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Is a hat for everyone? Un cappello è per tutti?

Da uomo posso dire che la grazia e l’eleganza di una donna vengono esaltate da ciò che indossa e non c’è niente di più bello che poter ammirare una donna ben vestita

La famosissima Coco Chanel era solita dire : “L’educazione di una donna consiste in due lezioni: non lasciare mai la casa senza calze, non uscire mai senza cappello”, niente di più vero

Molti considerano a torto il cappello femminile come un accessorio, mentre al contrario è parte integrante dell’outfit di una donna, perché a pensarci bene niente veste come un cappello (magari scegliendolo in contrasto con il capo base che avete indosso) forse perché sta proprio in cima a tutto

Un bel cappello può veramente trasformare il look di una donna, è un po’ come il fiocchetto su di un regalo, il sale sul bordo del bicchiere di un margarita ghiacciato, è la calamita che attira l’attenzione verso l’alto spostando l’interesse sul viso, che non è mai una cattiva idea

No, un cappello non è per tutti, bisogna saper trovare quello giusto per la propria persona

Oggi vi voglio presentare alcune creazione di una stilista italiana, Ketty Turano, che ha sviluppato la sua passione per i capelli grazie a quelli che ha avuto in regalo dalla nonna materna (cappelli risalenti agli inizi del ‘900)

Ketty ha al suo attivo diverse mostre e sfilate in cui le sue creazioni hanno riscosso un notevole successo dovuto all’uso sapiente dei materiali con i quali ha saputo dare un tocco vintage ai suoi cappelli, ma anche creando dei cappelli facilmente trasformabili da chi li indossa con l’interscambio di alcuni particolari

Potrete trovare maggiori notizie su questa stilista sulla sue pagine Instagram e Facebook dove avrete anche la possibilità di contattarla per poter acquistare le sue creazioni, spedibili in tutto il mondo

 

Ketty Turano

E’ un’artista e stilista reggina che ha iniziato a coltivare la passione per la moda a Milano ai tempi della sua maturità linguistica

Grazie ai preziosi cappelli avuti in dono dalla nonna materna Ketty ha iniziato un percorso formativo che l’ha portata a far diventare nel 2016 una passione qualcosa di tangibile con la realizzazione della sua prima mostra a Reggio Calabria

Da questo primo appuntamento in cui ha ricevuti lusinghieri consensi da parte del pubblico, Ketty non si è più fermata ed ha inanellato una serie crescente di sfilate in Calabria e Sicilia, tra cui vanno ricordate quelle di Barcellona Pozzo di Gotto, Capo d’Orlando e la partecipazione al Salina Marina Festival, evento che vede da sempre come madrina d’eccezione Maria Grazia Cucinotta

Il segreto del suo successo è la maestria con cui sa coniugare i diversi materiali con cui realizza le sue creazioni e soprattutto la certosina ricerca delle materie prime in antiche mercerie che ancora custodiscono pezzi unici che profumano di tempi antichi

Le sue creazioni sono dei veri e propri pezzi unici in cui Ketty sa mixare con amabile maestria passato e presente nella scelta dei materiali e dei particolari, e cosa ancora più interessante possono essere trasformati da chi li indossa con l’aggiunta proprio di quei particolari che la stilista fornisce a corredo di ogni sua creazione

 

 

 

As a man I can say that the grace and elegance of a woman are enhanced by what she wears and there is nothing more beautiful than being able to admire a well-dressed woman

The famous Coco Chanel used to say: “The education of a woman consists of two lessons: never leave the house without stockings, never go out without a hat”, nothing more true

Many wrongly consider the female hat as an accessory, while on the contrary it is an integral part of a woman’s outfit, because thinking well about it  nothing dress well like a hat (maybe choosing it in contrast with the basic garment you are wearing) maybe because it is just on top of everything

A beautiful hat can really transform the look of a woman, it’s a bit like a bow on a gift, the salt on the edge of the glass of a frozen margarita, is the magnet that draws attention to the top by moving the interest on the face, which is never a bad idea

No, a hat is not for everyone, you need to know how to find the right one for your person

Today I want to present some of the creations of an Italian designer, Ketty Turano, who has developed her passion for hats thanks to those she received as a gift from her maternal grandmother (hats dating back to the beginning of the 20th century)

Ketty has several exhibitions and shows in which her creations have been a great success due to the wise use of materials with which she has been able to give a vintage touch to her hats, but also creating hats easily transformed by the wearer with the interchange of some details

You can find more information about this designer on her Instagram and Facebook pages where you will also have the opportunity to contact her in order to purchase her creations, which can be shipped all over the world.

 

Ketty Turano

She is an artist and fashion designer from Reggio Calabria,  she  began to cultivate her passion for fashion in Milan at the time of her linguistic maturity

Thanks to the precious hats received as a gift from her maternal grandmother, Ketty started a training program that led her to become a tangible passion in 2016 with the realization of her first exhibition  in Reggio Calabria

From this first date in which she received flattering support from the public, Ketty has not stopped and has ringed a growing series of fashion shows in Calabria and Sicily, including those of Barcellona Pozzo di Gotto, Capo d’Orlando and participation in the Salina Marina Festival

The secret of her success is the skill with which she knows how to combine the different materials with which she creates hes creations and especially the painstaking research of raw materials in ancient haberdasheries that still preserve unique pieces that smell of ancient times

Her creations are real unique pieces in which Ketty knows how to mix with amiable mastery past and present in the choice of materials and details, and what is even more interesting can be transformed by the wearer with the addition of those details that the stylist supplies each of her creations

 

 

 

 

San Terenziano – 8° edizione“Porchettiamo” festival delle porchette d’Italia

Vini Vigna Dogarina

porchettiamo-logoSan Terenziano di Gualdo Cattaneo, in provincia di Perugia, ospiterà dal 13 al 15 maggio 2016 l’8° edizione di “Porchettiamo”, il festival delle porchette d’Italia.
In questo festival che celebra la porchetta, uno dei cibi più goduriosi dell’antica e popolare tradizione gastronomica italiana, i padroni di casa saranno i migliori produttori di porchette delle stivale.
Sarà una full immersion di tre giorni tre nello street food più puro, con stand gastronomici che proporranno cibo di strada non solo dell’Umbria ma anche di Toscana, Lazio, Marche, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia, il tutto annaffiato dalle birre artigianali selezionate da Fermento Birra o da una fantastica selezioni di vini della Strada del Sagrantino.
La vera mission di Porchettiamo è quella di far conoscere e assaggiare agli appassionati le migliori produzioni di porchette italiane, ma non solo, per cui a far da contorno alla manifestazione vi saranno alcune interessanti iniziative collaterali, tra cui segnalo:
“In punta di porchetta!” che propone la porchetta in versione gourmet con rinomati chef che scenderanno “in strada”con preparazioni ispirate alla porchetta.
“Porchettiamo&Friends” dove verranno proposti anche nuovi cibi di strada amici della porchetta, come l’hamburger di pecora dalla Sardegna, il Lampredotto toscano, Pane e Panelle e arancini dalla Sicilia, le olive ascolane e le polpette di porchetta e buon ultimo il Cicotto di Grutti (presidio Slow Food) anche detto “fratello della porchetta” e “quintessenza della porchetta”, preparato con orecchie, zampetti, stinco, lingua e trippa di maiale cotti in forno, in un contenitore posto al di sotto della porchetta per raccoglierne il grasso e le spezie (rosmarino, aglio, sale, pepe nero e finocchietto).
Piedi sui pedali per domenica 15 maggio, per smaltire le calorie dei primi due giorni!
Una passeggiata in bicicletta, a cura di Gira l’Umbria, per esplorare i dintorni di San Terenziano, tra campi coltivati, oliveti e vigneti; un percorso ad anello di media difficoltà, accessibile anche ai meno allenati, che passerà da Collesecco, Ponte di Ferro, Gualdo Cattane, Bastardo e Torri.
Chi resterà senza fiato, alla fine dei 33 chilometri, per l’ultima salita potrà usufruire del trasporto in macchina. Il ritrovo è alle ore 9.00 con consegna delle bici e partenza; il rientro è previsto per le ore 13. Iscrizione 18€ compreso il noleggio, 10€ se con bici propria.
Nella piazza principale del piccolo borgo umbro, rinominata per l’occasione “La piazza delle Porchette” i buongustai avranno la possibilità di degustare per tre giorni tre i migliori “cru” della porchetta umbra a confronto con Marche, Lazio e Calabria.

Le porchette di questa edizione, saranno:
– La Porchetta di Grutti-Grutti – Umbria
– Antica Salumeria Granieri Amato-Casalalta – Umbria
– Porchetta di Pantalla di Giancarlo e Walter Mastrini-Pantalla di Todi – Umbria
– Porchetta Umbra di Bevagna di Giuliano Cariani-Bevagna – Umbria
– Porchetta di Costano di Carlo Giuliani-Costano – Umbria
– Porchetta di Ariccia IGP di Azzocchi Roberto – Lazio
– Porchetta Calabrese di Natale Grandinetti – Falerna (CZ) – Calabria

Per andare incontro a chi è intollerante al glutine, ci sarà anche il panino con porchetta senza glutine (panino versione gluten free), in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia dell’Umbria.

Orari:
Venerdì 13 maggio – dalle ore 15 alle ore 22;
Sabato 14 e Domenica 15 maggio – dalle ore 10 alle ore 24

Partecipare a Porchettiamo vuol dire anche scoprire una regione unica e autentica come l’Umbria, per cui viene offerto da Gira l’Umbria e Strada del Sagrantino il pacchetto turistico “Porchettiamo in Umbria” a partire da 85€ a persona.

Per maggiori informazioni:
http://porchettiamo.com/

Pagina Facebook

Per Renzi inizia il declino …

votoLe elezioni regionali tenutesi ieri in Emilia Romagna e Calabria hanno fatto segnare un vero e proprio crollo dell’affluenza alle urne in entrambe le regioni.
La rossa Emilia ha disertato in massa le urne tanto che il dato definitivo relativo ai votanti ha fatto registrare una percentuale del 37,7% contro il 68,06% delle regionali del 2010 e il 70% delle elezioni europee di sei mesi fa.
Un dato che ha dell’incredibile e fa capire in maniera inequivocabile che l’Emilia non è più la regione dove “va sempre tutto bene” e mentre Renzi si trastulla su twitter con un messaggio in cui si compiace per la vittoria ottenuta dal Pd forse sarebbe il caso che qualcuno del suo entourage lo illumini sul fatto che i romagnoli gli hanno appena assestato un sonoro ceffone visto che in soli 6 mesi il suo Pd in Emilia ha perso una marea di voti.
La musica non cambia in Calabria dove la percentuale definitiva dei votanti si è fermata al 44,10% contro il 59,26% delle regionali del 2010.
Quello di ieri non può che essere visto come l’inizio della parabola discendente di un Premier che nonostante la tanto sbandierata politica del fare non riesce a mandare alle urne gli abitanti di quella che da sempre è considerata una vera e propria roccaforte del voto di sinistra.
Poi qualcuno ci spiegherà che si sta parlando di un voto a carattere regionale e non di un test pro o contro il governo, un po’ come in occasione delle elezioni europee di sei mesi fa dove il Pd prese il 40% del 70% dei votanti e  il voto diventò di fatto un voto a favore del governo, ma a spoglio in corso il Pd in Emilia prenderà il 48% del 37% dei votanti … ma già,  questa è un’altra storia!