Se ne è andata una star universale, la vera regina della Tv dove ha saputo portare una vera trasformazione del modo di fare Tv
Ha venduto 60 milioni di dischi in tutto il mondo e i suoi brani ancora oggi sono delle vere hit in discoteca
Grande professionista ha vissuto gran parte della sua vita sotto le luci della ribalta ma ha scelto di andarsene in silenzio per non dare un dispiacere ai milioni di suoi fan con la notizia della sua malattia
Se ne è andata uno spirito libero che ha saputo dare voce a chi non aveva voce
Raffaella Carrà era nata a Bologna il 18 giugno 1943
Hi Raffaella .. everyone will miss you!
A universal star has gone, the true queen of TV where she has been able to bring a real transformation of the way of doing TV
She has sold 60 million records in all the world and her songs are still real hits in the disco today
A great professional, she has lived most of her life in the limelight but has chosen to leave in silence so as not to displease the millions of her fans with the news of her illness
A free spirit has gone who has been able to give a voice to those who had no voice
Raffaella Carrà was born in Bologna on June 18, 1943
Elena MAALI .. che bello il mondo visto con occhi ingenui Elena Maali è un’artista spagnola nata a Madrid, città in cui vive da sempre
Come logopedista ha trattato problemi di linguaggio nei bambini, e ha pubblicato una raccolta di 7 storie BIMO per l’educazione emotiva dei bambini, si è sempre dedicata al campo educativo e negli ultimi anni ha lavorato all’alfabetizzazione e alla formazione di base per adulti
Anche se ha dipinto il suo primo quadro 25 anni fa, è da solo un anno che ha ripreso a dipingere con una certa frequenza ed è totalmente autodidatta non avendo ricevuto alcun tipo di formazione artistica
La situazione di reclusione dovuta al COVID-19 ha risvegliato in Elena la necessità di esprimersi e lo ha fatto in modo essenziale attraverso la pittura
Il suoi stile ingenuo riflette in qualche modo la sua realtà attraverso le persone e gli aspetti essenziali che la compongono in un mondo fatto di colori, luci e contrasti
Per maggiori informazioni potete seguirla sul suo profilo Instagram
Elena MAALI .. how beautiful is the world seen with naive eyes Elena Maaliis a Spanish artist born in Madrid, the city where she has always lived
As a speech therapist she has treated speech problems in children, and has published a collection of 7 BIMOstories for emotional education for children, has always been dedicated to the educational field and in recent years has worked on literacy and basic training for adults
Even though she painted her first painting 25 years ago, she has only started painting with some frequency for just one year and she is totally self-taught having not received any kind of artistic training
The situation of confinement due to COVID-19 awakened in Elena the need to express herself and she did it in an essential way through painting
Her naive style somehow reflects her reality through the people and the essential aspects that compose it in a world made of colors, lights and contrasts
For more information you can follow her on Instagram
Elena MAALI .. que lindo es el mundo visto con ojos ingenuos Elena Maali es una artista española nacida en Madrid, ciudad donde siempre ha vivido
Como Logopeda ha tratado problemas de lenguaje en los niños, y ha publicado una colección de 7 cuentos, BIMO, para la educación emocional infantil, siempre se ha dedicado al campo educativo y en los últimos años ha trabajado en alfabetización y formación básica de personas adultas
A pesar de que pintó su primer cuadro hace 25 años, solo ha comenzado a pintar durante un año con cierta frecuencia y es totalmente autodidacta porque no ha recibido ninguna formación artística
La situación de confinamento debido a la COVID-19 despertó en Elena la necesidad de expresarse y lo hizo de manera imprescindible a través de la pintura
Su estilo naif refleja de alguna manera su realidad a través de las personas y los aspectos indispensables que la conforman en un mundo hecho de colores, luces y contrastes
Para más información puedes seguirla en su perfil Instagram
Oggi sul ponte sventola bandiera bianca.. il maestro Franco Battiato si è arreso
Se ne va un genio della musica agli inizi dai più incompreso, ma diventato con il passare degli anni il centro di gravità permanente di molti cultori della musica con la M maiuscola
Lascia moltissimi capolavori, uno su tutti il brano “La cura”
Ho avuto la fortuna di conoscerlo agli inizi della sua carriera, ai tempi della sua collaborazione con Giusto Pio e la sua musica fu come un’apparizione e i suoi testi sono vere e proprie poesie
R.I.P.
Today on the bridge the white flag is flying .. maestro Franco Battiato has surrendered
Leaves us a musical genius misunderstood by many at first, but over the years has become the permanent center of gravity of many music lovers with a capital M
He leaves many masterpieces, one above all the song “La cura”
I was lucky enough to know him at the beginning of his career, at the time of his collaboration with Giusto Pio and his music was like an apparition and his texts are real poems
R.I.P.
Giulia Baita nata a Pontassieve ma trasferitasi con i genitori in Sardegna quando era poco più che una bambina si è portata con se dalla natia Toscana la passione per l’Arte che l’ha vista laurearsi in Storia dell’Arte Contemporanea
Insegnante di lettere al Liceo artistico Fois di Cagliari ha la fortuna di abitare davanti al Parco Naturale di Molentargius, l’unico al mondo dove i fenicotteri nidificano da quasi trent’anni e non è difficile capire come questo luogo meraviglioso abbia giorno dopo giorno accompagnato Giulia nella sua passione per l’Arte che lei considera un linguaggio importante per comunicare agli altri a modo suo che “ l’essenziale è invisibile agli occhi “ e lo fa utilizzando il linguaggio dei colori e delle forme reinventate attraverso il sapiente uso di Iphone e Tablet
Giulia è un’autorevole rappresentante della Mobile Art che si realizza con dispositivi mobili come iPhone, iPad e smartphone in genere, una forma d’Arte che lei ha scoperto nel 2010 ma che nell’ultimo quinquennio si è affermata sempre più, dapprima come variante della Digital Art, per poi espandersi a livello mondiale con una propria identità che la identifica come un movimento di arte contemporanea che crea immagini artistiche attraverso i dispositivi mobili impiegando le più recenti tecnologie visuali presenti su smartphone e tablet con cui gli artisti creano,modificano, trasformano e diffondono immagini digitali con app ( appositamente create per i dispositivi mobili ) che consentono un’elaborazione istantanea, o comunque molto veloce degli scatti
Si è venuta così a creare una comunità che vede impegnati centinaia di migliaia di artisti che in tutto il mondo ( soprattutto in America, Giappone e Nord Europa )producono arte, la condividono attraversi vari canali offerti dai social network e partecipano a contest, mostre collettive e personali
Giulia ha partecipato a numerose mostre internazionali, tra cui “Light impressions” (Miami) e mDAC 2017 (Palo Alto) e dal 2018 cura il progetto di mostre collettive di artisti internazionali, tra cui la mostre internazionali “Mobile Art From All Over The World” e “All colors of the world” che si sono svolte a Cagliari
Ha inoltre curato la grande mostra di Mobile Art a Milano “The Beauty Myth” in cui 30 artisti, inclusa lei stessa, hanno esposto le loro opere alla Galleria Copernico
Nel 2021 ha partecipato alla collettiva presso Palazzo Ducale Genova “Talk with me”
Nel marzo 2017 ha fondato MAG MobileArtGroup, MAG é una comunità internazionale che condivide l’arte mobile come una nuova forma di arte contemporanea e lo fa attraverso MobileArtGroup Facebook, MobileArtGroupAcademy Facebook, MAG Instagram e MAG Twitter
Giulia quindi non solo è una delle maggiori esponenti a livello europeo di questo nuovo movimento di Arte contemporanea, ma ha voluto mettere la propria esperienza al servizio di quanti vogliono avvicinarsi e promuovere questa forma d’arte creando una sorta di vetrina permanente con il gruppo MobileArtGroup su Facebook in cui gli artisti di ogni parte del mondo possono confrontarsi ma cosa ancora più interessante ha creato attraverso il MobileArtGroupAcademy sempre su Facebook una sorta di scuola dove apprendere attraverso appositi corsi come approcciarsi a questa forma d’arte che sta spopolando
Per maggiori informazioni sulle attività di Giulia Baita e per acquistare le sue opere vi rimando al suo sito web ed ai suoi profili social, mentre per chi vuole saperne di più su questa forma d’arte interessantissima vi elenco i vari gruppi presenti su Facebook e da lei stessa creati
Giulia Baita when the telephone becomes a tool of art
Giulia Baita, born in Pontassieve but moved with her parents to Sardinia when she was little more than a child, brought with her from native Tuscany the passion for art that saw her graduate in History of Contemporary Art
Literature teacher at the Fois artistic high school in Cagliari, she is lucky enough to live in front of the Molentargius Natural Park, the only one in the world where flamingos have nested for almost thirty years and it is not difficult to understand how this wonderful place has accompanied Giulia day after day in her passion for art that she considers an important language to communicate to others in her own way that “the essential is invisible to the eye” and she does so using the language of colors and shapes reinvented through the wise use of Iphone and Tablet
Giulia is an authoritative representative of Mobile Art which is achieved with mobile devices such as iPhone, iPad and smartphones in general, a form of art that she discovered in 2010 but which in the last five years has increasingly established itself, first as a variant of Digital Art, to then expand worldwide with its own identity that identifies it as a contemporary art movement that creates artistic images through mobile devices using the latest visual technologies on smartphones and tablets with which artists create, modify, transform and disseminate digital images with apps (specially created for mobile devices) that allow instant or very fast processing of the shots
This has led to the creation of a community involving hundreds of thousands of artists who all over the world (especially in America, Japan and Northern Europe) produce art, share it through various channels offered by social networks and participate in contests, collective exhibitions and personal
Giulia has participated in numerous international exhibitions, including “Light impressions” (Miami) and mDAC 2017 (Palo Alto) and since 2018 she has curated the project of collective exhibitions of international artists, including the international exhibitions “Mobile Art From All Over The World “and” All colors of the world “which took place in Cagliari
She also curated the great Mobile Art exhibition in Milan “The Beauty Myth” in which 30 artists, including herself, exhibited their works at the Copernico Gallery
In 2021 she participated in the collective exhibition at Palazzo Ducale Genoa “Talk with me”
In March 2017 she founded MAG MobileArtGroup, MAG is an international community that shares mobile art as a new form of contemporary art and does so through MobileArtGroup Facebook, MobileArtGroupAcademy Facebook, MAG Instagram and MAG Twitter
Giulia is therefore not only one of the major European exponents of this new movement of contemporary art, but she wanted to put her experience at the service of those who want to approach and promote this art form by creating a sort of permanent showcase with the MobileArtGroup group on Facebook where artists from all over the world can compare but what is even more interesting has created through the MobileArtGroupAcademy always on Facebook a sort of school where you can learn through special courses how to approach this form of art that is depopulating
For more information on Giulia Baita’s activities and to purchase her works, I refer you to her website and her social profiles, while for those who want to know more about this very interesting art form, I list the various groups on Facebook from herself created
E’ passato un anno da quella terribile telefonata nella notte in cui dall’Ospedale mi hanno avvisato che tu eri volato via.
Non è stato facile allora,non è facile adesso elaborare un dolore così grande. Nella vita purtroppo ci sono anche i dolori e proprio quelli più grandi con il tempo si trasformano e diventano parte della nostra quotidianità
Non c’è giorno che non penso a te, che non ti parlo e so che tu mi stai a sentire e molte volte a modo tuo mi rispondi pure
Un grande abbraccio ovunque tu sia
A year has passed since that terrible phone call on the night when I was warned from the hospital that you had flown away
It wasn’t easy then, and it’s not easy now to process such great pain Unfortunately, there are also pains in life and the biggest ones are transformed over time and become part of our daily life
There isn’t a day that I don’t think about you, that I don’t talk to you and I know that you are listening to me and many times you answer me in your own way as well
A big hug wherever you are
A chi ha subito una perdita di una persona cara consiglio di leggere un libro ahimè quasi introvabile di Philippe Ragueneau (1917-2003 noto giornalista e scrittore francese) che si intitola “ Non ti lascerò “.. un amore oltre la vita ~ pubblicato in Italia da Mondadori nel 1997
Nel caso non lo trovaste per chi fosse interessato/a posso mandare via mail il pdf del libro, basta mandarmi un messaggio via Instagram,Facebook o Messenger con la vostra mail
Gary Buntè nato nel 1957 a Tonbridge nel Kent.
Da ragazzo ha abbandonato la Scuola d’Arte per abbracciare la carriera di musicista, diventando uno stimato chitarrista di successo.
Dopo molti anni trascorsi nell’ambiente musicale Gary è ritornato, complice l’aver scoperto di essere affetto da una forma tumorale, ai suoi primi amori la pittura e la poesia, iniziando a dipingere in maniera professionale e liberandosi dalla dipendenza dall’alcol e dalle droghe.
Nei suoi quadri Garyrievoca i suoi ricordi di ragazzo, raffigurando con un suo humour del tutto particolare tutto ciò che circonda il mare; nei suoi quadri sono spesso presenti gli animali, in modo particolare i cani che Gary usa per meglio definire il più delle volte le persone ritratte nei suoi dipinti.
Nel 2001 a Garyè stata diagnosticata una forma tumorale e da quel momento ha iniziato ad usare la sua pittura come mezzo per aiutare gli altri, insegnando con successo ad un gruppo di pazienti come l’art theraphy possa attraverso la pittura diventare un importante coadiuvante per meglio affrontare la degenza.
Partendo dalla sua convinzione che quando si dipinge non si pensa a null’altro che a quello che si sta dipingendo, Gary ha saputo trasmettere questo suo credo a moltissime persone che ne hanno tratto giovamento, e lui stesso da tre anni a questa parte è riuscito a liberarsi dal male che lo affliggeva.
Gary Bunt was born in 1957 in Tonbridge in Kent
As a boy he dropped out of the School of Art to embrace a career as a musician, becoming an esteemed successful guitarist
After many years spent in the musical environment, Garyreturned to his first loves painting and poetry, thanks to having discovered that he was affected by a tumor, starting to paint professionally and freeing himself from addiction to alcohol and drugs
In his paintings Garyevokes his memories as a boy, depicting everything that surrounds the sea with his own particular humor; in his paintings there are often animals, especially the dogs that Gary uses to better define most of the time the people portrayed in his paintings
In 2001 Garywas diagnosed with a form of cancer and from that moment he began to use his painting as a means to help others, successfully teaching a group of patients how art theraphy can through painting become an important adjuvant for better face the hospitalization
Starting from his conviction that when you paint you don’t think of anything other than what you are painting,Garyhas been able to convey this belief to many people who have benefited from it, and he himself has succeeded for three years now. to free himself from the evil that afflicted him
Alda Merini la regina dei Navigli era nata il ventuno a primavera del 1931e proprio oggi nella Giornata mondiale della poesia avrebbe compiuto 90 anni, se fosse in vita, Google nel 2016 l’ha ricordata dedicandole un Doodle(realizzato dalla grafica Alyssa Winas) nel quale si trova racchiusa tutta la grazia e la profondità della grandissima della poesia italiana. L’immancabile collana di perle, una penna e un taccuino stretti al petto e sullo sfondo l’inconfondibile ponte sui Navigli. Alda incontra precocemente la poesia, iniziando a scrivere giovanissima (a soli 22 anni esce la sua prima raccolta di versi “La presenza di Orfeo”) e di pari tempo arriveranno i primi turbamenti, l’inquietudine e la depressione che le terranno compagnia per la vita intera.
Nella sua travagliata esistenza ha raccontato spesso gli esclusi e si è dovuta confrontare con la malattia mentale, trovando nella sua amata Milano quel buen retiro dove rifugiarsi dopo i vari soggiorni negli ospedali psichiatrici (“La pazza della porta accanto” è una sua raccolta di versi del ’95, edita da Bompiani).
Sulla facciata della sua casa sui Navigli dal 2010 c’è una targa a lei dedicata che recita: “Ad Alda Merini, nell’intimità dei misteri del mondo”.
Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta. Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera.
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Prima di venire Portami tre rose rosse Prima di venire Portami un grosso ditale Perché devo ricucirmi il cuore E portami una lunga pazienza Grande come un telo d’amore Prima di venire Dai un calcio al muro di fronte Perché li dentro c’è la spia Che ha guardato in faccia il mio amore Prima di venire Socchiudi piano la porta E se io sto piangendo Chiama i violini migliori Prima di venire Dimmi che sei già andato via Perché io mi spaventerei E prima di andare via Smetti di salutarmi Perché a lungo io non vivrei.
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Ci sono pittori che scrivono con le rime e disegnano foreste entro cui vanno a vivere con i loro amori. Si contentano di un solo pensiero, lo vestono di rubini e credono che sia un re. I poeti non credono alle date, credono che la loro storia cominci dalla presenza.
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Non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti Di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori, detti pensieri, di rose, dette presenze, di sogni, che abitino gli alberi, di canzoni che faccian danzar le statue, di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti… Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia le pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
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Ieri sera era amore, io e te nella vita fuggitivi e fuggiaschi con un bacio e una bocca come in un quadro astratto: io e te innamorati stupendamente accanto. Io ti ho gemmato e l’ho detto: ma questa mia emozione si è spenta nelle parole.
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A Natale non si fanno cattivi pensieri ma chi è solo lo vorrebbe saltare questo giorno. A tutti loro auguro di vivere un Natale in compagnia. Un pensiero lo rivolgo a tutti quelli che soffrono per una malattia. A coloro auguro un Natale di speranza e di letizia. Ma quelli che in questo giorno hanno un posto privilegiato nel mio cuore sono i piccoli mocciosi che vedono il Natale attraverso le confezioni dei regali. Agli adulti auguro di esaudire tutte le loro aspettative. Per i bambini poveri che non vivono nel paese dei balocchi auguro che il Natale porti una famiglia che li adotti per farli uscire dalla loro condizione fatta di miseria e disperazione. A tutti voi auguro un Natale con pochi regali ma con tutti gli ideali realizzati.
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Apro la sigaretta come fosse una foglia di tabacco e aspiro avidamente l’assenza della tua vita. È così bello sentirti fuori, desideroso di vedermi e non mai ascoltato. Sono crudele, lo so, ma il gergo dei poeti è questo: un lungo silenzio acceso dopo un lunghissimo bacio.
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I poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere Iddio. Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle.
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Scrivimi, te l’ho detto tante volte, scrivimi una lettera lunghissima che parli solamente di silenzio.
La Finlandia ha difeso il suo ambito titolo di Paese più felice del mondo e per il quarto anno consecutivo la nazione nordica ha conquistato il primo posto, anche in mezzo a una pandemia che ha scosso il mondo.
Nonostante la terribile pandemia COVID-19 in tutti i settori della vita, molti dei Paesi con il punteggio più alto in termini di felicità complessiva sono rimasti in cima alla lista, secondo il World Happiness Report 2021, pubblicato venerdì, il giorno prima della Giornata internazionale della felicità
L’Italia nonostante la pandemia è salita dal 28° al 25° posto
Finland defended its coveted title of the happiest Country in the world and for the fourth consecutive year the Nordic nation took the top spot, even amid a pandemic that has rocked the world.
Despite the dire COVID-19 pandemic in all walks of life, many of the Countries with the highest scores in terms of overall happiness remained at the top of the list, according to the 2021 World Happiness Report, released on Friday, the day before International Day of happiness
Despite the pandemic, Italy has risen from 28th to 25th place
1. Finland
2. Iceland
3. Denmark
4. Switzerland
5. Netherlands
6. Sweden
7. Germany
8. Norway
9. New Zealand
10. Austria
11. Israel
12. Australia
13. Ireland
14. United States
15. Canada
16. Czech Republic
17. Belgium
18. United Kingdom
19. China
20. France
Oggi in Italia si è celebrata la giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid19 che dopo un anno dall’inizio della pandemia hanno ormai superato le 100.000 unità
Scrivo con cognizione di causa perché purtroppo lo scorso aprile ho perso mio papà e ho passato quello che credo abbiano vissuto i parenti di tutte queste vittime incolpevoli ed inconsapevoli di quanto stava loro accadendo e il mio pensiero ed un abbraccio virtuale in questo triste giorno va a tutti i miei amici in Italia e all’estero che non hanno potuto accompagnare nell’ultimo viaggio i loro cari
In un giorno della memoria si dovrebbe pensare unicamente ai propri cari ma considerato che ad un anno dallo scoppio della pandemia ci ritroviamo più o meno nella stessa situazione se non peggio allora viene spontaneo chiedersi perché tutto questo?
Non sono ne un medico e tantomeno uno scienziato ma credo che chiunque abbia capito che il mondo sta combattendo una guerra non tra questo a quello stato ma contro un virus che non è stupido e che ha come obbiettivo quello di seminare morte e lo fa come un cecchino infallibile che non pensa minimante di ferire la sua vittima ma vuole ammazzarla e per farlo si è cammin facendo attrezzato di tutti quegli strumenti che lo aiutano a raggiungere il suo scopo e quindi per lui le armi a lunga gittata o i teleobiettivi capaci di colpire mortalmente a 200 metri sono in realtà le diverse varianti che si è autogenerato ( scozzese,brasiliana,africana,filippina ecc.) e con cui cerca di eludere il giubbotto antiproiettile che si chiama vaccino
Perché assistiamo da mesi al valzer in tv di medici,scienziati,virologi,tuttologi e chi più ne ha ne metta che raccontano ognuno la loro verità fino talvolta a contraddirsi tra di loro
Perché dopo un anno molti ospedali si trovano nelle stesse condizioni di un anno fa nel momento in cui devono affrontare l’emergenza con pazienti che devono rimanere per ore nell’autoambulanza prima di accedere all’interno
Perché sui vaccini si sta assistendo ad un teatrino che sembra lasciar trasparire che dietro il mondo dei vaccini ci sia quello che da sempre c’è quando si parla di guerra, il business, che porta gli uomini a farsi ricchi o poveri a seconda da che parte della barricata si trovano
Quello che trovo veramente inconcepibile è che tutti gli Stati del mondo chi più chi meno guardano con grande interesse a quando arriveranno tra sei mesi i report da Marte per sapere se anche li nascono i funghi o chissà cosa e non sono minimamente interessati a fare un fronte comune per trovare in tempi brevi un farmaco capace di debellare definitivamente questa pandemia
Uno Stato civile deve prima di ogni altra cosa tutelare la salute dei propri cittadini e a maggior ragione lo deve fare il mondo intero visto che oggi ci piace tanto chiamarci cittadini del mondo
Today in Italy was celebrated the national day in memory of the victims of Covid19 who after a year from the beginning of the pandemic have now exceeded 100,000 units
I write with knowledge of the facts because unfortunately last April I lost my dad and I went through what I believe the relatives of all these innocent and unaware victims of what was happening to them and my thoughts and a virtual hug on this sad day go to all my friends in Italy and abroad who were unable to accompany their loved ones on the last trip
On a day of memory we should think only of loved ones but considering that one year after the outbreak of the pandemic we find ourselves more or less in the same situation if not worse then it is natural to ask why all this?
I am neither a doctor nor a scientist but I believe that anyone who has understood that the world is fighting a war not between this and that state but against a virus that is not stupid and that aims to sow death and does it as a infallible sniper who does not think minimally of injuring his victim but wants to kill her and to do so he is walking equipped with all those tools that help him reach his goal and therefore for him long-range weapons or telephoto lenses capable of mortally hitting a 200 meters are actually the different variants that he self-generated (Scottish, Brazilian, African, Filipino etc.) and with which he tries to evade the bulletproof vest called vaccine
Because for months we have been witnessing the waltz on TV of doctors, scientists, virologists, all-rounders and so on and so forth who each tell their truth up to sometimes contradict each other
Because after a year, many hospitals are in the same conditions as a year ago when they have to deal with an emergency with patients who have to stay in the ambulance for hours before accessing the interior
Because on vaccines we are witnessing a theater that seems to reveal that behind the world of vaccines there is what has always been there when it comes to war, the busines, that leads men to become rich or poor depending on which side of the barricade are found
What I find truly inconceivable is that all the states of the world, some more or less, are looking with great interest at when the reports from Mars arrive in six months to find out if mushrooms are born there or who knows what and are not in the least interested in making a front. common to quickly find a medicine capable of definitively eradicating this pandemic
A civil state must first of all protect the health of its citizens and even more the whole world must do so since today we like so much to call ourselves citizens of the world
Cosa c’è di meglio che degustare un buon Irish coffee, la tradizionale bevanda irlandese capace di scaldare il nostro animo con il suo sapore deciso e quella cremosità che lo rende inconfondibile!
In Irlanda si dice che per fare un perfetto Irish coffee serva la panna montata “ricca come l’accento irlandese”, il caffè “forte come la mano di un amico” e il whiskey, rigorosamente irlandese, “liscio come lo spirito della terra”. Ma come è nato l’Irish Coffee?
Era il lontano 1943 e dall’allora aeroporto di Foynes (che verrà poi chiuso nel 1945 per lasciare spazio al nuovo Areoporto Internazionale di Shannon) una notte d’inverno partì un volo con destinazione New York.
A causa delle cattive condizioni del tempo il comandante dell’aereo prese la decisione dopo un paio di ore di volo di fare rientro a Foynes e così venne allertato il personale di terra affinchè ritornasse in aeroporto per accogliere i passeggeri e servire loro cibi e bevande.
Alcuni passeggeri chiesero al barman Joe Sheridan di servire loro qualcosa di molto caldo e Joe che solitamente serviva agli irlandesi tè caldo corretto con whiskey decise di inventare per questi passeggeri americani la bevanda che di lì a pochi anni avrebbe spopolato nel mondo intero.
Prese un bicchiere a stelo, in modo da evidenziare il contrasto dei colori, e vi versò un cucchiaino di zucchero di canna, una buona dose di Wiskey irlandese, caffè nero bollente e uno strato di panna montata irlandese.
Uno dei passeggeri rimasto piacevolmente impressionato dalla bontà della bevanda si avvicinò al barman e gli chiese se avesse usato per prepararla caffè brasiliano e Joerispose sorridendo “ no, è Irish Coffee“ creando i quel momento il nomedi una delle più famose bevande al mondo.
Nel 1952 un giornalista americano del San Francisco Chronicle, Stanton Delaplane, di passaggio dall’aeroporto di Shannon assaggiò l’Irish Coffee di Joe e portò la ricetta al suo bar preferito il Buena Vista del Fisherman’s Wharf di San Francisco.
Esiste una targa di bronzo sul muro esterno del Buena Vista per ricordare che il primo Irish Coffeefu servito lì nel 1952. Oggi in questo bar vengono serviti più di 2000Irish Coffee al giorno.
Il barman Joe Sheridan nacque nel 1909 a Castelderg nella Contea di Tyrone nell’Irlanda del Nord, primo di sei figli, si trasferì a Dublino dopo la morte del padre per lavorare in un ristorante e quindi nel 1943 accettò il posto di barman nel Lounge dell’aeroporto di Foyes, per proseguire l’attività nell’aeroporto di Shannon quando quello di Foyes venne chiuso.
Nel 1952 emigrò in America dove fu chiamato a ricoprire il ruolo di primo barman al Buena Vista di San Francisco, morì nel 1962 ed è sepolto nel cimitero di Oakland vicino a San Francisco.
Ogni anno nel mese di giugno la cittadina di Foyes nella Contea di Limerick ospita il Festival dedicato a quella che è diventata una delle più famose bevande del mondo “ l’Irish Coffee “.
L’appuntamento più importante dell’intero Festival è il “Power Irish CoffeeMaking Championship“ che ogni anno decreta tra i numerosi partecipanti chi è il barman capace di creare il “più buon Irish Coffee“ per l’anno in corso.