Archivi tag: Teatro Ariston

C’era una volta il Festival di Sanremo

Premetto di non essere tra quel 30% di italiani che non hanno visto il festival di Sanremo ma tra quelli che in quest’ultima edizione hanno contribuito a collocare il dato Auditel relativo allo share poco al di sotto del 70% ( 68,8 % il dato medio complessivo dell’ultima serata ).
Per dovere di cronaca devo confessare che lo vedo a modo mio e cioè non in diretta ma registrandolo e poi passando oltre su tutti quei momenti per me non interessanti, ma ascolto almeno una volta nelle quattro serata tutte le canzoni in gara e tutte le 30 esibizioni delle cover.
Certo così facendo i tempi da dedicare al festival si riducono notevolmente e sicuramente molto al di sotto di quelle 3 ore e 20 minuti che l’Annuario 2025 Auditel stima sia il tempo che ogni italiano passa giornalmente davanti alla tv.
Rimanendo ai dati è interessante sapere che l’Annuario 2025 della TV italiana patrocinato da AGCOM stima che la Tv nel prime time sera è vista giornalmente da 19,6 milioni di italiani e quindi ecco arrivare il primo dato comparativo sulla serata finale del festival che di fatto ha raccolto poco più di 11,2 milioni di spettatori sui 16 milioni incollati davanti alla tv ( con 3,6 milioni di italiani che non si sono avvicinati alla tv).
Bisogna poi dire che dal dicembre 2024 i dati Auditel  sono diventati Total Audience aggiungendo ai 45 milioni di apparecchi tv presenti sul territorio italiano anche i dati di altri 75 milioni di schermi  (Tablet, Smartphone, Smart TV, PC, etc.) che producono ascolti generati tramite browser e  App.
Premesso che ho sempre creduto a questi dati un po’ come agli esperimenti illusionistici di Giucas Casella non fosse altro perché il sistema lineare si basa sui dati rilevati da poco più di 5000 meter impiantati sui televisori di altrettante famiglie per un totale di circa 16.000 spettatori stimati a cui vanno aggiunti quelli rilevati in modo statistico dagli apparecchi digitali che rilevano gli ascolti di 5 editori che hanno proprietà digitali tra cui è presente ovviamente la RAI.
In buona sostanza i dati dello share servono non agli ascoltatori per capire il gradimento ottenuto dai vari programmi ma a chi fa soldi attraverso il mezzo televisivo vendendo spazi pubblicitari.
L’ultima edizione del Festival ha incassato oltre 70 milioni di pubblicità a fronte di costi di produzione che hanno di poco superato i 20 milioni e allora poco importa la qualità del prodotto perché il Festival è diventato un carrozzone pronto ad ospitare al suo interno tutto e di più, spot a nero ( durante le interruzioni ) da 150/300 mila euro per pochi secondi, per non parlare poi degli spazi promozionali all’interno del programma da 1 a 2 milioni di euro, senza dimenticare la nave crociera ormeggiata di fronte alla baia di Sanremo che ancora oggi qualcuno deve spiegare cosa c’incastra con il Festival.
E’ chiaro quindi che in un carrozzone del genere tutto cambia e il Festival potrebbe benissimo chiamarsi Tale e quale show o The Voice senior o generation perché all’interno della categoria Big ci sono personaggi che vanno sul palco dell’Ariston per fare una comparsata sponsorizzati e fatti diventare Big dalle case discografiche che devono ottenere per i loro performer il massimo della visibilità e allora ecco che sul palco si arriva nella maggior parte dei casi non per cantare ma per fare uno spettacolo che possa venire amplificato a dismisura sui social attraverso post, video e quant’altro sia utile a far vedere che sul palco dell’Ariston si è depositato un caco per far schizzare i punti del  Fantasanremo … ma per favore, se volete bene alla musica ridateci il festival della canzone, quello vero!
La ciliegina sulla torta in una serata in cui si è entrati a cavallo sul palco dell’Ariston non poteva che essere l’annuncio del passaggio di consegne tra Carlo Conti e Stefano De Martino come conduttore e direttore artistico per l’edizione del 2027.
La RAI è di tutto e di più e poco importa che negli ultimi 15 anni il Festival sia stato condotto e diretto artisticamente da cantanti come Morandi e Baglioni o Dj come Amadeus e Conti, mentre ora ci tocca un esperto di pacchi e chi meglio di lui potrà condurre Festival senza sapere da che parte cominciare.

 

Sanremo 2017 diventa il “Disco per l’estate” e vince Francesco Gabbani

sanremo-2017-logoSanremo non è più Sanremo, da quest’anno è diventato l’anteprima del Disco per l’estate.
Francesco Gabbani con la super orecchiabile Occidentali’s Karma si è aggiudicato la 67° edizione del Festival di Sanremo precedendo Fiorella Mannoia e Ermal Meta.
Una vittoria, quella del bravissimo Gabbani, che sancisce con largo anticipo che la sua canzone diventerà il tormentone della prossima estate.
La musica quest’anno con un colpo di coda ha relegato al ruolo di comprimario lo spettacolo televisivo che anno dopo anno profuma di antico, diventando a tratti noioso infarcito da una pubblicità assillante, da ospiti evitabili, da qualche ciaone di troppo, da quelle larghe intese che si sono da subito trasformate in un predominio della sciura Maria che chiamata per salvare il carrozzone sanremese lo ha di fatto affossato portandosi dietro quel suo modo di fare tv che con il Festival ci sta come i cavoli a merenda, tanto che verrebbe quasi voglia di dire arridatece le vallette.
Tra tutti gli ospiti che si sono alternati sul palco dell’Ariston l’intervento di Geppi Cucciari l’ha vista primeggiare con un monologo di quelli che non fanno solo sorridere ma anche meditare.

La classifica
1° Francesco Gabbani
2° Fiorella Mannoia
3° Ermal Meta
4° Michele Bravi
5° Paola Turci
6° Sylvestre
7° Fabrizio Moro
8° Elodie
9° Bianca Atzei
10° Samuel
11° Michele Zarrillo
12° Lodovica Comello
13° Marco Masini
14° Chiara
15° Alessio Bernabei
16 ° Clementino

White Musk / Muschio Bianco

Festival di Sanremo 2016 – vincono gli Stadio e Virginia Raffaele

desigual

Festival-di-Sanremo-2016-logoDopo la vittoria nella serata delle cover che li aveva visti trionfare con “La sera dei miracoli” dedicata al grande Lucio Dalla che di fatto vinceva così postumo il suo primo Festival di Sanremo, gli Stadio hanno fatto il bis e si sono aggiudicati con la loro “Un giorno mi dirai”, un racconto emozionante e struggente di un padre che parla alla figlia, la 66° edizione del Festival della canzone italiana.
Al terzo posto si sono piazzati la coppia Giovanni Caccamo/Deborah Iurato ( massacrata la prima sera per aver indossato un abito “da paura”), mentre sul secondo gradino del podio è salita la giovanissima Francesca Michielin che ha presentato “Nessun grado di separazione”, forse uno dei brani più orecchiabili in assoluto di questa edizione della kermesse canora e quindi facilmente appetibile dalla programmazione radiofonica, anche se a detta del mitico Dj Federico l’olandese volante (componente della giuria tecnica) quest’anno il Festival è risultato essere molto radiofonico.

COMBO IMITAZIONI Virginia Raffaele
Ma al di là dei vincitori per la parte canora, la vera trionfatrice di Sanremo 2016 è risultata Virginia Raffaele che nelle prime quattro serate ha interpretato magistralmente Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Donatella Versace e Belen Rodriguez.
Quella dell’attrice-comica romana si può dire che fosse una vittoria annunciata, dopo il successo riscosso con l’imitazione di Ornella Vanoni nell’edizione targata 2015.
La Raffaele ha dimostrato di avere una grande capacità di cogliere pregi e difetti dei personaggi che va ad imitare e seppur in qualche modo ridicolizzandoli, lo fa senza mai essere volgare.
Dopo questa prestazione sanremese può essere considerata a tutti gli effetti la degna erede della grande Anna Marchesini.
Ritornando alla musica, il premio per il miglior testo è andato al brano “Amen” di Francesco Gabbani ( l’autore del testo è Fabio Ilacqua) vincitore nella categoria “Nuove proposte”; il premio Bigazzi ( assegnato dai componenti dell’orchestra del Festival) per la musica migliore è andato alla canzone vincitrice “Un giorno mi dirai” degli Stadio, mentre il premio della critica Mia Martini è andato a “Cieli immensi” di Patty Pravo, che ha preceduto (nella speciale classifica stilata dai giornalisti della sala stampa) Elio e le Storie tese e gli Stadio.
Per quanto riguarda la conduzione, tutto come da copione con il collaudato Carlo Conti buon padrone di casa accompagnato da una valletta bellissima, Madalina Ghedea, e da Gabriel Garko nel ruolo del valletto non valletto.
Lo spettacolo ha le sue regole, si spengono le luci della ribalta, si volta pagina e si va avanti pensando già da domani a quella che sarà la prossima edizione ma nel libro dei ricordi di questo Sanremo 2016 rimarranno senz’altro :

  • la toccante partecipazione del maestro Ezio Bosso
  • Nino Frassica che interpreta “ A mare si gioca”, favola amara sul dramma dei migranti
  • le imitazioni di Virginia Raffaele
  •  il ritorno dei fiori di Sanremo sul palco dell’Ariston
  • il video collage di apertura con gli spezzoni dei vincitori delle 65 edizioni precedenti
  •  i ritorni di Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Renato Zero
  • la reunion dei Pooh in vista del loro ultimo anno insieme
  • i compensi da favola di Elton John e Nicole Kidman
  • la preoccupazione per non aver visto sul palco il maestro Beppe Vessicchio la prima sera
  • i nastri arcobaleno mostrati da molti artisti a favore delle unioni civili
  • lo chef Cannavacciuolo che non sa quanti minuti servono per cuocere un uovo alla coque

Questo slideshow richiede JavaScript.

Invito all'assaggio 6 bottiglie di Prosecco di Valdobbiadene Superiore DOCG con spedizione gratuita!