assenza della tua vita.
È così bello sentirti fuori,
desideroso di vedermi
e non mai ascoltato.
Sono crudele, lo so,
ma il gergo dei poeti è questo:
un lungo silenzio acceso
dopo un lunghissimo bacio.

*****

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

*****

Scrivimi, te l’ho detto tante volte,
scrivimi una lettera lunghissima
che parli solamente di silenzio.

alda-merini5

 

La Finlandia si conferma il Paese più felice del mondo

La Finlandia ha difeso il suo ambito titolo di Paese più felice del mondo e per il quarto anno consecutivo la nazione nordica ha conquistato il primo posto, anche in mezzo a una pandemia che ha scosso il mondo.
Nonostante la terribile pandemia COVID-19 in tutti i settori della vita, molti dei Paesi con il punteggio più alto in termini di felicità complessiva sono rimasti in cima alla lista, secondo il World Happiness Report 2021, pubblicato venerdì, il giorno prima della Giornata internazionale della felicità
L’Italia nonostante la pandemia è salita dal 28° al 25° posto

 

 

 

Finland defended its coveted title of the happiest Country in the world and for the fourth consecutive year the Nordic nation took the top spot, even amid a pandemic that has rocked the world.
Despite the dire COVID-19 pandemic in all walks of life, many of the Countries with the highest scores in terms of overall happiness remained at the top of the list, according to the 2021 World Happiness Report, released on Friday, the day before International Day of happiness
Despite the pandemic, Italy has risen from 28th to 25th place

1. Finland
2. Iceland
3. Denmark
4. Switzerland
5. Netherlands
6. Sweden
7. Germany
8. Norway
9. New Zealand
10. Austria
11. Israel
12. Australia
13. Ireland
14. United States
15. Canada
16. Czech Republic
17. Belgium
18. United Kingdom
19. China
20. France

For more info: worldhappiness.report

 

1° Giornata nazionale in memoria vittime del Covid19

Oggi in Italia si è celebrata la giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid19 che dopo un anno dall’inizio della pandemia hanno ormai superato le 100.000 unità
Scrivo con cognizione di causa perché purtroppo lo scorso aprile ho perso mio papà e ho passato quello che credo abbiano vissuto i parenti di tutte queste vittime incolpevoli ed inconsapevoli di quanto stava loro accadendo e il mio pensiero ed un abbraccio virtuale  in questo triste giorno va a tutti i miei amici in Italia e all’estero che non hanno potuto accompagnare nell’ultimo viaggio i loro cari
In un giorno della memoria si dovrebbe pensare unicamente ai propri cari ma considerato che ad un anno dallo scoppio della pandemia ci ritroviamo più o meno nella stessa situazione se non peggio allora viene spontaneo chiedersi perché tutto questo?
Non sono ne un medico e tantomeno uno scienziato ma credo che chiunque abbia capito che il mondo sta combattendo una guerra non tra questo a quello stato ma contro un virus che non è stupido e che ha come obbiettivo quello di seminare morte e lo fa come un cecchino infallibile che non pensa minimante di ferire la sua vittima ma vuole ammazzarla e per farlo si è cammin facendo attrezzato di tutti quegli strumenti che lo aiutano a raggiungere il suo scopo e quindi per lui le armi a lunga gittata o i teleobiettivi capaci di colpire mortalmente a 200 metri sono in realtà le diverse varianti che si è autogenerato ( scozzese,brasiliana,africana,filippina ecc.) e con cui cerca di eludere il giubbotto antiproiettile che si chiama vaccino
Perché assistiamo da mesi al valzer in tv di medici,scienziati,virologi,tuttologi e chi più ne ha ne metta che raccontano ognuno la loro verità fino talvolta a contraddirsi tra di loro
Perché dopo un anno molti ospedali si trovano nelle stesse condizioni di un anno fa nel momento in cui devono affrontare l’emergenza con pazienti che devono rimanere per ore nell’autoambulanza prima di accedere all’interno
Perché sui vaccini si sta assistendo ad un teatrino che sembra lasciar trasparire che dietro il mondo dei vaccini ci sia quello che da sempre c’è quando si parla di guerra, il business, che porta gli uomini a farsi ricchi o poveri a seconda da che parte della barricata si trovano
Quello che trovo veramente inconcepibile è che tutti gli Stati del mondo chi più chi meno guardano con grande interesse a quando arriveranno tra sei mesi i report da Marte per sapere se anche li nascono i funghi o chissà cosa e non sono minimamente interessati a fare un fronte comune per trovare in tempi brevi un farmaco capace di debellare definitivamente questa pandemia
Uno Stato civile deve prima di ogni altra cosa tutelare la salute dei propri cittadini e a maggior ragione lo deve fare il mondo intero visto che oggi ci piace tanto chiamarci cittadini del mondo

 

 

 

Today in Italy was celebrated the national day in memory of the victims of Covid19 who after a year from the beginning of the pandemic have now exceeded 100,000 units
I write with knowledge of the facts because unfortunately last April I lost my dad and I went through what I believe the relatives of all these innocent and unaware victims of what was happening to them and my thoughts and a virtual hug on this sad day go to all my friends in Italy and abroad who were unable to accompany their loved ones on the last trip
On a day of memory we should think only of loved ones but considering that one year after the outbreak of the pandemic we find ourselves more or less in the same situation if not worse then it is natural to ask why all this?
I am neither a doctor nor a scientist but I believe that anyone who has understood that the world is fighting a war not between this and that state but against a virus that is not stupid and that aims to sow death and does it as a infallible sniper who does not think minimally of injuring his victim but wants to kill her and to do so he is walking equipped with all those tools that help him reach his goal and therefore for him long-range weapons or telephoto lenses capable of mortally hitting a 200 meters are actually the different variants that he self-generated (Scottish, Brazilian, African, Filipino etc.) and with which he tries to evade the bulletproof vest called vaccine
Because for months we have been witnessing the waltz on TV of doctors, scientists, virologists, all-rounders and so on and so forth who each tell their truth up to sometimes contradict each other
Because after a year, many hospitals are in the same conditions as a year ago when they have to deal with an emergency with patients who have to stay in the ambulance for hours before accessing the interior
Because on vaccines we are witnessing a theater that seems to reveal that behind the world of vaccines there is what has always been there when it comes to war, the busines,  that leads men to become rich or poor depending on which side of the barricade are found
What I find truly inconceivable is that all the states of the world, some more or less, are looking with great interest at when the reports from Mars arrive in six months to find out if mushrooms are born there or who knows what and are not in the least interested in making a front. common to quickly find a medicine capable of definitively eradicating this pandemic
A civil state must first of all protect the health of its citizens and even more the whole world must do so since today we like so much to call ourselves citizens of the world

E’ sempre tempo di un Irish coffee!

irish11Cosa c’è di meglio che degustare un buon Irish coffee, la tradizionale bevanda irlandese capace di scaldare il nostro animo con il suo sapore deciso e quella cremosità che lo rende inconfondibile!
In Irlanda si dice che per fare un perfetto Irish coffee serva la panna montata “ricca come l’accento irlandese”, il caffè “forte come la mano di un amico” e il whiskey, rigorosamente irlandese, “liscio come lo spirito della terra”.
Ma come è nato l’Irish Coffee?
Era il lontano 1943 e dall’allora aeroporto di Foynes (che verrà poi chiuso nel 1945 per lasciare spazio al nuovo Areoporto Internazionale di Shannon) una notte d’inverno partì un volo con destinazione New York.
A causa delle cattive condizioni del tempo il comandante dell’aereo prese la decisione dopo un paio di ore di volo di fare rientro a Foynes e così venne allertato il personale di terra affinchè ritornasse in aeroporto per accogliere i passeggeri e servire loro cibi e bevande.
Alcuni passeggeri chiesero al barman Joe Sheridan di servire loro qualcosa di molto caldo e Joe che solitamente serviva agli irlandesi tè caldo corretto con whiskey decise di inventare per questi passeggeri americani la bevanda che di lì a pochi anni avrebbe spopolato nel mondo intero.
Prese un bicchiere a stelo, in modo da evidenziare il contrasto dei colori, e vi versò un cucchiaino di zucchero di canna, una buona dose di Wiskey irlandese, caffè nero bollente e uno strato di panna montata irlandese.
Uno dei passeggeri rimasto piacevolmente impressionato dalla bontà della bevanda si avvicinò al barman e gli chiese se avesse usato per prepararla caffè brasiliano e Joe rispose sorridendo “ no, è Irish Coffee“ creando i quel momento il nome di una delle più famose bevande al mondo.
Nel 1952 un giornalista americano del San Francisco Chronicle, Stanton Delaplane, di passaggio dall’aeroporto di Shannon assaggiò l’Irish Coffee di Joe e portò la ricetta al suo bar preferito il Buena Vista del Fisherman’s Wharf di San Francisco.
Esiste una targa di bronzo sul muro esterno del Buena Vista per ricordare che il primo Irish Coffee fu servito lì nel 1952. Oggi in questo bar vengono serviti più di 2000 Irish Coffee al giorno.
Il barman Joe Sheridan nacque nel 1909 a Castelderg nella Contea di Tyrone nell’Irlanda del Nord, primo di sei figli, si trasferì a Dublino dopo la morte del padre per lavorare in un ristorante e quindi nel 1943 accettò il posto di barman nel Lounge dell’aeroporto di Foyes, per proseguire l’attività nell’aeroporto di Shannon quando quello di Foyes venne chiuso.
Nel 1952 emigrò in America dove fu chiamato a ricoprire il ruolo di primo barman al Buena Vista di San Francisco, morì nel 1962 ed è sepolto nel cimitero di Oakland vicino a San Francisco.

Ogni anno nel mese di giugno la cittadina di Foyes nella Contea di Limerick ospita il Festival dedicato a quella che è diventata una delle più famose bevande del mondo “ l’Irish Coffee “.
L’appuntamento più importante dell’intero Festival è il Power Irish Coffee Making Championship che ogni anno decreta tra i numerosi partecipanti chi è il barman capace di creare il “più buon Irish Coffee“ per l’anno in corso.

La ricetta originale dell’Irish Coffee, tratta da Good Food Ireland

  • 25 ml di whiskey irlandese
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di panna liquida
  • 2 tazzine di espresso
  • acqua calda quanto basta
  • per decorare cacao amaro in polvere e/o un chicco di caffè

visita anche Irish Whiskey Museum

Tittart .. quando la tela e i colori si trasformano in bellezza

Valentina Bisogno in arte “Tittart” nasce a Torino nel 1967 dove dopo il Liceo artistico frequenta una scuola triennale di Arte e Moda
Con suo grande rammarico non si iscrive all’Accademia Albertina di Belle Arti, perché la vita ha scelto per lei un altro percorso
Dopo aver girato a lungo l’Italia per lavoro a 28 anni si stabilisce a Milano per poi approdare definitivamente sul Lago Maggiore, dove vive attualmente
Nel 1998 a seguito di un bruttissimo incidente che la costringe a 11 mesi di fisioterapia e ad 8 interventi di ricostruzione chirurgica della mano destra smette di dipingere definitivamente
Nel 2015 una delicata operazione alla schiena la tiene ferma per due mesi, ed è in quel momento che riaffiora la passione per la pittura mai sopita, a tal punto da provare se riesce ancora a tenere un pennello in mano
E così come per magia, andando a bottega dall’artista Patrizia Pollato dopo un percorso formativo durato 4 anni la passione per l’arte trova la forza di uscire dal cassetto dei desideri in cui era stata rinchiusa
Valentina ricupera il suo tratto e l’uso dei colori e inizia un nuovo percorso artistico che le permetterà di non abbandonare più questa parte così importante di se stessa
Nasce così l’artista Tittart che attraverso la sua pittura riesce ad esprimere al meglio se stessa, con uno stile pittorico che racconta del suo vissuto travagliato e della sua anima alla perenne ricerca di verità e bellezza
Attraverso le sue opere Tittart riesce a mettere da parte la sua timidezza e le sue insicurezza per
raffigurare quella gioia di vivere che le permette di trasformare tela e colori in quella bellezza che attraverso la natura che ritrare diventa il suo rifugio da dove sfuggire alle brutture del mondo

Tittart .. when canvas and colors are transformed into beauty

Valentina Bisogno, “Tittart” was born in Turin in 1967 where after the artistic high school she attended a three-year school of Art and Fashion
To her great regret, she does not enroll in the Albertina Academy of Fine Arts, because life has chosen another path for her
After traveling around Italy for a long time for work, at the age of 28 she settled in Milan and then landed permanently on Lake Maggiore, where she currently lives
In 1998, following a very bad accident that forced her to 11 months of physiotherapy and 8 surgical reconstruction operations on her right hand, she stopped painting permanently
In 2015, a delicate operation on her back kept her still for two months, and it was at that moment that her passion for painting, which had never subsided, resurfaces, to the point of trying if she can still hold a brush in her hand
And as if by magic, going to the artist Patrizia Pollato’s workshop after a training course that lasted 4 years, the passion for art finds the strength to get out of the drawer of desires in which it had been locked up
Valentina regains her stroke and the use of colors and begins a new artistic path that will allow her to never abandon this so important part of herself
Thus was born the artist Tittart who, through her painting, is able to best express herself, with a pictorial style that tells of her troubled life and her soul in the perennial search for truth and beauty
Through her works Tittart manages to put aside her shyness and her insecurity for
depict that joie de vivre that allows her to transform canvas and colors into that beauty that through the nature she portrays becomes her refuge from which to escape the ugliness of the world

Per maggiori informazione su Tittart :

sito web

Instagram 

 

 

Sofia Fresia Art .. un tuffo nell’arte

Sofia Fresia è nata a Genova nel 1992 e vive tra Torino e la Valbormida dove vivono i suoi genitori

Dal  2015 studia pittura all’Accademia Albertina di Torino e attualmente frequenta l’ultimo anno del biennio specialistico della Scuola di Pittura

Nel 2014 ha ottenuto la laurea in infermieristica e nel 2018 quella di I livello con la tesi “Deriva e naufragio. L’arte del naufragio come ricerca di salvezza” che affronta il tema del fallimento e della mancanza di riferimenti stabili per i giovani attraverso immagini provenienti dal mondo del nuoto agonistico e delle piscine ricreative

Si è avvicinata all’arte per la prima volta grazie alla visita della mostra “Gli impressionisti e la neve” (2005), da cui ha tratto un enorme interesse verso la pittura figurativa e di paesaggio

Non avendo avuto la possibilità di  frequentare il liceo artistico, ha coltivato la sua passione da autodidatta finché la pittura non si è rivelata cruciale nell’affrontare un lungo ricovero ospedaliero

Dipingere ha riacceso in lei una scintilla di interesse per la vita e l’ha aiutata a trovare la forza per liberarsi dai suoi fantasmi

Agonista di nuoto per salvamento e accompagnatrice di media montagna, si interessa alle tematiche sociali e ambientali cui contribuisce anche con il volontariato

Ha sempre con se i suoi due  taccuini che utilizza prevalentemente in montagna d’estate o nel corso di qualche viaggio (particolarmente utili durante le traversate di più giorni in montagna, sia per tenere memoria delle singole giornate come una sorta di diario di bordo visivo, sia per riempire le lunghe attese in rifugio al termine di ogni tappa)

I suoi primi lavori erano a carattere fortemente figurativo e connessi agli aspetti che più sentiva legati alla sua  rinascita, come la montagna e il nuoto; usava la pittura per parlare di se a se stessa, come a dire “eccomi, sono qui e sono diventata questa persona”

In seguito ha iniziato a usare la pittura per parlare di se agli altri e questa è stata una rivoluzione perché si è resa conto che la comunicazione attraverso i dipinti era più incisiva di quella a parole, e le permetteva di affrontare problemi sui quali non avrebbe mai osato intavolare un discorso

Tra tutti i lavori quelli che sente al momento più “suoi” sono i dipinti a olio della serie Pools, nei quali pensa di essere riuscita a trovare la giusta via di mezzo tra il messaggio da veicolare e l’attrazione personale innata per la pittura di stampo accademico che ad oggi viene spesso vista più come un vincolo anacronistico che come un’abilità

 Piscine vuote, edifici e oggetti abbandonati, porte che si spalancano su mondi e tempi inaccessibili: nella sua ricerca l’artista utilizza alcuni soggetti ricorrenti nella propria esperienza di vita ricombinandoli in lavori di matrice surrealista che affrontano prevalentemente temi di carattere sociale

 

Sofia Fresia was born in Genoa in 1992 and lives between Turin and Valbormida where her parents live

Since 2015 she has been studying painting at the Albertina Academy in Turin and is currently attending the last year of the two-year specialist course at the School of Painting

In 2014 she obtained a degree in nursing and in 2018 the 1st level degree with the thesis “Drift and shipwreck. The art of shipwreck as a search for salvation ” which addresses the theme of failure and the lack of stable references for young people through images from the world of competitive swimming and recreational pools

She approached art for the first time thanks to a visit to the exhibition “The Impressionists and the Snow” (2005), from which she drew a huge interest in figurative and landscape painting

Not having had the opportunity to attend art high school, she cultivated her passion as a self-taught person until painting proved to be crucial in facing a long hospital stay

Painting rekindled a spark of interest in life in her and helped her find the strength to free herself from her ghosts

Swimming agonist for rescue and mid-mountain companion, she is interested in social and environmental issues to which she also contributes with volunteering

She  always has two notebooks with her  which she mainly uses in the mountains in the summer or during some travels (particularly useful during multi-day crossings in the mountains, both to keep memory of individual days as a sort of visual logbook, both to fill the long waits in the refuge at the end of each stage)

Her  first works were strongly figurative and connected to the aspects that she felt most linked to her rebirth, such as the mountains and swimming; she used painting to talk about herself to herself, as if to say “here I am, I’m here and I’ve become this person”

She later started using painting to talk about herself to others and this was a revolution because she realized that communication through paintings was more incisive than words, and allowed her to face problems she would never have dared to strike up a speech

Among all the works, the ones she feels most “hers” at the moment are the oil paintings of the Pools series, in which she thinks she has managed to find the right middle ground between the message to convey and the innate personal attraction for painting by academic style that today is often seen more as an anachronistic constraint than as a skill

Empty swimming pools, abandoned buildings and objects, doors that open wide onto inaccessible worlds and times: in her  research the artist uses some recurring subjects in her own life experience, recombining them in surrealist works that mainly deal with social themes

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