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La Buona Scuola funziona! Per la moglie del Premier Renzi è perfetta!

Agnese-Landini-RenziMa chi l’ha detto che “La Buona Scuola“ non funziona?
La moglie del Premier Renzi, Professoressa Agnese Landini è stata assunta per “chiamata diretta” dopo un lungo precariato.
Dall’anno scolastico 2016/17 sarà a tutti gli effetti una insegnante di ruolo presso l’Istituto tecnico linguistico Peano di Firenze.
La dirigente scolastica Maria Centonze, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha spiegato come l’Istituto abbia provveduto a selezionare dieci nuovi docenti: ” tramite il curriculum abbiamo scelto i professori, le nostre richieste riguardavano, in particolare, competenze linguistico-comunicative in lingua straniera e l’utilizzo delle tecnologie in classe”.
Il curriculum della Professoressa Agnese Landini corrispondeva pienamente alle esigenze richieste dall’Istituto Peano di Firenze et voilà!

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Informazioni su doubleg ()
Nato a Savona, giornalista e autore, ama viaggiare e non sopporta gli ombrelli. Ha scritto diversi reportage sui Paesi Nordici, soprattutto su Irlanda e Finlandia pubblicandone le relative Guide di viaggio. I suoi libri sono pubblicati da : R.C.S. Libri, Fabbri, Sonzogno, De Vecchi editore, Sperling & Kupfer. - La definizione corretta di giornalista? - ” colui che non si lascia intimidire dal rapporto conflittuale fra stampa e potere “

2 Commenti su La Buona Scuola funziona! Per la moglie del Premier Renzi è perfetta!

  1. BARBARA VISICCHIO

    Senza offesa, avete un tantino rotto con questi post contro Agnese Landini.
    Tutto avrei creduto nella mia vita, tranne che, io, insegnante, iscritta al M5S e desiderosa, come non mai, di vedere la fine politica di Matteo Renzi, mi sarei ritrovata a difendere la moglie del Presidente del Consiglio dalle accuse ingiuste e infamanti che le sono state rivolte, soprattutto, negli ultimi giorni, ma più in generale negli ultimi anni. E la cosa di cui mi dispiace maggiormente è che le accuse vengono non solo da persone esterne al mondo della scuola, di cui ignorano le principali dinamiche, ma da colleghi che sanno perfettamente cosa stiamo vivendo in questi anni.
    Stamattina, aprendo Facebook, ho visto, addirittura, che la pagina di Crozza Fan Page condivideva l’ennesimo post con Agnese Landini. Davvero non se ne può più.
    Io sono la prima a non avere parole tenere per Renzi, ma me la prendo con lui, non con la moglie.
    I social network sono diventati sempre più il posto in cui si sputa veleno, senza verificare la fonte di quanto si afferma o si condivide.
    Ricordo le critiche che sono state mosse ad Agnese Landini quando non ha partecipato agli scioperi contro la Buona Scuola.
    Mi sarebbe piaciuto vedere ognuno di voi, moglie o marito di un politico del governo, scioperare in prima fila, davanti a Palazzo Chigi, al fianco di tutte le sigle sindacali.
    Magari, sarà stata anche contro la Buona Scuola, ma glielo avrà detto a quattr’occhi al marito.
    Quando Agnese Landini ha scelto di fare l’insegnante (si è abilitata con la SSIS nel 2007) il marito non era neanche segretario del PD e ha avuto una carriera scolastica normalissima, facendo supplenze nelle scuole statali per almeno 8 anni, prima di passare di ruolo, quindi più di me che ne ho fatti solo 6, da abilitata.
    A novembre 2015 è passata di ruolo, come tutti quelli che hanno fatto domanda per partecipare al piano straordinario di immissioni in ruolo, circa 90000 persone. Cosa avrebbe dovuto fare lei, rinunciare solo perché era la moglie del Presidente del Consiglio? Io, personalmente mi sento di apprezzare una donna, che, nonostante il ruolo che riveste, abbia deciso di continuare a lavorare in un mondo non facile, invece di fare la “First Lady” tutto il giorno.
    “È passata di ruolo trascorrendo più tempo sul Renzicottero che nella scuola” ha tuonato qualche altro saputello.
    No, ha lavorato su uno spezzone, invece che su una cattedra completa, come può fare chiunque abbia la possibilità di farlo. Avere un marito ricco non è una colpa.
    “È passata di ruolo, pur essendo stata bocciata al concorso del 2012.”
    La maggior parte delle persone che conosco, che, lavorando, ha partecipato a quel concorso, non lo ha vinto. Ed erano quasi tutte persone già abilitate e da anni nella scuola.
    “Gli altri insegnanti sbattuti a 800 km da casa e lei ha avuto Firenze!”
    Ma prima di fare affermazioni del genere siete andati a controllare il punteggio di mobilità della moglie di Renzi?
    Beh, io l’ho fatto: Agnese Landini aveva 36 punti.
    Io ho avuto Venezia, come da me richiesto, con 21 punti e un mio collega con 6 punti.
    Mia cugina, in Puglia, che ha 36 punti e insegna nella stessa classe di concorso della moglie di Renzi (A051), ha avuto l’ambito territoriale in cui vive e non è parente di un politico.
    Esclusi gli errori del tanto contestato algoritmo, quasi tutti gli insegnanti del Centro Italia e del Nord Italia hanno avuto l’ambito territoriale scelto.
    I problemi si sono avuti nelle regioni del Sud, perché sono rientrate dal Nord persone che avevano punteggi più alti e hanno scavalcato coloro che avevano punteggi bassi, o perché in questi anni non hanno lavorato, o perché hanno lavorato nelle scuole private che non danno punteggio per la mobilità.
    “È stata chiamata con la chiamata diretta!”
    Cosa c’è di strano? Lo prevede la legge. Non ha avuto Firenze per effetto della chiamata diretta. La chiamata diretta è servita solo per stabilire in quale scuola di Firenze insegnerà per i prossimi 3 anni.
    Anche se non si fosse candidata per nessuna scuola, avrebbe avuto d’ufficio una scuola dell’ambito di Firenze al quale appartiene, come ad esempio ho fatto io.
    Mi fermo qui. Spero di essere riuscita a fare un po’ di chiarezza e, soprattutto, invito tutti a occuparci dei problemi seri che vive il mondo della scuola, non del posto di lavoro della moglie del Presidente del Consiglio.

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    • La ringrazio per il suo commento, che in realtà è quanto pubblicato da Barbara Visicchio, insegnante pugliese che si è schierata a favore di Agnese Landini e della Buona Scuola.
      Abbiamo posizioni diverse sulla “Buona Scuola” e ci sta, quello che mi rincuora è che lei stessa ammetta che questa Legge sia osteggiata non solo da giornalisti che ce l’hanno con Renzi, da non addetti ai lavori ma anche da suoi colleghi insegnanti.
      La Visicchio afferma di essere iscritta al M5S, e ciò mi sorprende non poco considerato che il giorno in cui è stata posta la fiducia sulla “Buona Scuola” i senatori del M5S si nono presentati nell’aula del Senato con la fascia nera la braccio, in segno di lutto, e tanto di lumicini accesi affermando che: “oggi Renzi uccide la scuola pubblica e la Costituzione”.
      Per la cronaca il M5S in cui milita ha votato NO in Senato quando è stata posta la fiducia su questa Legge.
      La informo, qualora non ne fosse a conoscenza che SCUORUM ( insegnanti, studenti, genitori, lavoratori della scuola) ha promosso quattro quesiti del referendum sulla scuola per abrogare il peggio della legge conosciuta come “buona scuola”, raccogliendo oltre 2 milioni di firme, oltre 500mila per ogni singolo quesito.
      Le ricordo i quattro quesiti:
      ABROGAZIONE DEI FINANZIAMENTI PRIVATI ALLE SINGOLE SCUOLE, INCREMENTO PER LE STATALI
      Primo quesito: se vince il SI ogni donazione da parte dei cittadini confluisce solo all’interno del sistema d’istruzione nazionale statale, ridistribuendo le risorse tra zone ricche e povere e scuole che ne hanno più o meno bisogno. Si eviterà così la creazione di scuole di élites e di scuole-ghetto e il prevedibile sbilanciamento a favore delle scuole private, in modo da garantire il diritto allo studio a tutti.
      ABROGAZIONE DELLA CHIAMATA DISCREZIONALE DEI DOCENTI
      Secondo quesito: se vince il SI il dirigente scolastico non potrà più, a sua discrezione, scegliere e confermare o mandar via dopo tre anni i docenti. L’assegnazione dei docenti alle scuole avverrà con criteri oggettivi e senza il ricatto della scadenza, eliminando il rischio di gestione clientelare (in Italia…..poi) delle assegnazioni, e di limitazione della libertà d’insegnamento: il preside non potrà condizionare l’autonomia professionale dei docenti.
      ABROGAZIONE DELL’OBBLIGO DI MINIMO 200-400 ORE DI ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
      Terzo quesito: se vince il SI viene abrogato il limite minimo fissato per legge di 400-200 ore in azienda (istituti tecnici e professionali e licei) di alternanza scuola-lavoro. Potranno così decidere le singole scuole quando, dove e come pianificare esperienze professionali coerenti con gli obiettivi del proprio Piano di Offerta Formativa, evitando di perdere ore di lezione anche in assenza di esperienze di lavoro formative, solo per ottemperare a una formalità.
      ABROGAZIONE DEL POTERE DEL PRESIDE DI SCEGLIERE ARBITRARIAMENTE I DOCENTI DA PREMIARE
      Quarto quesito: se vince il SI viene abrogato il potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti a cui dispensare discrezionalmente il premio salariale per presunto “merito” (con tutti i rischi clientelari che non facciamo fatica a immaginare). Il comitato di valutazione torna composto dai docenti e dal dirigente, non deve più identificare nessun “criterio per la valorizzazione” e si limita a esprimere parere sul periodo di prova dei neo-assunti. Il fondo annuale da 200 milioni si conferma salario accessorio per valorizzare tutti i docenti, precari inclusi, ed è inserito nella contrattazione integrativa nazionale e di scuola.

      http://www.referendumscuola.org/index.php/news/120-referendum-scuola-depositate-in-cassazione-oltre-2-milioni-di-firme-515mila-a-quesito

      Cordialmente

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