Archivi categoria: Lifestyle

Claddagh Ring una storia d’amore che dura da 400 anni

 

Avete pensato al regalo per San Valentino?
Il tempo stringe e allora voglio darvi un’idea che non vi permetterà di avere il regalo in tempo utile ma che potrà farvi pensare ad un regalo da condividere con chi amate, una bella vacanza in Irlanda, in cui potrete andare ad acquistare personalmente il Claddagh Ring.
Questo famoso anello irlandese indossato in tutto il mondo, simbolo di amore, amicizia e fedeltà, deriva il suo nome da Claddagh, un piccolo villaggio di pescatori nella Baia di Galway, dove gli abitanti lo usano come anello di fidanzamento da oltre 400 anni e si narra che il vero significato dell’anello sia:”Che l’Amore e l’Amicizia regnino”.
Il Claddagh Ring ha la forma di due mani che abbracciano un cuore sormontato da una corona.
Le mani sono simbolo di amicizia, il cuore di amore e la corona di lealtà.
A seconda di come viene mostrato l’anello si può capire in quale situazione sentimentale si trova chi lo porta:
impegnato: mano destra, con il cuore puntato verso il polso;
libero: mano destra con la punta del cuore rivolta verso la punta delle dita;
sposato: mano sinistra con il cuore puntato verso il polso.
Per la vostra vacanza da innamorati in Irlanda di cui posto qualche mio scatto, potrete trovare notizie utili cercando su @turismoirlanda e @galwaytourism e per il viaggio affidarvi a @aerlingus o @irishferries se andrete in auto.
Se invece vi è piaciuto l’anello, potete acquistarlo online da  @claddagh.jewellers che si trova a Galway e produce l’autentico Claddagh Ring da più di 45 anni

Have you thought about the gift for Valentine’s Day?
Time is running out and then I want to give you an idea that will not allow you to have the gift in good time but that will make you think of a gift to share with those you love, a nice holiday in Ireland, where you can go and buy the Claddagh Ring personally.
This famous Irish ring worn all over the world, symbol of love, friendship and loyalty, derives its name from Claddagh, a small fishing village in Galway Bay, where the inhabitants have used it as an engagement ring for over 400 years and it is said that the true meaning of the ring is: “Let Love and Friendship reign”.
The Claddagh Ring has the shape of two hands embracing a heart surmounted by a crown.
Hands are a symbol of friendship, the heart of love and the crown of loyalty.
Depending on how the ring is shown, one can understand in what sentimental situation one finds the wearer:
engaged: right hand, with the heart pointing towards the wrist;
free: right hand with the tip of the heart pointing towards the fingertips;
married: left hand with the heart pointing to the wrist.
For your holiday in Ireland you will find useful information on @irelandtourism and @galwaytourism  for the air travel on @aerlingus or @irishferries if you go by car.
If you liked the ring, you can buy it online at @claddagh.jewellers in Galway and produce the authentic Claddagh Ring for over 45 years.

Il futuro firmato TELECOM

Il futuro firmato TELECOM
TIM guarda al futuro ma non è in grado di rispondere nel merito da 146 ore – 6 giorni – a segnalazione aperta da cliente con 20 anni di anzianità!
A nulla sono serviti numerosi solleciti al 119, fax inviato al num.800600119 e vari contatti con responsabili del Custom Care TIM che recitano nei loro profili: “sono a disposizione per rispondere alle tue esigenze di assistenza sul mobile” ma di fatto non risolvono niente, anzi ti dicono che devi aspettare che venga lavorata la tua segnalazione!
E questo dopo 6 leggasi SEI giorni di attesa!
#TIMnograzie #senzavergogna #TIM #vergogna #TIMmobile

Tattoo Life Map, ma un tatuaggio è per sempre?

tatuaggi8Per gli amanti dei tatuaggi è nata, creata da Miki Vialetto (uno dei principali esperti dell’arte del tatuaggio e fondatore di Tattoo Life Production, casa editrice specializzata in pubblicazioni sull’arte del tatuaggio e sulla street art), Tattoo Life Map che offre la possibilità di trovare a portata di smartphone, ovunque ci si trovi, un elenco degli studi e tatuatori “giusti”.
L’applicazione è ovviamente personalizzabile e consente di affinare le ricerche in base alle proprie esigenze, oltre a salvare tra i preferiti gli studi selezionati e condividere quanto trovato sull’app con i propri contatti sui social network.
Tra i tatuatori più gettonati troviamo :
Antonio Mack Todisco
Deno 
Jondix
Ottorino D’Ambra – Otto –
Rudy Fritsch
Volker Merschky e Simone Pfaff
Tiny-Miss-Becca ( pagina facebook)

tattoomapTattoo Life Map vi conduce in una sorta di tour tra centinaia di tattoo shop in Italia, Francia, Spagna, Austria, Germania e Gran Bretagna, attraverso le schede di più di 500 studi e migliaia di immagini di tatuaggi.
Detto di questa app più che interessante per chi ha in mente di farsi un tatuaggio viene però da chiedersi : ma un tatuaggio è per sempre?
Da quanto si sente in giro e soprattutto da quanto viene fuori da uno studio condotto da Quanta System Observatory effettuato con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1600 italiani di eta’ compresa tra i 18 e i 60 anni sembrerebbe proprio che la nuova tendenza del tattoo-changing (che trasforma in pratica il nostro corpo in una lavagna da ridisegnare) stia spopolando tra chi vuole liberarsi di tatuaggi che hanno segnato una fase della propria vita ma che ora si detestano (non è difficile pensare al nome dell’ex oppure a frasi che non hanno più ragione di esistere).
Con l’arrivo del tattoo-changing la cancellazione definitiva non è più l’unica soluzione, infatti stando ai dati dello studio promosso da Quanta System Observatory il 51% dei pentiti preferisce modificarli o sostituirli anziché eliminarli definitivamente.
Gli italiani che si sono pentiti della loro scelta iniziale sembra possano essere oltre 1 milione e duecentomila su una popolazione di tatuati (in base agli ultimi dati forniti dall’Istituto Superiore della Sanita’) di oltre 7 milioni.
Potrà sembrare strano ma la tecnologia più potente al mondo per soddisfare le esigenze dei “tattoo-pentiti” è made in Italy; si tratta infatti del trattamento laser Discovery Pico di Quanta System che oltre ad essere efficace e rapido, presenta meno possibili effetti collaterali.
Ma qual è la TOP 10 dei tatuaggi di cui gli italiani si sono più pentiti:

1 – Il nome o l’iniziale di un partner del passato (58%)
2 – Le citazioni celebri o tratte da film (45%)
3 – I grossi disegni tribali che ricoprono braccia e gambe (41%)
4 – I tatuaggi fatti con le ex amiche o amici del cuore (37%)
5 – I disegni venuti male (35%)
6 – Gli scudetti o gli stemmi della propria squadra del cuore (31%)
7 – Quelli troppo evidenti o impressi su una parte del corpo esposta (25%)
8 – I tattoo ritenuti imbarazzanti come un lecca-lecca o una pin-up (19%)
9 – Quelli che fanno riferimento a partiti politici o a ideologie (15%)
10 – I tatuaggi ritenuti troppo infantili come i personaggi dei cartoni animati (12%)

Questo invece l’identikit del perfetto pentito del tatuaggio:
E’ donna al 54% e uomo al 48%, ha un’età compresa tra i 30/40 anni nel 68% dei casi, percentuale che scende al 45% tra i 18/29 anni e al 41% tra gli over 40.
E’ occupato come: manager (23%), professionista (21%), impiegato statale (18%), insegnante (15%), impiegato (11%), operaio (9%).

Ma in cosa consiste il trattamento messo a punto dal laser ai picosecondi?
Il Discovery Pico è il primo laser ai picosecondi di nuova generazione che, grazie alla sua tecnologia esclusiva (patent pending), risulta lo strumento più innovativo e potente presente oggi sul mercato per il trattamento di tatuaggi e lesioni pigmentate; utilizza la più avanzata tecnologia di emissione ai picosecondi attraverso impulsi di energia estremamente brevi e potenti.
Gli impulsi generano un puro effetto fotoacustico mirato agli inchiostri e alle macchie cutanee, lasciando la pelle circostante intatta.
A differenza dei tradizionali laser Q-Switch che frammentano i pigmenti in granuli, il laser ai picosecondi li riduce in un particolato finissimo che risulta più facilmente eliminabile dal corpo anche attraverso il processo di fagocitosi.

A questo punto due sono le strade possibili:
– state pensando a un nuovo tatuaggio e siete alla ricerca di qualcosa di originale? Beh allora è d’obbligo una visita a Tattoo Life Map;
– siete in quella fase di ripensamento e quindi vorreste modificare quello che non vi piace più del vostro vecchio tatuaggio? Potete approfondire l’argomento sul laser ai picosecondi facendo visita alla pagina web di Quanta System.

Halloween il carnevale di una notte

strega_5Molti la considerano un’americanata altri invece un’occasione per divertirsi, per uscire dalla quotidianità dando sfogo alla stravaganza.
La notte di Halloween in fondo è il carnevale di una notte che tra ricordi ed evocazioni di pozioni e incantesimi si è con il tempo trasformata in un turbinio di feste fatte con il glamour di abiti e gioielli di gusto gotico.
Vedremo donne che si muovono come creature ultraterrene, vestite del colore della pece e truccate con colori viola e neri che esaltano lo sguardo creando delle ombre che sanno di malaticcio, labbra rosso fuoco e viso di un pallore che ricorda molto da vicino i vampiri.
E per sembrare delle autentiche creature della notte renderanno la loro andatura incerta e traballante con tacchi a spillo da 14 centimetri e zeppe molto simili a delle torri.
Non vi è dubbio che per gli amanti del genere ci sarà da divertirsi in una notte che trae origine da una festa popolare di origine celtica (quindi nata nel nord Europa e non in America) quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame.
Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra ad accogliere l’inverno, era necessario trovare un ricovero al chiuso per il bestiame che altrimenti all’esterno mal avrebbe sopportato i rigori del gelido inverno, è questo il periodo di Halloween.
I Celti festeggiavano “Samhain” ( “fine dell’estate” in gaelico ) che era il loro capodanno; a sera tutti i focolari venivano spenti per essere riaccesi dal “sacro falò” curato dai druidi a Tlachtga vicino alla collina di Tara.
Nella dimensione circolare del tempo, presente nella cultura celtica, “Samhain” si collocava in un punto al di fuori della dimensione temporale non appartenendo né all’anno vecchio e neppure al nuovo, in questo momento particolarissimo il sottile velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ancor di più diventando penetrabile per cui i vivi potevano accedervi.
I Celti non temevano i propri morti e lasciavano sui loro tavoli del cibo per loro in segno di accoglienza per quando sarebbero venuti a far visita ai vivi, e da qui nasce l’usanza del “trick – or – treatin” (dolcetto o scherzetto?).
Se proprio non si vuole festeggiare ci si può concedere almeno una piccola stravaganza (con i tempi che corrono anche propiziatoria per tempi migliori) giocando la cinquina di Halloween: la zucca 67, la strega 89, la frase Dolcetto (38) o scherzetto (34)?, che viene pronunciata bussando ad almeno 13 porte diverse secondo il rituale della tradizione.
Ed ecco bella pronta la cinquina di Halloween : 67-89-38-34-13.

hall030

Buona Festa e Buona Fortuna!

Per chi vuole conoscere la storia della leggenda di Jack O’Lantern basta cliccare sul suo nome

halloween3

Moleskine Milano Limited Edition

moleskine5Il 2015 sarà l’anno di Milano e gli occhi di tutto il mondo saranno rivolti alla città che ospiterà l’EXPO.
Per l’occasione Moleskine lancia sul mercato un taccuino Limited Edition con il quale vuole celebrare la ricca eredità della città in fatto di moda, design, architettura, sport e cultura.
Immagini iconografiche locali vengono assemblate sulla copertina per guidarvi alla vostra personale scoperta di strade, canali, cocktail e personaggi.
La vendita di questo prodotto da collezione sarà riservata in esclusiva per i Moleskine Store online e di Milano.

Queste le caratteristiche del taccuino:

  • Copertina rigida a tema, per una comoda esperienza di scrittura anche senza superficie di appoggio
  • Formato cm. 13×21 con angoli arrotondati
  • Chiusura elastica
  • Carta color avorio Moleskine
  • Peso della carta: 70 g/m2
  • Tasca interna espandibile dello stesso colore del taccuino
  • Etichetta “in case of loss” stampata nel risguardo
  • Nastrino segnalibro dello stesso colore del taccuino
  • Apertura a 180°

Prezzo : € 19.90

moleskineacquista

MALEFATTE – come riciclare l’arte facendola viaggiare

borse10Cosa accade ai banner in PVC realizzati per le mostre organizzate a Palazzo Venier dei Leoni?
Semplice, diventano borse! La Collezione Peggy Guggenheim aderisce al progetto “Malefatte”, ideato dalla Cooperativa sociale Rio Terà dei Pensieri: un nome ironico e divertente scelto dalla cooperativa stessa per una linea di borse interamente realizzate nei laboratori di serigrafia e pelletteria del carcere maschile di Santa Maria Maggiore di Venezia.
Le borse “Malefatte” sono pezzi unici, create a mano, diventate in poco tempo un ricercato fenomeno di moda, capace di coniugare intento artistico, sociale ed ecologico con un immancabile tocco di ironia. Si tratta di creazioni da collezione, che nascono dai frammenti di grandi striscioni pubblicitari, decontestualizzati e ricuciti per dar vita a lavori originali, non seriali, pronti al primario uso del trasporto. Le borse realizzate con i banner della Collezione Peggy Guggenheim portano con sé memorie di mostre, e sono un inevitabile richiamo alla figura dell’estrosa mecenate americana Peggy Guggenheim da sempre icona di stile e moda. Ciascuna borsa contiene al suo interno il catalogo di un’esposizione passata, diventando così un originale strumento che porta l’arte a viaggiare in tutto il mondo, un’arte senza confini. E chiunque acquisti una borsa “Malefatte” potrà scattare una foto della sua Banner Bag in un luogo d’arte e postarla direttamente sulla pagina Facebook del museo.
La Cooperativa sociale Rio Terà dei Pensieri gestisce dal 1994 attività di formazione professionale e lavorazioni artigianali all’interno delle carceri veneziane, e promuove forme innovative di impresa sociale a partire dall’attenzione all’ambiente e all’equità nel lavoro, cercando di dare un’impostazione eco-sostenibile ai propri prodotti.

Calvin Klein – se porti la 42 sei “ curvy !“

Myla1E’ ancora Calvin Klein a scatenare le reazioni sdegnate dei frequentatori della rete che sono insorti contro l’ultima campagna pubblicitaria lanciata dall’azienda di moda per promuovere la linea over size “ Perfectly Fit  “.
L’azienda ha parlato di una vera e propria rivoluzione nell’affidare a Myla Dalbesio, una modella “ in carne “, il ruolo di protagonista che in passato fu nientemeno che della trasparente Kate Moss.
Gli internauti l’hanno presa decisamente male e francamente mi pare che la 27enne del Minnesota possa sembrare a prima vista tutto tranne una donna dalle curve burrose e con la classica pancettina di ordinanza.
La Dalbesio in una recente intervista a Elle ha detto di non sentirsi per nulla “ grassa ” ma di considerarsi una via di mezzo, non sufficientemente magra per stare con le magre e non abbastanza grassa per rientrare a pieno titolo nella categoria delle “ curvy ”.
Sommersa dalle critiche che gli sono piovute addosso l’azienda attraverso la sua portavoce ha prontamente precisato che lo scopo della campagna pubblicitaria appena lanciata è quello di comunicare che la nuova linea “ Perfectly Fit ”   è stata creata per celebrare e soddisfare al meglio i bisogni di ogni donna, e le relative immagini servono per confermare che la nuova linea è inclusiva e disponibile in diverse taglie e modelli.
Resta il fatto che una marea di internauti alla vista della Dalbesio nei manifesti pubblicitari si è rivolta in rete ( in particolar modo su Twitter ) per postare commenti negativi contro la modella e l’azienda, ree la prima di essere lontana dalle ragazze “ reali ” e la seconda di aver lanciato una campagna per nulla credibile!
La Dalbesio è inutile dire che nelle immagini promozionali appare bellissima, con un completo intimo nero, e la sua taglia 42 riferita in questo caso ad una ragazza alta di sicuro non meno di 175 cm non la si può considerare di certo una taglia forte ma al massimo una taglia normale.
Il mondo della moda di una figura normale, in quanto tale, non sa che farsene; la normalità non fa vendere perché non provoca reazioni ed ecco allora che ci si affida per stupire a chi è in grado di farlo come la Drag Queen Conchita Wurst oppure a modelle dalle misure quasi sempre contro natura, il tutto condito da una buona dose di Photoshop capace di promuovere al meglio modelli impossibili da raggiungere.
Solo i grandi marchi possono permettersi il lusso di presentare a volte dei capi normali, mentre le aziende che devono trovare spazio, talvolta anche sgomitando, non possono che andare alla continua ricerca di elementi di novità come quello appunto di far passare una taglia 42 come ultrasize; del resto come non ricordare le dure polemiche suscitate dalla campagna di Victoria SecretsPerfect Body “, con modelle taglia 38 e per la quale fu lanciata anche una petizione online a cui il marchio di lingerie non ha mai dato risposta.
Comunque, io sto con le curvy, quelle vere però!

mila3

TACCHI A SPILLO… sì GRAZIE!

Per la prossima stagione la moda ha sentenziato che a farla da padrona saranno le scarpe con il tacco alto, anzi altissimo .. almeno 14 centimetri, per la gioia di tutte quelle donne che amano affidare i loro piedi a siffatte altezze e per gli uomini, che inevitabilmente si godranno lo spettacolo, perché se è vero come è vero che Angelina Jolie in Nike e tuta è sexy, è altrettanto vero che lo è dieci volte di più in tacchi alti e gonna.
Le scarpe a volte sono per la donna molto di più di un indumento o accessorio femminile, sono un qualcosa con cui la donna entra in confidenza, per chi le ama diventano parte integrante della propria vita, la scelta della scarpa con cui uscire al mattino il più delle volte corrisponde allo stato d’animo con cui si affronterà la giornata e le scarpe per di più sono tipicamente femminili perché la civetteria e la seduzione sono femminili e nulla è più femminile di un paio di tacchi alti.
Tra l’altro, molti uomini non lo sapranno ( perché dovrebbero saperlo le donne ) ma i tacchi a spillo fanno bene al sesso e a dirlo non sono una congrega di feticisti o di voyeur ma lo studio di una scienziata italiana la dott.ssa Cerruto che ha pubblicato un interessantissimo saggio in proposito, sulla autorevole rivista scientifica britannica “ European Urology”.
Gli uomini non lo sanno perché non sono loro i fruitori dei benefici emanati dai tacchi a spillo, in quanto gli stessi non fungono da ” stimolatori ” per l’eccitazione maschile, ma al contrario proprio di quella femminile.
high8La dott.ssa Cerruto è arrivata a questa conclusione testando l’attività elettrica prodotta dalle pelvi a seconda di come si è posizionato il piede femminile in una campionatura di donne al di sotto dei 50 anni.
Incredibile ma vero i risultati dicono che le donne che indossano scarpe a stiletto con un tacco non inferiore ai 7 cm. dimostrano di avere un migliore allineamento e capacità di contrazione dei muscoli pelvici, fatto questo che induce ad una maggiore eccitazione ed intensità del piacere.
Quindi se non vi siete mai avventurate sul ” tacco 10 ” ora avete un motivo in più per farlo e se siete preoccupate per l’andatura un po’ goffa ” da principiante ” che potrebbe accompagnarvi all’inizio c’è un libro ” How to walk in High heels ” ( come camminare con i tacchi alti ) di Camilla Norton con illustrazioni di Natasha Law, edito nel Regno Unito che è li pronto a darvi una mano per mettervi a vostro agio e camminare sicure e rilassate anche con i tacchi a spillo.
Buona camminata!!!

heels2

La notte di Halloween … tremate le streghe sono tornate…

E così arriva la notte delle Streghe….la notte di Halloween con i suoi incantesimi, le sue pozioni e le sue feste fatte con il glamour di abiti e gioielli di gusto gotico.
Vedremo donne che si muovono come creature ultraterrene, vestite del colore della pece e truccate con colori viola e neri che esaltano lo sguardo creando delle ombre che sanno di malaticcio, labbra rosso fuoco e viso di un pallore che ricorda molto da vicino i vampiri.
E per sembrare delle autentiche creature della notte renderanno la loro andatura incerta e traballante con tacchi a spillo da 14 centimetri e zeppe molto simili a delle torri.
Non vi è dubbio che ci sarà da divertirsi questa notte… una notte che trae origine da una festa popolare di origine celtica, quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame.
Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra ad accogliere l’inverno, era necessario trovare un ricovero al chiuso per il bestiame che altrimenti all’esterno mal avrebbe sopportato i rigori del gelido inverno, è questo il periodo di Halloween.
I Celti festeggiavano “Samhain” ( ” fine dell’estate ” in gaelico ) che era il loro capodanno; a sera tutti i focolari venivano spenti per essere riaccesi dal ” sacro falò ” curato dai druidi a Tlachtga vicino alla collina di Tara.
Nella dimensione circolare del tempo, presente nella cultura celtica, ” Samhain ” si collocava in un punto al di fuori della dimensione temporale non appartenendo né all’anno vecchio e neppure al nuovo, in questo momento particolarissimo il sottile velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ancor di più diventando penetrabile per cui i vivi potevano accedervi.
I Celti non temevano i propri morti e lasciavano sui loro tavoli del cibo per loro in segno di accoglienza per quando sarebbero venuti a far visita ai vivi, e da qui nasce l’usanza del “ trick – or – treating ” ( dolcetto o scherzetto? ).
E allora godiamoci fino in fondo questa notte da streghe e se poi vogliamo fare qualcosa di stravagante, ma con i tempi che corrono anche propiziatoria per tempi migliori giochiamoci la cinquina delle Streghe: la zucca 67, la strega 89, la frase Dolcetto (38) o scherzetto (34)?, che viene pronunciata bussando ad almeno 13 porte diverse secondo il rituale della tradizione.
Ed ecco bella pronta la cinquina di Halloween : 67-89-38-34-13.

Buona Festa e Buona Fortuna!

Per chi vuole conoscere la storia della leggenda di Jack O’Lantern basta cliccare sul suo nome

skellington1

IL TRIANGOLO ….. Sì

menage2Si…è proprio così il “triangolo” è al primo posto delle fantasie segrete di uomini e donne italiane … particolare che viene svelato dal sondaggio ” Quale è la tua ossessione segreta? ” commissionato da Calvin Klein alla iModerate Research Technologies e condotto da quest’ultima in sette diversi paesi ( Usa, Canada, Gran Bretagna,Germania, Russia, Spagna e Italia ) su di un campione di ottomila persone intervistate tra uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 45 anni.
Il 65% degli uomini e il 25% delle donne ” di casa nostra ” pongono al primo posto delle loro fantasie erotiche “ il triangolo “, mentre nel resto del mondo il “ ménage à trois ” è solamente al terzo posto preceduto dalle ossessioni per la gelosia per il partner e per la chirurgia estetica.
Ma il sondaggio va a scavare in un mondo del tutto particolare dove oramai il sentimento dell’amore è stato smitizzato; ecco quindi che gli uomini quando pensano ad una donna si concentrano sulla loro fisicità : il seno, il lato ” B “, le gambe e la lingerie, mentre le donne prediligono il fondo schiena, gli occhi e strano ma vero l’odore dei maschi!!!
Dal sondaggio emergono anche aspetti del tutto nuovi e magari impensati, come il fatto che gli uomini siano meno trasgressivi di quanto le donne possano pensare, mentre al contrario soluzioni estreme o sadomaso sembrano essere ai primi posti delle fantasie segrete del gentil sesso.
La gelosia per il partner che è al primo posto delle ossessioni a livello mondiale, per le donne italiane cede il passo alla attenzione per se stesse e cioè alla chirurgia estetica, mentre al contrario le donne inglesi sono le più gelose in assoluto seguite a ruota dalle russe; tra gli uomini il titolo di ” Mister Otello ” spetta ai russi.
L’interesse poi per la donna molto più giovane è a vantaggio dei tedeschi, mentre gli inglesi hanno il primato nel bondage ( l’essere legati ) e nella fantasia del travestimento..
Insomma c’è un po’ di tutto in questo sondaggio che Calvin Klein ci ha voluto regalare … e di questo lo ringraziamo … però forse sarebbe stato assai più utile per il marchio fondato nel 1968 con l’apertura di una boutique all’interno di un hotel di New York … fare un sondaggio sulle mutande che produce … non so voi .. ma io le trovo terribilmente brutte…

menage-home