Nato a Savona, giornalista e autore, travel e food blogger, ama viaggiare, cucinare e non sopporta gli ombrelli.
Ha scritto diversi reportage sui Paesi Nordici, soprattutto su Irlanda e Finlandia pubblicando le relative Guide di viaggio.
I suoi libri sono pubblicati da : R.C.S. Libri, Fabbri, Sonzogno, De Vecchi editore, Sperling & Kupfer.
Press office,Comunicazione,Pr
- Attorno a un tavolo da pranzo non si invecchia mai.
- Per chi vuole vederli ci sono fiori dapperutto, Henri Matisse
- La definizione corretta di giornalista? - ” colui che non si lascia intimidire dal rapporto conflittuale fra stampa e potere “
Un giorno è nulla per ricordare anni di discriminazioni, soprusi, violenze e per il riconoscimento delle lotte che sono state portate avanti dalle donne per ottenere importanti conquiste sul piano dei diritti, dell’economia e della politica.
E allora quale miglior augurio si può fare se non quello di dedicare a tutte le donne una massima di Oriana Fallaci che recita: “La vita ha quattro sensi: amare, soffrire, lottare e vincere. Chi ama soffre, chi soffre lotta, chi lotta vince. Ama molto, soffri poco, lotta tanto, vinci sempre.”
Buona giornata!
I 8 every day
One day is nothing to remember years of discrimination, abuses, violence and for the recognition of the struggles that have been carried out by women to obtain important achievements in terms of rights, economy and politics.
So what better wish you can do if not to dedicate to all women some words of Oriana Fallaci who recits: “Life has four senses: to love, to suffer, to struggle and to win. Those who love suffer, those who suffer struggle, who fight wins. Love a lot, suffer a little, fight a lot, always win”.
Le elezioni di ieri con la netta vittoria del Movimento 5 Stelle e la notevole affermazione della Lega Nord di Salvini hanno decretato il crollo di un certo tipo di giornalismo che non ha più ragione di esistere!
I due partiti più bersagliati da un giornalismo che ha dato dei poveretti ai candidati del M5S bollandoli come degli sprovveduti e del populista a Salvini sono stati premiati dagli italiani!!
E questo dovrebbe far capire a questo tipo di giornalismo, se ancora ve ne fosse bisogno, che gli italiani non sono poi così cretini come si pensa e questo vale per tutti da nord a sud!
Ieri gli italiani hanno dimostrato andando a votare in maniera corposa che vogliono cambiare e il voto in democrazia va rispettato a partire da chi dovrebbe fare una informazione corretta e non di parte o peggio ancora taroccata!
The collapse of a certain type of journalism
Yesterday’s elections with the clear victory of the 5 Star Movement and the remarkable affirmation of the Lega Nord of Salvini have decreed the collapse of a certain type of journalism that no longer has any reason to exist!
The two parties most targeted by a journalism that gave poor people to the candidates of the M5S by boiling them as the unwary and the populist Salvini were rewarded by the Italians!
And this should make it clear to this type of journalism, if still needed, that the Italians are not so stupid as you think and this applies to everyone from north to south!
Yesterday the Italians have shown going to vote in a substantial manner that they want to change and the vote in democracy must be respected from those who should make a correct information and not biased or even worse!
Dopo una campagna elettorale in cui la politica ha dato il peggio di se promettendo di tutto e di più pur sapendo che ben difficilmente le promesse fatte potranno essere mantenute, oggi gli italiani avranno la possibilità di cambiare l’Italia!
In tempi non sospetti, quando il Movimento 5 Stelle si stava affacciando sulla scena politica italiana ho scritto che l’unico modo a parer mio per poter cambiare veramente l’Italia non può che essere quello di fare piazza pulita di una classe dirigente che in vent’anni non ha saputo produrre solo disastri.
Oggi dopo 24 anni dalla prima discesa in campo di Berlusconi ce lo ritroviamo come protagonista di questa campagna elettorale grazie alla pochezza di una sinistra che per demerito di Renzi ha fatto in modo di venire relegata al ruolo di terzo incomodo in una lotta per la vittoria finale che appare sempre più un duello all’ultimo voto tra la destra di Berlusconi e il Movimento 5 stelle. Renzi in questa campagna elettorale ha avuto l’incisività che può avere un morto vivente, capace come è stato di spostare ancora una volta la battaglia elettorale non sui programmi ma sul denigrare gli avversari e trovando scorciatoie elettorali per personaggi impresentabili quali la Boschi dirottata in quel di Bolzano e per quel Pier Ferdinando Casini che dovrà essere eletto nella rossa Bologna nelle liste del PD, lui che è stato il delfino di Forlani ai tempi d’oro della DC e che siede ininterrottamente in Parlamento da 35 anni; un personaggio che ha cambiato una marea di casacche pur di rimanere a galla saltando da destra a sinistra con la grazia di un cardellino e capace di fare incetta di cariche istituzionali nel corso di una carriera politica che verrà ricordata unicamente per le tante poltrone occupate, non fosse altro per il fatto che in 35 anni di attività politica non è stato in grado di promulgare una legge che porti il suo nome.
La sinistra poi si è fatta del male ulteriore mandando in scena quel miserevole valzer delle mummie capitanato dall’emerito presidente Napolitano, dal mai pervenuto in Africa Walter Veltroni e dal sempre spendibile Romano Prodi che sono scesi in campo per ricordare agli italiani che Gentiloni è stato un ottimo presidente del Consiglio e quindi potrebbe essere lui in caso di un ipotetico governo del Presidente e in segno di continuità il prossimo Presidente del Consiglio.
Credo che questi personaggi avrebbero fatto meglio a rimanere all’interno dei loro sarcofaghi dorati perché forse dimenticano che Gentiloni è stato il quarto Presidente del Consiglio non eletto dagli italiani e quando si è cimentato in una consultazione elettorale nel lontano 2003 nelle primarie del PD per scegliere il candidato sindaco di Roma i romani gli hanno preferito Marino, relegandolo al terzo posto con poco più del 15% di preferenze, preceduto addirittura da Davide Sassoli al 30%.
Ma i veri protagonisti nel bene e nel male di questa campagna elettorale sono stati Berlusconi che ha guidato la coalizione di centro destra e Luigi Di Maio candidato premier del Movimento 5 stelle.
Berlusconi ha dimostrato di non aver perso nonostante i suoi 81 anni la sua grande capacità comunicativa e nell’ultimo mese ha fatto il pieno di passaggi televisivi dimostrando anche una notevole resistenza fisica.
Come per il passato anche in questa occasione ha saputo distribuire in maniera sapiente il suo verbo in un crescendo che lo ha portato a dare l’annuncio a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale di aver convinto il Presidente del Parlamento Europeo Tajani ad accettare di essere il candidato premier di Forza Italia e quindi di fatto dell’intera colazione di centro destra e il nome di Tajani potrà sicuramente incidere e non poco per far confluire sulla coalazione di centro destra ulteriori voti rispetto a quelli che al momento gli vengono già accreditati dei sondaggi.
Luigi Di Maio ha condotto con il Movimento 5vstelle una campagna elettorale incisiva e capace di far capire agli italiani che nulla è stato lasciato al caso ma tutto programmato e bene per arrivare a due giorni dalle elezioni con la presentazione al corpo elettorale dell’intera squadra di ministri che si occuperanno dell’Italia in caso di una affermazione del Movimento con una maggioranza utile per poter ricevere dal Capo dello Stato il mandato per formare il nuovo governo.
Di Maio è stato attaccato e ridicolizzato dai suoi avversari che hanno più volte tirato in ballo l’aver fatto in gioventù lavori umili per non dover gravare sulla famiglia.
Renzi & company, ma anche lo stesso Berlusconi hanno più volte parlato di Di Maio come di uno sprovveduto che vendeva noccioline allo stadio partenopeo durante le partite del Napoli o peggio di aver fatto anche il muratore.
Credo che questi attacchi potranno generare nei confronti dei mittenti un effetto boomerang non fosse altro per il fatto che in Italia vi sono centinaia di migliaia di ragazzi che svolgono lavori talvolta anche umili per mantenersi gli studi o per non gravare più di tanto sulla famiglia in attesa di trovare un occupazione stabile che oggi più che mai è diventata un vero e proprio miraggio per i tanti giovani in cerca di un lavoro serio, continuativo ed adeguatamente retribuito.
Il movimento 5 stelle, ricorda come ho scritto più volte il Movimento dell’uomo qualunque fondato dal giornalista Giannini che raccolse un discreto successo nelle amministrative del 1946 e nelle elezioni per l’Assemblea della Costituente tenutesi lo stesso anno, per poi dissolversi come neve al sole nel giro di un paio di anni.
Nella maggior parte dei casi i candidati nelle liste del Movimento 5 stelle sono dei normali cittadini che si propongono se eletti di governare un paese che da oltre 20 anni è in mano ai professionisti della politica che hanno prodotto unicamente danni e aumentato a dismisura il debito pubblico.
Una delle principali critiche che viene mossa al Movimento ed ai suoi candidati, dai professionisti della politica che siedono da una vita in Parlamento è che per governare un paese ci vogliono persone competenti e preparate.
Allora citiamone alcune di queste persone competenti e preparate, giusto per capire la differenza con un potenziale candidato sottosegretario indicato in caso di vittoria dal Movimento a ricoprire non un ruolo di primaria importanza ma di collaborazione con il Ministro.
Vogliamo parlare della Presidente della Camera Boldrini e della sua presenza non ricordo con quale funzione in uno dei programmi delle ragazze Coccodè, dei calendari non certo di Padre Pio della On.le Mara Carfagna, delle comparsate su Playboy della On.le Mussolini, della Ministra Fedeli che dirige l’Istruzione con la terza media, della On.le Lorenzin che con il solo diploma dirige il Ministero della Sanità e come ciliegina della torta che dire del buon Renzi che da giovane si dilettava con la Ruota della Fortuna.
Da più parti si parla già di un eventuale governo del Presidente in quanto lo scenario più plausibile per il dopo voto non dovrebbe prevedere nessuna forza politica capace di arrivare alla maggioranza richiesta per poter governare da sola.
Mi auguro che gli italiani abbiano invece la forza una buona volta di dare a questo paese una maggioranza capace di governare al fine di evitare il solito carrozzone capace di imbarcare parlamentari a destra e a manca, fatto questo che porterebbe inevitabilmente alla triste e poco edificante spartizione delle poltrone seguendo l’arci noto manuale Cencelli.
La domanda da porsi prima di entrare in cabina mai come questa volta è delle più semplici : voglio cambiare l’Italia o lasciare tutto come sta?
La risposta è solo una.
Quando la Pop Art diventa Fiaba When Pop Art becomes fairy tale Kun Pop Art tulee satu
Ho avuto modo di incontrare in rete le opere dell’artista Caterina Borghi e sono rimasto come rapito dalla sua capacità di trasferire la Pop Art nel mondo delle fiabe, pieno si di meraviglie ma anche di alcuni aspetti della società contemporanea che vengono evidenziati con maestria dal pennello dell’artista.
Quello che ci mostra Caterina Borghi è un mondo di sprechi, di narcisismo talvolta esasperato, del bisogno di apparire sempre e comunque dove la vanità prende spesso il posto della sostanza.
Al centro delle sue opere ci sono spesso le donne che vengono ritratte nella loro quotidianità mentre fanno le casalinghe, si divertono ad un party, vanno a fare la spesa oppure diventano cibo loro stesse sedute all’interno di un carrello, e che dire della maternità in cui la donna viene raffigurata con sullo sfondo delle catene, quasi a significare una limitazione della libertà.
Altro elemento spesso presente è il cibo che viene presentato in modo attraente ma spesso in maniera esagerata, quasi proprio a voler ricordare quell’abbondanza che spesso produce inevitabilmente una marea di sprechi, e che dire del cibo che si fa peluche per essere succhiato alla ricerca di quell’affetto che a molti di noi manca.
Ma il suo è anche un mondo ironico attraverso il quale rappresenta la quotidianità raccontata tra passato e presente, attraverso personaggi dei fumetti che sottolineano i contrasti che ci vengono mostrati nella vita di tutti i giorni.
Molto bello il quadro “L’albero dei ricordi” che ci riporta a quando la pubblicità era qualcosa di gradevole e mai invadente, quella per intenderci targata Calimero, Carmencita, Susanna tutta panna, l’Olandesina, o l’omino Permaflex.
Dentro le sue opere troviamo attraverso tre colori dominanti : il rosa, il rosso e il nero, la rappresentazione di un mondo che si racconta attraverso il bene, il male, la solitudine e ahimè le inevitabili bugie che lo hanno reso sempre più superficiale. Caterina Borghi esprime la sua arte in modo poliedrico attraverso dipinti, murales, allestimenti, installazioni e come stilista di moda femminile.
Ha partecipato a numerose esibizioni collettive ed allestito molte esibizioni personali che hanno riscosso notevole successo.
Tra le sue installazioni più recenti come non ricordare l’installazione Pelouches alla Casa del Mercante in occasione di Mantova Creativa.
I was able to meet the works of the artist Caterina Borghi on the web and I was captivated by her ability to transfer Pop Art to the world of fairy tales, full of wonders but also some aspects of contemporary society that are highlighted with skill by artist’s brush.
What shows us Caterina Borghi is a world of waste, sometimes exasperated narcissism, the need to always appear where the vanity often takes the place of substance.
At the center of his works there are often women who are portrayed in their daily lives while they are housewives, having fun at a party, go shopping or become food themselves sitting in a cart, and what about motherhood in which the woman is depicted with the background of the chains, as if to signify a limitation of freedom.
Another element often present is the food that is presented in an attractive but often exaggerated way, almost just to remember that abundance that often inevitably produces a lot of waste, and what about the food that is stuffed to be sucked looking of that affection that is missing for many of us.
But his is also an ironic world through which he represents the everyday life told between past and present, through comics characters that underline the contrasts that are shown to us in everyday life.
Very nice picture “The tree of memories” that takes us back to when the advertising was something pleasant and never intrusive, to understand the plaque Calimero, Carmencita, Susanna all cream, the holland, or the little man Permaflex.
Inside his works we find three dominant colors: pink, red and black, the representation of a world that is told through good, evil, loneliness and unfortunately the inevitable lies that have made it ever more superficial. Caterina Borghi expresses her art in a multifaceted way through paintings, murals, installations, installations and as a fashion designer for women.
He has participated in numerous collective exhibitions and set up many personal performances that have been very successful.
Among his most recent installations, how can we forget the Pelouches installationat the Casa del Mercante on the occasion of Mantova Creativa.
Biografia Studia a Brera a Milano, poi lavora in aziende di abbigliamento come stilista di moda femminile e prova a raccontare con i colori la capacità di sognare. La visione fiabesca della vita. Espone in spazi alternativi, quali ristoranti, caffè, negozi, barche…shop art…fino alla personale del 1995 “Rosa Rosae” presso la galleria 2E di Suzzara (Mn) città del premio. Segue “La favola rosa” nel 2007 alla Loggia degli Artisti in Mantova presso la Camera di Commercio con il progetto e l’allestimento di un “libro” con un racconto della vita in rosa. Recenti sono l’installazione Pelouches alla Casa del Mercante in occasione di Mantova Creativa e la mostra al MuVi di Viadana (Mn). Viaggia molto per lavoro e per diletto e coglie ovunque un pensiero rapido e diretto che arriva al cuore delle cose.
Biography After studying in Milan at Brera, later she worked in fashion houses as a designer of female fashions and tried to translate into colours her vision of dreams and the enchanted side of life. She exhibited in alternative spaces, such as restaurants, cafès, shops, boats…shop art…until in 1995 her personal exhibition “Rosa Rosae“ was held at the 2E Gallery in Suzzara (Mn) town of prize. Then followed “La Favola Rosa” in 2007, at the “Loggia degli Artisti“ in the Mantuan Chamber of Commerce, a plan for the preparation of a book to recount “La vie en rose”. She travels extensively for work and pleasure and everywhere grasps a direct and candid feeling for the essential things in life.
Video relativo al Progetto Nutrix
mostra “Fame d’arte”
Home gallery 1 Stile – Mantova
Avete pensato al regalo per San Valentino?
Il tempo stringe e allora voglio darvi un’idea che non vi permetterà di avere il regalo in tempo utile ma che potrà farvi pensare ad un regalo da condividere con chi amate, una bella vacanza in Irlanda, in cui potrete andare ad acquistare personalmente ilCladdagh Ring.
Questo famoso anello irlandese indossato in tutto il mondo, simbolo di amore, amicizia e fedeltà, deriva il suo nome da Claddagh, un piccolo villaggio di pescatori nella Baia di Galway, dove gli abitanti lo usano come anello di fidanzamento da oltre 400 anni e si narra che il vero significato dell’anello sia:”Che l’Amore e l’Amicizia regnino”.
Il Claddagh Ringha la forma di due mani che abbracciano un cuore sormontato da una corona.
Le mani sono simbolo di amicizia, il cuore di amore e la corona di lealtà.
A seconda di come viene mostrato l’anello si può capire in quale situazione sentimentale si trova chi lo porta: impegnato: mano destra, con il cuore puntato verso il polso; libero: mano destra con la punta del cuore rivolta verso la punta delle dita; sposato: mano sinistra con il cuore puntato verso il polso.
Per la vostra vacanza da innamorati in Irlanda di cui posto qualche mio scatto, potrete trovare notizie utili cercando su @turismoirlanda e @galwaytourism e per il viaggio affidarvi a @aerlingus o @irishferries se andrete in auto.
Se invece vi è piaciuto l’anello, potete acquistarlo online da @claddagh.jewellers che si trova a Galway e produce l’autentico Claddagh Ring da più di 45 anni
Have you thought about the gift for Valentine’s Day?
Time is running out and then I want to give you an idea that will not allow you to have the gift in good time but that will make you think of a gift to share with those you love, a nice holiday in Ireland, where you can go and buy the Claddagh Ring personally.
This famous Irish ring worn all over the world, symbol of love, friendship and loyalty, derives its name from Claddagh, a small fishing village in Galway Bay, where the inhabitants have used it as an engagement ring for over 400 years and it is said that the true meaning of the ring is: “Let Love and Friendship reign”.
The Claddagh Ring has the shape of two hands embracing a heart surmounted by a crown.
Hands are a symbol of friendship, the heart of love and the crown of loyalty.
Depending on how the ring is shown, one can understand in what sentimental situation one finds the wearer: engaged: right hand, with the heart pointing towards the wrist; free: right hand with the tip of the heart pointing towards the fingertips; married: left hand with the heart pointing to the wrist.
For your holiday in Ireland you will find useful information on @irelandtourism and @galwaytourism for the air travel on @aerlingus or @irishferries if you go by car.
If you liked the ring, you can buy it online at @claddagh.jewellers in Galway and produce the authentic Claddagh Ring for over 45 years.
La 68° edizione del Festival di Sanremo targata Baglioni e condotta da Michelle Hunziker e Piefrancesco Favino se da una parte ha ridato alla musica il ruolo di assoluta protagonista della kermesse sanremese dall’altra si è dimostrata nel suo complesso decisamente soporifera, forse perché 20 canzoni da ascoltare sono troppe o più semplicemente perché non ci sono state canzoni capaci di elevarsi a tal punto da evitare l’inevitabile abbiocco.
Per carità gli ascolti sono stati da record e non poteva essere diversamente perché il Festival non lo guarda più nessuno ma poi puntualmente ti ritrovi con uno share sopra il 50% che tradotto in numeri vuol dire 11/12 milioni di spettatori.
Alcune chicche per la verità ci sono state: l’apertura di Fiorello la prima serata, Favino che è stato una piacevole sorpresa e si è superato nel monologo con cui ha introdotto Fiorella Mannoia nella serata finale, bravo lui e brava lei a cui Gabbani ha scippato la vittoria lo scorso anno.
La Rai ha cercato di ravvivare un po’ l’ambiente con quella pagliacciata dell’auto plagio della canzone di Moro&Meta presa subito in carico dal mondo social che a suon di #salviamoermalmeta hanno di fatto sancito che il regolamento del Festival c’è ma è datato per cui finisce tutto a tarallucci e vino e non poteva che essere così visto l’esito finale.
Di Baglioni e della Hunziker che dire se non che il primo mi è sembrato un po’ imbalsamato quasi alla Renato Balestra mentre la presentatrice svizzera verrà ricordata più che altro per la marea di abiti che ha cambiato, alcuni tra l’altro veramente brutti!
La vera rivelazione è stata il gruppo Lo Stato Sociale che ha riportato al Festival quel tocco di goliardia che ha rimandato subito al grande Rino Gaetano, il testo della loro “Una vita in vacanza” è una riflessione sul mondo del lavoro ai giorni nostri. Ornella Vanoni è stata bravissima e la sua presenza e interpretazione mi ha ricordato quella frase pronunciata da Picasso : “ ci vuole tempo per diventare giovani”. Ron ha interpretato una chicca lasciata dal grande Lucio Dalla, un omaggio dovuto all’indimenticato cantautore bolognese.
La musica si sa non ha tempo ma credo che i tre di quel che resta dei Pooh potevano tranquillamente passare la mano.
A contendersi il podio sono rimasti in tre : Moro-Meta, Lo Stato Sociale, Annalisa e dopo l’ultimo televoto la vittoria è andata a Ermal Meta e Fabrizio Moro.
La classifica finale
1° Ermal Meta – Fabrizio – Non mi avete fatto niente 2° Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza 3° Annalisa – Il mondo prima di te
Ron – “Almeno pensami”
Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – “Imparare ad amarsi”
Max Gazzé – “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”
Luca Barbarossa – “Passame er sale”
Diodato e Roy Paci – “Adesso”
The Kolors – “Frida (Mai, mai, mai)”
Giovanni Caccamo – “Eterno”
Le Vibrazioni – “Così sbagliato”
Enzo Avitabile e Peppe Servillo – “Il coraggio di ogni giorno”
Renzo Rubino – “Custodire”
Noemi – “Non smettere mai di cercarmi”
Red Canzian – “Ognuno ha il suo racconto”
Decibel – “Lettera dal Duca”
Nina Zilli – “Senza appartenere”
Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – “Il segreto del tempo”
Se già la griglia di partenza del 68° Festival di Sanremo targato Baglioni lasciava a desiderare che dire di una giuria di esperti presieduta da Pino Donaggio e composta da: Giovanni Allevi, Serena Autieri, Milly Carlucci, Gabriele Muccino, Rocco Papaleo, Mirca Rosciani e Andrea Scanzi. Muccino deve promuovere gratis un film, Papaleo forse pure o torna a farsi un giro a Sanremo dopo averlo co-presentato (2012), la Carlucci (1992) e la Autieri (2003) lo hanno presentato ma esperte di musica non direi, Scanzi ci sta come i cavoli a merenda ma si sa che di questi tempi il prezzemolo va di moda e non cresce in sala stampa, tal Mirca Rosciani è sostituto maestro del coro del Teatro di Fano e m’hai detto niente!
Buon ultimo Giovanni Allevi che con Pino Donaggio sono gli unici due al loro posto, con qualche riserva per il primo, perché sarà pure un genio ma personalmente non ripongo grande fiducia in chi afferma che a casa non ha un pianoforte e suona solo quando va ai concerti, perché sarebbe un po’ come dire che un Pollini o un Abbado abbiano perso solo del tempo nello studio e applicazione sullo strumento, quindi anche lui fa parte di quella grande bolla mediatica che talvolta porta per ragioni commerciali a sopravalutare artisti dotati di talento ma normali come compositori.
Per carità è al suo posto in quanto conosce la musica e può essere in grado di giudicare le canzoni, ma genio per genio potrei dire che preferisco nel suo genere Brian Eno.
Il mio gestore telefonico TIM con un SMS mi ha comunicato quanto segue: “Modifica condizioni contrattuali: in ottemperanza alla Legge 172/17,dal 5/3/18 le offerte attive sulla tua linea si rinnoveranno con cadenza mensile,anzichè ogni 7,28 o 30giorni. La tua spesa annuale non sarà modificata e il costo mensile sarà riproporzionato alla nuova durata e i contenuti ampliati. Entro il 4/3/18 hai diritto di recedere o passare ad altro operatore senza penali ..Info su prezzo, contenuti e recesso su on.tim.it/info o chiama 409168”.
Ora mi chiedo a cosa serva avere in Italia un Garante delle telecomunicazioni (quindi nomina di natura politica) il cui stipendio viene pagato dai cittadini se poi conta come il due a briscola, visto che come risposta alle strombazzanti proposte di sanzioni per le compagnie inadempienti le stesse hanno risposto riportando la fatturazione a livello mensile ma di fatto spalmando 13 mensilità su 12 mesi – in pratica pagheremo tanto quanto con la fatturazione a 28 giorni. Per la cronaca il Presidente dell’Agcom è nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, d’intesa con il Ministro delle Comunicazioni e previo parere delle competente Commissioni parlamentari.
Ma quale credibilità può avere l’intera classe politica italiana che in questi giorni sta dando il meglio di se stessa in una campagna elettorale h24 a reti unificate per annunciare di tutto e di più in fatto di sconti, riduzioni delle tasse, abolizione del canone RAI, del bollo auto e di decine di altre amenità se poi siamo governati da chi si fa governare dalle lobbies che alla faccia del bicarbonato di sodio se ne infischiano dell’Europa, dell’AGCOM e non da ultimo dei diritti dei propri clienti.
Però in questo caso tutti zitti, silenzio di tomba!
Abbiamo, io per primo scritto, di come sia ingiusto che un negozio faccia pagare 25 centesimi un sacchetto di carta (con tanto di marchio e pubblicità della ditta stessa e con riferimenti ai propri canali social) per portare via un regalo appena acquistato ( Kasanova a Cuneo), quando di fronte nella stessa via un identico sacchetto viene rilasciato gratis ( H&M Cuneo), intendiamoci non sono i 25 centesimi il problema ma il fatto che la nuova normativa è riferita unicamente ai sacchetti biodegradabili per gli alimenti e non impone obblighi fiscali per quelli di carta.
Mi hanno risposto in rete che sono uno sprovveduto perché nell’era del biodegradabile devo andare a fare i regali portandomi i sacchetti da casa, mentre altri, i più, hanno scritto di tutto contro i 2 centesimi applicati sulla spesa ogni qualvolta si prenda uno dei nuovi sacchetti biodegradabili e ora che le compagnie telefoniche se ne infischiano delle normative europee e aggirano l’ostacolo della proibizione della fatturazione a 28 giorni spalmando il costo di 13 mensilità su 12 mesi tutto passa in silenzio! Vi ricordate quel Carosello di tanti anni fa con Titti e Silvestro, con il primo che, per sfuggire al secondo, si metteva su una scatola di pelati De Rica e Silvestro che recitava lo slogan “Eh no, su De Rica non si può!”
Hai visto mai che Tim e Vodafone siano le DeRica dei giorni nostri!
Se ne è andato “monsieur Paul” così ha annunciato poche ore fa ai francesi Gerard Collomb, ministro dell’Interno francese che ha ricordato come Bocuse fosse semplicemente la Francia.
E’ stato uno degli esponenti di spicco della Nouvelle Cousine, e ha mantenuto ininterrottamente dal 1965 le 3 stelle Michelin.
Tra i suoi piatti più memorabili come non ricordare la Spigola in crosta farcita con mousse di astice o la Poularde de Bresse en vessie– il pollo cotto nella vescica di maiale.
Era amico di Gaultiero Marchesi nonostante la sana rivalità che da sempre esiste in tutti i campi con i nostri cugini d’oltralpe.
La grandeur francese però oggi ha segnato un punto a suo favore, è venuto a mancare un grande di Francia e la notizia l’ha data il ministro dell’Interno.
“Monsieur Paul”died as he announced a few hours ago to the French Gerard Collomb, Minister of the Interior who recalled how Bocuse was simply France. He was one of the leading exponents of the Nouvelle Cousine, and has kept the 3 Michelin stars uninterrupted since 1965. Among his most memorable dishes do not remember “the sea bass stuffed with lobster mousse” or “the Poularde de Bresse en viesse” – the chicken cooked in the pork bladder. He was a friend of Gaultiero Marchesi despite the healthy rivalry that has always existed in all fields with our cousins across the Alps. The French grandeur, however, today scored a point in his favor, a great Frenchman came missing and the Minister of the Interior gave the news.
Karla Gerard è un’artista naif che vive a Waterville nello stato del Maine in America.
Ha iniziato ad amare la pittura e a dipingere fin da ragazzina e oggi che è una signora di mezza età continua a dipingere, e questa passione che ha coltivato da autodidatta l’ha portata ad essere una pittrice molto apprezzata a livello mondiale nel genere naif.
Ha uno stile unico e molto particolare in cui fonde mirabilmente l’arte popolare e l’astrattismo, utilizzando in maniera sapiente i colori, attraverso i quali riesce a trasmettere piacevoli sensazioni.
I suoi quadri parlano di un mondo magico, dove sicuramente tutti noi vorremmo vivere, un mondo che si mostra attraverso colori brillanti e una prospettiva intuitiva e molto personale che prevede tra le altre cose anche l’assenza di criteri definiti nelle proporzioni.
Nei suoi dipinti a ben guardare non manca alcun dettaglio e nei suoi paesaggi si viene trasportati in un mondo onirico fatto di alberi a forma di lecca-lecca o verso i ricordi della propria infanzia risucchiati lungo le spirali dei rami dei suoi alberi imponenti che riflettono il carattere ottimista dell’artista e la sua indubbia eccentricità.
Da anni vende le sue opere in tutto il mondo attraverso ebay.com ed etsy.com
Recentemente ha pubblicato “Fanciful Folk Art” un bellissimo libro da colorare, che raccoglie 45 illustrazioni pronte per essere colorate.