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Marco Pannella, il signor Hood si è ritirato sul Gran Sasso

pannella18Marco Pannella l’uomo che ha dedicato tutta la sua vita per cercare di migliorare la nostra se ne è andato e mi piace pensarlo in cima alle vette del suo amato Gran Sasso intento a guardare il tributo di stima che gli hanno riservato le migliaia di persone che si sono messe in fila per andare a salutarlo nella camera ardente allestita a Montecitorio.
Il popolo con questa sua manifestazione di vicinanza ha dato l’ennesima lezione di civiltà a una classe politica e a quei palazzi del potere che spesso hanno beffeggiato e deriso un uomo politico che è stato la storia dei diritti civili in Italia, prima di tutti!
Nessun Presidente della Repubblica ha sentito il dovere di conferirgli la carica di senatore a vita che più di ogni altro avrebbe meritato, ma in queste ore i tanti italiani che con la loro vicinanza e la pioggia di messaggi di cordoglio hanno ringraziato questo abruzzese coriaceo e sognatore si sono fatti carico di sopperire all’ennesima ingenerosità di una classe politica che oggi ne tesse le lodi mentre in vita lo ha bollato come un visionario, rivolgendogli spesso e volentieri sorrisi beffardi e irridenti, talvolta al limite della sopportazione.
Pannella è stato un autentico leader politico, capace di assolvere appieno il vero ruolo che dovrebbe avere un capo popolo che non può che essere quello di trovare percorsi nuovi e originali che possano portare a una trasformazione ed emancipazione della coscienza di una collettività.
A quanti lo hanno bollato come visionario sarebbe utile ricordare che spesso e volentieri i visionari disegnano e aprono strade che i saggi, poi, fanno proprie.
Questo teramano, molto legato alla sua terra, ha cambiato il modo di fare comunicazione tanto che proprio nella sua città natale la facoltà di Scienze della Comunicazione gli ha conferito la laurea ad honorem «Per le sue straordinarie innovazioni introdotte nel linguaggio politico e comunicativo»   e tra le motivazioni contenute nella laudatio del Prof. Stefano Traini troviamo questo passaggio: “Per portare avanti le sue battaglie politiche, Marco Pannella ha ideato azioni di forte impatto comunicativo, contribuendo a cambiare – nella seconda metà del Novecento – il linguaggio e le modalità della comunicazione politica in Italia. Laddove gli spazi per un’informazione adeguata risultavano scarsi o del tutto assenti, Pannella ha inventato spazi diversi – talora marginali e interstiziali – e modalità innovative con intuito sorprendente”.
Tante sono state le battaglie in cui si è buttato anima e corpo : divorzio, aborto legale, diritti civili, obiezione di coscienza antimilitarista, dignità e diritti degli omosessuali e delle donne, contro la pena di morte, contro la partitocrazia, contro la fame nel mondo, contro le condizioni dei detenuti nelle carceri italiane, per riformare la giustizia, per la separazione delle carriere dei magistrati, per la responsabilità civile dei giudici.
Sotto la sua guida il Partito Radicale ha raccolto in poco più di trent’anni qualcosa come 50 milioni di firme per i quesiti referendari, un record che rimarrà di sicuro ineguagliabile in Italia.
Se ne è andato un uomo libero, un politico serio e capace di assorbire le istanze del popolo di cui si è sempre circondato.

Nel 1975 Francesco De Gregori ha pubblicato uno dei suoi album di maggiore successo, quel “Rimmel”, che contiene all’interno “Robin Hood”, la canzone che l’artista ha dedicato a Marco Pannella e il cui titolo non ha bisogno di molte spiegazioni!
Di seguito il testo della canzone:

Il Signor Hood era un galantuomo,
sempre ispirato dal sole.
Con due pistole caricate a salve
ed un canestro pieno di parole.
Con due pistole caricate a salve,
ed un canestro pieno di parole.
E che fosse un bandito,
negare non si può, però non era il solo.
E che fosse un bandito,
negare non si può.
E sulla strada di Pescara,
venne assalito dai parenti ingordi,
e scaricò le sue pistole in aria
e regalò le sue parole ai sordi.
E scaricò le sue pistole in aria
e regalò le sua parole ai sordi.
E qualcuno ha pensato, che fosse morto li,
però non era vero.
E qualcuno ha giurato che fosse morto li.
E adesso anche quando piove,
lo vedi sempre con le spalle al sole.
Con un canestro di parole nuove
calpestare nuove aiuole.
Con un canestro di parole nuove,
calpestare nuove aiuole.
E tutti lo chiamavano Signor Hood,
ma il suo vero nome era “Spina di pesce”.
E tutti lo chiamavano Signor Hood.

 

Informazioni su doubleg ()
Nato a Savona, giornalista e autore, ama viaggiare e non sopporta gli ombrelli. Ha scritto diversi reportage sui Paesi Nordici, soprattutto su Irlanda e Finlandia pubblicandone le relative Guide di viaggio. I suoi libri sono pubblicati da : R.C.S. Libri, Fabbri, Sonzogno, De Vecchi editore, Sperling & Kupfer. - La definizione corretta di giornalista? - ” colui che non si lascia intimidire dal rapporto conflittuale fra stampa e potere “

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