Valériane Leblond è una giovane artista francese che vive in Galles dal 2007.
Dipinge solitamente su pannelli di legno e ritrae paesaggi rurali e villaggi lungo la costa del Galles con i suoi abitanti al lavoro.
Marie CARDOUAT
Marie Cardouat è nata in Francia il 7 agosto 1981.
Dopo il diploma della prestigiosa Scuola Superiore di Arti Decorative di Strasburgo, conseguito nel 2006, Marie si trasferisce a Parigi, città in cui lavora e risiede tutt’oggi.
Tra le esperienze più importanti che hanno orientato il suo percorso professionale c’è l’anno di studi nel Québec, a Montréal, poco prima del diploma.
Durante quei mesi intensi e proficui, Marie consolida la sua passione per il colore e la pittura, e decide di fare dell’illustrazione la sua attività anche per il futuro.
A Parigi lavora nel suo atelier traendo ispirazione dalla vita quotidiana, e creando intorno a sé un mondo immaginario impregnato di colori che fondono insieme malizia e tenerezza; le sue rappresentazioni sono fresche, oniriche e delicatamente colorate, per non dire quasi ovattate.
Accanto alla sua attività di pittrice trova spazio anche quella di illustratrice di libri per bambini, almanacchi e cartoline.
GALLES – Il Centro Nazionale della Coracle
Siamo nel Galles occidentale, poco lontano dal Parco Nazionale della Costa del Pembrokeshire e precisamente a Cenarth Falls un piccolo paesino vicino a Newcastle Emlyn nella regione del Dyfed.
Qui ha sede il Centro nazionale della Coracle, una piccola imbarcazione che è uno dei più vecchi mezzi di trasporto utilizzato lungo i fiumi.
Stiamo parlando di una barchetta lunga un metro e mezzo per un metro e pesante non più di 13 kg; questo piccolo mezzo di trasporto su acqua è presente nel Regno Unito dai tempi dei Romani ed ancora oggi lo si può trovare sui fiumi Teifi, Towy e Taf nel Galles, sul Severn a Ironbridge in Inghilterra e sul Spey in Scozia.
La Coracle è presente anche in altri paesi come l’India sul fiume Cauvery, il Tibet sul fiume Yarlon Tsang Po, il Vietnam sul fiume Cai.
In India questa barchetta viene utilizzata per trasportare lungo i fiumi la gente e le cose specie nei giorni di mercato, mentre in Vietnam viene usata come scialuppa per le grosse barche da pesca.
Nel Regno Unito invece la Coracle è usata con grande successo nella pesca al salmone e viene fatta scorrere in acqua con l’ausilio di una sola pagaia.
Nei vari paesi questa barchetta pur mantenendo inalterata la sua fisionomia, viene costruita con materiali diversi e soprattutto con forme differenti, per cui la si può trovare rotonda, ovale o quadrata.
Solitamente nel Regno Unito il telaio viene costruito con listelli di frassino o salice, mentre in Irlanda viene usato il rovere, in India e Vietnam viene usato il bamboo e nel Tibet il ginepro.
Il telaio nel passato veniva rivestito interamente con pelle di animale ( cosa che viene fatta ancora oggi in Tibet ) mentre con il passare degli anni la pelle è stata sostituita con pezze di flanella o tela impregnata con pece o catrame.
Da qualche anno a questa parte viene usata con ottimi risultati una pittura bitumata che assolve molto bene alla funzione di rendere completamente impermeabile l’imbarcazione.
Le Coracle britanniche ed irlandesi a differenza di quelle degli altri paesi hanno all’interno un asse di legno che funge da sedile; l’imbarcazione è nata per essere monoposto, anche se in alcuni paesi come l’India e l’Iraq vi sono delle imbarcazioni di dimensioni più grandi che possono accogliere al loro interno anche più di una persona.
Nella stagione estiva è possibile noleggiare una di queste imbarcazioni per andare a pesca lungo il fiume Teifi o per il piacere di fare una gita sul fiume osservando nella calma più assoluta la flora e la fauna che lo circondano.
Per chi ama pescare a mosca o a spinning una battuta di pesca sulla Coracle è qualcosa di emozionante che vale la pena di provare.
Ogni anno poi da 60 anni a questa parte presso Cilgerran, un paesino situato sul fiume Teifi poco lontano da Cenarth Falls, si disputa la “ Cilgerran Coracle Regatta “.
Un avvenimento che richiama un gran numero di partecipanti sul fiume Teifi nel primo weekend dopo ferragosto.
Per maggiori informazioni :
National Coracle Centre Cenarth Falls, Newcastle Emlyn, Dyfed
Il centro è aperto tutti i giorni da Pasqua ad ottobre dalle 10,30 alle 17,30
Come arrivare in GALLES
Il mezzo più comodo per raggiungere il Galles da Londra è l’auto, per cui una volta giunti nella capitale britannica bisogna prendere l’autostrada M4 che vi porterà a Cardiff in poco meno di tre ore di viaggio.
La capitale del Galles merita senz’altro una sosta che vi consenta di ammirarne tutta la sua bellezza, per pernottare consigliamo l’Angel Hotel e il Cardiff International Hotel.
Per raggiungere Newcastle Emlyn c vi sono due possibilità:
– la prima è quella di proseguire lungo la M4 fino a Swansea per poi imboccasre la A48 che vi porterà a Carmarthen da dove si proseguirà per Newcastle Emlyn lungo la A484;
– la seconda è quella di ritornare indietro verso Newport e quindi raggiungere Abergavenny da dove lungo la A40 avrete la possibilità di seguire il corso del fiume Usk fino a Brecon e quindi proseguire per Lampeter da dove potrete raggiungere in breve tempo Newcastle Emlyn seguendo il corso del fiume Teifi.
Michel Delacroix
Michel Delacroix (Parigi, 26 febbraio 1933) è un pittore francese.
Artista contemporaneo appartenente alla corrente naïf, ricorrono spesso, tra i suoi soggetti, le strade di Parigi e altre aree francesi vicine alla capitale.
Questi dipinti sono ambientati nel periodo della sua infanzia, al tempo dell’occupazione della Germania nazista.
Allora il pittore aveva appena sette anni e vedeva il mondo in maniera molto più innocente di quanto ci si aspetti.
Mile Davidovic
Mile Davidovic, il cittadino del mondo, è nato il 18 novembre nel segno dello scorpione nel territorio dell’ ex Jugoslavia vicino a un paese di nome Hlebine, famoso nel mondo per la scuola della pittura naif (Generalic, Lackovic, Kovacic, Vecenaj…).
Dopo aver abbandonato Podravska Slatina ha vissuto a Mostar e dopo a Bijeljina (dove ha finito la scuola elementare, la scuola media di economia e la scuola di musica).
A Belgrado vive dal 1977 dove si è laureato in economia. In gioventù ha praticato lo sport, la danza moderna e il folclore, dopo di che ha lavorato come capo del marketing nella rivista Notizie sui Film, come operatore da presa nella televisione SOS e come corrispondente della rivista Satellite TV di Atene, Grecia, dove ha vissuto per sei anni.
Davidovic è l’autore della prima videocassetta sui computer nel territorio dell’ ex Jugoslavia. Il suo amore verso l’arte l’ha scoperto ai tempi degli studi di economia e ha deciso di cominciare a dipingere.
Ha partecipato a circa 400 mostre personali e collettive in circa 50 paesi in tutti e cinque i continenti e i suoi quadri si trovano sia nelle molte gallerie jugoslave e del mondo, che nelle collezioni private.
Nelle mostre internazionali della pittura naif ha avuto molti riconoscimenti e premi;i suoi quadri e i soldi guadagnati li ha spesso regalati ai fondi umanitari.
Da marzo del 2002 è membro dell’ Associazione internazionale della pittura naif con sede a Parigi.
Da quel giorno, tutto il mondo è suo…
Genepì … quando la tradizione diventa storia
I montanari delle Valli Occitane Piemontesi preparano da secoli questo tradizionale liquore digestivo, mettendo in infusione le piante di genepì raccolte sul territorio.
La prima produzione risale alla metà del ‘700 quando tal Giovanni Stefano Pin, di professione notaro, nel tempo libero si dedicò alla raccolta e alla distillazione delle erbe introducendo per primo in Val Chisone l’alambicco.
La prima distilleria venne fondata nel 1823 a Finestrelle, in località Alpi Cozie, dal di lui nipote Stefano Pin che si specializzò nella produzione di liquori alpestri ottenuti mediante l’infusione e la distillazione di fiori ed erbe aromatiche raccolti in Alta Val Chisone.
Il Genepì appartiene botanicamente parlando al genere ” Artemisia “, che conta oltre 200 varietà di piante, tra cui le due più pregiate “ l’Artemisia genipì ” ( conosciuta anche come genepì nero, poco adatta alla coltivazione ) e ” l’Artemisia mutellina ” ( conosciuta anche come Genepì bianco, e più adatta alla coltivazione ) che vengono utilizzate per la produzione del Genepì.
Entrambe le specie crescono spontaneamente sulle Alpi piemontesi a quote decisamente elevate e in luoghi talvolta difficilmente accessibili, ragion per cui a partire dagli anni’60 alcuni montanari hanno iniziato a coltivare a quote molto elevate alcune selezioni di Artemisia mutellina, acquisendo con il tempo una vera e propria professionalità in questa coltura che oltre ad essere particolarmente difficile da portare avanti richiede molto tempo ed un impegno pluriennale.
Il procedimento per ottenere il prodotto finito, non è dei più brevi, e richiede varie fasi di lavorazione che iniziano con la posa ad essicare dei fiori raccolti, quindi si può cominciare a produrre il liquore che può essere ottenuto per infusione ( con le piante di genepì messe in infusione in una soluzione idroalcolica per non meno di 40-45 giorni ) o per sospensione ( le piantine di genepì non vengono immmerse nella soluzione idroalcolica, ma vengono poste su delle griglie che sono sospese sulla soluzione stessa).
Con il metodo della infusione si può ottenere un prodotto finito nel giro di 120 giorni, mentre per la sospensione il procedimento è molto più lungo dovendo sommare ai 90 giorni necessari per ottenere la sospensione altri 100-150 giorni di stagionatura.
In entrambi i procedimenti il liquore che si ottiene ha una gradazione variabile tra i 30 e i 42 gradi, mentre cambia la colorazione che è paglierina tendente al verde pallido per l’infuso, mentre è incolore per il prodotto ottenuto con la sospensione.
Nel 2002 è nata con l’apporto della Regione Piemonte ” l’Associazione per la tutela e la valorizzazione del Genepì delle Valli Occitane Piemontesi ” con l’intento di tutelare e salvaguardare uno dei prodotti più tradizionali in assoluto della cultura alpina piemontese, e la denominazione Genepì Occitan che contraddistingue l’associazione vuole dare a quest’ultima una precisa collocazione geografica.
L’associazione ha raggiunto lo scorso anno un obbiettivo di estrema importanza vedendosi riconoscere dalla Comunità Europea al Genepì del Piemonte l’indicazione geografica protetta e con questo riconoscimento la tradizione diventa storia.
La notte di Halloween … tremate le streghe sono tornate…
E così arriva la notte delle Streghe….la notte di Halloween con i suoi incantesimi, le sue pozioni e le sue feste fatte con il glamour di abiti e gioielli di gusto gotico.
Vedremo donne che si muovono come creature ultraterrene, vestite del colore della pece e truccate con colori viola e neri che esaltano lo sguardo creando delle ombre che sanno di malaticcio, labbra rosso fuoco e viso di un pallore che ricorda molto da vicino i vampiri.
E per sembrare delle autentiche creature della notte renderanno la loro andatura incerta e traballante con tacchi a spillo da 14 centimetri e zeppe molto simili a delle torri.
Non vi è dubbio che ci sarà da divertirsi questa notte… una notte che trae origine da una festa popolare di origine celtica, quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame.
Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra ad accogliere l’inverno, era necessario trovare un ricovero al chiuso per il bestiame che altrimenti all’esterno mal avrebbe sopportato i rigori del gelido inverno, è questo il periodo di Halloween.
I Celti festeggiavano “Samhain” ( ” fine dell’estate ” in gaelico ) che era il loro capodanno; a sera tutti i focolari venivano spenti per essere riaccesi dal ” sacro falò ” curato dai druidi a Tlachtga vicino alla collina di Tara.
Nella dimensione circolare del tempo, presente nella cultura celtica, ” Samhain ” si collocava in un punto al di fuori della dimensione temporale non appartenendo né all’anno vecchio e neppure al nuovo, in questo momento particolarissimo il sottile velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ancor di più diventando penetrabile per cui i vivi potevano accedervi.
I Celti non temevano i propri morti e lasciavano sui loro tavoli del cibo per loro in segno di accoglienza per quando sarebbero venuti a far visita ai vivi, e da qui nasce l’usanza del “ trick – or – treating ” ( dolcetto o scherzetto? ).
E allora godiamoci fino in fondo questa notte da streghe e se poi vogliamo fare qualcosa di stravagante, ma con i tempi che corrono anche propiziatoria per tempi migliori giochiamoci la cinquina delle Streghe: la zucca 67, la strega 89, la frase Dolcetto (38) o scherzetto (34)?, che viene pronunciata bussando ad almeno 13 porte diverse secondo il rituale della tradizione.
Ed ecco bella pronta la cinquina di Halloween : 67-89-38-34-13.
Buona Festa e Buona Fortuna!
Per chi vuole conoscere la storia della leggenda di Jack O’Lantern basta cliccare sul suo nome
IL TRIANGOLO ….. Sì
Si…è proprio così il “triangolo” è al primo posto delle fantasie segrete di uomini e donne italiane … particolare che viene svelato dal sondaggio ” Quale è la tua ossessione segreta? ” commissionato da Calvin Klein alla iModerate Research Technologies e condotto da quest’ultima in sette diversi paesi ( Usa, Canada, Gran Bretagna,Germania, Russia, Spagna e Italia ) su di un campione di ottomila persone intervistate tra uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 45 anni.
Il 65% degli uomini e il 25% delle donne ” di casa nostra ” pongono al primo posto delle loro fantasie erotiche “ il triangolo “, mentre nel resto del mondo il “ ménage à trois ” è solamente al terzo posto preceduto dalle ossessioni per la gelosia per il partner e per la chirurgia estetica.
Ma il sondaggio va a scavare in un mondo del tutto particolare dove oramai il sentimento dell’amore è stato smitizzato; ecco quindi che gli uomini quando pensano ad una donna si concentrano sulla loro fisicità : il seno, il lato ” B “, le gambe e la lingerie, mentre le donne prediligono il fondo schiena, gli occhi e strano ma vero l’odore dei maschi!!!
Dal sondaggio emergono anche aspetti del tutto nuovi e magari impensati, come il fatto che gli uomini siano meno trasgressivi di quanto le donne possano pensare, mentre al contrario soluzioni estreme o sadomaso sembrano essere ai primi posti delle fantasie segrete del gentil sesso.
La gelosia per il partner che è al primo posto delle ossessioni a livello mondiale, per le donne italiane cede il passo alla attenzione per se stesse e cioè alla chirurgia estetica, mentre al contrario le donne inglesi sono le più gelose in assoluto seguite a ruota dalle russe; tra gli uomini il titolo di ” Mister Otello ” spetta ai russi.
L’interesse poi per la donna molto più giovane è a vantaggio dei tedeschi, mentre gli inglesi hanno il primato nel bondage ( l’essere legati ) e nella fantasia del travestimento..
Insomma c’è un po’ di tutto in questo sondaggio che Calvin Klein ci ha voluto regalare … e di questo lo ringraziamo … però forse sarebbe stato assai più utile per il marchio fondato nel 1968 con l’apertura di una boutique all’interno di un hotel di New York … fare un sondaggio sulle mutande che produce … non so voi .. ma io le trovo terribilmente brutte…
Linda Nelson Stocks
Linda L. Nelson ( 1 maggio 1938 – 22 aprile 2011 ) meglio conosciuta come Linda Nelson Stocks è stata una apprezzata pittrice americana che ha tratto ispirazione per le proprie opere dai racconti di sua nonna Moses e dall’aver trascorso la sua fanciullezza in una fattoria dell’Illinois.
Molto conosciuta e apprezzata nel suo genere, ha saputo trasportare sulla tela le immagini di quell’America vecchio stile e colma di semplicità che ha rivissuto attraverso i racconti della nonna.
Dal 1993 si era trasferita dall’Illinois nella cittadina di Woodbury situata nella Contea di Litchfield nello stato del Connecticut.
Gli ingredienti segreti dell’amore
Le coincidenze non esistono. Aurélie Bredin ne è sicura. Giovane e attraente chef, Aurélie gestisce da qualche anno il ristorante di famiglia, Le Temps des cerises. È in quel piccolo locale con le tovaglie a quadri bianchi e rossi in rue Princesse, a due passi da boulevard Saint-Germain, che il padre della ragazza ha conquistato il cuore della futura moglie grazie al suo famoso Menu d’amour. Ed è sempre lì, circondata dal profumo di cioccolato e cannella, che Aurélie è cresciuta e ha trovato conforto nei momenti difficili. Ora però, dopo una brutta scottatura d’amore, neanche il suo inguaribile ottimismo e l’accogliente tepore della cucina dell’infanzia riescono più a consolarla. Un pomeriggio, più triste che mai, Aurélie si rifugia in una libreria, dove si imbatte in un romanzo intitolato Il sorriso delle donne. Incuriosita, inizia a leggerlo e scopre un passaggio del libro in cui viene citato proprio il suo ristorante. Grata di quel regalo inatteso, decide di contattare l’autore per ringraziarlo. Ma l’impresa è tutt’altro che facile. Ogni tentativo di conoscere lo scrittore – un misterioso ed elusivo inglese – viene bloccato da André, l’editor della casa editrice francese che ha pubblicato il romanzo. Aurélie non si lascia scoraggiare e, quando finalmente riuscirà nel suo intento, l’incontro sarà molto diverso da ciò che si era aspettata. Più romantico, e nient’affatto casuale. Con mano fresca, leggera e piena di passione, Nicolas Barreau mescola amore, un pizzico di mistero, lo charme di Parigi e la sensualità della cucina per regalarci una storia tenera e gustosa, che nutre e scalda il cuore.
Nicolas Barreau
è nato a Parigi nel 1980 da madre tedesca e padre francese, motivo per cui è perfettamente bilingue. Ha studiato Lingue e letterature romanze alla Sorbonne, ha lavorato in una piccola libreria sulla Rive Gauche e infine ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Ha una passione per i ristoranti e la cucina, crede nel destino, è molto timido e riservato e non ama mostrarsi in pubblico, proprio come il misterioso scrittore descritto in Gli ingredienti segreti dell’amore.
Nella realtà Nicolas Barreau è uno pseudonimo sotto cui si cela un immaginario scrittore francese creato in base ad analisi di mercato che attestano come gli autori francesi siano apprezzati dai lettori tedeschi.
Feltrinelli Editore


